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Gruppo Beppe Grillo di Villafranca Message Board › http://files.meetup.com/692132/problemarifiuti.jpg
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Notizia falsa:
L'Arena: "... La discarica di rifiuti di Ca' Vecchia potrebbe raddoppiare. «La Progeco, società che gestisce la struttura, ha presentato domanda di ampliamento alla Regione, che assieme alla Provincia ha già dato parere favorevole ..." La Provincia e la Regione non hanno approvato un bel niente. Perchè tale notizia non viene smentita (come più volte richiesto)? meditate gente meditate |
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| Bernabe' Simone | |
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L'Arena
Ampliare la discarica? Si rafforza il fronte del no PESCANTINA. Al dibattito del Pd sul futuro di Ca' Filissine tutti contro l'ipotesi di allargare l'area di smaltimento Le cave di ghiaia limitrofe all'impianto non devono essere destinate ad accogliere altri rifiuti solidi urbani PAOLA ZANOLLI 11/10/2009 La discarica di Pescantina: Legambiente e Pd temono ampliamenti No ad ampliamenti futuri per la discarica di Ca' Filissine e una chiara destinazione d'uso delle cave di ghiaia limitrofe all'impianto. Due le conclusioni del dibattito promosso dal Partito democratico di Pescantina con la presenza del geologo Michele Sommaruga, di Michele Bertucco, presidente di Legambiente, del coordinatore provinciale del Pd, Diego Zardini, del consigliere di opposizione Paola Zanolli e del sindaco Alessandro Reggiani. Sul tappeto la questione ormai più che ventennale del sito di Ca' Filissine che ospita la più grande discarica di rifiuti del Veneto, sottoposta a sequestro dall'autorità giudiziaria dal 29 agosto 2006. Questo stop rischia di diventare un peso insopportabile per il Comune di Pescantina che, più volte, ha ribadito la sua impossibilità di far fronte alle spese di gestione in mancanza di entrate. Il tavolo tecnico promosso dal nuovo prefetto di Verona, Perla Stancari, sembra aver impresso alla soluzione del problema una decisa accelerazione col mettere insieme Provincia, Regione e i principali enti di controllo e di gestione. L'incontro è stato aperto da Michele Sommaruga, geologo, e attivo da molti anni sul'impianto, che ha ripercorso a grandi tappe la storia del sito fino alla situazione attuale. «Ci possono essere», ha spiegato il tecnico, «più ipotesi sulle ragioni che hanno portato alla chiusura dell'impianto: una lesione sul fianco della discarica; la discarica vecchia, ora designata come vigneto Ferrari, come emerge dal pozzo M7 che ha evidenziato presenza di quantità anomale di ammoniaca; il fianco orientale della discarica. E' materia difficile: di certo va bonificato il vigneto Ferrari». Michele Bertucco, presidente di Legambiente, ha sottolineato come per parecchio tempo il problema di Ca' Filissine sia sparito «in un rimpallo di responsabilità tra gli enti preposti». Ha ribadito che la procura mantiene fermo l'impianto per il pericolo di inquinamento e che, in relazione alla progettata bonifica, «qualcuno sta pensando all'ampliamento». «La situazione di Verona è difficile», ha concluso: «con una discarica sequestrata e con Ca' del Bue che non parte c'è il rischio dell'emergenza. Bisogna mantenere alta la raccolta differenziata». Diego Zardini ha esposto la mozione del Pd sui rifiuti, mettendo in luce il problema finanziario dell'uso dei fondi del post-mortem, la richiesta di stanziamenti per il percolato, la necessità di puntare ad una soluzione che non lasci solo il Comune di Pescantina. Il consigliere Paola Zanolli ha ribadito che Ca' Filissine è considerata centrale nel Piano dei rifiuti della Provincia e che «il sindaco non ha fatto nulla per opporsi a questo». «La notizia positiva dell'incontro dal Prefetto», ha concluso, «è bilanciata dalla preoccupazione per la necessità delle ingenti somme che servono per la bonifica e la gestione ordinaria della discarica. Non vorrei che questo fosse una premessa per un altro ampliamento dell'impianto». In chiusura la richiesta, auspicata da Bertucco di una delibera di intenti del Consiglio comunale con un no ad altri ampliamenti. Una chiara posizione sull'uso futuro della cave Vignega e Vigneghetta, limitrofe alla discarica, è stata chiesta da Franco Benedetti. Lino Cattabianchi |
| Elìa | |
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RIFIUTI: un'altra indecenza!
