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Carlo Reggiani
Posted Jun 18, 2009 9:59 AM
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post #: 1,275
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Vediamo se la Lega comincia a lavorare per qualche Stella! Ovviamente con tutte le riserve del caso vista la dimensione del progetto! Ma e' un interessante inizio di una politica infrastrutturale diversa e che include la produzione di energia da fonti rinnovabili!

Teniamo d'occhio questo progetto!!!

Interessante la critica del professore Marco Ponti, ordinario di Politica dei trasporti al Politecnico di Milano sullo strumento "Project Financing", tanto caro anche al sindaco Tosi per traforo Torricelle e inceneritore Cadelbue: non e' a costo zero per i cittadini!!!!


Karlo

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Da: http://www.corriere.i...

Focus Le vie dell’acqua
Quattro chiuse sul Po. Per navigarlo
Il progetto dell’Agenzia per il fiume costerà 1.344 milioni Impianti idroelettrici ripagheranno i lavori in sei anni

«Il nostro grande fiume tornerà navigabile. La nostra civiltà è nata sulle rive di quell’acqua e noi non ce ne dimentichiamo». Umberto Bossi lo ripete spesso, nei comizi come nelle lunghe chiacchierate notturne. Il progetto di cui parla è una sorta di macchina del tempo: vuole riportare le condizioni del maggior fiume italiano al 1954.
Per il Carroccio, che al progetto ha dato una spinta decisiva attraverso il viceministro Roberto Castelli e l’assessore lombardo Davide Boni, c’è l’ovvio significato simbolico del recuperare la culla della Padania. Ma in realtà, si tratta di un’opera gigantesca che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe dispiegare i suoi benefici effetti sul paesaggio, sulla qualità delle acque e dell’ambiente e sull’agricoltura. Spiega Castelli: «Il progetto si basa su due pilastri principali. Da una parte, la messa a regime delle acque del Po attraverso quattro sbarramenti dotati di conche di risalita per le navi. Dall’altra, il collegamento di Milano con il fiume attraverso l’adeguamento del canale della Muzza».
In realtà, quello che di solito viene presentato come il futuro porto di Milano dovrebbe sorgere a Truccazzano, una ventina di chilometri a est del capoluogo lombardo. Il primo obiettivo, spiega Castelli, «è quello di rendere navigabile il Po tutto l’anno, visto che oggi per alcuni mesi la cosa è, come minimo, avventurosa. Il che renderebbe, almeno per alcuni tipi di merci, il trasporto su fiume un’alternativa credibile a quello su gomma». Il progetto è infatti dimensionato per rendere possibile la navigazione delle navi di classe quinta: bestioni lunghi fino a 105 metri, larghi fino a 11,5, dal pescaggio di 2,5.
Oggi, continua l’ingegnere-ministro, «il drammatico prelievo delle cave di materiali da costruzione ha abbassato il livello del fiume anche di 5 metri rispetto a mezzo secolo fa». Con effetti devastanti anche sull’ambiente: «Per esempio, molto spesso i pesci depositano le uova su banchi di sabbia sommersi. Senonché, nei periodi di magra, le uova si ritrovano all’asciutto e dunque muoiono». I quattro sbarramenti (ma se ne ipotizza anche un quinto in provincia di Rovigo) dovrebbero sorgere tra Motta Baluffi (Cremona) e Roccabianca (Parma), tra Viadana (Mantova) e Brescello (Parma), tra Borgoforte e Motteggiana (Mantova), tra Sustinente e Quingentole (Mantova), poco più a valle della confluenza del Mincio nel Po.
