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http://www.lastampa.i...
da LA STAMPA, 26/11/2007 (21:40) Montezemolo: Espelleremo gli imprenditori collusi con la mafia Il presidente degli industriali ha commentato così il raid contro la Confindustria di CaltanissettaL?obiettivo del raid che la notte scorsa ha portato alla devastazione della sede di Confindustria di Caltanissetta e al furto di faldoni con documenti relativi all?Area di Sviluppo Industriale posti nella stanza del direttore Giovanni Crescente, ha tutta l?aria di essere un tentativo di bloccare la rivolta degli imprenditori al racket delle estorsioni. Montezemolo: "Espelleremo gli imprenditori collusi"Sulla vicenda è intervenuto il presidente degli industriali, Luca Cordero di Montezemolo, che ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle parole del procuratore aggiunto di Palermo Roberto Scarpinato, il quale ha invitato la Confindustria ad espellere gli imprenditori collusi. «Sono d? accordo con lui», ha detto , rispondendo . Alla domanda «Lo farete?», Montezemolo ha risposto: «certo». Il movimento anti-racketIl procuratore generale presso la Corte d?appello di Caltanissetta, Giuseppe Barcellona rivolgendosi a Gela al ministro della giustizia Clemente Mastella ha parlato di attacco alla Stato che fa rivivere il clima del 1992 augurandosi di non dover vedere «altri martiri per sensibilizzare le istituzioni». La nuova sede di Assindustria di Caltanissetta, è ormai diventato luogo simbolo della ribellione degli imprenditori al racket delle estorsioni. È stato proprio a Caltanissetta che ha mosso i primi passi il movimento degli imprenditori associati contro il racket delle estorsioni ed è stato proprio nella sede di contrada Sant?Elia che ha visto la luce la modifica del codice etico di Confindustria Sicilia, che prevede l?espulsione degli imprenditori che pagano il pizzo senza denunciare. Una presa di posizione dura da parte degli industriali che ha avuto il plauso del vertice di viale dell?Astronomia che si è detto propenso all?espulsione da Confindustria «degli imprenditori dei quali sia provata la collusione con la mafia».
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GRANDE FORLEO !! 
http://www.corriere.i... Corriere, 27.11.06 : Passano allo Stato 94 milioni di Fiorani
Il provvedimento fa seguito alla confisca promossa dal gip Forleo L'ex numero uno della Bpi era stato indagato per il caso della fallita scalata su Antonveneta
ROMA - Sono entrati nella disponibilità dello Stato italiano i 94 milioni di euro sequestrati dal gip milanese Clementina Forleo all'ex capo della Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani, nell'ambito dell'inchiesta sulla fallita scalata ad Antonveneta.
LA CONFISCA - La procedura della confisca è stata perfezionata, su disposizione dello stesso giudice Forleo, dai militari del nucleo valutario della Guardia di Finanza e da rappresentanti della Procura, che si sono recati a Lodi per eseguire il provvedimento. La somma era stata messa a disposizione, nei mesi scorsi, da Bpi che aveva patteggiato il pagamento di questi soldi in relazione agli illeciti contestati all'ex a.d. Gianpiero Fiorani e agli altri indagati.
IL PROCESSO - Nei giorni scorsi si è svolta la prima udienza preliminare, poi rinviata, nel procedimento che vede l'ex governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, lo stesso Fiorani, il finanziere bresciano Emilio Gnutti, l'ex numero uno di Unipol Giovanni Consorte e altre 64 persone oggetto di richieste di rinvio a giudizio da parte della procura, nell'ambito dell'inchiesta nata dal tentativo di scalata di Bpi ad Antonveneta. Fra gli imputati figurano l'immobiliarista romano Stefano Ricucci e il senatore di Forza Italia Luigi Grillo ed è stato chiesto il giudizio anche per otto società: Bpi, Unipol, Magiste, Fingruppo, Finpaco, Nuova Parva, GP Finanziaria e Trical Plaza.
INDAGATI E IMPUAZIONI - Al numero iniziale di 84 indagati nell'avviso di chiusura indagini vanno sottratte inoltre 11 richieste di archiviazioni e cinque richieste di patteggiamento per indagati «minori». Le ipotesi di reato a vario titolo e per i diversi indagati sono associazione per delinquere, aggiotaggio, insider trading, ostacolo all'attività di vigilanza, abuso di informazioni privilegiate e appropriazione indebita.
