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Amici di Grillo, Travaglio e De Magistris - Meetup EMPOLI Message Board › APPELLI - PETIZIONI - CAMPAGNE
| Fabrizio Frosini | |
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A: 'beppegrillo-489-announce@meetup.com'
Ricevo e inoltro Saluti FF Da: pippoli Inviato: mercoledì 9 settembre 2009 23.36 Oggetto: PULLMAN DA FIRENZE PER LA MANIFESTAZIONE DI ROMA DEL 19 SETTEMBRE CON PREGHIERA DI PUBBLICIZZAZIONE E PARTECIPAZIONE. Dobbiamo essere una valanga a Roma per la libertà di informazione Cinzia Niccolai ROMA - SABATO 19 SETTEMBRE - PER LA LIBERTA' DI INFORMAZIONE ORGANIZZATA DALLA FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA Link al blog della manifestazione Vengono organizzati pullman da Firenze per facilitare la partecipazione alla Manifestazione di sabato 19 a Roma. L'organizzazione dei pullman è curata da Associazione x Sinistra Unita e Plurale di Firenze, Comitato per la difesa della Costituzione di Firenze e Carovana per la Costituzione - SEMPRE. Informazioni logistiche: La partenza dei pullman è fissata per le ore 10.30 dal Saschall , con ritorno previsto alle ore 24. La manifestazione in Piazza del Popolo prenderà inizio alle ore 16. Euro 20 - adulti Euro 15 - studenti e disoccupati Prenotazioni: Gianfranco 339-3563045 - email: info@xsinistaunitaeplurale.it Marcella 333-6177954 - email: mbresci@email.it Annaclaudia 339.4973413 - email: pippoli@interfree.it LE PRENOTAZIONI SI CONCLUDONO GIOVEDì 17 SETTEMBRE |
| Fabrizio Frosini | |
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| Fabrizio Frosini | |
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L'iniziativa di Repubblica.it
"Siamo tutti farabutti" Inviateci le vostre foto "Siamo tutti farabutti perché vogliamo una stampa (e una tv) libera !!!" Gli organizzatori del Festival del giornalismo di Perugia porteranno nei prossimi giorni in piazza del Popolo a Roma uno striscione con le dieci domande del nostro giornale. La manifestazione era prevista per il 19 settembre ma la tragedia dei militari italiani in Afghanistan ha indotto gli organizzatori a rinviare al 3 ottobre l'appuntamento Una presa di posizione importante da "dentro" la categoria: il Festival di Perugia ospita ogni anno le migliori firme del mondo, è molto presente sui social network e sperimenta ogni giorno i nuovi linguaggi della comunicazione. E noi invitiamo i lettori a inviare una loro foto con la scritta "Siamo tutti farabutti" oppure uno scatto mentre mostrano una copia di Repubblica. Le foto devono essere spedite a questo indirizzo e-mail fotografie @ repubblica.it in formato jpg: risoluzione 800 x 600 pixel. Vanno indicati anche nome, cognome e città. Le immagini verranno pubblicate sul nostro sito. Vi preghiamo di non inviare più volte le stesse immagini per consentirci lo smaltimento veloce delle foto e la loro pubblicazione Per mandare adesioni e commenti potete anche utilizzare la pagina Facebook del Festival Internazionale del giornalismo di Perugia. |
| Fabrizio Frosini | |
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Signor Presidente, il Senato ha approvato l’emendamento Fleres alla legge che ha istituito lo scudo fiscale. Se anche la Camera lo approvasse, Lei resterebbe l’ultima difesa. Signor Presidente, con questo emendamento una legge già odiosa diventerà uno strumento di illegalità. I beneficiati dallo scudo non potranno essere perseguiti per reati tributari e di falso in bilancio, il mezzo con cui sono stati prodotti i capitali che lo Stato “liceizza”; e intermediari e professionisti che ne cureranno il rientro non saranno tenuti a rispettare l'obbligo di segnalazione per l'antiriciclaggio; insomma omertà, complicità, favoreggiamento. Le prime due previsioni, in realtà, non cagioneranno un grave danno al concreto esercizio della giustizia penale: da anni (dal 2000) una legge costruita all’esplicito scopo di impedire i processi penali in materia di reati fiscali assicura l’impunità alla