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| Salvatore Fatigati | |
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RIFIUTI, SINDACO ACERRA (NA): ?BUON SENSO IMPONE DI CHIUDERE IL CANTIERE DELL'INCENERITORE?
(PRIMA) ACERRA, Napoli - ?Al di là di quello che sarà l?esito delle indagini della magistratura, è evidente che le ragioni della comunità acerrana, benché in ritardo, iniziano ad essere riconosciute in tutte le sedi -dichiara il Sindaco di Acerra, Espedito Marletta-. E? inspiegabile che non si chiuda il cantiere dell?inceneritore e si consenta a Fibe di continuare a lavorare dopo l?interdizione dei magistrati?. ?La politica ha il dovere di invertire la tendenza e, pur garantendo la presunzione d?innocenza, deve riuscire a dare chiari segnali di discontinuità. Fibe, così come voluto nel bando di gara dell?allora Governatore Antonio Rastrelli, ha potuto decidere il sito di Acerra. Ora, dopo l?ordinanza emessa dal Gip, bisogna recuperare un sano percorso di democrazia deliberativa. Ma a cantiere chiuso?, aggiunge il primo cittadino Marletta. (PRIMA) |
| Giancarlo | |
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Pubblico di seguito l'appello e la lettera prodotta dal Comitato Allarme Rifiuti Tossici
Ciao a tutti Questo e' il testo di una lettera pubblica di risposta ai violenti attacchi di importanti amministrati locali, diretti alle associazioni ambientaliste, ai comitati e alle realta' laiche e religiose che si battono da tempo per una nuova via di gestione del problema rifiuti. Nessun quotidiano ha voluto pubblicarla, nonostante la sua estrema "pacatezza". Dunque a questo punto vi prego di farla girare in rete il piu' possibile e di mandarla ai vostri giornali locali. Si parla anche di Acerra, uno degli scandali di tutta questa vicenda. Vi ringrazio per la collaborazione Vittorio Moccia Comitato Allarme Rifiuti Tossici Stiamo assistendo in questi giorni a un inusuale quanto violento e sconcertante attacco mediatico rivolto da alcuni amministratori locali alle forze laiche e religiose campane che, interessate al problema dell?emergenza rifiuti, da tempo propongono soluzioni concrete ed alternative alle fallimentari politiche di gestione commissariale, risoltesi in 13 anni di infruttuosi sperperi di danaro pubblico e nella manifesta incapacità di affrontare il problema rifiuti. I suddetti attacchi manifestano una grave insofferenza per la volontà dei cittadini di essere coinvolti in tutte quelle scelte decisionali aventi effetti sull?ambiente, in ottemperanza alla convenzione europea di Aarhus, ratificata dall?Italia con la Legge n. 108 del 16 marzo 2001 e finalizzata a salvaguardare il diritto di ogni individuo, delle generazioni attuali e di quelle future, di vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere. In tale ottica ci riteniamo in dovere di rispondere alle perniciose accuse di ?catastrofismo?, ?procurato allarme? ed ?ignoranza in materia?, con l?intento di far ulteriore chiarezza su questi temi e sulle nostre posizioni, confidenti che solo un confronto civile e pacato tra cittadini ed amministratori (eletti dai cittadini stessi) possa portare in tempi ragionevoli alla risoluzione degli atavici problemi campani. Sulla questione ecomafie abbiamo il dovere di sottolineare che la situazione campana è drammatica: le nostre terre, come ampiamente riportato in tutti gli atti della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e le attività illecite ad esso connesse, sono divenute e continuano ad essere lo sversatoio illegale dei rifiuti tossici ed industriali dell?intera nazione. In particolare le zone, che hanno risentito maggiormente della devastazione spietata del territorio, sono la cosiddetta ?Terra dei Fuochi? (Qualiano, Giugliano, Villaricca) ed il cosiddetto ?Triangolo della Morte? (Acerra, Nola, Marigliano), sul quale ultimo il governo Prodi ha dichiarato il 23 giugno 2006 lo stato di emergenza, per fronteggiare l'inquinamento ambientale da diossina. Dati recentemente pubblicati, relativi alle malformazioni dal 2001 al 2005 nell'ASL na4, sono del resto indicativi: il distretto di Acerra n69 mostra un anomalo ma significativo incremento degli aborti per malformazioni. Quanto chiediamo è dunque che si proceda ad un?immediata opera di bonifica dei territori coinvolti, prima ancora dell?avvio al funzionamento dell?inceneritore di Acerra, il quale, per di più, in virtù dei poteri straordinari legati alla gestione commissariale, è stato insediato senza una preventiva indagine di impatto ambientale e con una gara che ha preferito la soluzione tecnologica