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Amici di Grillo, Travaglio e De Magistris - Meetup EMPOLI Message Board › NON BUTTIAMO VIA UN'OCCASIONE IRRIPETIBILE!
| Fabrizio Frosini | |
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Caminante, son tus huellas el camino, y nada más; caminante, no hay camino, se hace camino al andar. Al andar se hace camino, y al volver la vista atrás se ve la senda que nunca se ha de volver a pisar. Caminante, no hay camino, sino estelas en la mar. Viandante, sono le tue orme il cammino, e nient’altro; viandante, la strada non c’è, si fa la strada nell’andare. Nell’andare si segna la strada, e nel volgere lo sguardo indietro si vede il cammino che mai si deve tornare a percorrere. Viandante, non c’è la strada, ma scie nel mare. |
| Fabrizio Frosini | |
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dal blog toghe , giovedì 28 maggio 2009 :
Le parole della democrazia Ogni forma di governo usa gli “argomenti” adeguati ai propri fini. Il dispotismo, ad esempio, usa la paura e il bastone per far valere il comando dell’autocrate. La democrazia è il regime della circolazione delle opinioni e delle convinzioni, nel rispetto reciproco. Lo strumento di questa circolazione sono le parole. Si comprende come, in nessun altro sistema di reggimento delle società, le parole siano tanto importanti quanto lo sono in democrazia. Si comprende quindi che la parola, per ogni spirito democratico, richieda una cura particolare: cura particolare in un duplice senso, quantitativo e qualitativo. Il numero di parole conosciute e usate è direttamente proporzionale al grado di sviluppo della democrazia e dell’uguaglianza delle possibilità. Poche parole e poche idee, poche possibilità e poca democrazia; più sono le parole che si conoscono, più ricca è la discussione politica e, con essa, la vita democratica. Quando il nostro linguaggio si fosse rattrappito al punto di poter pronunciare solo sì e no, saremo pronti per i plebisciti; e quando conoscessimo solo più i sì, saremmo nella condizione del gregge che può solo obbedire al padrone. Il numero delle parole conosciute, inoltre, assegna i posti entro le procedure della democrazia. Ricordiamo ancora la scuola di Barbiana e la sua cura della parola, l’esigenza di impadronirsi della lingua? Comanda chi conosce più parole. «E’ solo la lingua che fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui. Che sia ricco o povero importa di meno». Ecco anche perché una scuola ugualitaria è condizione necessaria, necessarissima, della democrazia. Con il numero, la qualità delle parole. Le parole non devono essere ingannatrici, affinché il confronto delle posizioni sia onesto. Parole precise, specifiche, dirette; basso tenore emotivo, poche metafore; lasciar parlarle cose attraverso le parole, non far crescere parole con e su altre parole. Uno dei pericoli maggiori delle parole per la democrazia è il linguaggio ipnotico che seduce le folle, ne scatena la violenza e le muove verso obbiettivi che apparirebbero facilmente irrazionali, se solo i demagoghi non li avvolgessero in parole grondanti di retorica. Le parole, poi, devono rispettare il concetto, non lo devono corrompere. Altrimenti, il dialogo diventa un inganno, un modo di trascinare gli altri dalla tua parte con mezzi fraudolenti. Impariamo da Socrate: «Sappi che il parlare impreciso non è soltanto sconveniente in se stesso, ma nuoce anche allo spirito»; «il concetto vuole appropriarsi del suo nome per tutti i tempi», il che significa innanzitutto saper riconoscere e poi saper combattere ogni fenomeno di neo-lingua, nel senso spiegato da George Orwell, la lingua che, attraverso propaganda e bombardamento dei cervelli, fa sì che la guerra diventi pace, la libertà schiavitù, l’ignoranza forza. Il tradimento della parola deve essere stata una pratica di sempre, se già il profeta Isaia, nelle sue “maledizioni” (Is 5, 20), ammoniva: «Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro». I luoghi del potere sono per l’appunto quelli in cui questo