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Fabrizio Frosini
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DE MAGISTRIS : LA PROCURA DI SALERNO FA FINALMENTE LUCE


sabato 7 giugno 2008 , di Emanuele Scimone (Blogger di Stostretto)

Scusa Luigi


Certo il cittadino comune, quello che si forma l ' opinione attraverso il Tg1 e la Gazzetta del Sud, a sentir parlare del caso De Magistris, senza mai andare ad approfondire, avrà di certo pensato che in fondo un errore questo magistrato lo avesse fatto.

Agli occhi del "popolo" se il Ministro della Giustizia, il CSM, e tutto il mondo politico si scagliava contro questo magistrato napoletano balzato agli onori della cronaca così di botto, forse gli accusatori un po ' di ragione l ' avevano.

Magari i più maliziosi hanno pensato che se la politica si ritorceva contro un magistrato era a causa della solita lotta di casta contro chi osa colpire chi comanda.

I soliti politici che si difendono dai processi e non nei processi.

Ma se anche il CSM condannava questo piccolo magistrato che aveva osato attaccare la politica italiana, allora era certa la sua colpevolezza.

La stessa magistratura attraverso il suo più alto organo condanna un magistrato.

Letizia Vacca componente del CSM dichiarava pubblicamente che Luigi De Magistris è "un cattivo magistrato" e che " deve essere colpito " , mentre il vicepresidente del Csm Nicola Mancino teneva a precisare pubblicamente che la condanna da parte del collegio giudicante era stata adottata all ' unanimità.

Oggi arrivano le motivazioni della richiesta di archiviazione della Procura di Salerno (dopo aver raccolto tre anni di denuncie) che assolve da ogni accusa Luigi De Magistris.

Non ha commesso alcun atto illecito.

Non ha perseguitato ne calunniato nessuno, non ha mai abusato del suo ufficio.

Arriva la richiesta di archiviazione. Innocente!

Le sue inchieste (Poseidone, Why Not) sono state trasferite.

Ma lui era innocente.

Il cittadino qualunque si aspetterebbe quanto meno che la Magistratura ed il suo organo di autogoverno facessero, dicessero qualcosa.

Nulla.


Felice Lima pubblica gli interrogativi senza risposta del processo De Magistris.

Travaglio scrive il Coniglio Superiore.

La gente comune chiede scusa a De Magistris.

La giustizia e il principio di indipendenza dei magistrati subiscono l ' ennesimo colpo.

Chi ha accusato il Pm ha fatto carriera.

Chi era indagato forse si salverà.

Lo stato di diritto continuerà a perdere
.



Pubblicato da "Uguale per tutti" a 14.57

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1 commento:

Anonimo ha detto...


di A.M.

Caro Beppe,

sono un giornalista di 23 anni, mi chiamo A.M., vivo e lavoro a Reggio Calabria. Sono organizer del meetup di Reggio Calabria. Come molti ho un blog. Da circa 3 anni.
Da qui ho scritto sempre il mio punto di vista su fatti e vicende più disparati. Ho parlato di 'ndrangheta, malaffare, malapolitica. Le attività del meetup. E di fatti miei. Così, per vezzo.
Nel 2007 la prima querela. L'On. *** (UDC prima, PDL poi) se la prende con me per avere riportato fatti gravi circa la sua condotta morale (abuso di cocaina, frequentazioni di prositute, conoscenze di ambienti criminali) peraltro già apparsi su importanti organi di informazione. La querela va a buon fine. Per me, ovviamente.
A febbraio, dopo essere stato intimidito da un consigliere comunale di Forza Italia, solo perché ho osato chiedere cosa lo distraesse dalla discussione che si svolgeva in consiglio comunale e per la partecipazione alla quale la collettività pagava il suo stipendio (si faceva i fatti proprio sul monitor in dotazione a ciascun consigliere), scrivo quello che penso di lui. Forse esagerando.
Ad ogni modo so di essere stato querelato. E, con pazienza, attendo che mi notifichino qualcosa, per potermi difendere nell'eventuale processo. Se ho sbagliato pagherò.
Ieri - venerdì - alle 16 del pomeriggio. Scopro il mio blog sottoposto a sequestro preventivo senza che nessuno mi notifichi alcunché.
Su ordine della Procura di Reggio Calabria, nessuno deve leggere quello che penso. L'articolo incriminato si trovava in archivio e non in home page.
A Reggio Calabria basta che un Consigliere Regionale - che dichiara di non essere indagato - chieda che venga avocata l'inchiesta a suo carico. Ed un sostituto PG proveniente dallo stesso ufficio ESEGUE!
A Reggio Calabria basta che un consigliere comunale si rivolga al migliore avvocato su piazza (****, studio associato con *** e ***) perché si provveda a chiudere il sito di un giornalista con le modalità che si usano contro pedofili e terroristi.
A Reggio Calabria mi fanno sapere che a Catanzaro qualcuno ha inviato al Consiglio Regionale dell'Ordine dei Giornalisti un faldone con le foto di me ed i ragazzi che raccoglievamo le firme per il V2-DAY e che la mia organizzazione di un evento simile potrebbe comportare una istruttoria disciplinare dall'ordine dei giornalisti.

