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Gruppo Beppe Grillo di Villafranca Message Board › Discarica di Caluri: e' arrivato il tempo delle decisioni!
| Carlo Reggiani | |
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A Caluri abbiamo una bomba ecologica: una discarica nella quale non sappiamo cosa ci sia finito! Sicuramente qualcosa di molto pericoloso considerato che la discarica e' stata sequestrata e inserita in un progetto provinciale di bonifica.
Ma incredibilmente nello stesso sito una azienda fotocopia della precedente (fallita, ma guarda te!), ha presentato un progetto di riapertura della discarica per versamenti di rifiuti tossici. E in Regione adesso sembra ci sia una bozza di relazione con orientamento affermativo alla richiesta!!!! Le nostre amministrazioni comunali e provinciali si sono sempre espresse negativamente... adesso Faccioli dovra' mettere alla prova tutte le sue leve in Regione, tanto decantante in campagna elettorale! Intanto ha preso tempo per studiare le carte. Studiamo anche noi: ho caricato la cronistoria karlo Venerdì 20 Giugno 2008 VILLAFRANCA. Slitta la valutazione di impatto ambientale che è premessa per l?apertura Il Comune temporeggia sulla discarica di Caluri Il sindaco Faccioli riesce a far rinviare la seduta in commissione regionale «Vogliamo guardare gli atti» In una bozza c?è parere positivo al progetto La minoranza ribadisce «Non va aperta» Fabio Tomelleri Il nodo discarica di Caluri è arrivato al pettine. Per adesso il Comune ha deciso di prendere tempo ed esaminare la questione sotto tutti i punti di vista. Il sindaco Mario Faccioli ha infatti chiesto e ottenuto dalla Regione il rinvio dell?ultima riunione della commissione che doveva valutare l?impatto ambientale del nuovo sito. Dall?incontro, previsto a Venezia per mercoledì a mezzogiorno, doveva emergere il parere definitivo sul progetto della società Rope, l?azienda che vuole realizzare un sito di stoccaggio di rifiuti speciali non pericolosi di un milione di metri cubi. Se non ci fossero stati ulteriori interventi, come quelli contrari espressi l?anno scorso da Comune, Provincia, Legambiente, Comitato cittadino di Caluri e i coltivatori, la procedura si sarebbe conclusa e la palla sarebbe passata agli uffici regionali per l?autorizzazione definitiva. Il sindaco Faccioli ha deciso di temporeggiare perché vuol leggere una per una le 80 pagine della relazione sul progetto che gli sono state spedite in municipio venerdì scorso. «Il materiale mi è stato inoltrato via e-mail quando gli uffici erano già chiusi. Comunicazione e documenti li ho visti solo lunedì. Prima della riunione c?erano solo due giorni di tempo e, visti gli impegni già assunti, ho chiesto e ottenuto un rinvio a data da destinarsi, per essere presente di persona». Il fascicolo inviato da Venezia reca un analisi complessiva e dettagliata del luogo dove dovranno essere smaltiti i rifiuti. È una bozza che dà parere favorevole. ma può essere modificata in commissione e l?ultima parola spetta sempre agli uffici regionali competenti. Il primo cittadino sa di muoversi su un terreno minato e non vuole fare passi falsi. «Dobbiamo esaminare le carte», dice, «sia con i nostri tecnici che con i nostri legali. A tal fine stiamo provvedendo con atti specifici». Faccioli non si sbottona, ma assicura che «garantiremo la tutela della salute dei cittadini e dell?ambiente. Per principio sono contrario alla discarica, ma dobbiamo valutare la questione dal punto di vista tecnico, legale e politico». L?opposizione, dal canto suo, preme perché il primo cittadino prenda una decisione e, soprattutto, che lo faccia in fretta. Saputa la notizia della riunione della commissione a Venezia, i cinque consiglieri di minoranza Paolo Martari, Graziano Tovo, Alessandrino Dal Maso, Luciano Zanolli e Renzo Piazzi si sono precipitati a scrivere al sindaco chiedendo che partecipasse alla riunione «per portare il parere contrario, ripetutamente espresso all?unanimità dal Consiglio comunale anche nella recente seduta del 26 maggio scorso». Il sindaco non anticipa come e quando convocherà un consiglio specifico per la variante urbanistica contro cave e discariche. Per questo gli esponenti di minoranza hanno ribadito la loro preoccupazione. «Visto che tale impegno è stato disatteso», hanno sottolineato, «in quanto l?argomento non è stato inserito tra quelli del consiglio del 12 giugno». «Confidiamo», hanno concluso, «nell?impegno del sindaco a scongiurare questa grave ferita al territorio e a Caluri». Edited by Bernabe' Simone on Jul 14, 2008 3:35 PM |
| Carlo Reggiani | |
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Mi correggo: l'azienda che ha avuto la gestione della discarica fin dalla sua apertura (Bastian Beton Spa di Valeggio) non e' fallita, ma ha venduto la discarica ad un'azienda del savonese lo scorso 26.10.2006 (Rope Srl di Cairo Montenotte).
