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Fabrizio Frosini
Posted Jul 24, 2008 2:42 PM
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dal blog Toghe mercoledì 23 luglio 2008 : http://toghe.blogspot...


L'incolpevole trasferimento di Clementina Forleo

Il CSM, alla fine, ha disposto il trasferimento da Milano del Gip Clementina Forleo per incompatibilità ambientale.

La norma applicata è l'art. 2, comma 2, del Regio decreto legislativo n. 511 del 1946 secondo il quale i magistrati, per i quali la Costituzione prevede la garanzia dell'inamovibilità (art. 107 Cost.), possono tuttavia essere trasferiti contro la loro volontà quando, per qualsiasi causa indipendente da loro colpa non possono, nella sede occupata, svolgere le proprie funzioni con piena indipendenza e imparzialità.


In questo caso il CSM non ha operato come giudice, bensì come autorità amministrativa, in una posizione assimilabile a quella di un “datore di lavoro”; ecco perché questa decisione, assunta a maggioranza (hanno votato contro tre componenti di Magistratura Indipendente, mentre il solo Procuratore Generale si è astenuto), può essere impugnata dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale e non alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. In sostanza in questa causa il CSM è una semplice “controparte”, su un piano di parità processuale (art. 111 Cost.), del magistrato ricorrente.


Originariamente questo tipo di trasferimento era previsto anche quando l'incompatibilità dipendesse da una “colpa” del magistrato. Oggi, invece, il trasferimento per una condotta “colpevole” del magistrato può disporsi unicamente nel processo disciplinare.

Dalla lettura delle prime notizie sulla delibera del CSM sembra di scorgere un'impostazione “colpevolista”, nel senso che il trasferimento rappresenta la conseguenza di specifici addebiti mossi al magistrato (l'aver partecipato ad una trasmissione televisiva e l'atteggiamento dimostrato verso altri magistrati della sede milanese); se ciò fosse confermato si tratterebbe di un'applicazione dell'art. 2 piuttosto controversa, dato che le motivazioni della delibera appaiono fortemente influenzate da condotte che, sebbene non contestate sotto forma di illecito disciplinare, rappresentano specifici addebiti di colpa contro il magistrato trasferito.


dal blog Toghe mercoledì 23 luglio 2008 : http://toghe.blogspot...

Commento di un lettore , Vincenzo Scavello :

In un tempo dove non si riesce più a capire cosa si decide o cosa dicono i "garanti" delle Istituzioni, ci troviamo a confrontarci con indigeribili ossimori. E' di qualche giorno fa la notizia che alla "matta" Clementina non si poteva fare alcun addebito, e che la sua azione era stata legittima. Oggi siamo costretti a leggere del suo trasferimento per incompatibilità ambientale. Se, prima, la Dott. Forleo aveva agito correttamente come mai adesso la si trasferisce? Io mi sarei aspettato che ad essere trasferiti fossero quanti avevano "ostacolato" o consigliato al coraggioso PM una condotta più prudente.

Nessun addebito per la sua condotta è un trasferimento per lei e non per qualche altro.

Buona vita Dott.ssa Forleo
in questo nostro Paese è il minimo che popeva capitarLe.
23 luglio 2008 13.30

Fabrizio Frosini
Posted Jul 25, 2008 3:16 PM
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da La Rete del Grillo venerdì 25/07/2008 13.47

