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Corrado Sonato
Posted Oct 30, 2009 12:43 PM
user 6480746
Villafranca di Verona, VR
Post #: 60
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Dall'Arena del 30/10/09

«Qui i rifiuti sono troppo cari siamo Comuni di serie B»
EMERGENZA CA' FILISSINE. La protesta dei 34 sindaci del consorzio Il Quadrilatero per la tariffa di Ca' Del Bue. «Il trattamento costa 140 euro a tonnellata, ma i nostri materiali sono già differenziati: a Torretta potremmo spenderne 110»

Ci hanno provato nel 2006, poi nel 2007, proponendo le soluzioni più varie a Provincia e Regione con un solo obiettivo: far risparmiare i comuni virtuosi del consorzio di bacino Verona Due del Quadrilatero, quelli che per primi hanno iniziato a fare la raccolta differenziata porta a porta. L'assemblea che rappresenta l'ente protesta da quando la discarica di Ca' Filissine è finita sotto sequestro: da allora, non potendo più gestire in proprio il conferimento dei rifiuti, i paesi consorziati hanno visto praticamente raddoppiare la tariffa: da 83 euro a tonnellata nel 2006 a 140 nel 2009.
Un danno e una beffa per chi opera in quest'area della Provincia. Per questo motivo martedì i sindaci di 34 comuni si sono riuniti nella sede di Sant'Amborgio di Valpolicella e hanno scritto una lunga richiesta di chiarimenti indirizzata ai Palazzi Scaligeri e a Venezia. Una garbata protesta, che mostra una volta di più il paradosso in cui si trovano quei cittadini che si sforzano di differenziare i rifiuti e invece di ottenere sconti, come prevedeva lo spirito del vecchio decreto Ronchi, si vedono lievitare la tariffa. «Vogliamo che la Provincia ci spieghi perché siamo costretti ad andare all'impianto di Ca' del Bue per far pulire il nostro rifiuto, che è già differenziato al 78 per cento, e solo da lì attraverso l'Amia a una discarica in provincia di Rovigo», si chiede nella lettera che porta la firma di Mario Faccioli, sindaco di Villafranca e presidente dell'assemblea. Faccioli inoltre rincara la dose: «In provincia ci sono Comuni di serie A, quelli che conferiscono direttamente a Torretta di Legnago con costi decisamente più bassi, e quelli di serie B, che siamo noi. Non ci stiamo».
Oltre alla protesta, nel documento c'è la proposta: «Chiediamo di modificare lo scenario di organizzazione dello smaltimento rifiuti previsto nella determina provinciale (ormai in scadenza ai primi di novembre ndr), consentendo a questo ente di conferire il rifiuto secco prodotto direttamente a Torretta di Legnago».
Non si tratta di una provocazione. La proposta si basa su dati ed esigenze oggettivi. Spiega il direttore generale del consorzio di bacino Verona due il Quadrilatero, Thomas Pandian: «Se andassimo direttamente alla discarica di Torretta spenderemmo attorno ai 115 euro a tonnellata: 102 di costo discarica, 7,75 di ecotassa e il resto di trasporto. È comunque un bel risparmio rispetto ai 140 che spendiamo con Ca' del Bue». Senza contare che l'ente di bacino, come si legge sempre nella lettera, non ha la possibilità di determinare né di controllare la tariffa imposta da Amia, che gestisce l'impianto di vagliamento di Ca' del Bue, una faccenda questa ritenuta dai sindaci un'anomalia.
Riprende Pandian: «Il costo discarica di Torretta è stato fissato all'interno del piano provinciale in base alla previsione che arrivino in sede 350 tonnellate al giorno di rifiuto secco. Questo non sta accadendo, perché grazie alla raccolta differenziata la quantità di secco che viene conferita a Legnago dal consorzio di bacino Verona 4 è diminuita. Torretta avrebbe quindi bisogno proprio delle 150 - 200 tonnellate al giorno che produciamo noi del Quadrilatero».

