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Salvatore Fatigati
Posted Jun 9, 2007 9:02 PM
S.F.9
Group Organizer
Acerra, IT
Post #: 11
Ciao ragazzi,
da ora in poi usate questo thread (discussione) per postare tutte le notizie che reperite in rete e dai giornali. Così evitiamo di aprire una moltitudine di discussioni creando anche un certo "casino" nei Messanges.
Buon lavoro a tutti! smile

Salvatore Fatigati
Posted Jun 10, 2007 10:52 AM
S.F.9
Group Organizer
Acerra, IT
Post #: 14
EMERGENZA RIFIUTI: E� POSSIBILE USCIRNE
Morti, danni all�ambiente, diossina a iosa�di chi � la colpa?
di IOLANDA STELLA CORRADINO

INTERNAPOLI. Immaginate un palazzo costruito male, senza rispettare alcuna regola imposta, dalle norme vigenti, per la suddetta costruzione. Bene. Cosa accadrà al palazzo in questione? Dopo un po' cadrà, o inizierà a presentare crepe. Il perchè di questa metafora apparentemente senza senso � presto spiegato. La Campania, con la sua emergenza rifiuti, è il nostro palazzo costruito male, senza rispettare le norme. Bisognerebbe, sic stantibus rebus, intervenire con chi di dovere per ripristinare l'edificio con le norme vigenti. Per uno strano caso, però, in Campania, nessuno ha mai voluto rispettarle queste norme e la colpa è ricaduta (ma non è del tutto giusto) sulle sole amministrazioni. Siamo ai ferri corti, ormai. Il commissario Bertolaso ha dichiarato il rischio di una epidemia in stile "romanzo manzoniano" per questa estate. Intanto continuano i dubbi, che stranamente non hanno mai risposta: perchè altrove le cose funzionano e in Campania no? Perchè qui la raccolta differenziata non parte? Perchè non vogliono l'inceneritore ad Acerra quando altrove un inceneritore ha risolto tanti problemi? Qualche mese fa sentii parlare padre Alex Zanotelli che sosteneva, anche lui, che l'inceneritore era un modo come un altro per favorire i clan che ci avrebbero di sicuro lucrato. Un'affermazione che lascia basiti. Viene da pensare che allora noi siamo costretti a morirci in questa monnezza�. (Chest' è scem! S.F.9) E c'è chi già ne muore. Ci sarebbe, in realtà un modo per ovviare alla catastrofe. Trasformare i rifiuti, attuare quella che dal punto di vista letterario (mi si perdoni ma è un campo che sento più mio) si chiama "rimotivazione secondaria": riutilizzare un elemento (in questo caso i rifiuti) che non può essere più usato nella sua iniziale funzione e dargli "un senso" nuovo. Padre Alex mi disse che a San Francisco addirittura costruiscono le auto con le carcasse!
Al disastro si rimedia dunque con il maggiore riciclo possibile dei rifiuti differenziati grazie alle aziende che li trasformano. In pari tempo va presa in considerazione - anche a scongiurare ulteriori aggravi alle popolazioni campane, a cominciare da inasprimenti della TARSU - la prospettiva di ripagarsi, in un prossimo futuro, dei danni subiti ad opera di soggetti imposti alla Campania ma che campani non sono. Non è possibile che danni ai singoli soggetti, categorie, comunità, restino non risarciti. Più volte voci diverse hanno gridato "giustizia" e la risposta c'è. A tale esigenza ha corrisposto la giurisprudenza della Corte Suprema culminata nella nota sentenza delle SS. UU. civili 21/2/2002, n. 2515. Tale decisione, con riferimento ai danni provocati dal disastro ambientale dell'ICMESA di Seveso, ha confermato che "in caso di compromissione dell'ambiente a seguito di disastro colposo (artt. 434 e 449 c.p. il danno morale soggettivo - lamentato dai soggetti che abitano e lavorano in detto ambiente e che provino in concreto di aver subito un turbamento psichico (sofferenze e patemi d'animo) di natura transitoria a causa dell'esposizione a sostanze inquinanti e alle conseguenti limitazioni del normale svolgimento della loro vita - è risarcibile autonomamente anche in mancanza di una lesione psico-fisica (danno biologico) o di altro evento produttivo di danno patrimoniale, trattandosi di reato plurioffensivo, che comporta, oltre all'offesa all'ambiente e alla pubblica incolumità, anche l'offesa ai singoli, pregiudicati nella loro sfera individuale, sicchè è sufficiente che la condotta, sia commissiva che omissiva, con l'evento dannoso da essa cagionato, ingeneri pubblica apprensione con restrizioni e limitazioni della libertà di azione e di vita" . E la multinazionale svizzera, proprietaria dell'ICMESA è stata costretta a risarcire tutti. Risarcimenti per un ingente disastro, quindi. Disastro, nel nostro caso già annunciato dall'arsenico reperito dai consulenti del P.M. nei