Salvatore Borsellino sulla scarcerazione di Contrada



Pochi minuti fa mi è arrivata la notizia della scarcerazione di Contrada per motivi di salute.
Non posso accettarla, il mio animo si rivolta, il constatare che agli assassini di mio fratello non è bastato ucciderlo ma che stanno anche completando l'opera mi ripugna, mi sconvolge.
Ho voglia di farmi giustizia con le mie mani dato che la Giustizia in questo nostro sciagurato paese non esiste più.
Paolo considerava Contrada un assassino e lo stesso lo considero io e per gli assassini non ci può essere ne perdono ne pietà.
Non è una mia idea, Paolo disse più di una volta ai suoi familiari parlando di Contrada "solo a fare il nome di quell'uomo si può morire".
Contrada era in carcere, il solo finora a pagare per quei pezzi deviati dello Stato che con la criminalità mafiosa hanno trattato e per portare avanti questa trattativa hanno fatto uccidere Paolo Borsellino e con lui tutta la sua scorta, ragazzi mandati a morire senza nessuna difesa ne possibilità di salvezza da chi sapeva che il carico di tritolo, anzi di Semtex, l'esplosivo usato per le stragi di Stato, era già stato depositato in Via D'Amelio.
Contrada era un simbolo, il simbolo di una Giustizia che qualche volta, solo qualche volta, riesce ad inchiodare i colpevoli.
Adesso quelli che lui ha servito e che sono rimasti fuori dalla galera, che non sono mai stati finora indagati perhè i pochi giudici che hanno tentato di farlo sono stati subito ridotti al silenzio, come ha detto l'altro giorno il giudice Scarpinato al Palazzo Steri di Palermo, sono riusciti a tirarlo fuori come gli avevano promesso per evitare che potesse parlare e trascinare in galera anche loro.
Avrei potuto accettare che finisse i suoi miseri giorni a casa sua, se anche gli altri avessero pagato, se fossero partite quelle indagini che non andranno mai avanti sui mandanti occulti della strage, su quelli che non si possono chiamare "mandanti esterni" perchè sono "interni" allo Stato ed alla stessa magistratura.
Ma, come disse Sciascia, "lo stato non può processare se stesso" e quello che c'era scritto sull'Agenda Rossa di Paolo consente di tenere in piedi una rete di ricatti che consente di mettere tutte le pedine al posto giusto, di manovrare i pezzi necessari, ed arrivare alla fine della partita.
Se venissero portate avanti le indagini sulle telefonate partite dal centro del Sisde sul Castello Utveggio, Contrada ed tanti altri insieme a lui potrebbero andare in carcere non per concorso esterno in associazione mafiosa ma per concorso in strage e forse sarebbe allora più difficile tirarli fuori dal carcere, sarebbe più difficile concedere anche a loro l'immunità come per le alte cariche dello Stato, se ne potrebbe salvare uno ma non tutti.
Ho eliminato dal mio vocabolario due parole, la speranza ma anche la disillusione, lo scoraggiamento.
Ce ne sono rimaste solo due la parola rabbia e la parola lotta e a gridare la mia rabbia e a lottare continuerò finche avrò voce, finché avrò vita.

Salvatore Borsellino
Fabrizio Frosini
Posted Jul 25, 2008 4:27 PM
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24 luglio 2008, in Marco Travaglio

Colpirne due per educarli tutti


Ora d'aria
l'Unità, 24 luglio 2008


La vera anomalia non è l’aborto giuridico del Lodo Alfano, che si spera verrà spazzato via dalla Corte costituzionale come il suo deforme progenitore Maccanico-Schifani: solo un marziano un po’ tonto poteva scambiare Al Tappone per uno statista dedito agl’interessi del Paese anziché ai cazzi suoi. La vera anomalia è quel che accade, anzi non accade tutt’intorno. E’ l’aria di annoiata normalità con cui il Lodo è stato accolto in Parlamento anche dal grosso delle cosiddette opposizioni. E’ il silenzio del Colle, allarmato invece da una fantomatica “giustizia spettacolo”. E’ il Tg1 che lo nasconde come terza notizia del giorno. Sono i giornali che non gli dedicano un solo editoriale (a parte, forse, il manifesto) e gli riservano lo stesso spazio dedicato a celebrare il “ritorno di Veronica a Villa Certosa”, con tanto di foto della Sacra Famiglia gentilmente offerte da “Chi” (Mondadori). E’ il tradimento degli intellettuali “liberali” che si son messi “a vento”, proni a tutto (nel 2003 il Corriere di De Bortoli denunciava le leggi vergogna, infatti De Bortoli dovette sloggiare). Ed è pure questo Csm che, cacciando in sequenza Luigi De Magistris e Clementina Forleo, fa di tutto per dar ragione a Gasparri e anticipa spontaneamente la controriforma annunciata da Angelino Jolie per conto del padrone: quella che farà dell’ex “organo di autogoverno” dei giudici l’ennesima pròtesi della Casta.

