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Tonino Silvestri
Posted Oct 27, 2009 12:23 PM
zittizitti
San Benedetto del Tronto, AP
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Nessuna manifestazione, nessun appello, nessuna petizione è sufficiente, da sola, a cambiare le cose. Come nessuno di noi, da solo, può incidere più di tanto su una realtà che non ci piace. Ma tutti insieme, con tutte le armi legali che ci sono consentite, possiamo fare molto. Il regime comincia a scricchiolare, anche se riesce ancora a nascondere bene i suoi scricchiolii. Un giorno, magari non troppo lontano, quando meno ce lo aspettiamo, cederà di colpo. Come il muro di Berlino, nel 1989. Come la Prima Repubblica, nel 1992-’93. E noi saremo lì, pronti. Anzi, ci siamo già( Marco Travaglio)

su facebook: http://www.facebook.c...





Bellissimo film........crying

Luca Nuvoli
Posted Oct 27, 2009 6:30 PM
user 6786622
Grottammare, AP
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Secondo me, sarebbe stato meglio che il comitato organizzatore avesse indetto una manifestazione contro il regime partitocratico che da decenni si adopera in senso contrario a quello degli interessi e del bene comune dei cittadini. Infatti, è proprio "l'indebita consociazione politica" che ha dato vita al berlusconismo. Ma dato che il senso della manifestazione è degno di encomio, non la biasimo.

L'argomento necessita di un incontro per decidere sull'adesione. Che ne pensate?
ventura89
Posted Oct 27, 2009 8:35 PM
user 4960585
San Benedetto del Tronto, AP
Post #: 311
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Secondo me, sarebbe stato meglio che il comitato organizzatore avesse indetto una manifestazione contro il regime partitocratico che da decenni si adopera in senso contrario a quello degli interessi e del bene comune dei cittadini.

Mamma mia Luca questa volta mi hai stupito!!!! Condivido in Tutto!!!! :-D
Certo c'è da chiederesi se chi organizza la manifestazione odi davvero questa partitocrazia deviata o meno... comunque si può mettere sempre nell' odg del prox incontro... quando?
Andrea Mattioli
Posted Nov 11, 2009 1:33 PM
pda-sbt.blogspot
San Benedetto del Tronto, AP
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Concordo con Luca e Paride, la manifestazione è inutile, anzi può essere persino dannosa in quanto focalizza ancora una volta il malcontento su una singola persona, mentre il marcio è profondamente diffuso, nel sistema ma soprattutto nei membri che lo compongono.
Nel momento in cui silvio cadrà, il suo posto verrà occupato da quelle persone che GIA' DA ADESSO costituiscono il sistema marcio e corrotto. A quel punto la gente sarà così felice di essersi sbarazzata del nano che non potrà che scendere in piazza e festeggiare il nuovo tiranno democraticamente eletto.
Tonino Silvestri
Posted Nov 12, 2009 5:21 PM
zittizitti
San Benedetto del Tronto, AP
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?????....una mattina mi son svegliatoangry


..un genio codazzo...http://www.youtube.co...





Tonino Silvestri
Posted Nov 19, 2009 4:47 PM
zittizitti
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MoVimentoPicenoa 5...
Posted Nov 22, 2009 5:45 PM
Marche5stelle
San Benedetto del Tronto, AP
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Il mondo degli uomini senza qualità
di EUGENIO SCALFARI

IL PIU' bello, il più intenso, pieno di significati che vanno al di là dell'epoca in cui fu scritto è il dialogo di Diderot che si intitola "Le Neveu de Rameau". Il protagonista è un tipo umano che l'autore delinea in tutte le sue sfumature facendolo parlare di sé per 150 pagine. Non è neppure un dialogo perché l'interlocutore che formula le domande e che è lo stesso Diderot si limita a sollecitare le risposte. Il protagonista non si fa pregare, è perfettamente consapevole di sé, del suo modo di vivere, dei suoi vizi, della sua intelligenza, della sua disumanità. Anzi: della sua amoralità. Non è immorale ma appunto amorale. Ha perso ogni cognizione della morale, ha cancellato il bene ed il male dal suo orizzonte mentale. I suoi vizi li usa quando sono utili al proprio interesse, altrimenti li tiene a guinzaglio, li reprime. Si maschera. Si presenta al mondo che lo circonda così come il mondo lo vuole. La dominante del suo carattere è l'utile, l'utile per sé.

Dostoevskij fece qualche cosa di simile scrivendo "Memorie del sottosuolo", dove il personaggio appare ancor più simile al prototipo, ma con un tratto di malvagità in più rispetto all'originale.

