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Amici di Grillo, Travaglio e De Magistris - Meetup EMPOLI Message Board › NON BUTTIAMO VIA UN'OCCASIONE IRRIPETIBILE!
| Fabrizio Frosini | |
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EMERGENZA DEMOCRATICA: lettera all' on.le FLUVI SCRIVETE TUTTI..!! |
| Fabrizio Frosini | |
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da LA STAMPA ONLINE DI OGGI: http://www.lastampa.i...
All'ingresso del convegno World Going Digital, organizzato a contorno della Festa del cinema di Roma, c'è un volantinaggio in corso. Si protesta contro Romano Prodi e Ricardo Franco Levi, rappresentati come una sorta di duo da avanspettacolo, che dicono: "Mettere a tacere tutti per educare un Grillo". ![]() Il tema è il controverso disegno di legge sulla "normalizzazione" di Internet. Un tema che in qualche modo ritorna durante i lavori, quando la deputata Luciana Castellina chiede di non chiamare pirati i ragazzi che scaricano musica e film da internet gratis con i vari sistemi peer to peer. Non sono pirati, ma semplicemente vogliono decidere che cosa vedere, come e quando vogliono, conclude. E se ci fosse una politica dei prezzi potrebbero pagare. |
| Fabrizio Frosini | |
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DI PIETRO : dal suo blog :
"Mi scuso, innanzitutto, per questo leggero ritardo di comunicazione dovuto al fatto che, in questi giorni, mi sono occupato di una conferenza molto importante su infrastrutture e legalità a Napoli. Al Consiglio dei Ministri è successo il solito e l?insolito. Abbiamo discusso del tema del giorno, ovvero una nuova modifica al disegno di legge sul welfare. Una ventina di giorni fa avevamo approvato il disegno di legge di applicazione dell?accordo con i sindacati, poi c?è stato il referendum dei lavoratori che l?ha ratificato con una maggioranza dell?80%. C?erano alcune modifiche migliorative condivise dalle parti sociali, pertanto si è fatto un Consiglio dei Ministri per la loro approvazione. Il risultato è stato lo stesso della scorsa volta: due ministri astenuti, due a favore con riserva. Mi è sembrata la solita situazione in cui ognuno ha voluto dire la sua più per motivi di rapporti tra i partiti e i loro elettori che per reale interesse sull?argomento. C?è stato qualcosa di insolito: sono passati alcuni provvedimenti di routine quelli che, come vi spiegai all?inizio della legislatura, sono classificati dagli uffici tecnici di fascia ?A?. Nell?ambito di questi provvedimenti, è stato inserita una norma presentata come atta a ?ridurre gli emolumenti all?editoria pubblica, per migliorare il mercato dell?informazione?. Tutti abbiamo l?abbiamo approvata. Solo dopo, e solo grazie a Grillo e al suo blog, si è venuto a sapere che quel provvedimento contiene norme volte a impedire a tutti i blogger, a tutto il mondo della Rete, di informare ed informarsi liberamente. Anche al Consiglio dei Ministri bisogna pensarci due volte prima di dire ?sì?. Questa è una lezione che ora ho imparato. Io e altri ministri abbiamo ammesso di essere stati male informati: Gentiloni, Pecoraro Scanio, io, Mussi ed altri abbiamo preso atto che questa legge sia da rivedere. Spesso abbiamo letto sui mezzi di informazione tradizionali le parole dei commentatori acculturati che tacciano di qualunquismo e populismo Grillo e il suo blog. Grillo si è accorto in tempo di un?anomalia, l?ha segnalata alla Rete e grazie a voi è stata fatta una catena umana che ha messo in condizione noi di sapere la cavolata che avevamo fatto e quindi di correggerla per tempo. Soprattutto di capire chi, come me, è in buona fede o se c?è qualcuno che non lo è. Vedete che la libera informazione aiuta le istituzioni a fare meglio il proprio lavoro. Bisogna pensarci due volta prima di prendersela con la Rete: è uno strumento che aiuta a governare meglio, se vuoi governare bene." |
| Fabrizio Frosini | |
