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| Fabrizio Frosini | |
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dal blog Toghe : http://toghe.blogspot... Qui di seguito l?articolo di Repubblica.it. _______________ di Claudio Tito (Giornalista) -- da Repubblica.it del1 luglio 2008 Stop alla nota contro le toghe. Il premier: il Quirinale sia garante. Nel documento si denunciava *l ? invasione di campo* di palazzo dei Marescialli. Napolitano boccia i due presidenti *Non appoggerò attacchi al Csm*. *Se sulla nostra legge c ? è un giudizio politico, la nostra risposta sarà politica. E le conseguenze saranno quelle di chi non assolve ai propri doveri istituzionali*. Ecco il redde rationem, ecco la resa dei conti. Per il suo futuro e per il prosieguo della legislatura. Così domenica scorsa ne ha discusso con i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini. *Questa volta non transigo*, ha ripetuto. E forse non è stato un caso che ieri gli inquilini di Montecitorio e Palazzo Madama abbiano chiesto un incontro *urgente* a Giorgio Napolitano. Un colloquio ? a tratti molto teso ? per esporre le loro *preoccupazioni* sul parere che oggi il Consiglio Superiore della Magistratura dovrebbe esprimere sulla cosiddetta norma *Salva Premier*. Un summit organizzato in fretta e furia, con una procedura d ? emergenza che ha sorpreso il presidente della Repubblica appena rientrato da Capri. Un appuntamento cui Schifani e Fini si sono presentati con una lettera. Poche righe per denunciare l?allarme legato all ? *invasione di campo* del Csm. E sulle quali chiedevano l ? avallo del capo dello Stato. ?Il giudizio di costituzionalità -- è il ragionamento svolto dai due sul Colle -- è una prerogativa parlamentare, delle commissioni affari costituzionali e quindi della Corte costituzionale. Non del Csm che sta scavalcando i compiti delle Camere. E il Quirinale, come garante della Costituzione non può non tenerne conto?. Un faccia a faccia piuttosto nervoso, con toni cordiali ma con una sostanza ben poco diplomatica. Anche perché la risposta di Napolitano è stata piuttosto ferma. ?Io -- è stato il suo discorso -- non intervengo nell ? attività di altri organi istituzionali?. Soprattutto il presidente della Repubblica ha richiamato i suoi due interlocutori sui rischi della loro nota. Uno *scontro istituzionale* senza precedenti tra poteri dello Stato. Un conflitto tra Parlamento e Csm in grado di aprire una voragine nei rapporti tra Istituzioni. *Non potete*, ha avvertito. Un confronto acceso, insomma, in cui alla fine Fini e Schifani hanno derubricato il loro documento con la nota diramata dagli uffici stampa. Ma incassando un impegno del Quirinale a ?intervenire? nella vicenda. E già, il punto di mediazione faticosamente raggiunto ieri è stato proprio questo. I presidenti di Camera e Senato adesso si aspettano un passo ?formale? di Napolitano. La richiesta di uno slittamento del Plenum fissato per oggi pomeriggio o un richiamo del capo dello Stato a rispettare le competenze di tutti gli organi istituzionali. Anche Palazzo Chigi si attende una mossa di questo tipo da parte della più alta carica dello Stato. Stamani, in effetti, ci dovrebbe essere un colloquio tra il presidente e il vice presidente del Csm, Nicola Mancino. Per valutare le diverse opzioni. Sebbene, al momento, non c?