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e da Genova : Pino Cosentino ? «Città partecipata-Genova»
UNA POLITICA E UNO STATO DI TIPO NUOVO
Il terremoto politico che ha introdotto in Italia una forma di bipartitismo, cancellata l?estrema sinistra parlamentare e dato il comune di Roma a un fascista è il risultato di movimenti profondi che stanno non solo demolendo, ma addirittura invertendo il contenuto e il significato dei riferimenti tradizionali. Il sistema politico sta approdando a quella grande semplificazione da tempo invocata come la soluzione di tutti i mali. Il potere verrà stabilmente diviso tra due grandi forze nazionali, molto diverse per ?piumaggio?, linguaggio, stili comunicativi, riti e liturgie ... ma omogenee nella sostanza. Che è: piena sottomissione della vita umana alle esigenze dello ?sviluppo? economico, cioè del profitto e del tornaconto individuale, che ne sono il motore. C?è chi, nel centrosinistra, oggi chiama questo: ?liberalismo?, o ?riformismo?. La prima grande inversione: la crescita quantitativa della produzione di merci, e del loro scambio, su scala planetaria, sia relativamente ai metodi usati, sia in assoluto, sta diventando incompatibile con il mantenimento di un ambiente naturale in cui possa prosperare la vita umana. La seconda grande inversione è che l?accumulo di beni materiali sta diventando sempre piú un ostacolo alla felicità. La soddisfazione ricavata dalle comodità e dalla fruizione di oggetti diminuisce a causa di un processo naturale di saturazione. Questo è il secondo grande limite allo sviluppo e di conseguenza al profitto e al tornaconto individuale, che sono lo scopo e il motore delle élites che orientano gli stili di vita e le scelte politiche. Accanto a queste situazioni, c?è però l?impoverimento e il peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita, anche materiali, di una parte della popolazione dei paesi piú ricchi. La sinistra, e soprattutto l?estrema sinistra, a parole concordano con questa analisi. Di fatto però le loro strutture organizzative (Partito democratico, sindacati, cooperative ...) e le loro rappresentanze parlamentari promuovono con convinzione (Pd) o finiscono per adeguarvisi (Prc, Pdci, Verdi, Sinistra democratica) politiche di sviluppo tese essenzialmente al profitto e al tornaconto individuale, a scapito degli interessi e dei diritti dei lavoratori, delle comunità insediate sui territori, dell?ambiente, della legalità e dell?etica. Il risultato l?abbiamo visto. L?estrema sinistra parlamentare è sparita come forza politica autonoma. Potrà forse sopravvivere come pittoresca corrente minoritaria all?interno del Pd. Essi già ora rimproverano la propria catastrofe a Veltroni, riconoscendo quindi di fatto la propria subalternità nei confronti suoi e del Pd. Abbiamo analizzato un lato della questione. L?altro lato è la passività e l?individualismo della popolazione. La rassegnazione a una vita faticosa e vuota, ma ?gratificata? dalle briciole che cadono dai tavoli del banchetto dei ricchi e dei potenti. In queste condizioni nessuna forza politica alternativa può mantenere il proprio carattere originario. O gran parte della popolazione esce dalla propria passività, oppure il modello di vita basato sul tornaconto individuale prevarrà su qualunque impostazione ideale. La grande inversione, oggi necessaria, degli stili di vita e delle attività economiche richiede l?affermazione di una comunità attiva e consapevole, e di una politica basata sulla partecipazione di almeno una parte consistente della popolazione. Occorre scuotere la popolazione dalla passività, trascinarla in forme di vita comunitarie e nella lotta politica, far acquisire l?esperienza e la consapevolezza dell?esistenza di forme di vita alternative a quelle sperimentate finora, e molto piú gratificanti. Oggi la solidarietà, il cameratismo, lo spirito comunitario non nascono piú dall?asprezza della vita materiale e dalla concentrazione di grandi masse in gigantesche unità produttive. Oggi tutta la vita è basata sull?individualismo, si svolge in luoghi di lavoro minuscoli e parcellizzati. Le esperienze ?comunitarie? sono quelle delle tifoserie negli stadi, dei consumatori nei grandi centri commerciali, delle discoteche, delle spiagge sovraffollate ... Tutte forme consolatorie che cercano vanamente di surrogare la vera socialità, scimmiottandola. La socialità di fatto si restringe all?ambito famigliare e a una cerchia di conoscenti. La condizione piú comune è quella della solitudine tra la folla.
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la mia email al Coordinamento : Cari Amici, chiedo scusa per il mio silenzio fino ad oggi. Anche legato agli impegni sia del Meetup che personali e di lavoro. Non vorrei risultare antipatico ad alcuno di voi, ma d'altronde non posso sottacere le mie perplessità circa la posizione politica che appare prevalente in questo coordinamento, dove noto che pur venendo negata a parole, rimane ? negli atteggiamenti e nell?analisi dei problemi ? una caratterizzazione ideologica che mi è oggettivamente estranea e che ritengo non rappresenti neppure il gruppo di iscritti attivi del Meetup Empoli.
Come ho fatto in ambito di Meetup ?a tutti i livelli: locale, regionale e nazionale? , dove ho fin dall?inizio ribattuto sulla necessità (a mio vedere) di dismettere l?approccio ideologico ai problemi della nostra società, devo porre anche qui la stessa discriminante.
