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Bernabe' Simone
Posted Jun 10, 2008 2:16 PM
simone75
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Martedì 10 Giugno 2008

FUMANE. Il quadro sanitario non presenta situazioni preoccupanti: unico neo l?impennata delle patologie circolatorie
Malattie e inquinamento L?Ulss spegne l?allarme
Lo Spisal: «Non si sono riscontrati picchi anomali di patologie nelle denunce dei lavoratori del cementificio»

Giancarla Gallo
La situazione sanitaria a Fumane non rivela alcun dato preoccupante per la cittadinanza in termini di malattie e patologie legate all?inquinamento. E? questa, in sintesi, la risposta che l?Ulss 22 di Bussolengo ha fornito al dottor Gianstefano Blengio, del Servizio di Igiene e sanità pubblica di Villafranca, che aveva chiesto di effettuare un?indagine accurata sul problema dell?inquinamento. Una esigenza emersa soprattutto dopo le polemiche sollevate nelle ultime assemblee pubbliche, indette dalle associazioni ambientaliste e dalla Cementirossi, in occasione della presentazione degli studi di valutazione di impatto ambientale per l?ampliamento del cementificio.
Se ne era parlato anche nell?ultima seduta della commissione ambientale, costituita soprattutto da cittadini fumanesi, a cui aveva partecipato lo stesso Blengio, quando era stato posto un quesito molto preciso: e cioè se la presenza del cementificio nella Valle dei progni, con le sue emissioni in atmosfera e il continuo traffico, rappresentato dai mezzi pesanti, potesse costituire un serio pericolo per la salute degli abitanti del paese e dei comuni limitrofi. Le emissioni in atmosfera, infatti, a causa della ventilazione nella vallata, si spostano e raggiungono anche i paesi vicini.
I tecnici dello Spisal, il Servizio di prevenzione igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro dell?Ulss 22 di Bussolengo, spiegano che «non si sono riscontrati picchi anomali di patologie nella zona di Fumane, interessata dalla presenza di un cementificio nelle denunce di malattie professionali dei lavoratori del cementificio stesso». L?indagine riguarda il periodo dal 1989 al 2008. E? stato preso in esame anche l?«Atlante di mortalità regionale», la pubblicazione della Regione per gli anni dal 1980 al 2000. Per Fumane è stato riscontrato un unico eccesso di mortalità rispetto alla media regionale relativamente alle malattie del sistema circolatorio nei maschi dal 1991 al 2000.
Il documento dice espressamente, però, che non ci sono sistemi di sorveglianza continua relativi a dati di morbosità o mortalità standardizzati a livello comunale. Per avere un quadro più completo e esaustivo della situazione si attendono ora i risultati del monitoraggio effettuato dall?Arpav, che saranno presentati giovedì.
Carlo Reggiani
Posted Jun 11, 2008 5:15 PM
carloreggiani
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"Cosa ne pensate del nucleare?" ci ha chiesto l'assessore Adami in occasione dell'incontro di due settimane fa.

Personalmente penso che in Italia non riusciremo a costruire nessuna centrale. Questo interesse governativo per l'argomento forse servira' a ridare un po' di speranza agli italiani che qualcosa si sta facendo, distogliendoli dal guardare cosa gli costa la benzina o la bolletta elettrica, ma soprattutto servira' a pagare qualche professorone universitario per una serie interminabile di consulenze (arrivano notizie fresche dal Politecnico di Milano).

Anche bene si decida di fare una centrale (dove?????), vediamo chi si mette ad investire 3 miliardi di euro (che poi diventano 6) in Italia per costruire una centrale di terza generazione e che quindi ha ancora il problema delle scorie. Per non parlare dell'uranio che non e' proprio n materiale a buon mercato e che comunque si esaurisce anche lui!

Il professor Rubbia ci ricorda che gli USA non costruiscono nuove centrali dal 1979, come del resto non stanno costruendo da decenni nuovi inceneritori. Va bene essere in controfase con i cicli economici e tecnologici, ma insomma qualche ragionamento sarebbe da fare, o no?