karlo Edited by Carlo Reggiani on Jun 22, 2008 3:53 PM |
| Carlo Reggiani | |
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Ragazzi, qui a pensar male non si fa peccato, ANZI!
Incredibile GIALLO sulla perizia techica fatta anni fa sul fondo cava, perizia che certicava che a contatto con la falda acquifera non cer'a materiale inerte, ma rifiuti tossici e nocivi! E questa perizia scompare dall'ufficio del consulente per ricomparire negli scantinati del comune di Villafranca. Spero che lunedi' al consiglio ci saranno dei chiarimenti! karlo Martedì 24 Giugno 2008 VILLAFRANCA. Michele Sommaruga ha sporto denuncia ai carabinieri: svanite dalla sua casa di Verona sei cartelle con i sondaggi in cava Caluri, giallo alla discarica Il geologo: «Sparite le carte» Ma, come in un gioco di magia, le delicate perizie ricompaiono nel garage dell?Ufficio Ecologia Non accusa nessuno ma il fatto che la documentazione relativa alla tribolata vicenda della discarica di Caluri sia sparita dal suo ufficio per essere ritrovata, due mesi dopo, in una scatola nel garage dell?Ufficio Ecologia del Comune di Villafranca gli è sembrato quantomeno strano. E per questo, solo per formalizzare lo «spostamento» avvolto nel mistero, il geologo Michele Sommaruga è andato dai carabinieri a fare denuncia. Una vicenda quantomeno strana anche perchè dai fascicoli, sei cartelle relative ai sondaggi sul fondo della cava/discarica eseguiti negli anni, non manca assolutamente nulla. Solo erano ben lontani dalla sua casa di Verona. Rubate? Telecinesi? L?unica cosa «strana» che viene in mente a Sommaruga, ripensando a quei giorni, fu che una sera di febbraio notò che i tre cagnolini che ha in studio erano spaventati, non gli fecero le feste. Il geologo, da anni consulente del Comune di Villafranca e di numerosi altri enti pubblici, uno dei massimi esperti per quanto riguarda gli studi del sottosuolo e in particolare le condizioni delle falde, ricevette dal 1990 al 1992 l?incarico di eseguire sondaggi sul fondo della discarica di Caluri che ospitava rifiuti speciali pericolosi. In seguito alle anormalità registrate la procura scaligera aprì l?indagine e lui custodì la documentazione originale in archivio, nel suo studio. Questo l?antefatto, ma in tempi recenti, nel 2007, ricevette, sempre dal Comune di Villafranca, l?incarico di eseguire una relazione di contrasto allo studio ambientale presentato in vista della richiesta di riapertura della discarica. Nel febbraio di quest?anno, si legge nella denuncia presentata ai carabinieri di Villafranca, l?ufficio Ecologia gli chiese parte della documentazione, in particolare i certificati delle analisi chimiche effettuate sul fondo della discarica. Cercò le cartelle, prese le due in questione lasciando sul tavolo le altre quattro. Portò il materiale richiesto in municipio, il contenuto venne fotocopiato e l?11 febbraio, rientrando in ufficio, appoggiò le due cartelle sul tavolo. Fu in seguito che, non trovandole, credette di averle scordate a Villafranca ma là non c?erano: sulle prime non si preoccupò, era convinto di averle messe da un?altra parte. Durante le vacanze di Pasqua riordinò l?ufficio e si accorse che mancavano anche le altre quattro, ovvero tutto l?incartamento relativo alle analisi sulla discarica. Un mese dopo la telefonata che lo avvisava che le sei cartelle erano state trovate nel garage dell?Ufficio Ecologia. Non mancava nulla, ma come erano arrivate fino a Villafranca?F.M. Martedì 24 Giugno 2008 E anche il Comune presenta una denuncia Anche il Comune ha presentato una denuncia sui documenti della discarica di Caluri ritrovati nel garage dell?ufficio Ecologia. I responsabili comunali hanno denunciato «il ritrovamento di fascicoli rubati» ai carabinieri di Villafranca. Spetterà agli inquirenti indagare su come sono andate realmente le cose. Nemmeno in municipio sanno dare una spiegazione su quanto è accaduto, e il mistero rimane tale. Il sindaco Mario Faccioli non rilascia commenti. «Si tratta», spiega, «di un episodio accaduto prima del mio insediamento. Quello che c?era da fare è stato fatto . Ci penserà chi di dovere a fare luce su questa storia». Il garage dove sono stati ritrovati i fascicoli è accessibile solo con la chiave. F.T. |