Ho appena visto il risultato delle elezioni amministrative in Gran Bretagna: il partito laburista ha avuto il peggior risultato degli ultimi 40 anni. Ed erano elezioni amministrative, non politiche. Da primo partito che era, alla luce di questo risultato, è oggi diventato il terzo partito. Questo è un mondo post-ideologico. Quanto è accaduto alle politiche del 13-14 aprile sta lì a sottolinearlo. Occorre trovare un linguaggio nuovo. E superare le barriere ideologiche ?mentali- che a sinistra, in particolare, sono ancora troppo presenti. I cittadini sono stufi di ideologie che hanno portato ai risultati che abbiamo sotto gli occhi. Ma nonostante si faccia riferimento a valori che apparentemente tutti noi condividiamo, continuo ad ascoltare e leggere analisi e proposte ancora pervase di ideologismo.
A questo proposito propongo solo due esempi, forse banali, ma che a me danno la misura di quanto siamo lontani dalla testa della gente : 1. continuare a definire Alemanno un fascista e dire che la marea ?nera? ha conquistato Roma, è volersi infilare i diti negli occhi per non vedere le ragioni profonde di un rigetto ; 2. così come ripetere, fino all?estasi derviscia, che la lega ha vinto al nord perché ha cavalcato le pulsioni popolari contro gli extracomunitari.. Può anche essere un errore di semplificazione. Ma viene il sospetto che chi continua a ragionare così, preferisca volutamente limitarsi all?analisi superficiale, in modo da non dover mettere in discussione schemi (per me) obsoleti. Come dire: rimuovere il problema per non alimentare, nella propria mente, sofferti conflitti psicologici.
Continuiamo così e non riusciremo a smuovere neppure una delle bandierine piantate a delimitare i confini partitocratici di una società che tutti sentiamo il dovere di provare a cambiare. La casta ha avuto da tanti cittadini un bel calcio fra le gambe: ma se non elaboriamo una strategia valida e coerente, lasceremo che i partiti si riprendano tutto il loro potere.
Se la situazione è effettivamente questa, allora la cosa più logica per me è limitarmi a continuare il lavoro iniziato qui a Empoli. Non so quanto riuscirò a fare. Probabilmente nulla di significativo. Ma il gruppo di persone che qui si è attivato, si sta dando da fare concretamente sul territorio, proprio perché crede che proprio superando le ideologie ci sia la possibilità ?secondo la visione di impegno politico che ho loro proposto e, almeno fino ad oggi, è stata accettata - di far germogliare la pianta che abbiamo cominciato a seminare.
Cordiali saluti a tutti. Fabrizio Frosini.
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Alla mia mail, risponde Raffaella Costi (e la sua risposta dimostra --a mio vedere-- che le mie *perplessità* sono più che giustificate..) :Caro dottor Frosini, ideologico sarebbe ostinarsi a chiamare dita i diti, ma un fascista, ancorchè persona garbata e capace, un tempo, di essere un ottimo ministro dell'agricoltura e, nel contempo, genero di Pino Rauti (ti ricordi l'accoppiata "Freda-Ventura" o sei troppo giovane?), cresciuto all'ombra di Giorgio Almirante, militante di Alleanza Nazionale ed eletto per la lista di berlusconi, è un fascista. Quando faceva il ministro dell'agricoltura non "comandava": adesso farà il sindaco e vedremo presto cosa saprà fare, ma sempre fascista è. Dopo Fiuggi (non sei troppo giovane per ricordare questo), quando i fascisti andarono a passare le acque, tornarono a casa fascisti come prima, ma avendo, come dire, la vescica più libera. Il fascismo moderno certamente non può essere uguale a quello di Mussolini, ma prevede ancora alcuni punti di riferimento importanti, come la paura delle dievrsità (sessuali, etniche, religiose e politiche), alle quale vuol metter mano col manganello: se ne parla in tutta Italia, di questi giorni, come dello strumento principe per difendere le donne dalla violenza sessuale. Io non sono più in età a rischio, ma mi fa orrore pensare che ancora qualche deficiente creda possibile battere la violenza sessuale col maschilismo. Pensare ad un porgetto di trasformazione culturale dei maschi sarà così difficile? Sì, lo è e lo anche per quei maschi di sinistra che, come dalle mie parti, condividono l'idea del manganello: sono fascisti, credi a me. Sono così maledettamente fascisti, da non accorgersene neppure e i fascisti, scusa il doppio senso, a me fanno schifo. Vuoi dire che sono legata all'ideologia, per questo? Io dico che invece la parola "fascista" è ancora indicativa di qualunque mentalità capace di procedere solo attraverso il preconcetto, il pregiudizio, la prevaricazione, la prepotenza, il predominio fisico. E' ideologia? No, Fabrizio: è storia. Quanto all'estasi derviscia, spero che ti sia capitato di vederla! A me accadde con un gruppo di Sufi ad Alessandria d'Egitto e fu me-ra-vi-glio-so! Di meraviglioso la Lega non ha proprio niente, ma proprio perchè ha cavalcato le pulsioni popolari contro gli extra comunitari. A onor del vero, non ha fatto solo quello: ha seguitato a minacciare il Paese, come anche di recente. "Abbiamo le armi cariche e calde!" dice il Bossi e questo, caro mio, è fascismo puro, che Mussolini, fosse al mondo, a Bossi darebbe una medaglia. La Lega è sempre minacciosa, perchè è profondamente fascista, più fascista di Alemanno e di Fini e molto più grezza, quindi ha successo tra le persone che le somigliano. Quindi ha cavalcato la paura della diversità. A quando la crociata contro gli omosessuali? Mentre aspettiamo che la Lega si muova e parta all'attacco dei negri e dei comunisti, picchiandoli tutti per difendere noi povere cretine, che dovremmo allungare le sottane e smettere di provocare i maschi, noi bolognesi continueremo ad essere "ideologici", con la convinzione di dover scegliere tra chi può rappresentare un potenziale alleato e chi, come i fascisti, assolutamente NO. Raffaella
