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Amici di Grillo, Travaglio e De Magistris - Meetup EMPOLI Message Board › NON BUTTIAMO VIA UN'OCCASIONE IRRIPETIBILE!

NON BUTTIAMO VIA UN'OCCASIONE IRRIPETIBILE! Andiamo avanti, senza lasciarci intimidire né condizionare..

Fabrizio Frosini
Posted May 25, 2009 3:17 PM
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ANDARE AVANTI.. PER LA PROPRIA VIA..




Antonio Machado, Proverbios y Cantares, XXIX

Caminante, son tus huellas
el camino, y nada más;
caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.
Al andar se hace camino,
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.
Caminante, no hay camino,
sino estelas en la mar.





Antonio Machado, Proverbi e canzoni, XXIX

Viandante, sono le tue orme
il cammino, e nient’altro;
viandante, la strada non c’è,
si fa la strada nell’andare.
Nell’andare si segna la strada,
e nel volgere lo sguardo indietro
si vede il cammino che mai
si deve tornare a percorrere.
Viandante, non c’è la strada,
ma scie nel mare.





http://toghe.blogspot...

Fabrizio Frosini
Posted May 28, 2009 2:36 PM
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dal blog toghe , giovedì 28 maggio 2009 :


Gustavo Zagrebelsky


Le parole della democrazia



Ogni forma di governo usa gli “argomenti” adeguati ai propri fini.

Il dispotismo, ad esempio, usa la paura e il bastone per far valere il comando dell’autocrate.

La democrazia è il regime della circolazione delle opinioni e delle convinzioni, nel rispetto reciproco.

Lo strumento di questa circolazione sono le parole.

Si comprende come, in nessun altro sistema di reggimento delle società, le parole siano tanto importanti quanto lo sono in democrazia.

Si comprende quindi che la parola, per ogni spirito democratico, richieda una cura particolare: cura particolare in un duplice senso, quantitativo e qualitativo.

Il numero di parole conosciute e usate è direttamente proporzionale al grado di sviluppo della democrazia e dell’uguaglianza delle possibilità.

Poche parole e poche idee, poche possibilità e poca democrazia; più sono le parole che si conoscono, più ricca è la discussione politica e, con essa, la vita democratica.

Quando il nostro linguaggio si fosse rattrappito al punto di poter pronunciare solo sì e no, saremo pronti per i plebisciti; e quando conoscessimo solo più i sì, saremmo nella condizione del gregge che può solo obbedire al padrone.

Il numero delle parole conosciute, inoltre, assegna i posti entro le procedure della democrazia.

Ricordiamo ancora la scuola di Barbiana e la sua cura della parola, l’esigenza di impadronirsi della lingua?

Comanda chi conosce più parole. «E’ solo la lingua che fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui. Che sia ricco o povero importa di meno».

Ecco anche perché una scuola ugualitaria è condizione necessaria, necessarissima, della democrazia.

Con il numero, la qualità delle parole.

Le parole non devono essere ingannatrici, affinché il confronto delle posizioni sia onesto.

Parole precise, specifiche, dirette; basso tenore emotivo, poche metafore; lasciar parlarle cose attraverso le parole, non far crescere parole con e su altre parole.

Uno dei pericoli maggiori delle parole per la democrazia è il linguaggio ipnotico che seduce le folle, ne scatena la violenza e le muove verso obbiettivi che apparirebbero facilmente irrazionali, se solo i demagoghi non li avvolgessero in parole grondanti di retorica.

Le parole, poi, devono rispettare il concetto, non lo devono corrompere.

Altrimenti, il dialogo diventa un inganno, un modo di trascinare gli altri dalla tua parte con mezzi fraudolenti.

Impariamo da Socrate: «Sappi che il parlare impreciso non è soltanto sconveniente in se stesso, ma nuoce anche allo spirito»; «il concetto vuole appropriarsi del suo nome per tutti i tempi», il che significa innanzitutto saper riconoscere e poi saper combattere ogni fenomeno di neo-lingua, nel senso spiegato da George Orwell, la lingua che, attraverso propaganda e bombardamento dei cervelli, fa sì che la guerra diventi pace, la libertà schiavitù, l’ignoranza forza.