Negli sbarramenti (o «traverse»), di altezza variabile tra gli 1,8 e i 5 metri, c’è anche la chiave del finanziamento dell’opera: la caduta dell’acqua alimenterà quattro impianti idroelettrici (in totale, 930 Gwh all’anno, il 2% dell’energia rinnovabile italiana) in grado di ripagare entro il 2024 il miliardo e 344 milioni necessari alla regimentazione. La formula di realizzazione è il project financing che, secondo lo studio di fattibilità realizzato dall’agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo), ne consentirebbe il finanziamento senza alcuna contribuzione pubblica. In ogni caso, «abbiamo già sollecitato il commissario ai Trasporti Antonio Tajani per capire se esiste la possibilità di un finanziamento Ue, soprattutto per il collegamento di Truccazzano. Secondo Castelli, l’iter autorizzativo sarà completato entro il 2012 e i lavori dovrebbero terminare nel 2018.
Il progetto servirà inoltre a innalzare e stabilizzare le falde idriche, anche se ciò potrebbe rappresentare un problema in alcune zone di golena in cui il piano di campagna è particolarmente basso. Secondo Castelli, inoltre, la regolamentazione delle acque sarà utilissima «anche per l’irrigazione nei periodi di siccità». Per l’agricoltura, in primo luogo, ma anche per il raffreddamento delle centrali termoelettriche di Ostiglia e Sermide. Inoltre, la regolamentazione contrasterà la risalita dell’acqua salata nel delta. Castelli è ingegnere e parla da ingegnere. Per Davide Boni, assessore regionale all’Urbanistica, la maxi è opera «è un sogno che in me coinvolge il cuore più ancora che la testa. Io corro dietro a questo da quando ero presidente della Provincia di Mantova: se ci crediamo, saremo in grado di riportare in vita l’antica civiltà fluviale, per migliaia di anni il cuore vivo di queste regioni ».
Boni si lancia: «Il 56% del Pil italiano nasce su queste rive, ma soprattutto qui sono nate tutte le spinte al cambiamento: intorno al Po è nato il socialismo italiano, le prime leghe contadine. E poi il fascismo e anche la resistenza. E scusatemi se io ci metto anche la Lega». In realtà, sul progetto è anche possibile nutrire riserve. Per Marco Ponti, ordinario di Politica dei trasporti al Politecnico di Milano, il punto più debole del piano è proprio la sua capacità di rilanciare il Po come via d’acqua per il trasporto merci: «L’utilizzo delle vie d’acqua a questo scopo è in grave crisi anche nei Paesi, come Francia e Germania, in cui c’è un’antica tradizione e infrastrutture ammortate da tempo. Uno dei suoi maggiori nemici, è la cosiddetta "rottura di carico": il dover cioè disfare i carichi per poi ricostituirli una volta sbarcati».
Il trasporto via fiume «è adatto soltanto a pochi tipi di merci, povere e pesanti, che non hanno problemi di deperibilità e di velocità di consegna. Beni come carbone, mattoni, legname, sabbia, in cui l’economicità del trasporto è cruciale». Inoltre, sul Po «la domanda sarebbe tutta da costruire, o quasi». Marco Ponti sembra scettico anche sul sistema della finanza di progetto: «All’inizio, anche ame era sembrata una nuova leva importante. Ma a oggi, abbiamo visto che non sempre dà i risultati sperati: comprime la concorrenza e spesso si trasforma in una sorta di prestito mascherato dei privati al pubblico. Ma ai politici piace moltissimo perché consente di dire che una certa opera è a costo zero». Molto più possibilista, il professore milanese appare sugli altri aspetti dell’opera, in primo luogo quello ambientale: «In generale, gli ambientalisti non sono entusiasti delle opere di irregimentazione.
Ma in questo caso, mi pare che quanto meno si possa sospendere il giudizio in vista di un approfondimento». Insomma, il sogno potrebbe avverarsi. Mentre l’impulso alla riscoperta delle vie d’acqua sembra diffondersi: lo Yachting club di Milano sta promuovendo il recupero della Darsena, il vecchio porto di Milano, a fini diportistici. Ci crede anche Castelli: «E bastano due milioni di euro».
Marco Cremonesi
Cristiano
Posted Jul 9, 2009 10:14 AM
user 5019823
Sommacampagna, VR
Post #: 23
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Da e-gazete.it

Così si fa! Sull’Autostrada del Brennero stop al rumore con barriere fotovoltaiche

