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Fabrizio Frosini
Posted Oct 21, 2007 5:18 PM
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ITALIA DEI VALORI - «Nella vicenda De Magistris collegata all?inchiesta "Why not" troviamo conferma a quanto di peggio si era detto in merito alla riforma dell?ordinamento giudiziario approvata nella passata legislatura dalla Cdl» afferma in una nota Massimo Donadi, capogruppo alla Camera di Italia dei Valori. «Una riforma che faceva venir meno l?esclusività del Csm nell?avviare procedimenti disciplinari e l ' attribuiva anche all?esecutivo, aprendo così la strada a pericolose ingerenze e ad esiti paradossali come quelli che si stanno oggi verificando nell?inchiesta di Catanzaro. È evidente che quest?intreccio di indagati che indagano i loro indagatori è tutto giocato sul filo del rasoio e che, qualora il Csm dovesse respingere la richiesta di trasferimento del sostituto procuratore De Magistris, vi sarebbero delle immediate e ovvie conseguenze politiche».
Fabrizio Frosini
Posted Oct 21, 2007 9:03 PM
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LO SAPEVATE??
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DAL FORUM MEETUP FIRENZE

GIZI:
L'azienda di Pietro Tagliaferri (Moriano in Vicchio del Mugello), è stata comprata dalla mafia. Lui è l'unica persona che si è costituita parte civile nel processo che si terrà (o no? a questo punto non lo so) dopodomani a Catanzaro. Il pm del procedimento è il dott. de Magistris.
Chiedo a Pietro, l'udienza di dopodomani è per l'inchiesta Why not?.
PIETRO TAGLIAFERRI:
No, il processo che si svolgerà martedì, almeno spero, anche se con un clima inaudito si svolgerà, non riguarda l'inchiesta Why not, ma è stato l'inizio del filone delle inchieste che De Magistris ha fatto sulle truffe per la percezione dei finanziamenti Comunitari. La mia inchiesta ha visto coinvolti L'assessore regionale Dima di An,della passata legislatura, che è stato rinviato a giudizio, ma vi erano implicati anche L'on. Galati, l'on Alemanno e l'on Buonfiglio di An, perché facevano riferimento ai De Sensi, i soggetti per cui si procede Martedì, per riciclaggio di denaro sporco e truffa, che hanno comprato la mia azienda.
Da questa inchiesta, successivamente De Magistris ha aperto l'inchiesta Poseidone, che gli è stata tolta, e poi Why not, tutte riguardano i finanziamenti comunitari ed hanno personaggi in comune vedi on Galati.
Proprio dalla mia inchiesta sono cominciati i problemi di De Magistris, fino ad arrivare alla porcata di ieri.
QUESTE SONO COSE CHE E' BENE SAPPIANO TUTTI
LE POSTERO' ANCHE SU ALTRI FORUM

Fabrizio Frosini
Posted Oct 21, 2007 10:01 PM
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domenica 21 ottobre 2007
Salvatore Borsellino interviene sulla avocazione della inchiesta di Luigi De Magistris

Pubblichiamo un comunicato stampa di Salvatore Borsellino.

Ci siamo permessi di omettere alcune espressioni, segnalando il nostro intervento con tre puntini fra parentesi, perché alcune espressioni che sicuramente sono consentite a Salvatore Borsellino potrebbero non esserlo a noi. Le poche omissioni non alterano comunque in alcun modo il pensiero dell?autore.

di Salvatore Borsellino
(ingegnere)


Milano, 20 ottobre 2007.

La notizia dell'avocazione da parte della Procura Generale dell'inchiesta ?Why Not? al Procuratore De Magistris è di quelle che lasciano senza fiato.

Solo un'altra volta nella mia vita mi ero trovato in questo stato d'animo.

Era il 19 Luglio del 1992 e avevo appena sentito al telegiornale la notizia dell'attentato il cui scopo non era altri che quello di impedire ad un Giudice che, nelle sue indagini, era arrivato troppo vicino all'origine del cancro che corrode la vita dello Stato Italiano, di procedere sulla sua strada.

Morto Paolo Borsellino l'ignobile patto avviato tra lo Stato Italiano e la criminalità mafiosa aveva potuto seguire il suo corso ed oggi vediamo le conseguenze del degrado morale a cui questo scellerato patto ha portato.

Ieri era stato necessario uccidere uno dopo l'altro due giudici che, da soli, combattevano una lotta che lo Stato Italiano non solo si è sempre rifiutato di combattere ma che ha spesso combattuto dalla parte di quello che avrebbe dovuto essere il nemico da estirpare e spesso ne ha armato direttamente la mano.