peggiore. In merito alla questione delle mega-discariche, che hanno visto Bertolaso oggetto di contestazioni indecorose da parte dei cittadini di Ariano Irpino, non possiamo che deplorare e condannare con fermezza qualsiasi atto di violenza. Ma, con la stessa fermezza, vorremmo precisare che consideriamo un atto di gravissima irresponsabilità la scelta commissariale di utilizzare, come luoghi di raccolta del tal quale, alcune zone campane protette, quali l?oasi del WWF di Persano o il parco nazionale del Vesuvio a Terzigno o ancora cave dismesse e non geologicamente idonee, alcune volte addirittura già sature di rifiuti seppelliti illegalmente. Il professor Giam Battista de?Medici, Geologo applicato ed Idrogeologo, chiamato come consulente dalla struttura di Bertolaso nei mesi di gennaio e febbraio di quest'anno, aveva suggerito, come nuove discariche, luoghi facilmente reperibili in località Vallata in provincia di Avellino, geologicamente idonei e lontani da falde idriche, coltivazioni e zone abitate e non sottoposti a vincoli ambientali. Le sue proposte avevano ottenuto il consenso di tutte le componenti dello staff tecnico ed il via libera da parte delle Apat, ma sono state alla fine preferite soluzioni che richiederanno spese enormi per la sola messa in sicurezza e comporteranno danni incommensurabili per l?ecosistema dei territori coinvolti; soluzioni giustificate spiegando che si erano scelti siti che necessitavano di riqualificazione ambientale, in quanto cave dimesse non bonificate. Il ripristino morfologico delle aree da cui vengono estratti materiali è imposto dalla legge, tuttavia farlo con i rifiuti sembra una beffa paradossale. Ma il punto su cui abbiamo registrato il maggior numero di critiche, da parte dei suddetti amministratori, riguarda l?opposizione di associazioni ambientaliste e comitati civici all?utilizzo degli inceneritori, proposti oggi da una certa classe come la panacea definitiva per l?uscita dall?emergenza rifiuti campana. In primo luogo ci preme una considerazione di carattere generale: le materie prime non sono una risorsa a disponibilità infinita, per cui i prodotti che da esse derivano andrebbero il più possibile recuperati e riciclati, non bruciati. Già questa banalissima considerazione rende a nostro avviso totalmente illogica e superata la soluzione di incenerire i rifiuti. Siamo infatti certi che una seria raccolta differenziata "porta a porta", unitamente ad una diminuzione della produzione a monte dei rifiuti (riduzione degli imballaggi, utilizzo di contenitori riutilizzabili e/o biodegradabili, ecc), renderebbe pressoché sovradimensionato, se non del tutto inutile già il solo termovalorizzatore di Acerra. Riteniamo che la strada per un?efficiente raccolta differenziata sia esclusivamente quella del porta a porta, basata sull?organizzazione per Municipalità, la responsabilizzazione diretta dei cittadini e degli addetti ai lavori e la gestione capillare del servizio. L'esperienza insegna che si possono raggiungere percentuali di raccolta differenziata del 60-70% anche in contesti urbani difficili e in poco più di un anno. ---> continua |
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| Giancarlo | |
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In Campania esiste però prima di tutto un grave problema, costituito dalla mancanza, nel ciclo rifiuti, di un adeguato numero di impianti di compostaggio, tramite i quali sarebbe possibile recuperare immediatamente fino al 30% della produzione di rifiuti, evitando oltretutto il pericolo da epidemie causato dal rifiuto umido lasciato marcire per strada. Quanto alla pratica dell?incenerimento è noto che migliaia di medici in tutta Italia si siano chiaramente espressi contro tale soluzione inutile e nociva, spesso con documenti votati all'unanimità dagli Ordini Professionali. Dagli impianti d?incenerimento vi è infatti un?indiscutibile emissione di sostanze inquinanti, tossiche e cancerogene, quali metalli pesanti, diossine (ridotte in quantità ma non eliminate dall'alta temperatura) e furani e da numerosi studi epidemiologici risulta l'aumento statisticamente significativo di neoplasie quali sarcomi, linfomi Non Hodgkin, tumori ormono correlati, neoplasie polmonari e infantili nelle popolazioni residenti in prossimità di tali impianti. Le ceneri solide residue prodotte da un inceneritore sono ben il 30% del volume dei materiali inceneriti, e dall?incenerimento vengono originate grandissime quantità di polveri fini altamente tossiche, che necessitano di essere filtrate e conferite in discariche