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Bernabe' Simone
Posted Jun 29, 2008 3:30 PM
simone75
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sabato 28 giugno 2008 nazionale pag. 4

EMERGENZA NAPOLI. «Problema nazionale»

Rifiuti, il governo vuole smaltirli
in tutte le Regioni

ROMA
Il Consiglio dei ministri, ripercorrendo la strada già intrapresa dal governo Prodi, ha chiesto l?aiuto di tutte le Regioni perché si facciano carico per un «periodo brevissimo» di una quota di immondizia di Napoli. E ha dato mandato al ministro agli Affari Regionali Raffaele Fitto di convocare la Conferenza Stato-Regioni per verificarne la disponibilità.
Quando fu Prodi a chiedere l?intervento delle Regioni le polemiche non mancarono. In prima fila Formigoni presidente della Lombardia e il collega Galan governatore del Veneto. Formigoni fa sapere che adesso la Lombardia smaltirà 5-6 mila tonnellate di rifiuti della Campania: «In Campania è cambiato qualche cosa e noi ne prendiamo atto», ha detto ieri. Dal Veneto Galan disse di essere disposto ad accogliere i rifiuti campani a patto che Bassolino e Iervolino si dimettessero subito, mentre oggi pare più possibilista: «studierò le carte quindi esprimerò un parere già nella prossima settimana». Ma la sua posizione non è condivisa da tutti: «Il Veneto ha la sua capacità di smaltimento già satura: tecnicamente, dunque, non ha la disponibilità ad accogliere altri rifiuti», ha affermato il capogruppo consiliare veneto della Lega Nord, Gianpaolo Bottacin. Per il governatore del Piemonte, Mercedes Bresso «il Nord non è l?immondezzaio della Campania».
Poi arriva anche la smentita della Lega. «Sono completamente infondate le notizie secondo le quali vi sarebbe stato un via libera della Lega Nord all?invio di rifiuti campani in altre Regioni». Lo ha affermato in un comunicato il ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, secondo il quale «la Lega continua a ritenere che ciascuno debba farsi carico dello smaltimento dei rifiuti che ha prodotto».
Calderoli ha quindi spiegato che la Lega, preso atto dell?emergenza per il turismo, «ha chiesto la convocazione della Conferenza Stato-Regioni per verificare la disponibilità di tutte le Regioni di farsi carico di una quota di una parte di rifiuti a fronte di un problema ormai diventato nazionale; la determinazione del periodo necessario per la conclusione dell?emergenza, tenuto conto dell?apertura delle nuove discariche campane e dell?inizio dei lavori di realizzazione dei termovalorizzatori».
Bernabe' Simone
Posted Jul 1, 2008 10:50 AM
simone75
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QUALCUNO HA CAPITO CHE IL RIFIUTO NON SERVE COME COMBUSTIBILE!
NEWS (Internazionale / Lavoro & Economia nel mondo)
05 - 02 - 2008
Zhang, l´imperatrice "verde" è donna il cinese più ricco
Cinquantuno anni, ha costruito un patrimonio da 4 miliardi di dollari riciclando carta. Oltre al primato sui maschi del suo paese, ha battuto tutte le "self-made women" del mondo

(la Repubblica, MARTEDÌ, 05 FEBBRAIO 2008, Pagina 36 ? Esteri)

Lei ha trovato la sua miniera d´oro nelle discariche Usa della raccolta differenziata

Sfrutta il viaggio di ritorno delle navi che portano nel mondo il "made in China"

FEDERICO RAMPINI

PECHINO

Ogni volta che aprite l´imballaggio di un giocattolo, telefonino, computer, televisore o Dvd "made in China", l´avete fatta diventare un po´ più ricca. E si arricchisce ancora quando quello scatolone usato lo buttate via. Sola al comando, in testa alla classifica dei miliardari cinesi è balzata una donna. Zhang Yin, 51 anni, è la fondatrice e principale azionista di un colosso industriale dal nome beneaugurale: Nove Dragoni. Ha un patrimonio personale superiore ai 4 miliardi di dollari, costruito in una sola generazione. Oltre ad avere scavalcato tutti gli imprenditori maschi del suo paese, detiene anche il primato mondiale della self-made woman più ricca. Ha superato le più note donne d´affari americane come Oprah Winfrey e Martha Stewart, o l´autrice di Harry Potter Joanne K. Rowling. Ha fondato il suo impero sul riciclaggio della carta usata, che importa dai paesi ricchi e ritrasforma in Cina per produrre scatole di cartone da imballaggio. Il suo motto: «Non chiamatela spazzatura, è una risorsa. Quando vedo una montagna di cartaccia per me è come una foresta di alberi, da custodire e da tramandare di generazione in generazione».