Oggi non serve più neanche il tritolo, oggi basta, alla luce del sole, avocare un'indagine nella quale uno dei pochi giudici coraggiosi rimasti stava per arrivare al livello degli "intoccabili", perchè tutto continui a procedere come stabilito.

Perché questa casta ormai completamente avulsa dal paese reale e dalla gente onesta che ancora esiste, anche se purtroppo colpevole di un silenzio che ormai si confonde con l'indifferenza se non con la connivenza, possa continuare a governare indegnamente il nostro paese e a coltivare i propri esclusivi interessi in uno Stato che considera ormai di propria esclusiva proprietà.

Oggi basta che un ministro (?) come (?) Mastella ricatti un (?) capo del governo, (?), minacciando una crisi di governo, perché tutta una classe politica faccia quadrato intorno al suo degno rappresentante e si esercitino in conseguenza chissà quale tipo di pressioni sui vertici molli della magistratura per ottenere l'avocazione di un'indagine e quindi l'inoffensività di un giudice senza neanche bisogno del tritolo come era stato necessario per Paolo Borsellino.

Siamo giunti alla fine della Repubblica Italiana e dello Stato di Diritto.

In un paese civile il ministro Mastella non avrebbe potuto chiedere il trasferimento del dr De Magistris titolare dell'inchiesta in cui è indagato il suo stesso capo di governo e lo stesso ministro.

Se la decisione del Procuratore Generale non verrà immediatamente annullata dal C.S.M., saremo di fronte alla fine dell'indipendenza della magistratura e in conseguenza dello stesso Stato di Diritto.

Il Presidente Giorgio Napolitano, nonostante sia stato più volte sollecitato, continua a tacere su queste nefandezze dimostrando che la retorica dello Stato e della figura istituzionale di garante della Costituzione Repubblicana non sono diventate, in questa disgraziata Italia, altro che vuote parole.

Quaranta anni fa sono andato via dalla Sicilia perché ritenevo impossibile di vivere la mia vita in un paese in cui la legalità era solo una parola del vocabolario, ora non ritengo più che sia una vita degna di chiamarsi con questo nome e quindi una vita degna di essere vissuta quella di vivere in un paese dove l'illegalità è diventata la legge dello Stato.

Salvatore Borsellino


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Fabrizio Frosini
Posted Oct 22, 2007 2:27 AM
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DAL BLOG DI DI PIETRO

LA FINE DELLO STATO DI DIRITTO



Non è scaricando contumelie ed insulti su di me (cfr. articolo ANSA.it), peraltro per fatti che si sono risolti con la condanna dei miei diffamatori, che Il Ministro della Giustizia può pensare di sfuggire alla responsabilità politica di aver provocato, con la sua intempestiva ed inopportuna azione disciplinare nei confronti del magistrato De Magistris, un corto circuito politico giudiziario che ha provocato la caduta di credibilità delle istituzioni e che rischia di travolgere l?intero Governo.
So bene che con l?avocazione dell?inchiesta da parte della Procura Generale, il procedimento penale continua il suo corso ma non è questo il punto. Il problema è che quell?avocazione è stata provocata proprio da chi era o poteva essere messo sotto indagine dal magistrato destituito.
Ciò che emerge dallo scontro che il Ministro della Giustizia ha provocato scientemente nei confronti del magistrato che lo ha messo sotto indagine è l?immagine di una classe politica che, sulla falsariga del Governo Berlusconi, non si vuole far giudicare e per questo ne inventa di tutti i colori pur di fermare i magistrati che fanno il loro dovere.
Ancora una volta si dà l?impressione, vera o no che sia, che i potenti di turno cercano, e riescono a trovare, scorciatoie per eliminare magistrati scomodi e per minare l?indipendenza della magistratura.
Si dà l?impressione che i potenti, e solo loro, siano in grado di muovere meccanismi che permettono di scegliersi il magistrato che fa comodo e togliere di mezzo chi non si adegua. E? questo un dato politico di estrema gravità in cui è coinvolto non solo il Ministro della Giustizia ma l?intero Governo ed in primo luogo il Presidente del Consiglio.
Romano Prodi è chiamato ora ad una delicata assunzione di responsabilità specie con riferimento all?opportunità di permettere che in capo allo stesso soggetto possa mantenersi, in quanto Ministro della Giustizia, il ruolo di titolare dell?azione disciplinare nei confronti del magistrato che lo ha sottoposto alle indagini.

Siamo di fronte ad un bivio che, se non affrontato subito e con determinazione, ci travolgerà tutti perchè stiamo rischiando di mettere in pericolo lo Stato di diritto, come giustamente affermano alcuni autorevoli osservatori e la maggioranza dell?opinione pubblica.