Trento, 16 ottobre – L'Autostrada del Brennero sarà dotata di barriere antirumore realizzate con pannelli fotovoltaici.L'energia elettrica prodotta verrà utilizzata dal Comune di Isera, in Trentino. La giunta provinciale di Trento ha dato il via libera al progetto esecutivo di una barriera antirumore fotovoltaica da installare nella corsia sud dell'Autobrennero, tra Marano e Brancolino di Isera.
Secondo i dettagli forniti dagli elaborati tecnici, si tratta di una struttura a carattere sperimentale in grado di garantire la sua funzione principale (barriera antirumore) e in più produrre energia sfruttando l'energia solare, tramite il rivestimento con pannelli fotovoltaici, per trasformarla in energia elettrica destinato agli utenti del Comune di Isera.
La struttura, unica nel suo genere in Italia, sarà montata lungo la corsia sud dell'A22 per una lunghezza di circa 1,3 chilometri. La barriera sarà dotata di pannelli in plexiglas e in legno, oltre a barriere verdi di legno e piante, e di una serie di pannelli fotovoltaici.
La forma e l'inclinazione della barriera terrà conto dell'esposizione solare per garantire la massima resa. In futuro, se i vantaggi saranno confermati, la soluzione sarà estesa ad altri tratti autostradali.

http://www.autobrenne...

Eccola qui:



Tra l'altro cercando su internet si scopre che il comune di Isera (Tn) e' veramente avanti:
http://www.comune.ise...
http://qualenergia.it...


Bernabe' Simone
Posted Aug 11, 2009 2:53 PM
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 732
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A volte se le amministrazioni comunali hanno delle buone idee si trovano delle ottime soluzioni per riutilizzare ex discariche.
Oggi è stata approvata la VIA in regione.
E se fosse andata cosi anche per Caluri?

Questo il progetto presentato per il comune di Ponte San Nicolò per riqualificare una ex discarica attraverso la realizzazione di un parco fotovoltaico.

I principali risultati che si ottengono con questo progetto si possono così riassumere:

si produce energia pulita, evitando l’uso di risorse non rinnovabili
si trasforma un territorio comunque compromesso valorizzandolo in termini ambientali
non si occupa del territorio produttivo ma si converte un luogo di occultamento e spreco di risorse ad occasione di riscatto energetico
si inizia a mettere la parola fine non solo all’attività di discarica ma anche all’idea, mai accantonata da qualcuno, che questa discarica possa continuare all’infinito (magari sopperendo alla non volontà di spingere ancor di più sulla raccolta differenziata).


http://www.legambient...
http://www.legambient...
http://www.novambient...
Vallan Sara
Posted Aug 23, 2009 11:25 AM
user 6458500
Villafranca di Verona, VR
Post #: 209
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Chiudete gli occhi e immaginate un mondo senza petrolio, dove l’energia è pulita, gli orti producono tutta la verdura di cui si ha bisogno e i supermercati vendono solo cibi a zero chilometri (cioè, prodotti in zona). Poi riapriteli e guardate meglio: un mondo del genere esiste già, è ancora piccolo e imperfetto, ma sta muovendo i primi passi.
it
Monteveglio, cinquemila anime in provincia di Bologna, è la prima città italiana di transizione. I suoi abitanti si stanno facendo contagiare da un gruppo di ecosognatori che hanno aderito a “Transition town”, movimento nato in Irlanda nel 2005 e definito dal Guardian “un esperimento sociale su vasta scala”. Oggi in Europa, Giappone, Usa, Canada, Australia, Sud Africa e Nuova Zelanda vivono persone che perseguono lo stesso obiettivo: convertire i centri abitati a un’esistenza ecologica che possa fare a meno del petrolio e dei suoi derivati. Tengono il conto dei barili di greggio estratti, sono certi che la decrescita economica ed energetica sia inevitabile, ma la vedono come un’opportunità. Non alzano la voce e non organizzano azioni dimostrative. Svuotano il mare con un secchiello.

A Monteveglio si praticano quei piccoli accorgimenti che possono migliorare la qualità della vita rispettando l’ambiente: orti in condivisione tra chi ha la terra e chi solo un terrazzo, patate in sacchi di juta per chi non ha spazio, giardini archeologici per specie ormai dimenticate. Chi non ha tempo o voglia di zappare sceglie l’agricoltura sinergica, suda all’inizio e poi guarda crescere, quasi da solo, il suo “orto pigro”.