quasi totalità degli evasori. Perché l’evasione fiscale costituisca reato bisogna evadere un’imposta superiore a 103.000 euro per ogni anno di imposta; e i casi di evasione superiori a tale soglia si aggirano intorno al 10 % del totale. E’ ormai impossibile celebrare un processo per falsa fatturazione, e dunque anche per frode all’Iva comunitaria: quando si scopre una “cartiera” (una società che emette fatture false) e quindi si scoprono gli “utilizzatori finali” (secondo una recente definizione che ha avuto molto successo) di queste fatture, poi non si può fare un unico processo ma tanti quanti sono i luoghi in cui questi utilizzatori hanno il loro domicilio fiscale; il che è fonte di tali sprechi di tempo e di risorse da garantire nella quasi totalità dei casi la prescrizione. Infine, una delle forme più insidiose di evasione fiscale, quella commessa mediante la sistematica falsificazione della contabilità (il sistema seguito dalla quasi totalità degli evasori), è stata considerata un reato lieve, punito con una pena massima di 3 anni di reclusione; il che significa che nessuno va mai in prigione per via di sospensione condizionale della pena, indulto, affidamento in prova al servizio sociale. Quanto al falso in bilancio, non è certo una novità che dopo la riforma della legislazione societaria voluta dal governo Berlusconi (che ha consentito allo stesso Berlusconi di essere assolto in molti processi in cui era imputato per questo reato), in Italia di processi del genere non se ne fanno più: il falso in bilancio è divenuto un reato fantasma, che c’è in astratto ma non si processa mai in concreto. Ma la nuova legge contiene una norma che è una calamità: essa assicura l’impunità a trafficanti di droga, di armi, di donne, sequestratori di persona e altri delinquenti di grosso livello. Signor Presidente, il danaro non ha colore, non odora diversamente a seconda del reato da cui deriva, non ha etichette che lo identifichino. Il provento dell’evasione fiscale e del falso in bilancio non si differenzia visivamente dal riscatto pagato dalla famiglia del sequestrato o dal ricavo del traffico di esseri umani. I trafficanti di droga colombiani portano il loro denaro a Miami e lo “ripuliscono” pagando circa il 50 per cento: questo è il prezzo del riciclaggio. Se passasse questa legge, avremmo un riciclaggio di Stato, per di più assolutamente concorrenziale con quello praticato dai professionisti del settore: lo scudo fiscale costa solo il 5 per cento. E’ vero, la nuova legge prevede che la possibilità per banche e altri intermediari di non rispettare l'obbligo di segnalazione per l'antiriciclaggio sia limitata ai reati fiscali e al falso in bilancio. Ma, signor Presidente, chi glielo spiegherà alle banche (che certamente non hanno molto interesse a scoraggiare queste iniziative da cui ricavano dei bei soldi) che i capitali che rientrano provengono da un traffico di armi e non da evasione fiscale? Come distinguere il provento dell’evasione fiscale da quello di altri truci e violenti delitti? Non si può, signor Presidente: questa legge garantirà ai peggiori delinquenti una prospera e sicura verginità. Signor Presidente, questa legge è una bandiera dell’illegalità: dove non avrà concreti effetti sul piano penale, trasmetterà un messaggio di opportunismo: renderà evidente a tutti che adempiere ai propri obblighi tributari, a principi etici irrinunciabili nella gestione delle imprese, è un’ingenuità, peggio è antieconomico. E’ una legge criminogena perché favorirà la futura evasione fiscale, convincendo tutti che “pagare le tasse” è cosa inutile, perfino stupida, tanto, prima o poi…. E dove invece e purtroppo avrà concrete conseguenze, si tratterà di un formidabile favoreggiamento nei confronti delle forme più gravi di delinquenza organizzata. Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Magistratura non potranno nemmeno trovare le prove di questi reati, forse conosciuti per altre vie, poiché il provento del reato sarà ormai sparito. Signor Presidente non firmi questa legge; eviti che il nostro Paese sia sospinto ancora più in fondo nel precipizio di illegalità, peggio, di immoralità che ci sta separando dai Paesi civili. Edited by Fabrizio Frosini on Sep 27, 2009 3:19 AM |
