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Amici di Grillo, Travaglio e De Magistris - Meetup EMPOLI Message Board › NON BUTTIAMO VIA UN'OCCASIONE IRRIPETIBILE!
| Fabrizio Frosini | |
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| Fabrizio Frosini | |
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http://www.lastampa.i... Prodi non molla se stesso, e lo fa con la sua storica caparbietà, la sua tenacia, con una tale determinazione che ogni volta sorprende anche chi lo conosce bene. Il discorso di ieri mattina alla Camera, la decisione di sottoporsi a un doppio voto di fiducia, l?intenzione giusta di aprire la crisi in Parlamento se crisi deve essere ci dicono per l?ennesima volta che il premier non è un uomo che si scoraggia facilmente. Nonostante tutto, malgrado tutti, contro tutti. Anche quelli che sarebbero i suoi più stretti alleati, D?Alema, Veltroni, Rutelli, Bertinotti. Sfidandoli implicitamente (e direttamente negli incontri riservati), Prodi ha voluto segnare di sé pure questa ennesima crisi del suo governo, indubbiamente la più grave e forse quella definitiva. Nessuno di loro è riuscito a convincerlo a non tentare la prova di forza, a evitare quantomeno il secondo voto di fiducia una volta preso atto con il voto della Camera che il partito di Mastella non fa più parte della maggioranza. Niente da fare, l?uomo non ha sentito ragioni: e infatti, subito dopo aver parlato a Montecitorio, si è precipitato in Senato dove ha cominciato una serie di incontri con senatori di ogni ordine e grado. Il suo obiettivo è semplice, chiaro, elementare: riuscire a ottenere la fiducia anche senza l?Udeur. Con chiunque sia disposto a votarla o quantomeno a non votare contro. Si chiami Rossi, Bianchi o Pistorio (autonomista siciliano, alleato del governatore siciliano Cuffaro), venga da destra o dal centro o dall?estrema sinistra, l?importante è che sostenga il suo governo. Chissà, forse ci riuscirà pure, lo vedremo giovedì sera. Forse, chissà, per un voto Prodi riuscirà a non cadere neanche stavolta e potrà così continuare a governare il Paese, o meglio a restare a Palazzo Chigi. Ma la questione politica ancor prima che etica, visto che ormai alla compravendita dei parlamentari ci siamo purtroppo abituati, è molto semplice: che senso ha restare aggrappati ad ogni costo al potere, un potere che peraltro sarà sempre più difficile gestire, quando la maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni di due anni fa non esiste più? E qui non si tratta di scollamenti, sfarinamenti, incidenti di percorso, scontri tra una linea o l?altra come è accaduto fino all?altro ieri. Qui siamo di fronte alla morte di una coalizione, che già stava insieme per miracolo e che oggi neanche più questo. Sarà anche colpa di Mastella, che ha messo i suoi interessi personali (e il suo futuro politico con Berlusconi) davanti a quelli del Paese. Ma lui è soltanto l?ultima goccia, il vaso era già stracolmo. E non solo nel Palazzo ma proprio nell?opinione pubblica, tra gli italiani: basta guardare i sondaggi, leggere i giornali, vedere la televisione, camminare per strada, chiacchierare nei bar, per rendersi conto che questo governo, nonostante il risanamento dei conti e le altre (poche) cose giuste che ha prodotto, perde punti, consenso, simpatie. Insomma, parafrasando Craxi, la nave non va. E allora sarebbe stato meglio per Prodi, anzi sarebbe meglio, è ancora in tempo per farlo, prendere atto che la sua avventura personale e quella di tutta l?Unione sono agli sgoccioli. Rinunciando a una resistenza che può durare qualche giorno, qualche settimana o forse qualche mese. Ma almeno preparandosi a uscire dalla partita a testa alta, se così deve essere la conclusione della storia, invece di far finta che nulla sia successo (questo il tono del suo discorso di ieri) e mettere in scena un accanimento terapeutico che non fa bene a nessuno: a lui, a tutta la sua (ex) maggioranza e agli elettori che hanno votato per il centrosinistra. I quali sono costretti ancora una volta ad assistere a uno spettacolo che non si meritano, mentre invece avrebbero tutto il diritto di poter decidere se vale ancora la pena investire sulla sinistra, radicale o riformista che sia. Magari puntando su progetti e uomini nuovi rispetto a Prodi a cominciare dal leader del Partito democratico che avrebbe tutte le carte in regola per giocarsi la partita in prima persona. Sia se si trattasse di un governo istituzionale che faccia le riforme, sia se invece la prospettiva fosse solo quella delle elezioni anticipate. Veltroni sa che entrambe le scommesse sono difficili, quasi disperate. Ma sa anche, come disse dieci anni fa, che «è meglio perdere che perdersi». |
| Fabrizio Frosini | |
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| Fabrizio Frosini | |