Il tradimento della parola deve essere stata una pratica di sempre, se già il profeta Isaia, nelle sue “maledizioni” (Is 5, 20), ammoniva: «Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro».

I luoghi del potere sono per l’appunto quelli in cui questo tradimento si consuma più che altrove, a incominciare proprio dalla parola “politica”.

Politica viene da polis e politéia, due concetti che indicano il vivere insieme, il convivio.

È l’arte, la scienza o l’attività dedicate alla convivenza.

Ma oggi parliamo normalmente di politica della guerra, di segregazione razziale, di politica espansionista degli stati, di politica coloniale, ecc.

«Questa è un’epoca politica», ancora parole di Orwell. «La guerra, il fascismo, i campi di concentramento, i manganelli, le bombe atomiche sono quello a cui pensare».

La celebre definizione di Carl Schmitt, ripetuta alla nausea, della politica come rapporto amico-nemico, un rapporto di sopraffazione, di inconciliabilità assoluta tra parti avverse è forse l’esempio più rappresentativo di questo abuso delle parole.

Qui avremmo, se mai, la definizione essenziale non del “politico” ma, propriamente, del “bellico”, cioè del suo contrario.

Ancora: la libertà, nei tempi nostri avente il significato di protezione dei diritti degli inermi contro gli arbitri dei potenti, è diventata lo scudo sacro dietro il quale proprio costoro nascondono la loro prepotenza e i loro privilegi.

La giustizia, da invocazione di chi si ribella alle ingiustizie del mondo, si è trasformata in parola d’ordine di cui qualunque uomo di potere si appropria per giustificare qualunque propria azione.

Quanto alla parola democrazia, anch’essa è sottoposta a “rovesciamenti” di senso, quando se ne parla non come governo del popolo, ma per o attraverso il popolo: due significati dell’autocrazia.

Da questi esempi si mostra la regola generale cui questa perversione delle parole della politica: il passaggio da un campo all’altro, il passaggio è dal mondo di coloro che al potere sono sottoposti a quello di coloro che del potere dispongono e viceversa.

Un uso ambiguo, dunque, di fronte al quale a chi pronuncia queste parole dovrebbe sempre porsi la domanda: da che parte stai? Degli inermi o dei potenti?

Affinché sia preservata l’integrità del ragionare e la possibilità d’intendersi onestamente, le parole devono inoltre, oltre che rispettare il concetto, rispettare la verità dei fatti.

Sono dittature ideologiche i regimi che disprezzano i fatti, li travisano o addirittura li creano o li ricreano ad hoc.

Sono l’estrema violenza nei confronti degli esclusi dal potere che, almeno, potrebbero invocare i fatti, se anche questi non venissero loro sottratti.

Non c’è manifestazione d’arbitrio maggiore che la storia scritta e riscritta dal potere.

(continua %)
Fabrizio Frosini
Posted May 28, 2009 2:38 PM
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dal blog toghe , giovedì 28 maggio 2009 :


Gustavo Zagrebelsky


Le parole della democrazia





La storia la scrivono i vincitori - è vero - ma la democrazia vorrebbe che non ci siano vincitori e vinti e che quindi, la storia sia scritta fuori delle stanze del potere.

Sono regimi corruttori delle coscienze fino al midollo, quelli che trattano i fatti come opinioni e instaurano un relativismo nichilistico applicato non alle opinioni ma ai fatti, quelli in cui la verità è messa sullo stesso piano della menzogna, il giusto su quello dell’ingiusto, il bene su quello del male; quelli in cui la realtà non è più l’insieme di fatti duri e inevitabili, ma una massa di eventi e parole in costante mutamento, nella quale ciò che oggi vero, domani è già falso, secondo l’interesse al momento prevalente.