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"Oggi dobbiamo fare qualche riflessione importante e delicata sullo Stato di Diritto nel nostro Paese e sulla tenuta democratica del nostro Paese. Lo dobbiamo fare anche perché i giornali di oggi, ancora una volta, spacciano per litigio fra Di Pietro e Mastella una questione politica che io ho posto e che, con malaccorta indecenza, il mio collega cerca di ribaltare riversando su di me ingiurie e contumelie. Una premessa: Mastella se la prende con me dicendo che avrei fatto chissà cosa di poco trasparente, nella vita passata. Sui fatti che mi riguardano è bene ripetere ancora una volta che allorché fui messo sotto indagine mi dimisi, prima da magistrato e poi da ministro e corsi dal mio giudice per farmi giudicare. Il giudice prosciolse me e condannò per diffamazione e calunnia i miei accusatori. Questa è la mia storia personale. E? finita. Non se ne parli più. Il problema non è questo: fossi anche il diavolo della situazione, la questione è l?inchiesta che a Catanzaro si sta portando avanti nei confronti di una classe politica e la reazione della stessa atta a far togliere l?inchiesta a quel magistrato. A questa domanda dobbiamo dare una risposta. Di che cosa stiamo parlando? E? successo che nei mesi scorsi un magistrato, fino a quel momento poco conosciuto, ha messo in piedi un?inchiesta detta ?Poseidone? riguardante contributi, anche europei, finanziamenti non trasparenti e rapporti fra politica e affari. In questa inchiesta era coinvolto un tale Pittelli, parlamentare di Forza Italia, e addirittura personaggi vicini al Procuratore Capo di Catanzaro. A farla breve: questa inchiesta è stata tolta al magistrato titolare. Nel frattempo lo stesso magistrato aveva istruito anche l?inchiesta ?Why not?, pure riguardante contribuzioni pubbliche e ?scorciatoie? per acquisire questi fondi e per dare e avere favori. Nell?ambito di questa inchiesta, sono finiti sotto indagine anche il Presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro della Giustizia Clemente Mastella. Non credo ci sia niente di più doveroso, quando un magistrato fa indagini su politici di rilievo, che gli si lasci fare il proprio mestiere. Invece è stata attivata, per lui, una procedura di trasferimento proprio dal ministro della Giustizia. L?immagine che ne viene fuori è di una Casta che non vuole farsi giudicare, di un potere che respinge lo Stato di Diritto e la legalità uguale per tutti, di una magistratura delegittimata ogni volta che cerca di fare il proprio dovere. Questa non era la politica di Berlusconi? Non era questa la ragione per cui abbiamo chiesto agli italiani di votarci, per fare una politica giudiziaria totalmente opposta? Abbiamo iniziato con l?indulto e finiamo con la delegittimazione dei magistrati. Diranno che è tutto corretto, a norma di legge. Sì, è tutto corretto. Diceva Morvillo, cognato di Falcone, che la colpa dell?attentato al giudice era dei ?professionisti delle carte a posto?. Professionisti che pongono in essere degli atti che sicuramente potevano essere posti in essere, ma che messi insieme uccidono lo Stato di Diritto e, a volte, le persone come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Destabilizzazione, isolamento, delegittimazione portano a questo. Io ho chiesto una cosa al Presidente del Consiglio, al Consiglio dei Ministri e al Parlamento, l?ho chiesto da ministro in carica e da Presidente di un partito che tiene in piedi questa maggioranza: ci si deve interrogare su quale politica giudiziaria vogliamo fare per questo Paese. Vogliamo che ci sia una discussione pubblica e trasparente, non questi continui colpi di mano che finiscono per essere colpi allo Stato di Diritto se non veri e propri colpi di Stato. Io voglio portare all?attenzione la necessità che si faccia una riforma del processo penale: pochi reati ma con pene certe. Una riforma del diritto penale procedurale: si deve arrivare alla sentenza in un terzo