speciali e completamente impermeabili. In particolare, a causa delle elevate temperature di esercizio necessarie a ridurre l'effetto diossina, gli inceneritori sono enormi produttori di particolato ultrafine (da PM 2.5 a PM 0.1) per il quale, come descritto ampiamente in letteratura, non esistono al mondo sistemi di filtraggio capaci di evitare che esso venga liberamente immesso nell?aria e viaggi per chilometri. Tale particolato presenta una patogenicità che cresce in modo quasi esponenziale con il diminuire del diametro (la massa di una particella PM 10 corrisponde a quella di 1.000.000 di particelle da 0,1 micron) ed è in grado di passare rapidamente dagli alveoli polmonari di chi lo respira al torrente circolatorio, raggiungendo tutti gli organi vitali e riuscendo nei casi estremi perfino a penetrare nel nucleo delle cellule, senza ledere la membrana che le avvolge. Su questo tema, come è noto, il Ministero dell?Ambiente ha recentemente richiesto I'istituzione di un?apposita Commissione che, potesse rispondere in modo chiaro, al fine di mettere il Governo e le Istituzioni nelle condizioni di poter conoscere la reale dimensione del fenomeno delle nanopolveri, I'incidenza di queste su ambiente e salute umana, nonché I'adeguatezza dei sistemi di contenimento delle stesse. Nella relazione conclusiva la commissione prende atto dell?esistenza di pubblicazioni nella letteratura scientifica internazionale che ne indicano un possibile effetto dannoso sulla salute umana e che, inoltre, per le classi d?inquinanti persistenti, con velocità di degradazione inferiore a quella di immissione in ambiente, il rispetto dei limiti di emissione potrebbe non essere adeguato ad evitare nel tempo l?accumulo ambientale. Nel merito infine dell?invito rivolto a rappresentanti religiosi campani, a ?tenere messa e a non occuparsi d?altro?, crediamo che nessun amministratore possa arrogarsi il dritto di insegnare, tanto più se fatto con toni arroganti e irriguardosi, cosa debba o non debba fare un pastore. L?essere cristiani (laici e pastori) si concretizza nella testimonianza al Dio di Gesù, Dio dei deboli, dei poveri e dei diseredati, tramite l´amore per gli ultimi, la fame e sete di giustizia, l?obbedienza alla verità, la mitezza evangelica, che non è il voltare lo sguardo dall?altra parte, ma la nonviolenza attiva: la messsa in pratica dunque, come testimoniato ad esempio dall?opera missionaria, del messaggio divino, a fianco dei deboli e per la difesa del diritto alla vita. In quest?ottica gli interventi di padre Alex Zanotelli, del vescovo Raffaele Nogaro e per ultimo del cardinale Crescenzio Sepe sul tema rifiuti dimostrano una capacità di ascolto dei problemi dei cittadini, che molto spesso non si riscontra nella maggior parte della politica, frequentemente sorda alle più elementari istanze della società civile. Comitato Allarme Rifiuti Tossici Associazione Medici per l?Ambiente |
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| Angela | |
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Emergenza rifiuti, Bassolino: «Non mi dimetto»
Bertolaso: «Non credo riuscirò a farcela» NAPOLI (29 giugno) - La spazzatura continua a bruciare a Napoli e il problema rifiuti si fa sempre più rovente, tanto che il capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha quasi alzato bandiera bianca ammettendo: «non cerdo che riuscirò a farcela». Mentre il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino non intendere fermarsi e a quanti gli chiedevano se pensasse di dimettersi ha risposto che, al contrario, vuole «andare avanti » e «fare piena luce» sull'inchiesta avviata dalla procura di Napoli su presunte irregolarità nella gestione dello smaltimento rifiuti in Campania che lo vede coinvolto. I roghi Ancora una notte di lavoro per i vigili del fuoco chiamati a spegnere i cumuli di rifiuti dati alle fiamme soprattutto nei comuni della provincia. Una quarantina in tutto il numero degli interventi, effettuati perlopiù nella zona flegrea, nei comuni di Baia e Bacoli e a nord di Napoli. Nonostante gli appelli sul rischio diossina, sostanza nociva che si libera nell'aria attraverso la combustione dei rifiuti, il numero delle chiamate è in linea con quello degli ultimi giorni, sebbene sia inferiore rispetto ai giorni più critici dell'emergenza quando nel corso della stessa notte si registravano anche più di cento interventi. Il capo della Protezione civile «Avevo sperato di dare una mano a risolvere il problema, ma non sono del tutto convinto che riuscirò a farcela», sono queste le parole