rifiuti della FIBE e comunque conclamato per decreto. Quello che nella prima decade dell�ottobre scorso (9/10/06 n. 263) ha insediato di urgenza il nuovo Commissario, Bertolaso. Il decreto-legge seguiva di qualche settimana il monito del Capo dello Stato, che, traendo spunto da un incidente sul lavoro in cui avevano trovato la morte due operaie, in un comunicato del luglio scorso, "sollecitava il più rigoroso accertamento delle violazioni e una ferma azione anche nei confronti degli organismi preposti a compiti di vigilanza, che non avessero assolto ai loro doveri" con indagini da condurre "anche sul piano giudiziario per stabilire anche le responsabilità pubbliche in materia di rispetto di norme", di modo che, all'occorrenza, andassero sanzionati anche coloro che avrebbero dovuto vigilare, e, per loro colpa, non avessero vigilato a che certe sciagure accadessero. Verrebbero chiamati in causa coloro che non hanno saputo non solo progettare ma vigilare a dovere. E cosa è successo a noi se non una sbagliatissima progettazione, non tempestivamente corretta? La mia ultima domanda era: perchè non vogliono l'inceneritore? Nelle altre regioni, dove pure vengono impiegati i termovalorizzatori "ma di ultima generazione" prima ancora, come la legge impone, si fa la raccolta differenziata, per cui i rifiuti anche fino al 60% vengono recuperati e trasformati da apposite aziende in prodotti di mercato. Il rifiuto diviene risorsa. In queste regioni lo smaltimento mediante incenerimento ha costituito davvero la fase residuale in piena osservanza del principio di cui all'art. 5, comma 1 d.lgs cit.
Salvatore Fatigati
Posted Jun 10, 2007 10:52 AM
S.F.9
Group Organizer
Acerra, IT
Post #: 15
Inceneritori di ultima generazione, smaltimento con inceneritore che costituisce la fase residuale. Ma, dato che in Campania siamo sempre speciali, tutto questo non accade. Ad Acerra volevano (vogliono, non so) installare un inceneritore che è stato progettato più di dieci anni fa e la cui tecnologia base risale ai primi anni �60, quando gli inceneritori sprigionavano diossina a iosa. Insomma è come voler far andare una macchina di F1 con un motore di una vecchia Giulietta. La società dell'Italia settentrionale che, in Campania, si è aggiudicata la gara dello smaltimento, aveva la pretesa di bruciare l'intero quantitativo dei rifiuti prodotti in impianti ciclopici. La pretesa di bruciare tutti i rifiuti senza la raccolta differenziata, con una tecnologia vecchia di oltre trenta anni fu smascherata e bocciata, e fu chiesto al Commissario delegato di accelerare le attività di raccolta differenziata. Ma il Commissario ha proseguito convinto che gli impianti di smaltimento da soli (cdr e termovalorizzatori), senza più neppure le discariche legali ormai saturatesi, risolvessero ogni problema. Non tenendo in tutto questo tempo nella benchè minima considerazione i rilievi e le sollecitazioni della Commissione parlamentare bicamerale di inchiesta sui rifiuti e i reiterati sequestri di tutti e sette gli impianti di cdr disposti dalla Magistratura penale. Il commissariato ci ha lasciati, a conti fatti, amorevolmente scivolare nell�emergenza, che ora diverrà disastro. Ma dato che al peggio non c'è mai fine la raccolta differenziata inizia, ma serve unicamente per l'assunzione a tempo indeterminato di 2316 dipendenti, che, remunerati con oltre tre milioni delle vecchie lire al mese e con una spesa di 55 milioni di euro all'anno, non facevano niente: "al bar spendono tutti i soldi giocando a zecchinetta". (parole di Catenacci). Ora non ci resta che accertare i responsabili, di questo ingente danno causato alla collettività ed ai singoli. La loro individuazione darebbe la possibilità a quanti, danneggiati, intendessero costituirsi parti civili nel procedimento, nonchè a coloro che, dopo la definizione del procedimento medesimo, intendessero mediante azione civile ripagarsi dei danni subiti. "E' davvero paradossale la pretesa di far carico alle popolazioni campane delle spese derivanti dalla catastrofe dei rifiuti. Quasi che tali popolazioni o gli organi da esse democraticamente eletti, non fossero stati espropriati per oltre 13 anni di ogni potere in materia e tali poteri non fossero stati esercitati invece dal Governo nazionale - e, per esso, dal suo Commissario straordinario delegato - e dalla società affidataria del progetto e dei lavori. I soli responsabili del disastro". Così concludo con le parole di Raffaele Raimondi, membro del Bollettino delle Assise di Napoli e del Mezzogiorno.