Onde è che la menzogna intenzionale, cioè la frode - strumento che vediamo ordinariamente presente nella vita pubblica - dovrebbe trattarsi come crimine maggiore contro la democrazia, maggiore anche dell’altro mezzo del dispotismo, la violenza, che almeno è manifesta.

I mentitori dovrebbero considerarsi non già come abili, e quindi perfino ammirevoli e forse anche simpaticamente spregiudicati uomini politici ma come corruttori della politica.

La cura delle parole in tutti i suoi aspetti è ciò che Socrate definisce filologia.

Vi sono persone, i misologi, che «passano il tempo nel disputare il pro e il contro, e finiscono per credersi divenuti i più sapienti di tutti per aver compreso essi soli che, sia nelle cose sia nei ragionamenti, non c’è nulla di sano o di saldo, ma tutto [...] va su e giù, senza rimanere fermo in nessun punto neppure un istante».

Questo sospetto che nel ragionare non vi sia nulla di integro c’è un grande pericolo, che ci espone a ogni genere d’inganno.

Le nostre parole e le cose non devono “andare su e giù”.

Occorre un terreno comune oggettivo su cui le nostre idee, per quanto diverse siano, possano poggiare per potersi confrontare.

Ogni affermazione di dati di fatto deve essere verificabile e ogni parola deve essere intesa nello stesso significato da chi la pronuncia e da chi l’ascolta.

Chi mente sui fatti dovrebbe essere escluso dalla discussione.

Solo così può non prendersi in odio il ragionare e può esercitarsi la virtù di chi ama la discussione.

Gustavo Zagrebelsky

(Professore di Diritto Costituzionale, ex Presidente della Corte Costituzionale)

da La Repubblica del 23 aprile 2009

Fabrizio Frosini
Posted May 28, 2009 3:22 PM
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da La Repubblica , 28 maggio 2009 :


Gino Flaminio è un ragazzo coraggioso, ha detto com'è andata

"Da tre mesi si sapeva che il presidente sarebbe venuto alla festa dei 18 anni"


La zia di Noemi: "Così Berlusconi

è entrato nella nostra famiglia
"


"Ho visto antiche amicizie nate dalla notte al giorno,

eventi dolorosi usati per sostenere nuove versioni
"




NAPOLI - Signora Francesca D. F., che grado di parentela ha con i genitori di Noemi?
"Sono la zia, moglie del fratello di Anna Palumbo, la madre di Noemi".

Ha precedenti penali, signora? Sa, dobbiamo chiederglielo perché, per alcuni, il testimone non va valutato per quel che dice, ma per quel che è.
"Non ho precedenti penali".

Qualcuno nella sua famiglia ne ha?
"No".

Ha motivo di risentimento nei confronti di sua cognata o della sua famiglia, o della ragazza?
"Assolutamente no. Ho ottimi rapporti con Anna, con i genitori di Anna e con i suoi fratelli. Anzi, ho condiviso finora con altri membri della famiglia l'imbarazzo, il disagio e la sofferenza che questa situazione non del tutto limpida, sta provocando. Ci sono troppe bugie. Circostanze che contrastano con quello che abbiamo sentito e visto in famiglia".

Gino Flaminio fa parte delle bugie o della realtà vissuta in casa Letizia?
"Gino è stato il fidanzato di Noemi esattamente per il periodo da lui descritto al vostro giornale. Gino fa parte della realtà della famiglia Letizia e tutti noi lo abbiamo conosciuto e soprattutto apprezzato fino a quando i rapporti tra loro si sono deteriorati. È un bravo ragazzo. Amava davvero Noemi e Noemi gli era molto legata".

Vi incontravate anche con Gino?
"Certo, è accaduto più di una volta. Con l'andar del tempo, è nato un legame tra questo ragazzo e la nostra famiglia. Non mi pento di averlo avuto in casa".

Lei sa che il padre di Noemi ha minacciato querela per quello che Gino ha ricordato?
"Sì, purtroppo l'ho sentito ai tg, e ancora mi chiedo come sia stato possibile questo. Gino ha avuto parole di assoluto rispetto per tutti, per Noemi, per i suoi genitori, per noi. E anche per Berlusconi. Qual è la sua colpa? E perché accanirsi contro un ragazzo senza alcuna difesa?".