A Proposito di statuitensi, cosa ne pensa Rifkin del nucleare?

da http://www.ambientene...
Rifkin e l'energia fai-da-te

Jeremy Rifkin, il profeta della rivoluzione energetica verde, non ha dubbi: quella atomica è una strada sbagliata, di retroguardia. Gli accesi sostenitori affermano che il nucleare è pulito, non produce diossido di carbonio e darà forte impulso per risolvere il cambiamento climatico. Un ragionamento che non torna se si guarda allo scenario globale.

Oggi sono in funzione nel mondo 439 centrali nucleari e producono circa il 5% dell'energia totale. Si stima che affinchè il passaggio al nucleare possa avere un impatto positivo sull'ambiente bisognerebbe costruire 3 centrali ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. Così facendo il comparto nucleare fornirebbe il 20% di energia totale e comincerebbe a fare la differenza, ma procedere a questo ritmo è umanamente impossibile. Basta pensare che la Cina, che si avvia ad essere il principale consumatore di energia, ha programmato la costruzione di "appena" 44 nuove centrali nei prossimi 40 anni per raddoppiare la sua potenza produttiva.

Inoltre l'uranio - sostiene Rifkin - presto imboccherà la sua parabola discendente: ce ne sarà di meno e costerà di più. Stando agli studi dell'agenzia internazionale per l'energia atomica l'uranio comincerà a scarseggiare dal 2025-2035. Come il petrolio sta per raggiungere il suo peak e i prezzi, quindi, andranno presto su. Ciò si ripercuoterà inevitabilmente sui costi per produrre energia.

In più, non si sa ancora come trasportare e stoccare le scorie. Gli USA hanno straordinari scienziati e hanno investito 8 miliardi di dollari in 18 anni per stoccare i residui all'interno dei monti Yucca, dove avrebbero dovuto restare al sicuro per quasi 10 mila anni. Hanno già cominciato a contaminare l'area nonostante i calcoli, i fondi e i super-ingegneri. Partendo da queste basi, non sarebbe improponibile pensare ad un nuovo scenario tipo Napoli, e questa volta i rifiuti sarebbero nucleari.

Il guru dell'economia dell'idrogeno ha sollevato anche il problema dell'acqua per la gestione degli impianti nucleari, facendo notare che circa il 40% dell'acqua potabile francese serve a raffreddare i reattori. L'estate di cinque anni fa, quando molti anziani morirono per il caldo, uno dei danni collaterali che passarono sotto silenzio fu che scarseggiò l'acqua per raffreddare gli impianti. Come conseguenza fu ridotta l'erogazione di energia elettrica e morirono ancora più anziani per mancanza di aria condizionata. Ma la politica a volte segue altre strade rispetto alla razionalità, è inquinata da considerazioni ideologiche.

Il nucleare è un modello energetico centralizzato, dall'alto in basso, appartiene al XX secolo, all'epoca del carbone. Servono grossi investimenti iniziali e altrettanti di tipo geopolitico per difenderlo. Invece quello che Rikfin identifica come "terza rivoluzione industriale" è un sistema distribuito e condiviso, dal basso verso l'alto, in cui ognuno si produce la propria energia rinnovabile e la scambia con gli altri attraverso reti intelligenti.

In Spagna, dove si sta procedendo molto rapidamente verso le rinnovabili, alcune nuove compagnie energetiche basano le loro fortune proprio sullo studio e la realizzazione di soluzioni verdi. Il nucleare è una tecnologia matura e non creerà nessun posto di lavoro, le energie alternative potrebbero produrne migliaia.

Il nucleare ha basse probabilità di incidente ovvero non succede mai niente di brutto, ma se qualcosa va storto può essere una catastrofe, come Chernobyl. Un motivo in più, a detta dell'economista statunitense, per spingersi verso un modello energetico pulito e decentrato.

