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Vittorio
Postato il 10-dic-2007 16.46
user 5823468
Villafranca di Verona, VR
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copio e incollo dal sito www.larena.it

Lunedì 10 Dicembre 2007

AMBIENTE. Gli ambientalisti polemizzano con il presidente della Regione: «Rema contro l'Europa che ci chiede di non inquinare le falde da cui preleviamo l'acqua»
Sos nitrati Legambiente contro Galan
Il governatore appoggia la Coldiretti nella richiesta di deroghe alla direttiva Ue Bertucco: «Modello agricolo sbagliato»

Piero Taddei

Legambiente è polemica sulla dichiarazione con cui il governatore del Veneto Giancarlo Galan ha promesso pieno appoggio alla delegazione della Coldiretti regionale che a Palazzo Balbi ha illustrato gli obblighi ambientali imposti dalla direttiva nitrati. Obblighi, a partire dal prossimo 31 dicembre, che potrebbero avere conseguenze pesantissime sul sistema zootecnico veneto, il più evoluto del paese, con punte a Verona e Padova.
«Non stupisce l'ennesima uscita di Galan contro la Ue, rea di chiederci di non inquinare le falde da cui preleviamo l'acqua per milioni di cittadini veneti. Ma il governatore farebbe bene a denunciare un modello agricolo che fino ad oggi ha abusato del consumo delle risorse del territorio», dice Michele Bertucco, presidente di Legambiente Verona. Che aggiunge: «Le aziende vanno aiutate, ma è impensabile continuare a spendere soldi per portare avanti un tipo di allevamento intensivo dannoso per la salute animale, dei cittadini e ambiente. Deroghe alla direttiva, peraltro rispettata in Olanda dove la concentrazione di allevamenti suini è ben più alta che da noi, non tutelano la salute».
Secondo l?associazione ambientalista, Galan confonderebbe gli effetti con le cause: «Le deroghe concesse in questi anni avrebbero dovuto portare a miglioramenti che non ci sono stati. Quindi non è il caso di perorare ulteriori slittamenti della normativa». Bertucco chiede che i fondi per l'impiego del letame e della pollina per biogas siano sì stanziati ma all'interno di un piano generale che preveda la diminuzione dei capi per ettaro e una razionalizzazione degli allevamenti.
La direttiva nitrati emanata nell?ormai lontano 1991 sembra essere stata presa «sottogamba» nel nostro paese. Per le zone definite vulnerabili, stabilisce un riequilibrio delle concimazioni azotate: scendere da massimo 340 chili-ettaro a 170. La Commissione Ue considera vulnerabile tutto il Veneto perché dirotta azoto in Adriatico e Adige. Da sola Verona controlla il 50 per cento degli allevamenti avicoli regionali e il 30 di quelli suini e bovini, per un totale di quasi 60 milioni di capi: 28 milioni e 300 mila avicoli, 458 mila cunicoli, 202 mila suini, 327 mila bovini. Al momento gli allevatori non sembrano pronti a presentare piani di smaltimento. Il mancato rispetto degli obblighi, tuttavia, comporta il deferimento dell'Italia alla Corte di giustizia europea, l'avvio della procedura di inflazione, la sospensione di tutti i principali pagamenti comunitari in agricoltura.
Per far fronte a un riequilibrio carichi di azoto-superfici la Coldiretti ha calcolato servano 200 milioni di euro, tra pubblici e privati, e tempi «meno stretti». Tra le soluzioni si prospettano impianti collettivi per l'abbattimento dell'azoto attraverso la produzione di bioenergie - biogas, acqua calda, energia elettrica -, oppure la fitodepurazione. Venezia ha chiesto alla Ue, che sembra ferma nei suoi propositi, di limitare le aree vulnerabili venete. A settembre Palazzo Balbi ha aggiornato, ampliandola, la lista dei Comuni compresi. Vi figurano cinquantotto enti locali veronesi. Senza correttivi, la consistenza del numero dei capi di bestiame dovrebbe essere ridotta del 50 per cento.