Francesca Mazzola
Bernabe' Simone
Posted Nov 5, 2009 2:13 PM
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 853
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Fa piacere che la produzione dei cdr vada alla riso Scotti di Pavia.....
specialmente dopo aver trovato certe cose

MALTIMENTO RIFIUTI. Bilancio dell’Amia, che dal luglio del 2008 ha in gestione l’impianto
«Raccolta differenziata
Verona prima in Italia»
Paternoster: «Siamo al 48 per cento, nessuno come noi nelle grandi città. E grazie a Ca’ del Bue i veronesi risparmiano 3 milioni l’anno»
Giovedì 05 Novembre 2009CRONACA,pagina 10e-mailprint
«Grazie a Ca’ del Bue i veronesi risparmiano tre milioni di euro l’anno e altrettanti li risparmiano i residenti nei 34 Comuni consorziati». Parola di Paolo Paternoster, presidente dell’Amia, azienda partecipata al 100 per cento dal Comune, che dal primo luglio 2008 ha in gestione l’impianto di separazione. «Il bilancio di questa esperienza», aggiunge, «è estrememente positivo sia in termini di risparmio che di selezione dei rifiuti, tanto che Verona, grazie alla raccolta differenziata è arrivata al 48 per cento di materiali riciclati, un risultato che ci pone in testa, a livello nazionale, alle città con pari numero di abitanti». E il minor costo di smaltimento della spazzatura potrebbe significare una diminuzione della tariffa, la Tia, che i veronesi pagano per il servizio.
Attualmente, all’interno del termovalorizzatore i cui forni sono spenti da tempo, funzionano le linee per la preparazione del Cdr, materiale combustibile che serve per la produzione di calore e che viene smaltito dall’azienda alimentare Riso Scotti di Pavia, e di materiale organico che il gruppo Era di Bologna trasforma in fertilizzante agricolo. Tale attività è ripartita lunedì dopo tre mesi di stop per manutenzione straordinaria. «Due flussi su tre», fa sapere il direttore generale Giampietro Cigolini, «sono finalizzati al recupero: in discarica va solo il 35 per cento dei rifiuti, circa 200 tonnellate al giorno su 700».
La presa in gestione di Ca’ del Bue, assicurano i vertici di Amia, ha evitato che l’emergenza rifiuti scoppiata dopo la chiusura nell’agosto 2006 della discarica di Ca’ Filissine a Pescantina e di quella di Torretta di Legnago, nel gennaio 2009, avesse conseguenze più gravi. «Per tre mesi», ricordano Paternoster e Cigolini, «abbiamo portato i rifiuti nella discarica regionale di Sant’Urbano, nel Padovano, ad un costo di 114 euro a tonnellata, tariffa che sarebbe aumentata di 50 euro dopo 90 giorni e di altrettanto dopo altri tre mesi, per cui, se fossimo rimasti lì, avremmo finito per pagare una cifra di 214,32 euro a tonnellata, mentre, grazie a Ca’ del Bue ne paghiamo 140, quindi, fatti i calcoli, grazie a Ca’ del Bue risparmiamo qualcosa come 6 milioni euro: tre per quanto riguarda il Comune di Verona e tre nel 34 Comuni del consorzio Quadrilatero ovest. Qualche esempio? In quasi due anni a Lazise hanno risparmiato 370mila euro, a Bardolino 230mila, a Villafranca 600mila, a Sona 130mila... quindi si può dire che Ca’ del Bue ha assunto un ruolo centrale per una stabilizzazione delle tariffe».
Oltre a ciò, Paternoster afferma che gli impianti che l’azienda gestirà fino all’avvenuta ristrutturazione dei forni, «garantiscono una recuperabilità dei due terzi dei rifiuti, quindi il nostro auspicio è che continui ad essere un punto di riferimento per tutta la provincia, anche per metterci al riparo», sottolinea, «da altre eventuali emergenze».
Per quanto riguarda la raccolta differenziata, all’Amia assicurano che «le difficoltà nate a Quinzano dopo l’introduzione della raccolta porta a porta saranno superate, con una progressiva messa a punto, nel giro di un paio di mesi». E Paternoster fa l’esempio di Parona «dove», assicura, «dopo aver cominciato con il porta a porta lo scorso 7 settembre, siamo ormai arrivati all’80 per cento di raccolta differenziata». E.S.
Carlo Reggiani
Posted Nov 18, 2009 9:41 AM
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
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Finalmente buone notizie da Villafranca! E il nostro zampino si vede :)


