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Fabrizio Frosini
Posted Jan 24, 2008 7:01 PM
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IL VOLTO MAFIOSO DELLE ISTITUZIONI
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giovedì 24 gennaio 2008

Il "metodo Mastella"


Per dare una ulteriore prova della confusione che fa fra "politica" e "interessi personali", il sen. Clemente Mastella, poche ore prima di dimettersi dalla carica di Ministro della Giustizia, ha emesso il provvedimento di avvio della Scuola della Magistratura, nei termini previsti dal decreto legislativo n. 26/2006.

Con quel provvedimento, ha indicato Benevento come sede principale della Scuola medesima (non Roma o Napoli, con riferimento alla "centralità geografica": Benevento), e ha designato i componenti del Comitato Direttivo, fra i quali ha inserito il Preside della Facoltà di giurisprudenza di Benevento, il suo (di Mastella) avvocato di famiglia e uno dei Sostituti Procuratori di Santa Maria Capua Vetere, lo stesso ufficio -- ma forse è superfluo ricordarlo -- che sta procedendo nei confronti suoi e della sua famiglia.

Nessun commento è possibile, perchè "in claris non fit interpretatio".




Un commento : 24 gennaio 2008 17.17
La sede di quella scuola era stata individuata dal ministro leghista, Castelli, a Catanzaro. Mastella senatore ceppalonico eletto in Calabria, mentre tutti i politici di questa regione erano intenti ad abbattere de Magistris, l'ha spostata a Benevento.
bartolo iamonte

Fabrizio Frosini
Posted Jan 26, 2008 11:08 PM
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Il "metodo Mastella"
dal Blog di Di Pietro :
Ho inviato al Presidente del Consiglio e Ministro della Giustizia Romano Prodi una lettera per esprimere le mie preoccupazioni sulle recenti nomine del Comitato direttivo della scuola della Magistratura di Benevento. Nomine fatte, tra gli ultimissimi atti del suo mandato, dall'ex-ministro della Giustizia Mastella.
Già nei mesi scorsi avevo inutilmente lanciato l?allarme sul fatto che alcune modifiche normative, fortemente sostenute dal Ministro della Giustizia dell?epoca, palesavano il rischio di possibili condizionamenti dell?autonomia della magistratura. E le nomine, consumate nell?ultimo giorno in carica del precedente Ministro, non possono che avallare quei timori

testo della lettera:

Prot.15159/S.M./08
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
E Ministro della Giustizia
On.le Prof. Romano Prodi
Oggetto:nomine Ministro della Giustizia-Scuola della Magistratura di Benevento
Alcune recenti vicende emerse nella gestione del Ministero della Giustizia destano viva preoccupazione.
Mi riferisco alle delicate nomine dei componenti del Comitato direttivo della Scuola della Magistratura di pertinenza del Ministro della Giustizia.
Già nei mesi passati, in occasione dell?esame delle modifiche alla disciplina istitutiva della scuola, avevo lanciato ripetutamente ? inascoltato ? un grido di allarme sui rischi che si adombravano dietro modifiche normative, così tenacemente sostenute dal Ministro della Giustizia dell?epoca, che palesavano il rischio di possibili condizionamenti della autonomia della magistratura: se
persino l?istituzione di formazione della futura generazione di magistrati e di aggiornamento dell?intera categoria, non solo inopinatamente trova sede nel medesimo collegio elettorale prediletto dal Ministro della Giustizia di turno, ma vede il suo organo collegiale direttivo dominato, in virtù della preponderanza numerica, dai componenti designati direttamente dallo stesso Ministro, evidentemente sono chiare oltre ogni dubbio le manipolazioni di intangibili
precetti costituzionali.
Le mie preoccupazioni sono rimaste inascoltate, ma gli sviluppi successivi ne stanno puntualmente dimostrando la gravità.
Gli eventi degli ultimi giorni (anzi, dell?ultimo giorno) di permanenza in carica del precedente Ministro della Giustizia avvalorano questa preoccupazione.
Infatti, apprendo che tra i nominati all?interno del Comitato direttivo della Scuola di Magistratura figurano anche un magistrato della stessa Procura della Repubblica che ha avviato indagini sul medesimo Ministro, nonché l?avvocato difensore della consorte (come è noto, destinataria di provvedimenti cautelari richiesti dalla stessa Procura della Repubblica). Anche l?ulteriore componente nominato è il preside della facoltà di Giurisprudenza dell?Università del
medesimo collegio elettorale prediletto dall?ex Ministro.
Non dubito della professionalità di tutti i componenti del Consiglio direttivo nominati in extremis (trattandosi di uno degli ultimissimi atti adottati dal Ministro dimissionario), ma mi chiedo se sia opportuno avallare un provvedimento di questa natura, non fosse altro che per l?alone di opacità che lo circonda.
Non vorrei che un atto di così elevata rilevanza istituzionale, quale la configurazione degli organi direttivi dell?istituzione deputata alla formazione e all?aggiornamento costante dei magistrati italiani, fosse quantomeno avvertito come un possibile scambio clientelare a danno dell?indipendenza della magistratura.
La Tua nota e profonda sensibilità istituzionale e politica mi fa auspicare che vorrai prontamente adottare tutti i provvedimenti amministrativi occorrenti per verificare come stiano realmente le cose.
Antonio Di Pietro