del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, parlando dell'emergenza rifiuti della Campania. «Francamente - ha aggiunto - spero che qualcuno pensi di prendermi e restituirmi solo alla protezione civile in modo che qualcun altro con perizia e capacità maggiori possa risolvere il problema». «Se pensano che sia arrivato un mago in grado di risolvere tutto senza avere tutti gli strumenti necessari - ha detto - magari si sono sbagliati. Ci sono diverse situazioni particolari tipiche della Campania e può darsi che altri potranno essere meglio di me in futuro». Il presidente della Regione Nell'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Napoli su presunte irregolarità nella gestione dello smaltimento dei rifiuti in Campania, al presidente della Regione, Antonio Bassolino, vengono contestate diverse inadempienze tra cui l'aver, in modo deliberato, omesso di controllare ed ignorato mancanze della società appaltatrice. L'inchiesta ha portato all'interdizione per la ditta Impregilo e per tre società del gruppo (Fibe, campania e Italimpianti) per un anno dal contrattare con la pubblica amministrazione nel settore dei rifiuti. Ma Bassolino sottolinea che su di lui ci sono solo «poche righe » e che l'inchiesta riguarda la Impregilo. Il presidente della Regione ha inoltre sottolieato come per lui non ci sarebbe stato nessun vantaggio. «Quello che sento doverosamente di dire con rispetto dovuto alla magistratura è: perchè avrei dovuto farlo? - dice - Per quale vantaggio, politico o personale?». «Politico certamente no perchè il vantaggio era quello della soluzione positiva, è l'unica mia attività è sempre stata quella di togliere i rifiuti dalla strada». Un compito, spiega, difficile: «Non solo, come dice l'ordinanza, per responsabilità di Impregilo, ma anche perchè, aggiungo, in tante circostanze c'era un partito del no ad ogni cosa, al termovalorizzatore, alle discariche, al compostaggio, a tutto». «Di questo partito io non ho mai fatto parte, ho sempre fatto parte del partito del sì, alle discariche, alla raccolta differenziata - aggiunge - il che non significa che io non abbia responsabilità politica. Le ho, me le sono assunte e me le assumo. Semmai non mi pare che il problema sia se io ho responsabilità, quanto che sembra ce le abbia soltanto io». «E sembra che sia io il commissario in questo momento, che lo sia stato un anno fa, due anni fa, e poi anche prima di assumere l'incarico - sottolinea con ironia. - E allora, per quali motivi sono stato inadempiente, per motivi personali? Davvero credo che nessuno possa crederci». «Difetti, limiti, errori, politicamente parlando? Si - aggiunge - Responsabilità politiche? Sì. Anche se penso che insomma un po' di corresponsabilità ci sono state e ci sono». Bassolino chiama, poi, in causa anche la sua decisione di aver voluto rendere «tecnica» la questione rifiuti e di averla voluta «liberare dal colore politico». «È servita fino ad un certo punto - commenta - perchè con Catenacci prima e Bertolaso dopo è successa puntualmente la stessa cosa, anzi abbiamo avuto in questi giorni la crisi più grave. Se io ho deciso di togliere quanto più possibile colore politico alla questione non è stato certo per sottrarmi alle responsabilità». Le reazioni Il senatore dell'Udc Francesco Pionati invita Guido Bertolaso a lasciare la Campania, «e a non fare la foglia di fico a Bassolino e soci». «Bertolaso ha commesso un solo gravissimo errore: ha assunto l'incarico a scatola chiusa facendosi guidare da chi ha provocato il disastro rifiuti - dice Pionati - Per questo oggi prende atto dell'impossibilità a risolvere il problema. Noi gli consigliamo quello che già gli abbiamo consigliato all'inizio del suo incarico: lasci la Campania evitando di fare la foglia di fico a Bassolino e soci». Secondo il senatore dell'Udc, «la posizione del Presidente della giunta regionale è sempre più indifendibile: se avesse dignità politica, Bassolino saprebbe cosa fare. Ma evidentemente la forza del manuale Cencelli è maggiore di quella della propria coscienza». «In attesa che la magistratura scoperchi definitivamente quello che si configura sempre di più come uno scandalo rifiuti - conclude - ci auguriamo che Bertolaso non ne diventi politicamente corresponsabile». |
| Angela | |
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AVERSA. ?Siamo in piena emergenza rifiuti, e questa non è una novità, ma la situazione igienico-urbana della città di Aversa è molto meno grave rispetto a quella di altre città della nostra regione. Basta fare un tour in Campania per rendersi conto che Aversa è un?isola felice?.