La gran parte dei dati e delle dichiarazioni virgolettate sono state recuperate dal bollettino dell' Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia.
Angela
Posted Jun 10, 2007 3:33 PM
user 4324697
Acerra, IT
Post #: 2
RIFIUTI: I MISTERI CAMPANI E GLI AFFARI DELLA CAMORRA

Un'inchiesta a firma di Antonio Maria Mira pubblicata sul quotidiano Avvenire di oggi, domenica 10 giugno 2007


Una lunga, interminabile fila di più di duecento camion attende da giorni di scaricare i rifiuti. Vengono da tutta la Campania. Fa caldo, nell'aria c'è una forte odore di putrefazione e dai camion cola liquido nerastro. in un angolo, sotto un albero striminzito, alcuni autisti giocano a carte su un tavolo non si sa come rimediato. «O guaio è grosso», dice uno di loro che attende ormai tra tre giorni. Non ha tutti i torti. E la nostra stessa sensazione al termine di un viaggio nell'emergenza rifiuti, una sorta di 'monnezza tour' tra i luoghi dove sono nate le ecomafie e dove, non è un caso, si è concentrata, quasi infierendo su questo territorio, anche la gestione legale (ma spesso il confine è molto labile...) dei rifiuti in Campania. Ci accompagna nella ricognizione, come una sorta di cicerone della ?monnezza?, Raffaele Del Giudice, educatore di minori a rischio, responsabile di Legambiente per questa zona e, soprattutto, innamorato della sua terra. Siamo a Giugliano, in provincia di Napoll ma al confine con il Casertano, con quell'Agro aversano regno incontrastato dei casalesi, il dan camorrista dalla forte caratterizzazione crinrtinal-hnprenditoriale che ha inventato le ecomafle. Siamo davanti all'impianto di Cdi, il cosiddetto combustibile da rifiuti, uno dei sette della regione gestiti dalla Fibe, la società del gruppo Impregilo che si occupa dell'emergenza rifiuti, al centro anche di alcune inchieste dellamagistratura, in regime di ?prorogatio?. Qui entra ?monnezza? ed escono ecoballe, enormi pacchi da più di una tonnellata che dovrebbero contenere il materiale essiccato e a più alto potere calorico, da bruciare nei termovalorizzatori (il resto dovrebbe essere utilizzato come concime o per recuperi ambientali). Era il progetto nato molti am-ii fa per risolvere l'emergenza, ma rimasto a metà. Perché i termovalorizzatori non si sono fatti (il primo, quello di Acerra, sarà in funzione a ottobre, ma solo al 50%) e quindi le ecob alle si sono accumulate a milioni, I rifiuti continuano ad arrivare negli impianti, vengono linpacchettati e poi amrnucchiati in alcuni siti. Ma qualcosa oggi sta andando storto. «Di sollto si scaricano dieci camion al minuto ? spiega uno degli autisti ? mentre oggi siamo adue ogni 45 minuti». Un mistero. Facciamo il giro attorno al grande impianto e scopriamo il perché. Tutti i piazzali sono letteralmente ricoperti di ecoballe. Così i camion fanno fatica ad entrare e fare manovra e, quindi, serve più tempo per scaricare, inoltre, la presenza delle ecoballe hnpedisce di utilizzare l'avanfossa, lo spazio che può contenere i rifiuti di due giorni di lavorazione. Così la ifia dei camion si allunga e gli autisti sono costretti a passare giorni e notti in mezzo alla strada, senza neanche un bagno. «Raffaè vienece addà ?na mano», dicono riconoscendo il nostro accompagnatore.
Angela
Posted Jun 10, 2007 3:33 PM
user 4324697
Acerra, IT
Post #: 3
Ma c'è anche altro, come ci spiega, Raffaele. «Le porte dell'impianto sono tutte aperte così non possono entrare in funzione gli aspiratori. Limpianto, infatti, deve operare in depressione. invece dentro ci sono troppi rifiuti, si produce biogas e, per evitare esplosioni, si devono tenere le porte aperte. Ma così il Cdr viene male e ci vuole più tempo». Come se non bastasse, il nastro trasportatore che dovrebbe portare la frazione organica allo stabilizzatore è fermo, insomma, c'è la sensazione di un sistema bloccato o, almeno, che va al minimo. Non solo qui. Veniamo a sapere che tutti i sette impianti stanno viaggiando col freno tirato. Il motivo ufficiale è che nella regione non ci sarebbero più luoghi in cui stoccare le ecoballe. Ma non è così. Il posto c'è. Nel nostro tour lo abbiamo accertato. Ma nessuno vista ?,J at i I ?Lii Impianti bloccati senza motivo. E i dan aprono le «loro» cate *** scaricando. E proprio all'inizio del giro che raggiungiamo la località di Taverna del Re, tra i Comuni di Giugliano e Vila Literno (Caserta), dove