Simone, se passi dai cassonetti di Via Sommacampagna (area Bronx) forse trovi ancora un desolante aspetto della raccolta rifiuti da fotografare (io non sono in grado) e poi da diffondere sul blog... Nel mezzo dei cassonetti ci sono accatastati televisori (anche mega-schermo) e altri rifiuti da conferire nell'isola ecologica: la più vicina è ancora solo quella di Quaderni e chi ha abbandonato quei rifiuti ingombranti o è ignorante (volutamente) o non vuole perdere tempo per portarli a Quaderni. Sto preparando la bozza di un'istanza (credo che sia opportuna la firma di Ivo) per riproporre i temi - della raccolta rifiuti e - dell'isola ecologica in zona industriale che manca nel capoluogo da oltre un anno. Ciao |
| liberopensiero | |
Notizia falsa: Ribadisco: La notizia del parere favorevole della Provincia è una notizia falsa !!! E' stata chiesta la rettifica a L'Arena,ma sinora nulla! meditate gente meditate |
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| liberopensiero | |
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Oggi, la smentita (!?) de L'Arena, dopo 16 giorni dall'articolo con l'informazione "errata" e senza citare la richiesta di smentita del comitatoveronaest . (non lamentatevi della redazione di villafranca!) L'Arena SAN MARTINO BUON ALBERGO Per la discarica non è approvato alcun ampliamento C’è solo il parere positivo della conferenza di servizi per la bonifica. Il progetto deve essere discusso • Martedì 20 Ottobre 2009 • PROVINCIA, • pagina 23 Non c’è ancora nessuna approvazione di ampliamento della discarica di Ca’ Vecchia: c’è solo il parere favorevole alla bonifica e di conseguenza all’eventuale ampliamento per ammortizzarne i costi. Lo dichiara il sindaco Valerio Avesani citando il verbale della conferenza di servizi del 18 dicembre 2008 nella quale Comune, Regione Provincia, Arpav e Ulss 20 hanno approvato «l’integrazione al piano di caratterizzazione al lotto 0». «Significa che sul lotto 0 sono state fatte delle indagini al termine delle quali è risultato un inquinamento che deve essere bonificato. O lo fa il Comune a sue spese o si trova un altro soggetto, pubblico o privato, che si incarichi dell’operazione a costo zero per i cittadini», spiega Avesani. Siccome il trucco capitato altre volte è quello di scaricare e poi chiedere ampliamenti con il pretesto della bonifica, Avesani smentisce che sia questo il caso: «L’inquinamento non è sicuramente dovuto a Progeco Ambiente srl, la ditta che ha presentato il progetto di ampliamento, e su questo si è espressa chiaramente la conferenza di servizi», precisa il sindaco, «mettendo a conclusione del verbale tre dichiarazioni importanti: la contaminazione non risulta imputabile alla discarica, ma proviene da falda sottostante ed è riferibile a scarichi precedenti abusivi; sulla contaminazione è stato riscontrata una tendenza in diminuzione; la situazione non è urgente dal punto di vista sanitario pur restando il monitoraggio periodico anche dei pozzi privati». La conferenza di servizi si è dunque espressa all’unanimità per intervenire con la bonifica e questo è stato presentato alla popolazione. Il progetto per l’ampliamento seguirà invece un suo iter già chiaramente codificato: deposito, parere non vincolante del Consiglio comunale, presentazione alla popolazione che avrà un tempo congruo per eventuali osservazioni. Successivamente ci sarà l’esame della commissione provinciale per la valutazione dell’impatto ambientale a cui seguirà quello della commissione regionale e infine la delibera di giunta. Questo conferma quanto a più riprese dichiarato dal Comitato Verona Est, e sostenuto nel forum (www.sanmartinovr.it) che ha verificato come in Provincia, a seguito delle recenti elezioni amministrative, sia decaduta la commissione esistente e non sia ancora stata costituita quella nuova incaricata dell’esame del progetto. |
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| Bernabe' Simone | |
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[ 21 ottobre 2009 ] Rifiuti e bonifiche