| Fabrizio Frosini | |
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ll festival internazionale del giornalismo, dopo gli attacchi degli ultimi giorni a Roberto Saviano sente di dover esprimere la propria profonda, sentita, forte solidarietà allo scrittore. Mettere in discussione la necessità della scorta, mettendo in discussione tutto un impianto investigativo, non indebolisce solo Saviano, indebolisce tutti noi. Sentiamo il dovere di ringraziare ancora una volta Saviano per il suo coraggio e la sua generosità. Ci ha regalato la sua vita scrivendo Gomorra e ci regala la sua vita ogni giorno con i suoi articoli e la sua testimonianza. L'ultima a Roma per la manifestazione a difesa della libertà di stampa il 3 ottobre scorso. Dicono che la libertà di stampa in Italia c'è. Ed è vero. Ma c'è anche un attacco da parte del potere che la società civile tutta deve contrastare. Saviano era lì sul palco per noi ancora una volta con la forza delle sue parole: verità e potere non coincidono mai. E poi è arrivato l'attacco. E noi diciamo no. Saviano è sotto scorta per noi, giù la mani da Saviano. Noi siamo tutti Saviano. E difendendo lui sappiamo di difendere noi stessi, il nostro diritto di sapere e la libertà di stampa nel nostro paese. |
| Fabrizio Frosini | |
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dal blog toghe
ALLA PROCURA GENERALE PRESSO LA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE ED ALLA SEZIONE DISCIPLINARE DEL CSM In questi giorni circolano "appelli" di vario contenuto, rivolti da alcuni magistrati al mondo politico-istituzionale, affinché sia maggiormente rispettata l'indipendenza della giurisdizione. Essi guardano alla indipendenza cd. "esterna", quella cioè che preserva i magistrati da interferenze provenienti da poteri diversi dall'ordine giudiziario. Riteniamo altrettanto allarmanti i segnali che il potere interno alla magistratura ha inviato ad alcuni magistrati impegnati in delicate e complesse inchieste, alcune delle quali riguardanti anche esponenti dello stesso ordine giudiziario. Il troppo tempestivo allontanamento di alcuni magistrati dai loro compiti è apparso a molti come un'interferenza indebita sui processi in corso. E' stata, cioè, messa in discussione l'indipendenza cd. "interna", quella che permette al singolo magistrato di applicare la legge e di non subire condizionamenti, neppure se hanno origine all'interno del suo stesso ordine di appartenenza. Ecco il motivo di questo appello che è aperto alla sottoscrizione di tutti i frequentatori del blog. L'indipendenza del magistrato, infatti, è un bene intangibile del quale sono titolari tutti i cittadini, in nome dei quali la giustizia è amministrata. " La riforma della materia disciplinare, di recente introduzione, non ha mancato di sollevare perplessità e preoccupazioni sin dalle sue prime sperimentazioni pratiche. In particolare, è apparso serio il rischio che il nuovo istituto delle misure cautelari disciplinari, applicabili all'esito di una procedura oltremodo sommaria, interferisca sui procedimenti giudiziari in corso provocando l'allontanamento del magistrato dalle sue funzioni, e quindi dal processo a lui affidato secondo criteri legali. Il sindacato disciplinare dei provvedimenti giudiziari, esercitato con parametri piuttosto vaghi come quelli della “correttezza”, quando non della ”opportunità”, dagli esiti spesso difformi dai vagli giurisdizionali compiuti nelle sedi naturali, genera una sorta di “doppio binario” in virtù del quale l'atto giudiziario, immune da vizi in sede processuale, diviene - a torto o a ragione - patologico in quella disciplinare. L'impiego del nuovo strumentario disciplinare, per come manifestatosi nelle sue prime attuazioni pratiche, mette