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Diamo risalto e circolarità all'articolo che indico di seguito: http://toghe.blogspot... Non molliamo! Umberto Umberto intende questo : Appello
La scorsa legislatura è stata connotata da forti tensioni tra potere politico e magistratura, con frequenti interferenze del primo sull?attività della seconda.
Ci si attendeva, nella nuova, un radicale mutamento di rotta, in armonia con le dichiarazioni programmatiche.
Si registra, invece, un?inquietante continuità di indirizzo, come denota il caso dell?inchiesta Why Not della procura di Catanzaro.
Appare a dir poco sconcertante che a chiedere per ?motivi di particolare urgenza? il trasferimento cautelare del pubblico ministero procedente sia lo stesso guardasigilli implicato nelle indagini.
E? vero che l?iscrizione nel registro degli indagati è successiva a tale richiesta, ma è altrettanto vero che il coinvolgimento del guardasigilli nelle indagini era da tempo di pubblico dominio.
Tanto meno si giustifica l?inusitato provvedimento di avocazione con cui il procuratore generale facente funzioni ha sottratto l?inchiesta al magistrato procedente, sul presupposto di un?incompatibilità per ?interesse nel procedimento? ai sensi dell?art. 36 c.p.p.
Prudenza avrebbe voluto che, prima di adottare un provvedimento così eccezionale, si attendesse l?esito del giudizio disciplinare; in sua assenza si può rovesciare il discorso a base dell?avocazione ed ipotizzare, con almeno pari plausibilità, un ?interesse? del ministro a liberarsi del proprio inquirente e a precostituire cause di incompatibilità attraverso l?azione disciplinare.
In questo quadro la revoca dell?avocazione e la restituzione dell?indagine al suo originario titolare sono i passi necessari perché non sia ulteriormente minata la già precaria fiducia del cittadino nell?amministrazione della giustizia e nell?uguaglianza davanti alla legge.
Quanto alla circostanza che il pubblico ministero dell?inchiesta Why Not abbia pubblicamente denunciato l?illegittimità dell?avocazione e ? insieme ad altri colleghi ? pressioni e intimidazioni da parte di soggetti istituzionali, va senza dubbio riconosciuto che competano ai magistrati doveri di riserbo nei riguardi dei mass-media; ma è solo assicurando le condizioni per la legalità e l?autonomia delle indagini, che si può pretendere l?osservanza di quei doveri.
29 ottobre 2007
Sergio Chiarloni (università di Torino)
Mario Dogliani (università di Torino)
Paolo Ferrua (università di Torino)
Rosanna Gambini (università di Torino)
Andrea Scella (università di Udine)
Pubblicato da "Uguale per tutti" a 9.03 il 19.12.07
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Mani sporche: il nuovo libro di Travaglio
Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio presentano Mani sporche con Roberto Scarpinato, Procuratore aggiunto Antimafia di Palermo. Roma - 10 gennaio alle 21 Teatro Quirino, via delle Vergini - ore 21
Gli autori riprendono il discorso interrotto con mani " Pulite, La vera storia " e ricostruiscono in un nuovo libro le vicende della politica e dell'illegalità nel quinquennio di Berlusconi e nel primo anno del governo Prodi: sei anni, dal 2001 al 2007, improntati alla più trasversale continuità nella difesa dell'impunità delle classi dirigenti e nella lotta, prima aperta e ora camuffata, all'indipendenza della magistratura. Le leggi vergogna berlusconiane, l'ultima fase dei processi "toghe sporche" con le incredibili manovre quotidiane per farli saltare, le nuove indagini in tutt'Italia sui rapporti fra politica, alta finanza, corruzione e mafia. Ai casi Berlusconi, Previti, Andreotti, Dell'Utri, Cuffaro si sono aggiunte le indagini sui furbetti del quartierino e le scalate bancarie, i grandi crac Cirio e Parmalat, le inchieste di Potenza, le nuove mazzette della malasanità, le commissioni Mitrokhin e Telekom Serbia, le nuove deviazioni dei servizi segreti e l'uso dello spionaggio a fini politici, fino alla vittoria risicata dell'Unione e al tradimento delle promesse elettorali: Mastella alla Giustizia, nuovi inciuci destra-sinistra, in vigore tutte le leggi vergogna, riabilitazione di Craxi, indulto extralarge con la scusa del sovraffollamento delle carceri. E, sullo sfondo, un nuovo sistema di corruzione basato sempre meno sul passaggio di denaro e sempre più sui conflitti d'interessi, sulle tangenti virtuali e sugli scambi "in natura". Il diario quotidiano di un paese bloccato dall'eterna classe dirigente del Gattopardo
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Annozero: la docu.fiction sul caso Forleo La trasmissione di Santoro ha ricostruito con degli attori la vicenda VEDI : http://mediacenter.co...
