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Scusate se mi intrometto, ma spero me lo perdonerete
Repubblica - Napoli 2 agosto 2007 ?Rifiuti abusivi? a Caserta. Funziona solo Serre come sito di stoccaggio. E Fibe minaccia la paralisi Il tribunale chiude Lo Uttaro la Campania senza discariche La società chiede al gip lo sconto sul sequestro (da 750 a 230 milioni) per non fermare tutto Da Confindustria un progetto a Bassolino di Antonio Corbo L´ordine parte da Napoli, tribunale civile, decima sezione. Chiudere Lo Uttaro. È la discarica di Caserta, spazi per trecentomila tonnellate, la sola in Campania in attesa che apra Macchia Soprana a Serre, dove i rifiuti sono ora ammassati in un sito di stoccaggio. Oggi alle nove sarà notificata la sentenza del giudice Fausta Como, l´ha depositata ieri. «Qui nessuno sa niente, e continuiamo a lavorare», risponde al telefono l´Acsa, che con il consorzio Caserta 3 gestisce la discarica, sotto la responsabilità del presidente della Provincia, che l´ha fortemente voluta. De Francisciis la fece aprire nei primi di maggio d´accordo con Bertolaso e in aspro contrasto con ambientalisti e Raffaele Nogaro. Il vescovo il 10 maggio tentò di forzare i varchi. «Non può essere proprietà privata un cimitero». Fu bloccato dai vigilantes. La chiusura imminente di Lo Uttaro complica l´emergenza. Fibe minaccia la paralisi. La società è coinvolta nell´inchiesta che fa chiedere dalla Procura il processo a Bassolino e altri 27 indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato e frode nelle forniture dal 2000 al 2004. Fibe del gruppo Impregilo ha inviato al gip una ?istanza di rettifica?, per uno sconto sul sequestro. Da 750 milioni a 230. Chiede un margine di operatività. Nelle forme più corrette la richiesta sottintende un ultimatum: se Fibe non può operare, deve bloccare tutto. Lo sollecita per tre motivi: la continuità dell´azienda, la gestione del ciclo rifiuti curando Fibe i Cdr, i lavori che Fisia deve ultimare ad Acerra. Impregilo rimarca anche le novità che la rendono più affidabile: i soci (Ligresti, Gruppo Gavio e Autostrade) e il presidente, Bruno Ferrante, ex prefetto e vicecapo della polizia. Ma anche «i cinquecento termovalorizzatori costruiti in mezzo mondo, stessa tipologia di Acerra». In attesa che il gip decida, esplode la notizia della discarica Lo Uttaro. Un´altra grana. Erano sempre svanite proteste e denunce. Fausta Como è il primo magistrato ad accogliere il ricorso urgente, ordinando la chiusura. Giuseppe Messina, ex vicesindaco di Caserta, ex Verdi, protagonista di ?Alleanza Caserta Nuova? ricostruisce l´iter giudiziario. «Abbiamo denunciato alla Procura di Santa Maria Capua Vetere le gravi irregolarità. Sversano fanghi di depuratori come dimostra l´odore dolciastro. Abbiamo i testimoni anche tra i camionisti». Il giudice civile di Santa Maria accolse invece la tesi dell´avvocato dello Stato, Cira Sannino. Si dichiarò ?non competente? per territorio. L´avvocato Luigi Adinolfi che assiste gli abitanti del villaggio Saint Gobain di Caserta non si è fermato. Si è rivolto al tribunale di Napoli, sede dell´Avvocatura dello Stato e del Commissariato. L´avvocato Paolo Del Vecchio si è opposto con una robusta tesi difensiva per scongiurare la chiusura di Lo Uttaro. Per l´Acsa, l´avvocato Antonio Nardone che ieri mattina ha dovuto informalmente avvertire i dirigenti della società, molto contrariati anche se assicurano di saperne nulla. La discarica è privata e può far realizzare ancora grossi introiti: ha spazi per almeno altre 200 mila tonnellate di rifiuti. Ma devono essere state molto fondate le accuse, se il giudice Fausta Como ha accolto il ricorso. Le motivazioni si conosceranno oggi. L´avvocato Adinolfi sostenne anche che c´era stato un «tombamento di rifiuti abusivi». Il civilista ha riferito che «la nuova discarica fu aperta e messa a norma, ma andò a coprire rifiuti abusivi tombati». Come se sotto la nuova, fosse rimasta sepolta una discarica abusiva e non bonificata. Il Commissariato potrà replicare con un ?reclamo al collegio? da presentare nel giro di dieci giorni dopo la notifica. Se ne sta già occupando un altro avvocato dello Stato, Daniela Canzoneri. Non sarà quindi un solo giudice, ma un collegio di tre magistrati del ?tribunale feriale? a valutare il reclamo, dopo Ferragosto. La discarica intanto dovrà