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e questo dal blog : toghe ( UGUALE PER TUTTI ) http://toghe.blogspot...
lunedì 26 novembre 2007 La delibera del C.S.M. era davvero illegittima di Uguale per Tutti Tra le prime cose che abbiamo pubblicato in questo blog, il 26 settembe scorso, c?è una delibera del Consiglio Superiore della Magistratura, davvero emblematica, che riguarda l?attribuzione in palese violazione della legge di un incarico semidirettivo a un ex componente del C.S.M. medesimo (vedi link). Il T.A.R. (Tribunale Amministrativo Regionale) del Lazio, con sentenza del 7 novembre 2007, ha annullato quella delibera, confermando la sua illegittimità come da noi esposta. In molti degli articoli pubblicati in questo blog si parla delle patologie e degli abusi che caratterizzano il correntismo e il carrierismo nell?autogoverno della magistratura e di come questo incida gravemente sull?attività del Consiglio Superiore della Magistratura e, a cascata, sull?efficienza dell?amministrazione giudiziaria. Particolarmente significativo sul punto il brano di una relazione del Consigliere Mario Fresa, riportato da Felice Lima nel suo articolo ?Le responsabilità dei magistrati nella crisi della giustizia?. E? particolarmente grave che sempre più spesso provvedimenti importanti del Consiglio Superiore della Magistratura vengono annullati dai giudici amministrativi perché illegittimi. E? di tutta evidenza il discredito che deriva alla magistratura da questa situazione e grave, anche sotto questo profilo, che il 21 novembre scorso il Plenum del C.S.M. abbia respinto una delibera con la quale si introduceva un codice deontologico per i consiglieri (la notizia si può leggere nel post a questo link).
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OVVIAMENTE, ANCHE PER CLEMENTINA FORLEO SI APRONO AZIONI DISCIPLINARI.. Come per De Magistris..  dal Corriere della Sera : http://www.corriere.i... Azione disciplinare contro la Forleo Il pg della Cassazione: giudizi diffamatori sui politici. Il gip: un evento annunciato
ROMA - A Palazzo dei Marescialli la notizia è arrivata di sera, quando il plico con i capi d'incolpazione per il gip Clementina Forleo era già chiuso in una stanza, ma molti consiglieri del Csm sono pronti a scommettere che l'azione disciplinare promossa dal procuratore generale della Cassazione, Mario Delli Priscoli, contro il giudice delle scalate bancarie del 2005 riguarda anche la famosa ordinanza di fine luglio del 2007. Quella, appunto, con cui il giudice Forleo, chiedendo al Parlamento di poter utilizzare le intercettazioni di alcuni esponenti Ds e di Forza Italia, definiva in particolare Massimo D'Alema e Nicola Latorre, non indagati, come «complici e non tifosi» della vicenda Unipol- Bnl e, in un crescendo», li dipingeva come «consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata» in «una logica di manipolazione e lottizzazione del sistema bancario e finanziario nazionale». Ecco, letto tutto questo, il Pg della Cassazione potrebbe aver individuato giudizi diffamatori sui politici e profili di abnormità di un provvedimento che non èdiun pmmadiun gip. Tra i capi di incolpazione ora formulati dal Pg contro il gip Forleo, oltre al possibile «uso incongruo dell'ordinanza» sulle scalate bancarie, ci sarebbero quelli relativi ad altri due episodi: il primo riguarda le offese che il magistrato avrebbe rivolto al capitano dei carabinieri Pasquale Ferrari accusato, insieme ai pm di Brindisi Negro e Santacaterina, di non avere indagato a sufficienza sulle minacce telefoniche subite dai genitori del giudice prima del tragico incidente di auto in cui persero la vita. Il secondo è avvenuto a Milano dove la dottoressa Forleo ebbe un pesante alterco con due poliziotti che arrestarono un extracomunitario per strada con metodi, a suo dire, troppo violenti. Così la Forleo, che al Csm ha già ha una pratica aperta in I commissione per un eventuale trasferimento d'ufficio, ora dovrà difendersi anche davanti alla Sezione disciplinare. Durante la sua