(Pierangelo Sciddurlo)
Bernabe' Simone
Posted Jun 11, 2008 9:44 PM
simone75
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mercoledì 11 giugno 2008 cronaca pag. 10

RIFIUTI & AMBIENTE. Il presidente Sardos Albertini al Club Propeller ha spiegato i piani futuri dell'azienda e le sue alleanze strategiche

L'Agsm produrrà più energia pulita

«Privatizzare? Prima di farlo pensiamoci bene. Perchè oggi l?Agsm, Spa a capitale comunale, è una garanzia per i veronesi. Perchè non pensa solo al risultato economico, ma deve guardare all?ambiente e alla salute, alla salvaguardia dei valori. E lo stesso vale come messaggio ai veronesi che potrebbero essere tentati di passare ad altri fornitori. Quando noi facciamo utili certamente questi tornano poi nella comunità, sul territorio». È stata l?ultima riflessione del presidente di Agsm, Gian Paolo Sardos Albertini alla conferenza con la quale il Propeller club ha proseguito la serie degli incontri con i rappresentanti di organismi amministrativi ed economici veronesi.
Non una riflessione politica quella di Sardos, come ha rilevato la presidente del Club, Patrizia Martello, ma frutto di sensibilità, attenzione e di conoscenze anche tecniche delle problematiche legate all?azienda, alla sua funzione di produttore e distributore di utilities prime fra tutte energia, gas e acqua. Sardos Albertini ha affrontato temi fondamentali come le dimensioni e le alleanze, le prospettive per Ca? del Bue, le nuove fonti energetiche, il teleriscaldamento, con cogenerazione (come dovrà essere fatto al Quadrante Europa).
Sulle dimensioni è evidente, per il presidente, la necessità di ottimizzare gli acquisti, per poter spuntare, sui mercati mondiali, le migliori condizioni. Le strade sono due: o i consorzi di acquisto o una partnership orientata al commerciale. E in queste direzioni Agsm si sta movendo. Lo deve fare dopo aver perso l?occasione di una forte alleanza possibile con la fusione con l?azienda bresciana e, stanti le difficoltà a far decollare, con la collaborazione di tutti, il progetto di Veneto Sviluppo, che prevedeva di mettere insieme le grandi società di utility del Triveneto, con quattro società di scopo. Restano aperte anche le possibilità di alleanze e aggregazioni a livello internazionale con forti partner, uno storico tedesco ed uno francese.
Agsm si pone ormai sul mercato come un grande produttore in proprio di energia. Sia con la centrale di Salionze, in cogestione con Brescia-Milano (Due A) sia con le storiche centrali idroelettriche. Il passaggio, però, è solo all?inizio. Ci sono due obiettivi da raggiungere con la certificazione verde: l?abbassamento del 20% della CO2 entro il 2020 e la produzione del 20% di energia con le rinnovabili. Da qui il ripristino della centrale a energia solare Zambelli, le intese con i detentori di grandi superfici (come Veronafiere, Veronamercato e la ex sede dell?Apt) e quella, che prevede finanziamenti per i piccoli. La prospettiva in chiave industriale è data dall?eolico con gli impianti sull?Appennino (entro la fine anno anche su quello toscoemiliano). C?è poi l?accordo con il Comune di Rivoli e, in prospettiva, con Affi.
Il presidente non è si è sottratto alle domande su Ca? del Bue. Si ripartirà, ha assicurato, con la realizzazione di una fornace a griglia per le attuali 500-600 tonnellate di rifiuti. Poi spetterà ai politici valutare se si dovrà fare l?investimento per raddoppiare il potenziale e, come previsto dai piani regionali, risolvere i problemi di un?area più vasta. I Comuni vicini devono capire i vantaggi per tutti (oltre alle garanzie, potrebbero ricevere delle royalties) con la valorizzazione dei rifiuti (mantenendo la differenziata) in termini di eliminazione e anche di produzione di energia e di calore.F.R.
Bernabe' Simone
Posted Jun 29, 2008 3:18 PM
simone75
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domenica 29 giugno 2008 provincia pag. 29