è un?indicazione precisa sulle scelte che compirà il capo dello Stato. Sta di fatto che Berlusconi aspetterà che si consumi questo passaggio per imboccare una strada o un?altra. *Perché questa volta -- ha fatto sapere attraverso i suoi ?ambasciatori? al Colle -- non transigo*. Teme, infatti, che il parere del Csm induca Napolitano a non firmare il *blocca-processi*. Un?ipotesi che al momento nemmeno nel centrosinistra prendono in considerazione. Semmai, la firma potrebbe essere accompagnata da un messaggio *critico*. Eppure a Via del Plebiscito, molti pensano il contrario. E del resto il premier ha messo ieri sul tavolo le sue carte. La ?missione? di Fini e Schifani in qualche modo rispondeva a questa paura. Non solo. Il presidente del consiglio considera cruciali le prossime due settimane. Il parere del Csm, poi il voto a Montecitorio sul decreto sicurezza quasi in contemporanea con la decisione della Corte d ? appello di Milano sulla ricusazione formulata nei confronti della presidente Gandus. E infine, appunto, la controfirma del Quirinale. ?Se tutto si risolverà come temo -- ha avvertito -- allora anche Napolitano avrà fatto una scelta politica e la nostra risposta sarà politica?. Se la Gandus non verrà ricusata e la legge non arriverà sulla Gazzetta ufficiale, l?affondo contro il Colle sarà senza tregua. *Terremo conto di chi non ha assolto ai propri doveri istituzionali. E le conseguenze saranno riconducibili a questa mancanza*. Un riferimento nemmeno tanto implicito ai percorsi che la Costituzione traccia per le responsabilità della più alta carica dello Stato. Come minimo, allora, è il monito di Palazzo Chigi ci sarà la ?Scalfarizzazione? (da Oscar Luigi Scalfaro) del settennato di Napolitano. E quindi la guerra aperta con i magistrati: *Anche il capo dello Stato deve sapere che se andrà a finire così, noi non solo riformeremo il Csm, ma incideremo sulla gestione dei giudici. Separazione delle carriere, orario di lavoro con il tesserino da timbrare all?ingresso dei tribunali, ferie di 30 giorni come tutti i dipendenti pubblici e lo stipendio indicizzato ai contratti del pubblico impiego*. |
| Fabrizio Frosini | |
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dal blog di Grillo : http://www.beppegrill...
Lo psiconano sarà domani ospite del suo dipendente Mentana, nella sua trasmissione Matrix, nella sua rete Canale 5 a dire ?pacatamente e serenamente che la giustizia è una vera emergenza?. Per lui. Il Paese, pacatamente e serenamente, lo ascolterà e poi lo manderà a fanculo. Lo psiconano vuole abolire le intercettazioni per la maggior parte dei reati. Quelli in cui sono coinvolti politici e industriali. Telefonate a Matrix, 06/57787833 e leggete a Mentana una riga tra le seguenti sulla situazione del Paese dei papponi accompagnata da un Vaffanculo! - Oltre il 40% della ricchezza nazionale è illegale (rapporto Alto Commissariato anti-Corruzione) Vaffanculo! - Lavoro nero e sommerso: 27% del Pil (fonte Ocse) Vaffanculo! - Evasione fiscale: 200 miliardi di euro (fonte Secit e Revue de droit fiscal) Vaffanculo! - Grandi aziende con un fatturato superiore a 50 milioni di euro, che evadono il fisco: 98,40% (fonte Agenzia delle entrate fiscali) Vaffanculo! - Esportazione illecita di capitali: 85-90 miliardi di euro (fonte Confcommercio, Eurispes, Procura Nazionale Antimafia, settimanale Economy) Vaffanculo! - Beni consolidati delle mafie: 1.000 miliardi di euro (fonti Confcommercio, Economy, Procura Nazionale Antimafia) Vaffanculo! - Affiliazioni alle mafie, esclusi i colletti bianchi che utilizzano il denaro riciclato: 1.800.000 persone (fonte Dia e relazione Commissione Parlamentare Antimafia 2003) Vaffanculo! - Percentuali delle estorsioni per regione sul totale per Campania 14,9%, Sicilia 12,9% e Lombardia 10,4% (fonte Ministero dell'Interno) Vaffanculo! - Nella sua ultima relazione il Commissariato contro la Corruzione ha affermato: siamo peggio che in Tangentopoli, la corruzione piega ogni settore e la sanità è terra di conquista.Vaffanculo! Ps: ringrazio per i dati La Casa della Legalità Beppe Grillo |
| Fabrizio Frosini | |
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Edited by Fabrizio Frosini on Jul 3, 2008 4:39 PM |
| Fabrizio Frosini | |
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ripreso da Rai News 24 : http://www.rainews24....