| Carlo Reggiani | |
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Un aggiornamento sulla questione cave/discariche: parliamo della cava di Gazii (zona Alpo).
Venerdi' sera mi ha chiamato un giornalista de L'Arena per avere una dichiarazione sulla sentenza del Consiglio di Stato che rovesca la sentenza del TAR e da' ragione al comune che si opponeva alla discarica (si parla di rifiuti speciali dalla lavorazione del marmo conditi da stirene) Qui sotto l'articolo e piu' sotto la parte con le mie considerazioni. Ci siamo abbastanza con quanto riportato e quanto da me dichiarato, anche se si e' dimenticato di citare la questione di Caluri e dell'Autodromo come giustificazione del mio commento! Il titolista dell'Arena ci chiama Grillo-boys... vabbe'. karlo L'Arena sabato 12 luglio 2008 provincia pag. 31 VILLAFRANCA. I giudici romani hanno accolto il ricorso del Comune: il Tar dovrà rivedere la sua ordinanza Gazii, il Consiglio di Stato «sospende» la discarica di Fabio Tomelleri Il Consiglio di Stato dà ragione al Comune contro la discarica di fanghi di marmo di Gazii. Ma la battaglia non è ancora finita. Il tribunale di Roma ha accolto il ricorso in appello presentato dal Comune contro la Provincia e la Marmo Ambiente, sospendendo l?autorizzazione per la realizzazione della discarica. La quinta sezione ha imposto al Tar del Veneto di rivedere l?ordinanza con cui, il 13 dicembre scorso, aveva negato al Comune la richiesta di annullare la licenza per l?avvio del sito di smaltimento dei rifiuti. Il Comune si era rivolto al Consiglio di Stato il 21 aprile scorso. Aveva messo in discussione la determina firmata il 3 settembre 2007 da Ferdinando Cossio, dirigente del settore ecologia della Provincia, con cui autorizzava la Marmo Ambiente ad aprire l?impianto. I giudici di Roma hanno impiegato poco più di due mesi per emettere la sentenza, ritenendo che la questione in esame richiedesse una definizione rapida. L'avvocato Lorenzo Picotti ha difeso gli interessi del Comune contro la Provincia e la ditta. È stato proprio il legale a comunicare l'esito della seduta del Consiglio di Stato al sindaco Mario Faccioli. Il primo cittadino ha accolto positivamente la sentenza. Prima di cantar vittoria attende tuttavia che si pronuncino in maniera definitiva pure i giudici di Venezia. Ovviamente il sindaco si aspetta che, nel rivedere gli incartamenti, non vadano contro la decisione del Consiglio di Stato e diano perciò ragione al Comune. Faccioli ribadisce il no categorico alla discarica. «La sentenza del Consiglio di Stato», dice Faccioli, «è una mezza vittoria per il Comune. Siamo tuttavia soddisfatti perché le nostre richieste sono state ascoltate. Per il bene della cittadinanza speriamo che tutto si concluda positivamente». I motivi che hanno spinto il Comune a combattere la discarica di Gazii sono legati sia ai materiali che dovranno esservi stoccati sia alle caratteristiche del luogo dove sorgerà l?impianto. Il progetto prevede che vengano depositati rifiuti contenenti stirene, una sostanza tossico nociva. Il fondo della discarica si troverà a circa sedici metri di profondità, vicino alla falda acquifera. A cento metri di distanza c'è la presa dell'acquedotto di Cà Dell'Ora, che serve la zona a nord della città. La sentenza del Consiglio di Stato è arrivata dopo che per ben due volte, nell?ultimo anno, il Tar ha dato torto al Comune sulla discarica di Gazii. Il 25 luglio 2007 il tribunale accolse il ricorso della