FUMANE. Alla serata promossa da Valpolicella 2000 in primo piano il documento congiunto delle due amministrazioni comunali sul progetto del nuovo forno

Cementificio, torre troppo alta

Si è costituito nel corso dell?assemblea pubblica dell?altra sera un comitato per sensibilizzare la popolazione di Fumane al referendum che l?associazione Valpolicella 2000 ha richiesto di indire per il prossimo autunno.
La popolazione fumanese - nel caso l?amministrazione comunale desse il via libera o dopo una eventuale raccolta di almeno 500 firme, come vuole lo statuto comunale - è chiamata a dire se vuole che il cementificio resti nella Valle dei Progni oppure no.
La provocazione da parte dell?associazione, che ha già fissato per il 5 ottobre la terza marcia pacifica per difendere l?oasi di Marezzane, nasce dal fatto che «si è concluso il primo ciclo produttivo del cementificio che si trova in Valpolicella dal 1962», ha detto Daniele Todesco, presidente di Valpolicella 2000. «Ora c?è bisogno di rimodernare tutto lo stabilimento ormai vecchio e renderlo meno inquinante e adatto a ricevere tonnellate di rifiuti anche da Ca? del Bue, appena riaprirà».
Non ha dubbi, Todesco, sul fatto che il futuro del cementificio sia di diventare un ricettacolo per i rifiuti: i fanghi dei marmi, le ceneri degli inceneritori, gli scarti di lavorazione e gli pneumatici.
«Così come si sta facendo negli altri stabilimenti Cementirossi, soprattutto a Pederobba, vicino a Treviso, dove si bruciano 60 mila tonnellate di pneumatici usati provenienti da tutta Italia. Con conseguenze disastrose non solo per il territorio, ma anche per l?aumento di traffico».
Non è mancata l?ironia da parte del pubblico, una cinquantina di persone, intervenuto nei confronti dell?amministrazione: «Secondo il sindaco, Mirco Frapporti, non ci sono problemi di traffico, va tutto bene; mentre per il capogruppo di minoranza, Domenico Bianchi, il traffico è così caotico che bisogna subito fare delle arterie alternative, bucando le montagne e creando una strada che convogli i mezzi pesanti provenienti dalle cave della Lessinia, passando tutto da Fumane».
Intanto i comuni di Marano e Fumane hanno preparato un documento congiunto con le osservazione sulle tre valutazioni di impatto ambientale presentate dalla Cementirossi.
Documento che è già stato discusso e approvato dall?amministrazione di Marano, con il voto contrario delle minoranze. La questione più importante sollevata è stato il notevole impatto ambientale che la torre del nuovo forno a cicloni comporterà.
Dal versante nord e nord est la torre si vedrà in maniera rilevante con i suoi 103 metri di altezza e il suo diametro. Nella relazione (che è stata inserita nel sito internet del comune) si legge una dettagliata descrizione delle peculiarità della zona: la bellezza delle colline, l?importanza del santuario di Santa Maria Valverde, da cui si gode un panorama stupendo, l?intenzione di creare un parco archeologico sul monte Castelon dopo la riscoperta del tempio della dea Minerva (sembra essere uno dei più importante del nord Italia), il castello scaligero di Federico della Scala. Sono state richieste all?azienda modifiche al progetto, per diminuire l?impatto.
L?inquinamento non è stato ritenuto un problema, visto che il rimodernamento dello stabilimento prevede filtri più efficenti e minori emissioni. Nella relazione allegata redatta dal dottor Sassi, dell?Arpa di Piacenza, si accenna anche a un nuovo problema da valutare, oltre al rumore: quello delle vibrazioni trasmesse al suolo.G.G.
Bernabe' Simone
Posted Jul 1, 2008 4:52 PM
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Martedì 1 Luglio 2008


FUMANE. L?Agenzia regionale per la protezione ambientale replica alle critiche rivolte da uno studioso sulle analisi dell?aria: «Seguiamo progetti di ricerca europei»
L?Arpav: «A caccia di nanoparticelle»
«Necessario sviluppare un metodo scientifico di misura e uno studio serio sugli effetti che causano»