Lei sa che Gino nel 2005 è stato condannato per rapina?
"Quando lo abbiamo conosciuto era già un operaio. Ma sapevamo che c'era una macchia nel suo passato. E in ogni caso, il suo errore, quale che sia stato, non ha mai costituito un ostacolo al loro affetto, né all'amicizia che il ragazzo ha dimostrato ad Anna e ad Elio, peraltro venendone ricambiato".

Lei ha letto la testimonianza di Gino?
"Certo, e mi ha provocato una grande emozione. Perché ho visto per la prima volta, in questa storia di bugie, una persona dire le cose come stanno, con un coraggio che nessuno finora nella mia famiglia ha avuto".

E lei perché solo adesso ha deciso di offrire la sua testimonianza?
"E ancora avrei voluto tacere. Ma dopo aver visto la violenza della discussione a Ballarò, ho deciso di farmi viva. Ho visto troppe cose che non vanno. "Antiche amicizie" nate dalla notte al giorno. Fidanzati comparsi dal nulla. Dolorosi eventi che hanno afflitto la famiglia, utilizzati per sostenere nuove versioni dei fatti che hanno coinvolto mia nipote Noemi: come il riferimento a una lettera di cordoglio. E' con molto strazio che mi sono decisa ora a parlare. Mi sono tormentata in queste settimane".

Perché lo fa?
"Se devo dire la verità, lo faccio per i miei figli perché devono poter credere che esiste il vero e il falso, il buono e il cattivo. Voglio che sia chiaro che, per quanto mi riguarda, in questa storia non c'entra nulla la politica, nulla i complotti, ma solo la necessità di non vergognarsi quando ci si guarda allo specchio perché si è dovuto avallare una storia che, se non fosse così dolorosa, in famiglia sarebbe una barzelletta di cui ridere".

Lei, quando ha sentito per la prima volta di Berlusconi in famiglia?
"Alla fine del 2008, tra novembre e dicembre, ho visto per la prima volta durante un pranzo familiare Noemi alzarsi da tavolo allo squillo del suo cellulare, e l'ho ascoltata dire papi. Non avevo assolutamente idea, all'epoca, chi potesse essere. Ho pensato a un gioco tra ragazze. Notai soltanto che intorno a lei ci si dava da fare per evitare ogni curiosità".

Quando ha sentito per la prima volta indicare Berlusconi come una presenza familiare?
"Posso dirlo con certezza. L'11 gennaio 2009, il giorno del compleanno di mio figlio. Io organizzai una piccola festicciola. E seppi, quella sera, che si stavano preparando grandi festeggiamenti per i diciotto anni di Noemi. E che alla festa avrebbe partecipato, a meno di impegni improvvisi, anche Silvio Berlusconi".
Addirittura tre mesi prima, si contava sulle presenza a quel tavolo del presidente del Consiglio?
"A me fu detto che dovevamo "prepararci" per quello. La conferma della presenza del capo del governo sarebbe arrivata solo a Pasqua".


E poi?
"Mi fu detto che Berlusconi chiese espressamente a Noemi di essere invitato e pretese di ricevere dalle sue mani l'invito. Non so se poi Noemi lo abbia raggiunto a Roma e come siano andate le cose. In ogni caso, nella nostra riunione di famiglia al pranzo di Pasqua, ci fu confermato ancora di "prepararci" perché avremmo conosciuto il presidente il 26 aprile, alla festa organizzata nel ristorante di Casoria".