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Cinquanta i Comuni veronesi a rischio

A settembre la Regione ha esteso l'elenco delle zone a rischio nitrati. I Comuni scaligeri compresi nella lista sono 50: Arcole, Badia Calavena, Bardolino, Bosco Chiesanuova, Trentino Belluno, Brenzone, Buttapietra, Caprino, Castel d'Azzano. Castelnuovo, Cavaion, Cerro, Costernano, Dolcè, Erbezzo, Ferrara di Monte Baldo, Fumane, Garda, Grezzana, Isola della Scala, Lazise, Malcesine, Marano di Valpolicella, Montecchia di Crosara, Mozzecane, Negrar, Oppeano, Peschiera, Povegliano, Rivoli, Roncà, Roverè, San Bonifacio, San Giovanni Ilarione, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, San Mauro di Saline, San Zeno di Montagna, Sant'Anna d'Alfaedo, Selva di Progno, Sommacampagna, Sona, Torri del Benaco, Tregnago, Valeggio sul Mincio, Velo Veronese, Verona, Vestenanova, Villafranca, Zevio. P.T.

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Acquedotti sotto esame Dati al limite

Secondo Legambiente, la presenza dei nitrati negli acquedotti scaligeri, seppure entro il limite massimo ammesso dalla legge, 50 microgrammi-litro, sarebbe costante e crescente. Il presidente Bertucco fa notare che l'Oms sanità indica come valore guida 5 microgrammi litro. Legambiente attesta che Verona avrebbe 22 microgrammi litro di nitrati, Bardolino 15,3, Bovolone 1,3, Bussolengo 17,6, Castelnuovo 24, Cerea 4,3 Isola della Scala 2,7, Legnago 5,5, Nogara 1,05, Peschiera 8, San Bonifacio 9,4, San Giovanni Lupatoto 21, San Martino Buon Albergo 20,4, Sommacampagna 19, Sona 28,6, Villafranca 27,45, Zevio 14,34. Bertucco invita a considerare che gli acquedotti scaligeri attingono mediamente a un centinaio di metri di profondità. Ergo: «e falde più superficiali sono già oltre il limite». Fonti d'inquinamento sono la sovra fertilizzazione dei raccolti, la diffusione di colture che richiedono elevato utilizzo di concimi (mais, tabacco), i cicli di rotazione agricola intensiva, la fertirrigazione organica, i sistemi di drenaggio fertilizzanti, l'urbanizzazione. Le organizzazioni dei consumatori raccomandano di non dare acqua con più di 25 microgrammi di nitrati al litro a bimbi con meno di sei mesi di età. P.T.

Carlo Reggiani
Postato il 30-gen-2008 15.14
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post n.: 13
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Ricordo che un paio di anni fa c'e' stato un caso di inquinamento da atrazina che ha portato alla ordinanza di divieto di usa potabile dell'acqua dell'acquedotto di Alpo (mi ricordo che l'ordinanza e' rimasta in vigore qualche giorno).

L'Arena scrisse che nei due pozzi dell'Alpo (ce ne sono 12 mi sembra in tutto il territorio di Villafranca) non erano installati i filtri!

Riporto il comunicato stampa disponibile sul sito del Comune di Villafranca. Sarebbe da chiedere al commissario se poi quei filtri sono stati installati e alla ex-Cisi (ora Consorzio Acque Veronesi) di inserire nelle bollette dell'acqua i dati delle analisi, come cominciano a fare in qualche comune della Toscana.


Carlo

http://www.comune.vil...