Fabrizio Frosini
Posted Jan 30, 2008 1:10 AM
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Segnalata da Voglioscendere (e a noi dal nostro lettore Salvatore, che ringraziamo), riportiamo una lettera aperta (che si trova a questo link) scritta ai magistrati da Rosario Gigliotti, che trae spunto dall??accusa? mossa a Luigi De Magistris dal Sostituto Procuratore Generale Vito D?Ambrosio di intendere la magistratura come una ?missione?.
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Lettera di un cittadino ai magistrati onesti

Cari mestieranti della legge,
forse, se siete onesti e conservate ancora una spinta ideale nello svolgimento del vostro compito, non vi farà piacere sentirvi chiamare in questo modo.
Eppure dovreste interrogarvi profondamente su ciò che voi rappresentate oggi in Italia.
Se il pm Luigi De Magistris è incolpato di svolgere il proprio ruolo come una missione e non come un mestiere sottoposto unicamente alla legge, da semplice cittadino mi chiedo che cosa sia questa legge.
Mi chiedo se la legge è quell?assurdo capace di non arrivare mai a nessuna giustizia, quel mostro di udienze, rinvii, ricorsi, accordi tra avvocati alle spalle dei più deboli, ingiuste detenzioni (per i poveri cristi) o giuste detenzioni (di tanto in tanto per qualche salutare capro espiatorio), sconti di pena e sotterfugi fino ad una provvidenziale prescrizione.
Questa legge non è la vostra legge, è la legge dei magistrati che frequentano i circoli bene delle città italiane, molto amici dei potenti, è la legge dei magistrati asserviti, che come tanti funzionari, dirigenti, giornalisti o semplici impiegati non hanno neanche bisogno di prendere ordini, perché nel loro DNA vi è l?istinto all?obbedienza ed alla fedeltà incondizionata (*).
Cari magistrati onesti, chiedetevi se nel servire in silenzio, con competenza e dedizione l?istituzione che rappresentate, non avete finito per servire la casta che dalle norme che rendono impossibile perfino una parvenza di giustizia trae linfa vitale per acquisire maggiori privilegi e per contrapporsi con più efficacia all?altra casta, quella dei politici.
E tra caste, come sempre, ci si scontra e ci si accorda sottobanco.
Mastella dice di essere accusato da una macchietta finita su Youtube, ed ovviamente non vede se stesso, un?altra macchietta e un?altra faccia dello stesso potere.
A quante macchiette, tra i vostri colleghi, sono affidati compiti chiave nell?amministrazione
della giustizia?
A quanti ?dottor Pavidoni?, come quello descritto da Bruno Tinti nel suo libro ?Toghe rotte?, avete dovuto ubbidire, in nome della legge?
Quante montagne di carte avete dovuto spalare, in nome di questa somma ingiustizia?
Sarà per questo che un comune cittadino, uno che voglia vivere dignitosamente senza doversi sottomettere a nessuno, ritrova negli occhi puliti di un magistrato quel senso della cittadinanza, della legalità, su cui si fonda lo Stato ? lo Stato, vi ricordate quanta fatica nel pronunciare questa parola da parte di Rosaria Schifani ai funerali di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo?