Che idea si è fatta della conoscenza tra Berlusconi e Noemi?
"So soltanto quel che mi ha raccontato Anna, mia cognata, la madre di Noemi. Anna sosteneva che il presidente del Consiglio aveva per mia nipote l'affetto di un padre. Ricordo l'espressione: "l'ha presa a cuore". Io non ne dubitai. Noemi è sempre stata una brava ragazza, dolce, buona. Con un grande sogno: fare la ballerina, l'attrice o la showgirl. Ricordo che in famiglia si diceva: "Magari così, Noemi entrerà dalla porta principale". Si intendeva dalla porta principale nel mondo dello spettacolo. E d'altronde la stessa Noemi - ho letto - lo ha già detto in un'intervista. Come peraltro Anna. Nelle primissime interviste, mia nipote e mia cognata sono state sincere e hanno raccontato in pubblico ciò che dicevano a noi in privato. E stato dopo che ho visto troppe cose confondersi".

Vuole darci la sua opinione su questa storia?
"Sono molto preoccupata per la mia famiglia. Se mi espongo così, lo faccio perché siamo una famiglia di gente semplice e per bene. Parlo dei fratelli di Anna, dei suoi genitori, degli altri cognati, dei nostri figli e nipoti, tutti ragazzi sani. Tutti trascinati, dalla mancanza di chiarezza e sincerità, in una situazione che ci imbarazza moltissimo".

di GIUSEPPE D'AVANZO e CONCHITA SANNINO
(28 maggio 2009)

Fabrizio Frosini
Posted May 29, 2009 3:13 PM
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L'INCHIESTA. Gino Flaminio



da Repubblica :

di GIUSEPPE D'AVANZO e CONCHITA SANNINO



Parla Gino, l'ex fidanzato della ragazza di Portici

La prima telefonata del Cavaliere: "Sono colpito dal tuo viso angelico"



"Così papi Berlusconi



entrò nella vita di Noemi
"




Fabrizio Frosini
Posted May 31, 2009 9:39 AM
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da La Repubblica :



Gasparri: "Repubblica ha pagato Flaminio"


La replica della direzione del quotidiano



Il capogruppo Pdl al Senato attacca frontalmente il nostro giornale

E si dice sicuro che l'intervista all'ex-fidanzato di Noemi è stata ricompensata


L'esponente del centrodestra intende rivolgersi all'Ordine dei giornalisti




ROMA - Maurizio Gasparri attacca frontalmente "Repubblica".
Il capogruppo Pdl al Senato vuol sapere quanto sarebbe stato pagato Gino Flaminio, l'ex-fidanzato di Noemi Letizia, per l'intervista rilasciata al nostro giornale una settimana fa:
"Berlusconi è l'unico politico che crea posti di lavoro... Adesso anche Gino Flaminio è beneficiato dall'esistenza del Cavaliere. Infatti, abbiamo appreso dal 'Giornale' che offre, con prezzi variabili, interviste, testimonianze e brevi incontri. C'è da chiedersi quanto gli abbia dato 'Repubblica'. Mi rivolgerò all'ordine dei giornalisti del quale faccio parte per chiedere accertamenti su 'Repubblica' e i suoi giornalisti".

"Ora - sottolinea Gasparri - vogliamo sapere chi e quanto ha pagato 'Repubblica' per determinate interviste. E' questo il modo con cui si esercita l'attività giornalistica? Un tanto al chilo? E le vestali della libera professione, di tante organizzazioni e della federazione della stampa non hanno nulla da dire su questo scandalo vergognoso che colpisce giornalisti di un giornale, 'Repubblica', il cui editore ben conosciamo e le cui imprese furono sottoposte più volte al vaglio della magistratura?".

----------------------

Ed ecco la risposta di Repubblica

"Repubblica" sfida l'On. Gasparri a dimostrare che sia stato pagato anche solo un centesimo per l'intervista a Gino Flaminio che tanto imbarazzo crea all'ex ministro del Pdl.

Gino Flaminio ha confermato di non aver mai ricevuto denaro dal nostro giornale in due occasioni: al "Corriere della Sera" (28 maggio) e a "Il Giornale" (30 maggio).

In caso Gasparri non riesca nell'impresa, "Repubblica" l'autorizza fin d'ora a vergognarsi.