Alpo: tracce di atrazina nelle falde acquifere


Autore: Ufficio Stampa

Data inserimento: 25-11-2005


Atrazina e disetilatrazina sono le sostanze incriminate che contaminano, seppur in modesta misura, la falda acquifera di Alpo di Villafranca.
In seguito a recenti rilievi dell'Arpav per conto dell'Ulss22, infatti, il livello delle sostanze nell'acqua risulta di poco superiore al consentito.
Il Sindaco Luciano Zanolli ha quindi deciso, su invito della Ulss, di emettere un'ordinanza che vieta l'uso di acqua a scopo potabile agli abitanti di Alpo e che resterà in vigore fino a quando la situazione non tornerà a normalizzarsi.
«Cosa che contiamo possa avvenire già nei prossimi giorni» - precisa il Sindaco che poi chiarisce l'accaduto delle ultime ore.
«Il 22 novembre l'Ulss ci ha comunicato che i parametri rilevati nell'acqua superavano seppur di poco i divieti previsti per legge. In via cautelativa abbiamo deciso di emettere l'ordinanza. Sia chiaro: la salute delle persone non è a rischio anche se inavvertitamente si bevesse dell'acqua dato che il superamento del parametro consentito è davvero minimo. Tuttavia la situazione, che si ripete dopo il caso di Quaderni di qualche tempo fa, va affrontata con serietà e chiarita una volta per tutte. Stiamo lavorando a stretto contatto col Cisi, Società che gestisce la distribuzione dell'acqua sul territorio, che peraltro, pochi giorni dopo il prelievo dell'Arpav ne ha effettuato uno da cui risultava un'acqua perfettamente bevibile. Inoltre il Cisi sta già provvedendo alla rigenerazione dei filtri con il "carbone attivo", operazione che che dovrebbe consentire un rapido miglioramento della situazione. Sempre in via cautelare è stato chiuso il pozzo di Comotto.
Inoltre l'acqua è sotto costante monitoraggio da parte di un nostro laboratorio di fiducia».
«Chiederemo una nuova verifica dell'Ulss, che contiamo possa dare un riscontro favorevole per poter togliere l'ordinanza già nei prossimi giorni».
«Non ci fermeremo all'"emergenza" - aggiunge l'assessore all'Ambiente Luigi Franchini -. Il Comune sporgerà infatti denuncia contro ignoti per poter avviare un'indagine approfondita. La più probabile causa di presenza di atrazina nelle falde acquifere è, attualmente, quella che qualcuno utilizzi sui terreni dei diserbanti vietati da molti anni per il contenuto inquinante della sostanza».
In attesa dei nuovi controlli e finché sarà in vigore l'ordinanza il Comune di Villafranca fornirà la popolazione di bottiglie di acqua minerale che saranno distribuite dalle 9.30 alle 11 e dalle 15 alle 17 ad Alpo nella piazza di fronte alla chiesa, all'incrocio principale di via Bassani e agli impianti sportivi.
Tre autocisterne forniranno invece scuole, panifici e locali di ristorazione di acqua potabile per la cucina.
Carlo Reggiani
Postato il 30-gen-2008 15.58
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post n.: 14
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Ho trovato le ultime analisi eseguite nel distretto pedemontano nel quale e' inserita Villafranca.

Alla voce VERONA SUD troviamo (per a versione formattata andare a http://www.acqueveron...)

Data Prelievo 03/07/2007
Punto Prelievo VERONA ZONA SUD

Descrizione Valore U.d.M. Limite
Torbidità < 0,4 NTU ----
pH 7,5 - > 6,5 e < 9,5
Conducibilità 20°C 538 µS/cm 2500
Alcalinità totale 256 mg/l CaCO3 ----
Residuo fisso a 180°C 403 mg/l 1500
Ammoniaca < 0,05 mg/l 0,5
Magnesio 24,8 mg/l ----
Calcio 82,6 mg/l ----
Durezza 30,8 °F > 15 e < 50
Fluoruri 0,1 mg/l 1,5
Cloruri 9,0 mg/l 250
Nitriti < 0,05 mg/l 0,5
Nitrati 37,5 mg/l 50
Solfati 36,2 mg/l 250
Ferro 92,3 µg/l 200
Manganese < 0,5 µg/l 50
Carlo Reggiani
Postato il 8-feb-2008 9.52
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post n.: 24
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Come ho scritto in un altro thread, lo scorso 30 gennaio ho mandato una mail ad Acque Veronesi attraverso il form sul sito (http://www.acqueveron...


Salve

Volevo un chiarimento circa i dati delle analisi dell'acqua piu' coerenti con la mia zona (Alpo di Villafranca e Vilalfranca in generale): devo fare riferimento ai dati di Verona SUD o Verona OVEST? Dove sono eseguiti precisamente questi prelievi?

Nella primavera del 2005 nella mia frazione e' stato sospeso l'uso potabile dell'acqua a causa di un inquinamento da atrazina. Un articolo su L'Arena riportava il fatto che i pozzi presenti nella frazione di Alpo erano sprovvisti di filtri: la situazione e' stata ulteriormente monitorata? I filtri sono stati installati?

Alcuni consorzi stanno inserendo i dati delle analsi nelle bollette (per esempio in Toscana): richiedo di avere anche nelle bollette emesse da Acque Veronesi tali informazioni.

Ringrazio anticipatamente per l'attenzione.