Dal Corriere della Sera : In una fiction trasmessa da Annozero la verità di Clementinahttp://www.corriere.i... Il verbale interpretato nella trasmissione di Santoro
Ricostruita la scena chiave in cui viene comunicata alla Forleo la telefonata di D'Alema
ROMA ? «Vieni, Clementina. Accomodati sul divano che ti devo parlare di una questione delicata...». Il «giudice Forleo», interpretato dall'attrice Sabrina Pellegrino, si siede e subito, senza esitazioni, si sente dire dal suo «vecchio amico Mario Blandini», il procuratore generale di Milano che l'ha vista crescere fin da quando era il suo capo all'ufficio Gip: «Senti, ha chiamato D'Alema... Non me direttamente, ma ha chiamato. È preoccupato che vengano depositate telefonate di carattere privato. Attenta, se vengono fuori, ti faranno a pezzi...». Ieri sera ? appena due ore dopo il confronto tra il giudice Forleo e il pg Blandini, convocati nel pomeriggio dai pm di Brescia? «Annozero» ha proposto ai telespettatori di Raidue una «docu-fiction» di Sandro Ruotolo in cui la scena forte è fedelmente incardinata alla versione dei fatti fornita e verbalizzata in più sedi dal gip del caso Unipol/Bnl: D'Alema «ha chiamato», «D'Alema è preoccupato» e per questo ? forse «per il tramite del senatore D'Ambrosio che si è rivolto agli ex colleghi Greco e Bruti Liberati» ? avrebbe cercato di interferire con il giudice delle scalate bancarie del 2005. Invece l'altra verità ? quella illustrata da Blandini al Csm e probabilmente ribadita ieri a Brescia ? è stata proposta ai telespettatori di «Annozero» come «versione di parte», non sceneggiata come la prima, raccontata dall'attore interpellato da Sandro Ruotolo. Al giornalista che entra in scena, l'attore/Blandini risponde: «Non mi ha telefonato D'Alema, non mi ha telefonato nessuno. Chi mi conosce sa bene che non sarebbe servito a nulla. Sì, la Forleo l'ho incontrata per darle dei consigli amichevoli, per raccomandarle di selezionare bene le parti penalmente rilevanti da tutto il resto... Sinceramente mi sembra che alla dottoressa Forleo fossero saltati un po' i nervi».
A chi credere, dunque? Agli attori che hanno interpretato la scena del divano nell'ufficio del pg oppure alla «versione di parte» fornita dall'attore Blandini? Lo stesso vale per la rappresentazione dello scontro con il tenente dei carabinieri Pasquale Ferrari di Francavilla Fontana, con cui il giudice ebbe un'alterco finito con una querela dell'ufficiale: è buona la versione della «docu-fiction» sceneggiata (la Forleo dice a Ferrari che è un incompetente perché non ha saputo indagare su un incidente d'auto in cui morirono i suoi genitori dopo che la famiglia Forleo aveva subito molte minacce ai tempi delle scalate bancarie) o la versione «di parte » fornita dal tenente-attore a Ruotolo?
«Annozero», tornando poi alla realtà dello studio, ha messo a confronto Massimo Brutti (Pd) e Alfredo Mantovano (An) sull'ordinanza con cui la Forleo chiese al Parlamento l'utilizzabilità delle intercettazioni in cui figuravano le voci di sei parlamentari e attribuì loro «un disegno criminoso» sebbene non fossero indagati. Brutti ha visto la fiction chiedendosi: «Mi sembra che intorno alla Forleo ci sono stati molti suggeritori: Blandini, suo interlocutore istituzionale, il prefetto di Milano, l'ex magistrato Imposimato che dice cose gravissime sul pg della Cassazione...». Mantovano ha attaccato Letizia Vacca (Csm) che ha una parte importante nella «docu-fiction»: «Ai tempi della vicenda Imi-Sir, il pm Ilda Boccassini disse che la Cassazione era "un territorio occupato militarmente" e il Csm non disse niente. Oggi, invece, il consiglio si muove come un carrarmato contro la Forleo...». Al professor Franco Cordero, Santoro ha chiesto un parere sulla solidità delle incolpazioni contro il gip: «L'atto di accusa contro la Forleo è basato su atti che non valgono nulla». Dino Martirano, 21 dicembre 2007
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Annozero: la docu.fiction sul caso Forleo La trasmissione di Santoro ha ricostruito con degli attori la vicenda VEDI : http://mediacenter.co...
un paese così sta bene con la romania, non con i più avanzati paesi europei ke skifo elezioni subito!! e facciamo le liste civiche!! 
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Qui di seguito il prof. Cordero ribadisce le proprie convinzioni riguardo alle intercettazioni "argomentate" della della Dott.ssa Forleo :esposte anche nel corso della puntata di "anno zero". Diamone circolarità e dovuto risalto. Umberto http://rassegna.camer...