(30 maggio 2009)

Fabrizio Frosini
Posted Jun 1, 2009 6:14 PM
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dal Corriere :


Il premier :


«Non servono più chiarimenti


SU NOEMI HO GIA' detto TUTTO
»



Il Times attacca Berlusconi

Il giornale :

«Il peggio non sono le ragazze candidate all' Europarlamento,

ma il disprezzo verso gli italiani
»


La replica : falsità insufflate da sinistra



LONDRA - Durissimo attacco del Times nei confronti di Silvio Berlusconi.
«L'aspetto peggiore del comportamento di Berlusconi non è il fatto che sia un buffone sciovinista. E nemmeno che si accompagni con donne di 50 anni più giovani, abusando della sua posizione per offrire loro lavoro come modelle, assistenti personali e anche, suona assurdo, candidate al Parlamento europeo. La cosa più scioccante è l'assoluto disprezzo con il quale tratta gli italiani».
Inizia così l'editoriale del quotidiano londinese, di proprietà del magnate Rupert Murdoch, padrone anche di Sky, dedicato al presidente del Consiglio italiano.

[..]

REPLICA DI BERLUSCONI -

Silvio Berlusconi ha liquidato l'articolo del Times in poche parole durante l'intervista a 28 Minuti di Barbara Palombelli su Radio 2 :
«I giornali stranieri sono in collegamento diretto con quelli della sinistra italiana: sono cose ispirate e insufflate dalla sinistra italiana che spinge per ottenere attenzione alle nostre vicende viste dalla loro parte. La carta dei valori della sinistra è diventata Novella 2000».

Il Cavaliere però ammette che il suo consenso, che era «al 75,1%», è sceso «al 73%».

Per quanto riguarda eventuali chiarimenti, a differenza di quanto aveva affermato il 25 maggio in un'intervista alla Cnn, ha dichiarato che non ce n'è più bisogno:
«Ho già chiarito tutto: le veline non vero, minorenni assolutamente non vero, Mills assolutamente non vero. Calunnie che si ritorceranno contro chi le ha agitate».


01 giugno 2009



Cfr.: http://beppegrillo.me...

Fabrizio Frosini
Posted Jun 1, 2009 6:40 PM
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da L'Unità :


4 Giugno 1989



Fantasma Tiananmen,


vent'anni fa il massacro



Vent’anni da Tiananmen, vent’anni dal massacro che soffocò la primavera democratica di Pechino.
Un tempo sufficientemente breve perché lo sdegno e il dolore restino vivi nella memoria dei protagonisti e di coloro che si appassionarono nel mondo a quelle drammatiche vicende.
Ma anche abbastanza lungo perché un giornale di Chengdu, nella provincia del Sichuan, nel 2007 pubblicasse un articolo intitolato «Omaggio alle forti madri delle vittime del 4 giugno», che avrebbe dovuto essere censurato.
A quanto pare non fu un atto di coraggio.

Il giovane redattore che lo mise in pagina confessò ingenuamente di non essere a conoscenza del significato di quella data, chi fossero quelle madri, cosa fosse mai accaduto sulla Tiananmen il 4 giugno del 1989.
Successo della propaganda di regime, trionfo del silenzio imposto dalle autorità cinesi.
C’è anche l’episodio di cui fu protagonista l’ignaro giornalista di Chengdu nella storia a fumetti intitolata per l’appunto Dimenticare Tiananmen, pubblicata dal Becco Giallo con prefazione di Riccaro Noury, di Amnesty International.
L’oblio è uno dei leit-motiv della rievocazione elaborata da Davide Reviati attraverso una sorta di andirivieni onirico fra presente e passato.

Ma assieme alla tentazione di rimuovere l’onta, per cinismo, per opportunismo, per stanchezza, emerge la determinazione indomita di chi continua a porre domande ed a cercare la verità.
La primavera di Pechino e il suo soffocamento non sono relegati in un angolo della memoria da «tutti i militanti dei diritti umani, le madri e i parenti dei ragazzi e delle persone uccise che ogni anno all’approssimarsi dell’anniversario sono arrestati o posti agli arresti domiciliari».
Così si legge in uno dei passi che accompagnano lo sviluppo iconografico della storia, prima che irrompa la tentazione dell’oblio.
Un disegno riproduce le sembianze di Zhao Ziyang.
Allora era segretario generale del partito comunista.
Fu l’unico dirigente ad opporsi all’intervento militare.


