Sarai invitato ai nostri Meetup non appena saranno programmati!
Bacheca messaggi Gruppo Beppe Grillo di Villafranca › Facciamo un GAS?
| Carlo Reggiani | |
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Nadia
Tienti libera per l'ultimo giovedi' del mese.... aspetta a febbraio e' il 26. Una volta al mese i componenti de PoveglianoATuttoGAS si riuniscono per conoscere nuovi amici, proporre nuovi prodotti e fornitori, fare ordini, analizzare gli ordini in corso. Ti invito a seguire il blog del gruppo: http://poveglianoatut... karlo |
| nadia | |
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Grazie Carlo!... ho già visitato il sito e mandato una mail!...
... certo che il supermercato sottocasa è comodo ma vuoi mettere della bella frutta e verdura fresca di stagione senza tanti contenitori in polistirolo da smaltire oppure dei buoni formaggi fatti come si deve...o...vediamo quello che proporranno il 26.............. |
| Carlo Reggiani | |
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Ultimissima: Venerdi' sera il nostro GAS e' stato invitato ad una serata di presentazione delle iniziative di Economia Solidale nella provincia di Verona.
Doveva intervenire Valentina, ma e' impegnata all'estero (complimenti Valentina!!!) e quindi ha chiesto a me di sostituirla. Quindi venerdi' sera, dopo l'appuntamento in Piazza Bra per la biciclettata con le dinamo accese (MI ILLUMINO DI MENO), siete tutti invitati a Valeggio! Argh che settimana :) karlo
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| Vallan Sara | |
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Facciamo una macchina unica? Che dite di trovarci davanti al Duomo per le 20.00 circa?
Sara |
| nadia | |
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Bella serata interessante quella di ieri sera a Valeggio...ho capito cosa sono e come funzionano i GAS.
Mi stimolava molto l'idea di aderire al GAS di Povegliano, ma per non accumulare chilometri in più settimanali ho preferito provare a fare i miei primi acquisti ecosolidali con il gruppo "anomalo" di Valeggio, dove già per altri motivi vado il venerdì, giorno di consegna. Sono anche contentissima di aver avuto l'opportunità di poter firmare la petizione per salvaguardarere il Monte Mamaor e Monte Vento in località S. Lucia dei monti da possibili colate di cemento che provocherebbero la fine di quel fragile ecosistma che è resistito tra vigneti colture e capannoni e nuove villette a schiera, solo perchè era zona militare. Sono pochissime le aree boschive rimaste nelle nostre campagne...sono patrimonia della collettività e dobbiamo tutelarle!... Firmate anche voi se non lo avete ancora fatto!!!!!!! Modificato da nadia il 14-feb-2009 23.57 |
| Carlo Reggiani | |
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Grazie Nadia!
Il meetup era rappresentato anche da Sara e Giuseppe, oltre a Stefania "relatrice" con me della nsotra esperienza come PoveglianoATuttoGAS! Abbiamo conosciuto Paola Ferrarin e la signora Rosa con la relata' del Gas di Valeggio. E tanti cittadini interessati a conoscere cosa c'e' dietro la sigla GAS: ci sono dei cittadini innanzitutto, cittadini che per curiosita' si sono avvicinati a un'esperienza che in qualche modo ha cominciato a cambiare i loro stili di vita e quella dei loro famigliari. Durante la serata abbiamo parlato anche di "acqua del sindaco" e portato avanti la nostra campagna per una gestione dei rifiuti intelligente! E poi abbimao firmato le petizioni per la tutela del Monte Mamaor e Monte Vento (firmate se avete l'occasione di incotnrare i banchetti a Valeggio!). Una bellissima serata! karlo |
| Carlo Reggiani | |
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Ecco l'articolo su L'Arena della serata.