Mercoledì 18 Novembre 2009 PROVINCIA Pagina 29

VILLAFRANCA. Il punto di raccolta di Quaderni insufficiente dopo la chiusura nel 2007 dell’ecocentro della città

Il centro rifiuti sta scoppiando - Nuova isola in zona industriale

Individuata l’area tra via Spagna e via Pasubio per realizzare la struttura entro il 2010 Previsti «bonus» per i cittadini


L’emergenza isola ecologica, in città, sta per finire. Il Comune ha ormai le idee chiare sull’area dove verrà realizzato il nuovo ecocentro, che sostituirà quello chiuso due anni fa in via della Speranza. Francesco Arduini, assessore ai lavori pubblici, e Alessio Adami, all’ecologia, confermano che, tra le tre possibili collocazioni, prese in considerazione negli ultimi mesi, ha prevalso l’idea di realizzare il centro per i rifiuti riciclabili nella zona industriale, a nord della città.
L’area individuata è un fondo agricolo, che confina con i lotti dove si stanno costruendo nuovi capannoni, in via Spagna e via Pasubio. L’amministrazione dovrà procedere, con successivi atti, alla delimitazione e all’esproprio dei terreni per l’isola, che occuperà 6 mila 450 metri quadrati. L’ipotesi di collocare l’ecocentro vicino all’area del Programma degli insediamenti produttivi (Pip), di via Spagna non è nuova. Era già stata abbozzata, nel settembre 2007, dal commissario prefettizio Elio Faillaci, dopo la chiusura dell’ecocentro all’ex mercato delle pesche, voluta dal Comune per far posto al Parco del Tione. Da allora i villafranchesi sono costretti a spostarsi alle isole di Caluri e Quaderni per smaltire i rifiuti riciclabili e ingombranti. Il sito di Quaderni ha assorbito gran parte del flusso dei residenti della città.
Di recente, la giunta, ha approvato il disegno preliminare dell’area attrezzata. L’intervento costerà, in tutto, 840 mila euro. Di questi, 222 mila euro saranno destinati ad acquisire i terreni. Altri 70 mila euro serviranno per le spese tecniche, 50 mila euro saranno assorbiti dalle imposte sulle operazioni di cantiere e i progetti. Per i soli lavori si spenderanno 450 mila euro. Sui tempi in cui verrà allestita l’area, l’assessore Arduini spiega: «L’isola sarà realizzata nel corso del 2010. È un’opera fondamentale e intendiamo procedere con celerità. L’ecocentro di Quaderni, da mesi, è in sofferenza per il continuo afflusso di materiale. La scelta di chiudere l’area di via Speranza, fatta dall’amministrazione precedente, si è rivelata uno sbaglio. Non era possibile pensare che l’ecocentro della frazione potesse soddisfare le esigenze di tutta la parte sud di Villafranca».«La collocazione dell’isola nell’area produttiva», osserva Adami, «risponde a diversi parametri. Rispetto alle altre ipotesi è più accessibile e dotata di sottoservizi. Nell’isola si porteranno diversi materiali, tra cui, plastica, lattine, legno, carta, non depositati nei cassonetti. Non è stato possibile allestire il sito nel 2009 perché abbiamo dovuto finanziare opere più urgenti, come l’asfaltatura delle strade. Abbiamo fatto richiesta in Regione di un contributo. Quando è stato chiuso il vecchio ecocentro non è stata data alternativa ai cittadini». L’isola sarà dotata di alcune innovazioni rispetto al passato. «Stiamo pensando di installare, all’interno, una pesa», prosegue Adami, «che permetterà di registrare la quantità di materiale consegnata da ciascun cittadino. I chilogrammi di materiale riciclabile saranno convertiti in punti. Registrati su una carta, i bonus permetteranno di usufruire di sconti su servizi comunali, come l’acquisto di pastiglie per disinfestazione, pannolini lavabili, sacchetti per rifiuti, ma anche per pagamento di parcheggi e istruttorie amministrative».

nadia
Posted Nov 20, 2009 11:38 PM
user 8814016
Villafranca di Verona, VR
Post #: 128
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Nella speranza che queste promesse vengano mantenute, noi residenti del centro siamo sempre in attesa di avere ulteriori ragguagli su cosa e come differenziare visto che da anni non arriva più nessuna comunicazione dall'amministrazione e ogni utente fa un pò come gli pare.