"Gli intrecci sempre più complessi fra mafia, economia e finanza -- rileva Napolitano -- richiedono un'azione di contrasto ininterrotta e efficace che, alle iniziative condotte sul piano giudiziario, affianchi interventi diffusi su tutto il territorio in grado di creare, specie nelle aree di maggiore disagio, opportunità di lavoro e di progresso sociale." Un commento è d'obbligo : Presidente Napolitano.. parlando di intrecci sempre più complessi fra mafia, economia e finanza Lei dimentica volutamente il collante che li tiene uniti, tutti quegli intrecci : LA POLITICA ! F |
| Fabrizio Frosini | |
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da Il Corriere : http://www.corriere.i...
Scatta la protesta dei giudici Nel mirino la sospensione dei processi, le disposizioni sulle intercettazioni e il taglio di risorse e stipendi ROMA - I magistrati italiani, da sabato sera, hanno deciso di entrare in stato di agitazione e si riservano l'adozione di altre misure per protestare contro gli interventi del Governo nel settore della giustizia. Tra queste la sospensione dei processi, le disposizioni sulle intercettazioni, il taglio delle risorse al settore giustizia e il taglio degli stipendi introdotto dall'art.69 del dl 112 (cosiddetto decreto manovra). L'Anm ha, inoltre, convocato in seduta permanente il comitato direttivo centrale. I MOTIVI DELLA PROTESTA - L'Anm critica, tra l'altro, la «drastica» riduzione delle risorse destinate alla giustizia con il taglio del 40% degli stanziamenti e il blocco delle assunzioni del personale amministrativo. «Per quanto riguarda il taglio delle retribuzioni introdotto dall'Art. 69 del decreto manovra» si segnala come ciò costituisca «l'ulteriore svilimento della funzione giudiziaria». In proposito si rileva come «la dichiarazione di esponenti dell'esecutivo di voler circoscrivere le conseguenze negative della norma, non fa venire meno la preoccupazione per l'ennesimo intervento di riduzione degli stipendi dei magistrati e la necessità di denuncia della complessiva situazione estremamente penalizzante per l'efficacia della giurisdizione e per la dignità del lavoro dei magistrati». Per questo l'Anm chiede che sia cancellata tale disposizione «e che sia prima di tutto ripristinato il normale trattamento economico dei magistrati». Infine l'Anm spiega che «la gravissima situazione di disfunzione degli uffici giudiziari e di disagio dei magistrati che vi lavorano impone un incisivo impegno di denuncia e di protesta: a questo scopo l'Anm delibera di adottare iniziative dirette a rappresentare all'opinione pubblica la grave situazione in cui versa la giurisdizione e a ribadire le proposte capaci di dare risposte ai bisogni di giustizia». 05 luglio 2008 |
| Fabrizio Frosini | |
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ancora da Il Corriere online : http://www.corriere.i...
Bossi: « Governo nel caos, Veltroni ha ragione » Bossi: «Veltroni ha ragione» Il leader della Lega: «C'è troppo bordello, come si fanno a fare le cose?» ARCORE (MILANO) - A creare scompiglio nella maggioranza, in serata è arrivato il giudizio del leader della Lega, che si è detto d'accordo con il leader del Pd: «Veltroni ha ragione, c'è troppo bordello. Come si fanno a fare le cose?» ha detto il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, commentando una dichiarazione di Walter Veltroni secondo il quale il governo non durerà. Giunto alla festa della Lega di Arcore, organizzata a 200 metri dalla villa di Berlusconi, alla domanda su cosa potrebbe far cadere il governo, Bossi ha replicato: «Non lo so. Veltroni fa il suo gioco, vuole spaventare Berlusconi». «SUL FEDERALISMO FISCALE TRATTIAMO CON L'OPPOSIZIONE» - «Dall'opposizione mi aspetto un atteggiamento propositivo sul federalismo fiscale. Io sono un uomo che tratta. Se però non ci fosse un accordo ricordo che c'è un milione di persone disposte a combattere per il federalismo, persone che non hanno paura di niente. La libertà se non viene data dal Parlamento si conquista». Umberto Bossi, ministro delle Riforme, ha annunciato così la sua volontà di trattare con l'opposizione sul federalismo fiscale ma non ha rinunciato a evocare una «lotta di liberazione» in caso di mancato accordo. 05 luglio 2008 Ancora da Il Corriere : 05 lug 21:12 Politica ROMA - ''Questa settimana chiedero' un incontro con i rappresentanti dell'Anm per comprendere e far comprendere le rispettive posizioni. Noi della Lega vogliamo trovare un filo di dialogo''. Commenta cosi' la scelta dell'Associazione nazionale magistrati di proclamare lo stato di agitazione contro gli interventi del governo, il ministro Roberto Calderoli. La sua proposta, che chiamano 'Lodo Calderoli', e' di eliminare il blocca-processi per sostituirla con uno scudo di un anno per le alte cariche dello Stato. "Intendo sottoporla in primis all'Anm - spiega - voglio far capire che siamo tutti sulla stessa barca". (Agr) Edited by Fabrizio Frosini on Jul 5, 2008 9:39 PM |
| Fabrizio Frosini | |
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da RaiNews24 , Roma | 6 luglio 2008 : http://www.rainews24....