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Riporto, per correttezza, anche la risposta di Michelangiolo Bolognini alla mail di Raffaella Costi (v. sopra) :
Cara Raffaella trovo insufficiente e non molto centrata la tua analisi. Ritengo il fascismo, più che un fatto politico, un tratto antropologico, italiano, ma non solo. In questo, personalmente, seguo, fin dalla mia lontana giovinezza, la lezione dello storico Fabio Cusin, un antifascista laico che nel 1944 ha scritto un testo fondamentale per capire il fenomeno, purtroppo assai poco conosciuto, visto anche i disastri causati, anche sul versante culturale, da quello che reputo corretto definire ?orrore antropologico?: il defunto PCI e gli zombie che mantengono ancora vivi i suoi tratti. Fascismo è la controrivoluzione squadrista antiproletaria degli anni '20, ma è anche il consenso della stragrande maggioranza degli italiani degli anni '30, fascista era l'ex direttore dell'Avanti, ma anche Ingrao, nella sua gioventù, Albertazzi come Dario Fo (basterebbe rileggere, o leggere, il testo ?scomunicato? di Ruggero Zangrandi) Ho trovato e continuo a trovare, spesso, più ?fascismo? (quello vero) tra gli autodefiniti ?non? o ?anti? fascisti, che tra gli ex o attuali ?fascisti?, A proposito poi di ?Freda Ventura?, il braccio operativo delle ?Stragi di Stato? ( con il miliardario Zorzi che se ne sta tranquillo in Giappone ) mi ricordo, e ti ricordo, che i mandanti furono ben altri: i nostri ?Padroni? esteri, i governanti ?centristi ? e ?socialdemocratici?, e che l'Italia, a differenza del Sudaffrica, non ha avuto il suo tribunale della verità, e che le ?Stragi di Stato?, con il ?compromesso storico? sono diventate fondamento istituzionale di questa repubblica (questa analisi la ritroviamo in studiosi assai diversi: da Revelli a Severino). Ritengo la semplificazione e il semplicismo teorico, in materia politica, disastrosa, e me ne sto alla larga. Preferisco parlare del concreto , dell'intervento politico, (a me personalmente stanno care i temi delle nocività, che ritengo essere davvero cruciali ) senza fare le impronte digitali a chi mi sta accanto. le pregiudiziali astratte sono oltretutto disastrose, in termini operativi, politicamente parlando.. salute michelangiolo bolognini
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Intanto, ecco la relazione dello svolgimento della riunione del 26 aprile a Firenze : Appunti degli interventi alla riunione del 26/04/08 per la formazione del comitato provvisorio di coordinamento (per la Toscana e per le altre realtà in relazione). Sono presenti: Firenze, Pistoia, Pisa, Empoli, Bologna, Genova. Hanno mandato la loro adesione Grosseto e il Veneto. La riunione si è tenuta presso la casa del popolo «A. del Sarto».
La proposta di o. d. g. inviata a suo tempo, in sintesi, verte sui seguenti cinque punti: 1) valutazione della situazione; 2) nostro comune ?da farsi? relativamente alla promozione, consolidamento e ampliamento; 3) prima strutturazione, provvisoria ma funzionale; 4) convegno sulla democrazia; 5) progetto di TG alternativo.
Si decide di accorpare i punti 1) 2) e 3). Si valuta l?importanza di affrontare ? per quanto attiene la questione organizzativa ? la stesura di un documento programmatico, per il quale sono pervenuti due contributi di merito, un testo di Mario Monforte e uno di Paolo Santini e Cesarina Branzi. Riportiamo per brevi cenni l?introduzione di Monforte che considera l?insuccesso dell?Arcobaleno come rivelatore dell?incapacità di questa formazione di rispondere alla domanda politica, dimo-strandosi di fatto subalterna alla linea di Veltroni, che a sua volta ha scelto la collaborazione col grande capitale. Un elemento di verifica è l?atteggiamento delle componenti dell?Arcobaleno pre-senti nelle situazioni locali. Peraltro si sottolinea come non ci sia stato un successo della destra: PdL e Lega hanno ottenuto il 36% dei consensi. Almeno il 20% dell?elettorato è risultato senza rappresentanza. Nefasta è il diffondersi dell?ideologia del ?meno peggio?, individuato come il vero pericolo che avvia a una democrazia meramente formale. Segue un breve intervento di Giovanna Ianpieri di Pisa, che sostiene come la campagna elettorale di Veltroni non sia stata molto diversa da quella di Berlusconi e come il ?pen-siero dominante? apparso sia stato quello di non inasprire il confronto, anzi! Poi, di nuovo, Monforte sottolinea come ormai la democrazia sia su un piano inclinato, giacché il sistema richiede sempre piú autoritarismo e ritiene che le contraddizioni sono destinate ad aumentare. A seguire alcune brevi considerazioni di Raffaella Costi di Bologna su qualche aspetto della democrazia formale, costretta all?immobilismo dalla sua stessa natura. Torna a parlare Monforte sulla necessità di offrire, oltre a risposte sulle situazioni concrete, una strategia capace di ?affondare lo scavo? tra le lobbies e un?economia dipendente dalle istituzioni quali vera e propria?casta integrata?. Monforte considera peraltro i rischi insiti in una strategia, alla quale non vede comunque alternative, che può minare alla base il tessuto democratico. A proposito delle liste civiche Monforte valuta modesto il loro risultato e ritiene che la situazione possa peggiorare alla prossima tornata elettorale delle amministrative e per questo sottolinea la necessità di superare dispersioni e frantumazioni con una referenza unitaria, senza verticismi e in a una pariteticità che preveda la partecipazione di delegati revocabili e a tempo;pertanto sarebbero necessari ulteriori rapporti e iniziative da prendere in comune. [per consi-derare piú dettagliatamente la posizione di M. Monforte si rimanda al documento da lui stesso inviato a tutti].