Marmo Ambiente e annullò la variante del piano regolatore contro le discariche. Successivamente respinse quello del Comune contro la discarica. sabato 12 luglio 2008 provincia pag. 31 «Ma continueremo a vigilare sull?ambiente» «Su cave e discariche i cittadini villafranchesi non devono lasciare deleghe in bianco a nessuno». Carlo Reggiani, esponente del gruppo Grillo per Villafranca, è soddisfatto per la sentenza che dà ragione al Comune sulla discarica di Gazii ma mette i cittadini. «Sul problema», dice, «occorre tenere sempre alta l'attenzione. Il caso di Caluri ci insegna qualcosa. Il nostro territorio è pieno di cave che, un domani, potrebbero diventare potenziali siti per accogliere rifiuti, e ciò non deve più accadere». Sulla battaglia legale del Comune, Reggiani dice: «Siamo contenti che il Comune abbia avuto ragione. Siamo però delusi dall'unità di intenti tanto sbandierata in campagna elettorale dal centrodestra. Nonostante governi il Comune, la Provincia e la Regione su temi delicati come questo si è presentato diviso ».F.T. Edited by Carlo Reggiani on Jul 14, 2008 3:40 PM |
| Carlo Reggiani | |
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Hanno approvato la discarica a Caluri!
Mi ha chaimato Ivo stamattina presto per avvertirmi che su L'Arena c'e' l'articolo! Ho preso il giornale... sto scrivendo un post per il blog... mi tocca essere cattivo! Stasera ci troviamo a Vigasio: partecipate che decidiamo come muoverci a Caluri (Ivo mi ha gia' proposto delle idee). Leggete il blog. karlo Edited by Carlo Reggiani on Jul 17, 2008 1:58 PM |
| Carlo Reggiani | |
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Ecco l'articolo su L'Arena
Giovedì 17 Luglio 2008 VILLAFRANCA. Passo avanti a Venezia per realizzare l’impianto che Comune e comitato di cittadini non vogliono La commissione dice sì alla discarica di Caluri Approvato il parere sull’impatto ambientale Ma il sindaco e la Provincia hanno votato contro Fabio Tomelleri Venezia ha detto sì alla discarica di rifiuti speciali di Caluri nonostante il no di Comune e Provincia. La commissione regionale per la valutazione di impatto ambientale ieri mattina, a maggioranza, ha dato parere favorevole all'impianto della Rope di Cairo Montenotte (Savona). Sia il Comune che la Provincia hanno votato contro il progetto. A rappresentare l'amministrazione villafranchese c'erano, oltre al sindaco Mario Faccioli, che ha alzato la mano per votare contro, anche il vicesindaco Alessio Adami e i due tecnici Giuseppe Galeazzi e Giancarlo Farina. Per la Provincia ha partecipato il dirigente del settore ecologia Ferdinando Cossio. La riunione, iniziata verso le 11, è terminata con la votazione dopo un'ora e mezza di discussione. La ditta che realizzerà la discarica ha ridimensionato il progetto rispetto all'originale. Dei sei lotti previsti, ne sono stati eliminati due, quelli che confinavano direttamente con l'ex cava dismessa per rifiuti tossico-nocivi della Bastian Beton. Così l'area è stata ridotta di circa un terzo rispetto al progetto originale. Questa e le altre precauzioni proposte dalla Rope sono state ritenute sufficienti dalla commissione che ha dato il via libera al progetto. Il piano dovrà passare attraverso gli uffici e la giunta regionale per l'approvazione definitiva. Il Comune nei giorni scorsi era riuscito a rinviare la riunione della commissione, che conclude l'iter di valutazione ambientale iniziato un anno fa. L'amministrazione ha detto no alla discarica riproponendo le stesse motivazioni che, l'hanno scorso, erano state preparate dai tecnici e votate all'unanimità dal consiglio comunale. «Alle osservazioni tecniche», dice il sindaco, «ho aggiunto la mia preoccupazione per la sensibilità del sito. Io non critico il progetto in sé, né il modo di lavorare della ditta, che si è dimostrata disponibile. Ciò che mi preoccupa