La classifica dei cinesi più ricchi è un termometro interessante per misurare l´evoluzione della seconda economia mondiale. Col passare degli anni questa lista è stata dominata di volta in volta dagli industriali dell´elettronica, dai creatori di dot.com, dai magnati dell´edilizia. E´ notevole che il primato ora tocchi alla creatrice di un business "verde", che punta sul riciclaggio e rallenta la deforestazione. Il suo successo è tanto più meritevole perché avviene in una società dall´impronta confuciana che è rimasta per molti aspetti patriarcale e maschilista. Mao Zedong definì le donne «l´altra metà del cielo», ma è ancora lontano il giorno in cui al vertice del partito comunista ci sarà una di loro. Intanto, poiché l´economia di mercato sembra offrire varchi più larghi, hanno cominciato a farsi strada nel capitalismo. Ci sono 48 imprenditrici cinesi il cui patrimonio personale ha già superato i 100 milioni di dollari.

Zhang Yin è stata una pioniera. La sua intuizione: sfruttare le gigantesche navi portacontainer che partendo dalla «fabbrica del pianeta» attraversano il Pacifico per trasportare prodotti cinesi in America, e fino a qualche anno fa erano costrette a fare il viaggio di ritorno semivuote. Lei le ha riempite di cartaccia. La Cina ne è avida. Per imballare le sue merci questo paese usa 40 milioni di tonnellate di cartone all´anno. E non c´è verso di produrre in loco così tanta carta d´imballaggio a partire dalla cellulosa di legno. In Cina le foreste scarseggiano paurosamente.

Dopo che l´industrializzazione le ha saccheggiate per anni, dalla Mongolia allo Yunnan, gli industriali cinesi sono andati a caccia di legname in tutto il sudest asiatico, compiendo scempi orrendi in Malesia e in Birmania. Il legno ha usi più pregiati, la maggior parte finisce nei cantieri edili che pullulano freneticamente in centinaia di città cinesi. Zhang Yin ha aggirato l´ostacolo della scarsità di materia prima. Ha trovato la sua miniera d´oro nelle discariche americane della raccolta differenziata: quella monnezza serve molto più in Cina che negli Stati Uniti. Per produrre imballaggi la Cina compra dall´estero 20 milioni di tonnellate di rifiuti all´anno, cioè il 60% di tutte le esportazioni mondiali di carta usata riciclabile. Le stesse scatole di cartone che racchiudono gli oggetti made in China destinati ai consumatori americani, appena aperte e gettate nell´immondizia a San Francisco o Seattle ripercorrono l´oceano in senso inverso. E´ un moto perpetuo in cui nulla si crea e nulla si distrugge. Afflitti da un colossale deficit commerciale con la superpotenza asiatica, finalmente gli Stati Uniti hanno trovato qualcosa da esportare in Cina: la spazzatura. Secondo i dati raccolti dalle dogane la filiale americana di Zhang Yin è stata il primo esportatore assoluto dagli Usa verso la Cina per cinque anni consecutivi.

Il talento per gli affari cresce dove meno te l´aspetti, e certo la sua biografia non sembrava predestinarla a questo successo.