recente audizione a Palazzo dei Marescialli, il magistrato aveva detto che il procuratore generale di Milano, Mario Blandini, le avrebbe consigliato prudenza con i politici perché «D'Alema aveva chiamato... ». Ascoltato una decina di giorni fa, Blandini ha poi smentito su tutta la linea la collega il cui destino avrebbe dovuto essere deciso all'inizio della prossima settimana. Ora, però, la I commissione potrebbe cedere il passo alla «disciplinare» davanti alla quale si celebra un «processo» con tanto di difensore, Giulia Bongiorno in questo caso, e la procura generale che sostiene l'accusa. Già l'estate scorsa ? quando le intercettazioni di D'Alema, Fassino, Latorre, Grillo, Cicu e Comincioli furono depositate ? il ministro degli Esteri sostenne che «il Gip si è arrogato un compito che non appartiene alle sue funzioni»... «con «asserzioni assolutamente stupefacenti ed illegittime, sospinte da una pregiudizievole animosità estranea alla cultura e alla funzione propria di un giudice che si esprime con tanta acrimonia... ». http://www.corriere.i... «Io tranquilla. Andrò a dire altre cose» La Forleo e l'inchiesta disciplinare ai suoi danni MILANO ? Non sembra turbata Clementina Forleo dall'avvio dell'azione disciplinare da parte del Pg della Cassazione che il giudice milanese commenta con una vena di sarcasmo: «È la cronaca di un evento annunciato. Proprio per questo sono assolutamente tranquilla». Per capire a cosa si riferisca, bisogna tornare al 6 novembre, quando Forleo rispose alle domande della prima commissione del Csm. Il Consiglio aveva aperto una pratica a sua tutela dopo che lo stesso Gip aveva dichiarato ai carabinieri di aver subito pressioni e intimidazioni da quando, come giudice, segue l'inchiesta sulle scalate bancarie. Al Csm Clementina Forleo disse che l'8 settembre scorso era stata convocata a Roma dall'ex giudice Ferdinando Imposimato, al quale la lega una conoscenza personale, per un colloquio riservato. «Mi avvertì del pericolo, dicendomi di avere la notizia certa che, in ambienti politico-giudiziari, qualcuno aveva fatto pressioni sul procuratore generale della Cassazione, Delli Priscoli, per avviare l'azione disciplinare contro di me... Imposimato non mi riferì chi glielo aveva detto e tanto meno i nomi degli autori delle presunte pressioni. Però mi confermò che qualcuno, in senso metaforico, voleva la mia testa». «O il dottor Imposimato aveva ragione, oppure è un mago», rileva ora Forleo, a sottolineare come di questa faccenda dell'azione disciplinare si sospettasse, se non lo si sapeva, da tempo. È pronta anche ad aggiungere altra carne al fuoco. Già questo pomeriggio, quando si presenterà per la seconda volta in Procura a Brescia, dove si indaga sulla base dell'esposto ai carabinieri. «Farò ulteriori dichiarazioni all'autorità di Brescia in cui approfondirò alcuni argomenti», aggiunge Forleo la quale, se le si chiede cosa dirà, risponde solamente: «Imposimato mi ha riferito cose che non posso dire e che non ho mai detto». Sta di fatto che si è saputo che ha anche inoltrato una nota al Csm. Clementina Forleo non medita di lasciare il suo ufficio, neppure per trasferirsi di piano, magari in tribunale o in Corte d'Assise. «Me ne andrò quando sarà il momento di farlo e secondo le regole dell'ultradecennalità », quelle della legge Carotti che impone ai giudici di cambiare ufficio dopo dieci anni di servizio.
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A Umberto (Reporter78)
ciao Umberto. Ti ringrazio per esserti iscritto ed in particolare per il tuo post stimolante. Per DeMagistris (ma anche per Forleo, vedi il post sulla decisione del PG della Cassazione) non molliamo, no. Devo però confessare di essere però stato preso in contropiede da Grax che prima lancia la manifestazione a Roma del 16 e poi l'annulla di botto.. così facciamo figurette tutti.. anche chi l'aveva già presentata e sostenuta localmente.. Preferisco quindi che gli imput vengano dal Meetup di Catanzaro. Ciao. FF
P.S. v. post di Umberto: http://beppegrillo.me...