Rifiuti elettrici ed elettronici, l’Ue vuole rafforzare le direttive per raccogliere, riciclare e controllare meglio LIVORNO. La Commissione europea chiede ai ministri dell'ambiente riuniti a Lussemburgo di attuare davvero (e meglio) i regolamenti esistenti per il trasporto transfrontaliero dei prodotti pericolosi, in particolare dei rifiuti elettrici ed elettronici. Il Consiglio dei ministri dell'ambiente ha avviato oggi a Lussemburgo un dibattito sul consolidamento di due direttive sui rifiuti di prodotti elettrici ed elettronici che dovrebbe indicare la strada per proseguire i negoziati. Una delle direttive, quella sui rifiuti di prodotti elettrici ed elettronici, si basa sui materiali ed il loro trattamento, in particolare sulle sostanze pericolose come mercurio, piombo, cadmio L'altra punta alla limitazione dell'utilizzo di alcune sostanze pericolose prodotte o contenute nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Zofia Tucinska (Nella foto), consigliere per l'ambiente della presidenza di turno svedese dell'Ue, ha illustrato oggi ai ministri dell'ambiente la questione del consolidamento della direttiva Deee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), strettamente legata alla direttiva RoHS (limitazione delle sostanze pericolose) e che ha l'obiettivo di aumentare il riciclaggio di questi prodotti. La Tucinska spiega a grandi linee lo stato attuale della Direttiva Deee: «Punta a raccogliere separatamente i prodotti elettrici ed elettronici perché non siano mischiati ai flussi ordinari dei rifiuti. Questo per ottenere un riciclaggio efficace ed un trattamento adeguato. La direttiva mira anche ad incoraggiare i produttori a sviluppare i loro prodotti in modo che in seguito il processo di riciclo sia facilitato. Le direttive Deee e RoHS dell'Ue riguardano lo stesso gruppo di prodotti. Si tratta di telefoni cellulari, friogoriferi, computer e del modo in cui vengono trattati i rifiuti. E' importante proteggere l'ambiente, sviluppando il miglior riciclaggioo dei materiali. L'Ue dispone oggi di regole minime comuni per la Deee, il che significa che gli Stati membri possono, singolarmente, se presentano motivazioni sufficienti, aumentare il numero dei prodotti coperti dalla legge». Ma allora perché i ministri dell'ambiente sono chiamati a discutere un rafforzamento delle direttive? Secondo l'esperta svedese «La grande questione che pone la proposta della Commissione, che trattiamo all'interno del Consiglio, si basa sulla delimitazione dei campi di applicazione delle direttive dell'Ue, la Deee e la RoHS, vale a dire i prodotti compresi in queste regolamentazioni. Altri punti della proposta consistono nel definire, a livello europeo, la responsabilità dei produttori ed a determinare i mezzi p che permetteranno di accrescere la raccolta ed il riciclaggio. Oggi, l'obiettivo di raccolta é di 4 kg per abitante all'anno. La Commissione vuole mettere in campo un obiettivo dinamico e spera di avvicinarsi all'obiettivo di raccolta delle quantità di rifiuti provenienti da prodotti elettrici ed elettronici in ogni Stato membro. À titolo di esempio, se abbiamo 100 tonnellate di rifiuti di questo tipo in Bulgaria, bisognerà raccoglierne il 65% a partire dal 2016. Questo permetterà di mettere più in alto l'asticella ma anche di legare gli obiettivi alla realtà di ogni Paese. Sfortunatamente, oggi dei flussi di prodotti di questo tipo circolano all'esterno dell'Ue, presumibilmente destinati ad essere riciclati ma che non beneficiano in realtà che di un cattivo trattamento, poco rispettoso dell'ambiente. Questo conduce ad una cattiva presa in carico dei rifiuti ed attualmente ci stiamo sforzando di controllare questi flussi di rifiuti, in modo che non vengano più esportati in maniera incontrollata fuori dalle frontiere dell'Ue. Rivedendo al rialzo le ambizioni in materia di raccolta interna all'Ue, controlleremo meglio i rifiuti. Queste misure, aggiunte alla proposta della Commissione mirante a rafforzare i controlli dei documenti durante il trasporto dei rifiuti fuori dall'Ue, permetteranno di raggiungere questi obiettivi. Una nuova obbligazione che viene proposta si basa, per esempio, sul fatto che le apparecchiature esportate devono essere in grado di funzionare e che siano destinate ad essere utilizzate, e non esportate per essere gettate nelle discariche». Edited by Bernabe' Simone on Oct 22, 2009 5:04 PM |