Altro che giustizialismo, altro che essere sopra le righe.
Perché, ditemelo voi, una madre che da vent?anni attende di conoscere la verità sulla morte di suo figlio pensa di trovare, finalmente, nel pm Luigi De Magistris qualcuno disposto ad ascoltarla e a cercarla quella verità?
O almeno, considerate le competenze territoriali, a chiarire perché quella verità doveva rimanere nascosta. Per missione, per senso del dovere, per mestiere?
Quella madre si chiama Olimpia Fuina, quella morte è l?omicidio di Luca Orioli e della sua fidanzata, Marirosa Andreotta.
Morte accidentale si disse, mentre l?avvocato Nicola Buccico, senatore, attuale sindaco di Matera ed ex membro del Csm [Consiglio Superiore della Magistratura, n.d.r.], tentava di convincere la famiglia Orioli a rassegnarsi. Per passare poi dalla parte del giudice, denunciato per le sue omissioni.
Anche questo è parte di Toghe-lucane, una delle inchieste di De Magistris, accusato per i provvedimenti di perquisizione, definiti abnormi, a carico di magistrati, politici, poliziotti.
Insomma, di coloro che dovrebbero lavorare in nome della legge.
Perquisizioni abnormi, con motivazioni eccessive e non strettamente legate all?oggetto dell?indagine.
Bisogna studiarla la legge!
Ed ecco allora la lezione dell?avvocato Buccico: una denuncia a carico di giornalisti e di un capitano dei carabinieri, collaboratore di De Magistris, per associazione a delinquere finalizzata alla diffamazione a mezzo stampa!
La procura di Matera, su cui indaga De Magistris, perquisisce gli indagati ed intercetta indirettamente lo stesso De Magistris, con il risultato di controllare anticipatamente le sue iniziative giudiziarie.
Dopo quella di ?abnormità?, quale definizione inventeranno i nostri insigni giuristi per sancire il principio dell?intoccabilità dei potenti?
O forse non ce n?è bisogno, perché, cari magistrati onesti, voi siete già assoggettati al cavillo che divora quotidianamente le vostre buone intenzioni e le vostre energie.
È lo stesso formalismo giuridico, scientificamente studiato perché la giustizia non funzioni.
Quella giustizia che si vuole lenta, inefficiente e politicizzata.
Quella giustizia pronta ad espellere le anomalie, con ogni mezzo.
A me semplice cittadino, rimane nel cuore lo sguardo di un magistrato onesto, che ascolta le parole di una sentenza provenire da lontano, dall?altro mondo dei sepolcri imbiancati: ?trasferito ad altra sede e ad altra funzione?.
(continua)
Fabrizio Frosini
Posted Jan 30, 2008 1:12 AM
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Segnalata da Voglioscendere (e a noi dal nostro lettore Salvatore, che ringraziamo), riportiamo una lettera aperta (che si trova a questo link) scritta ai magistrati da Rosario Gigliotti, che trae spunto dall??accusa? mossa a Luigi De Magistris dal Sostituto Procuratore Generale Vito D?Ambrosio di intendere la magistratura come una ?missione?.
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Lettera di un cittadino ai magistrati onesti

