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Amici di Grillo, Travaglio e De Magistris - Meetup EMPOLI Message Board › NON BUTTIAMO VIA UN'OCCASIONE IRRIPETIBILE!

NON BUTTIAMO VIA UN'OCCASIONE IRRIPETIBILE! Andiamo avanti, senza lasciarci intimidire né condizionare..

Fabrizio Frosini
Posted Dec 14, 2007 10:02 PM
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Beppe Grillo ha consegnato stamani le firme certificate raccolte l ' 8 Settembre, al V-Day , al Presidente del Senatosmile

Riporto un commento ripreso da una email:

Questa mattina Beppe Grillo ha consegnato.. le nostre firme a Marini ..

I cittadini devono sapere che cosa grandiosa hanno fatto

http://tv.repubblica....

GRAZIE A TUTTI E AVANTI COSI' (Luca Zacchero, Novara)

Fabrizio Frosini
Posted Dec 15, 2007 6:15 PM
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Notizia di oggi : Veltroni più vicino a Grillo che a Napolitano..
nel senso che, secondo Veltroni, il NYT ha ragione.. quindi.. Napolitano no.. smile
http://www.corriere.i...

Due commenti sul blog di Grillo (il primo è mio) :
http://www.beppegrill...

Caro Beppe, mi sa che l'effetto "Senato" sia servito anche a schiarire un po' le idee a Veltroni. Oggi ha infatti affermato che il NYT ha ragione nella sua descrizione dell'Italia. Pare comunque che Napolitano continui a ritenere l'ottimismo della volontà ben superiore al pessimismo della ragione.. Volontà, la sua, che evidentemente non difetta neppure rispetto ad un Gramsci, che pure seppe testimoniare la propria ideologia in una maniera ben più alta e umana di quanto Napolitano abbia saputo fare, nella sua ben lunga carriera politica.. (Fabrizio Frosini, Empoli)
fabrizio frosini 15.12.07 17:59

Ho letto anch'io la prima pagina del New York Times del 13 Dicembre 2007. Non mi sono vergognato, non mi sono indignato come il senescente Napolitano, ma sono stato contento. Ancora una prova della pessima immagine che il nostro paese da si sè al resto del mondo. Anzichè indignarsi bisognerebbe rimboccarsi le maniche. Io voglio provarci... anche solo partecipando a questa meravigliosa ed intelligente iniziativa. Cambiamo questo paese, prima che sia troppo tardi. www.jaypblog.wordpress.it
Pierluigi F. 15.12.07 17:59

Fabrizio Frosini
Posted Dec 16, 2007 4:20 PM
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Ho commentato così il post di Beppe sul blog di oggi : http://www.beppegrill...

L'Italia è così perché si vuole che sia così.. Il potere diffuso (anche nella forma ambita del "poterucolo" dei tanti, rispetto al potere vero dei pochi) è un afrodisiaco per coloro che lo esercitano.. E perché loro possano esercitarlo, l'Italia deve essere così.. È nell'interesse primario dei partiti, di chi governa l'amministrazione pubblica (a tutti i livelli), di chi governa le organizzazioni di tutte le tipologie e grandezze.. anche, ammettiamolo, nell?interesse degli stessi sindacati, che dovrebbero (e a parole lo fanno) opporsi a tutto questo.. Denunciare questo stato di cose è certo un dovere. Fare manifestazioni e firmare appelli, pure. Ma fino a quando qualcuno, con diverse caratteristiche etico-politiche rispetto a quelle dei sacerdoti del culto del potere, non entrerà nelle loro "sacre" stanze per fare pulizia e portare aria e mentalità nuove, non muterà niente.. La tua idea delle LISTE CIVICHE, caro Beppe, è geniale. Ed è quello che i sacerdoti (grandi o piccoli che siano) temono. Chi non lo ha capito, o chi finge di non averlo capito perché la paura di un proprio (individuale o collettivo che sia) possibile fallimento lo blocca, non fa il bene di questo Paese. Il rischio di adeguarsi alla mentalità partitica, nel portare avanti le Liste Civiche, c?è, lo sappiamo. Ma il rischio maggiore è quello di non farle. Fabrizio Frosini, Empoli.