tradimento si consuma più che altrove, a incominciare proprio dalla parola “politica”. Politica viene da polis e politéia, due concetti che indicano il vivere insieme, il convivio. È l’arte, la scienza o l’attività dedicate alla convivenza. Ma oggi parliamo normalmente di politica della guerra, di segregazione razziale, di politica espansionista degli stati, di politica coloniale, ecc. «Questa è un’epoca politica», ancora parole di Orwell. «La guerra, il fascismo, i campi di concentramento, i manganelli, le bombe atomiche sono quello a cui pensare». La celebre definizione di Carl Schmitt, ripetuta alla nausea, della politica come rapporto amico-nemico, un rapporto di sopraffazione, di inconciliabilità assoluta tra parti avverse è forse l’esempio più rappresentativo di questo abuso delle parole. Qui avremmo, se mai, la definizione essenziale non del “politico” ma, propriamente, del “bellico”, cioè del suo contrario. Ancora: la libertà, nei tempi nostri avente il significato di protezione dei diritti degli inermi contro gli arbitri dei potenti, è diventata lo scudo sacro dietro il quale proprio costoro nascondono la loro prepotenza e i loro privilegi. La giustizia, da invocazione di chi si ribella alle ingiustizie del mondo, si è trasformata in parola d’ordine di cui qualunque uomo di potere si appropria per giustificare qualunque propria azione. Quanto alla parola democrazia, anch’essa è sottoposta a “rovesciamenti” di senso, quando se ne parla non come governo del popolo, ma per o attraverso il popolo: due significati dell’autocrazia. Da questi esempi si mostra la regola generale cui questa perversione delle parole della politica: il passaggio da un campo all’altro, il passaggio è dal mondo di coloro che al potere sono sottoposti a quello di coloro che del potere dispongono e viceversa. Un uso ambiguo, dunque, di fronte al quale a chi pronuncia queste parole dovrebbe sempre porsi la domanda: da che parte stai? Degli inermi o dei potenti? Affinché sia preservata l’integrità del ragionare e la possibilità d’intendersi onestamente, le parole devono inoltre, oltre che rispettare il concetto, rispettare la verità dei fatti. Sono dittature ideologiche i regimi che disprezzano i fatti, li travisano o addirittura li creano o li ricreano ad hoc. Sono l’estrema violenza nei confronti degli esclusi dal potere che, almeno, potrebbero invocare i fatti, se anche questi non venissero loro sottratti. Non c’è manifestazione d’arbitrio maggiore che la storia scritta e riscritta dal potere. (continua %) |
| Fabrizio Frosini | |
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dal blog toghe , giovedì 28 maggio 2009 : La storia la scrivono i vincitori - è vero - ma la democrazia vorrebbe che non ci siano vincitori e vinti e che quindi, la storia sia scritta fuori delle stanze del potere. Sono regimi corruttori delle coscienze fino al midollo, quelli che trattano i fatti come opinioni e instaurano un relativismo nichilistico applicato non alle opinioni ma ai fatti, quelli in cui la verità è messa sullo stesso piano della menzogna, il giusto su quello dell’ingiusto, il bene su quello del male; quelli in cui la realtà non è più l’insieme di fatti duri e inevitabili, ma una massa di eventi e parole in costante mutamento, nella quale ciò che oggi vero, domani è già falso, secondo l’interesse al momento prevalente. Onde è che la menzogna intenzionale, cioè la frode - strumento che vediamo ordinariamente presente nella vita pubblica - dovrebbe trattarsi come crimine maggiore contro la democrazia, maggiore anche dell’altro mezzo del dispotismo, la violenza, che almeno è manifesta. I mentitori dovrebbero considerarsi non già come abili, e quindi perfino ammirevoli e forse anche simpaticamente spregiudicati uomini politici ma come corruttori della politica. La cura delle parole in tutti i suoi aspetti è ciò che Socrate definisce filologia. Vi sono persone, i misologi, che «passano il tempo nel disputare il pro e il contro, e finiscono per credersi divenuti i più sapienti di tutti per