chiudere. Il Commissariato dirotterà su Serre o chissà dove anche i rifiuti di Caserta. Gli ambientalisti con Giuseppe Messina contestano anche una decisione degli anni scorsi. «Il commissario dell´epoca Bassolino doveva realizzare il nostro progetto di un sito di compostaggio, il primo a Caserta e in Campania, già finanziato con 20 miliardi di lire. Il 31 dicembre del 2003 destinò la somma al pagamento degli Lsu di Napoli». Vecchie storie, tutte da provare, ovvio. Bassolino intanto guarda oltre. Non si dissolvono i dubbi sulla eventuale incompatibilità dal gennaio 2008, quando i poteri torneranno a Regione, Province e Comuni in via ordinaria. Ma Bassolino non si stacca dall´emergenza rifiuti: ha ricevuto quindi Cristiana Coppola, presidente campana di Confindustria, con un ingegnere specialista del settore, Luciano Morelli, delegato per l´energia. Gli hanno mostrato un programma molto articolato. Riguarda anche un metodo innovativo di raccolta differenziata, illustrato già a De Francisciis. Confindustria propone una figura nuova, se davvero dovesse chiudere il Commissariato. Una ?autorità di vigilanza sul ciclo?. Un´idea di imbarazzante attualità: come dire che senza Commissariato e prefetti il futuro dell´emergenza sarebbe ancora più buio. :: |
| Salvatore Fatigati | |
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Luglio/Agosto 2007
La truffa dell'emergenza rifiuti La compagnia delle ecoballe di Daniela De Crescenzo Alla faccia dell??emergenza?. Dietro la ?questione rifiuti? in Campania c?è una storia cominciata più di dieci anni fa. E ci sono nomi e cognomi: imprenditori e politici corrotti che con il mancato smaltimento hanno arricchito se stessi e i clan. Edited by Salvatore Fatigati on Aug 3, 2007 8:34 AM |
| whiteheart | |
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| Salvatore Fatigati | |
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AVERSA. Cambiano gli schieramenti politici ma i problemi restano. L?emergenza rifiuti peggiora giorno dopo giorno, comportando notevoli danni alla salute dei cittadini.
Ormai non c?è classe politica che abbia il buon gusto d?impegnarsi seriamente a tutela della sua gente, solo tante promesse ma nulla di concreto. Le discariche, soprattutto se abusive, provocano tumori e malformazioni. Questo sembra emergere da uno studio condotto dall?ufficio ambientale dell?Oms, in collaborazione con il Cnr e l?istituto superiore di sanità, che ha analizzato la popolazione residente nelle province di Napoli e Caserta intorno alle numerose discariche, molte delle quali gestite dalla malavita organizzata. Secondo lo studio, abitare nel raggio di un chilometro da questi siti espone a un rischio aumentato di mortalità generale, di mortalità per tumore al fegato, polmone, stomaco e malformazioni congenite del sistema nervoso e dell?apparato urogenitale. I comuni più colpiti sono quelli di Acerra, Aversa, Bacoli, Caivano, Castel Volturno, Giugliano in Campania, Marcianise, Villa Literno, Parete, Lusciano, per i quali l?ex commissario per l?emergenza rifiuti in Campania Guido Bertolaso aveva disposto l?immediata bonifica. Sempre secondo questo studio, i paesi citati vivono da anni situazioni di pericolo per la salute dei cittadini, senza che nessuna amministrazione regionale e lo stesso Stato centrale abbiano adoperato iniziative per mettere in sicurezza la salute dei cittadini. Ormai la Campania, soprattutto l?agro aversano, è conosciuta in tutta Europa come la centrale di mortalità per tumori. Dati che sono registrati nei migliori istituti che curano malattie tumorali in tutta Italia, ove arrivano pazienti provenienti dall?agro aversano colpiti dal male del secolo in cerca di cure. A questo punto bisogna fare un?analisi ben precisa: se respiriamo aria che colpisce la nostra salute, questa colpisce sia i politici che i cittadini, pertanto è obbligo di tutti mettersi in movimento per restituire dignità a questo territorio il prima possibile. Non si può continuare a far finta di niente qui, in palio c?è la salute di tutti noi, fregarsene significa essere coscienti che prima o poi dobbiamo scappare via dalle nostre terre perchè saranno del tutto invivibili. E questo grazie ad anni di menefreghismo della classe politica che ha gestito questa regione, oggi e nel passato, nel peggiore dei modi. http://www.pupia.tv/a... |
| Salvatore Fatigati | |