Riforma sintetizzata dal cosiddetto ministro Rotondi con l’icastica frase “colpire un magistrato per educarne cento”. Il giorno scelto per trasferire la Forleo da Milano non poteva essere più azzeccato: mentre Tavaroli rivela a Repubblica i ricatti che regolano la politica e l’economia, mentre il Cainano si blinda dai processi come la regina d’Inghilterra (che però non ha processi) e mentre s’annuncia il festoso ritorno dell’immunità parlamentare, la gip che osò intercettare i furbetti del quartierino e i loro santi protettori trasversali sparsi fra Bankitalia, Palazzo Grazioli, Pontida e il Botteghino viene espulsa dalla sua sede naturale. Anche il voto al plenum è emblematico: tutti d’accordo, come già per De Magistris, destra e sinistra, laici e togati (a parte, per la Forleo, quelli di MI). Con i complimenti del Giornale, per la penna del rubrichista con le mèches: avrebbe preferito il suo licenziamento, ma per ora s’accontenta, poi magari ci pensa Brunetta.

Una soave corrispondenza di amorosi sensi destra-sinistra che la dice lunga sull’astio trasversale della Casta per i cani sciolti, senza padrone e senza collare. Ancora 15 anni fa erano i magistrati più preziosi. Oggi sono i nemici da abbattere. “Un giudice indipendente che non appartiene a nessuno”, ha detto Clementina al Csm mentre le sparavano addosso da destra a sinistra, “in questo Paese ancora non può esistere”. Cacciata per “incompatibilità ambientale”. Motivo: ha provocato “disagio e allarme sociale” (figuriamoci) denunciando ad Annozero la solitudine di chi tocca i poteri forti e confidando le sue ansie per l’inchiesta sulle scalate a un pm milanese e a un vecchio collega, Ferdinando Imposimato, di cui (sbagliando) si fidava. Trasferita non per aver venduto o insabbiato processi, non per aver poltrito, non per aver agito scorrettamente. Ma solo per aver parlato, dicendo cose magari discutibili, ma parole, pensieri, concetti (incredibile che i “progressisti”di Magistratura democratica, così sensibili alla libertà di espressione si siano prestati a una simile vergogna).

Il Csm, che l’aveva lasciata sola nei mesi terribili dell’estate scorsa mentre l’intero Parlamento le saltava addosso per l’ineccepibile ordinanza sulle scalate, l’ha trattata come una mitomane “tendente al vittimismo” che s’inventa pericoli inesistenti. Intanto quell’ordinanza, presentata un anno fa come una sua alzata d’ingegno in dissenso con la Procura, è stata avallata dalla stessa Procura, che due mesi fa ha chiesto al Parlamento europeo il permesso di usare a carico di D’Alema le telefonate tra quest’ultimo e Consorte. Intanto le sue denunce han trovato conferma in un’indagine a Potenza e nell’arrivo di proiettili e lettere anonime, tanto che le hanno assegnato una scorta armata. Purtroppo la scorta non ha potuto proteggerla dal Csm che, con l’aria di smentire le sue denunce, ne ha in definitiva confermata tutta l'attendibilità. Sapeva che gliel’avrebbero fatta pagare,e gliel’han fatta pagare. Anche lei, come De Magistris, è “incompatibile”. Ma non con Milano o con Canicattì. E’ incompatibile con questo lurido paese.