Così esordisce il primo cittadino Domenico Ciaramella, in seguito alle polemiche degli ultimi giorni in merito alle problematiche legate all?emergenza rifiuti. ?Certo non posso dire che la nostra città è totalmente pulita ?continua il sindaco - ma di certo, considerando la costante emergenza rifiuti che coinvolge tutta la Regione Campania, ci stiamo difendendo bene. Posso assicurare gli aversani che in questi giorni il GeoEco e il nucleo ecologista dei vigili urbani, diretto dal tenente Salvatore Tinto, stanno facendo un lavoro certosino in città per assicurare il miglior servizio possibile in questo momento?. Quotidianamente, infatti, dalle ore 2 fino alla tarda mattinata gli operatori provvedono alla raccolta dei rifiuti e a disinfettare strade e bidoni in tutto il territorio cittadino. ?Parlare a vanvera ? incalza Ciaramella - significa ignorare l?esistenza dell?emergenza rifiuti e le problematiche ad essa connessa. Per ciò che concerne la nostra città sono stati bonificati oltre dieci siti nelle periferie del territorio che rappresentavano delle discariche a cielo aperto prese di mira soprattutto dai cittadini dei paesi limitrofi?. ?Purtroppo ? conclude il sindaco - bisogna subire questo disservizio. Sia ben chiaro, però, che non c?è alcuna responsabilità diretta da parte del sindaco, ma della Regione e, da quando sono stati nominati sub-commissari, dei presidenti delle Province?. A confermare l?impegno da parte del GeoEco e del sindaco in prima persona, il tenente Tinto, responsabile del nucleo ecologista formato da sei uomini che a turno ?vigilano? sulle condizioni igienico-urbane cittadine. ?Tutte le notti ? dice Tinto - siamo impegnati con gli operatori ecologici per facilitare le manovre di raccolta dei cumuli di rifiuti. In un anno e mezzo abbiamo elevato circa 2800 verbali per il deposito dei rifiuti fuori orario. Purtroppo oltre il 90% delle contravvenzioni è a carico di cittadini non residenti ad Aversa che, pur di non fare la raccolta differenziata, preferiscono sversare i propri rifiuti sul nostro territorio inappropriatamente?. Da tutti viene l?appello affinché i cittadini di Aversa mantengano un comportamento rispettoso delle norme per il deposito dei rifiuti per evitare che i bidoni siano colmi per tutto l?arco della giornata. ?L?alto numero di verbali ? conclude Ciaramella - per noi non rappresenta una vittoria perché vorremmo cittadini più disciplinati. Invitiamo lo stesso, però, tutti a collaborare per fronteggiare al meglio questo periodo di emergenza?. (A 15 km di distanza da noi si fa la raccolta differenziata!!! E a me sembra viver in un altro mondo!!! Certo non mancano i trasgressori ma questo accadrà sempre purtroppo nel tipo di società in cui viviamo. La speranza è che col tempo questo tipo di atteggiamento di vita venga sempre più arginato dall' acquisizione di metodi di vita più civili e rispettosi. Perchè aspettare ancora con questa benedetta R D?) |
| Angela | |
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Guido Bertolaso, a Milano per un convegno, appare piuttosto sfiduciato
"Vorrei che qualcuno mi prenda da quel posto e mi restituisca solo alla Protezione civile. Mi auguro che arrivi qualcun altro piu' bravo di me, con perizia e maggiori capacita'". Il capo della Protezione civile e commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, Guido Bertolaso, a Milano per un convegno, appare piuttosto sfiduciato per il difficile compito che gli e' stato assegnato: risolvere l'emergenza rifiuti in Campania. "Non sono del tutto convinto che riusciro' a farcela - ha detto Bertolaso - avevo sperato di trovare una soluzione e non solo per il bene di quella regione ma di tutta l'Italia". Il commissario nega che si sia mai pensato di portare i rifiuti di Ischia a Bassano del Grappa e assicura che i problemi della Campania saranno risolti all'interno di quella regione. Problemi che "non sono provocati dai cittadini - ha aggiunto - ma da altri fattori" che hanno a che fare con una parte della classe dirigente e con attivita' non lecite che alimentano il 'mercato' dei rifiuti. Bertolaso, ammette qualche difficolta' nel portare avanti il compito che