Sono decine le famiglie che aspirando all’autosufficienza alimentare riescono ad evitare i supermercati almeno per frutta e verdura. Altre si uniscono in gruppi di acquisto energetico e installano pannelli solari o impianti fotovoltaici. La vecchia tazza sbeccata, invece di essere buttata, viene affidata al mercatino del riuso che mette in contatto chi cerca e chi offre. L’euro esiste ancora, ma non sarà il solo denaro a circolare: presto potrebbe arrivare anche una moneta locale.

Cristiano Bottone, rappresentante del movimento, spiega che il contagio ecologista, partendo dal basso ha finito con il bussare in municipio: “Gli amministratori stanno lavorando a un piano di riorganizzazione energetica dell’intero paese. Stanno raccogliendo dati per capire quali sono i giorni, le ore e le strade in cui la dispersione è maggiore. Partiranno da lì per ridurre i consumi”. Tra i contagiati una fattoria biologica: “Il proprietario sta pensando di trasformarla in una realtà libera dai combustibili fossili”. Lentamente, passo dopo passo, in paese si sta diffondendo l’idea che si può vivere in un mondo più pulito. Basta darsi da fare.

Gli eco-sognatori di Monteveglio si sono innamorati di una filosofia nata a Kinsale in Irlanda dove insegnava Rob Hopkins, docente universitario e fondatore del movimento. Da qui l’idea di zone franche, sempre più oil free, è migrata gettando i semi al di là dell’Oceano.

Ad esempio a Sandpoint, cittadina dell’Idaho che ha dato i natali a Sarah Palin, la ex candidata repubblicana alla vicepresidenza degli Stati Uniti. Mentre lei, in Alaska, faceva infuriare gli animalisti con una foto in cui la si vedeva accanto a un’alce abbattuta, i suoi concittadini coltivavano l’orto in cooperativa e si garantivano un’autosufficienza vegetale e biologica. A Bell, in Australia, i residenti si sono messi in testa di acquistare forni a legna e dicono che a guadagnarci non è solo l’ambiente, ma anche il sapore del pane. A Totnes, cittadina inglese nota negli anni ‘60 come meta hippy, abitano ancora oggi diverse comunità alternative che, insieme a cittadini più tradizionalisti ma comunque ecologisti, cercano di vivere senza combustibili fossili. Hanno cominciato con l’installare su ogni tetto dei pannelli solari e sono arrivati a introdurre una moneta, la Totnes Pound, che serve per acquistare prodotti rigorosamente locali.

“Totnes è diventata la mia seconda città - spiega Ellen Bermann, presidente del movimento in Italia -, ma anche da noi la transizione sta prendendo piede. Abbiamo meno di un anno, ma in questi mesi siamo cresciuti: sempre più persone visitano il nostro sito, partecipano agli incontri, s’inventano nuove pratiche oppure promuovono quelle avviate da realtà diverse, ma con i medesimi obiettivi”.

Molti dei transition townies - così si chiamano gli aderenti al movimento - sono iscritti ai Gas, gruppi di acquisto solidale, alle Banche del tempo e ad altre iniziative che considerano in sintonia con il proprio modo di vivere il presente e progettare il futuro. Tra di loro anche Jacopo Fo che, nella sua libera università di Alcatraz, ha ospitato uno dei primi incontri di transizione (VIDEO). D’altronde il padre Nobel si era già immaginato nel libro “L’apocalisse rimandata - ovvero benvenuta catastrofe” una società orfana del petrolio. Lo scambio d’informazioni - sono attivissimi su Internet con un sito wiki, cioè collaborativo - è infatti il primo passo per cambiare le comunità in cui si vive.

Per ora l’unica realtà italiana riconosciuta dalla rete internazionale è Monteveglio, ma gruppi guida sono nati a Granarolo, L’Aquila, Lucca e, ultimo in ordine di fondazione, Carimate in provincia di Bolzano. Altri si stanno organizzando in decine di comuni italiani tra cui Ferrara, Firenze, Mantova, Perugia, Reggio Emilia, Bologna, Bari e anche Palermo, Torino e Roma perché la “Transition town” non è una filosofia adatta solo a piccoli centri. Un esempio? Il quartiere di Brixton a Londra e l’intera città di Bristol.