aver compreso essi soli che, sia nelle cose sia nei ragionamenti, non c’è nulla di sano o di saldo, ma tutto [...] va su e giù, senza rimanere fermo in nessun punto neppure un istante». Questo sospetto che nel ragionare non vi sia nulla di integro c’è un grande pericolo, che ci espone a ogni genere d’inganno. Le nostre parole e le cose non devono “andare su e giù”. Occorre un terreno comune oggettivo su cui le nostre idee, per quanto diverse siano, possano poggiare per potersi confrontare. Ogni affermazione di dati di fatto deve essere verificabile e ogni parola deve essere intesa nello stesso significato da chi la pronuncia e da chi l’ascolta. Chi mente sui fatti dovrebbe essere escluso dalla discussione. Solo così può non prendersi in odio il ragionare e può esercitarsi la virtù di chi ama la discussione. Gustavo Zagrebelsky (Professore di Diritto Costituzionale, ex Presidente della Corte Costituzionale) da La Repubblica del 23 aprile 2009 |
| Fabrizio Frosini | |
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da La Repubblica , 28 maggio 2009 : |
| Fabrizio Frosini | |
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da Repubblica |
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da La Repubblica : |
| Fabrizio Frosini | |
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dal Corriere :
«Non servono più chiarimenti SU NOEMI HO GIA' detto TUTTO» Il Times attacca Berlusconi Il giornale : «Il peggio non sono le ragazze candidate all' Europarlamento, ma il disprezzo verso gli italiani» La replica : falsità insufflate da sinistra LONDRA - Durissimo attacco del Times nei confronti di Silvio Berlusconi. «L'aspetto peggiore del comportamento di Berlusconi non è il fatto che sia un buffone sciovinista. E nemmeno che si accompagni con donne di 50 anni più giovani, abusando della sua posizione per offrire loro lavoro come modelle, assistenti personali e anche, suona assurdo, candidate al Parlamento europeo. La cosa più scioccante è l'assoluto disprezzo con il quale tratta gli italiani». Inizia così l'editoriale del quotidiano londinese, di proprietà del magnate Rupert Murdoch, padrone anche di Sky, dedicato al presidente del Consiglio italiano. [..] REPLICA DI BERLUSCONI - Silvio Berlusconi ha liquidato l'articolo del Times in poche parole durante l'intervista a 28 Minuti di Barbara Palombelli su Radio 2 : «I giornali stranieri sono in collegamento diretto con quelli della sinistra italiana: sono cose ispirate e insufflate dalla sinistra italiana che spinge per ottenere attenzione alle nostre vicende viste dalla loro parte. La carta dei valori della sinistra è diventata Novella 2000». Il Cavaliere però ammette che il suo consenso, che era «al 75,1%», è sceso «al 73%». Per quanto riguarda eventuali chiarimenti, a differenza di quanto aveva affermato il 25 maggio in un'intervista alla Cnn «Ho già chiarito tutto: le veline non vero, minorenni assolutamente non vero, Mills assolutamente non vero. Calunnie che si ritorceranno contro chi le ha agitate». 01 giugno 2009 |
| Fabrizio Frosini | |
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da L'Unità :
vent'anni fa il massacro Vent’anni da Tiananmen, vent’anni dal massacro che soffocò la primavera democratica di Pechino. Un tempo sufficientemente breve perché lo sdegno e il dolore restino vivi nella memoria dei protagonisti e di coloro che si appassionarono nel mondo a quelle drammatiche vicende. Ma anche abbastanza lungo perché un giornale di Chengdu, nella provincia del Sichuan, nel 2007 pubblicasse un articolo intitolato «Omaggio alle forti madri delle vittime del 4 giugno», che avrebbe dovuto essere censurato. A quanto pare non fu un atto di coraggio. Il giovane redattore che lo mise in pagina confessò ingenuamente di non essere a conoscenza del significato di quella data, chi fossero quelle madri, cosa fosse mai accaduto sulla Tiananmen il 4 giugno del 1989. Successo della propaganda di regime, trionfo del silenzio imposto dalle autorità cinesi. C’è anche l’episodio di cui fu protagonista l’ignaro