.2

Come ad altra funzione?
È l?unica cosa in cui ho creduto, per cui ho dato l?anima, tentando di fare giustizia, di dare risposta al bisogno di legalità e di dignità dei cittadini, nonostante tutto, nonostante intorno mi si facesse il vuoto, mi venissero sottratte le inchieste, venissi spiato e fatto oggetto di un numero impressionante di interrogazioni parlamentari?
E qui un magistrato avrebbe dovuto fermarsi, in nome della somma ingiustizia!
Invece di lavorare giorno e notte per non tradire quei volti di giovani che ti guardano con speranza.
Appunto, il lavoro come missione.
Ed eccolo finalmente, l?errore che ti tradisce, il formalismo in agguato.
Parli tanto di giustizia e non pensi alla vita delle persone!
Ovviamente la verità è un?altra, perché il pm è solo una parte di una macchina complessa, composta da investigatori, giudici dei vari gradi, difesa.
Per cui nessuno ancora è stato ingiustamente condannato.
Non avvisi il tuo capo, che ha rapporti con gli indagati?
Sbagliato, è la legge caro mio.
Io, semplice cittadino, la leggo così: una colossale presa in giro.
E le persone che in Calabria si sono esposte con le loro denunce, confidando nella capacità e nell?onestà di quel magistrato, chi ci sarà a restituire loro fiducia e speranza?
I giudici del Csm, comodamente appollaiati sui loro scranni?
Che cosa c?è da fare adesso?
Luigi De Magistris ha annunciato che userà tutti gli strumenti consentiti dall?ordinamento democratico per affermare la verità, contro quella che lui ritiene una profonda ingiustizia.
Ma io, comune cittadino, ho il dovere, per me e per i miei figli, di coltivare la bellezza di quei volti di giovani che in De Magistris hanno individuato il simbolo di una società che non vuole morire nella rassegnazione e nel servilismo.
Ho il dovere, nella mia terra, di non essere più solo, di non vanificare la speranza che in questi mesi ha cominciato a farsi largo, a partire dalle sofferenze di tante, troppe persone.
In Basilicata questi segni si sono visti nella straordinaria partecipazione ai tanti incontri per la legalità, non più persone sole con il loro bisogno di verità, con i loro casi di giustizia negata.
In Italia, so che tanti cittadini hanno solo bisogno di capire, di orientare lo sguardo verso un approdo, di ritrovare il senso di una società in cui i magistrati siano ?il potere dei senza potere?, come ci ha ricordato qualche anno fa Vaclav Havel, il padre della rivoluzione nonviolenta cecoslovacca.
Ai magistrati onesti vorrei ricordare che, pur nella delicatezza del loro compito, a cui si richiede giustamente riservatezza e rispetto delle regole, sono parte di questa società che ha bisogno di ritrovare sì fiducia nelle istituzioni, ma prima ancora fiducia nelle persone.
È a voi che mi rivolgo, per dirvi di fare attenzione, perché oggi rischiate di essere solo mestieranti della legge.
Per scongiurare questo rischio è necessario ritrovare quel senso della missione di cui si incolpa De Magistris, quel ?di più? che spaventa chi ci vorrebbe tutti servi, mascherati da umili servitori dello Stato o da onesti cittadini.
Rosario Gigliotti
rico
Posted Jan 30, 2008 3:23 PM
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Segnalata da Voglioscendere (e a noi dal nostro lettore Salvatore, che ringraziamo), riportiamo una lettera aperta (che si trova a questo link) scritta ai magistrati da Rosario Gigliotti, che trae spunto dall??accusa? mossa a Luigi De Magistris dal Sostituto Procuratore Generale Vito D?Ambrosio di intendere la magistratura come una ?missione?.
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Lettera di un cittadino ai magistrati onesti

BELLA LETTERA
sono daccordo x tutto
sauro balis
Posted Feb 2, 2008 6:10 PM
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Ho letto la lettera di Luigi De Magistris e devo dire che mi rendo conto che veramente l'informazione
in questo paese deve essere assolutamente ripristinata.Per sapere quanto abbiamo veramente perduto
con il "licenziamento " di De Magistris dobbiamo leggerlo sui blog.Dobbiamo trovare il modo
di informare anche quelle persone che su internet non ci possono andare o sono convinte
che basta ascoltare i vari tg.Ieri sera ho parlato con un mio amico al quale ho detto che mi sono
iscritto al meet up di Grillo.Lui mi ha detto" come , proprio tu, ti sei messo a fare antipolitica".E poi n
mi sono chiesto" ma quante persone credono che noi facciamo antipolitica?".Dobbiamo fare molto
per una corretta l'informazione e dobbiamo farlo alla svelta.
Molto bella la lettera di gigliotti e anche dei ragazzi dell'universita' della calabria.
Aspettando il 25 aprile. sauro
Fabrizio Frosini
Posted Feb 3, 2008 1:05 PM
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hai proprio ragione Sauro.. in tanti hanno le idee confuse su cosa sia la politica e l'antipolitica.. Ma quando apriranno gli occhi?? non basta loro vedere le schifezze che una politica degenerata ha causato in tutti questi anni??
I politici, di tutti i partiti (chi più chi meno) e a tutti i livelli, dai comuni al parlamento, hanno voluto trasformare questo Paese in un sistema feudale, in modo da prenderne possesso completamente.. Questa è la vera antipolitica.
Noi intendiamo combattere con le armi della vera politica questo sistema castale, feudale: un sistema di potere politico affaristico connotantesi anche in senso mafioso.. a Roma come a Firenze e ovunque in Italia..