Marco Travaglio
Fabrizio Frosini
Posted Jul 27, 2008 1:57 AM
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Lettera al presidente del Senato

di Marco Travaglio



Gentile Presidente del Senato, avv. sen. Renato Schifani, chi Le scrive è un modesto giornalista che ha avuto la ventura di occuparsi talvolta di Lei per motivi professionali. L’ultima - forse lo ricorderà - fu nel mese di maggio, quando Lei ascese alla seconda carica dello Stato e io pubblicai una sua breve biografia sull’Unità e nel libro “Se li conosci li eviti” (scritto con Peter Gomez) che poi presentai su Rai3 a “Che tempo che fa”. Anzitutto mi consenta di congratularmi con Lei per la Sua recentissima invulnerabilità penale, in virtù del Lodo Alfano, figlio legittimo del Lodo Schifani già dichiarato incostituzionale dalla Consulta nel 2004 e prontamente replicato in questa legislatura, anche grazie alla fulminante solerzia con cui Lei l’ha messo all’ordine del giorno di Palazzo Madama. E’ davvero consolante, per un cittadino comune, apprendere che da un paio di giorni l’articolo 3 della Costituzione è sospeso con legge ordinaria approvata in 25 giorni, e che dall’altroieri esistono quattro cittadini più uguali degli altri dinanzi alla legge, come i maiali della “Fattoria degli animali” di George Orwell. Il fatto poi che Lei faccia parte del quartetto degli auto-immuni è per tutti noi motivo di ulteriore soddisfazione.

Si dà il caso, però, che Lei mi abbia recentemente fatto recapitare in busta verde, da ben tre avvocati (uno dei quali pare sia un Suo socio di studio), un atto di citazione presso il Tribunale civile di Torino affinchè io vi compaia per essere condannato a risarcirLa dei presunti danni, patrimoniali e non, da Lei patiti a causa del mio articolo sull’Unità e della mia partecipazione al programma di Fabio Fazio. Danni che Lei ha voluto gentilmente quantificare in appena 1,3 milioni di euro. A carico mio, s’intende. Tutto ruota, lo ricorderà, intorno al fatto che avevo osato ricordare come Lei, alla fine degli anni 70, fosse socio nella Sicula Broker di due personaggi poi condannati e arrestati per mafia, Benny D’Agostino e Nino Mandalà; e che negli anni 90 Lei abbia prestato una consulenza in materia urbanistica per il Comune di Villabate, poi sciolto due volte per mafia in quanto ritenuto nelle mani dello stesso boss Mandalà. Circostanze che Lei non ha potuto negare neppure nel suo fantasioso e spiritoso atto di citazione (ho molto apprezzato i passaggi nei quali Lei fa rientrare quei fatti nell’ambito dei “commenti sulla vita privata delle persone”; e mi rimprovera di non aver rammentato come Lei sia stato socio non solo di persone poi risultate mafiose, ma anche di altri “noti imprenditori mai coinvolti in episodi giudiziari”, e come Lei abbia prestato consulenze non solo per comuni poi sciolti per mafia, ma anche per altri enti locali mai sciolti per mafia).

Ora, sul merito della controversia, decideranno i giudici. Ma non Le sfuggirà la sproporzione delle forze in campo, sulla bilancia della Giustizia, fra la seconda carica dello Stato e un umile cronista: i giudici, già abbondantemente vilipesi e intimiditi negli ultimi anni da Lei e dai Suoi sodali, sapranno che dar torto a Lei significa dar torto al secondo politico più importante del Paese, mentre dar torto a me è davvero poca cosa. E’ questo oggettivo squilibro che, in tempi e in paesi normali, consiglia a chi ricopre importanti cariche pubbliche di spogliarsi delle proprie liti private, per dedicarsi in esclusiva agli interessi di tutti i cittadini. Lei invece non solo non si è spogliato delle Sue liti private, ma ne ha addirittura ingaggiata una nuova (con me) dopo aver assunto la presidenza del Senato. Ora però quello squilibrio diventa davvero abissale in conseguenza della Sua sopraggiunta invulnerabilità. In pratica, se io volessi querelarLa per le infamanti accuse che Lei mi muove nel Suo atto di citazione, non avrei alcuna speranza di ottenere giustizia in tempi ragionevoli, perché il Lodo Alfano La mette al riparo da qualunque conseguenza penale delle Sue parole e azioni, imponendo la sospensione degli eventuali processi a Suo carico. Lei può dire e fare ciò che vuole, e io no. Riconoscerà che, dal mio punto di vista, la situazione è quantomai inquietante.