Le nostre 10 domande sono:

1 L'umido deve essere conferito in sacchetti mater b o plastica? Vox populi afferma che va bene la plastica!...bò...

2 Il polistirolo va nella plastica?

3 Sacchetti sacchettini di caramelle patatine ecc e confezioni varie vanno nella plastica?

4 Vasi di fiori in plastica dove vanno?

5 Retine di frutta e altri imballaggi in materiale plastico si riciclano?

6 ll tetrapack va conferito nella carta?

7 Le scatolette in acciaio e le bombolette spray vanno raccolte assieme e conferite nell'isola ecologica?

8 Nelle campane di vetro possono essere introdotte anche le lattine in alluminio?

9 Gli oli residui da cucina devono essere raccolti in contenitori e conferiti nell'isola ecologica?

10 A quando un provvedimento del sindaco per l'eliminazione "graduale" delle borse di plastica dei supermercati su
tutto il terriotorio comunale?

Probabilmente se fosse già stata fatta una maggiore e più dettagliata informazione sul territorio negli anni precedenti ci sarebbero sicuramente oggi dei risultati migliori nella differenziazione anche dove non è presente il porta a porta e senza costi aggiuntivi....a meno che non ci sia la precisa volontà di lasciare che una buona parte di rifiuto non venga differenziata!..............................................................................Si sa bene che gli inceneritori per bruciare meglio hanno bisogno di un bel rifiuto misto..................................................................................


Elìa
Posted Nov 23, 2009 8:29 AM
user 8704132
Villafranca di Verona, VR
Post #: 246
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Nadia,
la tua (la nostra) fatica inutile....le tue domande restano ancora senza risposta.
Dopo due incontri, anche il buon assessore Adami (forse indaffarato con impegni di partito) non mi pare che sia riuscito ancora a produrre e ad inviare ai cittadini quella comunicazione sulle modalità di conferimento dei rifiuti che avevamo chiesto con insistenza.

Che fare, aspettare...?
Ciao
nadia
Posted Nov 23, 2009 4:20 PM
user 8814016
Villafranca di Verona, VR
Post #: 130
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Non so se essere demoralizzata o arrabbiata ma non vorrei essere rassegnata...
Non so se ieri hai, avete visto Report...Il servizio in cui si parlava del recupero degli oli di cucina...
Si da il caso che anche all'isola ecologica di Quaderni vengano raccolti gli oli esausti e rifiutandomi di sversarli nel lavandino, li porto là...cosa se ne faranno poi purtroppo non lo so.................e gli altri cittadini dove buttano i resti di oli di fritture, sottoli , scatolame ecc????.........................

http://www.marelibero...
Oli da cucina: casalingh* disperat*
set 13th, 2008 by Redazione

Non è il titolo di un film trash, ma è un po’ lo stato d’animo in cui si ritrovano tante persone che dopo aver fritto patatine, pesce e quant’altro non sanno dove buttare l’olio della frittura: “lo scarico del lavandino della cucina o nel bagno?”

Attualmente esiste una precisa normativa riguardo lo smaltimento e recupero degli oli esausti prodotti da ristoranti e attività commerciali (di cui si occupa il C.O.N.O.E. Consorzio Obbligatorio Nazionale Oli e Grassi Vegetali e Animali esausti) ma non esiste norma che riguardi lo smaltimento e il recupero degli oli usati provenienti dalle utenze domestiche.