Edited by Fabrizio Frosini on Nov 28, 2007 12:59 PM
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Post #: 6
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"la legge è uguale per tutti, ma vietato mettere il naso negli affari dei potenti"
Vi piace questa modifica alla costituzione?
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dal Blog di Beppe Grillo : Il procuratore generale della Cassazione Delli Priscoli ha chiesto il processo disciplinare per Clementina Forleo. E? il trionfo della omologazione della magistratura alla politica. Delli Priscoli è D?Alema senza i baffi. Clementina ha detto: ?Il collega Imposimato, l?8 settembre, mi aveva convocato in un ristorante di Roma e mi aveva preannunciato pressioni su Delli Priscoli. O Imposimato aveva ragione o è un mago?. Delli Priscoli scrive che Clementina ?ha violato gli obblighi di imparzialità, correttezza ed equilibrio? nel chiedere l?autorizzazione all?uso delle telefonate tra Consorte e Ricucci e il Trio Lescano FassinoLatorreD?Alema insieme ai forzaitalioti Cicu e Comincioli. Clementina avrebbe ?arbitrariamente coinvolto in un ingiusto danno? il quinquetto delle scalate. Clementina è anche colpevole di altri misfatti nei confronti della Polizia di Stato e dei Carabinieri. Non sto a descriverli per non turbarvi, ma posso anticiparvi che ha persino detto a due poliziotti che avevano a suo avviso ?sbattuto brutalmente per terra un immigrato? la celebre frase: ?E?ora di finirla?. Delli Priscoli non ha gradito che Clementina abbia chiesto che il suo avvocato venisse in possesso degli atti dell?incidente stradale in cui morirono i suoi genitori. Un ?incidente? annunciato giorni prima. Infatti, la Forleo, nel voler capire se i suoi genitori fossero stati assassinati per le inchieste che lei conduceva, ha: ?mancato ai suoi doveri di correttezza?. Clementina Forleo ha troppo coraggio, non ce la meritiamo. Si dimetta dalla magistratura. La Giustizia è ormai un non luogo in cui vengono condannati solo i poveri disgraziati e, forse, neppure loro. Non abbiamo bisogno di magistrati eroi, ma di tribunali che funzionano, di leggi efficaci, di politici onesti, di ministri della Giustizia e non di Mastella. Non abbiamo bisogno di giudici fermati con il tritolo o con i provvedimenti disciplinari. Di giudici che rischiano la loro vita e quella dei loro parenti per noi. Che popolo siamo diventati? Cosa siamo diventati? Mi guardo allo specchio e mi faccio schifo anch?io.
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SUL CASO FORLEO : per capire meglio dal blog http://toghe.blogspot... 28.11.2007 L?ex procuratore Borrelli: da Tangentopoli sembra non sia cambiato nulla ... In relazione alla notizia del promuovimento dell?azione disciplinare nei confronti della collega Clementina Forleo, pubblichiamo una intervista resa dall?ex Procuratore della Repubblica di Milano Francesco Saverio Borrelli a La Repubblica il 27 luglio scorso.
Le parole di Francesco Saverio Borrelli inquadrano perfettamente il cuore del problema.
A quelle autorevoli parole vorremmo aggiungere solo poche brevi considerazioni.
Quando divennero pubbliche le intercettazioni telefoniche di cui si discute, ci fu, come sempre, una gara dei politici coinvolti (che, con ciò, dimostravano di essere identici ai loro avversari dell?altra parte politica che tanto avevano criticato nelle precedente legislatura) a minimizzare la portata e il significato di quelle conversazioni telefoniche.
Clementina Forleo doveva, per legge, chiedere al Senato l?autorizzazione all?uso di quelle intercettazioni.
Se non avesse spiegato perché erano penalmente rilevanti ai fini del procedimento che trattava, il Senato avrebbe negato l?autorizzazione all?utilizzo dicendo che si trattava di telefonate prive di rilievo.
Clementina ha spiegato qual era il rilievo delle telefonate e i politici l?hanno accusata di ?non essersi fatta i fatti suoi?!