Ma c’è di più e di peggio. L’anno scorso l’ex presidente del consiglio comunale di Villabate, Francesco Campanella, indagato per mafia a causa dei suoi rapporti con la cosca Mandalà e con Bernardo Provenzano, ha raccontato ai giudici antimafia di Palermo che il nuovo piano regolatore di Villabate era stato addirittura “concordato” da lei e dal senatore La Loggia con il solito Mandalà. Lei e La Loggia annunciaste subito querela. E da allora i magistrati antimafia stanno verificando se Campanella si sia inventato tutto o magari dica la verità. Io Le auguro e mi auguro, visto che Lei ora rappresenta l’Italia ai massimi livelli, che prevalga la prima ipotesi. Ma, nella malaugurata evenienza che prevalesse la seconda, il Lodo Alfano impedirebbe alla magistratura di processarLa, almeno per i prossimi cinque anni, finchè terminerà la legislatura e, con essa, svanirà il Suo preziosissimo scudo spaziale. Converrà con me, Signor Presidente, che nella causa civile che Lei mi ha intentato la conclusione di quelle indagini sarebbe comunque decisiva per valutare la mia posizione: sia che le accuse di Campanella trovino conferma, sia che trovino smentita, sarebbe difficile sostenere che io non abbia esercitato il mio diritto-dovere di cronaca, segnalando ai cittadini una vicenda di così bruciante attualità e interesse pubblico. Detta in altri termini: non vorrei che la causa civile da Lei intentatami si concludesse prima delle indagini sul caso Campanella-Villabate, magari in conseguenza del blocco di quel procedimento per via del Lodo Alfano. Essere condannato a versarle 1 milione o anche 1 euro, e poi scoprire a cose fatte di aver avuto ragione, sarebbe per me estremamente seccante.

L’altro giorno, con nobile gesto, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha rinunciato preventivamente al Lodo, dando il via libera al processo che lo vede imputato per diffamazione ai danni del pm Henry John Woodcock.
Mi rivolgo dunque a Lei, e alla prima carica dello Stato che quel Lodo ha così rapidamente promulgato, affinchè rassicuriate noi cittadini su un punto fondamentale: o ritirate le vostre denunce penali e civili finchè sarete protetti dallo scudo spaziale, oppure rinunciate preventivamente al Lodo in ogni eventuale processo che potesse eventualmente influenzare, direttamente o indirettamente, l’esito di quelle cause.
In attesa di un Suo cortese riscontro, porgo i miei più deferenti saluti.



Marco Travaglio
l'Unità, 26 luglio 2008
Fabrizio Frosini
Posted Jul 27, 2008 6:52 PM
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Luigi De Magistris a Palermo per Paolo Borsellino

Luigi De Magistris a Palermo per ricordare Paolo Borsellino.

Primo intervento pubblico dopo il rigetto della Cassazione del suo ricorso al trasferimento.

http://www.antenneatt...

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Fabrizio Frosini
Posted Jul 31, 2008 1:54 AM
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da Il Corriere : http://www.corriere.i...

GIUSTIZIA


Di Pietro deposita il quesito referendario per abrogare il Lodo Alfano.