Fabrizio Frosini
Posted Dec 16, 2007 6:10 PM
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Antonio Di Pietro sul caso del generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale; Corriere della Sera di oggi :

ADP: Il governo deve prendere atto che ha fatto un errore, ma prendersela con il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, sarebbe fuori luogo. Non può diventare lui il capro espiatorio di una decisione che fu presa da tutto il consiglio dei ministri, con un solo voto contrario: il mio.

CdS: Quella di destituire il comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale?
ADP: Esatto. Fu una decisione inopportuna e illegittima. Speciale aveva difeso l'indipendenza del Gdf dalle pressione politiche di chie voleva togliere dalla procura di Milano l'ufficiale scomodo.

CdS: Il vice ministro Vincenzo Visco?
ADP: Come Idv chiedemmo e ottenemmo che a Visco fosse tolta la delega della Guardia di Finanza. La cosa sarebbe dovuta finire lì, invece, il consiglio dei ministri volle rimuovere anche Speciale, facendo appunto un errore. Ma dire oggi che io lo avevo detto è inutile.

CdS: L'opposizione reclama le dimissioni di Padoa Schioppa.
ADP: Non sono d'accordo ed ho già detto perché.

CdS: Nel mirino della polemica politica c'è anche Visco.
ADP: Per noi la questione si è chiusa con il ritiro della delega e il ritorno della stessa in capo al ministro Padoa Schioppa. Non c'è quindi bisogno delle dimissioni di Visco che tra l'altro sta facendo un ottimo lavoro contro l'evasione fiscale ed è bene che continui a farlo.

CdS: quindi la pronuncia del Tar che ha annullato la rimozione dei Speciale, non avrà conseguenze pratiche?
ADP: La sentenza riafferma l'autonomia della Guardia di Finanza dalla politica, che era stata difesa da Speciale. Quanto al governo, questo rimane un errore che finirà nel bilancio di cose positive e negative che abbiamo fatto sul quale il corpo elettorale ci giudicherà.

Fabrizio Frosini
Posted Dec 17, 2007 10:31 AM
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dal Corriere della Sera , 17 dicembre 2007 , di Gian Antonio Stella :

La sanità dei primari con la tessera
L'accusa: «Il fenomeno è terrificante in Campania, Calabria, Sicilia... Ma riguarda tutto il Paese»
Denuncia in Liguria. Il sindacalista Lusenti: bisogna cambiare il sistema delle nomine


Per un trapianto di reni vi affidereste a un primario casiniano o diessino, forzista o mastelliano? Se la domanda vi sembra idiota, toccate ferro: i primari vengono scelti così, per la tessera, sempre più spesso. Il bubbone è scoppiato a Genova, grazie allo sfogo di un notissimo chirurgo. Ma lo scandalo si sta rapidamente allargando e forse richiamerà finalmente l'attenzione pubblica su un tema troppo a lungo occultato: le mani della politica nelle nomine perfino delle persone cui è affidata la nostra vita.

Ma partiamo dalla cronaca. Nell'aula magna dell'ospedale universitario San Martino di Genova, uno dei più antichi e dei più grandi d'Europa, Edoardo Berti Riboli tiene la relazione di chiusura della sua presidenza della Società ligure di chirurgia. Occasione solenne. Atmosfera formale. Finché il relatore butta lì: «Marco Bertolotto è diventato primario mentre era presidente della Provincia di Savona. Non ha nemmeno pensato di dimettersi o di andare in aspettativa. È diventato primario perché era politico o politico perché era medico?». È l'inizio d'un atto di accusa violentissimo. Contro i colleghi: «Ci sono chirurghi che non hanno mai davvero esercitato e sono stati promossi grazie alla lunga e fedele militanza politica ». Contro le «scorribande» delle lobby: «San Martino è terra di conquista per un intreccio tra politica e massoneria. C'è un chirurgo assunto grazie a by-pass massonici».