Per Raffaella Costi ? peraltro d?accordo con l?analisi di Monforte ? queste elezioni costituiscono un passaggio epocale non solo in ordine alla semplificazione di fatto del sistema elettorale, ma soprat-tutto per la sostanziale convergenza sull?economia di Berlusconi e di Veltroni. La Costi sostiene i-noltre la necessità di fare presto sui seguenti punti: 1) la definizione del percorso da fare nel lungo periodo, riprendendo a ?investire nella testa della gente?, dimostrando che cosa debba essere la politica attiva, partendo dalla difesa dei principi fon-damentali della Costituzione italiana. Si tratta di recuperare un lavoro capillare. 2) C?è l?urgenza delle scadenze elettorali, per le quali la realtà che andiamo costruendo deve rap-presentare un elemento di rottura; è necessario quindi sia affrontare il rapporto con i ?grillini? o me-etup, sia tendendo a recuperare, almeno in parte, quanti hanno espresso il loro consenso votando per la sinistra o per la Lega. Si tratta dunque di affrontare temi concreti e mobilitanti, quali, per es., la tramvia a Firenze o pro-blemi specifici di cui porta qualche esempio riferito a Bologna. Affronta poi alcune importanti que-stioni riguardanti il piano nazionale, come: A) la denuncia che non siamo piú in uno stato di diritto, in relazione al d. p. r. in vigore riguardante l?eleggibilità;valuta inoltre gli articoli dal 55 al 58 della Costituzione inadeguati alla situazione pre-sente;accenna anche alla questione della rappresentanza delle donne, della necessità di superare il sistema bicamerale, dell?opportunità di un ritorno a un sistema proporzionale con preferenze , indi-viduando anche un modo di recuperare i resti. B) Propone inoltre un ricorso alla Corte dell?Aia contro la mancata applicazione delle leggi inerenti il rispetto della democrazia e dei diritti dell?uomo. Concludendo R. Costi sostiene la necessità di azioni grandi e visibili. A proposito del problema organizzativo propone un rappresentante espresso da ciascuna provincia.
Segue l?intervento di Fabrizio Carraresi di Pistoia, che dichiara di accogliere l?introduzione di Mon-forte. Considera quindi la necessità di non limitarci a problemi di ingegneria istituzionale, giacché esiste una questione economica di fondo vale a dire la sopravvivenza materiale di intere famiglie in un paese impaurito e impoverito che ha perduto il senso del futuro:e questo spiega anche il successo della lega. È necessario che la proposta politica parta dai problemi, valutando le percezioni di vita nonché il disagio di cui sono testimonianza fenomeni come l?alcolismo, il crescente consumo di psicofarmaci, ecc. A ciò peraltro corrisponde la distruzione dell?ambiente con le cementificazioni, la crisi della scuola e la flessibilità del lavoro imposta alle giovani generazioni. Sullo scenario internazionale si profila una crisi sempre piú pesante per quanto attiene la produzione di cereali a cui si accompagna l?aumento dei costi dell?energia, manovrato dalla grande speculazione. Di conseguenza l?inflazione reale può essere considerata tra il 18 e il 20%. Carraresi quindi sottolinea la necessità di evitare che fenomeni di disperazione siano cavalcati da ?bolle? della ex sinistra; sostiene anche che siamo in presenza del rischio di fenomeni e situazioni incontrollabili ed esplosive. Non a caso Veltroni e Berlusconi hanno ora paura di essere ?scoperti? a sinistra. è necessario ? continua Carraresi ? uscire da una prospettiva movimentista, richiamandosi a un patrimonio di conoscenze importanti. Sostiene anche che si debba ridare senso all?art. 49, per un?idea diversa del potere politico. Infine valuta come bipartitismo e bipolarismo siano risultati un?operazione vincente e ritiene che si vada verso una sorta di Union Sacrée formata dai rappresentanti del 70% dell?elettorato. Sono imminenti importanti scadenze elettorali: le elezioni amministrative , le elezioni europee e il referendum. (continua %)
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(continua %) Prende successivamente la parola Paolo Arduini di Pisa che si dichiara d?accordo su quanto detto negli interventi precedenti con qualche sfumatura: le elezioni, cioè, sarebbero state elezioni della confusione e della falsa coscienza; manifesta inoltre qualche riserva sull?opportunità di rapportarsi ai ?grillini? che esprimerebbero, a suo dire, un ?estremismo della virtualità?, ma, al tempo stesso, non nega l?importanza di questo rapporto. Infatti è tanto piú necessario intrattenere un rapporto diretto e capillare con le persone in quanto viene avanti da almeno vent?anni un pericolosissimo processo di omologazione: Arduini cita in proposito il caso Fiat. Sull?organizzazione considera determinante darsi una struttura di tipo elastico che consenta continuità e mobilità a un tempo. Propone che ogni provincia esprima un voto; paventa il rischio che si diventi un comitato elettorale permanente; considera la logica del ?meno peggio? che ha guidato la scelta di molti elettori come un suicidio collettivo; considera emblematico il successo raccolto nei confronti dei lavoratori del Comune di Pisa (Rsu e Cobas), che ha evidenziato il riconoscimento di una prospettiva alternativa, segnalando a un tempo l?urgenza di dotarsi di strumenti d?informazione per una battaglia nel lungo periodo.