si trova il più grande, e attualmente unico, sito di stoccaggio delle ecoballe, anclf esso gestito da Fibe. Qui dovrebbero arrivare i ?prodotti' di tutti sette impianti regionali. Ma non non si vede alcun camion. Il sito è enorme, tre mifioni e mezzo di metri quadri, 350 ettari, oltre due milioni di ecoballe arnmucchiate a formare enormi e altissime piramidi. Le più vecchie risalgono a s@i anni fa. Doveva essere uno stocraggio temporaneo. E diventato più che definitivo (ci. voxranno almeno dieci armi per bruciare tutto). Un luogo àsurdo, un concentrato di scelte sconcertanti. Sopra le piramidi, a meno di cinque metri, corre un elettrodotro dell'alta tensione. Le hanno innalzate proprio li sotto. Basterebbe un banale incidente e qui scoppierebbe un incendio dagli esiti drammatici. Ma non basta. Solo le prime piramidi sono ricoperte da un enorme telo nero impermeabile, Quelle più recenti no. Così le ecoballe si sono rapidamente deteriorate, rotte, bucate. Spuntano rifiuti, cola liquido (ma non dovevano essere essiccate?). E alcune piramidi stanno collassando. 11 tutto avviene in un ambiente che più sbagliato non poteva essere. Quei 350 ettari si sono mangiati migliaia di splendidi alberi da frutta: pesche, albicocche, mele, prugne. Questa è terra fertilissima, «Qui germoglierebbe anche il manico di una scopa», scherza Raffaele. E coi frutteti sono stati strappati dalla terra anche decine di contadini, tutti affittuari di proprietari che hanno preferito la ben più ricca offerta della Fibe: si parla di 150 mila euro a moggio (4228 inetti quadri) l'anno per affitti decennali. L'unico che ancora resiste è il solo contadino proprietario. Continua a coltivare in serra le fragole, e accanto l'uva e le pesche, ma ormai è letteralmente circondato dalle imponenti piramidi. Che non si fermano. Proprio oltre la stradina sterrata interpoderale che porta alla casa del contadino, c'è un nuovo cumulo, questa volta a formare un altissimo muro, come la prua di nave, Forse si spera di metterne di più in meno spazio. Ma non sembra molto stabile. Comunque il guaio è fatto e spazio ce n'è ancora tanto. Ci sono piazzole pronte e vuote, altre sono in stato avanzato di lavorazione. I camion scaricano brecciolino e cemento. Ma oggi non arriva nessuna ecoballa. Ed è qui il mistero. Dall'impianto di Cdi non esce nulla perché, versione ufficiale, non c'è posto dove metterle. Ma dove il posto c'è non arriva nulla. Così la fila dei camion si allunga, l'attesa pure. Risultato finale: i rifiuti non si possono raccogliere dalle strade e l'emergenza torna a salire. Mentre ci allontaniamu da Taverna del Re, vediamo arrivare un grossa auto di gran lusso. «Li hanno avvertiti della nostra presenza e ora vengono a controllare», dice Raffaele, che certe facce le conosce bene. Non sarà l'unico incontro ?a rischio? nel resto del tour. Poco dopo, viagaiando verso l'impianto di Cdi Raffae'ì'e avverte. «Ci hanno agganciati,. ma possiamo stare tranquffii». Un auto ci segue e controlla dove andiamo. E olà Perché mentre i camion fanno la Bia, gli impianti non funzionano, i rifiuti si accumulano per strada, la camorra sta già predisponendo siti da ?offrire? per tappare la falla. Vecchie cave dove le ruspe sono al lavoro da alcuni giorni per spianare il terreno e aprire strade di accessrr Come al solito, tra inefficienze, ritardi, proteste e probabilmente anche peggio, loro, i boss, gli affari li tanno sempre. Proprio sulla strada che circonda l'impianto di Cdr si alzano fiamme e denso fumo nero: bruciano rifiuti tossici tra gli scoppi di alcuni contenitori. Sono gli inceneritori della camorra. Questi sì che funzionano, Con tariffe da saldo: 300euro afalù contro un costo legale che supererebbe gli 800. E poi ci si stupisce se dall'emergenza non si esce mai... il fatto A Giugliano è alla paralisi uno dei 7 centri regionali che trasformano la spazzatura in materiale da bruciare nei termovalorizzatori I camion non riescono a scaricare perché i piazzali sono pieni di ecoballe. Manca spazio nei luoghi di stoccaggio, la spiegazione Ma non è vero. E nelle strade tornano ad accumularsi i sacchi I boss sorvegJiano ogni movimento nella zona, mentre preparano alternative fflegali (e pericolose) a prezzo più che dimezzato
Angela
Posted Jun 10, 2007 3:45 PM
user 4324697
Acerra, IT
Post #: 4
Rifiuti: incontro prefettura sullo stato dell'emergenza

