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Carlo Reggiani
Posted Nov 20, 2008 11:04 AM
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post #: 948
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Brava Francesca!

Questo progetto di autostrada cittadina e' pensato solo per i camion dei marmisti che devono spostarsi tra la valpolicella e la val d'alpone.

E quando hanno considerato di fare tutto in trincea chiudendo anche i tratti non in galleria per filtrare le emissioni, si sono resi conto che il costo di filtraggio era esagerato e hanno desistito.

Appoggiamo la protesta e proponiamo un ripensamento delle modalita' di trasporto ANCHE COMMERCIALE a Verona e provincia!


karlo
Carlo Reggiani
Posted Dec 10, 2008 9:24 AM
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post #: 1,004
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La lotta all'inquinamento si fa anche con investimenti di soldi pubblici per sostenere scelte sostenibili da parte dei cittadini.

Il Comune di Verona mette sul tavolo 125.000 euro, una briciola rispetto all'urgenza del tema inquinamento nel nostro territorio! Sopratutto in relazione a quanto il Comune di Verona incassa dalle multe!

Verona e' in grossa difficolta' a chiudere il bilancio quest'anno e non puo' nenanche urlare GOVERNO LADRO visto che sarebbe alquanto imbarazzante.

Ma certe azioni degli amministratori di palazzo Barbieri sono davvero al limite del ridicolo.

k




http://www.veronaoggi...
Riduzione inquinamento: contributi a favore dei cittadini


La Giunta comunale, su proposta dell’assessore all’Ecologia e Ambiente Federico Sboarina, ha stanziato 125 mila euro in contributi a favore dei cittadini, per iniziative indirizzate a ridurre l’inquinamento urbano. “Queste agevolazioni – ha detto Sboarina – permetteranno ai veronesi di risparmiare e alla città di salvaguardare l’ambiente”. I contributi, che saranno erogati nel 2009, sono stati così suddivisi: 15 mila euro per l’acquisto delle bici elettriche, 40 mila per l’installazione di impianti a metano e Gpl sulle autovetture, 40 mila per la sostituzione delle vecchie caldaie a gasolio con nuovi impianti termici a metano e 30 mila euro per lo smaltimento di materiali contenenti amianto provenienti da fabbricati cittadini. “Per la prima volta, il Comune riesce a destinare fondi propri per l’installazione di impianti a metano o Gpl sulle auto – ha spiegato Sboarina –. È un risultato importante non solo per l’Amministrazione ma anche per l’aria di Verona”.
Bernabe' Simone
Posted Dec 17, 2008 12:23 PM
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 393
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Ma questi ci prendono proprio per il lato "B", questi dipendenti fanno venire veramente da ridere....
Se Grillo deve fare politica, questi devono fare i comici, ma vi rendete conto 216 mila euro per sapere le fonti
e le cause dell'inquinamento quando hanno fatto partire il bando di gara per Ca' Del Bue.
Ma perchè spendere tutti quei soldi quando hanno un esperto assessore come Giancarlo Conta che gia gli dice
che l'inquinamento da traffico è il meno.
E L'Ulss 20 che ci fornirà l'incidenza sulle patologie e le terapie per tutelare la salute?????????
Magari qualche medicinale per caso?
Ma ci vogliono 216 mila euro per sapere come tutelare la salute? sad sad sad

La cura contro lo smog
si studia all'Università
INQUINAMENTO. Firmata a Palazzo Barbieri l'intesa che impegna i partecipanti sul fronte di un'emergenza continua