in crisi il principio di soggezione del giudice alla legge e, attraverso il drastico esonero del magistrato dalle sue funzioni, anche quello del giudice naturale. Un sistema che si fonda sulla competenza legalmente predeterminata dei magistrati, ai quali gli affari sono assegnati secondo rigorosi criteri oggettivi, così come non tollera la sottrazione del processo al suo magistrato, mal sopporta la sommaria sottrazione del magistrato al processo. Del resto, l'accertamento della responsabilità disciplinare del magistrato non può e non deve ambire a prevenirne gli eventuali abusi in un singolo procedimento, evenienza alla quale l'ordinamento risponde adeguatamente sia con i controlli interni al processo, sia con la giurisdizione penale alla quale i magistrati sono soggetti come tutti gli altri cittadini, non essendo ammesse zone immuni dal controllo di legalità. Di qui un appello affinché il ricorso alle misure cautelari ad opera degli Organi della Giustizia Disciplinare si conformi ai fondamentali principi regolatori della giurisdizione, in modo che nessuno possa ipotizzare che il suo corso naturale ne sia indebitamente influenzato. " giovedì 29 ottobre 2009 Edited by Fabrizio Frosini on Oct 30, 2009 1:06 PM |
| Fabrizio Frosini | |
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riporto una email di Federica Daga |
| Fabrizio Frosini | |
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Lo scandalo della fame Da: Luis Morago - Avaaz.org Inviato: venerdì 13 novembre 2009 Oggetto: Lo scandalo della fame Ciao, la presente per chiederti di firmare una petizione online ai leader mondiali, perché mantengano le loro promesse sulla crisi alimentare mondiale, finanziando i 20 miliardi di dollari per l’agricoltura e il pacchetto sicurezza alimentare per i paesi in via di sviluppo. La prossima settimana il Vertice Mondiale per la Sicurezza Alimentare a Roma, è la nostra migliore opportunità per fare pressione sui leader mondiali affinché mantengano gli impegni già presi e adottino azioni significative per sconfiggere la fame nel mondo. Se un numero sufficiente di noi firma questa petizione, il nostro appello globale sarà ascoltato e azioni chiave potrebbero essere finalmente intraprese durante il vertice. http://www.avaaz.org/... Grazie! Cari amici, 1 persona su 6 nel mondo soffre la fame ogni giorno. Con la recente crisi finanziaria, la povertà è alle stelle, ma i nostri governi non riescono a porre in atto azioni significative. Tra pochi giorni, i leader mondiali si incontreranno a Roma per il Vertice Mondiale sulla Sicurezza Alimentare per affrontare questa crisi dilagante. E’ più che mai urgente un finanziamento per promuovere l'agricoltura sostenibile nei paesi più poveri, ma Francia, Germania, Regno Unito, Italia e Giappone non stanno mantenendo l'impegno di stanziare 20 miliardi dollari promessi in luglio. Milioni di vite sono oggi a repentaglio. Firma la petizione, che verrà consegnata direttamente ai leader mondiali attraverso una mobilitazione che si terrà sotto il Colosseo di Roma alla vigilia del vertice: Clicca qui per firmare la petizione http://www.avaaz.org/... Il mondo produce abbastanza cibo per sfamare tutti. Eppure quest'anno il numero di persone che soffrono di fame cronica in tutto il pianeta ha raggiunto la cifra record di 1 miliardo. Centinaia di miliardi vengono spesi dai governi ricchi per salvare banche e istituzioni finanziarie, ma i paesi del G8 stanno cercando di tagliare i nuovi stanziamenti per l’agricoltura e la sicurezza alimentare dei paesi più poveri, promessi lo scorso luglio, da 20 miliardi di dollari a soli 3 miliardi, mettendo letteralmente a rischio la vita di milioni di persone. Questo è uno scandalo. Il vertice di Roma è la nostra migliore opportunità per spingere i governi a promuovere la produzione alimentare su piccola scala perché è sempre più dimostrato che i modelli di agricoltura e allevamento intensivi non sono efficaci per contrastare la fame e hanno effetti