Spero che mi leggerai.

Grazie.
7 giugno 2008 22.49

Fabrizio Frosini
Posted Jun 8, 2008 10:04 PM
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DE MAGISTRIS : LA PROCURA DI SALERNO FA FINALMENTE LUCE

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sabato 7 giugno 2008
Il testo integrale della richiesta di archiviazione di Salerno sul "caso De Magistris"

Riportiamo il link al testo integrale della richiesta di archiviazione della Procura di Salerno con riferimento al c.d. ?caso De Magistris?, pubblicato su internet da Il Resto.

Vi si può accedere cliccando qui http://www.ilresto.in...

Poiché si tratta di un file di 7,23 megabyte, possono essere necessari alcuni minuti perché esso sia visualizzato.

Sul c.d. ?caso De Magistris? abbiamo pubblicato su questo blog alcune decine di articoli e documenti, che sono individuabili nell?indice ?Visualizzazione per temi?, nella sidebar di destra del blog.

Abbiamo raggruppato gli articoli in quattro ?temi?: http://toghe.blogspot...

-- De Magistris: tutti gli articoli

-- De Magistris: sull'avocazione dell'inchiesta ?Why not?

-- De Magistris: la sentenza disciplinare e i commenti tecnici

-- De Magistris: la richiesta di archiviazione di Salerno




Pubblicato da "Uguale per tutti" http://toghe.blogspot...


.
Fabrizio Frosini
Posted Jun 13, 2008 3:01 PM
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DE MAGISTRIS : LA PROCURA DI SALERNO FA FINALMENTE LUCE

da Il Corriere : http://www.corriere.i...

Per i pm ci fu un «complotto» di toghe e politici
«Ostacolò de Magistris»
Indagato l'ex pg Favi

Il magistrato avocò l'inchiesta «Why not»
Nell'ottobre del 2007 venne aperta la cassaforte del pm di Catanzaro per prelevare a sua insaputa gli atti


SALERNO ? Non fosse stato per l'inchiesta Why Not che tolse al pm Luigi de Magistris ? inchiesta in cui finirono indagati anche l'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella e l'ex premier Romano Prodi ?, nessuno avrebbe mai saputo nulla del dottor Dolcino Favi.

Ma da quel 19 ottobre 2007, quando da procuratore generale reggente di Catanzaro avocò a sé Why Not, Dolcino Favi da Siracusa non è più un Carneade.
Perché quel giorno adottò il provvedimento più importante della sua vita.
E lo fece con un tempismo e una determinazione che forse egli stesso non aveva mai sospettato di avere: Favi avocò Why Not giusto una settimana prima che scadesse la sua «reggenza » e quando il Csm aveva già nominato il procuratore titolare; subito dopo, attuò l'avocazione in una forma mai vista prima, facendo aprire la cassaforte dell'ufficio del pm de Magistris a sua insaputa, prelevandone tutti gli atti d'inchiesta.

Disse, Favi, che de Magistris era in conflitto d'interessi, perché aveva iscritto sul registro degli indagati il ministro Mastella, che aveva chiesto il trasferimento del pm.
E disse anche, Favi, che doveva essere il tribunale dei ministri a giudicare Mastella, benché de Magistris avesse replicato che Mastella era stato iscritto non da ministro, ma da senatore.

Dopo, diversi mesi dopo, su questi due punti cruciali de Magistris potrà dire di aver avuto ragione. Troppo tardi però.
Su di lui, come sul gip di Milano, Clementina Forleo, pende una pesante quanto discutibile richiesta di trasferimento, che per entrambi è basata sullo stesso «giudizio di inidoneità» formulato dal membro del Csm Letizia Vacca, che li liquidò definendoli «due cattivi magistrati».
Un giudizio basato anche, veniamo a sapere oggi, sulla instancabile opera di denuncia del dottor Dolcino Favi.

Ma oggi Favi, che è tornato a fare l'avvocato dello Stato, è indagato dalla procura di Salerno per rivelazione e utilizzo di segreti d'ufficio, diffamazione e calunnia.