L’olio da cucina, una volta utilizzato, è fortemente inquinante. Per questo motivo deve essere raccolto e trattato in modo idoneo. Versarlo negli scarichi di cucina o del bagno, come oggi siamo costretti a fare, significa danneggiare le tubature, far funzionare in modo non corretto i depuratori, favorire la diffusione di insetti e scarafaggi, oltre che di cattivi odori.
Il liquido, dopo essersi riversato in mare, crea una patina superficiale che impedisce ai raggi del sole di filtrare, ostacolando così lo sviluppo della flora e della fauna marina. Inoltre si stima che sia sufficiente un solo litro di olio da cucina esausto per contaminare circa un milione di litri d’acqua, quantità sufficiente per il consumo di acqua di una persona per 14 anni.

Recuperare e riciclare l’olio vegetale esausto significa contribuire all’uso sostenibile delle risorse disponibili ed evitare che un rifiuto, seppur classificato non pericoloso, comporti conseguenze molto dannose per l’ambiente se viene disperso sul territorio. In Abruzzo, dove la Raccolta Differenziata è praticamente “all’anno 0”( 18% sulla carta, in realtà molto meno) il recupero degli oli alimentari provenienti da utenze domestiche non viene neppure preso in considerazione.

L’olio vegetale esausto dopo una prima lavorazione che ne elimina le impurità (residui di cibi e acqua) può essere trasformato ad esempio in biodiesel per trazione, glicerina per industria saponiera, lubrificante a base vegetale per macchina agricole, trasformatori etc. Tutti i riutilizzi sono comunque per usi industriali. Da ogni litro di olio esausto si ricava mediamente l’ 8-10 % di glicerina, l’84-86 % di biodiesel e il 4-5% di scarto di lavorazione.

L’associazione di cultura politica Impronte denuncia come per esempio “a Giulianova si riversino in mare ogni anno circa 600.000 chilogrammi di oli vegetali, che equivalgono a 21 autotreni con rimorchio carichi di olio usato. Considerando tutti i Comuni della provincia di Teramo, i cui scarichi finiscono direttamente o indirettamente a mare, i chili di olio diventano quasi 8.000.000 ed i TIR 270. Tutto questo si traduce in un danno immediato e tangibile per l’ambiente, per il turismo e per la pesca non solo a Giulianova ma anche in tutta la provincia di Teramo”. L’associazione Impronte ribadisce che per risolvere questa situazione ” è necessario che tra i primi punti dell’agenda del nuovo governo regionale sia posta l’attuazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti varato nel dicembre 2007, anche nella parte in cui si prevede l’approvazione di un Programma Regionale per la Riduzione dei Rifiuti Biodegradabili da collocare in discarica.” Questo Programma, presente nel vecchio Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, prevedeva la possibilità di organizzare in tutte le aree urbanizzate della Regione il recupero di questo particolare flusso di rifiuto mediante convenzione con ditte autorizzate iscritte al Registro Provinciale. Tuttavia l’atteso protagonismo delle singole amministrazioni comunali è clamorosamente mancato.

Abbiamo trovato un esempio di buona pratica nella vicina Ascoli Piceno, dove già dal 2004 è iniziata l’implementazione di stazioni stradali di raccolta degli oli vegetali esausti provenienti da famiglie, denominate “Olivia”.



In attesa di Olivia (o chi per lei) un piccolo suggerimento: verificate con un ristorante vicino casa la possibilità di versare il vostro olio usato nel contenitore che, per obbligo di legge, tutti i ristoranti sono tenuti ad avere e che gratuitamente viene svuotato una volta la settimana dalla ditta preposta.


Carlo Reggiani
Posted Nov 25, 2009 12:40 PM
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post #: 1,379
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Hai ragione Nadia! Illuminante scoprire che a Rovigo ci sia una cosi' bella esperienza!

Riprendiamo e rilanciamo come proposta!

Sempre in tema di rilancio, ho rilanciato sul blog l'iniziativa "Porta la Sporta" visto che anche Verona e Lazise hanno aderito negli scorsi giorni: L’amministrazione di Verona “Porta la Sporta”. A Villafranca ancora silenzio sull’iniziativa

k

PS: Nadia molto bene le tue 10 domande ad Adami sul blog. le rilanciamo come letterina di Santa Lucia :)
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