giornalista di Chengdu nella storia a fumetti intitolata per l’appunto Dimenticare Tiananmen, pubblicata dal Becco Giallo con prefazione di Riccaro Noury, di Amnesty International. L’oblio è uno dei leit-motiv della rievocazione elaborata da Davide Reviati attraverso una sorta di andirivieni onirico fra presente e passato. Ma assieme alla tentazione di rimuovere l’onta, per cinismo, per opportunismo, per stanchezza, emerge la determinazione indomita di chi continua a porre domande ed a cercare la verità. La primavera di Pechino e il suo soffocamento non sono relegati in un angolo della memoria da «tutti i militanti dei diritti umani, le madri e i parenti dei ragazzi e delle persone uccise che ogni anno all’approssimarsi dell’anniversario sono arrestati o posti agli arresti domiciliari». Così si legge in uno dei passi che accompagnano lo sviluppo iconografico della storia, prima che irrompa la tentazione dell’oblio. Un disegno riproduce le sembianze di Zhao Ziyang. Allora era segretario generale del partito comunista. Fu l’unico dirigente ad opporsi all’intervento militare. Pagò il suo coraggio con gli arresti domiciliari fino alla morte nel 2005. «Neanche lui ricordo», dichiara il narratore. Zhao invece ha ricordato, e di nascosto ha dettato su nastro magnetico il diario di quelle ore tragiche. Da quelle cassette trafugate all’estero è nato un libro, che aiuterà a non dimenticare Tiananmen. Gabriel Bertinetto 31 maggio 2009 |
| Fabrizio Frosini | |
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da Gonews :
'Empolipertutti': "Non siamo appariscenti perché pensiamo ai cittadini, non cerchiamo i grandi eventi spot" Il capolista Beretta: "Non abbiamo politici o 'comici' per sostenerci e che l'8 giugno si dimenticheranno nuovamente di noi" 01/06/2009 - 11:06 [..] Fonte: Capolista 'Empolipertutti' Corrado Beretta Non ho scritto io l'intervento su Gonews e non sto a commentarlo. Sottolineo solo la pena che scaturisce dalla lettura di alcuni dei commenti che riporto di seguito, e che danno la misura del livello raggiunto dalle persone "senza faccia e senza nome" qualificantisi come "." ed "empolese" . Non mi abbasso a rispondere loro. Ricordo solo -a chi evidentemente non è capace neppure di memoria- che su questo forum sono riportati i passi delle email (non poche di loro : penoso prodotto di una confusione mentale disperante) cui "punto" si riferisce.. ("punto".. Sì, in effetti è questa la sua "dimensione" vera) Saluti a tutti Fabrizio Frosini RINNEGATE ORA? - . (01/06/2009 12:13) Ma prima non vio vantavate di essere la lisat di BEPPE GRILLO e ora rinnegate tutto. Che faccia ci dovete avere, non vi vergognate neppure un po'? Dite perchè Beppe Grillo non vi ha "consegnato le 5 stelle" ditelo ai cittadini, non li lasciate senza informazioni. Certo che per un inizio avete preso subito una buca.... RINNEGATE ORA? - . (01/06/2009 12:41) Volevo solo precisare che prima qualcuno si vantava di far parte dei Grillini, ma per ottenere la certificazione 5 stelle devono essere rispettate alcune regole, che forse non avevate. Dico questo perchè sono ben informato (mi ero iscritto al met-up di frosini), ma poi è sparia l'affilazione a Grillo, allora mi sono chiesto perchè Datemi voi le risposte Nulla da ridire sui compeneti della lista Frosini, alcuni li conosco personalmente e ci posso mettere la mano sul fuoco, ma si sa se la prima mela che nasce dall'albero è marcia, forse anche le altre si posso bacare. Io cercherei di dare risposte concrete alle domande. Domanda: Perche la lista Frosini prima era "affiliata" a Beppe Grillo e ora non più? si rinfreschi la memoria - empolese (01/06/2009 20:42) caro beretta, si rinfreschi la memoria con questo video: non era lei quello? La conferenza stampa della presentazione lista civica da parte dell?associazione ?Empoli per Tutti? Meetup amici di beppe Grillo di Empoli, Candidato Sindaco Fabrizio Frosini, la lista civica a 5 stelle sarà certificata da Beppe Grillo. http://www.empolitica... SE VOLETE DELLE PROVE.... - . (01/06/2009 12:43) Se