Mercoledì 18 Febbraio 2009 PROVINCIA Pagina 29 VALEGGIO. Presentato al circolo Noi Al battesimo il gruppo acquisto di prodotti locali Il «Gas» ha rapporti diretti con le piccole aziende Abbattere i costi ed acquistare prodotti di buona qualità, dando aiuto anche alle aziende produttrici più vicine e modificando gli stili di consumo. È questa la filosofia dei Gas (Gruppi di acquisto solidale), realtà che si sta diffondendo in Italia e che ormai copre buona parte del territorio provinciale (con 23 gruppi). Nel Villafranchese, dopo i Gas di Nogarole Rocca, Povegliano, Sommacampagna e Villafranca, ora tocca a quello di Valeggio fare il suo esordio. È stato presentato durante un incontro organizzato dal Circolo “Noi” al ricreatorio parrocchiale. «Il Gas Valeggio», ha dichiarato la referente, Paola Ferrarin, «è nato agli inizi del 2006 come gruppo che acquistava prodotti biologici direttamente dai produttori. Accorciando la filiera si riesce ad avere freschezza e convenienza, oltre che un prezzo equo per gli agricoltori». Antonio Nicolini, responsabile provinciale dei Gas, ha illustrato la storia del diffondersi di questo diverso stile di consumo: «Sono passati quindici anni dai primi Gas (in Val d’Illasi, a Quinzano e Nogarole Rocca), ma l’idea è sempre quella: stringere rapporti con piccoli produttori della zona, rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, oltre a cercare di modificare gli stili di consumo partendo dal basso». Esemplificando, Carlo Reggiani, membro del Gas di Povegliano (che accoglie anche famiglie dei paesi vicini) ed esponente dei grillini, ha affermato: «Nel nostro giro si riduce a zero la plastica che è ancora tanto presente negli alimentari dei supermercati, si evita possibilmente d’acquistare prodotti che viaggiano per centinaia o migliaia di chilometri e magari si dirama un appello via internet per acquistare i prodotti di un’azienda valida che è in difficoltà. Internet c’aiuta (http://poveglianoatut... Il moltiplicarsi di queste esperienze ha prodotto l’affermarsi del concetto di Des (Distretto d’economia solidale). «Il Des», ha sostenuto il referente, Fabrizio Gagliardi, «vuole sviluppare relazioni tra consumatori, imprese e associazioni (Gas compresi) che sempre più prendono come riferimento l’economia solidale». In chiusura Maria Rosa Tonelli, referente del Gas valeggiano, ha rilevato: «Il Gas sta in piedi perché tutti collaborano e via via cambia il modo di consumare e di rapportarci gli uni con gli altri».A.F. |
| nadia | |
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AIUTO!....
Qualcuno mi consiglia che tipo di gasatore per acqua posso acquistare?...ho visto dei modelli su e-bay che costano tra i 70 e i 90 euro, ma non so se funzionano...c' è poi il problema della ricarica della bombola, c'è qualcuno che lo fa qui in zona?....... ...attendo risposta fiduciosa........ ...................................... Modificato da nadia il 18-feb-2009 23.13 |
| Bernabe' Simone | |
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Perchè aderire ad un GAS? Perchè interessarsi di biologico? Perchè una moratoria suglio OGM?
mi è arrivato un bell'articolo sembra quasi fantascienza quando lo leggi, ma penso rispecchi molto l'idea che possiamo avere noi del nostro contadino che ci produce gli alimenti che portiamo sulla nostra tavola. http://www.ilconsapev... Mario Cecchi fa parte del CIR (Corrispondenze Informazioni Rurali). Questo suo scritto è apparso sul bollettino numero 18 del CIR con il titolo "Orgoglio e dignità della civiltà contadina". «Scegliere uno stile di vita improntato alla sobrietà è il mezzo che serve da un lato per affrancarsi dai bisogni indotti e dall'altro per riappropriarsi del valore creativo del proprio lavoro, produrre opere e non "merce". Farsi il pane, coltivare il proprio cibo, raccogliere le erbe per tisane e pomate, andare alla sorgente per bere acqua pura sono le pratiche di una quotidiana rivoluzione delle piccole scelte, che ci rende protagonisti e responsabili.» Gruppo Selvatici Questo brano è stato scritto per fare capire la dimensione del contadino. Non del coltivatore diretto, che è un'altra cosa. È una figura istituzionalizzata, che paga le tasse, ha la pensione e pratica un'agricoltura redditizia, si può paragonare quindi all'operaio della fabbrica in quanto lavora per un padrone: il mercato. È soggetto alla speculazione degli intermediari che determinano il prezzo dei prodotti esercitando di fatto un potere ricattatorio nei suoi confronti, quindi è costretto a produrre in funzione di una richiesta esterna alle proprie esigenze, richiesta della terra su cui vive, ma funzionale ad un sistema economico privo di scrupoli e di coscienza. Assoggettandosi a questo egli ha perso la propria identità, è diventato macchina all'interno di un ciclo produttivo capitalista, che lo sfrutta e lo controlla imponendogli scelte colturali, economiche, sociali. Indebitandosi per l'acquisto dei terreni e dei macchinari per fare gli impianti, per le sementi, i concimi, gli antiparassitari, egli ha creato la propria dipendenza dal denaro e dalle banche, in fin dei conti dalle multinazionali dell'agrobussines che hanno fatto del contadino un dipendente, uno sfruttato, un alienato. Il contadino di cui parlo