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Nella sezione video dedicata al progetto, troverete il primo video
SFRUTTAMENTO DEL LAVORO MINORILE
Il fenomeno
Si calcola che siano almeno 218 milioni in tutto il mondo, i minori, di età compresa tra i 5 ed i 17 anni, che lavorano e di questi, 126 milioni (57%) sono impiegati a tempo pieno. La cifra è difficilmente valutabile perché si tratta molto spesso di lavoro sommerso, al di fuori dell?economia ufficiale. Il lavoro minorile non è solo una realtà dei paesi Terzo Mondo, in cui gli strati deboli della popolazione sono costretti a pagare lo scotto più alto per uno sviluppo forzato, ma è anche una realtà dei paesi industrializzati in cui si vanno estendendo le sacche di povertà ed emarginazione.
Il termine ?lavoro ? comprende un insieme molto eterogeneo di attività: da semplice aiuto familiare (lavoro nei campi, raccolta di legno od acqua, accudimento di fratelli più piccoli od anziani) a vere e proprie attività all?esterno della casa (a servizio presso famiglie benestanti, nelle strade, in laboratori artigianali, in fabbriche, piantagioni, cave o miniere, ecc.). Si va inoltre da poche ore lavorative ad un lavoro svolto durante tutto l?arco della giornata (fino a 12 - 14 ore) che può costituire la principale fonte di reddito della famiglia.
Importante perciò è distinguere il lavoro minorile dallo sfruttamento che a volte si svolge in una situazione di vera e propria schiavitù.
Cos?è lo sfruttamento?Nel 1986 il Comitato Esecutivo dell?UNICEF indicò alcuni criteri utili per definire lo sfruttamento. Tra essi abbiamo:
- lavoro a tempo pieno in età troppo giovane;
- troppe ore di lavoro;
- lavoro pericoloso per la salute o che comporta stress fisico o psicologico;
- salario inadeguato;
- lavoro che impedisce di accedere all?istruzione;
- lavoro che mina la dignità e l?autostima dei bambini (es. schiavitù e sfruttamento sessuale).
Lo sfruttamento del lavoro minorile è legato non solo alle condizioni di povertà, ma anche allo sfruttamento economico. Vi sono, infatti, Paesi con reddito molto basso in cui lo sfruttamento del lavoro dei ragazzi e delle ragazze è quasi inesistente ed altri, con l?economia in crescita, in cui questo fenomeno rappresenta una vera piaga. Molto spesso i genitori dei bambini sfruttati sono sottoccupati o disoccupati, alla ricerca di un impiego che permetta loro di mantenere la famiglia; i datori preferiscono assumere i figli, perché avendo scarso potere contrattuale possono essere sottopagati. I ragazzi e le ragazze sfruttate non hanno tempo per il gioco, né, soprattutto, per l?istruzione. Senza una formazione professionale adeguata saranno destinati ad una vita di occupazioni saltuarie e mal pagate. In questo modo si crea un circolo vizioso per cui la povertà causa lo sfruttamento del lavoro minorile, che determina a sua volta nuova povertà.
Il settore più noto in cui i bambini lavorano è quello delle industrie per l?esportazione, tuttavia vi è impiegato solo il 5% dei minori che lavorano. La maggior parte dei minori lavora in settori non legati alla vendita all?estero.
Le conseguenze dello sfruttamento del lavoro minorile
Lo sfruttamento del lavoro minorile ha serie conseguenze non solo sulla salute e sullo sviluppo dei bambini e degli adolescenti, ma anche effetti psicologici che ne possono segnare tutta la vita. La loro vulnerabilità li pone a rischio di incidenti e di malattie professionali più di un adulto che faccia lo stesso lavoro. I minori che lavorano possono essere esposti a prodotti nocivi (es. pesticidi e diserbanti in agricoltura); difficilmente hanno sufficienti conoscenze per maneggiare sostanze pericolose né sufficiente potere contrattuale per rifiutare determinate attività. Inoltre essere costretti a lunghe ore di lavoro ripetitivo causa cali di attenzione che aumentano il rischio di incidenti.