è la vulnerabilità della zona in cui sorgerà la discarica. Si tratta di un area delicata, che è già stata compromessa da una serie di problemi che si sono verificati in passato». Sulle prossime mosse del Comune, Faccioli non si sbilancia. Prima si consulterà con il resto dell'amministrazione e con i tecnici e poi valuterà il da farsi. «La nostra posizione nei confronti della discarica», dice, «continuerà a essere critica anche se dovremo valutare una linea strategica alla luce di questo parere positivo. È una questione che va affrontata con serenità, ma anche con preoccupazione». Franco Bonfante, consigliere regionale del Pd, ribadisce il proprio no alla discarica. E critica anche l'atteggiamento del centrodestra. «Sono a dir poco esterrefatto nell’apprendere la notizia», dice, «ed è una scelta grave, perché il sito di Caluri si trova in condizioni ambientali già compromesse dagli effetti prodotti con l’insediamento di una precedente discarica, e perchè il buon senso avrebbe voluto che si procedesse con una bonifica del terreno». «Il centrodestra», prosegue Bonfante, «la smetta di fare il doppio gioco, far finta di essere contrario al livello locale per poi smentirsi in Regione. Vediamo ora cosa farà l’amministrazione di centrodestra di Villafranca: non sarà sufficiente un semplice ricorso al Tar, ma dovrà dimostrare di battersi per la tutela dell’ambiente del suo Comune». |
| ivo mondini | |
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Aggiungo anche qui l'istanza presentata oggi in comune per conoscere le modalità di opposizione alla discarica di Caluri che il Comune attuerà.
Al Signor Sindaco del Comune di Villafranca Mario Faccioli All’Ufficio Protocollo del Comune di Villafranca All’Assessore all’Ambiente Alessio Adami Oggetto: istanza a norma art. 31 Statuto del Comune di Villafranca di Verona sulla discarica di Caluri Premesso che - come riferito dalla stampa, in particolare L’Arena del 17 Luglio 2008, la Commissione regionale per la valutazione di impatto ambientale ha dato il parere favorevole all'impianto della Rope di Cairo Montenotte (Savona), per la realizzazione di una discarica di rifiuti speciali a Caluri, - che l’area è già notevolmente compromessa dai lotti I e II e III della precedente discarica, cosi come si evince dalla Relazione del 11 aprile 2005 dei Tecnici Sommaruga e Farina incaricati dal Comune di Villafranca nelle “Osservazioni tecniche sullo studio di impatto ambientale” rilevando che: (…) Si fa presente che sia nel lotto 2 che nel lotto 3, sia stata rilevata la presenza di rifiuti non conformi ai dettami autorizzativi,ed il lotto n. 2 è stato messo in sicurezza e non bonificato, Tale soluzione è stata applicata vista l’impossibilità di un intervento di asportazione radicale di tutti i rifiuti già messi a dimora. Lo studio d’impatto ambientale presentato non tiene conto della situazione del sottosuolo della ex cava, che fu ampiamente studiata e verificata dai tecnici del Comune dal febbraio 1990 al marzo 1991. Si accertò innanzitutto che la cava era stata sovraescavata per un totale di 282.393 mc rispetto all’ammissibile, In secondo luogo si scoprì che il fondo cava era stato interrato sino a 10 m dal piano campagna utilizzando materiali assimilabili a categorie merceologiche non idonee allo stoccaggio libero: rifiuti speciali, rifiuti urbani e inerti per demolizioni in percentuali variabili dal 36,47% al 39% del totale conferito.): Nei controlli chimici che vennero attivati dall’ARPAV, dall’anno 1996 in poi si accertò la compromissione del chimismo della falda da monte a valle in rapporto alla cava-discarica La zona della cava-discarica di Caluri si trova in una porzione di estrema vulnerabilità della pianura veronese, in quanto interna alla fascia di ricarica degli acquiferi. I sedimenti sotterranei ospitanti la falda sono costituiti da