L'Idv lavora alla cancellazione del proveddimento sull'immunità per le alte cariche dello Stato



ROMA - Antonio Di Pietro ha presentato in Cassazione il quesito referendario per cancellare la legge sulla sospensione dei processi penali per le quattro più alte cariche dello Stato (il Lodo Alfano). La notizia è stata confermata dall'Italia dei valori attraverso una nota.

«CONTO ALLA ROVESCIA» - «Inizia il conto alla rovescia per chiedere ai cittadini cosa ne pensano della legge sull'impunità che si è fatta apposta il presidente del Consiglio Berlusconi per non farsi processare» ha spiegato Di Pietro all'entrata del Palazzaccio. «Noi siamo qui perché occorre sapere prima se Berlusconi è un mascalzone o una persona perbene - ha detto Di Pietro - occorre saperlo prima, non dopo che ha governato e si è magari fatto gli affari suoi. Siamo qui con determinazione, dopo aver depositato il quesito, entro tre mesi avremo il responso dei cittadini per sapere se la legge è uguale per tutti o meno, per i soliti quattro furbetti». Di Pietro ha poi esortato il Pd a partecipare alla raccolta delle firme.

IL TESTO - Ecco il testo del quesito: «Volete voi che sia abrogata la legge 23 luglio 2008, n. 124, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 25 luglio 2008, recante "Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato"?».

LE CRITICHE - La legge, di cui potrebbe beneficiare il premier Silvio Berlusconi imputato a Milano per corruzione in atti giudiziari nel processo stralcio per i fondi neri Mediaset, è stata approvata dal Parlamento con i voti contrari del centrosinistra. Di Pietro, che ha fatto della giustizia il suo cavallo di battaglia nel contrasto al governo Berlusconi, ha anche criticato il capo dello Stato per avere promulgato la legge, che porta il nome del ministro della Giustizia, Angelino Alfano.


30 luglio 2008
Fabrizio Frosini
Posted Jul 31, 2008 5:30 PM
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da La Rete del Grillo : 31/07/2008 13.17


di sara paglini, carrara

Ops... Post nuovo,
avevo appena messo su quello precedente la
notizia del NUOVO REFERENDUM
indetto 46 minuti fa da Di Pietro
PER ABROGARE IL LODO ALFANO.

Poi ho letto il post nuovo dove
Travaglio non potrà battersi ad armi pari con
il viscido Schifani.
A meno che.... a meno che....
dico io....
NON SI RAGGIUNGA LE 500.000 FIRME
DEL REFERENDUM.... O SBAGLIO !
BEPPE.... DOBBIAMO RIPARTIRE SUBITO
PER ORGANIZZARE I BANCHETTI,
SIAMO TANTI A VOLERLO,
DAI ORGANIZZA ALTRI V-DAY
E LE RACCOLTE SI FARANNO IN UN GIORNO!!!!!!

E COSì FORSE STAVOLTA
IN QUEL POSTO
GLIELO METTIAMO NOI !!!!!

sara paglini, carrara

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Posted Aug 3, 2008 11:45 AM
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Non ho bisogno che me lo dica Beppe. La raccolta a Empoli avrà l'appoggio del meetup.
Fabrizio Frosini
Posted Aug 19, 2008 1:51 AM
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di ROSANNA SCOPELLITI , da http://www.legalitali...


"La buona battaglia"


Scrisse San Paolo a Timoteo: "Quanto a me, ormai è giunta l'ora di offrire la mia vita come sacrificio a Dio. È il momento di iniziare il mio ultimo viaggio. Ho combattuto la buona battaglia, sono arrivato fino al termine della mia corsa e ho conservato la fede. Ora mi aspetta il premio della vittoria: il Signore, che è giudice giusto, mi consegnerà la corona di uomo giusto".