(17 agosto 2009)

Dalla lista res - rete di economie solidali

www.retelilliput.org

www.retecosol.org
Bernabe' Simone
Posted Sep 10, 2009 4:06 PM
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 768
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Una invenzione italiana chiamata "TOTEM" di un ingegnere della FIAT pensate! il sig. Palazzetti che noi abbiamo sempre ignorato, io sono andato a vederlo di persona questo cogeneratore a Schoenau, altro che le nostre caldaie! Ancora una volta la Germania ci ha fregato.

da Repubblica:

Mini-centrali domestiche col motore della Golf. Accordo con la Lichtblick
La corrente in esubero andrà in un accumulatore e sarà ridistribuita tra i clienti
Elettricità fatta in casa
Volkswagen lancia la sfida
dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI

BERLINO - Dopo l'auto del popolo, ecco l'energia del popolo. La Volkswagen, il numero uno europeo e big global player mondiale dell'auto, l'azienda nata inventando col Maggiolino la vettura per tutti, si lancia a sorpresa nel mercato dell'energia con una trovata rivoluzionaria, che in Germania secondo Der Spiegel già fa tremare i produttori tradizionali. La trovata rivoluzionaria è appunto la mini-centrale elettrica in casa, in cantina o nello sgabuzzino, che produce l'energia per l'appartamento o il villino dove vivi, e trasmette l'esubero di produzione di energia a un accumulatore, il quale la redistribuisce in rete. Almeno centomila mini-centrali in domicili privati, interconnesse tra loro, possono fornire la stessa produzione di energia di due reattori atomici o di due grandi centrali elettriche a carbone. A prezzi molto interessanti per l'utente, e con alta efficienza nel rapporto consumo-produzione di energia. L'accordo è stato raggiunto tra Volkswagen e Lichtblick, un'azienda che produce e fornisce energia elettrica nel nordovest della Repubblica federale.

E' un'intesa che il colosso dell'auto e il piccolo, dinamico produttore-outsider di elettricità hanno firmato con validità da adesso per tutto il mondo. Entro il 2010 le mini-centrali domestiche saranno disponibili. E. On, Rwe, gli altri big del comparto energia in Germania, e forse oltre i confini tedeschi anche colossi come Edf, già si preoccupano: è una sfida che probabilmente non si aspettavano. E' la prima volta che Volkswagen, produttore d'auto "puro", si lancia alla grande in un altro comparto.

Funziona così. La mini-centrale, a prima vista, sembra un enorme frigorifero, o congelatore, o una piccola moderna caldaia. Dunque può facilmente trovare spazio nella cantina, nel locale-sgabuzzino, o in qualsiasi altro posto di una casa unifamiliare o di un appartamento. Il cuore dell'apparecchiatura è un motore Volkswagen a metano, derivato dai propulsori di serie della Golf, che produce energia di per sé e muove un generatore. La mini-centrale Volkswagen-Lichtblick fornisce l'energia necessaria al consumo domestico, con un'efficienza di produzione di circa il 94% nel rapporto consumo-produzione e produzione-utilizzo possibile di energia. Molto di più del 40% circa delle moderne centrali nucleari o a carbone.

Volkswagen e Lichtblick vogliono installare centomila mini-centrali in Germania in un primo momento, poi dare la caccia ad altri clienti. Ma non è tutto, appunto. Il resto, la produzione di energia residua, non utilizzata in casa, viene convogliata insieme alla residua produzione delle altre 99mila 999 centrali domestiche e immagazzinata in un accumulatore, con cui poi Lichtblick redistribuisce la corrente ai suoi utenti in rete. Tutto senza costruire costose nuove grandi centrali, solo interconnettendo come tanti mini-computer collegati grazie a Internet le centomila (e forse domani i milioni) di mini-centrali domestiche. Interessantissimi anche i costi d'acquisto ed esercizio per l'utente: l'installazione viene fornita per 5000 euro, poi si paga un canone mensile di 20 euro più il consumo mensile d'energia secondo le tariffe ufficiali, pubblicamente imposte, del gas. In più il produttore paga all'utente 5 euro mensili di "fitto" e 0,5 cent per ogni chilowatt immagazzinato nell'accumulatore. Riparazioni e manutenzione gratis.
(10 settembre 2009)
Vallan Sara
Posted Sep 14, 2009 10:35 PM
user 6458500
Villafranca di Verona, VR
Post #: 214
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L'illuminazione a LED del Sindaco - Comune di Canegrate (MI)