Infine se ne occupò anche Rilke nei suoi "Quaderni di Malte Laurids Brigge", dove racconta che l'uomo dispone di molti visi. Esiste da qualche parte un deposito di visi. Quando una persona ha consunto il suo viso e desidera indossarne uno nuovo e diverso, va in quel deposito e ne trova uno che meglio si adatti ai suoi desideri e ai suoi bisogni. Alcuni ne cambiano molti nel corso della loro vita; altri ne consumano meno. Altri ancora, ma sono pochi, restano fino alla morte col proprio viso. Non è detto che siano i più fortunati.

Nessuno degli autori di questo genere di letteratura ha però raggiunto l'eleganza letteraria e la profondità filosofica di Diderot e la ragione credo sia questa: Diderot sapeva che la morale non è scolpita una volta per tutte ma è un prodotto dell'epoca e quindi relativa. Sapeva anche che l'uomo ha scoperto il bene e il male nel momento stesso in cui ha perso l'innocenza in cui vivono tutti gli altri esseri viventi.

Il "Nipote di Rameau", così l'uomo del sottosuolo, si disumanizzano e in questo modo riacquistano l'innocenza nel senso che perdono la cognizione del bene e del male. Non resta loro che l'istinto della sopravvivenza ed è questo soltanto che guida i loro comportamenti.

Diderot aveva chiarissimi questi elementi conoscitivi ed è questa la ragione per cui il suo dialogo è un pezzo letterario di ineguagliabile potenza espressiva.

Bisognerebbe chiedersi la ragione per cui la popolazione di quel tipo umano (disumano) sia tanto in crescita. La risposta è già stata data molte volte: insicurezza, paura del futuro, ripiegamento sul presente, percezione rachitica della felicità scandita sull'attimo d'un presente fuggitivo senza proiezioni verso l'avvenire, indifferenza diffusa verso la sorte degli altri, gelosia verso le fortune altrui, sopravvalutazione dei meriti propri. Furbizia nell'elusione delle regole. Cortigianeria. Crollo (apparente) delle ideologie in favore d'un pragmatismo diventato a sua volta ideologico.

Voi pensate a Silvio Berlusconi, ma vi sbagliate di grosso. Berlusconi non è un uomo del sottosuolo, al contrario. Ha un senso pronunciatissimo della propria personalità. Non è affatto appiattito sulla felicità presente, anzi ha costruito un impero e una delle sue maggiori preoccupazioni è quella di conservarlo, accrescerlo e capire a chi dovrà lasciarne il controllo dopo di lui.
È vero che ama travestirsi per ottenere il pubblico favore, ma questo è proprio di tutti quelli che fanno politica, anche i migliori. Figuriamoci lui.
Non so neppure se abbia letto il "Nipote di Rameau" ma una cosa è certa: Berlusconi ha fatto e fa di tutto per far crescere quella genia, l'ha chiamata in servizio, la usa, la riempie di benefici, se ne serve come d'una massa gelatinosa che lo ripara dagli urti esterni, arrotonda gli angoli, devia i colpi e soprattutto fa mostra di credere sempre e dovunque al verbo che emana dalle sue labbra.

Non sto parlando di chi crede veramente in lui. Ce ne sono, avendo bisogno d'una fede profana l'hanno trovata e se la tengono stretta. Ma sto parlando della sua truppa, della corte palatina che lo circonda, lo protegge, esegue i suoi ordini e anticipa i suoi desideri. In quella coorte non c'è nessuno che crede alle sue parole, ai suoi disegni, alle sue strategie. Sanno che è il più bravo dei comunicatori. Sanno che la loro felicità dipende da lui. Sanno che lui funziona a meraviglia in situazioni di emergenza. Perciò fanno in modo che l'emergenza ci sia e duri il più possibile. Quando non ci sarà più, saranno tempi duri per lui ma soprattutto per loro.

Vi pare che in un paese normale uno come Schifani diventerebbe presidente del Senato, seconda carica dello Stato? Uno come Gasparri ministro prima e capogruppo dei senatori poi? Uno come Bondi ministro e coordinatore del partito? Con le poesie che scrive? Uno come Minzolini direttore del Tg1? Uno come Tarantini, amico di casa? E uno come Cosentino membro del governo?

Di gente così ce n'è in tutti i partiti ed anche nel mondo degli affari, ma una concentrazione di talenti analoghi a quelli descritti da Diderot c'è soltanto
attorno al Cavaliere.

Quelli del suo giro che non hanno analoga caratura non vanno bene per lui. Fini non va bene. Casini non va bene. Tremonti non va bene. Scajola così così. Ma il suo ideale è Belpietro, un alano da riporto. Non so se ne esistono in natura, ma lui lo è ed è prezioso.