A fronte del fatto che i politici coinvolti nelle telefonate dicevano che si era trattato solo di ?fare il tifo?, Clementina ha spiegato perché, invece, si era trattato di ben altro.
Né si può ipotizzare che in Senato la richiesta di Clementina fosse attesa con animo equanime e neutro, perché nessuna parte politica aveva ritenuto di adottare quel minimo di prudenza istituzionale che avrebbe imposto di non esprimere giudizi preconcetti su ciò che si doveva giudicare istituzionalmente.
Clementina Forleo ha usato parole che non sono piaciute. Nessuno ritiene di discutere le parole usate contro di lei da tutti coloro che avevano anche importanti doveri istituzionali nella vicenda in questione.
Chi voglia farsi una propria idea informata sui fatti, potrà leggere le ordinanze oggetto del contendere ai seguenti indirizzi del web:
Prima ordinanza ? Parte prima http://1922criminalma...
Prima ordinanza ? Parte seconda http://1922criminalma...
Seconda ordinanza http://1922criminalma...
intervista a Francesco Saverio Borrelli, di Cinzia Sasso (La Repubblica del 27 luglio 2007)
«La vera questione è: ci sono o no dei politici che hanno appoggiato questi avventurieri della finanza? Tu indichi la luna, ma tutti guardano solo il dito. Il solito modo per distogliere l'attenzione dai problemi veri»
MILANO - Francesco Saverio Borrelli, il procuratore della Repubblica di Milano degli anni di Mani Pulite, quindi del momento dello scontro più aspro tra la politica e la giustizia, adesso, da appassionato di musica, è solo il presidente del Conservatorio di Milano. Da cinque anni e mezzo ha lasciato la testa dell´ufficio giudiziario più potente d´Italia; è passato dall´ufficio indagini della Figc nel momento culminante dello scandalo del calcio, ma è sempre a lui, stimato da molti e amato da pochi, che vale la pena chiedere un giudizio su questa guerra infinita. E lui ripete quello che sempre detto: che se qualcuno indica la luna, il metodo per distrarre l´opinione pubblica è quello di focalizzare l´attenzione sul dito.
Dottor Borrelli, è un'estate rovente sul fronte della guerra mai sopita tra politica e giustizia. Un´altra. Come ai suoi tempi. «Sì, sembra che il tempo non passi mai. Siamo sempre allo stesso punto».
Eppure è cambiato tutto. Il governo, il quadro politico... «Che vuol fare? Si vede che sono gli italiani che non cambiano».
Ora al centro c´è il caso Forleo. Che cosa ne pensa? «Io trovo che ancora una volta è successo che l´attenzione dell´opinione pubblica anziché essere portata sul merito del problema, sulla questione realmente importante, viene spostata sulle parole usate dal magistrato che sono un fatto del tutto marginale».
Qual è il merito del problema? «A me sembra chiaro: se ci sono state delle spinte indebite, degli interessamenti o dei sostegni politici a determinate operazioni. Questo è il nocciolo della questione. E invece tutta l´Italia e tutto il mondo politico sono concentrati a discutere se la Forleo abbia fatto bene o male a usare la parola complicità - che poi a questo si riduce - piuttosto che a discutere se veramente alcuni appartenenti al Parlamento abbiano appoggiato questi avventurieri della Finanza».
Lei dice: questa è la sostanza. Ma in diritto la forma non è sostanza? Vero o no che il giudice Forleo si è comportata come un pm? «Senta: c´erano quelle intercettazioni nel materiale probatorio e per l´utilizzo di quelle intercettazioni, indipendentemente dall´estensione delle imputazioni ai politici, era necessario che il Parlamento consentisse l´utilizzo e l´approfondimento di quel materiale. La Forleo non aveva altra strada se non quella di interpellare il Parlamento».
Dal ministro Mastella al presidente Napolitano, si contestano però le parole usate nell'ordinanza. «Ma questa è una questione del tutto marginale! Io non mi pronuncio su quella frase della complicità perché bisognerebbe avere il quadro completo che io non ho. Ma se per avventura si ritiene che le parole con le quali il giudice ha investito il Parlamento fossero troppo pesanti, che in questo momento anticipavano una valutazione che non competeva ancora al giudice, ciò non invalida il suo atto sotto il profilo processuale».
