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In attesa della piattaforma annunciata da Beppe Grillo il 4 ottobre scorso per permettere a tutti i cittadini di votare e costruire il programma del MoVimento, sia la Consiglio Regionale Veneto che il Consiglio Comunale di Verona parlano di eDemocray. Di oggi questo articolo sul Consiglio Comunale di Verona: Progetto di e-democracy
Al salone della comunicazione pubblica di Milano.
Sarà presentato il 5 novembre al COM-PA, il salone europeo della comunicazione pubblica che si svolge a FieraMilano dal 3 al 5 novembre, il progetto della Presidenza del Consiglio comunale di Verona che, ispirandosi al concetto di e-democracy, intende offrire ai cittadini, attraverso un linguaggio semplice e non burocratico, tutte le informazioni sulle attività del Consiglio comunale. “Con questo progetto intendiamo offrire ai cittadini un ulteriore canale, oltre a quelli più tradizionali, per conoscere meglio ed in modo diretto il lavoro dei propri rappresentanti” dichiara il Presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini: “siamo molto impegnati su questo fronte e vogliamo evitare che il dibattito politico si chiuda in se stesso. Per questo sviluppiamo nuovi spazi attraverso i quali i cittadini possano non solo informarsi e conoscere con facilità, ma anche confrontarsi direttamente con gli amministratori, portando contributi e punti di vista diversi al dibattito”. “Il progetto - spiega Fratta Pasini - consiste nella realizzazione di un portale dedicato alla comunicazione tra i cittadini e il Consiglio comunale, che viene arricchito dai suoi stessi utilizzatori. Nel portale infatti il cittadino, oltre a trovare una serie di informazioni sulla composizione, le competenze e le funzioni del Consiglio comunale e delle sue articolazioni, potrà formulare domande ad operatori qualificati che gli forniranno una risposta completa. La segnalazione non resterà solo patrimonio del singolo che ha posto la domanda, ma andrà ad alimentare la cosiddetta “fonte delle risposte”: questo farà sì che più saranno le richieste, maggiore sarà il patrimonio di conoscenze a disposizione della collettività. L’aspetto maggiormente qualificante di questo progetto - prosegue Fratta Pasini - è costituto dall’utilizzo del linguaggio naturale, che consente al cittadino di dialogare con l’amministrazione senza dover utilizzare le parole chiave tipiche dei motori di ricerca o, peggio, dover già conoscere i tecnicismi del burocratese. Le domande potranno essere formulate nel linguaggio di tutti i giorni: sarà il sistema a farsi carico di interpretare la richiesta, collocarla nel giusto ambito e trovare la risposta corretta, rendendo così possibile un’effettiva interazione con l’istituzione”.
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Certo, parliamone... @democrtcy SI' purché non serva solo a fare propaganda della maggioranza/in futuro leghista.
...parliamone di TERZO VENETO ........ e di LINGUA VENETA (tante sfumature una sola lingua...) e del bel cartone animato Dino da Sandrà.
E' prossima la rivoluzione LEGHISTA del Veneto, nulla a che fare con la Repubblica Serenissima 7 secoli di gloria, di sviluppo economico/commerciale e di società multi-culturale. Spero tanto che non sia il VENETO degli assessori alla Sanità Tosi - Sandri, all'ecologia Conta, ecc....
Parliamone pure. Delle spese già sancite dal Bilancio: * 1.550.000,00 euro per VALORIZZAZIONE IDENTITA' VENETA * 1.500.000,00 euro per VALORIZZAZIONE EVENTI STORICI PERSONALITA' VENETE * 9.500.000,00 euro per FONDI alle SCUOLE PRIVATE ecc..
Ciao Elìa
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