37 mafiosi tornano detenuti comuni "Negli ultimi sei mesi, trentasette padrini hanno lasciato i gironi del 41 bis. I padrini delle mafie hanno vinto, in gran silenzio, la loro battaglia legale nei tribunali di sorveglianza di mezza Italia". E' la denuncia contenuta in un articolo del quotidiano la Repubblica che spiega che i boss mafiosi "sono tornati detenuti comuni, nonostante le condanne all'ergastolo e i misteri che ancora custodiscono". Tra i nomi citati da Repubblica : Giuseppe La Mattina, uno dei mafiosi che uccise il giudice Paolo Borsellino, Giuseppe Barranca e Gioacchino Calabrò, che si occuparono degli eccidi del 1993, fra Roma, Milano e Firenze, i quattro capi storici della 'ndrangheta calabrese Carmine De Stefano, Francesco Perna, Gianfranco Ruà e Santo Araniti, il mandante dell'omicidio Ligato e il boss della camorra Salvatore Luigi Graziano. Il record di annullamenti spetta al tribunale di Torino (10). Seguono Perugia (9), Roma (8), L'Aquila (5), Bologna (3), Napoli (2), Ancona (1). Il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, spiega che "il 41 bis non è più quell'isolamento pressoché assoluto che era stato previsto nella legge varata dopo le stragi Falcone e Borsellino. I ripetuti interventi della Corte Costituzionale, a cui si è necessariamente adeguato il legislatore, hanno attenuato quel regime di isolamento". F. |
| Fabrizio Frosini | |
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di Achille ... Quello che mi impressiona è: ma quanto è malato un Paese nel quale l?intera vita pubblica, tutta l?attività del Parlamento, milioni di pagine di giornale, migliaia di ore di televisione vengono investite solo a contrabbandare un trucco per fare un favore a una persona, che per ottenere la complicità di tutti promette altri favori in cambio (da togliere l?ICI ad abbassare le tasse, da assumere disoccupati e far comprare Alitalia da parenti e amici). E soprattutto: siamo ancora una democrazia costituzionale, se invece delle regole e della legge tutto è fondato sui favori personali? |
| Fabrizio Frosini | |
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da Il Corriere : http://www.corriere.i...
Lodo Alfano, il testo del ddl Ddl Camera 1442 - Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato Art. 1. 1. Salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica o della funzione. 2. L'imputato o il suo difensore munito di procura speciale può rinunciare in ogni momento alla sospensione. 3. La sospensione non impedisce al giudice, ove ne ricorrano i presupposti, di provvedere, ai sensi degli articoli 392 e 467 del codice di procedura penale, per l'assunzione delle prove non rinviabili. 4. Si applicano le disposizioni dell'articolo 159 del codice penale. 5. La sospensione opera per l'intera durata della carica o della funzione e non è reiterabile, salvo il caso di nuova nomina nel corso della stessa legislatura. 6. Nel caso di sospensione, non si applica la disposizione dell'articolo 75, comma 3, del codice di procedura penale. Quando la parte civile trasferisce l'azione in sede civile, i termini per comparire, di cui all'articolo 163-bis del codice di procedura civile, sono ridotti alla metà, e il giudice fissa l'ordine di trattazione delle cause dando precedenza al processo relativo all'azione trasferita. 7. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge. 8. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. http://www.corriere.i... |
| Fabrizio Frosini | |
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dal blog Toghe : http://toghe.blogspot...