Zhang Yin nasce nel 1957 nella provincia settentrionale dello Heilongjiang, vicino al confine russo. E´ la primogenita di otto bambini: non esisteva ancora la legge del figlio unico. Il padre fa il militare ma la divisa non gli impedisce di cadere in disgrazia durante la Rivoluzione culturale maoista, che nel 1966 lo sbatte in carcere come «controrivoluzionario». Di quel periodo lei vuole ricordare solo il meglio, cioè che è servita a temprarla. «La carne la vedevamo in tavola solo nelle feste nazionali - dice - ma la povertà mi ha insegnato ad apprezzare il valore delle cose. Bisognava far fronte a ogni durezza, e cavarsela da soli». Dopo la morte di Mao e le riforme di mercato lanciate da Deng Xiaoping, all´inizio degli anni 80 lei si trasferisce a Shenzhen, la città meridionale che è diventata «zona franca» per i primi esperimenti col capitalismo. Studia da contabile. Si sposta a Hong Kong nel 1985, quando è ancora colonia inglese. Lì il suo primo impiego è nella filiale di un´azienda di Stato cinese che si occupa di import-export nel settore della carta. Si mette in proprio con un capitale iniziale di poche migliaia di dollari, e all´inizio non ha vita facile, tra soci truffaldini e il racket della mafia locale. Hong Kong le sembra piccola per le sue ambizioni, nel 1990 fa il grande salto della sua vita emigrando a Los Angeles. Sposa un dentista taiwanese che ha vissuto in Brasile, Liu Ming Chung. Esplorando la California ambientalista, dove è diffusa la cultura del riciclaggio, Zhang Yin ha il lampo di genio: comincia il suo pellegrinaggio da una discarica all´altra per comprare cartaccia all´ingrosso. Fonda la società America Chung Nam, apre filiali a New York e Chicago. Da quella testa di ponte riparte alla conquista della sua madrepatria dove crea il più grande business del riciclaggio. Oggi la sua Nove Dragoni è quotata alla Borsa di Hong Kong, ha 5.300 dipendenti, 11 impianti per il trattamento della carta e un miliardo di euro di fatturato annuo. Le sue fabbriche più grosse Zhang Yin le ha collocate strategicamente vicino a due grandi arterie di navigazione, tra fiumi e mare: a Dongguan nella provincia del Guangdong sul delta del fiume delle Perle (vicino ai porti di Shenzhen e Hong Kong), a Taicang sul delta dello Yangze vicino a Shanghai. Quest´anno ne aprirà altre due, nel porto settentrionale di Tianjin che serve l´area di Pechino, e nella megalopoli fluviale di Chongqing (30 milioni di abitanti). A quel punto supererà gli 8 milioni di tonnellate di produzione all´anno e diventerà il numero uno mondiale di scatole da imballaggio.
Bernabe' Simone
Posted Jul 1, 2008 10:50 AM
simone75
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Il successo non ha cambiato molto le sue abitudini di vita. A differenza di tanti nuovi ricchi cinesi che ostentano il lusso, lei veste quasi come una funzionaria di partito: sempre lo stesso tailleurino dalle tinte mosce, e sotto di preferenza un golf girocollo nero. Porta i capelli corti che le fanno il viso ancora più rotondo, come una statuina di porcellana Ming; le uniche vanità che si concede sono un anello con diamante e una collana di perle. Gestisce famiglia e bottega come una matriarca: in casa vieta a tutti di gettare la carta usata (ci mancherebbe altro), in consiglio d´amministrazione ha voluto il marito e il figlio maggiore di 27 anni che sta prendendo un Ph. D. alla Columbia University di New York (il più piccolo finisce il liceo in California). Gli azionisti di minoranza hanno provato a obiettare, ma lei controlla il 72% del capitale e con quello li ha messi a tacere. Difende il ruolo del marito «perché grazie alla sua lunga esperienza all´estero porta un cultura occidentale nella gestione». In quanto al figlio, precisa che «non basta portare il mio cognome per ereditare il comando, voglio che quest´azienda duri cent´anni e quindi sceglierò un successore che abbia la leadership adatta». E´ capace di convocare l´intero management con sole due ore di preavviso, e tutti hanno imparato a scattare. «Non ho avuto difficoltà ad affermarmi come donna. Mi rispettano, punto e basta».