alluvioni prevalentemente ghiaiose-sabbiose, aventi in zona lo spessore di almeno una settantina di metri, ciò comporta che, almeno sino a questa profondità, l’acquifero è da considerarsi indifferenziato e pertanto estremamente vulnerabile; d’altronde, come noto, ci troviamo in piena zona di ricarica degli acquiferi. Il fondo di tutta la cava-discarica, ospita mediamente uno spessore di 2,25 metri di materiali di riporto di cui circa il 38% è costituito da rifiuti assimilabili agli speciali, agli urbani e agli inerti, che risultano imbevuti di acqua di falda per il 50% del loro spessore in anni di scarsa alimentazione idrica e completamente sommersi in anni di ricarica pingue.(…) Tali elaborazioni confermano l’avvenuto peggioramento della qualità dell’acqua di falda al di sotto dell’area di discarica da monte verso valle, in armonia col senso di deflusso della falda e con la presenza sul fondo cava di riporti con abbondanti rifiuti di varia tipologia (circa 38% del totale) e dei lotti 2 e 3 della discarica di II categoria tipo B. Infine sottolineiamo che, tenendo conto della velocità reale di scorrimento della falda accertata dall’Ing. Santo Cozzupoli (Tecnico della B.Beton) pari a 1,66 metri al giorno, i tempi di attraversamento della falda dalla cava-discarica ai pozzi acquedottistici distanti rispettivamente 3900 m e 5730 m, teoricamente valutati nello studio di VIA in 8,9 e 13 anni sono in realtà ridotti di circa il 25% e cioè a 6,5 e 9,5 anni. Va comunque evidenziato che il pozzo per approvvigionamento potabile umano più prossimo alla discarica è quello ubicato circa 200 a valle della stessa, appartenente all’Aeronautica Militare, che si è infatti dotata di un pozzo autonomo. A tale pozzo gli inquinanti potrebbero pervenire dopo soli circa quattro mesi, rendendo impossibili o ridotti al limite i tempi di approntamento di interventi di bonifica e messa in sicurezza. Tenuto conto che - il Sindaco sull’Arena del 17 luglio 2008 ha dichiarato quanto segue: «Alle osservazioni tecniche», dice il sindaco, «ho aggiunto la mia preoccupazione per la sensibilità del sito. Io non critico il progetto in sé, né il modo di lavorare della ditta, che si è dimostrata disponibile. Ciò che mi preoccupa è la vulnerabilità della zona in cui sorgerà la discarica. Si tratta di un area delicata, che è già stata compromessa da una serie di problemi che si sono verificati in passato». (..) «La nostra posizione nei confronti della discarica», dice, «continuerà a essere critica anche se dovremo valutare una linea strategica alla luce di questo parere positivo. È una questione che va affrontata con serenità, ma anche con preoccupazione». Gli scriventi Chiedono - copia della relazione tecnica redatta dalla Commissione regionale di impatto ambientale che autorizza la ditta Rope di Cairo Montenotte (Savona), per la realizzazione di una discarica di rifiuti speciali a Caluri, - quali forme di opposizione alla discarica l’amministrazione comunale intende mettere in atto e con quali tempi e modalità - se tra queste è prevista l’opposizione al parere della Commissione predetta, facendo ricorso al TAR regionale del Veneto - se inoltre è stata inoltrata una lettera di protesta all’assessore regionale competente, poiché ancora una volta Villafranca subisce decisioni prese da organi superiori (questa volta la Regione, altre volte la Provincia) senza minimamente avere alcuna voce in capitolo nella gestione del proprio territorio e a garanzia della qualità della salute dei propri cittadini. Cordialmente. Firmato: Mondini Ivo, Reggiani Carlo Per contatti: mail ivo15@tiscali.it In fede. Edited by Carlo Reggiani on Jul 31, 2008 4:03 PM |
| Carlo Reggiani | |
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Ecco una buona idea per il futuro di Caluri (premesso che prima bisogna BONIFICARE quello che c'e' in quel buco!)