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Termovalorizzatore di Acerra a rischio stop
L'Unione Industriali di Napoli chiede di incontrare il Prefetto Alessandro Pansa di redec Altre di Economia Commenta Invia Articolo Ascolta Articolo Stampa Text Size L?Unione Industriali di Napoli ha chiesto un incontro urgente al Prefetto e Commissario di Governo, Alessandro Pansa. Lo ha reso noto la stessa associazione, con una nota diffusa nel primo pomeriggio del 7 settembre. Motivo della richiesta, il blocco dei crediti Fisia-Impregilo che può compromettere il completamento del termovalorizzatore di Acerra. Tra crediti scaduti e costi previsti per ultimare i lavori entro la fine dell?anno, gli importi avanzati dalle quindici imprese interessate, superano complessivamente i 30 milioni di euro. Troppi, tanto che il rischio chiusura è più che uno spettro. Sarebbero in questo caso pesantissime le ricadute occupazionali: circa duemila i dipendenti che potrebbero perdere il posto di lavoro. L?associazione imprenditoriale napoletana si pone quindi l?obiettivo di superare immediatamente l?impasse finanziaria ripristinando l?operatività dei cantieri ed evitare il prolungarsi di una situazione che sta già determinando danni gravissimi per le aziende. Come se non bastasse, lo stop ad Acerra rinvierebbe ulteriormente la risoluzione dell?emergenza rifiuti in Campania, con catastrofiche conseguenze sanitarie, sociali ed ambientali. 7/9/2007 |
| Salvatore Fatigati | |
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Lo Uttaro, oltre mille persone all?assemblea pubblica alla Rotonda
uttaro-tiscione-maietta-roano-allassem Pubblicato da redazione due il 9th Settembre, 2007 nelle pagine Ambiente |
| Giancarlo | |
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IL VAFFA-DAY AFTER
Caruso: "Insieme in piazza sui precari" L'ex parlamentare di Prc (ora è indipendente) scrive una lettera aperta a Grillo: "Rilanciamo subito la mobilitazione, magari con un raduno pacifico fuori da Montecitorio" Roma, 10 settembre 2007 - "Tra alcune settimane il Parlamento dovrà votare il pacchetto sulla precarietà, un provvedimento purtroppo in continuità con quella legge Biagi che, come hai avuto modo di scoprire anche tu, non si può nemmeno lontanamente criticare, senza per questo essere accusati di terrorismo" Francesco Caruso, che si definisce «parlamentare indipendente, autonomo e autosospeso da rifondazione comunista» saluta «lo straordinario successo del V-day» e invita Beppe Grillo a «rilanciare subito la mobilitazione, per evitare che resti una fiammata risucchiata dal teatrino politichese che già disquisisce su come etichettare, liquidare, strumentalizzare, sedare, ma comunque controllare o reprimere questo moto di protesta sociale». "Confindustria e il signor Montezemolo - prosegue in una nota - hanno già minacciato che quel pacchetto non si può e non si deve cambiare di una virgola: non vedono l'ora di aumentare i loro profitti ricattando e spremendo ancor di più i precari. Per incidere sulle scelte di governo, c'è bisogno di radunarsi sotto i palazzi del potere, fargli sentire il fiato sul collo di un malessere sociale fatto dei mille volti diversi dello sfruttamento, della precarietà, della difficoltà di arrivare a fine mese». La proposta? «Un raduno pacifico fuori Montecitorio e Palazzo Chigi, dove l'unica forma di 'violenzà sarà lo sberleffo, un raduno spontaneo ma ad oltranza, con le tende e i sacchi a pelo se è necessario, per esercitare una democrazia partecipativa dal basso, per dare voce ai senza-voce, perchè ad essere ascoltati questa volta non siano solo i poteri forti, i partiti politici, gli interessi economici dominanti, ma anche i sogni, i bisogni e i diritti delle persone, di precari, disoccupati, giovani, pensionati, lavoratori». Il deputato no global richiama al comico-blogger le proteste per l'acqua a Napoli «che spesso porti ad esempio come modello di percorso di lotta» sottolineando che «siamo riusciti a fermare la privatizzazione anche e soprattutto grazie alla grande partecipazione di massa in occasione di ogni riunione dei 138 sindaci del consorzio Ato2 che doveva decidere sulla svendita ai privati di questo bene comune dell'umanità». «Così - prosegue - dobbiamo fare per la precarietà e anche per le proposte di legge che altrimenti rischiano di non venir mai calendarizzate