Patto fra Verona, Comuni della cintura,Ulss e Arpav: l'ateneo di Trento metterà a punto un piano di azione per risanare la qualità dell'aria 17/12/2008 e-mail print
A Ciclista con mascherina in corso Porta Nuova: Verona è una delle città più inquinate d'Italia
Verona. L'assessore all'ecologia, Federico Sboarina, l'ha definita «una decisione storica». E il suo collega in Provincia, Luca Coletto ha parlato di «tappa importantissima per affrontare in modo strutturale il problema dell'inquinamento atmosferico».
Si tratta della firma dell'accordo, il primo del suo genere in Veneto, per la predisposizione del Piano di azione e risanamento della qualità dell'aria, tra Comune e Provincia di Verona, i Comuni dell'area metropolitana, Ulss 20, Arpav e Dipartimento di Ingegneria civile ed ambientale dell'Università di Trento. In tutto l'operazione riguarda quasi mezzo milione di abitanti.
Nella Sala Arazzi di Palazzo Barbieri c'erano anche i sindaci dei Comuni coinvolti: Bussolengo, Buttapietra, Castel D'Azzano, Castelnuovo del Garda, Grezzana, Lavagno, Negrar, Pescantina, San Giovanni Lupatoto, Sant'Ambrogio di Valpolicella, San Pietro Incariano, San Martino Buon Albergo, Sona, Sommacampagna, Villafranca, Valeggio e Zevio. L'assessore Coletto ha sottolineato che quello firmato ieri «non è un accordo chiuso, ma aperto ad altri Comuni che possono aderire al progetto».
L'operazione il cui costo è di 216mila euro, 192 mila ripartiti tra i vari Comuni e 24mila a carico della Provincia, e avviata ufficialmente ieri, avrà un durata di 15 mesi. Il testo dell'accordo prevede uno studio approfondito sulle fonti e le cause dell'inquinamento sulla base dei dati inviati dai vari Comuni e dall'Arpav. La diagnosi contempla anche gli atti deliberati dagli enti pubblici sulla pianificazione del territorio e delle attività produttive, la presenza di autostrade, aeroporto, centri commerciali, industrie e altre fonti di traffico e di inquinamento. L'Ulss 20, tramite il Dipartimento di prevenzione, da parte sua, fornirà i dati sull'incidenza di particolari patologie. «E dalla diagnosi, che riguarda non solo il presente, ma anche il futuro», fa sapere Dino Zardi dell'università di Trento, «ricaveremo una serie di terapie, il cui fine sarà la tutela della salute, attraverso azioni concrete che proporremo agli amministratori pubblici». Lucia De Noni, responsabile del Dipartimento prevenzione dell'Ulss 20, sottolinea che l'iniziativa «risponde alle raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità» e che «le nuove patologie provocate dall'inquinamento si prevengono agendo sull'ambiente e sul contesto sociale». Per Giancarlo Cunego dell'Arpav, quello firmato ieri «è un accordo che rappresenta un esempio per le altre province della nostra regione».
«La firma di questo accordo fra enti», aggiunge Sboarina, «rappresenta il culmine di un processo di coordinamento, avviato nel 2007, il primo nel suo genere in Veneto per affrontare a livello territoriale il problema dell'inquinamento atmosferico. Tale accordo», sottolinea, «darà risposte concrete ai cittadini con l'obiettivo di riduzione delle sostanze inquinanti nell'aria».
«Ad oggi il 2008 ha visto per la città di Verona 96 superamenti della soglia limite di Pm 10 nell'aria», conclude Sboarina, «contro i 222 del 2005, i 205 del 2006 e i 149 del 2007; un trend positivo dovuto in parte anche al clima e alle abbondanti piogge di questo ultimo periodo, ma l'attenzione da parte del Comune resta alta».

Enrico Santi

Bernabe' Simone
Posted Dec 19, 2008 11:37 AM
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 402
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Continuiamo sul caso dell'Ilva di Taranto del gruppo Riva e sul suo inquinamento,
leggete cosa di dice è incredibile come si continui a inquinare senza che nessuno metta mano a un
mostro del genere, altro che inceneritori e centrali a biomasse il caso era uscito anche sul blog di Grillo ma
sentite qua cosa si dice:

Nanogrammi e diossine, va avanti il braccio di ferro Ilva-Vendola

LIVORNO. Martedì il consiglio regionale della Puglia ha varato una legge che impone il limite massimo delle emissioni alle diossine all’Ilva di Taranto, principale responsabile di questo tipo di emissioni in regione (e che secondo il registro europeo delle emissioni inquinanti rappresentavano nel 2004 circa l´83% del totale delle emissioni dichiarate in Italia). Già oggi la stessa azienda fa sapere che quei limiti non saranno tecnicamente possibili da rispettare.