Contro i partiti: «Nel nostro ambiente si procede soltanto grazie al partito. Fra destra o sinistra non faccio differenze. Hanno la stessa voracità, solo che la sinistra è molto più strutturata ». Contro il governatore Claudio Burlando: «Si comporta come un dittatorello sudamericano... Se noi dobbiamo ringraziare chi ha curato i nostri genitori gli regaliamo dei fiori. Lui per dimostrare la sua gratitudine alla dottoressa che ha curato suo padre ha creato un reparto di ospedale».

E via così. Parole pesanti. Subito raccolte dal Secolo XIX. E da Burlando respinte con amarezza: «È un attacco di cattivo gusto che rientra in uno scontro tra quelli che una volta si chiamavano "baroni". Non sapevo nemmeno che avessero creato un reparto nuovo. È vero che mio padre è stato curato in quel reparto, ma questo mi ha fatto soltanto capire quanto sia importante. Ho visto che per fare certi esami era necessario perfino andare a Torino... ». Neanche il tempo che l'accorata difesa del governatore e di alcuni primari tirati in ballo a partire da Marco Bertolotto («Sono stato nominato con regolare concorso. Si dice sempre che gli amministratori non devono essere politici di professione e poi se uno fa il presidente della Provincia e il medico lo si accusa di essere raccomandato») fossero pubblicate, e il giornale rilanciava le rimostranze del direttore della clinica oculistica Giovanni Calabria: «Noi in un anno forniamo 20mila prestazioni, Foniatria 200. Invece di dargli due stanze in più gli hanno dato 800 metri quadri. Per un medico e l'assistente». E perché? «Eccesso di zelo. Quando siamo andati dal direttore sanitario Gaetano Cosenza a fargli presenti le nostre difficoltà ha risposto che la realizzazione del nuovo reparto era un desiderio espresso da Burlando, che aveva identificato la mancanza di questo servizio e gli aveva detto di crearlo». Replica Burlando: «Dover andare a Torino per quel genere di cure non lo ritenevo tollerabile, per una città come Genova». Troppo spazio? «È una cosa che nemmeno io so spiegarmi. Io ho solo evidenziato una criticità che pesava sui cittadini... ».

Chi abbia ragione e chi torto si vedrà. Così come si vedrà se i medici tirati in ballo riusciranno a spiegare le loro ragioni e se la polemica politica, sollevata dentro la stessa sinistra dal consigliere Franco Bonello prima ancora che dal capogruppo di An Gianni Plinio, finirà per diventare incandescente o se prevarrà il silenzio in base all'antico monito evangelico: «Chi è senza peccato... ». Certo è che lo scandalo genovese getta sale su una ferita che è forse poco nota alla pubblica opinione ma da tempo sanguina nel corpo stesso dei medici italiani: il problema della scelta dei direttori generali e più ancora dei primari. Se la tesi che le politiche sanitarie devono essere decise dalla politica e che spetta dunque alla politica nominare i vertici delle Asl, tesi sostenuta sia a destra sia a sinistra, è più complicato convincere i cittadini sulla legittimità che anche un primario di ostetricia possa essere scelto sulla base dello schieramento politico. O peggio ancora partitico.

Eppure così avviene. E non solo in Liguria. Lo sostengono, ad esempio, tutti i medici via via coinvolti sul sito polis-savona.it nella discussione aperta dal dottor Giorgio Menardo. Il quale spiega che, cancellati i vecchi concorsi dove la commissione era composta da «un professore universitario, estratto a sorte dagli elenchi nazionali, tre primari ospedalieri della materia anche loro sorteggiati, ed un medico dirigente del ministero della Salute con un rappresentante dell'amministrazione locale che bandiva il concorso (...), vi sono oggi due primari ospedalieri quasi sempre della stessa regione ove ha sede l'ospedale che bandisce il posto ». Gente direttamente coinvolta. Peggio, l'esame vero e proprio non c'è più: «È solo una formalità che nella stragrande maggioranza dei casi si conclude con la dichiarazione che tutti i concorrenti sono idonei a ricoprire quel posto lasciando al Direttore Generale carta bianca nel scegliere chi vuole». Risultato: la politica pesa tanto che, dato che si sa già chi vince, crolla ovunque il numero dei partecipanti ai concorsi. Direte: possibile? Sul serio i primari sono spesso scelti solo per le simpatie politiche? «Non spesso, sempre», risponde secco Stefano Biasioli, segretario nazionale della Cimo, la Confederazione Italiana Medici Ospedalieri, considerata a torto o a ragione vicina ai moderati. «È un'intrusione massiccia. Pesantissima. Non solo nella scelta dei primari ma anche dei medici, degli infermieri... Nelle regioni di destra e di sinistra. Certo, il fenomeno in Campania, in Calabria o in Sicilia è terrificante. Ma riguarda, purtroppo, tutto il Paese. Tutto ». Carlo Lusenti, il segretario dell'Anaao, conferma: «Se non sempre, la politica ci mette il naso nove volte su dieci. Per carità, non c'è solo la politica. Ci sono le lobby universitarie, le cordate, i sindacati... Ma è certo che, se non si cambia il sistema delle nomine...».