Napoli ? Una riunione lunga, intensa e positiva, malgrado la complessità della situazione. Questo il giudizio del presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, del sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo e del presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma, al termine dell' incontro in prefettura a Napoli, per discutere del riacutizzarsi dell'emergenza rifiuti in Campania. Al vertice hanno partecipato, tra gli altri, anche il commissario per l' emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, il capo di gabinetto del ministro dell'Ambiente, Giancarlo Viglione, il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa e l'assessore all'Ambiente della Regione, Vito Nocera. I rappresentanti delle tre istituzioni, regionale e locali, hanno riferito che si è compiuto un esame completo di tutto il programma di lavoro da attuare, sia a breve che nel medio e lungo periodo, sottolineando il clima di sintonia con il ministero dell'Ambiente e con il commissariato per l'emergenza rifiuti in Campania, in un quadro di collaborazione per arrivare ad una soluzione definitiva dell'emergenza rifiuti.

Dalla più profonda indignazione per un eventuale, ennesima presa per il culo da parte di questa gente (termine alquanto signorile) mi viene spontaneo dire:
"Bassolino, Iervolino, Di Palma e Bertolaso.....secondo me si sono incontrati pe' se fa' na partita a scopa!!!"

Salvatore Fatigati
Posted Jun 12, 2007 1:14 AM
S.F.9
Group Organizer
Acerra, IT
Post #: 24
Emergenza Rifiuti: Marletta non e? Papaccioli

Acerra ? Iniziativa di Azione Giovani, movimento giovanile di Alleanza Nazionale, volta ad evidenziare i risultati deludenti dell?Amministrazione Marletta, nella tutela della salute dei cittadini e dell?ambiente.
Con un volantino ?comparativo? i militanti sono scesi in piazza, confrontando gli interventi del Sindaco Papaccioli di Caivano, che nei giorni scorsi ha proceduto a far sequestrare i camion che trasportano rifiuti nel CDR di Pascarola, poiché rilasciavano diverse quantità di percolato sul terreno, con l??impotenza? che Il Sindaco di Acerra Espedito Marletta, ha purtroppo dimostrato più volte, non riuscendo ad impedire lo scarico di tonnellate e tonnellate di rifiuti in località Pantano, nonostante le gravi condizioni ambientali e sanitarie in cui versa il territorio acerrano.
?Abbiamo voluto evidenziare nella maniera più semplice e diretta, come i Sindaci di due cittadine affini per territorio e problematiche, con un approccio diverso, sono riusciti ad ottenere risultati diversi: nel caso del Sindaco Giuseppe Papaccioli, gli obbiettivi primari sono stati raggiunti in maniera celere e concreta; nel caso di Acerra il disastro è sotto gli occhi di tutti?, afferma Ulderico de Laurentiis, dirigente provinciale dei giovani di Alleanza Nazionale? .