Vedi:
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F.
Fabrizio Frosini
Posted Oct 22, 2007 10:38 AM
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dal Periodico on line democrazialegalita.it

Vicenda De Magistris: un Golpe Bianco

Vicenda De Magistris: un Golpe Bianco

Intervenga Napolitano


" ... due urgenti considerazioni:

- La prima: stiamo assistendo ad un "golpe bianco",a un attacco formidabile alla democrazia mai registrato prima in epoca repubblicana (neppure ai tempi di Berlusconi?) fondata sulla divisione dei poteri e qui calpestata orribilmente.

- La seconda: garante di tutto ciò dovrebbe essere il presidente della Repubblica, Napolitano, nella sua veste di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, il quale, nello scorso luglio, si ricordò in modo assai discutibile di questo suo ruolo e intervenne, pur senza nominarla, contro la richiesta della gip Clementina Forleo nella vicenda delle scalate bancarie che riguardavano D'Alema, Fassino e altri quattro parlamentari.

Se adesso non prendesse posizione a difesa di De Magistris e sopratutto dell'indipendenza violata della magistratura, si potrebbe pensare che che il "golpe bianco" ai danni della democrazia italiana è stato purtroppo completato, tra il silenzio generale anche di coloro che sono chiamati , per ruolo istituzionale, a garantire la costituzione Italiana nei suoi principi fondativi . Ricordiamo che l? Art. 104 cost.italiana recita: La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica.

Elio Veltri
Roberta Anguillesi







NAPOLITANO.. UN SILENZIO DAL CUPO RIMBOMBO...

se lo ricorda qualcuno quel.. " nostro " Capo dello Stato.. che in qualche sua uscita parlava dei VALORI da difendere in una Democrazia..?

La Sciarelli sa qualcosa..? CHI L'HA VISTO...??




Fabrizio Frosini
Posted Oct 22, 2007 4:21 PM
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Fabrizio Frosini
Posted Oct 22, 2007 5:21 PM
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Leggete qua : è incredibile.. nel 1989.. un' interrogazione al Ministro della Giustizia.. su DOLCINO FAVI.. shock firmata anche da RUTELLI.. confused




Atti Parlamentari - 26076 - Camera dei Deputati
X LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 17 GENNAIO 1989

MELLINI, VESCE, RUTELLI E CALDERISI.

- Al Ministro di grazia e giustizia. Per sapere -

premesso che:

la prima commissione del Consigli o superiore della magistratura si è di recente occupata del caso del magistrato Dolcino Favi, sostituto procuratore della Repubblica di Siracusa;
in particolare le accuse mosse al Favi sono di «essere dedito a sistematiche violazioni di norme, in particolare di quelle poste a presidio dei diritti fondamentali dell'individuo» come sostenuto dal consigliere del CSM Renato Papa dinanzi al plenum del CSM durante la seduta di mercoledì scorso;

gli addebiti mossi al dottor Favi riguardano i seguenti episodi:

1. i rapporti con la suocera del pentito Pandolfo, di cui il dottor Favi si servì per far pervenire messaggi alla malavita;
2. Favi ha spiccato mandati di cattura nei confronti di alcuni magistrati catanesi sulla base di intercettazioni telefoniche irregolari, di cui sono state tenute in conto solo quelle con «esito positivo», mentre quelle che potevano servire come prove a discarico non sono state annotate;
3. Favi ha falsificato una delega del procuratore della Repubblica di Messina per il compimento di un atto istruttorio, facendosi da sé un fonogramma (per questo episodio il consigliere Papa ritiene doverosa la trasmissione degli atti al magistrato penale);
4. il mandato di cattura nei confronti di Abbu Abbash, inefficace e per cui il Favi era privo di competenza;
5. il caso dell'arresto del proprietario di un cavallo che, imbizzarritosi, aveva ferito alcune persone, fra cui un magistrato, il pretore di Lentini. In questo caso il Favi non solo si impossessò del caso levandolo al pretore competente, non solo arrestò il proprietario del cavallo, non solo inventò una serie di reati inesistenti a suo carico, ma chiamato a risponderne davanti al CSM, inventò giustificazioni inesistenti producendo alcuni documenti falsi;


sembra che non sia stato ancora disposto il trasferimento d'ufficio del dottor Favi poiché su queste vicende non vi sarebbe stato clamore tale da giustificare il trasferimento;

considerato che ad avviso degli interroganti la presentazione della presente interrogazione
può integrare da sola quel clamore che è richiesto da alcuni consiglieri del CSM per promuovere quei provvedimenti disciplinari che appaiono indispensabili
in un caso di questa gravità:

? quali siano le azioni disciplinari attivate dal ministro nei confronti del suddetto
magistrato;
? se sia informato circa l'inizio dell'azione penale per il reato di falso in atto giudiziario nei confronti del predetto dottor Favi e se non ritenga, in caso negativo, di provvedere direttamente ad interessare l'autorità giudiziaria su quanto emerso nel corso dei lavori del CSM ove questo non abbia provveduto al riguardo.
Fabrizio Frosini
Posted Oct 22, 2007 11:05 PM
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NAPOLITANO...

da La Stampa online :

napolitano invita ad abbassare i toni
De Magistris, Quirinale «preoccupato»
«Presterò vigile attenzione perché sia assicurato il pieno, doveroso sviluppo delle indagini in corso»


Giorgio Napolitano (Ansa)
ROMA - «È indispensabile evitare dichiarazioni e commenti che determinano sconcerto nell' opinione pubblica». È quanto afferma in una nota il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo aver manifestato viva preoccupazione per le polemiche sul caso De Magistris. «Hanno in questi giorni destato in me, quale capo dello Stato e quale presidente del Consiglio superiore della magistratura - afferma Napolitano - viva preoccupazione le polemiche seguite a indagini svolte e a determinazioni assunte da organi giudiziari e dai titolari dell'azione disciplinare nei confronti di magistrati. Considero essenziali, come sempre, la riservatezza e il rispetto delle regole fissate da leggi e codici deontologici. Confido - ha detto il presidente - nel senso di responsabilità di tutti».

VIGILE ATTENZIONE - «Le questioni sollevate debbono trovare soluzione sulla base di una attenta verifica dei fatti, attraverso gli strumenti - di tipo penale, disciplinare e ordinamentale - previsti dalla normativa. Per parte mia, assicuro che, nel rispetto dei confini e delle prerogative assegnatemi dalla Costituzione, presterò vigile attenzione perché sia assicurato il pieno, doveroso sviluppo delle indagini in corso, e in tale contesto siano puntualmente rispettati i diritti dei soggetti coinvolti, così che la magistratura possa esercitare le sue funzioni in assoluta autonomia e indipendenza. Esprimo convinta fiducia nella capacità del Csm di assolvere il compito che gli è affidato con la massima ponderazione e obiettività».


LO SFOGO DEL PM - Era stato lo stesso pm De Magistris, in un'intervista rilasciata al giornalista del Corriere della Sera Carlo Vulpio sabato scorso, ad auspicare un'intervento diretto del capo dello Stato. L'intervista era uscita il giorno successivo a quello in cui Dolcino Favi, avvocato generale dello Stato che da gennaio 2007 fa il procuratore generale reggente a Catanzaro, aveva avocato a sé, togliendola appunto a De Magistris, l'inchiesta Why not, quella in cui sono indagati il presidente del Consiglio, Romano Prodi (abuso d'ufficio), il ministro della Giustizia Clemente Mastella (abuso d'ufficio, finanziamento illecito ai partiti, truffa all'Unione europea e allo Stato italiano) e una schiera di politici, affaristi, militari, magistrati, massoni.
Fabrizio Frosini
Posted Oct 22, 2007 11:45 PM
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Fabrizio Frosini
Posted Oct 23, 2007 12:36 PM
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FOSSE VERO... biggrin ma dubito che lo sia...

Dal Corriere online :
il leader dell'udeur avrebbe intenzione di lasciare il dicastero della giustizia
Mastella si dimette, forse no. È giallo
Sarebbe a Palazzo Chigi per consegnare le dimissioni nelle mani di Prodi. Ma altre agenzie smentiscono



Clemente Mastella (Ap)
ROMA - Clemente Mastella si è dimesso da ministro della Giustizia, anzi no sta per dimettersi ma è già andato a Palazzo Chigi per consegnare le dimissioni nelle mani del presidente del Consiglio, Romano Prodi. Anzi no: sta partecipando a una riunone dell'ufficio politico dell'Udeur e non è previsto al momento alcun incontro a Palazzo Chigi con Prodi, tra l'altro impegnato in mattinata in un incontro a un seminario economico internazionale.


SMENTITE E CONFERME - La notizia delle dimissioni del ministro della Giustizia si sono diffuse in ambienti politici a Roma intorno alle 10,50 poi sono state smentite, ma fonti del Corriere della Sera confermano le indiscrezioni sulle dimissioni di Mastella. Il capo del governo in tarda mattinata ha terminato il convegno a porte chiuse da cui è partito senza rilasciare dichiarazioni.
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