Pagò il suo coraggio con gli arresti domiciliari fino alla morte nel 2005.
«Neanche lui ricordo», dichiara il narratore.
Zhao invece ha ricordato, e di nascosto ha dettato su nastro magnetico il diario di quelle ore tragiche.
Da quelle cassette trafugate all’estero è nato un libro, che aiuterà a non dimenticare Tiananmen.


Gabriel Bertinetto

31 maggio 2009

Fabrizio Frosini
Posted Jun 1, 2009 11:41 PM
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da Gonews :

'Empolipertutti': "Non siamo appariscenti perché pensiamo ai cittadini, non cerchiamo i grandi eventi spot"
Il capolista Beretta: "Non abbiamo politici o 'comici' per sostenerci e che l'8 giugno si dimenticheranno nuovamente di noi"

01/06/2009 - 11:06

[..]

Fonte: Capolista 'Empolipertutti'
Corrado Beretta




Non ho scritto io l'intervento su Gonews e non sto a commentarlo.

Sottolineo solo la pena che scaturisce dalla lettura di alcuni dei commenti che riporto di seguito, e che danno la misura del livello raggiunto dalle persone "senza faccia e senza nome" qualificantisi come "." ed "empolese" .

Non mi abbasso a rispondere loro.

Ricordo solo -a chi evidentemente non è capace neppure di memoria- che su questo forum sono riportati i passi delle email (non poche di loro : penoso prodotto di una confusione mentale disperante) cui "punto" si riferisce.. ("punto".. Sì, in effetti è questa la sua "dimensione" vera)

Saluti a tutti

Fabrizio Frosini






RINNEGATE ORA? - . (01/06/2009 12:13)
Ma prima non vio vantavate di essere la lisat di BEPPE GRILLO e ora rinnegate tutto.
Che faccia ci dovete avere, non vi vergognate neppure un po'?
Dite perchè Beppe Grillo non vi ha "consegnato le 5 stelle" ditelo ai cittadini, non li lasciate senza informazioni.
Certo che per un inizio avete preso subito una buca....




RINNEGATE ORA? - . (01/06/2009 12:41)
Volevo solo precisare che prima qualcuno si vantava di far parte dei Grillini, ma per ottenere la certificazione 5 stelle devono essere rispettate alcune regole, che forse non avevate.
Dico questo perchè sono ben informato (mi ero iscritto al met-up di frosini), ma poi è sparia l'affilazione a Grillo, allora mi sono chiesto perchè
Datemi voi le risposte
Nulla da ridire sui compeneti della lista Frosini, alcuni li conosco personalmente e ci posso mettere la mano sul fuoco, ma si sa se la prima mela che nasce dall'albero è marcia, forse anche le altre si posso bacare.
Io cercherei di dare risposte concrete alle domande.
Domanda:
Perche la lista Frosini prima era "affiliata" a Beppe Grillo e ora non più?




si rinfreschi la memoria - empolese (01/06/2009 20:42)
caro beretta, si rinfreschi la memoria con questo video: non era lei quello?
La conferenza stampa della presentazione lista civica da parte dell?associazione ?Empoli per Tutti? Meetup amici di beppe Grillo di Empoli, Candidato Sindaco Fabrizio Frosini, la lista civica a 5 stelle sarà certificata da Beppe Grillo.

http://www.empolitica...




SE VOLETE DELLE PROVE.... - . (01/06/2009 12:43)
Se volete delle prove, ho tutte le e-mail del prima allleati Grillo, delle letigate fra Frosni e gli altri compenenti, e del dopo allenza Grillo.
Basta chiedere




SI MA PERCHE' CRITICARE LA VERITA'... - . (01/06/2009 14:34)
non vorrei che la tua lista andasse avanti con i soldi di una ASL.....