Continua così il braccio di ferro tra la regione Puglia e l’Ilva che vede tra i protagonisti anche il ministero dell’ambiente che ha critica il presidente pugliese Niki Vendola e il nuovo provvedimento approvato.

Il disegno di legge adotta in pratica i criteri contenuti nel Protocollo di Aarhus, approvato dal Consiglio dell´Ue nel 2004 e recepito da 16 paesi dell´Unione ma non dall´Italia. I nuovi limiti imposti dalla Puglia per gli impianti in esercizio sono 2,5 nanogrammi a metro cubo di policlorodibenzodiossina e policlorodibenzofurani dal prossimo mese di aprile fino ad arrivare a 0,4 dal 31 dicembre del 2010. I limiti previsti dalla legge nazionale sono invece attualmente di 10 nanogrammi metro cubo.

Le diossine sono sostanze tossiche ampiamente diffuse e molto eterogenee, prodotte in principale modo da alcune attività tra cui gli impianti di agglomerazione dell´industria siderurgica e gli inceneritori di rifiuti di vecchia tecnologia, ma non esiste una legislazione univoca che regoli le loro emissioni sia a livello comunitario che nazionale.

In particolare vi è una notevole disomogeneità tra quanto previsto per gli impianti di incenerimento per cui valgono limiti molto restrittivi (0,1 nanogrammi/metro cubo intesi come tossicità equivalente, ovvero come sommatoria di alcune specie di composti ritenuti altamente tossici) e per quanto invece previsto per gli altri impianti emettitori, per cui vale appunto il protocollo approvato ad Aarhus dal Consiglio dell’Unione europea che richiede lo stesso tipo di valutazione in termini di tossicità equivalente i cui limiti massimi previsti sono di 0,4 nanogrammi/ metro cubo.
Gli altri regolamenti europei si concentrano più che sui livelli di emissione dei vari impianti, sulle concentrazioni massimi ammissibili nei prodotti alimentari e in quelli destinati all’alimentazione animale.

L’Italia si è uniformata alla normativa europea per quanto riguarda le regolamentazione delle emissioni delle diossine per gli impianti d’incenerimento, ma non è intervenuta invece con l’adeguamento dei limiti agli impianti, avvalendosi della possibilità di adeguarsi a tali limiti entro il 2012, come precisa in una nota il ministro dell´Ambiente Stefania Prestigiacomo: «I limiti di emissione per diossine e furani (0,4 ng a metro cubo) sono previsti dal Protocollo di Aarhus oggetto della decisione del consiglio dell´Unione Europea 2004/259/CE del 19 febbraio 2004. Nell´annesso VI del Protocollo si prevede che i termini per l´applicazione dei valori limite per le fonti fisse sono fissati in 8 anni dall´entrata in vigore della Decisione, cioè nel 2012».

I limiti previsti nel nostro paese rimangono quindi a 10 nanogrammi metrocubo e non fanno riferimento al criterio della tossicità equivalente ma all’intero gruppo delle diossine emesse, fatta eccezione per la regione Friuli Venezia Giulia, dove viene applicato il limite "europeo" per la diossina di 0,4 nanogrammi a metro cubo (come indice di tossicità equivalente) per l´impianto di agglomerazione di Servola, a pochi chilometri da Trieste.
Ed è a questa legge che fa riferimento quella appena varata dalla Puglia.

Nel frattempo riguardo all’Ilva di Taranto, anche su richiesta della Commissione Ue, per soddisfare i requisiti della direttiva sulla prevenzione e la riduzione integrale dell´inquinamento (direttiva IPPC) si è intervenuti con un accordo di programma tra ministero, Regione e Ilva per ridurre del 50% delle emissioni.