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da La Stampa , 27/1/2008 di ELENA LOEWENTHAL La memoria non è di per sé terapeutica. Come diceva Primo Levi, il fatto che sia accaduto non azzera, anzi moltiplica le probabilità che accada di nuovo. La percezione della storia attraverso la memoria è invece istruttiva: guardare al passato per capire che cosa e come siamo. E quest?anno il presidente Napolitano ci ha ricordato che l?Italia di oggi viene anche, ebbene sì, dall?infamia delle leggi razziali. Gli italiani amano sparlare del proprio paese e delle sue disfunzioni. Guai però a toccare il cosiddetto «carattere nazionale», dentro il quale vige tenace l?immagine degli italiani «brava gente». Ma a dispetto di questo inossidabile stereotipo, settant?anni fa esatti questo paese è stato capace di sfoderare una legislazione razziale che non fu seconda a nessuno. Nemmeno alla Germania nazista. «Leggi che suscitarono orrore negli Italiani rimasti consapevoli della tradizione umanista e universalista della nostra civiltà» e anticiparono lo sterminio, ha ricordato il presidente Napolitano. Il censimento degli ebrei italiani che nell?agosto del 1938 fu la premessa per una applicazione «a tappeto» delle leggi razziali emanate quell?autunno, costituì dopo l?8 settembre 1943 un comodo strumento per i tedeschi a caccia di stücke («pezzi» come loro chiamavano i deportati) per i vagoni merci, i forni crematori. Le leggi razziali, firmate da «Vittorio Emanuele III per grazia di Dio e per volontà della nazione re d?Italia ? imperatore d?Etiopia», stabiliscono restrizioni che vanno dal divieto di contrarre matrimonio misto a quello di firmare manuali scolastici, proibiscono agli ebrei italiani di avere dipendenti, di essere dipendenti di enti statali, banche, assicurazioni, di prestare servizio militare, possedere terreni e aziende. Pretendono, con brutale ottusità, di definire l?appartenenza ebraica in termini di sangue (art. 8, comma a: è di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se appartenga a religione diversa da quella ebraica). Queste leggi, tanto spietate quanto assurde, non furono un meteorite precipitato sul ridente pianeta Italia da una remota regione siderale, bensì il prodotto di forze congiunte: il regime fascista, la consenziente monarchia (..) e il popolo italiano. Stretto nelle maglie di questa orribile storia, che tuttavia è proprio la sua. http://www.lastampa.i... Edited by Fabrizio Frosini on Jan 27, 2008 11:09 AM |
| Fabrizio Frosini | |
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LA GIORNATA DELLA MEMORIA.. PER NON DIMENTICARE LA SHOAH "Those who do not remember the past Are condamned to repeat it" (G.Santayana) ![]() Chiedo perdono per far seguire all'alto richiamo di Elena Loewenthal a non scordare il percorso che ha portato alla Sho'ah, l'invito a non scordare anche altre cose: le cose intorno a noi : il degrado di quella parte della così detta "Società Civile" che di civile ha ormai poco. Non è per accostare alla Sho'ah, allo sterminio di oltre 15 milioni di esseri umani da parte dei nazisti, la vergogna della politica corrotta che ha degradato il nostro Paese e l'ha portato al limite del baratro. Sarei troppo stupido se solo lo pensassi.. Ma quella corruzione che addebitiamo alla "Casta" è potuta diventare prassi costante e quotidiana solo perché una parte della società civile è collusa con quella ed è corrotta.. è "casta" anch'essa. E un'altra parte -una non piccola parte- si rintana nell'indifferenza. O usa il meccanismo psicologico della "rimozione", per non vedere il marcio intorno a sé.. Ecco perché non dobbiamo dimenticare. Ecco perché dobbiamo aprire gli occhi. Ecco perché quando la Libertà viene meno (a cominciare dalle cose più "normali" e quotidiane, quelle che sembrano le tante "piccole cose" di ogni giorno..) e la corruzione degrada la Società, la democrazia formale diventa oligarchia, la giustizia diventa scambio di favori, il merito, l'indipendenza, l'onestà diventano un peccato da far pagare con l'isolamento (ovvero: la "morte sociale"). E a forza di rotolare, la morte sociale può diventare "morte reale" e l'abominio la normalità.. E tutto diventa allora possibile. Anche la ripetizione di massacri e genocidi. Non dimentichiamo, allora. E che il Giorno della Memoria serva a scrutare dentro noi stessi. A chiederci se ciò che facciamo è giusto.. O se è soltanto "giustificato" da un interesse che con la Giustizia e il Bene collettivo nulla ha a che fare.. Anche perché, prima o poi, come scrive De Magistris nella sua lettera di dimissioni dall'ANM : "I nodi vengono al pettine". Saluti Fabrizio Frosini http://storiadiordina... -- |
| rico | |
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è una bella riflessione fabrizio
grazie |
| Fabrizio Frosini | |