«Anche l?Arpav va a caccia delle nanoparticelle». Replica così la direzione dell?Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto alle critiche che lo studioso Stefano Montanari, direttore scientifico del Laboratorio Nanodiagnostics di Modena, aveva indirizzato all?Arpav in occasione di una serata che si è svolta a San Pietro in Cariano.
Montanari aveva sostenuto che l?agenzia non è attrezzata per la ricerca delle microparticelle, e aveva lanciato l?accusa all?Arpav di non dire come effettivamente stavano le cose, con particolare riferimento al cementificio di Fumane.
A queste critiche l?Arpav risponde ricordando di aver effettuato «una campagna di misure alle emissioni, valutando i risultati analitici previsti dalle norme e la qualità dell?aria nell?abitato prossimo allo stabilimento. I risultati escludono danni all?ambiente e alla salute della popolazione».
Tale monitoraggio è stato effettuato dall?Agenzia «sulla base delle indicazioni della Comunità Europea e delle metodiche sviluppate dai comitati tecnici europei». Un percorso comunicativo «chiaro e rigoroso anche se non ha nulla di senzionalistico e quindi poco utile a creare la notizia», afferma Andrea Drago, direttore generale dell?Arpav. «Non siamo un istituto di ricerca bensì un?agenzia tecnico-scientifica chiamata a verificare con efficacia e accuratezza il rispetto delle norme ambientali. Tale compito è gravoso e forse poco appariscente ma di fondamentale importanza».
Drago precisa che il problema ambientale e sanitario delle nanoparticelle e degli «aerosol ultrafini» non viene sottovalutato. Al contrario, «alcuni tecnici dell?Agenzia stanno effettuando valutazioni sulle strumentazioni di misura e altri sono stati inviati in altri Paesi europei per verificare lo "stato dell'arte" dei monitoraggi ambientali». L?Arpav segue i progetti di ricerca europei sugli aerosol ultrafini nelle città di Stoccolma, Praga, Augusta e Dresda, nonchè i progetti rivolti alla tossicologia svolti nei centri di ricerca delle Università di Karlsruhe, Münster e Dresda. «Il fatto che esista un così elevato numero di progetti di ricerca sul tema mette in evidenza che, se da un lato esiste la preoccupazione per questa nuova forma di inquinamento e per gli effetti sanitari e ambientali generati, dall?altra è necessario sviluppare un metodo scientifico di misura delle particelle ultrafini e uno studio serio sugli effetti che causano sulla salute umana e i loro meccanismi di azione biologici. Su tali argomenti esistono grosse lacune di conoscenza».
E conclude: «Mentre esiste una considerevole mole di prove del potenziale effetto nocivo delle particelle ultrafini sulla salute umana, l?insieme delle prove epidemiologiche è insufficiente a trarre delle conclusioni sulla relazione esposizione-risposta tossicologica da parte delle particelle».
Bernabe' Simone
Posted Jul 1, 2008 5:03 PM
simone75
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AZIENDE PARTECIPATE. Agsm affida alla società comunale dei rifiuti la gestione dell?attività di separazione degli scarti
Ca? del Bue, la gestione passa nelle mani di Amia
Toffali e Sardos Albertini: «Svolta storica, per la prima volta le due aziende lavorano in sinergia per rafforzare lo sviluppo»