Segue Ugo Barlozzetti di Firenze ? anche lui d?accordo con la relazione e con gli interventi prece-denti ? che sottolinea l?importanza del richiamo alla Costituzione e stigmatizza a sua volta l?arroganza delle amministrazioni locali toscane e in particolare di quella di Firenze, esempio di una democrazia autoritaria, volta a coprire veri e propri comitati d?affari. Barlozzetti sottolinea peraltro il ruolo decisivo dell?informazione e l?urgenza di integrare gli strumenti di comunicazione virtuale ? che hanno raccolto tanto successo ? con l?utilizzo di giornali e televisione; in questo senso introduce la sua valutazione positiva sulla proposta di telegiornale che vede collegabile a una vera e propria campagna di controinformazione. Barlozzetti concorda sul binomio concretezza e prospettiva di respiro internazionale che si colleghi comunque alle lotte locali; in questo senso il caso Firenze e la Toscana gli sembrano di particolare rilievo; a proposito delle elezioni nazionali appena concluse ritiene che si debba iniziare una campagna per rivelarne il carattere eversivo e quindi valutare tutti gli strumenti per delegittimare governo e parlamento. Sull?organizzazione Barlozzetti sostiene che in questa fase sia importante la partecipazione dei gruppi organizzati, anche prescindendo dalla di-mensione provinciale.
Interviene quindi Paolo Santini di Empoli, che si dichiara in larga parte d?accordo; insiste sulla ne-cessità di un impegno nel lungo periodo; per quanto riguarda l?esito elettorale denuncia la passività dei due terzi dell?elettorato italiano e considera queste elezioni un plebiscito sul bipolarismo, tale da aver avallato un vero e proprio colpo di Stato. Lo spostamento a destra dell?elettorato è stato il frut-to di un?involuzione culturale. Sul piano organizzativo propone la creazione di una struttura come passaggio imprescindibile. Condivide l?intervento di Carraresi per quanto attiene la gravità della si-tuazione economica: in questo contesto è da ritenersi rinunciatario e subalterno l?atteggiamento del sindacato, che, dopo essere stato alleato dei padroni, è stato ora scaricato. Santini ritiene inoltre im-portante rivalutare la categoria dell?antifascismo proprio in relazione al significato che si è inteso dare al superiore interesse della nazione; a questo proposito denuncia la riduzione di ricorrenze fon-damentali e fondanti quali il 25 aprile a festività svuotate del loro contenuto culturale qualificante. Conclude tornando sul rapporto capitale-lavoro e afferma che un nuovo assetto sociale sta scardi-nando il precedente e ne mistifica contemporaneamente la composizione interna.
Interviene a questo punto Pino Cosentino di Genova, che mette l?accento sulla necessità di partire dalle condizioni materiali per andare oltre: quella che manca oggi è la speranza: la sinistra ? cedendo alle ipotesi keynesiane ? si è omologata al liberalismo. Partire dal disagio e dare respiro politico ai problemi emergenti significa porre la questione del potere. Data la scarsa portata dell?astensione, l?atto di votare, in questo contesto politico, si è rivelato una manifestazione di rassegnazione. Biso-gna dunque andare oltre la Costituzione e affrontare altresí le tematiche inerenti la democrazia diret-ta: dobbiamo avere una voce ?piú forte e piú orientata?, ma non calata dall?alto, bensí ancorata all?esperienza del vissuto, come liste civiche e comitati: proprio per questo è necessario un docu-mento programmatico, con rappresentanti per gruppi territoriali organizzati.
Segue Daniele Ombriti di Firenze che mette l?accento sulla necessità di costruire un nuovo sistema economico e quindi politico, dando voce a chi non è rappresentato. Va trovato un contenuto per questo contenitore, contenuto che sia alternativo, coraggioso e rivoluzionario. Cosentino interviene dichiarandosi d?accordo.
