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Amici di Beppe Grillo di Gorizia e Monfalcone Message Board › Amici di Beppe Grillo di Gorizia e Monfalcone Discussion Forum › No alla moschea
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Stamattina in piazza a Monfy c'era un gazebo della Lega Nord, con bandiere del Sole delle Alpi e del Leone di S.Marco, con cartelloni sui quali era scritto "NO ALLA MOSCHEA, SI' AL CROCIFISSO", dove raccoglievano firme.
Era pienissimo di gente. Il senso di tutto ciò penso sia abbastanza evidente: Il lamento sull'identità che manca è diventato un luogo comune del dibattito politico. Si può fare bella figura a poco prezzo con qualche perorazione sulla carenza dei "valori identitari" e così c'è modo di attirare l'attenzione, magari perfino per farsi largo in una campagna elettorale"I". (Contro l'Etica della Verità, Gustavo Zagrebelsky, giurista cattolico ex-pres. della Corte costituzionale") (...)In queste diagnosi e perorazioni si ritrovano argomenti e si respira l'atmosfera malata del "tramonto dell'occidente", la triste parola d'ordine che dà il titolo al volumone di Oswald Spengler (1923). (...) Anche allora c'era un nemico esterno, il "bolscevismo" internazionale, così come oggi c'è l'Islam. Anche allora si polemizzava contro la corruzione, la debilitazione morale e la diminuzione del tasso di natalità, si invocava il ritorno alle "radici" autoctone, ai valori profondi, all'identità forte e si iniziava così la tragica caccia ai diversi, ai "non integrabili", ai nemici interni. La storia si ripete. In forme nuove forse, ma si ripete. Bisogna prestare attenzione ai segni, ai germi iniziali. (...) I nostri procacciatori d'identità sono i nuovi teologi politici. Essi, in mancanza di chiese d'altro genere - ideologie forti e globali, filosofie della storia, promesse messianiche - si rivolgono a quella che pare loro l'odierna depositaria di valori identitari utili alla loro battaglia, la Chiesa cattolica, e le offrono alleanza. E' la grande tentazione del nostro tempo, una delle tre tentazioni sataniche di Gesù di Nazareth nel deserto, la tentazione del potere. (sempre da Zagrebelsky). Cosa possiamo fare? Una raccolta firme per il diritto di ognuno a professare la propria fede sotto un tetto potrebbe essere una buona idea? |
| kaiokasin | |
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Io insisto, perchè mi pare che quello della convivenza sia un problema centrale per i nostri territori, Monfalcone in particolare. Nessuno pensa che la situazione a Monfalcone (1.500 firme in un giorno contro una Moschea che sembra nessuno chieda, e sabato prossimo si replica) sia preoccupante? Qualche informazione in più può essere utile?
da Wikipedia: La Chiesa cattolica in Bangladesh conta circa 300.000 fedeli, pari allo 0,3% della popolazione. Il Paese è di fede Islamica (89,7%). Il Bangladesh è uno dei pochi Paesi democratici nell’islam, con stampa libera e libertà politica. La Costituzione dichiara l’islam religione di stato, ma proclama lbertà di culto alle altre religioni. In Bangladesh cambiare religione è consentito; non c’è persecuzione contro i cristiani, questo spiega perché i missionari, 120 solo quelli italiani, possono lavorare liberamente tra la popolazione. I primi missionari del Pontificio Istituto Missioni Estere sono arrivati nel 1855. Oggi la Chiesa cattolica è organizzata in due comunità: una formata dai discendenti dei primi cristiani convertiti dai portoghesi nei secoli XVI e XVII; quella maggioritaria costituita dagli “aborigeni” (adibasis) che, dall’animismo si convertono al cristianesimo (le etnie: oraon, garo, santhal). Il 31 luglio del 2009 per la prima volta un cattolico è diventato ministro. Promod Mankin è stato nominato infatti ministro della Cultura. Originario dell’etnia garo, Mankin ha 71 anni ed è avvocato. In Bangladesh ci sono sei diocesi cattoliche, tutte con vescovo di origine locale, e un centinaio di parrocchie, con una media di 300-500 fedeli ciascuna. La capitale Dacca ha cinque parrocchie cattoliche: una in città, tre in periferia ed una a Uttara, enorme città satellite con un milione di abitanti |