Giorgia Cozzolino
È iniziata una «nuova era» per le aziende partecipate del Comune di Verona. A sostenerlo sono i presidenti di Amia Enrico Toffali, e Agsm, Gian Paolo Sardos Albertini, nel presentare il nuovo accordo tra le due società per la gestione delle attività di selezione dei rifiuti che si svolgono all?interno del termovalorizzatore di Ca? del Bue. Operazioni che, attualmente, vengono gestite in parte da Amia e in parte da Agsm.
Il contratto stipulato prevede che Agsm trasferisca ad Amia oltre che la gestione delle attività di selezione dei rifiuti, anche quella relativa alla produzione del Cdr, ovvero il combustibile derivato dai rifiuti, ovvero il materiale che, una volta selezionato, può essere utilizzato per la combustione per gli impianti di termovalorizzazione.
Così facendo, tutto il processo di trasformazione dei rifiuti che, in attesa della messa in funzione dell?inceneritore, viene svolto a Ca? del Bue, passa sotto la competenza di Amia che avrà modo di ottimizzarlo e fare investimenti tali da migliorarne la resa. E non è escluso che ciò comporti anche una diminuzione dei costi e, di conseguenza, della tariffa dei rifiuti (Tia) che grava sui cittadini. Ma questo lo si scoprirà solo nel corso dei prossimi quattro anni, tanto durerà infatti il contratto tra le due aziende che prevede un canone di 280mila euro l?anno che Amia versa a copertura della quota di ammortamento dell?impianto di proprietà di Agsm.
«Il vero fatto storico», precisa il presidente Toffali, «è questa sinergia tra Agsm e Amia che fino ad oggi, non solo hanno lavorato in modo separato, ma talvolta anche in contrapposizione, a causa di personalismi. Oggi, tutto questo è superato proprio come avevo annunciato all?inizio del mio mandato». Missione compiuta, dunque per Toffali, che giovedì lascerà l?azienda per occupare il posto di assessore agli Enti partecipati del Comune.
«Una scelta che è frutto della cabina di regia nella quale già da tempo ci trovavamo per valutare le problematiche comuni e per rafforzare la possibilità di sinergie di sviluppo per le nostre aziende», prosegue Sardos Albertini che ricorda anche come in realtà Ca? del Bue, a dispetto dell?immaginario collettivo, «funziona e lo fa bene nella parte relativa alla selezione e alla produzione di Cdr». E sulla questione rifiuti spiega: «In assenza di discariche e termovalorizzatori, se non avessimo l?impianto di selezione, non dico che saremmo ai livelli di Napoli, ma avremmo una Tia sicuramente più alta».
Giampietro Cigolini, direttore di Amia, è soddisfatto perché finalmente l?azienda potrà gestire dall?inizio alla fine il percorso che i rifiuti fanno a Ca? del Bue. E sono parecchi: solamente dall?inizio di quest?anno la provincia di Verona ha prodotto poco più di 70mila tonnellate di rifiuti, e 67mila di queste sono state conferite a Ca? del Bue. Qui lo scorso anno la percentuale di recupero è stata del 52 per cento che, nei primi cinque mesi del 2008, è salita a 64 per cento.
Significa che il materiale finito in discarica si riduce, e il procedimento non potrà che migliorare con la nuova operazione. con benefici per quanto riguarda i costi di smaltimento che gravano sui cittadini.
Carlo Reggiani
Posted Jul 1, 2008 9:58 PM
carloreggiani
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Post #: 283
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Visto che il Beppe non lo ascoltano, Montanari nemmeno, vediamo se le dichiarazioni di un ricercatore del CNR convincono i nostri amministratori che il modello Brescia e' fuori da ogni logica e che e'addirittura un atto criminale nei confronti dellasalute dei cittadini veronesi:

http://www.ansa.it/si...

Cnr, inceneritore Brescia a Napoli
'Quell'impianto sta inquinando l'intera Lombardia'


(ANSA)- NAPOLI, 30 GIU - L'inceneritore piu' grande del mondo da Brescia a Napoli: la cittadina lombarda avrebbe proposto di vendere l'intero impianto alla Campania. Lo dice Ennio Italico Noviello, primo ricercatore del Cnr di Roma: 'L'ho saputo proprio stamattina - ha spiegato in un incontro a Napoli - la proposta era di cederlo per 25 mln di euro, cioe' meno di quanto serve per completare quello di Acerra'. Una proposta, secondo Noviello, giustificata dal fatto che 'quell'impianto sta inquinando l'intera Lombardia'.
Bernabe' Simone
Posted Jul 2, 2008 10:02 PM
simone75
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Mercoledì 2 Luglio 2008