Gerardo Bigliardo, Commissario cittadino di AN aggiunge: ?Risulta evidente che Marletta, pienamente inserito nel contesto del centrosinistra campano, dominato da Antonio Bassolino, non è libero di intervenire con la stessa forza, decisione e limpidezza del suo collega di Caivano, che essendo espressione del centrodestra può intervenire direttamente a tutela del suo territorio senza passare sotto la scure Bassoliniana?.

Io aggungerei che Marletta non è nessuno, anzi che non esiste.
Infatti è un po' di tempo che non si fa vedere in giro!
Mi sa che ha paura di acchiappare un paio di pomodori in faccia e non solo!
Che delusione!!!

Salvatore Fatigati
Posted Jun 12, 2007 5:45 PM
S.F.9
Group Organizer
Acerra, IT
Post #: 33
Angela
Posted Jun 12, 2007 6:35 PM
user 4324697
Acerra, IT
Post #: 5
L'emergenza rifiuti in Campania ha una data lontana: 1994.
Il Governo Centrale affidava al Prefetto di Napoli poteri straordinari per fronteggiare la grave situazione della gestione rifiuti che per decenni aveva visto fiorire gli interessi delle ecomafie ed una scellerata e criminale gestione dello smaltimento dei rifiuti con discariche, reali sversatoi di rifiuti pericolosi, tossici nocivi provenienti dalle piú svariate regioni d'Italia.
Nel 1996 ulteriori poteri Commissariali venivano affidati al Presidente della Regione Campania, che avrebbe dovuto predisporre un Piano Complessivo per la gestione integrata dei rifiuti: dalla raccolta allo smaltimento.
Dobbiamo arrivare al 1997 anno nel quale si comincia a delineare le strategia complessiva del Commissariato Emergenza Rifiuti. Sul totale prodotto in Campania di rifiuti, pari a 1.600.000 tonnellate anno, si prevede che un 35% vada nel flusso della Raccolta Differenziata e il rimanente 65 % vada nel flusso per la produzione del CDR e quindi della termovalorizzazione

(quindi il nostro destino era già scritto da 10 anni! I dati si saranno pure modificati ma la sostanza non cambia......se il 35% interessava rifiuti non gravi in quanto destinati alla differenziazione il 65% comunque destinato all'incenerimento è un dato elevatissimo e sempre in crescita......tutti sapevano tutto e abbiamo lasciato che accadesse. Salviamo il salvabile)

A former member
Posted Jun 12, 2007 8:53 PM
Post #: 31
non so se avete letto la notizia ansa di stamattina che poi e stata messa sul forum di napoli ,cmq Prodi Pecoraro SCanio e la turco si sono accordati per costruire altri inceneritori
in 4 provincie della sicilia loro ribadiscono che tutto sara fatto a norma di legge con attenzione per l'ambiente e le dovute precauzioni! mah
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