Uno dei protagonisti, sostengono i pm Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, dell'operazione di denigrazione e delegittimazione del pm de Magistris, studiata a tavolino dai vertici della magistratura lucana e calabrese in combutta con politici e imprenditori.
Tutta gente che adesso è indagata a Salerno.


Non più Carneade, dunque. Ma tanta notorietà forse Dolcino Favi non se l'aspettava.
Non solo per l'avocazione di Why Not, ma anche per quella interrogazione parlamentare su di lui presentata nel 1989 da quattro deputati radicali ? Mellini, Calderisi, Vesce e Rutelli.
In quell'anno, da pubblico ministero a Siracusa, Favi venne accusato di violare sistematicamente le norme a tutela dei diritti fondamentali dell'individuo, di avere rapporti con la malavita, di aver falsificato una delega del procuratore della Repubblica di Messina per il compimento di un atto istruttorio, facendosi da sé un fonogramma e di aver firmato mandati di cattura nei confronti di alcuni magistrati catanesi sulla base di intercettazioni telefoniche irregolari.
Non solo.
Favi fu anche accusato di aver prodotto davanti al Csm giustificazioni inesistenti, documenti falsi e di aver persino inventato reati per la vicenda di un cavallo imbizzarrito che aveva ferito il pretore di Lentini.

Insomma, un vero garantista.
E infatti nei confronti di Favi il Csm e la giustizia ordinaria non hanno fatto assolutamente nulla.

Carlo Vulpio
13 giugno 2008
Fabrizio Frosini
Posted Jun 15, 2008 12:54 PM
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dal blog Toghe, venerdì 13 giugno 2008 : http://toghe.blogspot...

Intercettazioni: caro Napolitano non firmi.


appello perché non firmi la legge sulle intercettazioni telefoniche, rivolto al Presidente della Repubblica dall?avv. Oreste Flamminii Minuto, toga illustrissima, Avvocato prestigioso e uomo integerrimo. Già Presidente della Camera Penale di Roma e Giudice Aggregato della Corte Costituzionale. Un garantista al di sopra di ogni sospetto. --da L?Unità del 13 giugno 2008--
___________

di Oreste Flamminii Minuto (Avvocato)

Signor Presidente, sono certo che Lei tollererà che un comune cittadino, approfittando dello spazio che gli è concesso da un autorevole giornale, Le scriva una ?lettera aperta? per esprimerLe alcune perplessità su ciò che il Governo sta per sottoporre all?approvazione del Parlamento in materia di intercettazioni telefoniche.

E poiché nel caso di approvazione del disegno di legge Lei dovrà apporre la Sua firma in calce, fin da ora le chiedo di ?non firmare?.

Le Sue osservazioni «sulla difesa della privatezza» e «sul ricorso misurato allo strumento delle intercettazioni» sono pienamente condivisibili e sicuramente il Parlamento ne terrà il dovuto conto.

Mi sarei aspettato, però, anche una Sua presa di posizione sul ?controllo sociale? che la pubblica opinione esercita in una società pluralista e democratica attraverso la libera espressione dei media, ma nulla è stato da Lei dichiarato in questo senso.

La carica da Lei rivestita Le offre la possibilità di richiedere il parere di validi consulenti e sicuramente, quando se ne ravviserà la necessità, Le verrà segnalato che la Corte Europea dei Diritti dell?Uomo con un sentenza del giugno dello scorso anno, ha condannato la Francia per aperta violazione dell?articolo 10 della Convenzione che stabilisce, al pari dell?art 21 della nostra Costituzione, la libertà di stampa.

Due giornalisti avevano scritto un libro dal titolo «Les Oreilles du President», pubblicando documenti coperti dal segreto istruttorio. Ed erano stati condannati per rivelazione di quel segreto in tutti gradi della giurisdizione di quel Paese.

Le norme violate dei due giornalisti sono, in buona sostanza, le stesse vigenti in Italia per la tutela del segreto investigativo e quelle stesse norme che il disegno di legge sulle intercettazione vorrebbe rendere più pesanti nelle sanzioni.

I Giudici della Corte di Strasburgo hanno stabilito che «è legittimo accordare una protezione particolare al segreto istruttorio, sia per assicurare la buona amministrazione della giustizia, sia per garantire il diritto alla tutela della presunzione d?innocenza delle persone oggetto d?indagine. Ma su queste esigenze prevale il diritto di informare, soprattutto quando si tratta di fatti che hanno raggiunto una certa notorietà tra la collettività».

Signor Presidente, se mai dovesse esserLe richiesta la firma in calce alla legge che la maggioranza ha in animo di approvare, non firmi.