Carlo Reggiani



Ieri mi ha contattato sul cellulare il sig. Bodini di Acque Veronesi per fornirmi una replica:



  • Pozzi acquedotto ad Alpo: confermata l'installazione dei filtri nei due pozzi che ne erano sprovvisti e che avavano avuto l'inquinamento da atrazina nel 2005. Non si hanno pero' dettagli ulteriori in quanto nessuno di Acque veronesi e' ancora andato fisicamente sul posto a controllare. Alla domanda del perche' non ci sia stata comuncazione ai cittadini dell'avvenuta sistemazione, mi e' stato risposto che questa domanda va rivolta a Cisi (precedente gestore) e all'amministrazione comunale (ex anche quella).
  • Prelievi e analisi: oltre all'attivita' di monitoraggio eseguita da Acque Veronesi, l'USL (penso volesse dire ARPAV, ndr) procede alle verifiche previste dalla legge. Sul sito di Acque Veronesi verranno progressivamente inseriti i dati dei prelievi eseguiti con indicazioni specifiche per ogni comune delle provincia (siamo a 78 comuni in gestione dalla societa').
  • Inserimento dati analisi dei prelievi in bolletta: non c'e' ad oggi nessuna iniziativa in questo senso, ma non se ne puo' escludere l'attivazione in futuro


Oltre la sintesi, confermo che e' stata una piacevole telefonata: mi sono permesso di parlare a nome degli abitanti della mia frazione (Alpo), precisando che non basta limitarsi agli "obblighi di legge" per recuperare la fiducia di cittadini che hanno avuto la distribuzione dell'acqua potabile con l'autobotte in piazza davanti alla chiesa, scoprendone il perche' solo attraverso un articolo su L'Arena!

Parlando con conoscenti e vicini della mia frazione ho avuto conferma dell'esistenza concreta del problema della fiducia nei confronti di quello che esce dai nostri rubinetti: siamo in pochi a bere l'acqua del nostro rubinetto!

Mi impegno fin da subito a mantenere la pressione necessaria sull'argomento a tutti i livelli.


karlo
Carlo Reggiani
Postato il 12-feb-2008 2.08
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post n.: 29
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Un sostegno all'utilizzo dell'acqua dei nostri rubinetti invece dell'acqua in bottiglia viene da Venezia: il sindaco Cacciari aderisce all'iniziativa del patriarca di Venezia per la Quaresima ("Imbrocchiamola!") e mette le caraffe sui tavoli del consiglio comunale e l'attore (mitico!) Paolini rispolvera la borraccia durante i suoi spettacoli.

Cliegina sulla torta, un'altra idea da suggerire a "Acque Veronesi" per riconquistare la fiducia dei veronesi nell'acqua che scorre nelle notre case: Veritas, la società di gestione degli acquedotti veneziani, invierà a 100 mila famiglie una caraffa da frigorifero per incentivare il consumo della chiara, fresca e dolce acqua del rubinetto.

karlo
Carlo Reggiani
Postato il 19-feb-2008 15.35
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post n.: 38
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L'acqua a Villafranca e' sempre sotto tiro: adesso ci si mette anche una perdita di gasolio dalla cisterna del consorzio agrario in Via Pozza.

Anche qui, come ad Alpo nel 2005, precauzionalmente sospeso l'uso potabile dell'acqua nel raggio di 1 Km.

Proprio qualche giorno fa stavo osservando come i distributori in Viale Postumia siano oramai in mezzo alle case e quindi quanto sarebbe meglio cominciare ad eliminarli.

Ecco l'articolo su L'Arena di oggi.

Teniamo monitorata la questione dell'acqua nel nostro territorio!!!!!

karlo






Martedì 19 Febbraio 2008


VILLAFRANCA. Ruspe ed esperti dell?Arpav al lavoro dopo la scoperta fatta dai dipendenti nel piazzale del Calv
Cisterna perde gasolio Inquinato il sottosuolo
Mille litri di nafta fuoriusciti da una falla nel serbatoio del Consorzio di via Pozza Minacciata la falda d?acqua per irrigazione
Il commissario esclude rischi per l?acquedotto Già in corso la bonifica del terreno