nel dibattito parlamentare, come avviene nella stragrande maggioranza dei casi. Rilanciare la mobilitazione è la migliore risposta per chi tenta di liquidare il V-day come una squallida operazione di marketing per vendere gadget e magliette, inaffiata di un pò di qualunquismo e demagogia». La nota di Caruso si chiude con un post scriptum di natura tecnico-giuridica: «Io non sono condannato ma inquisito per 'cospirazione politica finalizzata a turbare le funzioni del governò un reato di opinione, promulgato da Mussolini e ancor oggi in vigore come art. 305 del codice penale, fattispecie che potrebbe tranquillamente essere affibiata a tutti gli amici di Beppe Grillo e ai partecipanti al V-Day. "Proporrei quindi, ma su questo mi rimetto ad una discussione più articolata, di emendare il testo di legge per puntualizzare la differenza che intercorre tra i condannati per mafia, corruzione, truffa, tangenti, chi abusa del proprio potere per ingrossare egoisticamente le proprie tasche già gonfie e chi invece combatte attraverso la lotta le troppe ingiustizie e iniquità sociali, chi viene denunciato perchè si sdraia pacificamente in duecento persone sulle scale di un palazzo per impedire che una povera anziana di 90 anni venga sfrattata e buttata in mezzo alla strada senza alternative se non il carrello della stazione, chi lotta contro l'avvelenamento del proprio territorio (ti ringrazio ancora una volta di essere venuto ad Acerra a portare la tua solidarietà ai comitati di lotta contro l'ecomostro per la cui costruzione è sotto inchiesta tutta la classe politica campana, in primis Bassolino), chi - conclude - si sdraia sui binari della ferrovia per fermare i treni carichi di bombe e carri armati statunitensi presenti nelle basi USA in Italia e diretti in Iraq, chi sciopera in maniera autonoma e senza l'assenso dei sindacati confederali». tratto da quotidiano.net |
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| enrico.diroberti | |
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L''Espresso' accusa il Guardasigilli Clemente Mastella: è andato al Gran premio di Formula 1 a Monza con il figlio e altre persone utilizzando l'aereo di Stato. In un lungo articolo dal titolo 'Senza grazia e senza giustizia' corredato da foto e firmato da Gianluca di Feo, si legge che "i magistrati non hanno la benzina per le auto ma il ministro della Giustizia non lesina certo sul carburante. Soprattutto quando si tratta di accontentare amici e famiglia".
Per l'escursione al Gran Premio di Monza Clemente Mastella - dice l'attacco dell'articolo - non ha badato a spese, tutte però a carico di altri. Il Guardasigilli ha volato da Salerno a Milano con l'Air Force One italiano: uno dei lussuosi Airbus presidenziali, praticamente una suite con 40 poltrone e ogni genere di comfort", spendendo al minimo "20.000 euro". Ma l'accusa va oltre. Secondo l''Espresso', infatti, il ministro Mastella, dopo aver transitato dall'area vip di Linate, "si è accomodato su un meraviglioso elicottero privato, un potente Agusta 109 con salottino interno, diretto verso l'autodromo. Nessuno sa chi ha saldato il conto per questa navetta, prenotata per uso esclusivo del leader Udeur". L'ipotesi dell''Espresso' è che sia stato "forse Flavio Briatore a omaggiare l'amico Clemente di quel tour con vista sui tetti del Duomo che ha permesso di scavalcare tutte le code per planare nel giro di dieci minuti direttamente nei box di Monza". Del resto, fa notare il settimanale, "sono qui per salutare l'amico Briatore" sono state le prime parole del ministro dopo lo sbarco nel circo dei motori. Un comportamento che viene definito dal settimanale "senza grazia", soprattutto perché tenuto nel giorno "in cui il dibattito era incentrato sui costi della politica". "Facile - ipotizza quindi l'autore - prevedere le giustificazioni di Mastella: l'impiego dei voli di Stato non è una sua scelta, ma viene imposto per motivi di sicurezza". Sicurezza che secondo il giornale non era comunque assoluta, come dimostrerebbero le foto pubblicate. |
| Salvatore Fatigati | |
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Salute, al via uno studio epidemiologico sui cittadini di Acerra