Eviterebbe sicuramente l?ennesima brutta figura dell?Italia in campo internazionale, avrebbe la riconoscenza di tutti gli uomini liberi del nostro paese e, secondo me, adempirebbe a un obbligo costituzionale.


Un cittadino di questa Repubblica

Fabrizio Frosini
Posted Jun 15, 2008 3:19 PM
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sempre dal blog Toghe, come commenti al post precedente : https://www.blogger.c...

Rosario Gigliotti ha detto...

Son pienamente d'accorso. Uguale per Tutti potrebbe promuovere, insieme ad altri blog, un appello online?


14 giugno 2008 15.05

Oreste Flamminii Minuto ha detto...

Scusatemi se intervengo. Mi è stato riferito che in questo blog si parlava del mio articolo di ieri, 13 giugno 2008,. e sono venuto a leggere i commenti.

Voglio chiarire che ognuno è libero di pensare su di me quello che vuole o che più gli fa comodo.

Mi preme, però, far rilevare che non ho chiesto, nè pretendo avere, un elogio per il mio ?curriculum?. Alla mia ?tenera? età ( 76 a fine giugno ) sarebbe perlomeno bizzarro chiedere consensi per il ?passato? !

E non sono nemmeno interessato all?apprezzamento o alla disapprovazione per il mio essere ?garantista di sinistra?

Mi sarebbe piaciuto, invece, apprezzare il dissenso, se ci fosse stato, sul ?contenuto? del mio articolo Ma non bisogna disperare: una critica serrata sui diritti riconosciuti dalla Corte Europea dei Diritti dell?Uomo prima o poi arriverà. Magari con la legge del nostro Parlamento ! Sempre che il Presidente Napoletano non rimandi indietro la legge ?.

Oreste Flamminii Minuto


14 giugno 2008 18.54

Felice Lima ha detto...

Ringrazio di vero cuore l'avv. Flamminni Minuto per il Suo prezioso contributo.

Per l'ennesima volta Egli si spende per la causa della giustizia, rendendoci grato per l'esistenza di unomini liberi e avvocati come Lui.

Felice Lima


14 giugno 2008 19.10

Francesca ha detto...

..

Per tornare al thema deliberandi, mi preme osservare qualche altra cosetta che i sempre abilissimi consiglieri giuridici del governo sanno infilare in un testo di legge, nelle parti piu' nascoste, dove non arriva il clamore mediatico dei titoloni giornalistici.

Nel ddl e' pure prevista una norma che impone al magistrato che per caso sia denunciato e indagato per una inchiesta che sta conducendo di abbandonarla immediatamente.

Capite l'antifona?
Un tempo bisognava ricorrere alla obsoleta avocazione; dopo l'approvazione di questa sciagurata legge l'effetto sarebbe automatico.


Ora, tutti i frequentatori di questo blog, che si sono tenuti informati sulle vicende de Magistris e Forleo, e che hanno avuto la santa pazienza di leggere tutta la richiesta di archiviazione della Procura di Salerno, sanno bene di che parlo.

Per Poseidone si e' usato il sistema " non mi avvisi dell' iscrizione dell'amico mio, senatore di FI, e io ti avoco" (ma mica potevano usare tutti lo stesso sistema...), per Why not si e' fatta addirittura la prova generale (il Ministro indagato denuncia, cosi' il Pm diventa incompatibile e il PG in un lampo gli toglie l'inchiesta), per Toghe Lucane c'e' stata una sfilza numerosissima di indagati denuncianti contro De Magistris, che pero', essendo meno in vista del Ministro e non titolare del potere disciplinare, non sono riusciti nello scopo - ahiloro!-.

E allora come si fa?

Con l'entrata in vigore della nuova norma, il pluridenunciato de Magistris dovrebbe....avocarsi da solo.

Il gioco e' fatto!

Scommettiamo che non ci sara' indagato eccellente (magari pure in grado di scegliersi un turno favorevole) che non si dara' la pena di denunciare il "suo" PM o il suo Giudice?

Questo, oltre a tutto il resto, dovrebbe mettere allarme.

Perche' non si dica che chi e' stato costretto a fare il "lavoro sporco" abbia poi gabbato l'Italia intera e tutta la Magistratura....


14 giugno 2008 20.23
Fabrizio Frosini
Posted Jun 15, 2008 8:30 PM
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Brano tratto da "Mani Sporche", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Barbacetto, Gomez e Travaglio, dal titolo ?Caro Silvio?, ?Caro Totò? (pag.471).