gli e' stato affidato. "Se pensano che sia arrivato un mago - ha detto - in grado di risolvere tutto, senza avere tutti gli strumenti necessari allora si sono sbagliati". Bertolaso fa riferimento a "una serie di situazioni particolari tipiche della Campania" che rendono difficile risolvere questa emergenza, che poi tanto emergenza non e', poiche' va avanti da decenni". Quanto all'articolo apparso oggi su un quotidiano, nel quale si ipotizza che il commissario sia 'imbrigliato' da una serie di ruoli che si sovrappongono e si limitano, Bertolaso replica che si tratta "di un giudizio giornalistico. I fatti possono anche essere diversi". Detto questo, il commissario ha ribadito: "puo' darsi che altri possano essere piu' bravi di me in futuro". (AGI) - Milano, 29 giu. - (Se la sua sostituzione migliorerebbe la situazione allora ben venga la sua rimozione dall' incarico....il problema è che nessuno ci assicura che un sostituto agisca bene, o meglio, o nel nostro interesse) Da Commissario straordinario del GOVERNO per l'emergenza rifiuti, altro non fa che eseguire l'incarico dal governo stesso affidato, quindi l'unica missione che dovrà compiere chiunque assuma tale incarico sarà quella di scovare siti per ospitare i rifiuti e procedere con la terminazione dell'inceneritore....logicamente solo ed esclusivamente ai nostri danni! |
| Salvatore Fatigati | |
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GUIDO BERTOLASO - L'UOMO DALLA MANO D'ORO
di Claudio Lanti C?è un personaggio anomalo emerso nella fatiscenza istituzionale, un signore di nome Guido Bertolaso. E? diventato l?uomo più potente della Penisola, capace di mettere in riga ministri e sottosegretari, pretendere, minacciare. Il segreto della sua forza è nei flussi di denaro che è in grado di gestire. Cifre impossibili da calcolare. IL DITTATORE DEI CATACLISMI E DEI GRANDI EVENTI Sia perché provengono da varie fonti, ministeri e tabelle sia perché l?attuale direttore e dittatore della Protezione civile li può spendere come vuole, esentato da ogni autorizzazione, norma e rendiconto. Persino i servizi segreti, dotati di una ?gestione fuori bilancio? hanno certi obblighi di trasparenza che lui non ha. Anche le ambizioni di Bertolaso e il suo proverbiale caratteraccio non hanno limiti. Da qui lo scontro con Governo e Farnesina, l?affermazione che volessero portargli via i 42 milioni di euro raccolti dai privati per il terremoto asiatico: un?accusa che ha raggelato Fini, Letta e lo stesso Berlusconi. E quindi a Palazzo Chigi sussurrano che Bertolaso si sta facendo terra bruciata attorno. Lui era un qualsiasi camice bianco, un medicuccio che lavorava nel terzo mondo a stipendio della Farnesina. Arrogante e litigioso, venne licenziato dopo un litigio con l?allora direttore generale della cooperazione Paolo Galli e, passato all?Unicef , ebbe anche uno scontro con il ministro degli esteri dell?Ulivo Lamberto Dini. Sembrava professionalmente morto. Ma nella seconda repubblica povera e stracciona, che non ha perduto i vizi clientelari della prima, basta poter gestire quattro soldi per diventare qualcuno. Figurarsi quando non devi renderne conto a nessuno. Ed ecco la fortuna del nostro uomo esplodere con l?arrivo di Berlusconi e Letta a Palazzo Chigi, grazie allo scandalo Arcobaleno degli aiuti all?Albania (imputato al governo D?Alema), che aveva travolto l?agenzia della protezione civile diretta dal prof. Franco Barberi. Fulmineamente, con decreto governativo del 7 settembre 2001, il Cavaliere scioglieva l?agenzia e riunificava la materia in un dipartimento accorpato nella Presidenza del consiglio, mettendoci Bertolaso come direttore, teoricamente sotto l?alta guida dello stesso capo del governo. Quel salto di qualità veniva sponsorizzato proprio da Gianni Letta. Il motivo di tanta attenzione da parte del Berlusca verso possibili terremoti e cataclismi è presto spiegato. Il decreto sulla protezione civile stabiliva anche che era compito della stessa occuparsi dei cosiddetti ?grandi eventi?, cerimonie di Stato, vertici internazionali, raduni di massa. Con raro eclettismo, il medico Bertolaso passava teoricamente dalle dissenterie alle