Diciassette anni fa anche mio padre, il sostituto procuratore della Suprema Corte di Cassazione Antonino Scopelliti, ha combattuto la buona battaglia conservando la sua incrollabile fede nei principi dell’onestà, della legalità e della Giustizia, e per la fedeltà a quei principi non ha esitato a mettere a rischio la sua stessa vita, pur sapendo di esporsi al martirio, come fecero prima di lui e dopo di lui altri magistrati, carabinieri, poliziotti, finanzieri, servitori dello Stato e delle Istituzioni democratiche, in tutte le sue forme.

Ecco, oggi ed in questo momento il mio pensiero ed il pensiero di tutti noi qui presenti si faccia memoria di mio padre e di tutti questi eroi, e la memoria di questi testimoni diventi a sua volta testimonianza nella nostra vita.
Solo così essi non saranno morti invano, e soprattutto la fiaccola della legalità passi dalle loro mani alle nostre, per camminare sulle nostre gambe e parlare con le nostre voci.

Werner Sylten, pastore luterano di origine ebraica, nel campo di concentramento di Dachau mentre lo conducevano a morte pregò così: "O Dio mio, anche nelle tenebre della nostra vita presente, possano la miseria e la solitudine non essere invano. Strappaci all'angoscia e alla paura. Fatti trovare sulla croce. Vieni vicino a noi e salvaci".

Il mistero dell'iniquità ha trovato anche nella storia della nostra terra tanti varchi, e troppe volte ha sfigurato l'immagine dell'uomo, cercando di abbrutirlo, negandogli la dignità, annientandone la fede, spezzando il suo rapporto con Dio, uccidendo in lui le risorse di bene e poi il corpo.
Eppure, dal profondo dell'abisso si sono accese delle luci di speranza, di resistenza al male. Si sono levate delle voci che non hanno cessato di lottare nello sfinimento e nella debolezza: uomini, donne, giovani che hanno provato angoscia e paura, ma che non desiderano salvare la propria vita a costo di perderla.

Questi uomini e donne, questi giovani, non hanno amato la loro vita più delle scelte di amore e di fede che l'hanno resa feconda.
Essi sono i nuovi testimoni di una Calabria che vuole cambiare, e che sta già cambiando. A tutti loro, alla "forza debole" che da essi promana, alla loro meravigliosa testardaggine di cercare a tutti i costi di spezzare le catene del giogo mafioso, nonostante tutto e tutti, siamo debitori.
Anche noi, insieme a loro, combattiamo come scriveva San Paolo, la buona battaglia. Insieme, tutti insieme possiamo vincere.

Ringrazio tutte le Autorità Civili, Militari e Religiose qui presenti, e tutti i cittadini, calabresi e non, che hanno aderito al nostro invito quest’oggi, in quest’ora che appare un tramonto ed invece è un’alba di Speranza per il nostro popolo.
Che il Signore, nella Sua immensa misericordia, doni la corona del Giusto a mio padre ed a tutti i martiri della legalità, e ci benedica tutti.


ROSANNA SCOPELLITI

TESTO LETTO DA ROSANNA SCOPELLITI
ALLA FINE DELLA MESSA SOLENNE CELEBRATA NEL DUOMO DI REGGIO CALABRIA IL 9 AGOSTO 2008,
IN OCCASIONE DEL 17.MO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI SUO PADRE
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Fabrizio Frosini
Posted Aug 20, 2008 6:36 PM
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Si riapra il processo sull’omicidio del Giudice Antonino Scopelliti


Raccolta firme on-line



Leggi e sottoscrivi l'appello : http://www.articolo21...



Puoi sottoscrivere l'appello anche inviandolo via fax al n. 06 67609651








Da: Alessandro Tavano
Inviato: mercoledì 20 agosto 2008 13.49
A:
Oggetto: Giustizia per il giudice Scopelliti


A 17 anni dalla morte del giudice Scopelliti la figlia Rosanna chiede che sia riaperto il processo.

Raccolta firme on-line ed una probabile manifestazione in piazza con raccolta firme:

http://iononmollo.wor... .


Cordiali saluti.

--
Alessandro Tavano

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