"A proposito di fonti romane, esistono almeno due telefonate intercettate tra Cuffaro e il premier Berlusconi. La prima è del novembre 2003, all?indomani degli arresti di Aiello e dei due marescialli. Il capo del governo sembra molto informato delle divisioni che lacerano la Procura di Palermo riguardo alla posizione di Cuffaro: da un lato c?è il pm Paci, che ha dato il via all?inchiesta su Guttadauro & C., convinto che vada contestato al governatore, come ai suoi principali coimputati, il concorso esterno in associazione mafiosa; dall?altro ci sono i vertici della Procura (Grasso e Pignatone) e i pm che seguono l?inchiesta Aiello, che vogliono archiviare il concorso esterno per Cuffaro, lasciandogli solo il favoreggiamento alla mafia e la rivelazione di segreti. Lo scontro fra le due anime dell?Antimafia esploderà in pubblico nei primi mesi del 2004, ma già il 12 novembre 2003 Berlusconi chiama Totò per comunicargli di aver avuto notizia sugli orientamenti che stanno emergendo in Procura sul suo conto:

Berlusconi: Stai sereno, perché guarda che io ne ho passate di tutti i colori con la famiglia? guarda soltanto stamattina come sono illustrato in una vignetta in prima pagina sull?Unità.
Cuffaro: Con quello che ha scritto l?Unità su di te e su di me c?è da farne un?enciclopedia.
Berlusconi: Comunque tu stai sereno, perché ho notizie buone come tu avrai.. dall?interno dell?ufficio che si sta interessando di queste cose, per cui ho notizie buone, c?è un orientamento positivo da parte del?
Cuffaro: Ma spero che si rendano conto che io non c?entro niente, insomma.
Berlusconi: Ma si, appunto. Noi ti appoggiamo come un sol uomo, senza nessuna possibilità?
Cuffaro: Ti assicuro che la tua telefonata è una cosa importante, per l?affetto che mi hai dimostrato?
Berlusconi: Io se c?è bisogno prendo l?aereo, vengo giù a Palermo, faccio di tutto? Comunque non succederà assolutamente niente.


Due mesi dopo Silvio e Totò si risentono. Sono le 19:51 del 10 gennaio 2004: anche stavolta i due interlocutori sanno molto più di quel che dovrebbero. Il premier rassicura il governatore sugli esiti dell?inchiesta e lo informa che il ministro degli interno, Beppe Pisanu, gli ha detto che è tutto ?sotto controllo?. Il presidente della Regione sa che qualche magistrato ?fa le bizze? sul suo conto, ma confida che tutto andrà per il meglio.

Berlusconi: Si, sono io, presidente: come stai?
Cuffaro: Benissimo.
Berlusconi: Le cose come vanno?
Cuffaro: Benissimo, benissimo. Mah, io credo bene, al di là delle cose che scrivono i giornali.
Berlusconi: Io ho saputo qui?la ragione perché ti telefono? il ministro dell?Interno?
Cuffaro: Si?
Berlusconi: ? mi ha parlato e mi ha detto che tutta la.. è tutto sotto controllo? sotto controllo.
Cuffaro: Va bene.
Berlusconi: Si.
Cuffaro: Ma io sono tranquillo, avendo la coscienza a posto. E? solo?bisogna solo aspettare.
Berlusconi: Lo so, ma non basta, non basta.
Cuffaro: Ci sono giornali che fanno un poco di schifo e qualche magistrato che fa un poco di bizze.
Berlusconi: Io oggi ho appena finito di leggere l?Unità in cui uno psichiatra dice che sono il diavolo.
Cuffaro: Eh eh.
Berlusconi: Capisci, bisogna dimostrare che io sono il diavolo!
Cuffaro: Ma figurati! Per tutti noi sai che cosa sei. Quindi sai che ti vogliamo bene, io ogni mattina nella mia preghiera quotidiana? Perché a Palazzo D?Orleans da me ogni mattina alle otto e un questo faccio la messa?
Berlusconi: Ah, bene.
Cuffaro: E ti giuro, non te l?ho mai detto, ma il mio primo pensiero è per il lavoro che fai e per ricordarti quanto ti voglio bene.
Berlusconi: Grazie.
Cuffaro: Conta sempre su di me, io lavoro sempre, lavoro anche perché ci sia serenità anche dentro l?Udc, quindi stai tranquillo?
Berlusconi: Benissimo, grazie mille. Sai che sei contraccambiato totalmente.

Cuffaro: Lo so, lo so?