Fabrizio Frosini
Posted Dec 20, 2007 1:40 PM
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Sul Meetup CATANZARO, ho letto un post molto bello, scritto da NICOLA.. lo riporto qui :
Mi riconnetto dopo alcune settimane di forzata assenza e trovo il MU più attivo che mai, con nuovi membri e diverse discussioni aperte.
In questi giorni ho avuto anche modo di incontrarmi con alcuni di voi (non ero in ritiro spirituale in Antartide, come qualcuno aveva pensato) e si è parlato, fra il serio e il faceto (più faceto che serio), di come il MU sia cresciuto numericamente cercando di capire, soprattutto, in che direzione stia andando...
Ho notato con curiosità come ciascuno di voi mi abbia espresso la stessa valutazione che più o meno suona così : il MU è in una fase intermedia dalla quale può regredire per tornare nell'anonimato o spiccare il volo per diventare grande.
Mi spiego.
Siamo in un particolare momento in cui molti si sono avvicinati a questa piazza virtuale da cui, finalmente, prendono parte attiva alle discussioni, aprono post, esprimono delle proposte.
Non solo, in molti altri mi dicono di seguire con regolarità le discussioni ma, avendo poca dimestichezza col sito, preferiscono non loggarsi (alcuni non sanno nemmeno che vuol dire).
Mi sono detto che tutto questo sembra esprimere una evidente voglia di socialità.
Qualcuno ha sempre detto che il MU è un contenitore di idee ... ma cos'è un contenitore di idee in concreto ? Non si tratta forse di un confronto sia pure virtuale ? Non si tratta di un modo di esplicare la socialità sia pure attraverso una modalità non tradizionale, non fisica bensì del tutto immateriale ?
Qualcuno tempo fa aveva parlato della necessità di crescere ed evolverci dalla realtà virtuale a quella materiale. Io credo che sia arrivato il momento di capire cosa vogliamo fare "da grandi".
Per questo motivo mi chiedo e vi chiedo se non sia giunto il momento di affiancare alla piazza virtuale una piazza reale, di creare un momento permanente di aggregazione, di dare vita ad
un laboratorio sociale che dia uno spazio fisico ai singoli ed alle associazioni per potersi incontrare, confrontare e condividere progettualità comuni.
Io credo che questa possa essere la naturale evoluzione di qusto MU che ha dimostrato in più di un'occasione di potersi impegnare concretamente nel sociale, facendo anche rete con altre associazioni.
La città ha più volte dato piccoli segni di risveglio della cosi detta società civile ma il mondo dell'associazionismo catanzarese è da sempre un universo di piccole realtà slegate fra di loro che, nella migliore delle ipotesi, sono state fagocitate dalla civica di turno, il MU invece ha tutte le caratteristiche per avviare un modo nuovo di fare socialità (e non solo) in questa città perché ha dalla sua la possibilità di utilizzare un meccanismo di comunicazione e di informazione come quello della rete per abbattere in tempo reale e con la massima libertà le distanze fisiche.
Questo coniugato con momenti di socialità tradizionale fornisce potenzialità inimmaginabili : significherebbe offrire la possibilità di dare finalmente un seguito concreto alle discussioni, favorire la possibilità di un interscambio fra soggetti interessati ad una determinata problematica, realizzare una collaborazione stabile fra realtà associative.
Pensate ad un brain storming continuo ... sarebbe la realizzazione della primigenia idea del forum (o assemblea) permanente di associazioni, un social forum catanzarese, una condivisione di obiettivi ed azioni comuni.
Non si è mai guardato ad un traguardo così ambizioso in questa città un pò perché ciascuno di noi non ha mai osato guardare oltre il proprio orticello e un pò perché una realtà del genere, fuori controllo, darebbe fastidio a quei soggetti da sempre intenti alla cura dei propri interessi particolari a discapito di quelli collettivi.
Meditatate gente, meditate e, soprattutto, brainstormingatevi !!! (Nicola, Meetup Catanzaro)