Non ha paura di cadere in disgrazia, com´è capitato ad altri super-ricchi cinesi la cui notorietà ha scatenato improvvise indagini fiscali, processi per corruzione, ecc. «Non ho niente da nascondere, la Nove Dragoni è un´azienda trasparente e io ho accumulato il mio patrimonio lavorando duramente, un centesimo alla volta». I suoi rapporti col potere politico sono eccellenti: i vertici della nomenklatura l´hanno cooptata come parlamentare, nel Congresso Nazionale del Popolo. Da quando Jiang Zemin (capo dello Stato prima di Hu Jintao) decise di aprire il partito comunista ai capitalisti riformando appositamente lo statuto, lei è stata uno dei primi imprenditori a fare il suo ingresso nell´assemblea legislativa di Piazza Tienanmen. E non per fare la comparsa. Come parlamentare ha subito presentato due proposte di legge pro-business. La prima punta a estendere la durata dei contratti di locazione dei terreni fabbricabili che lo Stato affitta alle imprese, attualmente limitata a mezzo secolo.

«Cinquant´anni sono un periodo troppo corto nella vita di un´impresa seria», sentenzia. La sua seconda proposta è per la riduzione dell´Iva. Viene spontaneo collocarla nell´ala destra del partito. Ma come imprenditrice Zhang Yin rappresenta un´anima verde e socialmente impegnata del capitalismo cinese. Il suo business del riciclaggio rientra nella logica di uno sviluppo sostenibile. Non le basta il riuso delle scatole gettate dai consumatori americani; lei fa campagna perché anche in Cina si diffonda la raccolta differenziata. Nel settore della carta gli americani recuperano il 70% dell´immondizia, i cinesi solo il 30%.

«Grazie a una coscienza ambientalista più avanzata - dice - la California, molti paesi europei e il Giappone hanno messo a punto dei metodi standardizzati per la raccolta e lo smistamento dei rifiuti. Queste procedure sono essenziali per far nascere un´industria efficiente del riciclaggio. Perché la Cina arrivi allo stesso livello ci vorrà ancora del tempo, ma sono certa che ce la faremo».
Bernabe' Simone
Posted Jul 1, 2008 10:52 AM
simone75
Villafranca di Verona, VR
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UNA MINIERA D'ORO GALLEGGIANTE!

Si chiama Pacific Trash Vortex. Ha un diametro di 2500 chilometri
ed è profonda 30 metri. Il suo peso ha raggiunto 3,5 milioni di tonnellate
Nel Pacifico l'Isola della spazzatura
per l'80 per cento formata di plastica
Come un deserto oceanico, dove la vita è ridotta
solamente a pochi grandi mammiferi o pesci

di LUIGI BIGNAMI

LO CHIAMANO Pacific Trash Vortex, il vortice di spazzatura dell'Oceano Pacifico, ha un diametro di circa 2500 chilometri è profondo 30 metri ed è composto per l'80% da plastica e il resto da altri rifiuti che giungono da ogni dove. "E' come se fosse un'immensa isola nel mezzo dell'Oceano Pacifico composta da spazzatura anziché rocce. Nelle ultime settimane la densità di tale materiale ha raggiunto un tale valore che il peso complessiva di questa "isola" di rifiuti raggiunge i 3,5 milioni di tonnellate", spiega Chris Parry del California Coastal Commission di San Francisco, che è da poco tornato da un sopralluogo.

Questa incredibile e poco conosciuta discarica si è formata a partire dagli anni Cinquanta, in seguito all'esistenza della North Pacific Subtropical Gyre, una lenta corrente oceanica che si muove in senso orario a spirale, prodotta da un sistema di correnti ad alta pressione. L'area è una specie di deserto oceanico, dove la vita è ridotta solo a pochi grandi mammiferi o pesci.

Per la mancanza di vita questa superficie oceanica è pochissimo frequentata da pescherecci e assai raramente è attraversata anche da altre imbarcazioni. Ed è per questo che è poco conosciuta ai più. Ma proprio a causa di quel vortice l'area si è riempita di plastica al punto da essere considerata una vera e propria isola galleggiante. Il materiale poi, talvolta, finisce al di fuori di tale vortice per terminare la propria vita su alcune spiagge delle Isole Hawaii o addirittura su quelle della California.

In alcuni casi la quantità di plastica che si arena su tali spiagge è tale che si rende necessario un intervento per ripulirle, in quanto si formano veri e propri strati spessi anche 3 metri. La maggior parte della plastica giunge dai continenti, circa l'80%, solo il resto proviene da navi private o commerciali e da navi pescherecce.