Fabio Tomelleri
La cisterna del Consorzio agrario lombardo veneto ha perso gasolio e ha inquinato il suolo nell?area di via Pozza. Sono stati i dipendenti del consorzio a segnalare la perdita nel serbatoio interrato che serve a rifornire i mezzi agricoli. Gli addetti si sono accorti che il carburante era diminuito senza essere stato prelevato durante un normale controllo di routine effettuato immergendo l?asta di controllo del livello del gasolio.
La cisterna è stata quindi svuotata. C?era una falla che ha provocato la dispersione di un migliaio di litri di gasolio nel sottosuolo. Il consorzio ha subito allertato l?ufficio Ecologia del Comune e i funzionari hanno seguito le operazioni di messa in sicurezza dell?area. La cisterna è stata dissotterrata e sono state installate pompe per recuperare il gasolio disperso. Il terreno impregnato di nafta è stato rimosso ed ha riempito tre container che sono stati ricoperti con teloni di cellophane. Il materiale dovrà essere smaltito da una ditta specializzata. L?area dell?inquinamento è stata recintata.
Per controllare la dispersione del liquido sono stati scavati, nel cortile del Consorzio, quattro pozzi (piezometri) che scendono fino a sei e a otto metri di profondità. Permetteranno di controllare se il gasolio fuoriuscito è entrato a contatto con l?acqua di prima falda, che è si trova ad appena sei metri di profondità. L?acqua di questa falda viene utilizzata dai pozzi privati per l?irrigazione dei giardini.
In attesa di ulteriori verifiche, il commissario Elio Faillaci sta valutando se emanare un?ordinanza che ne vieti l?uso a scopi potabili nel raggio di un chilometro da via Pozza. In via cautelativa è stata allertata la società Acque Veronesi, per la verifica della potabilità dell?acqua dei pozzi dell?acquedotto comunale. Ma, allo stato, è da escludere che la perdita di gasolio possa provocare problemi all?acquedotto. Lo stesso Faillaci conferma che «la rete idrica è rimasta indenne, visto che le prese dei pozzi si trovano molto più sotto, a 150 metri di profondità».
Ieri mattina i tecnici dell?Arpav, Agenzia regionale per la protezione ambientale del Veneto, hanno effettuato un sopralluogo per verificare lo stato del luogo e delle operazioni. Tutta la bonifica, così come le analisi, saranno a carico del Consorzio, anche se Comune e Arpav potranno decidere congiuntamente di fare ulteriori approfondimenti.
I risultati della messa in sicurezza saranno esposti dal consorzio durante la conferenza dei servizi che il Comune ha fissato per il prossimo 10 marzo. Alla conferenza, oltre ai responsabili dell?ufficio ecologia comunale e del Calv, ci saranno anche i rappresentanti di Arpav, Ulss e Provincia.
Il Calv presenterà la relazione geologica e i risultati delle analisi chimiche e della bonifica. Il Comune e gli altri enti decideranno se accettare la documentazione presentata oppure indicheranno quali ulteriori operazioni saranno necessarie per ripristinare il sito inquinato.
Vittorio
Postato il 20-feb-2008 20.33
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Villafranca di Verona, VR
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gli sviluppi della questione gasolio




mercoledì 20 febbraio 2008

VILLAFRANCA. In corso la bonifica dell?area

Inquinamento
Vietato bere l?acqua dei pozzi


di Fabio Tomelleri

Il commissario vieta di bere l?acqua dei pozzi privati che la prelevano dalla prima falda. È la conseguenza dell?inquinamento da gasolio avvenuto in via Pozza, dove la cisterna del Consorzio agrario lombardo veneto ha perduto nel terreno mille litri di nafta per una falla. L?ordinanza del commissario riguarda soltanto l?acqua prelevata a sei metri di profondità, nel raggio di un chilometro da via Pozza. Non, quindi, l?acqua che esce dai rubinetti, distribuita dall?acquedotto che pesca a una profondità di 150 metri. Faillaci ha avuto la conferma che la perdita accidentale di carburante ha contaminato la falda freatica ed ha firmato il provvedimento dopo aver ricevuto un parere scritto dal servizio di Igiene e sanità pubblica dell?Ulss 22. L?ordinanza rimarrà in vigore «fino al ripristino delle condizioni di normalità». Copia del provvedimento è stata trasmessa all?Agenzia regionale prevezione ambientale del Veneto (Arpav), alla Prefettura, all?Ulss 22, alla Procura, ai carabinieri e alla polizia municipale affinché facciano rispettare il divieto.
L?ordinanza non dovrebbe comportare disagi alla popolazione, visto che l?acquedotto comunale non è assolutamente minacciato dall?inquinamento. «L?acqua di prima falda», sottolinea Faillaci , «viene utilizzata soprattutto per irrigare i giardini. Con quest?ordinanza, tuttavia, ho voluto impedire che qualcuno potesse berla, anche accidentalmente».
Nel frattempo il Comune continua a monitorare la bonifica avviata dal consorzio dopo l?incidente. Il monitoraggio dell?area proseguirà anche nei prossimi giorni e non sono esclusi nuovi interventi per frenare la penetrazione del gasolio nel terreno. Faillaci e Giuseppe Galeazzi, responsabile del settore Ecologia del Comune, ricordano che «sono stati posizionati quattro piezometri per controllare la falda e, in caso di necessità, consentire l?intervento per contenere l?inquinamento».
Carlo Reggiani
Postato il 23-mar-2008 10.40
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post n.: 103
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Ieri giornata mondiale dell'acqua: rinnoviamo l'appello alle istituzioni locali e nazionali di fare azioni concrete per un ritorno all'uso dell'acqua di rubinetto, contro questa industria delle minerali che ci riempie di camion per le strade e la pspazzatura di bottiglie di plastica!