Fabrizio Frosini
Posted Dec 21, 2007 11:26 AM
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da TOGHE : http://toghe.blogspot...

giovedì 20 dicembre 2007
Il Potere e la dignità


L'Espresso ha pubblicato oggi sul suo sito l'audio di una conversazione telefonica intercorsa il 21 giugno 2007, fra Agostino Saccà, Presidente di Raifiction, e Silvio Berlusconi, deputato in Parlamento e capo del principale partito dell'opposizione.

Per ascoltare quel file audio basta cliccare qui:
http://espresso.repub...


Ve lo segnaliamo qui senza alcuna particolare "passione".

Non intendiamo assumere, infatti, alcuna posizione sugli aspetti giudiziari della questione.

Ci sembra, però, che questa telefonata - nell'audio più ancora che nel testo - sia utile ad avere una idea concreta di come ci si riduce, quando si perde la cultura della propria dignità e del proprio ruolo nelle istituzioni.

In un articolo a nostro parere importante, che abbiamo ripreso anche qui, Gherardo Colombo spiega come il problema che collettivamente abbiamo sia un problema di cultura e non di questa o quella persona, di questa o quella singola legge.

Il nostro invito a chi ci legge è di approfittare dell'ascolto di questa telefonata messa in rete dal L'Espresso per maturare una forte determinazione a difendere la dignità di sé stessi e degli uffici - pubblici e privati - che occupiamo nella società, per avviare, ciascuno nel suo posto, una riforma culturale che ci allontani da ciò in cui collettivamente siamo immersi.



http://espresso.repub...

rico
Posted Dec 21, 2007 5:28 PM
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giovedì 20 dicembre 2007
Il Potere e la dignità


L'Espresso ha pubblicato oggi sul suo sito l'audio di una conversazione telefonica intercorsa il 21 giugno 2007, fra Agostino Saccà, Presidente di Raifiction, e Silvio Berlusconi, deputato in Parlamento e capo del principale partito dell'opposizione.

Per ascoltare quel file audio basta cliccare qui:
http://espresso.repub...


utile ad avere una idea concreta di come ci si riduce, quando si perde la cultura della propria dignità e del proprio ruolo nelle istituzioni.

maturare una forte determinazione a difendere la dignità di sé stessi e degli uffici - pubblici e privati - che occupiamo nella società, per avviare, ciascuno nel suo posto, una riforma culturale che ci allontani da ciò in cui collettivamente siamo immersi.



http://espresso.repub...

bello sì ma per una riforma kulturale ci vogliono cervelli ke funzionino e noi italiani di cervello dimostriamo di averne poco altrimenti avevamo buttato a mare da un bel pezzo questa massa di sanguisugheangry
Fabrizio Frosini
Posted Dec 22, 2007 11:21 AM
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da TOGHE : http://toghe.blogspot...

giovedì 20 dicembre 2007
Il Potere e la dignità


L'Espresso ha pubblicato oggi sul suo sito l'audio di una conversazione telefonica intercorsa il 21 giugno 2007, fra Agostino Saccà, Presidente di Raifiction, e Silvio Berlusconi, deputato in Parlamento e capo del principale partito dell'opposizione.

Per ascoltare quel file audio basta cliccare qui:
http://espresso.repub...


utile ad avere una idea concreta di come ci si riduce, quando si perde la cultura della propria dignità e del proprio ruolo nelle istituzioni.