Nel mondo vengono prodotti circa 100 miliardi di chilogrammi all'anno di plastica, dei quali, grosso modo, il 10% finisce in mare. Il 70% di questa plastica poi, finirà sul fondo degli oceani danneggiando la vita dei fondali. Il resto continua a galleggiare.

La maggior parte di questa plastica è poco biodegradabile e finisce per sminuzzarsi in particelle piccolissime che poi finiscono nello stomaco di molti animali marini portandoli alla loro morte. Quella che rimane si decomporrà solo tra centinaia di anni, provocando da qui ad allora danni alla vita marina.
Bernabe' Simone
Posted Jul 3, 2008 9:47 AM
simone75
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Ecco il paese senza cassonetti: ricicla il 93% dell'immondizia
di Giuseppe Baldessaro - 02/07/2008

Non ci sono più cassonetti a Piane Crati, il Comune li ha eliminati da un anno. Non servivano più, erano antiestetici e poco igienici. Ora i rifiuti vengono ritirati direttamente a casa, con il porta a porta. Tanti piccoli contenitori, pieni di materiali rigorosamente selezionati. Riciclano tutto i pianesi, il 93% dell'immondizia è destinato a nuova vita. Carta, vetro, plastica, alluminio, metalli vari e rifiuti speciali, come le batterie, vengono inviati a centri specializzati. Poco, pochissimo, finisce in discarica.

Tanto che il 10 luglio prossimo, Michele Ambrogio, sindaco del piccolo centro (meno di duemila abitanti) alle porte di Cosenza, riceverà a Roma il premio "Riciclone 2008". Un riconoscimento nazionale ideato da Legambiente nel 1994 e patrocinato dal Ministero dell'Ambiente, che ogni anno seleziona l'ente locale che ha ottenuto il risultato migliore nella gestione dei rifiuti. La giuria, composta da esperti e aziende del settore, valuta una serie di parametri indicativi della sensibilità delle amministrazioni comunali. Le raccolte differenziate avviate a riciclaggio, ma anche gli acquisti di beni, opere e servizi, che abbiano valorizzato i materiali recuperati. Dati ricevuti dai comuni, ma verificati sul posto con i tecnici, i circoli ambientalisti territoriali, gli osservatori regionali e le Arpa regionali.

E' ovviamente soddisfatto il sindaco Ambrogio: "Un premio così importante dimostra che anche da un piccolissimo comune della Calabria e del Mezzogiorno possono giungere segnali positivi in materia di cultura ambientale".

Risultato "straordinario", per Legambiente nazionale, ma non semplice da raggiungere. A Piane Crati ci hanno lavorato per anni. Iniziando dalle scuole e promuovendo una fitta campagna d'informazione. "I bambini - spiega Ambrogio - sono stati fondamentali, il motore che l'amministrazione ha trovato all'interno delle famiglie". Poi sono arrivati anche i risultati economici, che non sono cosa da poco e che dimostrano come riciclare "oltre ad essere un atto di educazione civica, sia anche conveniente".

Fino a pochi anni addietro l'amministrazione portava in discarica oltre 40 tonnellate di spazzatura al mese per un costo che si aggirava intorno ai duemila euro, negli ultimi tempi invece i volumi si sono ridotti a meno di due tonnellate e il paese versa dai 12 ai 15 euro mensili. Spiega il sindaco: "I miei concittadini, hanno capito la lezione di Napoli e della Campania e intuito come attraverso una politica attenta e virtuosa della raccolta differenziata si possa arrivare a risparmiare fino al 20% delle tasse sui rifiuti".

E poi c'è la comodità, niente più sacchetti maleodoranti accumulati per strada, tutto viene ritirato a domicilio. E per le emergenze ci sono sempre le isole. Tre aree nelle quali è possibile lasciare i rifiuti che eccezionalmente vengono prodotti o che non possono restare in casa per più di un giorno.