(continua %)
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(continua %)Segue Fabrizio Frosini di Empoli che si richiama all?intervento di R. Costi concordando su quanto affermato sopra i punti fondanti della Costituzione (1-11); auspica un discorso pratico riguardo al territorio, che preveda interventi atti a modificare questa realtà;fa riferimento a temi quali la decre-scita, il ?turbocapitalismo?, la tecno-finanziarizzazione, deviazione economico-culturale assurda che ci porta a produrre cereali per produrre biocarburanti. Cita il successo riportato dai referendum proposti da Grillo nell?asfissiante realtà empolese come esempio del riscontro che possono avere tra la ?gente? proposte volte all?affermazione dei diritti. Il risultato elettorale delle liste civiche è un i-nizio da cui partire : la nascita di una realtà federata sarebbe stata un successo, ma nei meetup c?è molta confusione e poca omogeneità, in altri però c?è anche concretezza: si sta cercando di creare qualcosa che abbia una caratura politica, con presenza capillare e dimensione nazionale. Va costruita dunque una federazione tra meetup e gruppi strutturati.
Giovanna Ianpieri concorda con Arduini sulla pesantezza della situazione pisana; suggerisce di ap-prontare un programma di intervento culturale che faccia leva sulle piccole cose, a partire da spetta-coli, film ? Considera l?importanza del Web, ma ritiene il giornale un tipo di presenza piú forte. Dobbiamo infondere fiducia e, a questo fine, il nostro approccio deve cambiare. Ribadisce che a suo avviso la destra ha stravinto, anche grazie allo spostamento a destra dell?asse politico italiano dovuto alla costituzione del Pd.
Giuseppe Sorrentino di Firenze sostiene che i vari aspetti si concatenano. È opportuno un confronto con le varie posizioni di ciascuno per tendere a una sintesi produttiva . Ritiene per questo importante partire dalla sua esperienza diretta nel comitato di quartiere di S. Ambrogio-S. Croce di Firenze, riferendosi in particolare all?illegalità dilagante: questo pone dei problemi. Grillo, per es., si batte contro l?ordine dei giornalisti, mentre la Costituzione detta la libertà d?informazione: le cose però appaiono diverse, lontane, come la figura stessa del politico. Dichiara di aver vissuto qualcosa di analogo anche in occasione delle elezioni. Cita il documento scaturito dall?incontro di Ferrara, nato però in una situazione ben diversa. L?elettorato si è mosso sotto vari stimoli, votando comunque sempre ?contro? e non ?per?. Ritiene che tutti sbaglino qualcosa, perché ciascuno si fa potatore di un?idea, convinto che sia anche l?idea condivisa dal partito cui fa riferimento. Cita a questo proposi-to l?esempio dell?abbattimento degli alberi a Firenze e l?atteggiamento tenuto in quell?occasione dalla sinistra. Sostiene a sua volta che necessitano tempi lunghi e che occorre ripartire dal basso per costruire punti di aggregazione, di dibattito, ecc., per rispondere ai problemi reali inerenti la scuola, il sindacato, il quartiere ? Si riferisce a Nanni Moretti quando sosteneva l?impossibilità di cambiare ?le cose? con questa classe politica; ma il discorso è finito qui perché accanto a Moretti c?era Cofferati, che Sorrentino ritiene esemplarmente poco affidabile ? cosí potrebbe andare a finire con Grillo per la sua vicinanza a Di Pietro. Sottolinea la necessità della presenza sul territorio, al fine di giungere alla costruzione di una lista civica che parta dalla realtà dei movimenti ivi presenti. Anche a Firenze, come a Pisa, il potere fa paura: il risultato elettorale del Pd dipende dal fatto che quel par-tito rappresenta un blocco di potere economico di cui è il socio di maggioranza. Tra gli elettori del Pd molti ancora credono che sia un partito di sinistra, per cui non basta battersi contro alcuni obiet-tivi come un inceneritore, ma bisogna che movimenti e comitati acquisiscano una capacità espansiva nel senso di collegare questi aspetti locali con la questione di fondo del potere. A proposito delle ele-zioni, Sorrentino sostiene che l?aumento dell?astensionismo è importante perché è piú alto nelle città: e ciò è corrisposto alla sconfitta di Rifondazione.
Interviene successivamente Cesarina Branzi di Firenze, che concorda con le valutazioni sulle ele-zioni, in particolare con quanto sostenuto da Santini sullo spostamento a destra del contesto cultura-le italiano, evidenziato da queste elezioni, spostamento che prescinde dalla sconfitta dell?Arcobaleno. Veltroni aveva messo in conto di perdere, perché il suo obiettivo era la semplifica-zione del quadro politico italiano. Concorda sulla ?mummificazione? dell?antifascismo, dal momento che una democrazia autoritaria mantiene comunque in sé la matrice sociale del fascismo. Il discorso del potere sollevato da interventi precedenti richiede che si indaghi sul ruolo dello Stato, considerato come sintesi delle organizzazioni della borghesia; ritiene inoltre importante riflettere sulla funzione del Vaticano, in quanto il blocco elettorale che ha raccolto il 70% delle adesioni si configura come clerico-fascista. È importante colmare il baratro che si è aperto a sinistra, tenuto conto anche del fatto che il berlu-sconismo ha fatto piú danni sul piano culturale che su quello economico. Esprime forti perplessità sia sull?approccio alle questioni da parte di Grillo ? in quanto non propone sbocchi alla protesta ?, sia sulle prospettive dell?Arcobaleno, alla cui assemblea nazionale ha presenziato ? in quanto ha constatato l?emergere in quella sede di un grande disorientamento.