Segnalo l'iniziativa di Legambiente di ieri in centro a Verona:

ACQUA: TEST A VERONA, SOLO 15% RICONOSCE MINERALE

(ANSA) - VERONA, 22 MAR - L'acqua ''del sindaco'' surclassa quella minerale, almeno per i palati veronesi. E' l'inedito risultato del test compiuto oggi da Legambiente nel capoluogo scaligero per favorire il consumo dell'acqua di rubinetto in occasione della Giornata mondiale dell'acqua. Un centinaio di veronesi sono stati inviati ad assaggiare l'acqua posta in tre bottiglie collocate sopra un banchetto posizionato nella centrale via Mazzini. Due delle bottiglie contenevano acqua minerale, la terza di rubinetto. ''Solo il 15% delle persone che hanno effettuato il test - conferma Michele Bertucco, di Legambiente Verona - ha saputo riconoscere senza esitazioni la minerale''. Una percentuale che risulta addirittura inferiore a quella del 18% registrata nelle altre citta' in cui e' stato effettuato l'esperimento. La Giornata dell'acqua e' stata l'occasione per promuovere l'utilizzo dell'acqua di rubinetto anche nei locali pubblici, una iniziativa che vede accomunate Legambiente e Acque Veronesi, la piu' grande realta' del servizio idrico integrato del Nordest che opera in 69 comuni del veronese. ''Non esiste nessun obbligo di legge che imponga di vendere nei locali pubblici solo l'acqua minerale - sottolinea Bertucco - mentre esistono ottime ragioni, ambientali ed economiche, per scegliere quella dell' acquedotto''. (ANSA). CO
22/03/2008 17:07
Iscritto precedentemente
Postato il 25-mar-2008 6.55
Post n.: 76
Per il futuro RISCHIAMO sempre più di restare senza ACQUA.
Vi segnalo una notizia di pochi giorni fa:

<From: "Fabio Fimiani"
To: "VAS Verdi Ambiente e Società" <vasonlus@domeus.it>
Tuesday, March 18, 2008 11:25 AM

Subject: [VAS] Barcellona senza acqua
Visita http://www.vasonline....

Madrid, 17 mar. (Apcom) - Dal 15 maggio sette grandi navi cisterna riforniranno di acqua potabile Barcellona. La misura di emergenza è stata decisa dal governo regionale catalano per fronteggiare la siccità che affligge la Catalogna da circa 17 mesi, secondo quanto riporta oggi il quotidiano 'La Vanguardia'.

Due delle navi faranno la spola fra la capitale catalana e Tarragona, circa 100 km più a sud, e saranno le prime a entrare in servizio a metà maggio. Seguiranno, verso la fine del mese, altre cinque navi che trasporteranno acqua da Marsiglia, in parte proveniente dal Rodano e da depurare e in parte dai capienti depositi di acqua potabile della società "Eaux de Marseille".

Ciascuna nave, secondo il quotidiano di Barcellona, dovrebbe avere una capacità di circa 28.000 metri cubici, e nel porto sono già in corso i lavori di adattamento per consentire le complesse manovre logistiche attraverso le quali l'acqua sarà immessa nella rete idrica metropolitana. Altri interventi di adattamento sono previsti per consentire il rifornimento di acqua dal grande impianto di desalinizzazione di Carboneras (Andalusia): a partire da agosto, dovrebbero arrivare a Barcellona altre navi con capienza di 40.000 metri cubici.