Ora a Piane Crati si guarda al futuro, imparata la lezione del riciclaggio Ambrogio punta a far diminuire anche la quantità degli "scarti". "Il prossimo passaggio, che peraltro già sta dando buoni risultati in Toscana ed in Emilia, è quello di far pagare la tassa dei rifiuti sulla produzione reale. Per ora l'imposta è calcolata sui metri quadrati delle abitazioni, ma noi vogliamo iniziare a ragionare sulla quantità". Insomma meno sporchi, meno spendi.
Carlo Reggiani
Posted Jul 5, 2008 5:11 PM
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post #: 295
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Ragazzi!!!!! Vuoi vedere che il nostro assessore provinciale all'ecologia, Coletto, dopo ever preso parole dall'assessore regionale Conta sulla gestione rifiuti a Verona, adesso si e' messo sui binari giusti? Leggete la sua dichiarazione.... in rosso la parte piu' incredibile!!!

Dichiara che in Provincia c'e' progettualita' e che si sta seguendo il modello di Treviso!!!! Hanno forse capito che i rifiuti sono una miniera di soldi??????

Vediamo se riusciamo ad andare a parlarci direttamente!

karlo




L'Arena - Sabato 5 Luglio 2008


L?EMERGENZA. Il sì del presidente della Regione Giancarlo Galan provoca le reazioni di Amia, Provincia e Pd
«I rifiuti di Napoli? A Verona non c?è posto»
L?immondizia destinata alla discarica padovana di Sant? Urbano. «A noi potrebbero creare seri problemi»
Roberto Ceruti

Il Veneto può dare una mano per risolvere l'emergenza rifiuti di Napoli, ma a Verona non c'è spazio. E' la sintesi della risposta all'appello del governo Berlusconi da parte del nuovo assessore comunale alle Aziende partecipate ed ex presidente di Amia, Enrico Toffali, e dell'assessore provinciale all'Ecologia, Luca Coletto. Per contro, secondo il consigliere provinciale Vincenzo D'Arienzo (Pd), che chiede dimissioni e minaccia una class action, la disponibilità a ricevere i rifiuti partenopei toglie il velo dall'ipocrisia, perché quando governava Prodi erano il male assoluto e adesso sono i rifiuti più profumati d'Italia.
TOFFALI. «È fuor di dubbio che la situazione di Verona sia particolarmente delicata. L'Amia è dedicata soltanto alla raccolta e non allo smaltimento, non disponendo di discariche e di un termovalorizzatore proprio. L'arrivo di rifiuti dall'esterno creerebbe dunque grandi problemi alla nostra città, poiché mancano gli strumenti per poter dare risposte ad ulteriori carichi, soprattutto nel periodo estivo», chiarisce Toffali.
COLETTO. «Sulla base dell'assegno circolare staccato a favore di Napoli dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il Veneto può dare una mano in attesa che il capoluogo campano si metta al passo con il resto d'Italia. A Verona, invece, non c'è spazio per accogliere rifiuti da altre province. Nel Veneto, secondo l'impostazione data dal governo Berlusconi, ci si limiterà a piccoli interventi circoscritti nel tempo ed a pagamento, verso la discarica strategica di Sant'Urbano a Padova», spiega Coletto. «La disponibilità del governatore Giancarlo Galan è dunque per un periodo ristretto e con garanzie date dal governo», prosegue l'assessore provinciale, che sulla situazione veronese precisa: «La situazione ereditata dal sindaco Flavio Tosi era pesante, con Ca' Filissine chiusa e Ca' del Bue in alto mare. Oggi c'è progettualità. Stiamo lavorando come Treviso per aumentare ulteriormente la raccolta differenziata, oggi al 46 per cento. La Provincia ha approvato la delibera d'indirizzo per implementare la differenziata nelle Zai, controllando che dai paesi limitrofi che non differenziano la raccolta non si scarichino abusivamente rifiuti durante i fine settimana. In effetti, la separazione dei rifiuti è il "segreto" che ha permesso a Verona di salvarsi in una situazione che avrebbe messo in ginocchio chiunque. La discarica di Torretta a Legnago ha già ottenuto la Via (valutazione d'impatto ambientale) provinciale ed è ora un attesa di quella regionale entro fine anno, per il raddoppio della superficie da oggi al 2018 in grado di garantire la completa autonomia della Bassa».
Concludendo, Luca Coletto ricorda che Torretta si stava esaurendo e che, grazie al primo ampliamento, dal gennaio 2009 potrà accogliere 300 tonnellate al giorno, contro un bacino di 190 richiesto dal territorio d'appartenenza. Così, lo spazio per 110 tonnellate al giorno sarà a disposizione del bacino provinciale. Con un'ulteriore separazione a Ca' del Bue, a Legnago andrà solo il rifiuto non riciclabile.