Risparmio energetico, basso impatto ambientale e grande versatilità: sono queste le principali caratteristiche dell’innovativo sistema di illuminazione pubblica “Archilede”, che è stato inaugurato lunedì 7 settembre a Canegrate (MI).

Insieme ad Alessandria, Piacenza Lodi e Monza, Canegrate è tra i primi comuni in Italia a sperimentare questa nuova soluzione proposta da Enel Sole, basata sull’impiego della tecnologia LED (Light-Emitting Diode).

Il settore dell’illuminazione pubblica rappresenta un punto di partenza ideale per la promozione di efficaci politiche di risparmio energetico che, in linea con le direttive della Comunità Europea, siano finalizzate a contenere gli sprechi ed eliminare dal mercato i prodotti ad eccessivo consumo, sostituendoli con altri più efficienti.

Archilede risponde a queste esigenze, consentendo importanti risparmi anche rispetto alle migliori tecnologie sino ad ora applicate nel settore. L’impianto LED attivato a Canegrate consentirà un risparmio di energia elettrica di circa il 31% rispetto al consumo attuale, con una riduzione dei consumi di 22.600 kWh/anno e quindi con una sensibile riduzione dei costi energetici e minori emissioni in atmosfera di circa 12 tonnellate all’anno di CO2, gas ritenuto il principale responsabile dell’effetto serra.

In proporzione, se tutti i Comuni italiani adottassero il nuovo sistema di illuminazione e nell’ipotesi di utilizzare a piena potenzialità le caratteristiche di luminosità e regolabilità dei LED, si potrebbero risparmiare fino a 2,5-3 miliardi di chilowattora annui, tagliando le emissioni in atmosfera di C02 di 1,2-1,5 milioni di tonnellate all’anno.

Il progetto pilota prevede l’installazione di un totale di 122 lampade Archilede e le vie interessate sono: Via F. Bandiera, Don Bosco, San Giorgio, Amalfi, Olona, Bandiera, Corridoni, D’annunzio e Via Olona.

“Per l’Amministrazione Comunale di Canegrate si tratta di un’iniziativa molto importante - dichiara il Sindaco Valter Cassani - perché va a favore del Patto di stabilità dei sindaci firmato a Bruxelles che prevede la riduzione de! consumo energetico e dell’emissione di CO2”.

“Al momento nessun Paese europeo utilizza lampade così innovative per l’illuminazione pubblica - ha commentato Emanuele Sguazzi, Responsabile Dipartimento Territoriale Nord - Ovest di Enel Sole -. La tecnologia che sperimentiamo a Canegrate, e che presto porteremo in altri comuni italiani, rappresenta un vantaggio per tutti: cittadini, amministrazioni e ambiente riducendo al tempo stesso costi ed emissioni e garantendo maggiore efficienza e affidabilità”.

http://www.comunivirt...
Elìa
Posted Sep 17, 2009 9:14 AM
user 8704132
Villafranca di Verona, VR
Post #: 98
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Ieri il Consiglio del Veneto ha bocciato solo con un voto in più la mozione delle minoranze (la Lega Nord si è "astenuta"....prime manovre di secessione dalla coalizione?) sull'ipotesi di centrale nucleare del Veneto...!!!