Cuffaro, dunque, sebbene indagato per concorso esterno, rivelazione di segreti, favoreggiamento mafioso e corruzione, nel gennaio 2004 si dice tranquillo e sembra perfettamente al corrente delle due linee che si fronteggiano fra i magistrati: qualcuno fa ancora le bizze, ma bisogna solo aspettare. Per capire che cosa Cuffaro stia aspettando basta attendere gli sviluppi dell?inchiesta che, di li a pochi mesi, gli daranno ragione. Infatti il pm Paci che insiste per chiudere il suo rinvio a giudizio anche per concorso esterno in associazione mafiosa verrà messo in minoranza. E alla fine il governatore risponderà solo di favoreggiamento alla mafia. Le due scottanti bobine, trasmesse dai Carabinieri alla Procura, non saranno depositate negli atti alla chiusura dell?inchiesta Cuffaro. Rimarranno blindate nel fascicolo madre, quello numero 2358/99 per concorso esterno in associazione mafiosa, destinato all?archiviazione. Né Berlusconi ne Pisanu verranno interrogati sul merito di quelle telefonate, nè verranno disposte indagini approfondite per saperne di più. Eppure l?accenno di Berlusconi al ministro dell?Interno potrebbe contenere elementi utili a far luce sulla ?fonte romana? e ?istituzionale?, ipotizzata dalla stessa Procura, che avrebbe informato Cuffaro delle intercettazioni su Guttadauro nel 2001 e su Aiello nel 2003. Se davvero Berlusconi, il Viminale e Cuffaro conoscessero notizie ancora coperte dal più vigoroso segreto investigativo, si configurerebbe un reato di rivelazione di segreto anche a carico di chi quella fuga di notizia ha commesso. Tantopiù che uno dei personaggi in questione, Berlusconi, è stato indagato per concorso esterno e riciclaggio proprio a Palermo: la sua posizione è stata archiviata per decorrenza dei termini di indagine, ma il fascicolo può essere riaperto in qualunque momento all?emergere di qualche fatto nuovo. I pm titolari del fascicolo Berlusconi, però, verranno a sapere di quelle telefonate soltanto dai giornali, alla fine del 2005, quando Grasso, poco prima di trasferirsi a Roma come nuovo procuratore nazionale antimafia, chiederà ai gip che i nastri vengano distrutti."

da "Mani Sporche", Chiarelettere , dì Barbacetto, Gomez e Travaglio

Fabrizio Frosini
Posted Jun 18, 2008 1:12 AM
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da Il Corriere : http://www.corriere.i...

Schifani legge la lettera del presidente del consiglio, bagarre in aula
Caso Mills, Berlusconi ricusa il giudice
Il Csm apre pratica a tutela del magistrato
Dal pm «inimicizia grave». Insorge l'Anm: chi governa non critichi i magistrati. Veltroni: dialogo rotto



NOTIZIE CORRELATE : * La lettera di Berlusconi a Schifani (16 giugno) http://www.corriere.i...

ROMA -- È stata depositata nella cancelleria della quinta sezione della Corte d'Appello di Milano l'istanza con la quale Silvio Berlusconi ha ricusato il presidente della decima sezione del Tribunale di Milano, Nicoletta Gandus. La ricusazione riguarda il processo in cui il premier è imputato per corruzione in atti giudiziari con l'avvocato inglese David Mills. Per Berlusconi il processo deve essere spostato perché - si legge nell'istanza di ricusazione - la Gandus avrebbe in passato rilasciato dichiarazioni che attesterebbero una «inimicizia grave» nei suoi confronti. La posizione assunta dal premier ha scatenato la reazione del leader del Pd, Walter Veltroni: «Berlusconi - ha detto in un'intervista al Tg3 - ha strappato la tela del dialogo possibile».

IL CSM APRE UNA PRATICA -- A tutela dei magistrati del processo Mills il Csm ha aperto intanto una pratica. Un comunicato di Palazzo dei marescialli rende nota la scelta effettuata dal Comitato di Presidenza, l'organo di vertice del Consiglio Superiore della Magistratura, guidato dal vice presidente Nciola Mancino. Il Comitato ha «deciso di aprire una pratica a tutela del "sostituto procuratore milanese" accusato, nella lettera inviata dal Presidente del Consiglio al Presidente del Senato, "di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici" e di magistrati del 'Tribunale di Milano anch'esso politicizzato e supinamente adagiato sulle tesi accusatorie», recita la nota. Una scelta compiuta «anche aderendo alla richiesta dei consiglieri Giuseppe Maria Berruti e Vincenza Maccora».