Quello che – secondo l’azienda di Taranto- è possibile con le attuali tecniche e che porterebbe quindi ad «abbasare il valore limite degli attuali 7 nanogrammi – dice il gruppo Riva- sino al 50% e non fino a 2,5 nanogrammi per metro cubo entro il il 31 marzo» e tantomeno «a o,4 nanogrammi entro il 31 dicembre 2010». L’azienda auspica «che la legge non rappresenti un ostacolo per il rilascio dell’autorizzazione ambientale integrata, una volta raggiunti gli obiettivi (inseriti nell’accordo di programma ndr) di adeguamento dello stabilimento alle Bat (migliori tecniche disponibili ndr)».

Quindi il braccio di ferro continua con il governatore Vendola che si dice pronto a difendere il provvedimento adottato davanti a qualsiasi giudice e in qualsiasi sede, e che chiede al governo di stringere un «patto per il futuro ambientale di Taranto» e il ministro all´Ambiente, Stefania Prestigiacomo che risponde di essere «esterrefatta» dall´iniziativa della giunta pugliese.

Una situazione che in assenza di sanzioni cogenti per le inadempienze rischia di avere l’effetto stigmatizzato dal ministro dei rapporti con le regioni ed ex governatore della Puglia, Raffaele Fitto quando dice «che l’Ilva andrà avanti» non cogliendo l’opportunità delle ulteriori misure restrittive imposte per fare quello che anche in altri paesi è stato fatto come sottolinea anche la Fiom che scrive in un suo documento presentato proprio a Taranto, quando scrive: «Se la siderurgia, italiana ed europea, vuole continuare ad avere un ruolo industriale guida, deve proseguire ad innovare nei processi e nei prodotti, deve mettere in atto politiche lungimiranti, per attenuare gli impatti ambientali e, per quanto riguarda le produzioni, mirare soprattutto all’incremento della qualità di prodotti ad alto valore aggiunto, piuttosto che delle quantità».



Bernabe' Simone
Posted Jan 19, 2009 11:51 AM
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 436
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Il contributo pesante dell'industria all'inquinamento atmosferico. Taranto il simbolo negativo
pubblicato: sabato 17 gennaio 2009 da viviana in: Inquinamento

Inquinamento atmosferico industriale a livelli record Inquinamento atmosferico in città: di solito pensiamo ai “classici” inquinanti da traffico (polveri sottili, NOx, SOx). Ma quanto contribuiscono le attività industriali alla qualità dell’aria che respiriamo? Tantissimo. Ce lo dice il rapporto di Legambiente “Mal’Aria
industriale” presentato oggi a Taranto per il lancio della storica campagna delle lenzuola bianche acchiappa-smog.

Secondo i dati Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), nel 2006 l’industria ha emesso il 95% dell’arsenico totale, il 90% del cromo, l’83% del piombo, il 75% del mercurio e il 61% del cadmio, per quanto riguarda i metalli pesanti. Idrocarburi come diossine, furani, policloro bifenili e ipa (idrocarburi policiclici aromatici) superano abbondantemente il 70%.

Anche gli inquinanti “tradizionali” provengono in grande parte dalle industrie, il78% di SOx ad esempio, percentuali minori ma comunque singificative per PM10 (28%) e NOx (25%). Mi viene quasi da dire, quando si superano i limiti previsti dalla legge forse non si dovrebbe bloccare solo il traffico ma anche le fabbriche… ma guai a bloccare la produzione industriale.

Legambiente denuncia infatti una necessità di rivedere i limiti di legge per la tossicità di questi inquinanti, e che venga recepita al più presto la normativa europea su diossine e furani, ad esempio.

Taranto poi non è stata scelta a caso come sede di questa presentazione. In quella città si trova una “cosa” chiamata Ilva, che secondo le classifiche elaborate sui dati Ispra, è il polo industriale italiano più inquinante.

Forse bastava chiederlo agli abitanti di Taranto, ma vedere i dati nero su bianco spaventa. L’Ilva è risultato il polo più inquinante in 10 delle 14 categorie di inquinanti considerati. Inoltre il suo contributo all’inquinamento complessivo dell’industria italiana supera il 90% per diossine e furani e per IPA (non si pensi che le altre categorie siano indolori comunque).