Alle ore 15. 00 la seduta è sospesa per una breve pausa pranzo. I lavori riprendono alle 16. 00 per affrontare i rimanenti punti all?o. d. g.
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(continua %)Interviene P. Santini, sostenendo che è necessario redigere uno statuto provvisorio, per dare una veste organizzativa al nostro coordinamento. Serve inoltre un documento programmatico sui punti generali emersi dalla discussione della mattinata , in cui si ritrovino associazioni di cittadini e territoriali che ne faranno parte. Propone una struttura federativa a livello regionale e confederativa a livello nazionale. Dà poi lettura dell?ipotesi di statuto, per la quale rimandiamo all?email diffusa in precedenza.
Interviene R. Costi sui rappresentanti e sulla presidenza: ritiene sufficiente un rappresentante per provincia e propone un collegio di presidenza.
Successivamente Cosentino -- pur dichiarandosi d?accordo -- invita a concentrarsi sui principi: bisogna evitare di fare la fine dei partiti che sono appannaggio degli organi dirigenti e dunque va potenziata al massimo la dimensione orizzontale. Riconosce inoltre come punto importante la facoltà di ogni organizzazione locale di rapportarsi direttamente alle altre organizzazioni locali.
Sorrentino si dichiara disposto ad accettare solo e-mail in chiaro.
Santini precisa che il documento è una base di discussione su cui si devono pronunciare tutte le realtà interessate. Si discute su una possibile data per dare veste definitiva al documento e, dopo approfondita discussione, si decide di aggiornarsi per questa decisione alla fine di maggio:viene individuata come praticabile la scadenza del 24/05/08.
? Monforte propone di costituire un comitato promotore del coordinamento, che si riunisca per di-scutere la bozza programmatica, nella data sopra indicata.
Si passa a discutere del convegno sulla democrazia proposto dai senesi. Monforte dichiara che la questione va affrontata e che il convegno va fatto entro giugno. Vengono proposti i nomi di alcuni relatori da invitare; tra questi A. de Benoist, E. Screpanti, M. Bontempelli, S. D?Albergo, S. Latouche, Orati.
Si passa dunque a discutere il progetto di TG. Interviene R. Costi che illustra il progetto sia sugli aspetti tecnici che economico.organizzativi, in un intervento articolato ed esaustivo. Si dichiara favorevole al progetto, di cui sostiene la necessità e a cui conferma l?adesione di Bologna.
Interviene poi Sorrentino che esprime la sua opposizione al progetto.
Cosentino si dice informato su questo progetto e propone che l?adesione sia di tipo individuale.
Segue un intervento di Santini che propone una riflessione che consideri la seguente questione: quale rapporto intercorre tra progetto politico e progetto televisivo? Riconosce che l?accesso al mondo radiotelevisivo è fondamentale per motivi non solo giornalistici ma anche politico-culturali: il nostro progetto politico infatti non può non investire il problema della democrazia dell?informazione.
Branzi ritiene importante il progetto perché ci darebbe una visibilità che non possiamo aspettarci da altri e si dichiara favorevole, pur ritenendo utile un approfondimento in merito.
Barlozzetti aderisce a sua volta a questa posizione sottolineandone gli aspetti positivi anche ai fini di una campagna di controinformazione.
Conclude Monforte che prende atto della situazione che impedisce al comitato promotore di prendere una decisione in merito sul TG; i singoli gruppi o singole persone comunque hanno il pieno diritto di aderire o meno, data la dialettica delle posizioni emersa nel dibattito.
I verbalizzanti: Ugo Barlozzetti e Cesarina Branzi
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Empoli, FIPost #: 4,151
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mmm... scusatemi.. continuo a *rompere*.. : riporto le ultime email.. che purtroppo sono diventate uno scambio a due.. R.Costi / M. Bolognini. Come potete vedere : R.Costi non solo non ha inquadrato il senso della mia mail.. ma IDEOLOGICAMENTE, si è infilata in un ragionamento a senso unico.. autoreferenziale..  E le mie perplessità si sono ingigantite.. -----Messaggio originale----- Da: Raffaella Costi Inviato: sab 03/05/2008 11.25 A: Oggetto: replica a Bolognini
R: da Empoli Caro Michelangiolo,
le affermazioni cui ho replicato erano comunque e necessariamente semplificazioni, nè, come ben comprendi, è possibile essere sufficienti, nell'affermazione e nella risposta, se ci si dà, come auto-regolamentazione, uno spazio intorno alle 3000 battute. O altrimenti si rischia di scrivere l'introduzione ad un trattato. Circa le stragi di Stato, che certa classe dirigente Dc ed MSI, i servizi, gli Usa, le mafie e i deliri di onnipotenza dello strapotere economico le abbiano gestite, non ho alcun dubbio. Resta il fatto che, chiunque li pagasse, su Freda e Ventura pesano i macigni delle accuse di aver fatto fisicamente saltare la bomba nella Banca dell'Agricoltura di piazza Fontana e che Pino Rauti è stato rinviato a giudizio per concorso in strage in piazza della Loggia a Brescia. Ho parlato di lui, in quanto suocero di Alemanno, cofondatore del Movimento Sociale e cofondatore di Ordine Nuovo, con una fedina penale lunga un chilometro e non volevo certo aprire il discorso anche su Delfo Zorzi. Non sarebbero bastate quaranta pagine, a dire tutto quello che ci sarebbe da dire e poichè, come sai, i Tribunali italiani ne hanno scritte molte di più, senza che la verità si sapesse, ci si ferma obbligatoriamente al fatto che Pino Rauti è un fascista. Che Alemanno non sia confondibile con il suocero è indubitabile, ma che anch'egli sia un fascista, è altrettanto vero e, torno a dire, noi di Bologna, con i fascisti, non facciamo alleanze. Ci bruciano ancora i morti del 2 agosto in Stazione: io ero a Bologna e ho visto. Non c'era semplicismo teorico, nè pregiudiziali astratte sul terreno e sui muri: c'erano le persone colpite e quello che di loro rimaneva. E, qualunque cosa se ne dica, il fascismo è una mentalità, è bisogno di predominare ed è delirio di onnipotenza, che trova anche organizzativamente la sua struttura, in forma partitica ed è molto difficile che chi ne sia portatore, riesca a liberarsene. Se qualcuno crede però di poterlo fare, se ritiene di poter vivere meglio smettendo di farsi affascinare da gruppi neonazisti, se ha capito che le femmine non sono quarti di carne per il suo letto, se intende avere rapporti paritetici con gli altri esseri umani, lo faccia con chiarezza e noi per primi gli si andrà incontro.