LA LETTERA -- La decisione di ricusare il giudice era stata annunciata da Berlusconi in una lettera al presidente del Senato, Renato Schifani: «Ho preso visione della situazione processuale e ho potuto constatare che si tratta dell'ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch'esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria», ha scritto il premier nella lettera (leggi il testo integrale). Secondo il presidente del Consiglio, in particolare, il giudice Gandus ha «assunto posizioni pubbliche di netto e violento contrasto» contro il precedente governo Berlusconi.

«CHI GOVERNA NON DENIGRI» -- Sulla vicenda è intervenuta anche l'Anm, l'Associazione nazionale dei magistrati: «Chi governa il paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l'istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale» afferma il sindacato delle toghe. «Questi comportamenti - evidenzia ancora l'Anm - rischiano infatti di minare alla radice la credibilità delle istituzioni e di compromettere il delicato equilibrio tra funzioni e poteri dello Stato democratico di diritto».

«GRAVE INIMICIZIA» -- Nell'istanza di ricusazione presentata, come detto, si sostiene che Nicoletta Gandus avrebbe fatto «reiterate manifestazioni di pensiero» che «appalesano» una «inimicizia grave nei confronti dell'imputato Berlusconi». «Il concetto di grave inimicizia che legittima sia la richiesta di astensione sia la dichiarazione di ricusazione», proseguono gli avvocati del premier, «deve essere valutato secondo interpretazione teleologica». In particolare si fa riferimento a un documento intitolato «Appello per la giustizia - un impegno per la giustizia» pubblicato sul sitoMegachip.info che ha tra i firmatari la giudice e che si scaglia contro una serie di leggi approvate dal governo Berlusconi. Le leggi a cui si riferisce il documento, tra le quali compaiono la legge di depenalizzazione per falso il bilancio, la legge cosiddetta ex Cirielli, e la cosiddetta legge Pecorella, sono, a parere dei firmatari, «causa di impunità per i potenti e sono state adottate frasi esclusivamente al fine di perseguire gli interessi personali di pochi, ignorando quelli della collettività e quindi con ogni evidenza riferibili al presidente Berlusconi, devono trovare abrogazione immediata». L'istanza di ricusazione cita anche altri documenti sottoscritti dalla dottoressa Gandus sempre critica nei confronti dell'operato del governo dell'ex premier e pertanto secondo la difesa «la dottoressa Gandus avrebbe dovuto astenersi dal processo per ragione di convenienza». Ma il procuratore della Repubblica di Milano, Manlio Minale, fa sapere di dovere «con forza respingere» le «illazioni» dopo aver letto «così come riportato sulla stampa» il testo della lettera di Berlusconi al presidente del Senato.

IL PROCESSO -- Al centro del procedimento sui presunti fondi neri, iniziato nel marzo 2007, c'è l'accusa secondo cui Berlusconi nel 1997 fece inviare 600 mila dollari a Mills come ricompensa per non aver rivelato in due processi, in qualità di testimone (e quindi con l'obbligo di legge di dire il vero e non tacere nulla), le informazioni su due società off-shore usate da Mediaset, secondo la procura, per creare fondi neri. Sia Berlusconi sia Mills hanno sempre respinto le accuse, e Mediaset ha ribadito in più occasioni in diverse note la propria correttezza e trasparenza.

IL PREMIER DA NAPOLITANO -- Nessun commento, dopo il deposito della ricusazione, da parte di Berlusconi, rientrato a Roma intorno alle 11. Il premier ha trascorso circa un'ora tra i negozi del centro vicino alla sua residenza di Palazzo Grazioli. Ai cronisti che lo hanno avvicinato per chiedergli un commento, il Cavaliere si è limitato a dire: «Sto bene, sto bene». Poi, dopo la foto con una turista e qualche stretta di mano con i passanti, Berlusconi è rientrato a Palazzo Grazioli. Nel pomeriggio il premier ha incontrato ( insieme al ministro dell'Economia Giulio Tremonti) per due ore il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma in serata il Quirinale ha precisato che nel vertice si è affrontato solo il temo della prossima manovra economica.

BAGARRE IN AULA -- La lettera di Berlusconi a Schifani ha provocato un pandemonio in Parlamento. Dopo che il Presidente del Senato l'ha letta in aula, dai banchi dell' opposizione si sono levate proteste (soprattutto dopo il passaggio in cui il premier parla di «aggressione» da parte delle «toghe di sinistra») e i dipietristi dell'Idv hanno innalzato cartelli di dissenso (■ Guarda le immagini). Schifani ha tirato dritto e al termine della lettura dai banchi della maggioranza sono arrivati applausi mentre tra quelli dell'opposizione sono continuate le contestazioni. Poi è scattato l'ostruzionismo: numerosissime le richieste giunte dai senatori dei partiti di minoranza che chiedono di intervenire per «il non passaggio al voto degli articoli» del decreto sicurezza. Nel mirino i due emendamenti «salva-premier» presentati dai relatori del provvedimento Filippo Berselli e Carlo Vizzini.