Quindi chi ha sollevato critiche pesanti ha sbagliato? «Perché, ci sono dubbi? Il nocciolo che interessa l´etica politica nel nostro Paese - ammesso che ancora si possa parlare di etica in Italia - è se ci siano stati dei personaggi politici che abbiano appoggiato questi avventurieri del mondo della finanza nella scalata all´una o all´altra parte».
Anche il senatore D´Ambrosio ha criticato l'ordinanza della dottoressa Forleo. «D´Ambrosio mostra molto equilibrio, come ex magistrato si sforza di non estremizzare le questioni giudiziarie. Forse questo è anche bene: vuole svolgere una funzione equilibratrice, attenua i suoi giudizi...».
Lei conosce personalmente la dottoressa Forleo? «Sì, non bene, ma la conosco. È certamente una ragazza coraggiosa, intelligente e preparata».

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SUL CASO FORLEO : per capire meglio dal blog http://toghe.blogspot... 28.11.2007
L?ex procuratore Borrelli: da Tangentopoli sembra non sia cambiato nulla ... 2 COMMENTI con relativa RISPOSTA : COMMENTO di Fabio Lattanzi, avvocato penalista Scusate vorrei farmi una idea informata sui fatti. Credo che però che questa non possa prescindere dal conoscere esattamente le motivazioni che hanno portato il Procuratore generale ad esercitare l'azione disciplinare. Perlatro dalla lettura delle ordinanze non posso che constatare che la motivazione che doveva limitarsi al sottolineare la rilevanza delle intercettazioni di cui si chiedeva l'autorizzazione all'utilizzazione, si è spinta ben oltre formulando giudizi impropri sul coinvolgimento di persone in reati per i quali non sono neppure indagati. Ora se non ricordo male in casi simili la cassazione si è pronunciata nel senso dell'abnormità del provvedimento. Fabio Lattanzi. 29 novembre 2007 10.02
RISPOSTA di Felice Lima a Fabio Lattanzi Caro Fabio, intanto un caro e affettuoso saluto e grazie di cuore per la Tua preziosa e graditissima partecipazione a questo dibattito. Essendo tu un avvocato che esercita la professione, hai le stesse possibilità che abbiamo noi di "farti un'idea informata sui fatti". Dunque, fare un'obiezione in forma di domanda è un'espediente retorico. Siamo tutti più che d'accordo che per giudicare bisogna conoscere e, dunque, anche a me piacerebbe poter leggere l'atto con il quale il Procuratore Generale ha promosso l'azione disciplinare contro Clementina. D'altra parte, in un Paese che voglia almeno fare finta di essere democratico, deve essere possibile discutere delle cose rilevanti per la vita pubblica anche sulla base delle poche informazioni che si hanno a disposizione. Altrimenti ancora non potremmo parlare della strage di Ustica o non potremmo farlo quelli di noi che, come me, non hanno letto (o perchè non sono disponibili o perchè non hanno il tempo per farlo) i milioni di atti del relativo processo. In sostanza, non ci sono solo i giudici processuali, per i quali si impone la lettura attenta di tutte le carte in rituale contraddittorio fra le parti. In democrazia ci sono anche i giudizi politici, le analisi culturali e anche i dibattiti al bar, che pure sono legittimi e utili. Per di più sono veramente avvilito da un Paese nel quale ogni sorta di autorità politica spara subito giudizi su atti della magistratura anche senza conoscerli e a volte anche prima che siano conoscibili (mi limito a citarti lo scempio che fu fatto con riferimento alla ordinanza de L'Aquila sul crocifisso nelle scuole sulla quale addirittura anche l'allora Presidente della Repubblica parlò prima di conoscere il contenuto del provvedimento) e poi, quando "non conviene", si vogliono zittire gli altri dicendo che si deve aspettare di leggere gli atti. Dunque, Fabio, non condivido questo invito al silenzio, fatto con espedienti retorici e "a corrente alternata". Tanto per dire, non ti ho visto dispiacerti per l'intervento del Presidente della Repubblica attuale che ha biasimato la fuga di notizie sulle intercettazioni Rai/Mediaset che non c'era (intendo la fuga di notizie, perchè le notizie erano già legittimamente pubbliche). Quanto alla asserita abnormità delle ordinanze di Clementina, penso quanto segue.