dei tempi attuali. Una riforma finanziaria sulla struttura degli uffici: accorpamento delle circoscrizioni giudiziarie, gestione computerizzata delle procedure, dei carichi pendenti, del casellario giudiziale, dei rapporti fra gli organi di polizia e magistratura. Una struttura che permetta alla Giustizia di funzionare meglio. Questo non è stato discusso né dal precedente governo né da quello attuale. Noi dell?Italia dei Valori chiediamo che su questi temi venga rilanciata l?attenzione prima che sia troppo tardi e per questo abbiamo deciso di lanciare una campagna nazionale di informazione a partire dalla fine di questa settimana, con una manifestazione per chiederci se è finito lo Stato di Diritto, affinché si discuta una volta per tutte sui soggetti legittimati, capaci e volenterosi di realizzare una nuova politica giudiziaria per questo Paese. Voglio sapere se il ministro della Giustizia vuole questa nuova politica o se si sia ridotto ad essere una "longa manus" di chi vuole bloccare le indagini. Questo fine settimana chiamiamo tutti al primo appello di una manifestazione in difesa della Giustizia e dello Stato di Diritto e contro le procedure barbariche di prevaricazione nei confronti dei magistrati che fanno il proprio dovere. Prima che sia troppo tardi. Prima che ?i professionisti delle carte a posto? si rendano colpevoli di qualche mano pesante che a posto mette la vita di qualche magistrato." |
| Fabrizio Frosini | |
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Se non l'avete ancora fatto, vi invito ancora a firmare la petizione contro il disegno di legge LEVI-PRODI approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre, e che all'art. 7 prevede l'iscrizione al registro degli operatori di comunicazione anche per chi "svolge attività editoriale su Internet.
E' un grave tentativo di imbavagliare la rete. Petizione online: http://www.lastampa.i... e anche l' Appello per la Giustizia e la Legalità in Calabria : http://www.petitionon... <a href="http://www.beppegrill... |
| rico | |
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firmato tutte 2 le petizioni : x levi (contro) e x demagistris (pro)
skritto anke a onorev. fluvi x emergenza demokratica a presidente consiglio r. toscana, nencini presidente prov fi ,.renzi sindaco empoli , cappelli voi avete skritto vero????????? |
| Fabrizio Frosini | |
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MA OCCORRE CONTINUARE CON LA PROTESTA..!! dal Corriere online: http://www.corriere.i... Mercoledì al via l'iter parlamentare con l'audizione in commissione Cultura «No ai bavagli, i blogger stiano tranquilli» Il sottosegretario Levi: le nuove norme sulla registrazione riguardano solo editori e giornali online ROMA - Con l'audizione nella commissione Cultura della Camera del sottosegretario alla presidenza del Consiglio e autore del testo, Ricardo Franco Levi, si apre mercoledì pomeriggio l'iter parlamentare del disegno di legge sull'editoria. Un ddl che ha fatto discutere, in particolare per l'intento di mettere delle limitazioni alla libertà di espressione di blog e siti individuali. Una circostanza, questa, che lo stesso Levi punta subito a smentire. Edited by Fabrizio Frosini on Oct 24, 2007 2:05 PM |
| rico | |
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HO FATTO FIRMARE UNA DECINA DI COLLEGHI DI LAVORO
![]() PRIMA NON SI ERANO RESI KONTO DELLA STR*ZATA DEL GOVERNO!! |
| rico | |
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l'appena visto su internet
Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Ricardo Franco Levi ha proposto alla Commissione Cultura della Camera un «comma aggiuntivo» al ddl di riforma dell?editoria che esclude i blog dall?articolo 7, quello che vede l?obbligo dell?iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione per i siti internet. «Nel comma aggiuntivo all?articolo 7 che lascio all?attenzione della commissione non abbiamo scritto blog ma questo è il senso». «Vi propongo di prendere in considerazione un comma aggiuntivo all?articolo 7. È un suggerimento per lavorare insieme, come del resto per tutto il resto del provvedimento», ha detto Levi nell?audizione alla Commissione Cultura della Camera che apre l?iter parlamentare del provvedimento. Il comma aggiuntivo - ha spiegato Levi - dice che sono esclusi dall?obbligo di iscrivere al Roc i soggetti che accedono o operano su internet per prodotti o siti ad uso personale e non ad uso collettivo. «Vuol dire che sono esclusi i blog che non rientrano in questo comma teso a ridefinire le responsabilità di chi opera su internet», ha spiegato il sottosegretario. «Non vogliamo spegnere voci ed attentare al pluralismo», dice il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega per l?editoria Ricardo Franco Levi alla Commissione Cultura della Camera dove oggi si apre l?iter parlamentare del provvedimento. |
| Fabrizio Frosini | |
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MA COM' E' POSSIBILE... E' ALLUCINANTE... E.. ANCHE CIAMPI ( che sembrava il più spartano dei presidenti ) SI RIVELA NON ESSERE DIVERSO DAGLI ALTRI..L' ESPRESSO 16.10.07 : Emeriti benefici: 30 uomini per ogni ex presidente Si parla di tagli e volano le polemiche. Fino a investire il Colle più alto della Repubblica, quello del Quirinale. Francesco Cossiga non ha peli sulla lingua: «Non metterò più piede là dentro nemmeno quando quelli lì mi convocheranno per le consultazioni di rito in caso di crisi di governo». Cossiga tuona, ma non è il solo a sentirsi colpito. Anche Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, gli altri due ex presidenti della Repubblica, celano a fatica il loro disappunto e in privato si lamentano delle ultime iniziative del Colle. Nella corsa ai risparmi che dovrebbe portare a un dimagrimento dei costi del Quirinale (217 milioni nel 2006), è stato preso di mira il trattamento concesso agli ex capi dello Stato. Una voce di spesa che per ragioni di riservatezza la presidenza della Repubblica preferisce non divulgare: a ?L?espresso? è stato opposto un cortese rifiuto. Cosa c?è in ballo esattamente? A ciascuno dei presidenti cessati dalla carica spetta una lunga serie di servizi a spese del Quirinale: un dipendente della presidenza della Repubblica, con funzioni di segretario, distaccato (in posizione di ?comando?) nel suo staff; due dipendenti, con funzioni di guardarobiere e di addetto alla persona, distaccati presso l?abitazione privata. Ancora: un telefono cellulare o satellitare, un fax, una linea urbana riservata, un collegamento ?punto punto? con il centralino della presidenza, uno con la batteria del Viminale e una connessione diretta con la centrale dei servizi di sicurezza del Quirinale. Con una particolarità: la duplicazione di questi impianti, uno installato presso lo studio e l?altro presso l?abitazione. E non è finita: agli ex spettano anche collegamenti (sempre duplicati) telematici per la consultazione delle agenzie di stampa e di banche dati, e televisivi in bassa frequenza. Infine, c?è l?auto, «dotata di telefono veicolare» e con autista, spettante anche alla vedova dell?ex presidente o al primo dei suoi figli. A questa dote a carico del Quirinale gli ex presidenti sommano (oltre all?uso di navi, aerei e treni a cura della presidenza del Consiglio) pure le garanzie per i senatori a vita previste da Palazzo Madama: un ufficio (tra i 150 e i 200 metri quadrati) e segreterie particolari con un capufficio, tre funzionari, due addetti alle mansioni esecutive, altri due addetti alle mansioni ausiliari più, a scelta, un consigliere militare o diplomatico. Senza contare le scorte: contando le postazione fisse davanti alle case, ci sono una ventina di poliziotti e carabinieri. Insomma: oltre 30 persone al servizio di ciascun ex presidente. (tratto da l'articolo di Primo Di Nicola in edicola questa settimana su L'espresso) |