Fabrizio Frosini
Posted Jun 18, 2008 1:15 AM
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Da Il Corriere :
* La lettera di Berlusconi a Schifani (16 giugno) http://www.corriere.i...

La lettera di Berlusconi a Schifani
I temi toccati: caso Mills, la norma blocca-processi e l'immunità per le alte cariche



Ecco la lettera che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha inviato al presidente del Senato Renato Schifani. Il testo è stato diffuso da Palazzo Chigi.


«Caro Presidente, come Le è noto stamane i relatori senatori Berselli e Vizzini, hanno presentato al cosiddetto 'decreto sicurezzà un emendamento volto a stabilire criteri di priorità per la trattazione dei processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale. In tale emendamento si statuisce la assoluta necessità di offrire priorità di trattazione da parte dell'Autorità Giudiziaria ai reati più recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio immediato.

Questa sospensione di un anno consentirà alla magistratura di occuparsi dei reati più urgenti e nel frattempo al governo e al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali.

I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell'ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch'esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria.

Proprio oggi, infatti, mi è stato reso noto, e ciò sarà oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione, che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il governo che ho avuto l'onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che fra l'altro oggi si troverebbe a poter disapplicare.

Quindi, ancora una volta, secondo l'opposizione l'emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti, non dovrebbe essere approvato solo perchè si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto. Questa è davvero una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale.

Sono quindi assolutamente convinto, dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro Paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica. Questa norma è già stata riconosciuta come condivisibile in termini di principio anche dalla nostra Corte Costituzionale. La informo quindi che proporrò al Consiglio dei ministri di esprimere parere favorevole sull'emendamento in oggetto e di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato.

Cordialmente, Silvio Berlusconi
».
Fabrizio Frosini
Posted Jun 18, 2008 1:44 AM
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dal Blog di Beppe grillo : http://www.beppegrill...

Lo psiconano ha dichiarato guerra al Paese. Non perché sia cattivo, ma per necessità. La galera non piace a nessuno. Per questo vuole mandarci i giornalisti e i magistrati al suo posto.

Il disegno di legge sulle intercettazioni seppellisce in modo definitivo la (poca) informazione libera esistente in Italia. Non potremo più sapere nulla. Nulla. Unipol, Abu Omar, Santa Rita, la centrale di spionaggio di Telecom, Saccà, Parmalat. I processi, diventeranno segreti di Stato. Lo psiconano impedisce con la galera la pubblicazione di ciò che è pubblico. Non solo delle intercettazioni, che di fatto, vengono eliminate. Infatti, tutti gli atti delle indagini preliminari ?anche se non sussiste più il segreto? non possono essere divulgate neppure ?in modo parziale o per riassunto?. Nessuna intercettazione sotto i 10 anni di pena, nessuna pubblicazione di atti giudiziari pubblici.

Questa è la sicurezza del nuovo Governo. I militari per le strade sono un insulto per le forze di Polizia. Lo scopo non è quello di difendere i cittadini, ma di creare un precedente. I militari potranno essere impiegati per le centrali nucleari, gli inceneritori, le nuove basi americane, la Tav in Val di Susa, il Ponte sullo stretto, per l?abolizione della class action Parmalat. Per proteggere i politici come nelle migliori tradizioni sudamericane.

La legge sulle intercettazioni è la pietra tombale sulla democrazia. Io non ci sto. Una legge, fatta per i fuorilegge, che va chiamata, in modo corretto, legge Silvio Berlusconi.

Il prossimo V-Day sarà dedicato a questa legge. Il V3-day sarà sulla Giustizia.

Lancerò un referendum per l?abolizione della legge Berlusconi.

Chiunque ci stia, associazioni, movimenti, raggruppamenti politici, è benvenuto.

E ? arrivata l?ora di contarci. Non c?è più tempo. V-day, V-day, V-day.


(Beppe Grillo)
Fabrizio Frosini
Posted Jun 18, 2008 2:16 AM
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leggi : http://beppegrillo.me...



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16 Giugno 2008 : Cortina di ferro per i delinquenti


Riporto il testo integrale dell'intervento di Marco Travaglio:

"Buongiorno a tutti. Mi dispiace, ma dobbiamo ricominciare a parlare di intercettazioni, perché questo è quello che offre il convento e quello che chiedono anche gran parte dei frequentatori del blog.........


Marco Travaglio

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