SI MA PERCHE' CRITICARE LA VERITA'... - empolese (01/06/2009 20:18)
brutta cosa l'invidia....





sabato in piazza dei leoni - empolese (01/06/2009 13:58)
sabato pomeriggio ero andato a vedere la manifestazione per vl abruzzo ACUI GLI EMPOLESI NON HANNO PARTECIPATO ARRIVATO in piazza dei leoni alle 18,30 ho visto il frosini davanti la ex libreria giunti sembrava molto inpacciato nella mezzora che ci sono stato io non si e fermato nessuno a parlare con il medesimo le persone rifiutavano il volantino altri lo prendevano e pochi metri dopo lo buttavano via la credibilita delle persone e determinata da comportamenti lineari e non ondivaghi




commento molto fine - empolese (01/06/2009 20:14)
il sig. bernabè si qualifica con la finezza del suo commento, bravo davvero!

empolipertutti non fa eventi perchè non è capace: il convegno sui rifiuti lo organizzarono i ragazzi del meetup!

PS. ma questo comunicato non è stato fatto per "apparire"? chi l'ha scritto brico?




RISPETE PER FAVORE - . (01/06/2009 15:25)
mi daresti una risposta???





P.S.: questo continuo "lancio di fango" da parte di squallidi "cecchini" senza nome e senza volto, mi sta portando a riconsiderare una mia precedente decisione in merito al futuro del Meetup.
Come tutti possono constatare, io ho onorato le mie stesse decisioni in merito al non utilizzo del Meetup a fini elettorali (e questo nonostante io sia uno dei candidati, con EMPOLIPERTUTTI).
Tutti gli iscritti a questo Meetup hanno anche constatato che io stesso ho dato notizia via mail della serata con Grillo a Empoli. Ed ho lasciato che venisse programmato un meetup da parte di esponenti della lista a 5 stelle.
Questo perché mi sembrava giusto farlo.
Inoltre tutti coloro che seguono il Meetup o Gonews o i giornali, hanno toccato con mano che non ho mai attaccato la lista "grillo.it", né Giacomelli né alcuno dei candidati di quella lista.
Io, al contrario di loro, non vedo tale lista come il "nemico da infangare".
Il mio comportamento è pertanto ben diverso da quello dei "signori" che, pur autonominandosi "la migliore espressione del modello pulito di democrazia" (viva l'AUTOREFERENZIALITA'..!), mostrano poi nei fatti una ben diversa attitudine..
Non vedo proprio come possano gestire il Meetup in maniera serena e rispettosa di tutti, quando -nonostante le molte occasioni avute per dimostrarsi diversi- il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi..
Saluti a tutti
Fabrizio Frosini




A former member
Posted Jun 2, 2009 12:35 PM
Post #: 207
Sì, effettivamente è in corso un nuovo lancio di fango, l'ennesimo tuo nei nostri confronti.
Ricevi delle critiche e ti vieni a lamentare da noi. Pensi che esistiamo solo noi ad Empoli? O pensi, nonostante tu ci abbia provato bloccando il Meetup, che noi siamo gli unici a sapere come sono andate le cose? Per avere le famose "mail" scambiate, basta esser iscritti al meetup (160 iscritti) e aver ricevuto le mail o letto il forum.
Sai benissimo come funziona Gonews da anni, perciò non venire a lamentarti: se anche noi per ogni critica che riceviamo dovessimo sempre per qualche strano motivo venire da voi o da te a urla al diavolo faremmo pure noi una bella figura...
E ci mancherebbe, che tu nel Meetup di Beppe Grillo di Empoli, non avessi "permesso" la creazione dell'evento e la diffusione della notizia. Questo la dice lunga sulla posizione nella quale credi di essere nel Meetup! E che sostieni solo te e te stesso.
Abbiamo come "organizer" e tra gli assistant il candidato sindaco e almeno due candidati consiglieri di un'altra lista, che il Meetup ha deciso di NON sostenere. Ma roba dell'altro mondo.

Saluti e a quando il Meetup sarà di nuovo rappresentativo.


Elio Colligiani
Meetup Amici di Beppe Grillo di Empoli

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