Una percentuale variabile dal 5 al 20% di minori (a seconda del paese considerato) si ammala o si ferisce sul luogo di lavoro. La casistica è ampia e comprende fratture, amputazioni, bruciature, malattie della pelle, diminuzione di vista e udito, malattie respiratorie e gastrointestinali, febbre? e può causare invalidità permanenti. Ogni anno muoiono sul lavoro circa 12.000 minori.
Lo sfruttamento del lavoro minorile può avere anche conseguenze a lungo termine. Infatti alcuni lavori costringono bambini e ragazzi a pose innaturali protratte nel tempo o a prolungati sforzi fisici non adatti alla loro giovane età che interferiscono con un corretto sviluppo fisico. Non di rado i possono essere sottoposti a maltrattamenti sia fisici che psicologici.
Combattere lo sfruttamento del lavoro minorile
Il problema del lavoro minorile è un problema globale, intrinsecamente legato a quello dell?economia familiare e del paese in cui vivono i bambini. Quindi, se da una parte è importante eliminare subito le forme di lavoro minorile più gravi, bisogna tuttavia permettere quelle forme di lavoro minorile in cui le condizioni e gli orari di lavoro non impediscono l?accesso all?istruzione e il tempo libero. Deve essere garantita l?istruzione di base poiché gli sforzi per sottrarre i bambini al lavoro sono destinati a fallire se non sono collegati alla creazione di opportunità educative praticabili. E? poi necessario fornire un adeguato sostegno economico alle famiglie, con progetti che garantiscano posti di lavoro per gli adulti e che permettano di supplire al reddito perduto.
Nel 1992 l?Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo) ha creato un Programma internazionale per l?eliminazione del lavoro minorile (IPEC) che si propone di eliminare gradualmente il lavoro minorile, rafforzando la capacità degli Stati a far fronte al problema e promuovendo un movimento mondiale contro il lavoro minorile.
Molte Organizzazioni Non Governative Internazionali si sono mobilitate per dire no allo sfruttamento dei bambini e hanno dato vita dal 1998 ad un movimento internazionale, la Global March che lotta contro questo fenomeno e cerca di sensibilizzare l?opinione pubblica sul problema.
La maggiore volontà e consapevolezza politica, unita ad interventi concreti, specialmente nella riduzione della povertà e nell?educazione pubblica hanno portato ad sensibile calo del lavoro minorile. Secondo il Rapporto 2006 dell?Ilo il numero di bambini lavoratori è calato dell?11% tra il 2000 e il 2004 (da 246 milioni a 218 milioni) ed anche che il numero di minori costretti in occupazioni pericolose è diminuito del 26%, raggiungendo nel 2004 i 126 milioni, contro i 171 milioni previsti.
Legislazione internazionale
Lo sfruttamento del lavoro minorile è vietato dalla legislazione internazionale che pone dei limiti sia all?età in cui un minore può iniziare a lavorare, sia il tipo di lavoro che può svolgere prima dei 18 anni.
I principali strumenti internazionali sono le convenzioni Ilo tra cui la Convenzione n°138 sull?età minima di assunzione al lavoro del 1973 e la Convenzione sulla proibizione e l?immediata eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile N° 182, del 17 giugno 1999. La convenzione n° 138 stabilisce che nessun minore può iniziare a lavorare ad una età inferiore a quella stabilità per l?obbligo scolastico e comunque non inferiore a 15 anni (14 per i paesi in via di sviluppo) e fissa a 18 l?età per lavori che possano compromettere la salute. La relativa Raccommandazione (n° 146) chiede ai paesi di portare progressivamente l?età minina a 16 anni. La convenzione n°182 chiede invece l?immediata eliminazione di alcune forme estreme di lavoro per i minori di 18 anni, quali il lavoro in ambienti pericolosi per la salute, l?arruolamento nei conflitti, lo sfruttamento sessuale.