Dal De Mauro, dizionario della lingua italiana :
po|lì|ti|ca , s.f. , FO
1a teoria e pratica che ha come oggetto l?organizzazione e il governo dello stato | il complesso dei fini cui tende uno stato e l?insieme dei mezzi impiegati per ottenerli
1b l?attività svolta da un governo, spec. in rapporto a determinati settori: p. sociale, dei trasporti, delle pensioni, industriale, finanziaria; p. interna, estera; modo di governare..
2 l?attività di chi prende parte alla vita pubblica: ..
3 estens., l?insieme delle questioni, dei fatti che riguardano la vita pubblica, la gestione dello stato, i rapporti tra gli esponenti politici, ecc.,

mà|fia , s.f. , AD
1a vasta organizzazione clandestina di natura criminosa, sorta nella Sicilia occidentale nel sec. XIX e sviluppatasi a livello nazionale e internazionale, la cui attività consiste tradizionalmente nel procurarsi illeciti guadagni mediante ricatti e soprusi di ogni genere e spec. nell?imporre il pagamento di contributi forzosi alle aziende agricole, commerciali e imprenditoriali: ..
1b estens., con riferimento ad altre potenti organizzazioni criminali: ..
2 estens., gruppo di persone strettamente solidali fra loro allo scopo di conseguire, lecitamente o illecitamente, determinati vantaggi e difendere con ogni mezzo gli interessi della propria categoria
3 BU prepotenza, insolenza

paese a sistema "FEUDALE MODERNO"

Un Paese con molte Autorità e senza democrazia

MA CHE CAZZ* DI PAESE...!! Si.. è vero.. un SISTEMA FEUDALE MODERNO..
UN SISTEMA DA ABBATTERE.. COSTI QUELLO CHE COSTI...

http://beppegrillo.me...



Fabrizio Frosini
Posted Feb 5, 2008 5:19 PM
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Da cIl Corriere della Sera online :

Forleo «ha personalizzato le sue funzioni»
Dal Csm nuova accusa al gip di Milano convocato per una nuova audizione


ROMA - Si aggrava la posizione del gip di Milano Clementina Forleo davanti al Csm. La Prima Commissione di Palazzo dei marescialli all'unanimità ha deciso di muoverle un'altra accusa nell'ambito della procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale che già le ha aperto da tempo. La nuova contestazione , decisa oggi, sarebbe quella di aver «personalizzato» le sue funzioni, interessandosi oltre il suo ruolo di gip, al procedimento sulle scalate bancarie. E per darle la possibilità di difendersi l'ha convocata nuovamente; un'audizione che potrebbe tenersi martedì prossimo. La Forleo è accusata di aver denunciato pubblicamente presunte intimidazioni ricevute da cosiddetti poteri forti proprio per fermare l'inchiesta sulle scalate bancarie.

TRASFERIMENTO - La procedura di trasferimento d'ufficio nei confronti di Forleo era stata aperta il 4 dicembre scorso, con l'accusa di aver fatto denunce pubbliche su intimidazioni ricevute da parte di soggetti istituzionali e interventi di «poteri forti» per fermare i procedimenti di cui si è occupata da gip, rimaste peraltro «prive di riscontro»; e di aver perciò creato «infondati allarmi» nella pubblica opinione. La nuova contestazione , decisa oggi, sarebbe invece quella di aver «personalizzato» le sue funzioni, interessandosi oltre il suo ruolo di gip, al procedimento sulle scalate bancarie.

ALL'ORIGINE DELLA NUOVA ACCUSA - E sarebbe scaturita soprattutto dalle dichiarazioni rese alla procura di Brescia - che indaga sulle pressioni denunciate da Forleo - da uno dei pm titolari di quell'inchiesta, Luigi Orsi, che proprio ieri con il collega Eugenio Fusco e con il procuratore di Milano Manlio Minale, è stato ascoltato dal Csm. A Brescia, come ha fatto anche ieri davanti al Csm, Orsi ha parlato delle «illazioni» della collega, secondo cui stavano «insabbiando» l'inchiesta e ha raccontato di una telefonata in cui le disse apertamente di sentirsi «offeso» da una simile ipotesi. La stessa Forleo aveva parlato con l'ex magistrato Ferdinando Imposimato - secondo quanto quest'ultimo ha dichiarato a Brescia - di un cambio di atteggiamento dei colleghi della procura rispetto all'inchiesta sulle scalate (non avevano presentato richieste di provvedimenti di seguestro che, a suo dire, le avevano preannunciato) e aveva ipotizzato che fosse da mettere in relazione a un pranzo del senatore Gerardo D'Ambrosio con i pm titolari dell'indagine. Un pranzo a cui Orsi ha raccontato ieri al Csm di non aver mai partecipato; come pure ha escluso, in linea con quanto detto dai suoi colleghi, di aver mai ricevuto alcuna pressione da D'Ambrosio, né di aver preannunciato al gip provvedimenti che poi non aveva adottato.
05 febbraio 2008
http://www.corriere.i...