D'ARIENZO. Infine, la visione di D'Arienzo: «Che classe dirigente è quella che ieri aizzava le folle contro i rifiuti di Napoli e oggi dice che è doveroso prenderli? Perché tanta inutile demagogia? Accettare le "sgauie" napoletane non è segno di solidarietà verso gli altri. E' solo ubbidienza al capo. Sta andando in scena un teatrino maleodorante, ma spero che i veronesi ricordino il raggiro nei loro confronti. Sui rifiuti non è la prima capovolta. Devo ricordare un anno di annunci e niente fatti. Secondo il centrodestra, Ca' del Bue sarebbe stata in funzione entro l'anno prossimo, i rifiuti li avremmo portati a Brescia e poi in Romania. Che confusione. Addirittura volevano far acquistare all'Amia la discarica di Ca' Filissine per 10 milioni di euro. Solo il sequestro del sito ha evitato lo spreco di denaro. Il risultato è che li portiamo in altre città d'Italia e paghiamo 130 euro a tonnellata, una delle cifre più alte del Paese e la Tia è stata appena aumentata. Altro che calo delle tasse. Ma se questa situazione non cambia, i veronesi possono avviare una class action per i danni subiti?».
Bernabe' Simone
Posted Jul 9, 2008 11:49 PM
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 168
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Vi ricordate del contributo per i comuni che si iscrivono al RAEE entro Settembre 2008.
Per i cittadini invece come dice la legge abbiamo un eco-contributo per lo smaltimento degli apparecchi.
Il concetto quindi è il cittadino lo anticipa, poi al limite al comune lo danno indietro ,ma si sono dimenticati del povero
cittadino, non sarebbe carino avere un ritorno economico per quelle persone che personalmente riportano i loro apparecchi usati negli appositi centri di riciclo? Questo incentiverebbe anche le persone anche se non proprio nel modo corretto ad iniziare a capire cosa significa riciclo.

Vi riporto la dicitura di alcuni venditori di prodotti online:

Apparecchi elettrici ed elettronici, il contributo per il riciclo

Cambia il modo di gestire la raccolta differenziata dei rifiuti elettrici ed elettronici, in sigla RAEE. Entra in vigore anche in Italia una nuova Legge che allinea il nostro Paese con quanto già accade nell'Unione Europea.

Le aziende produttrici e importatrici di apparecchi elettrici ed elettronici avranno il compito di gestire su tutto il territorio nazionale i rifiuti derivanti dai prodotti hi-tech.

Per finanziare le attività relative al corretto trattamento e riciclo degli apparecchi elettrici ed elettronici non più funzionanti, la Legge prevede un Eco-contributo RAEE sui nuovi prodotti messi in vendita a partire dal 12 novembre 2007.

La Legge consente ai produttori di evidenziare i costi per lo smaltimento tramite un Eco-contributo, aggiunto al prezzo del prodotto, oppure includere il contributo ambientale nel prezzo del bene.

L?Eco-contributo visibile permette di conoscere con la massima trasparenza i costi per il riciclo dei RAEE, diversi per tipologia di apparecchio. L?Eco-contributo RAEE serve infatti esclusivamente a finanziare il processo di riciclo dei vecchi prodotti elettrici ed elettronici, dal ritiro presso i centri di raccolta fino al recupero e allo smaltimento in appositi impianti di trattamento. Non si genera in questo modo alcun guadagno, né per i Produttori né per i punti vendita.

Si potrà così recuperare oltre l?80% dei materiali presenti all?interno di ciascun prodotto, quali ferro, rame, acciaio, alluminio, plastica e vetro, garantendo il completo smaltimento delle componenti pericolose (come i gas CFC nei vecchi elettrodomestici, il piombo nei tubi catodici dei televisori, il mercurio delle lampade a risparmio di energia), per la tutela dell?ambiente e della salute.
Carlo Reggiani
Posted Jul 10, 2008 12:54 AM
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post #: 307
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Scusate ma non ci capisco piu' niente: la Lega dice che bisogna che anche le regioni del Nord accettino i rifiuti da Napoli, mentre l'UDC veronese dice che bisogna bloccare i camion alla frontiera della nostra provincia?