* * *

Qualche giorno fa Pierluigi Battista ha scritto un succoso pezzo sul Corriere della Sera dove si domandava: quando Berlusconi non ci sarà più (politicamente s'intende) che faranno tutti quei giornalisti e uomini politici abituati a vivere parlando male di lui a getto continuo? Per loro saranno guai. Riciclarsi non sarà facile. Dovranno adattarsi ad una difficile vecchiaia quando l'indignazione moralistica non avrà più corso.

La tesi di Battista non è peregrina. Qualche rischio c'è, ma è minore di quanto egli pensi. Non so per i politici, ma per i giornalisti. Li conosco meglio e so che molti di loro erano bravi assai prima dell'era berlusconiana. Vorrei però porre anch'io una domanda a Battista: che faranno, quando Berlusconi scomparirà, quei giornalisti e politici che si sono specializzati nell'agitare flabelli al suo passaggio, a inventare false notizie, a deformare quelle vere e soprattutto ad omettere, omettere e ancora una volta omettere? Che faranno i revisionisti di mestiere, gli specializzati a sostenere che il problema è un altro, che le questioni serie sono altre e chi parla male di lui peste lo colga?

E i terzisti, caro Battista? I terzisti avranno ancora qualcosa da scrivere? Vorrei esser tranquillizzato su questo punto. Comunque un posto a tavola non si nega a nessuno che abbia una buona scrittura; c'è sempre la rubrica di "Come eravamo" che può essere un dignitosissimo "pied-à-terre" per i terzisti in disarmo.
ventura89
Posted Nov 24, 2009 2:25 PM
user 4960585
San Benedetto del Tronto, AP
Post #: 328
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Qualche giorno fa Pierluigi Battista ha scritto un succoso pezzo sul Corriere della Sera dove si domandava: quando Berlusconi non ci sarà più (politicamente s'intende) che faranno tutti quei giornalisti e uomini politici abituati a vivere parlando male di lui a getto continuo? Per loro saranno guai. Riciclarsi non sarà facile. Dovranno adattarsi ad una difficile vecchiaia quando l'indignazione moralistica non avrà più corso.



Probabilmente da prostitute intellettuali quali si sono ridotti, si affideranno ai nuovi santi ( sciacalli) politici, perchè tutti sarann miglior del nano satana. Poi dopo va bene tutto... acqua pubblica? privata? vediamo che dicono i nuovi capi.
Tonino Silvestri
Posted Nov 27, 2009 6:45 PM
zittizitti
San Benedetto del Tronto, AP
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sul blog nazionale:
Grilli in MoVimento nelle Marche
http://www.beppegrill...


Corriere Adriaticoshock
Convegno sul rilancio economico
Dell’Utri contestato dagli “amici di Grillo”

Ascoli Una trentina di persone, tra quali alcuni “amici di Beppe Grillo” di Ascoli, hanno contestato, nel tardo pomeriggio di il senatore Marcello Dell’Utri al suo arrivo al cinema “Piceno” dove era impegnato in un incontro organizzato dal Circolo del Buongoverno dal titolo “Le Marche in movimento. Dal Piceno il rilancio delle Marche”. All’arrivo della macchina con a bordo l’esponente del Popolo delle libertà, il gruppetto di contestatori hanno esposto dei cartelli ed hanno iniziato ad “invitato” il senatore Dell’Utri a lasciare Ascoli. Dal gruppo di contestatori è stato effettuato anche distribuito un volantino nel quale è stampata una foto che ricalca la locandina del film di Martin Scorsese “Quei bravi ragazzi” dove al posto delle facce dei tre protagonisti del film sono state riprodotte quelle di Berlusconi, al centro, e quelle di Previti e di Dell’Utri al suo fianco. Sopra, una scritta che fa riferimento alla condanna del senatore del Pdl per concorso esterno in associazione mafiosa emessa nel 2004 dalla quinta sezione penale del tribunale di Palermo. La contestazione per l’arrivo ad Ascoli di Dell’Utri era stata annunciata anche attraverso internet e sul social-network Facebook è stato creato il gruppo “Boigottiamo Dell’Utri ad Ascoli” al quale hanno aderito circa 250 persone. Ad attendere il senatore Dell’Utri al suo arrivo al “Piceno” c’erano, tra gli altri, il coordinatore regionale del Pdl, l’onorevole Remigio Ceroni, il sindaco Guido Castelli e gli assessori Claudio Travanti e Luigi Lattanzi. Al convegno sono intervenuti anche il presidente della Provincia Celani ed il senatore Salvatore Piscitelli
Andrea Mattioli
Posted Nov 28, 2009 4:48 PM
pda-sbt.blogspot
San Benedetto del Tronto, AP
Post #: 369
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Complimenti a chi è andato, peccato che non vi siete portati delle uova marce o monetine ;D
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