SAN GIOVANNI LUPATOTO. Il Comune è interessato ad approfondire l?applicazione di altre tecniche di smaltimento
Incenerire i rifiuti? Meglio altri sistemi
Dialogo con l?Agsm per il futuro riavvio di Ca? del Bue Zerman invita Sardos Albertini a un incontro pubblico

Renzo Gastaldo
Il Comune di San Giovanni Lupatoto richiederà alla delegazione del Comune di Verona, che si è di recente recata in Israele, una copia della documentazione relativa ai nuovi impianti di eliminazione dei rifiuti senza incenerimento visitati. In primo piano c?è, come sempre, l?inceneritore di Ca? del Bue. «Siamo fortemente interessati a queste soluzioni», spiega il sindaco Fabrizio Zerman, «che sono assai meno impattanti della combustione».
La sollecitazione, che nei prossimi giorni il sindaco presenterà agli amministratori cittadini, è condivisa anche dall?avvocato Gianluigi Ceruti che ha seguito fin dall?inizio, per conto del comune, le vicende relative all?impianto di Ca? del Bue. Il materiale acquisito sarà utilizzato per approfondire le conoscenze dell?amministrazione comunale e dei consulenti che oggi seguono il progetto di ristrutturazione e di riapertura, annunciata tra due o tre anni, della struttura di trattamento dei rifiuti.
Nel frattempo proseguono i contatti con l?Agsm. «L?azienda ha proposto un altro incontro ai Comuni di San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo e Zevio per aggiornare il calendario dei interventi da attuare a Ca? del Bue», spiega Zerman. «L?Agsm ha già chiesto l?approvazione del programma dei controlli per l?impianto di smaltimento che è stato integrato secondo le indicazioni date dalla speciale commissione composta anche dal geologo Franco Secchieri, che è il tecnico scelto di comune accordo da San Giovanni, San Martino e Zevio. L?Agsm assicura che il piano dei controlli sarà eseguito non appena riceverà il benestare della speciale commissione».
Tale commissione è stata incaricata di redigere il progetto tecnico, economico e di salvaguardia ambientale indispensabile per il recupero dell?inceneritore. I più importanti punti trattati all?interno della commissione, sostenuti con forza da San Giovanni, San Martino e Zevio, sono la salvaguardia dell?aria, attraverso il controllo dei fumi emessi dai camini dell?inceneritore e degli eventuali residui che si depositeranno al suolo.
Un ulteriore timore riguarda la salvaguardia della falda acquifera, che potrebbe risentire soprattutto se fosse decisa la presenza di una discarica nei pressi dell?inceneritore per stivarne le ceneri.
Fabrizio Zerman intento rinnova ancora una volta l?invito all?avvocato veronese Gian Paolo Sardos Alberini, presidente dell'Agsm, a recarsi a San Giovanni Lupatoto per rassicurare direttamente in un incontro pubblico la popolazione sulla totale assenza di rischi per la salute delle lavorazioni a Ca? del Bue.
Il medesimo invito era stato avanzato circa un mese fa dalla pagine del nostro giornale.
«Preciso che l?invito al presidente Sardos Albertini non è una ricerca di polemiche ma un passo avanti verso la chiarezza e la trasparenza», conclude Zerman.
Carlo Reggiani
Posted Jul 3, 2008 7:31 PM
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post #: 292
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Il sindaco di Napoli Jervolino va in visita a Brescia per visitare il mitologico inceneritore, esempio nel mondo di COME NON SI GESTISCE IL CICLO INTEGRATO DEI RIFIUTI

Meetup di Brescia partecipa al comitato d'accoglienza per il sindaco campano!

