You'll get invited to our Meetups as soon as they're scheduled!
The Barcelona Beppe Grillo Meetup Group Message Board › UN VOTO PER LA LIBERTA'
| A former member | |
|
|
Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato in questa campagna elettorale: Beppe Grillo, Antonio Di Pietro, Italia dei Valori, i Meetup di Beppe Grillo, e tutti i sostenitori della società civile e i cittadini che hanno consentito questa straordinaria esperienza. Testo dell'intervento E’ l’ultimo giorno di campagna elettorale. Cosi come l’ho cominciata la chiudo tra la gente, in un mercato a Napoli nel quartiere dove sono nato, il Vomero. E’ stato bellissime, in queste settimane, girare tra le persone, in una contaminazione sociale dove parlare, ascoltare, confrontarsi ed avere un contributo. E’ stata una campagna elettorale entusiasmante, dove ho conosciuto tanti giovani e tante persone in cerca di speranza, che vogliono un’Italia diversa, che vogliono quello che Paolo Borsellino chiamava “il fresco profumo di libertà”. Voglio ringraziare tutte le persone che si sono date da fare con grande entusiasmo sulla rete, che mi hanno dato idee, una grande linfa vitale e, ne sono convinto, che mi daranno un contributo determinate per mettere le fondamenta a questo grande progetto. Ringrazio Beppe Grillo, con il quale sono stato insieme in questi giorni e con il quale ho fatto delle cose interessantissime. Credo che potremo riprenderci il Paese se riusciamo a creare una grandissima alleanza tra la società civile, tra le espressioni più mature e più entusiastiche della società civile che si impegna in politica e chi si assume un ruolo di rappresentanza politico istituzionale. Attraverso questa sinergia potremo far crollare il sistema che attualmente governa il Paese ,che offusca le coscienze narcotizzando le libertà del nostro Paese. |
| A former member | |
|
|
|
| A former member | |
|
|
Idv, unica opposizione
di Peter Gomez (da Micromega 3/2009) Andrò a votare e voterò Italia dei valori. Oggi più che mai è infatti necessario tentare di arginare Silvio Berlusconi e i suoi: se il Cavaliere uscirà dalle europee con una vittoria ancora più larga rispetto a quella ottenuta alle politiche, nel giro di due mesi chiuderà definitivamente la partita con la stampa e con la magistratura approvando, senza nessuna modifica, le leggi bavaglio già messe in cantiere e le norme che impediranno per sempre tutte le indagini sulle classi dirigenti. Votare è dunque un dovere. E anche un dovere votare per le opposizioni. Tra di esse, a mio parere, l’unica scelta possibile è però quella per l’Idv. Le due sinistre radicali ben difficilmente otterranno il quorum. Mentre le liste del Pd, salvo rare eccezioni (Rita Borsellino, Rosario Crocetta, Debora Serracchiani, Rosaria Capacchione e pochi altri), sono quelle di sempre. Basta scorrere i nomi per rendersi conto che il Partito democratico non ha ancora capito (o meglio, non vuole capire) cosa chiedono gli elettori: un rinnovamento radicale dei programmi e del personale politico. Da questo punto di vista, quindi, una sconfitta per il Pd potrebbe persino risultare salutare. Solo se la crisi sarà evidente, le forze nuove, che anche nei democratici sono presenti, avranno l’occasione di scalzare l’attuale leadership. Un voto contro ma anche per di Marco Travaglio (da Micromega 3/2009) Rivoterò per l’Italia dei Valori, come già nel 2006 e nel 2008. E per gli stessi motivi delle ultime due elezioni politiche. Ma con l’aggiunta di due nuovi. Quelli vecchi: com’era facile prevedere, il partito di Di Pietro - per quanto ancora troppo “personale” e poco collegiale e scarsamente selettivo in alcune scelte di classe dirigente, specialmente a livello locale - è l’unica reale opposizione presente in Parlamento contro il regime berlusconiano. Il solo partito che si sia davvero battuto nelle aule parlamentari contro il cosiddetto Lodo Alfano e le altre leggi-vergogna (ammazza-intercettazioni e bavaglio alla stampa in primis), contro lo scandalo Cai-Alitalia, contro le nuove minacce a quel che resta della libertà d’informazione. Ma anche per un’altra causa che ritengo fondamentale per la storia di questi anni: la richiesta di verità sulla fogna politico-giudiziaria di Catanzaro, che ha inghiottito l’uno dopo l’altro onesti servitori dello Stato come Luigi de Magistris, Gioacchino Genchi, Clementina Forleo e i pm salernitani Apicella, Nuzzi e Verasani, il capitano Pasquale Zacheo (per non parlare di un giornalista coraggioso come Carlo Vulpio). Su questi fronti il Pd ha fatto il pesce in barile, mentre troppo spesso le formazioni della sinistra radicale (con la lodevole eccezione di Claudio Fava e pochi altri) parlavano d’altro. Soltanto una pesante sconfitta del Partito democratico, ancora prigioniero della linea del “dialogo” col regime, cioè dell’inciucio, direi quasi della sindrome di Stoccolma, può accelerare l’azzeramento della classe dirigente del centrosinistra e assicurare all’Italia qualche speranza di uscire dall’incubo. E ora le novità, anzi le piacevoli sorprese. Di Pietro e Leoluca Orlando hanno avviato, modificando lo statuto dell’Idv, uno sforzo - che mi auguro proseguirà con iniziative più stringenti - per trasformare un movimento personale in un partito vero e proprio, con regole interne di completa democrazia e trasparenza, anche nella gestione dei finanziamenti pubblici e della selezione delle classi dirigenti. E poi hanno saputo spalancare le sue liste a esponenti della società civile, al punto da candidare quasi tutti personaggi esterni alla nomenklatura dell’Idv: da De Magistris a Vulpio, da Zipponi a Sonia Alfano, da Brutti a Vattimo, da Tranfaglia a Pressburger, da Arlacchi all’avvocato Pesce a Gloria Bardi. Resta il vizio di qualche candidatura spot di troppo (come la hostess Alitalia) e di un paio di riciclati che si potevano evitare, ma nel panorama italiota si tratta di pagliuzze, non di travi. I sondaggi indicano che molti italiani, anche tra le fasce più scolarizzate, apprezzano. Spetterà a Di Pietro evitare di ricadere negli errori del passato e non deludere i tanti che, prevedibilmente, gli daranno fiducia. Spetterà ai suoi nuovi compagni di strada aiutarlo a non sbagliare di nuovo. |
| A former member | |
|
|
|