angry

Fabrizio Frosini
Posted Feb 8, 2008 3:54 PM
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giovedì 7 febbraio 2008

Stato d'assedio
Uliwood party
di Marco Travaglio


Uno legge sui giornali il seguente titolo: ?Csm, si aggrava la posizione della Forleo?. E si domanda: oddìo, che altro avrà fatto la Clementina, oltre a macchiarsi di colpe indelebili tipo intercettare Fazio e i furbetti del quartierino, far recuperare allo Stato 200 milioni di euro di refurtiva, bloccare le scalate illegali a Bnl, ad Antonveneta e a Rcs e soprattutto partecipare ad Annozero?

Niente, assolutamente niente.

Molto semplicemente la prima commissione del Csm (di cui fa parte la signora Letizia Vacca, quella che condannò Forleo e De Magistris prim?ancora che fossero giudicati) dev?essersi resa conto che le accuse fin qui mosse alla gip non reggono, o non bastano a farla trasferire (il nuovo ordinamento giudiziario non contempla, fra le cause di trasferimento per incompatibilità, i comportamenti colpevoli del magistrato, ma solo le situazioni oggettive indipendenti dalla sua volontà: tipo parentele con indagati o cose del genere, mentre qui si accusa la Forleo di comportamenti colpevoli, passibili di un procedimento disciplinare, ben più garantito della procedura di trasferimento).

Così, come già fece il Pg della Cassazione con De Magistris, si continuano a aggiungere accuse sempre nuove, anche se basate su fatti vecchi e stranoti.

L?ultima (last but not least) è di aver addirittura ?interferito? nelle indagini sulle scalate bancarie e ?personalizzato? le sue funzioni di gip, venendo meno alla sua ?terzietà?, per aver chiesto alla Procura notizie di una mega-misura di sequestro e interdizione a carico di un personaggio legato a Unipol, più volte annunciata e mai arrivata sul suo tavolo.

Meravigliata dall?improvviso cambio di rotta, la Forleo si sarebbe sfogata con alcuni amici su possibili ?frenate? della Procura, esternando la sua amarezza per essere stata mandata allo sbaraglio.

Fermo restando che i pm milanesi sono persone al di sopra di ogni sospetto, liberi di cambiare strategia quando lo ritengono opportuno, gli sfoghi della Forleo andrebbero inseriti nel contesto di quel che stava accadendo nell?estate-autunno 2006: attacchi concentrici alla gip da destra a sinistra e dai massimi vertici istituzionali che l?accusavano di ogni nequizia, nel silenzio tombale dell?Anm e del Csm (che pure, in casi di attacchi molto meno pesanti ad altri magistrati, è solito aprire pratiche a loro tutela).

Di più: interpretando garantisticamente la legge Boato, la Procura aveva deciso di non iscrivere D?Alema e Latorre per concorso in aggiotaggio finchè le loro telefonate con Consorte non fossero state autorizzate dal Parlamento, lasciando alla gip l?onere di spiegare alle Camere che l?autorizzazione sarebbe servita a indagare non solo su Consorte & furbetti vari, ma anche nei confronti dei due parlamentari.

Molto correttamente, il pm Francesco Greco spiegò al Sole-24 ore che la Procura era in piena sintonia, su quella interpretazione (tra l?altro avallata autorevolissimamente dal professor Cordero), con la gip Forleo.

E? in quel contesto di isolamento e di attacchi furibondi che vanno inquadrati gli sfoghi della Forleo, che si sentì isolata e ?mandata allo sbaraglio?.

Sfoghi privati, magari esagerati ma legittimi e comprensibili, che sarebbero rimasti nella sfera riservata se qualche suo interlocutore non fosse andato a spiattellarli alla Procura di Brescia.