Ciao
Bernabe' Simone
Posted Oct 25, 2009 6:20 PM
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 846
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L'Arena 25/10/2009
BOVOLONE. Un appartamento in via Vespucci anticipa la normativa in vigore nel 2019
Prima casa a zero emissioni
autosufficiente e futuribile
Roberto Massagrande
Impianti fotovoltaici per acqua e per riscaldarsi recuperando anche l’aria con circolo forzato Piani cottura ad induzione

La palazzina in via Vespucci dove c’è un appartamento ecologico
A vederla sembra una villetta quadrifamiliare come ce ne sono tante. Ma in uno dei suoi appartamenti si nascondono soluzioni avanzate di risparmio energetico che ne hanno fatto la prima casa a zero emissioni di Bovolone. Le soluzioni adottate per questo immobile anticipano di almeno 10 anni le normative, rientrando già nella classe energetica «A» e negli obblighi delle concezioni edilizie che saranno in vigore a partire dal 2019.
L’appartamento si trova in via Vespucci ed ha subìto un radicale intervento di riqualificazione energetica. È stato cioé attrezzato con un «cuore verde», ecologico e rinnovabile. Nella palazzina, edificata nel 1994 e già allora all’avanguardia, sono stati fatti questi interventi: è stato installato un impianto fotovoltaico che soddisfa il fabbisogno di circa 3300 chilowattora all’anno; un cappotto isolante termico all’interno delle pareti perimetrali e nel soffitto dallo spessore di ben 12 centimetri; installati due pannelli solari termici che producono acqua calda con accumulo di 300 litri; installato un recuperatored’aria, per avere un circolo forzato, soprattutto in inverno, recuperando fino all’80 per cento del calore all’interno; sostituita la caldaia a gas con una pompa di calore; sostituiti i piani cottura a gas con quelli ad induzione che permettono di utilizzare il 100 per cento dell’energia elettrica per riscaldare gli alimenti.
Tutti questi interventi sono stati realizzati e asseverati da tecnici professionisti nel risparmio energetico e sono certificati.
«I tempi di ammortamento della spesa», spiega Massimo Sasso, uno dei progettisti della casa a zero emissioni e titolare della Elettrosat, «si aggira dai 7 ai 10 anni. Il costo per un edificio simile, ancora in costruzione, è più alto del 25 per cento rispetto alla spese preventivata, mentre per un edifico già costruito il costo varia a seconda di quanti anni ha l’edificio».
Da oggi in poi il proprietario di questo appartamento non dovrà più porsi il problema del «caro bolletta», gli basterà guardare il cielo e confidare nel sole.

Residenze Solari
Posted Nov 26, 2009 5:23 PM
user 10815755
Pisa, PI
Post #: 40
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Salve,

abbiamo il piacere cool di comunicarVi la nuova, utile e interessante iniziativa organizzata dal CENTRO RICERCHE su ECONOMIA, TERRITORIO e AMBIENTE (CRETA).

Per vedere subito di cosa si tratta, visitate il sito www.scuoladellerinnovabili.it

L'evento, intitolato Residenze Solari 2010 si muove nel solco del raggiungimento e mantenimento degli obiettivi di Kyoto e si proietta già al recepimento degli accordi che verranno siglati a Copenagen nel dicembre di quest'anno.

L'iniziativa è rivolta a tutti i cittadini maggiorenni ed si rivolge sia al mondo delle imprese, anche medio piccole, che dei proprietari di case o che sono in procinto di acquistarne o ristrutturarne una.

Un evento mirato, dedicato alla promozione del risparmio energetico, alla diffusione delle fonti di energia rinnovabile e alla crescita della consapevolezza sia individuale che collettiva.

Il tutto in quattro giorni di lezioni, seminari, approfondimenti, aggiornamenti, nella stupenda cornice di Pisa, biggrin a pochi passi dalla Torre più famosa del Mondo, e in contesto dinamico sia dal punto di vista culturale che professionale. Ecco come prende vita la nostra Scuola delle Rinnovabili

Dal 4 all'8 Dicembre ti apettiamo a Residenze Solari 2010.


Per scoprire come partecipare visitate il sito www.scuoladellerinnovabili.it


ciao.

ps: visto l'alto numero di interessati alla scuola, abbiamo deciso di prorogare il termine delle iscrizioni al 1 Dicembre smile

pps: potete diffondere questo messaggio ai vostri contatti che ritenete potenzialmente interessati.
liberopensiero
Posted Dec 3, 2009 5:36 PM
user 3739570
Verona, VR
Post #: 647
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Quanti delitti si compiranno in nome delle rinnovabili?
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