alluvioni e persino alle parate dei capi di stato. Come accadde con lo storico vertice Nato-Russia di Pratica di Mare del 2002, che fu gestito appunto dalla protezione civile. In quell?occasione, secondo una teoria circolante a Palazzo Chigi, Berlusconi sperimentò il gran vantaggio di poter disporre della magica firma dell?ex medico, che permetteva di applicare ai grandi eventi l?assoluta discrezionalità di spesa, acquisti, appalti e requisizioni riservata alle emergenze nazionali. E così, evento dopo evento, la protezione civile è diventata il gestore ufficiale del vertice Fao nel 2002, del semestre italiano di presidenza europea nel 2003, della firma in Campidoglio della Costituzione europea nel 2004. E ogni volta i fondi erogati dal Tesoro sono stati spesi senza preventivi, regole e autorizzazioni, reclutando in tutta tranquillità architetti, studi professionali e ditte guarda caso del giro Fininvest. Berlusconi ha scoperto la lampada di Aladino e Guido Bertolaso è stato il suo genio silenzioso per oltre tre anni, sempre pronto a firmare, salendo di influenza e di pretese ma accrescendo l?arroganza, le invidie e i nemici occulti. Fino all?improvvisa furia contro ignoti, gratuita e fantozziana. Perché nelle ore successive alla catastrofe l?ex medico era già corso da Berlusconi, ottenendo subito l?ordinanza che gli affidava la gestione dei fondi privati raccolti attraverso i gestori telefonici. E nessuno avrebbe potuto portarglieli via. Mentre quelle incomprensibili insinuazioni lanciate attraverso i giornali hanno turbato l?opinione pubblica e danneggiato all?estero l?immagine del Paese. L?interpretazione corrente è che Bertolaso, innervosito da qualcosa, abbia voluto inutilmente riaffermare la propria forza, sovra esponendosi e attirando l?ostilità definitiva dei diplomatici, del capo della CRI Maurizio Scelli, delle ONG e dando molto da pensare al Cavaliere e a Gianni Letta, che fin qui l?avevano aiutato e sopportato. Esiste in ogni espansione del potere un limite tecnico che i dilettanti non riescono mai a cogliere, commettendo quell?errore di presunzione che li perderà. La Velina Azzurra esce con cadenza mediamente settimanale ma non prestabilita. Viene inviata per e-mail ma in casi speciali anche via fax. Per riceverla -pagando un ticket- mandare una e-mail anche vuota a ticket@velina-azzurra.it. Avrete in automatico le indicazioni necessarie. Invece per contatti, informazioni e altro scriverci a info@velina-azzurra.it o in Via della Mendola 190 - Roma 00135. Tutti i diritti sono riservati a norma di legge. La Velina Azzurra è destinata in esclusiva ai suoi abbonati. FONTE: COMEDONCHIDSCIOTTE (17 Gennaio 2005) |
| Angela | |
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Cosa prevede il dl sull?emergenza rifiuti in Campania
Il decreto legge 11 maggio 2007, n. 61, varato dal Governo, e approvato dalla Camera in via definitiva, prevede una serie di ?interventi straordinari per superare l?emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l?esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti?. In particolare, fino al 25 gennaio 2007, giorno in cui viene fissata la fine dello stato di emergenza, vengono attivate discariche presso i comuni di Serre in provincia di Salerno (fino alla realizzazione di un nuovo sito idoneo per lo smaltimento dei rifiuti individuato dal Presidente della provincia di Salerno), Savignano Irpino in provincia di Avellino, Terzigno in provincia di Napoli (fino al completamento delle attività di collaudo ed alla messa in esercizio a regime del termovalorizzatore di Acerra) e Sant?Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento. E? compito del Commissario delegato assicurare la ricomposizione morfologica del sito utilizzato e l?adozione delle necessarie misure di mitigazione ambientale, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel medesimo territorio, mediante la predisposizione di un apposito piano da adottarsi d?intesa con il Presidente della regione Campania, sentito il Ministero dell?Ambiente e della tutela del territorio e del mare. I siti individuati vengono utilizzati ?anche in deroga alle specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria, fatto salvo l?obbligo del Commissario delegato di assicurare le occorrenti misure volte alla tutela della salute e dell?ambiente?. Il Commissario, inoltre, ha la facoltà di ?individuare in via di somma urgenza, fatta salva la normativa antimafia, anche le soluzioni ottimali per il trattamento e per lo smaltimento dei rifiuti e per l?eventuale smaltimento delle balle di rifiuti trattati dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti della regione?. Può ?requisire e utilizzare gli impianti, le cave dismesse o abbandonate, le discariche che presentano volumetrie disponibili, anche sottoposti a provvedimenti di sequestro da parte dell?autorità giudiziaria?. Stop all?utilizzo dei siti o alla localizzazione di nuovi siti di smaltimento finale dei rifiuti dell?area ?Flegrea? - compresa nei comuni di Giugliano in Campania, Villaricca, Qualiano e Quarto in provincia di Napoli, per il territorio contermine a quello della discarica ?Masseria Riconta? ? dall?entrata in vigore della legge in assenza di interventi di riqualificazione o di opere di bonifica del territorio dell?area. I comuni della regione Campania saranno obbligati ad avvalersi, in via esclusiva, per lo svolgimento del servizio di raccolta differenziata, dei consorzi costituiti dalla legge regionale. Qualora i consorzi non adottino le misure prescritte da una specifica ordinanza commissariale, nel termine di novanta giorni dalla sua adozione, per l?incremento significativo dei livelli di raccolta differenziata degli imballaggi primari e della frazione organica, dei rifiuti ingombranti, nonché della frazione valorizzabile di carta, plastica, vetro, legno, metalli ferrosi e non ferrosi, il Commissario delegato può disporre l?accorpamento dei consorzi, ovvero il loro scioglimento. |
| Giancarlo | |
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Ecco il Decreto Legge n. 61 convertito in legge oggi con alcune modifiche e che ho provveduto a caricare nella sezione dei files: http://www.gazzettauf...
Il decreto è stato modificato in alcune parti. Qualche mia osservazione che forseanche voi avrete già fatto... L'art. 1 comma 3 prevede che il sito di Terzigno dovrebbe ricevere solo FOS di buona qualità che attualmente non esiste nè viene prodotto perchè dovrebbe usicire dalla lavorazione degli impianti di CDR che ancora (da anni) non sono a norma ma producono balle di monnezza tal quale. Ecco cosa dice il comma 3: "...L?uso del sito ubicato nel comune di Terzigno di cui al comma 1 e` consentito fino al completamento delle attivita` di collaudo ed alla messa in esercizio a regime del termovalorizzatore di Acerra..." (MORS TUA VITA MEA) Intanto, per cronaca, il comune di Terzigno è occupato dai comitati. Nell'articolo http://www.greenrepor... "Intanto il ministro dell´ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, conferma che il «sito di stoccaggio di Macchia Soprana, a Serre, nel Salernitano, collaudato lo scorso 29 giugno, è pronto ad entrare in funzione. ´Prendo atto positivamente che l´impegno preso per Macchia Soprana è stato mantenuto - ha detto il ministro - nel senso che il sito che doveva essere pronto entro il primo luglio è stato collaudato il 29 giugno e ha una capienza superiore a quella prevista inizialmente?. L?impianto quindi ?aprirà non appena in Prefettura l´unità di crisi deciderà le modalità di sversamento. La struttura è pronta a ricevere fino a 170mila tonnellate da subito mentre la discarica, che sarà pronta all´inizio di settembre, ha una capienza che può arrivare fino ad un milione di tonnellate, più delle 700mila previste inizialmente." Morale della favola! Secondo me anche per questa estate ci sarà piena emergenza (con i sindaci della costiera e di capri che si lamenteranno mentre noi la spazzatura possiamo anche tenercela visto che non abbiamo il mare...) per cui ci sarà bisogno di ulteriori siti di stoccaggio provvisorio e non vorrei che la scelta ricadesse ancora una volta su Acerra considerando anche il fatto che stanno liberando le piazzole e soprattutto visto che la data di inizio si avvicina per cui inizano ad ammassare il "combustibile"... |