Vediamo se indovinate gli altri poli “indisciplinati”. Si, esatto, Porto Marghera e Priolo, anche se nemmeno a Trieste, Gela e Falconara Marittima se la passano poi così bene.
Bernabe' Simone
Posted Jan 20, 2009 10:32 AM
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 437
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A fare sviluppo si fa presto, a bonificare un po' meno ma basta seguire la legge e fare le cose a norma!
Molto spesso nemmeno quello si riesce a fare e poi come tutti sappiamo fatta la legge fatto l'inganno se avessimo
la certezza che le leggi una volta fatte rimangono andremmo anche bene ma poi arrivano le deroghe e allora
cosa vuol dire facciamo le cose a norma di legge?!?!?!?
Secondo me non vuol dire niente, occorre essere responsabili e cauti prima della realizzazione e servirebbe anche un
accurato controllo dopo ma sentite qua continua l'incubo dell'Ilva di Taranto:

Taranto, non ci sono i soldi per la sua bonifica
pubblicato: lunedì 19 gennaio 2009 da Marina in: Inquinamento Italia Persone Politica

L'Ilva di Taranto Appena ieri Viviana ci raccontava della presentazione del dossier di Legambiente:Mal d’aria industriale e di Taranto, città sede del lancio della nuova campagna Mal d’aria avvenuta alla Presenza del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.

Taranto risulta essere la città più inquinata di Italia a causa della presenza dell’Ilva. Ebbene Michele Losappio, assessore regionale all’ecologia, famoso per la sua difesa ad oltranza dei siti eolici, manda a dire al Governo che per bonificare la cittadina pugliese sono necessari soldi, tanti soldi e che le casse regionali non hanno un euro.
Si legge nel comunicato stampa dell’Assessore Losappio:

Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha dichiarato ai parlamentari meridionali del suo schieramento che non intende sottrarre i Fondi FAS al Mezzogiorno. La parola del Premier ha certamente un valore. Per questo segnalo che nell’Accordo di Programma per la bonifica del Sito di Interesse Nazionale di Taranto, predisposto dal Ministero dell’Ambiente ed oggi allo studio della Regione e del sistema delle autonome locali, la copertura finanziaria della prima, immediata fase pari a 102 milioni di euro è lasciata a totale carico della Regione e dei privati mentre per la seconda e più distante fase “due” di complessivi 478 milioni c’è un impegno statale privo di riferimenti contabili per la metà dell’importo. E’ del tutto evidente che quei 102 milioni di euro, destinati alla caratterizzazione della falda e delle aree a terra ed alla realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e di bonifica, sono per la loro necessitata urgenza fondamentali per procedere all’accordo di programma, alla bonifica e quindi alla ripresa delle attività economiche ed industriali. Il fatto che in questa tranche non ci sia un solo euro di fondi statali (FAS compresi) mentre viene indicata una previsione a carico dei privati di 45 milioni e tutto il resto è messo in capo alla Regione non solo contraddice gli impegni precedentemente assunti dal Ministero ma dimostra come sia necessario chiedere subito al Premier una verifica delle sua buona volontà proprio per Taranto. Spero che i parlamentari lo facciano.
Carlo Reggiani
Posted Jan 20, 2009 4:39 PM
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post #: 1,114
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Aspettando Galan e l'assessore all'ecologia Conta con le loro idee meravigliose (come per sempio l'Autodromo e l'inceneritore di Cadeldue):

Inquinamento atmosferico: Piemonte diminuisce del 36,7% gli sforamenti dei limiti UE