| liberopensiero | |
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In provincia di Verona (mi pare Angiari)la prima in Italia
esiste una azienda specializzata per il recupero e il riciclaggio delle componenti recuperabili -quasi tutto- incluso smaltimento delle pericolosissime polveri contenute negli apparecchi elettronici e similari. |
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| Vallan Sara | |
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Ecco l'articolo su "L'Arena" del 23 ottobre 2009
VILLAFRANCA. Il Comune avvia la raccolta porta a porta, il calendario viene spedito a casa. Il sistema verrà poi esteso Rifiuti, spariscono i cassonetti per scoraggiare gli abusivi Fabio Tomelleri Da domenica l’Amia garantirà il servizio in città e a Dossobuono alle imprese e alle abitazioni Soddisfatti i titolari delle ditte Un cassonetto di rifiuti nella zona industriale a Villafranca FOTO PECORA Da domenica partirà la raccolta dei rifiuti porta a porta nelle zone industriali di Villafranca e Dossobuono. Lo ha annunciato il Comune, sulle pagine del proprio sito internet. Il servizio riguarderà famiglie e imprese, qualche migliaio in tutto, di venti vie. In elenco sono incluse, a Dossobuono: via Volta, via dell’Artigianato, via Staffali e via Borgo Bello. A Villafranca: viale Postumia, via Pasubio (a partire dall’incrocio con via Tofane), via Tofane, via Adamello, via Belgio, via Sommacampagna, via Spagna, viale Primo Maggio, via Portogallo, via Francia, via Lussemburgo, viale del Lavoro e le località Casa Aver, Cascina Verde, Colombare Fiorio e Ganfardine. Amia, la società che ha l’incarico di gestire il servizio rifiuti fino al prossimo 31 dicembre, deve provvedere, in questi giorni, al ritiro dei cassonetti nelle zone interessate e alla consegna dei nuovi contenitori. Con il porta a porta saranno raccolti il secco, l’umido, la carta, il cartone e la plastica. Per gli altri tipi di rifiuti, come vetro, lattine, pile scariche, farmaci, verde e ramaglie il sistema rimarrà quello applicato nel resto del territorio. Sul sito del Comune sono stati pubblicati i calendari con i giorni della raccolta. Carta e cartone, per aziende e privati, saranno ritirati il lunedì, i rifiuti organici e gli sfalci d’erba il martedì e il venerdì, gli imballaggi e la plastica il mercoledì e il secco non riciclabile il giovedì. Il sindaco Mario Faccioli e l’assessore all’ecologia Alessio Adami, nei giorni scorsi, avevano scritto alle famiglie e ai titolari delle imprese interessate, ricordando che «il nuovo sistema consentirà di limitare l’abbandono incontrollato di rifiuti da parte di non residenti nel Comune». Per questo motivo sono state inserite quelle zone, come la località Ganfardine e le vie Sommacampagna e Postumia, dove l’abbandono abusivo dei materiali si verifica con una certa frequenza. «All’inizio sarà necessario un periodo di rodaggio», osserva Adami, «ma i controlli dei vigili proseguiranno come è avvenuto fino ad oggi. Confido nella collaborazione delle aziende, che hanno accettato con entusiasmo il cambiamento». L’avvio della raccolta porta a porta nelle zone industriali è il primo passo verso l’estensione del sistema ad altre parti del territorio. «Nei primi mesi del 2010sarà applicato anche alle altre frazioni», prosegue Adami, «ma. per il centro della città, stiamo valutando diverse soluzioni. Di certo il porta a porta, così come in zona industriale, qui non è applicabile, soprattutto dove ci sono condomini. Potremo pensare anche a mini isole ecologiche od altro». Sul ripristino dell’isola ecologica del capoluogo, aggiunge: «Verrà realizzata nel 2010, sarà impostata come quella di Quaderni, ma più ampia. Abbiamo esaminato il progetto preliminare. Sorgerà nell’area industriale: abbiamo due ipotesi al vaglio». Sul mancato avvio della raccolta porta a porta il gruppo Grillo per Villafranca aveva presentato, nei giorni scorsi, un’istanza al Comune. Sulle pagine internet del blog dei grillini, è scaturito in questi giorni un vivace botta e risposta tra i seguaci del comico genovese e il vicesindaco Adami, proprio sulla richiesta protocollata. Sul sistema di raccolta porta il gruppo, oltre a chiedere alcune integrazioni invita l’amministrazione «a fare opera di trasparenza ed informazione sui risultati ottenuti con il porta a porta ad Alpo e Rizza, in vigore dal 2006, identificando e affrontando i comportamenti non coerenti con il sistema». |