di Felice Lima (Giudice del Tribunale di Catania) Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso di Luigi De Magistris avverso la sentenza della Sezione Disciplinare (il cui testo integrale può leggersi a questo link http://toghe.blogspot... Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché depositato dopo la scadenza del termine di legge. Questo ulteriore e inaspettato sviluppo del “caso De Magistris” induce a molte considerazioni. ... Citando lo Sciascia de “Il giorno della civetta”, in un mondo pieno di ruffiani e quaquaraqua, Luigi è un uomo. E’ un uomo che ha fatto ciò che ha fatto nella piena consapevolezza dei prezzi da pagare, perché “il sistema” non tollera troppa onestà e la magistratura troppa indipendenza. E’ un uomo che ha agito come ha agito non perché pensava che avrebbe vinto né perché pensava che sarebbe finita bene. Perchè a quelli come lui non è mai finita bene. E’ un uomo che ha agito come ha agito perché alcuni non sanno vivere agendo male. Perché alcuni stanno meglio perdendo, ma non perdendosi. Perché alcuni stanno meglio sapendo di avere fatto tutto ciò che dipendeva da loro. Perché alcuni convivono meglio con una sconfitta che con il rimorso di un tradimento. Perché alcuni non riescono proprio a mentire agli altri e a sé stessi. Perché alcuni credono – con Platone (Gorgia, 474) – che commettere ingiustizia sia peggio che subirla. E – con Aristotele (Etica Nicomachea, III, 9, 1117 b 7-13) – che “la morte e le ferite saranno dolorose per l’uomo coraggioso, che le subirà contro voglia”, ma che egli “le affronterà perché è bello affrontarle, ovvero perché è brutto non farlo”. E aggiunge Aristotele che “quanto più sarà completa la virtù che possiede”, tanto più quell’uomo sarà felice ed “è per un uomo simile, soprattutto, che la vita è degna di essere vissuta”. Perchè la felicità, anche se spesso ce lo dimentichiamo, non è nel vincere, ma nell’onorare la nostra dignità di esseri umani, di uomini davvero. Adesso Luigi soffrirà e magari piangerà. Ma conserverà l’animo sereno, la mente chiara, lo sguardo limpido. E quando ognuno di noi lo reincontrerà (io avrò questa fortuna venerdì sera a Palermo in occasione del convegno “La nascita della Seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino”), ci saranno ancora sorrisi e amicizia. E noi gli faremmo un torto enorme se, invece di trarre dal suo coraggio e dalla sua generosità motivo per impegnarci, traessimo dalla sua sconfitta alibi per lo scoraggiamento e il disimpegno. Tanti nostri colleghi hanno sacrificato la loro vita per onorare la loro toga. E sul loro sacrificio abbiamo giurato impegno. Luigi sacrifica la sua carriera. Non possiamo non promettergli il nostro impegno. Nei momenti più difficili della mia vita, ho trovato profonda consolazione nelle parole che scrisse San Paolo quando sapeva che mancavano pochi giorni alla esecuzione della sua ingiusta condanna a morte: “Bonum certamen certavi, cursum currivi, fidem servavi” (II Lettera a Timoteo, 4, 7). “Ho combattuto la buona battaglia, ho percorso tutto il cammino, ho conservato la fede”. Grazie Luigi. Grazie di non esserti tirato indietro. Grazie di non essere stato né furbo né opportunista. Grazie di avere fatto il tuo dovere. Te ne viene un sacco di male. Ma insieme anche un sacco di bene. Che sarà anche bene per tutti noi. Felice Lima |