Questa soluzione, secondo 'La Vanguardia', potrebbe costare all'agenzia catalana dell'acqua circa 900.000 euro al mese per ogni imbarcazione noleggiata, e i contratti iniziali sono di due mesi, nella speranza che le piogge primaverili riempiano i bacini di riserva naturale nelle campagne catalane, ormai quasi prosciugati. Le autorità locali non escludono altre soluzioni, come un 'mini-travaso' dal fiume Ebro, che appare però conflittuale dal punto di vista politico e non risolutivo in termini quantitativi.

Barcellona ha un consumo di acqua di circa 110 litri al giorno per abitante, un livello basso rispetto a quello di altre metropoli come Parigi (162 litri) o New York (503 litri), e in costante calo da otto anni, ma a causa della siccità la fornitura per uso domestico senza restrizioni è garantita solo per i prossimi cinque o sei mesi. Un impianto di desalinizzazione locale dovrebbe essere operativo, secondo i progetti, per il 2010. >
Carlo Reggiani
Postato il 3-apr-2008 14.31
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post n.: 118
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Ma allora non e' troppo "provocatorio" dire che non ci fidiamo della risposta di Acque Veronesi sul fatto che siamo "a norma di legge" e che ARPAV e ULSS fanno i controlli!

BASTAAAAA!!!!! VOGLIAMO I DATI E LA SICUREZZA DEL CONTROLLO!!!!!


karlo




L'Arena - martedì 01 aprile 2008 provincia pag. 28

IL SINDACO. Edo Dalla Verde precisa che l'Arpav non ha ancora fornito i risultati dei controlli sulle acque e sulla fauna

«Analisi? Finora nessun esito»

«Non sappiamo ancora nulla del tipo di inquinanti che hanno avvelenato le acque dell'Alpone la prima settimana di marzo». È il sindaco di Vestenanova, Edo Dalla Verde, a dichiarare di essere a tutt'oggi in attesa degli esiti delle analisi eseguite sull'acqua del torrente e sui pesci morti in seguito allo sversamento in un piccolo affluente dell'Alpone di sostanze inquinanti che hanno provocato la moria di tutti i pesci.
«Solo analisi di laboratorio possono attestare la natura di ciò che ha avvelenato le acque. E attendo anch'io», sottolinea il sindaco, «di conoscere quali veleni e in quali dosi siano confluiti nel torrente producendo effetti così devastanti. Solamente conoscendo i risultati dei campioni prelevati si potrà far luce sull'origine dei composti chimici scaricati nella valle».
Dalla Verde non si pronuncia su eventuali responsabilità da parte di aziende e fa appello alla prudenza, perché «è la prima volta che succede».
L'ufficio tecnico comunale, tiene a sottolineare il sindaco, ha più volte sollecitato l'Arpav per conoscere tali esiti. «Ci vuole tempo», hanno replicato i responsabili dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, che si avvalgono dei laboratori dell'Ulss di Verona, «per individuare le sostanze tossiche presenti nei campioni prelevati». Forse metalli pesanti, in quantità tali da essersi trasformati in killer per tutta la fauna ittica del corso d'acqua.
Ed erano stati proprio i pescatori, tramite il responsabile ambientale dell'associazione provinciale Appv, a lanciare l'allarme, domenica 9 marzo, affiggendo una serie di locandine nelle bacheche di Vestenanova. Nel mirino le vasche biologiche delle fognature comunali, dalle quali uscivano liquami rossastri che sarebbero all'origine dell'avvelenamento. Tempestive indagini da parte della società Acque Veronesi, che da gennaio gestisce acquedotti e fognature del territorio provinciale, avevano appurato che le fognature non c'entravano nulla, ma che «l'acqua della roggia è risultata colorata da materiale rossastro, si presume a causa di scarichi provenienti da unità produttive con condotte di scarico innestate su quella che arriva dalle vasche Imhof».
Il ruscello, che in località Valli ha subito l'avvelenamento, si è ripreso dallo sversamento e le sue acque scorrono ora limpide fino alla confluenza a valle con il torrente Alpone. M.G.
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