Da: bolognini Inviato: sabato 3 maggio 2008 15.13 A: Oggetto: R:
Cara Raffaella forse non ci siamo capiti, non metto mica in dubbio il fatto che il Rauti suocero sia fascista dichiarato, fascista nero, mi sembra ovvio e nemmeno poi tanto sconvolgente, ma ti faccio notare che fascisti non mancano, oggi nemmeno nella tua Bologna, fascisti nell'agire e nell'operare quotidiano, fascisti rossi o rosa non importa, mi riferisco al tuo sindaco ?cinese?, cosi come nella mia Toscana potrei fare l'esempio di tanti sindaci ?democratici? (e magari sedicenti ?antifascisti?). E' l'operare che caratterizza il ?fascista?, ed è un operare abbastanza comune e diffuso. Quanto poi alle stragi di stato, che sono state il cemento della tarda prima repubblica ( ed il fondamento implicito della seconda ) non metterei nello stesso piano Piazza Fontana, Piazza della Loggia e l'Italicus, con quella della stazione di Bologna, quest' ultima, per quanto ne so, è molto più internazionale, ?vicino orientale?,e forsanche ?amica?, continuo comunque a ritenere più importanti, o quantomeno più pericolosi, i ?cervelli? rispetto le ?braccia?. Comunque, anche in risposta a Marco, niente di personale: l'uscire da un' astratta politica, per operare su temi concreti , (ribadisco, a costo di essere noioso, il tema fondamentale delle nocività che ritengo in campo biopolitico essere assai più importante delle tematiche ?sessiste? o ?morali?), senza paletti identitari, mi sembrerebbe, qui ed adesso, quasi una pregiudiziale, per cercare di non essere residuali e/o marginali , questo è almeno ciò che penso salute michelangiolo
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Post #: 82
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RISPETTO ALLE IDEOLOGIE E I FASCISTI.
Io sono giovane, 25 anni, la storia mi è sempre piaciuta poco e sto iniziando ad apprezzarla solo adesso ma mi pare che il punto cruciale della situazione Italiana non sia il fascismo come posizione da combattere ne l'ideologia come cosa da cavalcare ma più che altro la mancanza di verità.
I partiti prendono consensi potendo scegliere i problemi ai quali dare la soluzione. Che siano reali o no non importa più.
Cioè alla fine non vedo il problema della "proposta" di Fabrizio. Noi dobbiamo diventare la voce dei cittadini e dobbiamo dare le risposte vere alla popolazione. Proposte che portino a stare meglio. Se una volta la soluzione sta "storicamente" a sinistra bene, se sta a "destra" va bene lo stesso... cioè non tappiamoci gli occhi cercando di far diventare il mondo il nostro mondo ideale... cerchaimo di renderlo migliore e di lasciare in eredità una COSCIENZA che porti avanti il lavoro.
Ma poi, ad esempio, chi l'ha detto che i PACS sono di sinistra? in altre nazioni i pacs son stati fatti dalla destra. in Svezia (se nn mi sbaglio) una chiesa protestante (non mi ricordo quale) ha portato in tribunale lo stato perchè vuole celebrare i matrimoni fra omosessuali in chiesa!! Il mondo è andato avanti e noi siamo rimasti indietro... cioè non tutto ma se fai una scansione puoi benissimo vedere che non è andato avanti quello che faceva comodo!
Può essere una banalità ma mentre negli altri paesi escono film e serie televisive con un peso artistico, ma anche sociale e politico importante da noi siamo fermi ai soliti film che parlano della solita FAMIGLIA del solito CALCIO della solita VACANZA che la gente non può permettersi!!! Cavolo vorrà dire qualcosa questo???
Vuoi dare la colpa ai fascisti, boh fai pure io voglio trovare una soluzione vera!
P.s. scusate se non sono chiaro ma ho ancora dei problemi a far capire il mio pensiero riguardo a queste cose...
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