Ecco l'articolo su Brescia Oggi:

Giovedì 3 Luglio 2008


EMERGENZA IN CAMPANIA. Si terrà probabilmente solo la prossima settimana la conferenza Stato-Regioni che dovrebbe chiarire anche il ruolo della Lombardia
Rifiuti, il Pirellone attende
Domani al termoutilizzatore arriva il sindaco di Napoli con 25 amministratori Presidio degli ambientalisti

Natalia Danesi
Prima che si possa scrivere la parola «fine» sul caso dei rifiuti dalla Campania ci vorrà ancora qualche giorno. La riunione della conferenza Stato - Regioni, inizialmente attesa per oggi, si terrà probabilmente soltanto la prossima settimana. È il governo a doverla convocare, e sia da Roma, sia dall?ufficio stampa del Pirellone ieri è stato annunciato che nessun incontro su questo tema risulta all?ordine del giorno per ora.
SEBBENE IL PRESIDENTE del consiglio Silvio Berlusconi abbia spiegato che eventualmente saranno le regioni più vicine alla Campania a dover far fronte all?emergenza, il governatore Roberto Formigoni è tornato a ribadire che la Lombardia è pronta ad accogliere l?immondizia campana. «Abbiamo dato la nostra disponibilità al governo che ci ha chiesto di poter accogliere un quantitativo limitato di rifiuti dalla Campania, 6 - 7 mila tonnellate - ha spiegato Formigoni - attendiamo che il governo si faccia vivo per dire quando e come intende utilizzare la nostra solidarietà». E ha poi sottolineato che a lui non risultava «che la Lega avesse frenato».
Immediata la replica del sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli: «La Regione Lombardia venerdì ha approvato un documento sulla disponibilità di accettare una quantità limitata di rifiuti a patto che siano rispettate quattro condizioni - ha detto -: che venissero inviati rifiuti inceneribili, che Chiaiano venisse aperta, che ci fossero tempi certi per l`inceneritore di Acerra, che tutte le Regioni italiane fossero d`accordo. Mi risulta che al momento l?unanimità delle Regioni non ci sia e credo che questo documento sia ancora valido». Ma dalla Regione arriva già un?altra smentita: «L?unanimità non serve»
La vicenda insomma non è ancora chiusa, quantomeno politicamente. Anche se Brescia già l?altro ieri, dopo le esternazioni del premier, ha tirato un sospiro di sollievo.
FERVONO, INTANTO, i preparativi per l?arrivo del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e di 25 tra assessori, consiglieri e rappresentanti delle municipalità, che saranno domani a Brescia per prendere informazioni sul sistema integrato di raccolta differenziata e smaltimento rifiuti di A2A. I dettagli della visita sono in via di definizione in queste ore. Oltre al sindaco Adriano Paroli e all?assessore all?Ambiente Paola Vilardi, ad accompagnare la delegazione saranno il presidente del consiglio di Sorveglianza di A2A Renzo Capra, il presidente del consiglio di Gestione Giuliano Zuccoli e l?ingegner Antonio Bonomo, responsabile servizi energetici di A2A.
Per protestare contro il «modello Brescia» di gestione dei rifiuti, i comitati ambientalisti della Lombardia, Energetica, Altrabrescia e Meetup «Amici di Beppe Grillo» hanno organizzato un presidio pacifico nel piazzale del termoutilizzatore, in via Codignole. Il ritrovo è fissato per le 9,30. Nell?occasione, i manifestanti consegneranno una lettera al sindaco Rosa Russo Iervolino.

A former member
Posted Jul 4, 2008 8:43 AM
Post #: 108
......... e ORA CARI GRILLINI, adoperiamoci per fronteggiare la NOSTRA Amministrazione comunale.

Vi ho già inviato una mail con i dati della TARSU locale (Rendiconto 2006 e 2007):

2005 2006 2007 (incr. 2007/2006)
Gettito della tassa: 2.789.141,04 3.213.006,07 4.005.097,31 ( + 24.6% )
Costo del servizio 3.075.212.69 3.354.148,33 4.113.190,53 ( + 22.6% )
% di copertura 91,62% 97,79% 99,09%
< Commento: quando almeno non vedremo più i CASSONETTI sulle PISTE CICLABILI? Opere stradali pagate dai contribuenti, ma che difficilmente riescono ad utilizzare! >

Ciao Elìa
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