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... quella corruzione che addebitiamo alla "Casta" è potuta diventare prassi costante e quotidiana solo perché una parte della società civile è collusa con quella ed è corrotta.. è "casta" anch'essa. E un'altra parte -una non piccola parte- si rintana nell'indifferenza. O usa il meccanismo psicologico della "rimozione", per non vedere il marcio intorno a sé.. Famiglia Ceppalonica Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più. Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L'Udeur, in quanto partito votato dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, sia con un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia con un'altro nei pressi di Largo Arenula. Dice ad esempio il primo: "Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!". A che serve allora -direte voi- un giornale come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000euro. E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? Insisterete ancora voi. Che farà? Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40.000 euro all'anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete! Che c'entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti. Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine. Tra l'altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull'aereo di Stato? L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell'Udeur. Siamo nell'aprile del 2006. Da allora -assicura l'editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile. Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui! Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141.000 euro per rappresentanza e 22.000 euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta. Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000 euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquità. La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a quanto è stata affittata all'editore, Clemente Mastella. Chi l'ha comprata, vi chiederete? Due giovani immobiliaristi d'assalto: Pellegrino ed Elio Mastella. Mauro Montanari-Corriere d'Italia/News ITALIA PRESS |
| Fabrizio Frosini | |
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... quella corruzione che addebitiamo alla "Casta" è potuta diventare prassi costante e quotidiana solo perché una parte della società civile è collusa con quella ed è corrotta.. è "casta" anch'essa. E un'altra parte -una non piccola parte- si rintana nell'indifferenza. O usa il meccanismo psicologico della "rimozione", per non vedere il marcio intorno a sé..
Dal Blog di Grillo : IDA e KRISTAL E? difficile descrivere le emozioni che ho provato in questi ultimi mesi, ho conosciuto molte persone ed ho trovato quella solidarietà e quell?affetto che non mi sarei mai aspettata. Perciò voglio ringraziare Beppe Grillo e il suo staff per l?attenzione che mi hanno prestato, per il conforto e la forza che mi hanno trasmesso. Devo ringraziare con tutto il cuore, a nome mio e di mia figlia, una per una tutte quelle persone che con il loro tangibile contributo hanno certamente alleviato parte delle nostre sofferenze. Grazie a tutti voi. E? sintomatico che nel nostro Paese sia più forte e più vicina alla gente la voce di un artista con il suo blog anziché le istituzioni. E per fortuna ci sono persone come lui, un gran signore, schietto, che divulga a suo rischio e pericolo quello che le lobby di potere non vogliono farci sapere. Se da un lato questo vento di novità mi ha dato un importante sostegno economico, che ho provveduto ad investire per il futuro di mia figlia, dall?altro mi ha dato la dolorosa conferma che le istituzioni latitano. Non ho ricevuto alcun aiuto dal Comune del mio paese, non ho percepito alcuna sensibilizzazione da parte delle istituzioni verso il mio problema. Il mio sindaco ha anzi pensato bene di difendersi dalle mie esternazioni con una lettera pubblicata su un giornale locale, nel quale metteva in risalto gli aiuti che mi erano stati dati a suo tempo (una casa popolare di 35 mq) e la trasparenza della sua gestione in casi simili al mio. Sarà, ma intanto io non ho avuto la minima proposta di lavoro da parte del comune o da qualsiasi altro ente governativo. Da qualche tempo (sempre grazie a Beppe Grillo che ha fatto da intermediario), lavoro per una società di comunicazione VOIP da casa rispondendo a un numero verde con mansioni di centralinista di call center. Mi sento fortunata nella sfortuna ad avere avuto dalla gente - la gente di questo Paese - quello che i politici non sanno o non vogliono dare. Mi verrebbe da pensare che siamo un bel popolo, fatto di brave persone che non meritano certi governanti. |
| Fabrizio Frosini | |
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ho postato questo commento sul blog di Di Pietro:
Caro Di Pietro, sta girando sul web, ed in particolare viene postato su meetup degli Amici di Beppe Grillo, un articolo di S.Castiglion (datato 20 marzo 2007) di cui al link : http://www.genovaweb.... Immagino che già lo conosca e probabilmente ha già risposto adeguatamente. Poiché credo che sia una manovra per screditare Lei e l'IdV, faccia conoscere la sua risposta, in modo da postare il tutto nei meetup e mettere fine alla diffusione del medesimo, Saluti Fabrizio Frosini, Empoli http://www.antoniodip... |