Resta da capire cosa c?entri tutto questo con la presunta ?incompatibilità? della Forleo.

Dove sta scritto che un gip deve andare d?amore e d?accordo con la Procura?

Non s?era detto che il gip, per essere ?terzo?, non deve appiattirsi sui pm?

Allora che senso ha accusare la Forleo di aver compromesso la sua terzietà criticando la Procura?
Pare di sognare, è il mondo alla rovescia.

I pm legittimamente le dissero di tenersi pronta per una voluminosa richiesta di sequestro e di interdizione: che c?è di male se poi, non vedendola arrivare, la Forleo domandò che fine avesse fatto quella richiesta?

E come può un gip ?interferire? in un?indagine, visto che le indagini le fanno i pm e il gip può agire solo su loro richiesta?

E, se il gip è un giudice monocratico, cioè decide da solo, che senso ha accusarlo di ?personalizzare? il suo lavoro?

Come si vede, le ?nuove accuse? che avrebbero ?aggravato? la posizione della Forleo confliggono non solo con i fatti, ma anche col buonsenso e con la logica.

Se vogliono punire la Forleo ?a prescindere?, facciano il piacere: dicano che deve pagare per aver toccato qualche intoccabile di troppo, e la facciano finita.

Tanto la gente ha già capito tutto.
Fabrizio Frosini
Posted Feb 13, 2008 3:52 PM
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Mafia, in manette assessore regionale
Arrestato L?esponente dell?Udeur TRIPODI

Bufera in Calabria. L'inchiesta su un presunto sodalizio tra un clan camorristico e una cosca della 'ndrangheta

REGGIO CALABRIA - Traffico di stupefacenti, riciclaggio di denaro proveniente dai traffici illeciti in attività imprenditoriali nel campo dell?edilizia ed del mercato immobiliare, traffico di auto rubate, riciclaggio di assegni falsi e rubati, estorsioni, appalti pubblici ed altro.

MAXI-RETATA - Sono questi, tra gli altri, i capi di imputazione che hanno colpito le oltre 60 persone, arrestate nell'ambito dell?operazione «Naos» condotta dai magistrati della direzione distrettuale antimafia di Perugia, ed eseguita da centinaia di carabinieri che hanno arrestato anche esponenti della politica comunale e regionale della Calabria.

ASSESSORE IN MANETTE - Tra gli arrestati, infatti, figura anche un assessore regionale, Pasquale Tripodi dell'Udeur, con delega al turismo ed alle attività produttive della Regione Calabria. Ma nei guai sono finiti anche il sindaco di Staiti, il vice sindaco di Brancaleone ed un tecnico comunale dello stesso comune, tutti in provincia di Reggio Calabria.

LA SCHEDA - Tripodi, nato a Montebello Ionico il 10 maggio 1957, è residente a Reggio Calabria, sposato, ha due figlie. Svolge la professione di medico, specialista di otorinolaringoiatria nell?ospedale di Melito Porto Salvo. È stato segretario della sezione della Democrazia cristiana di Bova Marina e membro del comitato provinciale giovanile dello stesso partito. Quindi per diversi anni si è allontanato dalla politica militante. Fin quando nel 1998 s?è iscritto allo Sdi. L?anno prima però, come espressione della società civile e capeggiando una lista civica era stato eletto sindaco di Bova Marina, incarico che ha espletato fino ad aprile del 2000. Nelle elezioni regionali del 2005, ottiene 11.806 voti nella lista dei Popolari-Udeur nella provincia di Reggio Calabria. Accresce in modo significativo il successo del 2000, quando, con le liste dello Sdi, era stato eletto con 3694 voti. Assessore ai Trasporti nella prima Giunta regionale guidata da Agazio Loiero. Nella seconda Giunta-Loiero, Tripodi ricopre la delega alle Attività Produttive e al Personale. Incarico riconfermatogli nella terza Giunta Loiero.

«LISTE ELETTORALI RIGOROSE» - Complimentandosi con magistratura e forze dell'ordine per la maxi-operazione, Giuliano Amato, ministro del dimissionario governo Prodi, e il suo vice Marco Minniti, invitano i partiti a dare un segnale forte in vista delle imminenti elezioni politiche, formando liste con «rigorosi criteri».
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