| Vallan Sara | |
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Riporto il commento che ho fatto anche sul blog:
http://pervillafranca... Fatalità mi si è esaurita una lampadina a risparmio energetico…..oggi vado in un negozio di illuminotecnica di Villafranca a portargliela e mi sento rispondere “LA PUÒ BUTTARE TRANQUILLAMENTE NEL SECCO”!!! ma come gli dico io sono rifiuti pericolosi, c’è dentro mercurio….allora spunta fuori un altro che mi dice che posso portarla all’isola ecologica, loro NON LA RITIRANO! Mi hanno detto che il comune a breve collocherà dei bidoncini per le lampadine sul territorio….MAH! Così ho preso la mia lampadina e sono andata in un altro negozio (sempre di Villafranca) che me l’ha ritirata e mi ha detto che c’è una ditta privata che passa a raccoglierle. Siamo messi bene! |
| liberopensiero | |
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Giusto.
ma mai accorgersene prima?!? Inclusi parlamentari furbetti ... che cavalcano gli inceneritori. Repubblica Cittadini, studenti e associazioni alla protesta contro i rifiuti tossici L'Italia dei valori annuncia: "Mozione bipartisan in Parlamento" Amantea, migliaia in piazza "Via i veleni dalla Calabria" Amantea, migliaia in piazza "Via i veleni dalla Calabria" Un cartello del corteo AMANTEA (Cosenza) - Migliaia e migliaia di persone - semplici cittadini, studenti, autorità con i gonfaloni di decine di Comuni, bandiere di partito, associazioni e organizzazioni sindacali - hanno partecipato alla manifestazione "Basta veleni. Riprendiamoci la vita, vogliamo una Calabria pulita". Il corteo, aperto da un grande striscione del Comitato civico "Natale De Grazia" che ha organizzato la manifestazione, ha preso il via dal lungomare cittadino per attraversare il centro della cittadina tirrenica. Intere scolaresche, pensionati, famiglie con bambini provenienti da tutta la regione, hanno manifestato per chiedere una maggiore attenzione sull'emergenza ambientale che riguarda l'intera Calabria. Molti gli striscioni con cui si chiede l'intervento del governo per rimuovere le "navi dei veleni" presenti nei fondali calabresi e le scorie radioattive che sarebbero interrate ad Aiello Calabro e a Crotone. Uno degli striscioni riportava la scritta "Liberiamoci dalle scorie, portiamole in Parlamento". E prima della manifestazione, il lungomare di Amantea è stato intitolato a Natale De Grazia, il capitano di fregata (che dà il nome al comitato che ha organizzato la protesta) morto nel dicembre del 1995 mentre indagava su un traffico di scorie radioattive per conto della Procura di Reggio Calabria. La targa che ricorda l'ufficiale è stata scoperta dopo un minuto di raccoglimento dalla vedova di De Grazia, Anna Vespia, accompagnata dal figlio Giovanni. "Avete dato valore - ha detto la signora, in un breve intervento - al sacrificio di mio marito. Lui era una persona semplice e svolgeva il proprio lavoro con molta umiltà e amore per la sua terra". Alla commemorazione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, e il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova. Il deputato dell'Idv Aurelio Misiti ha fatto sapere che "sulla nave dei veleni la Camera dei Deputati si accinge ad approvare una mozione bipartisan, firmata da me, Realacci e Granata, e che non potrà non essere attuata dal governo". Antonio Di Pietro era ad Amantea: "La legalità è stata violentata con un utilizzo corruttivo e delinquenziale dei rifiuti", ha detto. (24 ottobre 2009 |