io, invece, è quell’individuo un po’ anarchico e un po’ sognatore, libero ed indipendente, che non ne ha mai voluto sapere di padroni e padrini, che coltiva il podere con passione ed amore sentendosi parte di quel microcosmo, di quell’ecosistema equilibrato di cui lui è semplicemente il custode e in cui agisce nel rispetto della terra, della fertilità del suolo e dei cicli naturali usando solo prodotti naturali e sementi che si rigenera da solo. È tutt’uno con la propria terra, con gli alberi ed il selvatico, con gli animali che popolano il luogo, poiché con essi ha una relazione di empatia, di reciprocità quotidiana. Nei momenti in cui è stanco si ferma ad osservare la natura e dialoga con essa percependone il mistero, ovvero la spiritualità che è alla radice di tutte le cose, della vita. Questo è quel mondo che la globalizzazione vorrebbe fare scomparire, vorrebbe eliminare, perché è imprendibile, incontrollabile, non soggiace a regole, non lo si può comprare, mercificare, catalogare, manipolare. È qualcosa che sfugge alla loro ambizione di potere, che non si piega alle loro leggi perché è il contrario dell'omologazione, dell'appiattimento e della morte dell'anima che è alla base della società industriale, di quel fantomatico progresso che ha generato una"civiltà" di macchine, denaro, inquinamento ed alienazione che mette a repentaglio la vita stessa dell'uomo sulla terra. Ma si sta risvegliando nella coscienza collettiva una nuova sensibilità verso i problemi dell'ambiente e dell'uomo. Una coscienza che fa si che l'uomo non sia più al centro della terra: l'ecosistema e le attività umane dovranno tener conto di tutte le relazioni per poter preservare la vita, affinché ci sia un futuro possibile anche per i nostri figli. Si stanno creando le condizioni permettere in pratica un diverso stile di vita basato sul ritorno alla terra, sulla decrescita consapevole, sul risparmio energetico, sull'alimentazione sana e naturale da ricercarsi in loco, piuttosto che lo sviluppo insostenibile, lo spreco delle risorse, il cibo spazzatura, modificato geneticamente che non si sa da dove provenga e cosa provochi. Questo contadino è quella figura che vorrebbero eliminare con un atto buracratico-amministrativo dicendo che è scomparso, non paga le tasse e non produce per il mercato, dunque non esiste. Tant'è vero che oggi, all'anagrafe, non compare più la categoria del contadino agricoltore ma solo il coltivatore diretto. Non è più possibile tenere animali e mangiarseli: devono essere tutti censiti all'anagrafe veterinaria e bollati con tanto di numero appiccicato l'orecchio. Devi comunicare loro le nascite e i decessi, e quanto altro ancora! Pur sapendo che, nella maggior parte dei casi, sono loro la causa del contagio di possibili malattie con le loro siringhe infette e cibo modificato (Mucca Pazza, Aviaria e lingua blu insegnano). Loro Signori, padroni della terra, politici corrotti, finanzieri, scienziati, dottori e professori, con tutto l'apparato che ci sta dietro creato per mantenere in piedi questa “Civiltà” dell'usa e getta, delle macchine e della guerra, sappiano bene che hanno costruito sì un' impero, ma di carta, che scomparirà presto dalla scena come una comparsa fugace e non voluta nell'album del tempo e della storia. È una “Civiltà” senza futuro, mentre la civiltà del contadino è destinata a durare nel tempo, è imperitura perché possiede un'anima ed una spiritualità: quella della terra e dell'amore che sono alla base della vita nella sua molteplicità infinita di relazioni, nella sua unità di base all'origine della materia. In simbiosi con il mistero della vita. *Mario Cecchi fa parte del CIR (Corrispondenze Informazioni Rurali). Questo suo scritto è apparso sul bollettino numero 18 del CIR con il titolo "Orgoglio e dignità della civiltà contadina". Per approfondire Chi sono i Selvatici? E che cos’è il CIR? Ce lo raccontano i diretti interessati… «Mi chiamo Renato. Con la mia compagna Manù siamo i “Selvatici” (all'origine era il nome della nostra newsletter) e viviamo in un vecchio borgo abbandonato del ponente ligure. Pratichiamo da anni quella che definiamo “sottrazione”: cioè un percorso di fuoriuscita dal circuito delle merci sia come produttori che come consumatori. Facciamo parte di un Piccolo Popolo di contadini e artigiani-artisti manuali, con poca terra e pochi manufatti, che coltiva e lavora per la propria autosufficienza usando metodi antichi e innovativi allo stesso tempo (Fukuoka, orticoltura, sinergica, permacultura), che pratica l'autogestione della salute (studiando le erbe, le loro proprietà, curando con attenzione l'alimentazione eccetera) rispettando la Madre Terra. Non siamo certo eremiti e buoni selvaggi mattacchioni: se in questo mondo globalizzato la merce ha riepmie ogni attimo della vita 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno, se tutto è ridotto a merce, il gesto più radicale è non produrre e non consumare. |
| Bernabe' Simone | |
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Un bellissimo articolo, forse un po' lungo da leggere tutto in un fiato che spiega bene tutte le qualità che
comporta l'adesione ad un GAS e uno stile di vita diverso da quello che ci impongono le lobby e la televisione. http://www.disinforma... |