estremamente dannosi per l'ambiente. Collaboriamo con ActionAid, organizzazione internazionale che combatte contro la povertà, e le reti globali di agricoltori di tutto il mondo per mostrare ai nostri governi che ci rifiutiamo di accettare un mondo dove ogni minuto molte persone muoiono di fame. Firma la petizione, alla vigilia del Vertice, sotto al Colosseo di Roma, un evento straordinario consegnerà le firme: La crisi economica e il cambiamento climatico stanno colpendo i più poveri, spingendo milioni di persone sotto la soglia di povertà estrema. E' in momenti come questo che dobbiamo essere uniti e dimostrare che ci prendiamo cura di coloro i cui i diritti fondamentali sono negati. http://www.avaaz.org/... Con speranza, Luis, Alice, Benjamin, Graziela, Ricken, Pascal, Iain, Paula, Paul, Veronique e l’intero team Avaaz Informazioni ----------------- Rischio di nuova crisi alimentare: http://www.ansa.it/we... Allarme di Oxfam e Ucodep, vertice di Roma a rischio fallimento: http://beta.vita.it/n... Maggiori informazioni su ActionAid e la campagna globale HungerFREE: http://www.hungerfree... 60 leader mondiali al vertice di Roma: http://it.reuters.com... Rapporto della Fao sul successo di alcuni paesi nel ridurre la fame: http://www.diariodelw... |
| Fabrizio Frosini | |
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Il Fatto Quotidiano Antonio Padellaro Presidente Napolitano. Presidente Fini. “Adesso basta” è il titolo che abbiamo stampato ieri sulla prima pagina del Fatto Quotidiano. Adesso basta è scritto sulle migliaia di messaggi che giungono al nostro giornale. Tutti indistintamente chiedono di mettere la parola fine allo scandalo che da quindici anni sta sfibrando l’Italia: la produzione incessante di leggi personali per garantire a Silvio Berlusconi la totale immunità e impunità in spregio alla più elementare idea di giustizia. Quello che rivolgiamo a voi che rappresentate la prima e la terza istituzione della Repubblica (sulla seconda, il presidente del Senato Schifani pensiamo di non poter contare) non è un appello ma una richiesta di ascolto che, siamo certi, non andrà delusa. Tutte quelle lettere, e-mail, fax esprimono una protesta e una speranza. Di protesta “contro l’arroganza di un Potere che sembra aver perso ogni senso della misura e anche quello del decoro”, scrisse Indro Montanelli sulla Voce nel 1994, all’epoca del decreto Biondi. Fu il primo tentativo di colpo di spugna al quale ne sarebbero seguiti altri diciotto negli anni a seguire fino all’ultima vergogna chiamata “processo breve”. Allora la battaglia fu vinta. La redazione della Voce fu alluvionata di fax dei lettori disgustati, il decreto fu ritirato e il grande giornalista così rese omaggio allo spirito di lotta dei concittadini: “Fino a quando questo spirito sarà in piedi, indifferente alle seduzioni, alle blandizie e alle minacce, la democrazia in Italia sarà al sicuro”. Malgrado abbia attraversato tante sconfitte e tante delusioni quello spirito non appare per nulla fiaccato e chiede di trovare una risposta capace di dirci che la politica non è solo interesse personale e disprezzo per gli altri. Che le istituzioni sono davvero un baluardo contro le prepotenze del più forte. Questa è la nostra speranza presidente Napolitano e presidente Fini. Per questo vi trasmetteremo i messaggi dei nostri lettori. Tenetene conto. 14 novembre 2009 Diffondi #695 empoli (fi) - fabrizio frosini perché si sono superati tutti i limiti di sopportazione. Occorre adesso che la maggioranza degli Italiani dimostri, reagendo in massa a questi intollerabili soprusi, che il termine "democrazia" ha ancora un senso. Questa è l'ultima, definitiva chiamata 14/11/2009 2.40.24 |
| Fabrizio Frosini | |
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Repubblica
SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei. Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia. Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia. ROBERTO SAVIANO (14 novembre 2009) |