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da Toghe (con 1 commento sullo stesso blog) : http://toghe.blogspot... giovedì 27 dicembre 2007 , L'irreversibile crisi dell'A.N.M. , di Raffaele Greco (Giudice del T.A.R. Puglia, già Sostituto Procuratore della Repubblica di Napoli) Con riferimento a quanto sta accadendo nell?Associazione Nazionale Magistrati, forse può interessare l?opinione di uno che è ormai (sempre più) esterno alla categoria, ma che con essa mantiene un legame affettivo che gliene fa seguire con attenzione anche le attuali, tristi vicende. Ebbene, dall?esterno l?impressione è quella di un clima da ?ultimi giorni di Pompei?, di un definitivo impazzimento della maionese associativa, di una confusione che prelude alla catastrofe ... Insomma, non riesco a sfuggire all?impressione che gli eventi di queste settimane denuncino l?imminente fine dell?A.N.M. e delle sue componenti associative, almeno come fin qui le abbiamo conosciute, e ? ciò che più preoccupa ? che tale fine sia destinata a trascinare con sé anche il C.S.M.. Sotto questo profilo, non posso non condividere l?allarme di Felice Lima e dei pochi altri che si sono uniti alle sue denunce: l?immagine che vedo è quella di una serie di piccoli uomini (e donne, of course) abbarbicati a poltrone di carattere politico-istituzionale-associativo, che continuano a portare avanti viete pratiche di gestione del potere (ma anche un potere di piccolo cabotaggio, del tipo il posto al massimario della Cassazione, la poltroncina ministeriale etc), mentre ormai la demolizione delle garanzie democratiche su cui si regge(va) l?assetto della magistratura è più avanzata che mai ... Nessun malumore della base, nessun inequivoco risultato elettorale, nessuna opinione dottrinale per quanto autorevole può ormai arrestare questo ?cupio dissolvi? dell?associazionismo, che a me ricorda l?atteggiamento del passato governo il quale, mentre l?Italia sprofondava nella crisi economica, continuava a dire che tutti gli italiani stavano meglio, solo che non se ne erano ancora accorti; o ? se si vuole essere bipartisan ? certe irritanti uscite del sindaco della mia beneamata Napoli che, mentre la città è ancora una volta invasa dai rifiuti, avvolta da un degrado indegno di un paese civile, tuona contro chi segnala i problemi dicendo che così si getta fango sulla nostra bellissima Napoli ... La verità è che siamo passati dall?A.N.M. sorda e indifferente di fronte agli abusi a un?A.N.M. che solidarizza con chi abusa, da un C.S.M. timido e tardivo nel tutelare i magistrati isolati a un C.S.M. che oggi infierisce contro di loro: dato comune, rispetto agli anni del passato, l?assoluta indifferenza delle ragioni e dei torti, delle questioni tecnico-giuridiche, della materia viva e pulsante di cui è fatto il lavoro quotidiano dei magistrati. Di questa gente non voglio preoccuparmi oltre: saranno spazzati via senza neanche rendersene conto (almeno, quelli di loro che non troveranno rifugio in qualche comodo ufficio ministeriale), e credo che ciò avverrà anche in tempi brevi, essendo a ciò sufficiente il subentro di una classe di governo solo appena appena un po? meno debole e ridicola di quella attuale; quel che mi preoccupa è il dopo.
commento di Catone il Censore Il vero dramma non è tanto quello degli abusi, che non sarebbe la prima volta che vengono coperti o addirittura incoraggiati. Il vero dramma è che con questi atteggiamenti ANM e CSM favoriscono la crescita di piccoli magistrati mediocri, opportunisti, prudenti in senso deteriore, il che è l'esatto contrario di ciò di cui abbiamo bisogno in un mondo dai ritmi frenetici che impone risposte non tanto rapide quanto intelligenti ai problemi. Se un qualsiasi capo del personale avesse fatto pubblicamente le improvvide esternazioni di cui si è resa autrice la professoressa Letizia Vacca, che sarebbe meglio tornasse quanto prima a occuparsi della Legis actio sacramenti in rem e non della moderna procedura penale che poco mastica, sarebbe stato crocifisso dai sindacati: invece l'ANM ha serbato silenzio assoluto su un comportamento che, ancorché rivolto contro un magistrato che può ipoteticamente aver sbagliato, è assolutamente inaccettabile.
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Ciao, per seguire il dibattimento al CSM su incolpazione De Magistris potete seguirlo qui: http://www.radioradic... Non molliamo! Umberto
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Empoli, FIPost #: 1,877
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Ciao, per seguire il dibattimento al CSM su incolpazione De Magistris potete seguirlo qui: http://www.radioradic...
Non molliamo! Umberto Ancora un rinvio da parte del C.S.M...... sono cotti, li stiamo sfiancando ed è ora di finire la cottura! L' appuntamento sarà, come sempre, a Piazza Indipendenza davanti la sede del CSM per fargli sentire ancora il fiato sul collo, ma soprattutto per portare al PM De Magistris e alla giustizia pulita il nostro apporto come GrilliRomani, venerdì 18 Gennaio alle ore 9.00..... saremo presenti con il nostro striscione che tanto ci ha rappresentato in passato!
non molliamo ora ragazzi, torniamoci in massa!
Special Guests Aldo Pecora e i ragazzi di ".....e adesso ammazzateci tutti"
Ancora una volta davanti al CSM
Valerio , Amici di Beppe Grillo di Roma.
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