karlo http://www.buonenotiz... Ad Empoli primo parco eolico sostituisce discariche In Toscana miniere di energia verde su ex discariche dismesse 24 luglio 2008. Empoli? Una città solare! E non solo per la simpatia dei toscani, le verdi colline o le bellezze architettoniche. La cittadina in provincia di Firenze, infatti ospiterà il primo parco fotovoltaico d’Italia ricavato da un’ex-discarica. L’energia verde verrà poi venduta a prezzi concorrenziali ai cittadini dell’area toscana. L’iniziativa vuole risolvere il problema del reperimento di aree adatte all’installazione di grandi pannelli che in alcuni casi possono avere un grande impatto visivo. “In questo modo – ha spiegato il presidente della provincia di Firenze, matteo Renzi – permetteremo anche a coloro che non possono installare sul proprio tetto di casa pannelli solari (magari a causa delle restrizioni paesaggistiche dei Comuni) e di accedere alle energie rinnovabili utilizzando i contributi e le agevolazioni che sono previsti per la realizzazione di questi impianti. Ciò permette di ammortizzare notevolmente la spesa per l’installazione e renderla possibile per molti cittadini”. Per raggiungere questi obiettivi la Provincia di Firenze ha aggiunto un'ulteriore possibilità: il “mille per mille”, un bando di incentivazione della provincia di Firenze che – sommato al “Conto Energia” messo a disposizione dallo Stato – rende la costruzione di un impianto solare davvero appetibile. “Puntiamo a dimezzare il nostro fabbisogno di energia tradizionale nell’arco di sette anni. L’obiettivo è quello di diventare la seconda Provincia più verde d’Italia dopo Bolzano con la quale, comunque, stiamo concludendo un accordo per far partire il sistema di certificazione CasaClima”, che rappresenta la seconda novità illustrata ai giornalisti durante la conferenza stampa fiorentina: la certificazione CasaClima, ideata dal bolzanese Norbert Lantschner, permetterà di identificare gli edifici sostenibili e di garantirli. Francesca Farina |
| Bernabe' Simone | |
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Io mi chiedo una cosa, ma se questa Rope vuole fare tutto in maniera legale perchè non viene a chiedere di riaprire una discarica quando il posto e' stato correttamente bonificato? se il presupposto della riapertura parte già da un vantaggio economico come andrà a finire?
Qui stiamo giocando con la salute dei cittadini!!!!, il posto è gia abbastanza compremesso dall'irresponsabilità dell'ultima amministrazione, anche se resta super controllato ma si puo' avere solo l'idea di riaprire la discarica nella situazione in cui e' messa? Sicuramente la società Rope avrà letto tutta la situazione della discarica.... allora mi viene da pensare come puo' una società onesta chiederne la riapertura? Martedì 12 Agosto 2008 VILLAFRANCA. La società Rope fa capo alla famiglia Pensiero di Cairo Montenotte (Savona). Padre e figlio impegnati nel progetto di riapertura dell’impianto I signori della discarica «Porte aperte ai controlli» Il sito di Caluri si chiamerà la «Cthiarina» I nuovi proprietari vengono dalla Liguria «Lavoreremo rispettando tutte le leggi» Luigi Grimaldi Vengono dalla Liguria per riaprire la discarica di Caluri, il sito che ha avvelenato un pezzo di vita politica e sociale di Villafranca per almeno quindici anni. I nuovi proprietari del buco che, quando la giunta regionale darà il via libera sarà riempito di rifiuti, sono di Cairo Montenotte, provincia di Savona. I loro nomi: Roberto Pensiero, 35 anni, amministratore della Rope; suo padre Franco, 68 anni; Franco Carlotto, avvocato, nipote di Franco Pensiero. Sanno bene che questa avventura qui significa camminare su un terreno minato. Per questo, dicono subito che la loro attività non avrà segreti. «I comitati, le associazioni, i consiglieri comunali e altri gruppi riconosciuti possono mandare da noi i propri esperti quando vogliono», spiega Franco Pensiero, «perchè