volete delle prove, ho tutte le e-mail del prima allleati Grillo, delle letigate fra Frosni e gli altri compenenti, e del dopo allenza Grillo. Basta chiedere SI MA PERCHE' CRITICARE LA VERITA'... - . (01/06/2009 14:34) non vorrei che la tua lista andasse avanti con i soldi di una ASL..... SI MA PERCHE' CRITICARE LA VERITA'... - empolese (01/06/2009 20:18) brutta cosa l'invidia.... sabato in piazza dei leoni - empolese (01/06/2009 13:58) sabato pomeriggio ero andato a vedere la manifestazione per vl abruzzo ACUI GLI EMPOLESI NON HANNO PARTECIPATO ARRIVATO in piazza dei leoni alle 18,30 ho visto il frosini davanti la ex libreria giunti sembrava molto inpacciato nella mezzora che ci sono stato io non si e fermato nessuno a parlare con il medesimo le persone rifiutavano il volantino altri lo prendevano e pochi metri dopo lo buttavano via la credibilita delle persone e determinata da comportamenti lineari e non ondivaghi commento molto fine - empolese (01/06/2009 20:14) il sig. bernabè si qualifica con la finezza del suo commento, bravo davvero! empolipertutti non fa eventi perchè non è capace: il convegno sui rifiuti lo organizzarono i ragazzi del meetup! PS. ma questo comunicato non è stato fatto per "apparire"? chi l'ha scritto brico? RISPETE PER FAVORE - . (01/06/2009 15:25) mi daresti una risposta??? P.S.: questo continuo "lancio di fango" da parte di squallidi "cecchini" senza nome e senza volto, mi sta portando a riconsiderare una mia precedente decisione in merito al futuro del Meetup. Come tutti possono constatare, io ho onorato le mie stesse decisioni in merito al non utilizzo del Meetup a fini elettorali (e questo nonostante io sia uno dei candidati, con EMPOLIPERTUTTI). Tutti gli iscritti a questo Meetup hanno anche constatato che io stesso ho dato notizia via mail della serata con Grillo a Empoli. Ed ho lasciato che venisse programmato un meetup da parte di esponenti della lista a 5 stelle. Questo perché mi sembrava giusto farlo. Inoltre tutti coloro che seguono il Meetup o Gonews o i giornali, hanno toccato con mano che non ho mai attaccato la lista "grillo.it", né Giacomelli né alcuno dei candidati di quella lista. Io, al contrario di loro, non vedo tale lista come il "nemico da infangare". Il mio comportamento è pertanto ben diverso da quello dei "signori" che, pur autonominandosi "la migliore espressione del modello pulito di democrazia" (viva l'AUTOREFERENZIALITA'..!), mostrano poi nei fatti una ben diversa attitudine.. Non vedo proprio come possano gestire il Meetup in maniera serena e rispettosa di tutti, quando -nonostante le molte occasioni avute per dimostrarsi diversi- il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi.. Saluti a tutti Fabrizio Frosini |
| A former member | |
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Sì, effettivamente è in corso un nuovo lancio di fango, l'ennesimo tuo nei nostri confronti.
Ricevi delle critiche e ti vieni a lamentare da noi. Pensi che esistiamo solo noi ad Empoli? O pensi, nonostante tu ci abbia provato bloccando il Meetup, che noi siamo gli unici a sapere come sono andate le cose? Per avere le famose "mail" scambiate, basta esser iscritti al meetup (160 iscritti) e aver ricevuto le mail o letto il forum. Sai benissimo come funziona Gonews da anni, perciò non venire a lamentarti: se anche noi per ogni critica che riceviamo dovessimo sempre per qualche strano motivo venire da voi o da te a urla al diavolo faremmo pure noi una bella figura... E ci mancherebbe, che tu nel Meetup di Beppe Grillo di Empoli, non avessi "permesso" la creazione dell'evento e la diffusione della notizia. Questo la dice lunga sulla posizione nella quale credi di essere nel Meetup! E che sostieni solo te e te stesso. Abbiamo come "organizer" e tra gli assistant il candidato sindaco e almeno due candidati consiglieri di un'altra lista, che il Meetup ha deciso di NON sostenere. Ma roba dell'altro mondo. Saluti e a quando il Meetup sarà di nuovo rappresentativo. Elio Colligiani Meetup Amici di Beppe Grillo di Empoli |