Data notizia: 20/01/2009


Il Piemonte, nel corso del 2008, è rientrato stabilmente entro i limiti imposti dall'Unione Europea sulla qualita' dell'aria, ottenendo una diminuzione del 36,7% nel numero dei superamenti e un -21% nella presenza media di Pm10 nell'arco degli ultimi due anni. La maglia nera tuttavia va al capoluogo Torino che ha ancora troppi sforamenti. L'assessore all'Ambiente Nicola De Ruggiero, con la presidente della Regione, Mercedes Bresso hanno presentato ieri i dati. La Presidente Bresso ha commentato:'Il dato strabiliante e' che la media delle micropolveri nell'ultimo anno e' stata di 35,32 mc/mg, contro il limite Ue di 40. Pero' c'e' ancora molto da fare. Dobbiamo accelerare la sostituzione dei mezzi di trasporto pubblico con nuovi mezzi ecologici, in modo da permettere ulteriori miglioramenti. A Torino la situazione e' fra le piu' difficili in Europa: stretti fra Alpi e colline, e quasi in assenza di vento, dobbiamo intervenire con forza per limitare le emissioni inquinanti. Per il trasporto pubblico la Regione sta gia' intervenendo, e in parte gia' se ne vedono i risultati. Aspettiamo pero' che il governo faccia la sua parte, come auspicato dal ministro Scajola nell'ultima riunione europea'.

(Federico Baglivi)

Notizia stampata dal sito www.ambientenergia.info il 20/01/2009 alle 16:37:39
Bernabe' Simone
Posted Feb 2, 2009 2:55 PM
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 461
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La nostra aria è troppo inquinata da Pm10: arriva la messa in mora dall'Europa
pubblicato: sabato 31 gennaio 2009 da Marina in: Inquinamento Europa Politica

Inquinamento industriale e 'europa diffida l'ItaliaParte la procedura di infrazione da parte dell’Europa perchè i livelli di PM10 nell’aria italiana sono troppo elevati. Insomma una bella multa in arrivo anche ad altri 9 Stati membri (Cipro, Estonia, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Slovenia, Spagna e Svezia) che non si sono attenuti alle direttive comunitarie in vigore dal 2005.

L’Italia a questo punto potrebbe chiedere una proroga anche se come ha detto Stravos Dimas, Commissario europeo per l’Ambiente:

L’inquinamento atmosferico ha gravi ripercussioni sulla salute, le norme devono essere la nostra priorità assoluta. Le proroghe sono consentite a determinate condizioni e non dovrebbero ritardare l’adozione di misure volte a ridurre le emissioni. È inoltre essenziale che, quando le proroghe non sono applicabili, le norme siano pienamente rispettate. Questo è il motivo per cui la discrezionalità lasciata agli Stati membri sarà soggetta a severi controlli da parte della Commissione.

Lo standard per il PM10 ha due valori:

1. una concentrazione di 50 microgrammi (g) / m 3, misurato in 24 ore, questo valore non deve essere superato per più di 35 giorni per anno;
2. una concentrazione di 40 mg/m3, misurato su un anno civile e non è consentito il superamento.

L’Istat dal canto suo conferma l’inquinamento la cui fonte in Italia è principalmente industriale:

L’80% dell’inquinamento è causato da attività produttive.I settori ad alta densità di emissioni sono imprese manifuttere (27%), agricoltura (40%), produzione di energia elettrica, gas e acqua (26%) e trasporto. Nel periodo 1990-2006 il peso delle attività produttive nella generazione di emissioni atmosferiche è diminuito in modo significativo per gli inquinanti che causano la formazione di ozono troposferico.
Carlo Reggiani
Posted Feb 21, 2009 1:50 PM
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post #: 1,171
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E finalmente anche Verona e' sotto esame e a rischio infrazione da parte dell'Unione Europea!