se ci viene chiesto di controllare come stiamo lavorando, noi siamo felici di dimostrarlo in qualunque momento». Solo propaganda? Oppure un modo per spezzare la resistenza del comitato e di Legambiente che non vogliono la riapertura della discarica di Caluri? «No, la nostra intenzione è fare le cose nel massimo rispetto della legge», risponde Franco Pensiero, fondatore dell’omonimo gruppo, una costellazione di imprese che si occupa di trasporti di rifiuti e di discariche. Guardando orgogliosamente suo figlio, racconta che lui ha una fedina penale immacolata. «Sono sempre stato pulito, non ho mai subito una condanna, pur lavorando in un settore a rischio e sottoposto a continue inchieste». È vero? Sì, da un controllo risulta che è proprio così. Un esempio: nel 2003, finì sotto le verifiche dell’ex sostituto procuratore di Venezia Felice Casson che indagò su uno stoccaggio di rifiuti a Portogruaro. Fu prosciolto. A Cairo Montenotte dicono che Pensiero è un imprenditore d’assalto, ma che sa bene qual è il punto in cui deve fermarsi. «È inutile che per qualche camion in più io rischi la mia reputazione», aggiunge. E poi ricorda: «Fummo impegnati nella prima emergenza rifiuti a Napoli. Ai primi segnali strani, abbiamo smesso». Roberto Pensiero ha deciso che il sito avrà un nuovo nome: basta con "discarica di Caluri", evocativo di anni terribili per Villafranca. La sua si chiamerà la "Chiarina", in onore di un cane che ama tantissimo. Toccherà a questo giovane imprenditore raccogliere la responsabilità legale che fu della famiglia Cordioli. E sui sospetti che la società Rope altro non sia che una ditta prestanome proprio dei Cordioli, Franco Pensiero taglia corto: «Solo dicerie. Noi pagheremo quanto pattuito a Cordioli nel momento in cui la Regione ci darà la concessione. Dopo, la vecchia gestione non avrà più nulla a che fare con questa discarica». Ma la riapertura del sito di Caluri sta già agitando i sonni dei villafranchesi e l’uscita di scena di Cordioli potrebbe non bastare. Roberto Pensiero si spinge oltre: «Noi faremo lavori in più per garantire la massima sicurezza. Il nostro è un progetto completo. Siamo pronti a stipulare un protocollo per monitorare con telecamere 24 ore su 24 l’attività nella discarica. In questo modo, nessuno può dire di aver visto camion scaricare di notte e di nascosto. Sarà tutto documentato». Pensiero padre e figlio non nascondono che l’affare dei rifiuti qui a Villafranca è una grande torta. Sullo sfondo c’è un possibile accordo con l’Amia per scaricare a Caluri gli scarti della lavorazione industriale, i cosiddetti rifiuti assimilabili e non putrescibili. |
| Vallan Sara | |
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Forse l'istanza è servita a qualcosa.....
L'Arena - Venerdì 5 Settembre 2008 Incaricati gli avvocati per la discarica di Caluri Prosegue la battaglia legale dell’amministrazione comunale contro l’apertura della discarica di Caluri da parte della Rope di Cairo Montenotte (Savona). La giunta, con una delibera, ha incaricato gli avvocati Nicola Avanzi e Giancarlo Farina di seguire le pratiche riguardanti l’apertura dell’impianto di stoccaggio di rifiuti speciali. Il Comune ha incaricato i legali dopo che la commissione per la valutazione di impatto ambientale regionale aveva dato, nei mesi scorsi, parere favorevole al progetto, stralciando due dei sei lotti originariamente previsti. Per il loro incarico Avanzi e Farina riceveranno 4 mila 284 euro ciascuno. L’amministrazione ha chiesto ai due legali di «effettuare tutte le verifiche sulla documentazione presentata dalla ditta: si ritiene opportuno che il legale ed il tecnico accertino preliminarmente il reale stato delle cose per attivare le azioni legali più adeguate a tutelare gli interessi del Comune». La discarica di Caluri dovrebbe accogliere rifiuti speciali non putrescibili accanto all’impianto usato in passato dalla Bastian Beton.F.T. |