Leggere per credere!!!





http://www.noipress.i...

Giovani UDC Verona: Veneto al collasso rifiuti.

Il movimento giovanile dell?UDC di Verona dice no ai rifiuti da altre regioni. «Siamo contro la miopia politica, non contro la solidarietà tra gli italiani. Il Veneto è una regione vicina al collasso e se chi la amministra non procederà con rapidità situazioni già viste in quest?ultimo anno si ripeteranno anche da noi» spiega Riccardo Dal Molin, commissario provinciale dei Giovani UDC Verona.

«Noi siamo dalla parte dei cittadini: chi dice di fare gli interessi del nord poi si dimentica della gente del nord. I cittadini di Verona si sono visti aumentare del 10% la tassa sui rifiuti a fronte di nessuna reale risoluzione del problema rifiuti. L?inceneritore di Ca? del Bue è fermo e probabilmente inappropriato: vogliamo risposte in tempo rapido».

«Chiediamo quindi al Governo Berlusconi una legge obiettivo, in modo da, poter realizzare da subito i termovalorizzatori, che permettano di produrre energia dai rifiuti, che permettano ad ogni provincia di smaltire i propri rifiuti» precisa Dal Molin «una legge obiettivo che non solo eviti evitare lungaggini burocratiche ma che permetta alle comunità che ospitano i termovalorizzatori di godere di benefici dati l?utilità collettiva dell?opera, in modo da ridurre al minimo le operazioni di boicottaggio».

Il movimento giovanile si dice pronto anche a bloccare i camion dei rifiuti provenienti da altre regioni che entrassero sul suolo veronese.
A former member
Posted Jul 10, 2008 9:10 AM
Post #: 113
Legge OBIETTIVO? realizzare subito i termovalorizzatori?

Non ci capisco più neppure io!
.... ma la confusione non è solo mia.
Purtroppo non passano i buoni messaggi e le informazioni giuste, anche da parte nostra e di GRILLO < il quale con i suoi continui improperi -in parte attraenti e trasgressivi- offusca le VERITA' che rivendica e lo emargina dalla massa. Dice Grillo "in che paese viviamo?". Sì viviamo in un paese malato e ANARCHICO, cerchiamo di cambiare con un dialogo costruttivo.>
Ieri sera in Tv La7 ha riproposto la rivolta napoletana di Chiaiano (vedrete, sarà stata una sommossa che si sgonfierà senza buoni risultati): nessuno vuole le discariche e ben pochi affrontano con le istituzioni la vera soluzione della raccolta differenziata.

L'inceneritore di Ca' del Bue è bloccato e per farlo riprendere si spenderà ancora parecchio denaro pubblico.
L'incremento dei costi qui a Villafranca è del 22% all'anno (molto più che a Verona) e qui da noi nuova amministrazione rimane tentennante: NON SI MUOVE NULLA, e la gente resta passiva come al solito!
Poveri noi !!!
Elìa
Bernabe' Simone
Posted Jul 10, 2008 10:22 AM
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 169
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«Chiediamo quindi al Governo Berlusconi una legge obiettivo, in modo da, poter realizzare da subito i termovalorizzatori, che permettano di produrre energia dai rifiuti, che permettano ad ogni provincia di smaltire i propri rifiuti» precisa Dal Molin «una legge obiettivo che non solo eviti evitare lungaggini burocratiche ma che permetta alle comunità che ospitano i termovalorizzatori di godere di benefici dati l?utilità collettiva dell?opera, in modo da ridurre al minimo le operazioni di boicottaggio».

ma come.... ancora con questi cancrovalorizzatori.... ma questi fantomatici giovani di Verona sanno che esiste un'alternativa?

vogliamo dargli qualche spunto di pensiero? vogliamo proporgli qualche idea nuova che non conoscono tipo Vedelago?

ecco la mail per proporre il nostro blog di riferimento pervillafranca.wordpress.com

giovani@udc-verona.it
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