1) Il giudizio va dato allo stato degli atti di allora e cioè senza tenere conto di quanto avrebbe deciso successivamnete la Procura della Repubblica.
2) D'Alema e i suoi amici non erano indagati. Il G.I.P. ha avuto richiesta dalla Procura di chiedere al Senato di potere utilizzare delle intercettazioni telefoniche almeno con riferimento a chi era già indagato. Il G.I.P. ha dato corso a quella richiesta.
3) Non mi sembra per niente abnorme che il G.I.P. abbia pensato che uno dei motivi per cui D'Alema e gli amici non erano indagati potesse essere che non si potevano ancora utilizzare prove molto importanti come appunto le intercettazioni telefoniche. Sicchè non solo non mi sembra abnorme, ma mi sembra addirittura molto ragionevole, che ella abbia esposto le ragioni per le quali quelle telefonate erano penalmente rilevanti. Peraltro, proprio la loro utilizzabilità avrebbe consentito alla Procura di valutare l'opportunità o no di iscrivere comeindagati anche D'Alema & soci.
4) Come ha già scritto la Redazione, se Clementina non avesse spiegato perchè le telefonate erano rilevanti, il Senato avrebbe fatto ciò che tutti coloro che hanno impropriamente aperto bocca prima del tempo avevano lasciato intendere: avrebbe detto che erano vecchie telefonate di "tifo" fra amici, prive di rilievo e non avrebbe autorizzato la loro utilizzazione. (continua nel post successivo)
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Empoli, FIPost #: 1,170
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(continua dal post precedente) 5) Essendo tu un avvocato penalista sono sicuro che, come è capitato a me, avrai letto centinaia di atti processuali nei quali, per ricostruire il contesto di certi reati e per definirne i contorni, si parla ampiamente di persone coinvolte nelle vicende di cui si discute, ivi comprese quelle estranee al giudizio, e si esprimono del tutto legittimamente giudizi di ogni sorta (buoni e cattivi) su fatti e persone. E il bello è che questo succede anche nei giudizi civili. Per molti anni ho fatto il giudice della famiglia e quando scrivevo sentenze di separazione con addebito per adulterio, mi dovevo dilungare a raccontare fatti molto molto privati degli/delle amanti, dovendoli descrivere e dovendo esprimere giudizi anche pesanti di deprecazione nei confronti di persone (gli/le amanti, appunto) che restavano estranei/e al processo (che si svolgeva solo fra i due coniugi) e che nella sentenza emessa in assenza di loro possibilità di difesa venivano e vengono pesantemente giudicate. E quelle sentenze sono poi nella libera disponibilità delle parti, che ne possono fare, nel rispetto delle leggi, quello che vogliono.
6) Caro Fabio, come ti ho già scritto altre volte, alla fine la questione è sempre la stessa: l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Perchè se nelle sentenze si parla di piccoli pregiudicati di paese oppure dell'amante del farmcacista o della professoressa nessuno trova "abnorme" che lo si faccia e lo si faccia con libertà e poi, invece, se c'è di mezzo un potente (Berlusconi o D'Alema, si dimostrano uguali loro e chi strilla per difenderli) allora si configura l'"abnormità"?
7) A me pare che, in diritto, nelle ordinanza di Clementina non possa configuarsi nessuna ipotesi di diffamazione (e sono certo che su questo sarai del tutto d'accordo anche tu). E che in democrazia tutte queste questioni andrebbero risolte dando la massima pubblicità ai contenuti. Per questo la Redazione del blog ha messo il link alle ordinanza di Clementina. Perchè ognuno se le legga e decida se ha ragione Clementina o ha ragione D'Alema.
Infine, permettimi di chiederti se, come uomo e come cittadino, dopo avere letto le intercettazioni telefoniche qui in discussione, ti indigni o no che i politici che dicono le cose che sono state REGISTRATE si siano comportati in quel modo, intervenendo in quei termini nelle scalate bancarie oggetto del contendere. E se ti indigni o no che tutto questo sia oggi in secondo piano, il problema essendo come "pestare per bene" Clementina Forleo, in modo da "educare adeguatamente" tutti i suoi colleghi.