Questa mattina -17 settembre 2007- presso l?Assessorato regionale alla Salute-Osservatorio Epidemiologico Regionale, si è tenuto un incontro per definire uno studio di carattere epidemiologico sulla popolazione di Acerra. All?incontro hanno partecipato il Sindaco di Acerra, Espedito Marletta; gli assessori comunali Vincenzo Paolella (alla Salute) e Gennaro Fatigati (alle Emergenze ambientali); per l?Asl Napoli 4 erano presenti il direttore sanitario Pasquale Patriciello; il responsabile del Servizio Tumori, Mario Fusco; il responsabile del Servizio Epidemiologia, Raffaele Palombini; e Giovanni Piscopo, direttore del distretto numero 69 di Acerra. Inoltre, hanno preso parte alla riunione Fabrizio Bianchi dell?Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), e il dr. Di Domenico dell?Istituto Superiore di Sanità. Il programma prevede, in un primo momento, la compilazione di questionari ?sanitari? da distribuire a un gruppo numeroso di cittadini che sarà seguito nel corso del tempo anche a livello individuale e rientra nell?ottica -da parte del Comune di Acerra- di porre in essere tutte le azioni possibili a tutela del proprio territorio, di concerto con le istituzioni sovracomunali. ?La città di Acerra sarà centrale rispetto allo studio, in ragione del suo triste primato di essere classificata categoria 5 tra i Comuni che risentono di un alto indice di pressione ambientale -dichiara il Sindaco Espedito Marletta-. Il progetto attingerà le risorse dalla convenzione stipulata tra Regione Campania e Istituto Superiore di Sanità e dai contributi messi a disposizione dall?Asl Napoli 4. Il Comune di Acerra ha dato la propria disponibilità alla realizzazione del progetto dal punto di vista economico e organizzativo?. ?Il programma delle iniziative sarà presentato nei prossimi giorni -aggiunge il Sindaco Marletta- Vogliamo dare risposte concrete alle preoccupazioni della cittadinanza?. Pubblicato da redazione due il 18th Settembre, 2007 nelle pagine -> |
| Salvatore Fatigati | |
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INCENERITORI: GIORNATA NAZIONALE CONTRO I SUSSIDI
Si svolgerà il 22 settembre in tutta l?Italia venerdì 21 settembre 2007 di Roberto De Giorgi Bruciare i rifiuti risponde ad una visione pessimista rispetto alla gestione della materia. Forse non siamo coscienti che oggi bruciamo risorse che in futuro ci serviranno. Vi sono alternative pulite, dalla raccolta differenziata al trattamento a freddo. Dopo la manifestazione in Toscana, dove recentemente si è svolta con successo di partecipazione la marcia Agliana- Quarrata, dedicata quest?anno alla difesa dei beni comuni, ma anche per sensibilizzare contro i pericoli derivanti dagli inceneritori, il 22 settembre è la giornata nazionale contro la beffa dei sussidi a questi strumenti che non sono in linea con gli impegni di lotta al cambiamento climatico. Oltre alla manifestazione regionale da tempo annunciata dalle realtà siciliane ed oltre alle conferme delle iniziative di Roma, di Milano, dell?intera Toscana, altre attività sono previste in Calabria, in Puglia (Massafra), ad Acerra, a Luco dei Marsi in Abruzzo, a Perugia, a Pesaro-Urbino, a Modena e Reggio-Emilia , Ferrara, nel Veneto a Silea , Maserada e a Padova, a Genova, a Torino. Altre attività coinvolgeranno la Sardegna (in particolare nella piana di Ottana). In Toscana sono previste iniziative a Lucca-Capannori, Pietrasanta, Borgo a Mozzano, Castelnuovo Garfagnana, Arezzo, Grosseto, Agliana-Montale, Chianti fiorentino. Gli organizzatori intendono porre con forza all?opinione pubblica e al mondo lo scandalo della truffa dei finanziamenti pubblici all?incenerimento dei rifiuti. La Rete Nazionale Rifiuti Zero che promuove la Giornata ha già messo a disposizione UN DEPLIANT scaricabile dalla Rete La stessa organizzazione sta anche organizzando una iniziativa giudiziaria, nei confronti dell?Enel, per rivendicare il diritto alla restituzione dei soldi versati in bolletta a petrolieri ed inceneritori sotto la voce fonti rinnovabili. Intanto c?è lo scandalo dell?inceneritore Chimet di Badia al Pino, che tratta rifiuti pericolosi provenienti dagli ospedali napoletani, che nel 2006 ha emesso diossina 5 volte oltre i limiti di legge e lo si viene a sapere un anno dopo. Il tema di questa mobilitazione ha origini lontane e segue le vicissitudini politiche del Governo che non riesce ad adeguarsi alla normativa europea. Intanto l?alternativa c?è e deve vedere impegnate le istituzione locali che vogliano realmente il cambiamento. |