Bravo Sergio Mantovani del Comitato di Borgo Roma!

karlo




Sabato 21 Febbraio 2009 PRIMAPAGINA Pagina 20

AMBIENTE. L’esposto del comitato Insieme per Borgo Roma farà parte del dossier di Bruxelles nei confronti dell’Italia


Lo smog di Verona arriva all’Unione europea

La Commissione ha avviato una procedura d’infrazione contro chi ha superato i limiti massimi dei valori


Il giorno dopo che l’Arpav ha stilato il bilancio 2008 per la qualità dell’aria a Verona, spiegando che c’è stato un generale miglioramento dovuto alla pioggia e al vento, arrivano brutte notizie dall’Unione Europea sull’inquinamento da polveri sottili a Verona e, più in generale, in Italia.
Una bella tirata d’orecchi sta quindi per abbattersi sul Paese da parte della Commissione Europea che ha avviato d’ufficio una procedura di infrazione nei confronti degli Stati membri in cui si sono prodotti il superamento dei valori limite e dunque anche nei confronti del Belpaese.
Ad avere notizia di tale procedimento è stato il Comitato Insieme per Borgo Roma che dal 2006 sta portando avanti un reclamo ufficiale a Bruxelles legato allo sforamento dei limiti massimi consentiti per legge dei valori di Pm10.
Al comitato, la direzione generale Ambiente della Commissione Europea ha scritto spiegando che il reclamo inoltrato «sarà d’ora in avanti esaminato nell’ambito di tale procedura di infrazione aperta d’ufficio».
Sempre nella missiva si comprende che gli Stati membri hanno facoltà di notificare alla Commissione una istanza di deroga all’obbligo di applicare i valori limite per le particelle di Pm10 fino all’11 giugno 2011, trasmettendo contestualmente «piani e programmi adeguati per garantire il rientro entro i valori limite entro tale data». Istanza che l’Italia ha già inoltrato, anche riferendosi ai valori della qualità dell’aria di Verona, e che la Commissione valuterà dando risposta al Governo entro i prossimi nove mesi.
Sergio Mantovani, portavoce del Comitato, però è già pronto a chiedere alla Commissione europea di non concedere la proroga e spiega: «Ma quali programmi e piani per il rientro dei valori se quello che ci aspetta per i prossimi anni è un incremento del traffico in Basso Acquar con il progetto delle ex Cartiere?»
«Con le scelte che questa amministrazione sta prendendo non è possibile pensare a un miglioramento della qualità dell’aria, quindi l’Europa dovrebbe andare avanti sanzionando l’Italia e la città di Verona creando così un precedente che permetta a quanti si sono ammalati per l’inquinamento di chiedere i danni al Comune». G.C.
Carlo Reggiani
Posted Feb 23, 2009 12:25 AM
carloreggiani
Villafranca di Verona, VR
Post #: 1,174
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Ecco il testo della lettera arrivata dalla Commisisone Europea:


Oggetto: case 200614201 - PM10 Verona

Gentile Signore,
le scrivo in riferimento al reclamo in oggetto, relativo al superamento dei valori limite per le
particelle di PM10 registrato nella città di Verona.
La Commissione ha deciso di avviare d'ufficio una procedura di infrazione nei confronti di tutti
gli Stati membri in cui si sono prodotti superamenti dei valori limite, e dunque anche nei
confronti dell'Italia.
Di conseguenza, il reclamo n. 2006/4201 verrà d'ora in avanti esaminato nell'ambito della detta
procedura d'infrazione aperta d'ufficio.
Ai sensi dell'articolo 22 della nuova Direttiva sulla Qualità delllAria (Direttiva 2008/50/CE),
tuttavia, gli Stati membri hanno facoltà di notificare alla Commissione un'istanza di deroga
all'obbligo di applicare i valori limite per le particelle di PM10 fino all'l l giugno 2011, in
determinate circostanze e a condizione che essi trasmettano alla Commissione piani e programmi
adeguati per garantire il rientro entro i predetti valori limite al più tardi alla data suindicata.
Mi pregio informarla che l'Italia ha notificato alla Commissione un'istanza di deroga che
comprende anche le zone di riferimento per la qualità dell'aria cui appartiene la città cui si
riferisce il suo reclamo. La Commissione ha nove mesi di tempo per condurre a termine una
valutazione sul se risultino soddisfatti i requisiti che giustificano una deroga ai sensi dell'articolo
22 della Direttiva 2008/5O/CE..
Sarà mia cura tenerla informata degli sviluppi del caso.

La prego di gradire l'espressione dei miei distinti saluti

Julio Garcia Burgues

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