Ancora un caro affettuoso saluto. Felice Lima. 29 novembre 2007 11.08
COMMENTO DI Alessandra Gionti Vediamo se ho capito bene. La richiesta al parlamento era necessaria, perchè in quelle conversazioni intercettate intervenivano anche dei parlamentari. In sostanza non si potevano includere quelle conversazioni nel procedimento fino all'approvazione delle camere. Però da quelle stesse conversazioni emergeva anche il coinvolgimento dei vari Fassino, D'Alema ecc. e il giudice Forleo lo ha sottolineato. Visto che però gli indagati non erano loro ma le persone con cui parlavano al telefono ora ci si lamenta che il giudice abbia affrettato giudizi. E' chiaro che il vero argomento di cui si dovrebbe discutere è il coinvolgimento di quegli esponenti politici nelle scalate bancarie. E' chiaro che ogni azione nei confronti del giudice serve a spostare l'attenzione. Però mi chiedo: non avrebbe dovuto essere più cauta in certe affermazioni? Non si sarebbe potuto aspettare che le camere approvassero l'uso delle intercettazioni per poi procedere anche nei confronti dei parlamentari? (che fino a quel momento non potevano essere oggetto di indagine visto che la prova del loro coinvolgimento stava nelle intercettazioni e quelle non si potevano usare fino all'approvazione in parlamento) Poi mi chiedo se per caso l'aver usato certe espressioni può aver contribuito a creare il clima di attenzione che si è creato rendendo più difficile un eventuale rigetto da parte delle camere. 29 novembre 2007 10.11
RISPOSTA di Felice Lima ad Alessandra Gionti
Cara Alessandra, grazie per l'attenzione che ci presta e per i Suoi preziosi contributi.
Alcune risposte ai Suoi quesiti sono nelle considerazioni svolte dalla Redazione nel presentare l'intervista di Francesco Saverio Borrelli e nelle cose che ho scritto per l'avv. Fabio Lattanzi.
Con specifico riferimento ai quesiti posti da Lei, Le dico:
Lei si chiede: "Poi mi chiedo se per caso l'aver usato certe espressioni può aver contribuito a creare il clima di attenzione che si è creato rendendo più difficile un eventuale rigetto da parte delle camere"
Si, certamente. Ma è un po' come la storia del lupo e l'agnello.
Quando il potente vuole pinatare una grana trova sempre un motivo per farlo.
Nel caso di specie a me pare che il paradosso sia il seguente: se la collega Forleo avesse usato toni soft e non chiarito il rilievo penale dei fatti, il Senato avrebbe detto che si trattava di telefonate irrilevanti. Avendo chiarito perchè erano rilevanti, la si accusa di "avere parlato troppo".
Lei si chiede anche: "Però mi chiedo: non avrebbe dovuto essere più cauta in certe affermazioni? Non si sarebbe potuto aspettare che le camere approvassero l'uso delle intercettazioni per poi procedere anche nei confronti dei parlamentari? (che fino a quel momento non potevano essere oggetto di indagine visto che la prova del loro coinvolgimento stava nelle intercettazioni e quelle non si potevano usare fino all'approvazione in parlamento)"
Lei stessa mette bene in luce l'altro paradosso della questione: i parlamentari non erano indagati, ma nella decisione di indagarli o no potevano essere decisive le telefonate. E poichè per ottenere che le dichiarassero utilizzabili bisognava spiegare perchè apparivano rilevanti, era inevitabile esprimere dei giudizi.
Infine, nessuno parla più del fatto che la decisione di "non liquet" presa dal Senato sulla richiesta della collega Forleo è palesemente errata sotto il profilo giuridico e ha costituito un espediente per non decidere nel merito. Il Senato, cioè, si è dichiarato incompetente, mentre pacificamente era competente.
Anche questa è una delle cose sulle quali cala un silenzio opportunistico. Un caro saluto. Felice Lima. 29 novembre 2007 11.22 dal blog http://toghe.blogspot...
Edited by Fabrizio Frosini on Nov 29, 2007 2:06 PM
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