.. cervello dimostriamo di averne poco altrimenti avevamo buttato a mare da un bel pezzo questa massa di sanguisugheangry
Alessandro ha segnalato questo video di Di Pietro.. dove spiega ai propri elettori ciò che avviene.. e dando loro la possibilità di controllare ciò che fa..
http://it.youtube.com...

Noi dobbiamo fare lo stesso : è esattamente questa la trasparenza di cui parla Grillo.
Saluti
F.

Fabrizio Frosini
Posted Dec 23, 2007 5:13 PM
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da TOGHE : http://toghe.blogspot...
Il Potere e la dignità

L'Espresso ha pubblicato oggi sul suo sito l'audio di una conversazione telefonica intercorsa il 21 giugno 2007, fra Agostino Saccà, Presidente di Raifiction, e Silvio Berlusconi, deputato in Parlamento e capo del principale partito dell'opposizione.
http://espresso.repub...

utile ad avere una idea concreta di come ci si riduce, quando si perde la cultura della propria dignità e del proprio ruolo nelle istituzioni.


Alessandro ha segnalato questo video di Di Pietro.. dove spiega ai propri elettori ciò che avviene.. e dando loro la possibilità di controllare ciò che fa..
http://it.youtube.com...
Noi dobbiamo fare lo stesso : è esattamente questa la trasparenza di cui parla Grillo.
E si scatena la bagarre politica.. Leggi dal Corriere della Sera :
http://www.corriere.i...

INTERCETTAZIONI TELEFONATE FRA BERLUSCONI E SACCA '
GRILLO: sbagliato difendere Berlusconi
Grillo contro Bertinotti. Il Prc: attacco volgare. Mastella insiste: subito il decreto

ROMA?Scandalizzato dalla telefonata tra Berlusconi e Saccà, nonché dalla difesa delle prerogative e del diritto alla privacy del Cavaliere fatta dal presidente della Camera, Beppe Grillo scende in campo a dire la sua. E attacca a testa bassa Fausto Bertinotti che si è «preoccupato?scrive il comico nel suo blog ? per la privacy di un signore che voleva comprare un senatore. Invece di espellere questo (basso) insulto alla democrazia dalla Camera ne tutela la privacy. Boia Faust(o)».

È infuriato Grillo, per una «Rai, servizio pubblico, che si fa bordello per far cadere il governo» e per questo il messaggio a Bertinotti è che «non me ne frega un c...o della privacy di queste persone: le voglio fuori dal Parlamento, fuori dal servizio pubblico. È gente immorale, che della legalità ha sempre fatto carne da porco. E lei, tenera mammola, pensa alla loro privacy mentre viene chiesto il trasferimento dei giudici di Mastella e di D?Alema da una Letizia Vacca qualsiasi ». La difesa del presidente della Camera è affidata a Gennaro Migliore, capogruppo del Prc, secondo il quale «difendere il garantismo è un dovere morale e per la sinistra rappresenta un valore di fondo», mentre «Grillo nel suo volgare attacco a Bertinotti conferma di saper intervenire sulla scena politica solo dal buco della serratura».

In questo clima di contrapposizione, Clemente Mastella insiste: serve un decreto legge per dare una risposta all? «emergenza civile» causata dalle intercettazioni. E a Palazzo Chigi che sconsiglia di «agire d?impulso», il Guardasigilli replica che no, si tratta invece di un atto «ragionato», perché la sua riforma della giustizia «giace» in Senato da troppo tempo. Ma da sinistra contestano la lettura di Mastella: «L?esame del provvedimento in commissione per il 15 gennaio può essere concluso», dice il presidente Cesare Salvi di Sd, confortato da Felice Casson, e «se il governo dovesse dare più importanza» alle intercettazioni che «ai morti sul lavoro», entro il mese la riforma sarebbe varata. Che il problema ci sia comunque lo pensano in tanti nell?Unione: Dario Franceschini definisce «inammissibile» la pubblicazione delle intercettazioni, ma Antonio Polito chiede una posizione ufficiale di Veltroni sul tema: «Cosa dice di tutto questo l?esecutivo del loft?». (P.D.C. , 23 dicembre 2007)

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