Amnesty international
Trasferisco qua la discussione originaria
Natale è vicino, con l'intenzione di darle più rilievo e per segnalarvi che vorrei che la discussione si trasformasse nel
primo progetto del meetup (il nome può essere cambiato.
Leggendo la discussione e i documenti proposti si scopre che la maggior parte dei giocattoli venduti in Italia sono prodotti in Cina sfruttando manovalanza minorile.
Una premessa importante :non vogliamo spingere multinazionali, gruppi industriali, aziende nazionali ad annullare gli ordini e i contratti con i fornitori Cinesi, ma pretendere, attraverso il controllo di produttori e intermediari, il miglioramento sostanziale delle condizioni di lavoro e un giusto trattamento economico degli operai oggi vessati.Al momento sono stati proposti alcuni siti :
-
Bambini-operai in Cina-
Cina, lo sfruttamento all'ombra di Paperino-
Bambini per finta-
Pinocchio imparò presto che il Paese dei Balocchi non era proprio come Lucignolo lo dipingeva-
Mani Tese verso l'infanzia-
McDonald?s accusata di sfruttamento lavoro minorile in Cina-
Lo sfruttamento del lavoro minorile-
graduatoria dei giochiClanity184 (che ha acceso la discussione "Natale è vicino") ha messo a disposizione del meetup alcuni
dossier che attraverso una serie di articoli ci descrivono lo stato di sfruttamento dei bambini (sono dei file PDF, serve
acrobat reader o un altro lettore pdf):
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Dossier bambini-
La vera storia dei giocattoli-
Fabbriche e bambiniA che fine? 1) sensibilizzare tutti, genitori e bambini in particolare, su questa realtà. Come?
- con un documento indirizzato agli adulti, ai bambini, alle aziende che producono in Cina.
Come ben spiegato nella bozza di lettera da inviare alle aziende, l'intento ultimo non è quello spingere multinazionali, gruppi industriali, aziende nazionali ad annullare gli ordini e i contratti con i fornitori Cinesi, ma di pretendere, attraverso il controllo di produttori e intermediari, il miglioramento sostanziale delle condizioni di lavoro e un giusto trattamento economico degli operai oggi vessati.
- con uno o più video, che potremo diffondere su youtube. Si potrebbe creare un semplice documentario che visualizza foto o video, con un narratore che legge il testo dei tre dossier.
- oppure un video "ruvido", una sorta di rappresentazione teatrale delle storie raccontate nel quale gli attori sono proprio i bambini.
- organizzando un concorso nelle scuole elementari, per stimolare i bambini (e i docenti) a riflettere sull'argomento creando una recita. E il premio? Beh potremo organizzare un'incontro a tema in qualche teatro/cinema/salone nel quale invitare qualche personaggio informato sui fatti, presentare e discutere i dossier, e in quell'occasione permettere alle scuole vincitrici di far recitare i bambini.
2) Dal momento che lo sfruttamento va' contro la
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, possiamo promuoverla e chiedere che l?istruzione sui diritti umani sia resa disponibile a tutti, bambini e adulti.
Esempi di video (su youtube, pero' questi mi sembra che siano
a pagamento)
http://www.youthforhu...3) Puntare a una
petizione per chiedere alle aziende che producono i giochi in Cina di esigere (in Cina) il miglioramento sostanziale delle condizioni di lavoro e un giusto trattamento economico. Come? sfruttando siti come petition.com oppure mettendo a disposizione qua sul meetup una lettera da compilare e inviare alle aziende.
Per la diffusione, come notato nella discussione, potremmo coinvolgere l'intera rete dei meetup, l'unica nostra vera forza, nell'opera di diffusione e di arricchimento dei contenuti e presentare il lavoro al blog di Grillo chiedendo un palcoscenico per la petizione.
Le idee possono essere 100mila! Ora iniziamo a contarci. Si tratta di un progetto, è richiesta la massima serietà. Che ne dite?
O meglio, chi vuole partecipare attivamente?