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CENTRALE A BIOMASSE di Villa Guardia
[url=http://meetupcomo361.blogspot.com]> > Relazione del 29/02 + volantino[/url]

Paolo Z.
Posted Mar 30, 2008 5:16 PM
galgoog
Group Organizer
Como, IT
Post #: 763
Ciao, grazie per l'intervento. Non vorrei sembrare banale, visto che mi limito spesso a fare dei copia-e-incolla di links e documenti, ma ritengo che riportare delle risposte chiare e autorevoli contribuisca alla discussione.



Diossina
Parola che fa paura. Io in tutti gli studi che ho letto. Nelle prescrizioni. Nei casi osservati. Non ho trovato nulla sull?argomento. Certo se parliamo di inceneritori in generale la diossina è un problema. Ma noi stiamo parlando di un impianto che brucia un certo tipo di materiale ad una certa temperatura, non di inceneritori in generale. Nel nostro impianto il problema non esiste. Comunque se qualcuno ha qualche notizia diversa sono il primo ad essere contento che venga approfondito il tema.
Questa risposta del dott. Montanari calza a pennello:
http://www.stefanomon...
[...]Bene, occorre sapere che ogni combustione produce inquinanti. E tanti. Per chi vuole informazioni, il Politecnico di Zurigo organizza ogni anno un congresso di livello mondiale sull?argomento, ma basta una normale laurea in chimica o anche solo un diploma per saperlo. Così, non bisogna illudersi: i vegetali bruciati inquinano eccome. Quando si entra nell?argomento biomasse, a riprova degli aspetti su cui si preferisce glissare, si dice che, bruciando, una pianta produce tanta anidride carbonica quanta ne produrrebbe comunque con il suo solo esistere. D?accordo. Però il problema non sta lì. Intanto bisogna sapere che ogni volta che si brucia qualcosa di organico in presenza di cloro, un elemento pressoché ubiquo, si produce la più insidiosa delle diossine, quella con quattro atomi di cloro nella molecola. Ma oltre alla diossina, la temperatura e l?ossidazione di una miriade di sostanze solo parzialmente conosciute costruiscono tutta una serie lunghissima d?inquinanti. Tanto per fare un esempio che credo sia di facile comprensione, è noto come il tabacco (una solanacea come la patata) contenga quasi 4.000 sostanze di cui si ha contezza, e di queste qualche centinaio sicuramente tossiche. Non esiste nessun motivo scientifico che possa escludere presenze analoghe in ciò che si brucia promuovendolo come innocuo. Il tabacco stesso, comunque, con i propri scarti di lavorazione rientra nella classificazione di biomassa. Poi, restando nel mio campo, si producono quantità rilevanti di micro e nanoparticelle inorganiche che originano dal contenuto appunto inorganico della pianta stessa, un contenuto tutt?altro che irrilevante e fortissimamente dipendente dal terreno in cui la pianta è cresciuta. Va, poi, tenuto conto del fatto che anche i vegetali cosiddetti vergini subiscono l?inquinamento superficiale di ciò che sta più o meno sospeso nell?atmosfera ?normale?, e questo passa di conseguenza nella combustione in maniera più o meno trasformata. Di quel particolato (non commento l?ovvia ingenuità dell?autore delle esternazioni che crede che questo particolato possa essere ?abbattuto?) non si è tenuto conto nel ragionamento fatto e questo è ormai in contrasto stridente con la scienza medica moderna. Al proposito esiste un?amplissima letteratura e la Comunità Europea, tra le altre istituzioni, vi dedica parecchie risorse. Si tenga presente, in aggiunta, che la stessa Comunità Europea ha da tempo recepito il cosiddetto principio di precauzione e, se non vogliamo essere i soliti arroganti fuorilegge, dobbiamo dimostrare che ciò che esce da questi impianti non fa male. In mancanza di una dimostrazione, niente centrali. È la legge. L?energia, allora? Sì, è vero: oggi il fotovoltaico è arretrato. A questo punto, bisogna ancora una volta tener conto di un fatto fisico inoppugnabile. Quando si vuole attribuire energia ad un sistema, l?energia va presa da fuori, a pena di restare per forza di cose a secco. Il sole è, che lo si voglia o no, in pratica l?unica fonte d?energia esterna di cui disponiamo e di energia ce ne dà a iosa, più o meno due cavalli vapore per metro quadro di pianeta ogni secondo, cioè intorno ad un miliardo di volte più di quanta ne usiamo e ne sprechiamo noi. Dunque, invece di andare a caccia di farfalle e d?imbarcarci in imprese improbabili e deleterie se non altro dal punto di vista della salute, è meglio che ci rimbocchiamo le maniche, indirizziamo la ricerca in una direzione utile a tutti e non fatta per circoli sulla cui onestà non giocherei un centesimo, e cerchiamo di acchiappare quel miliardesimo del tesoro che ci serve.[continua]





Biomassa
Per biomassa si possano intendere molte cose oltre al cippato, è vero. Ma noi useremo biomassa legnosa vergine, non ci sono dubbi: l?autorizzazione è per quello e la macchina è per quello.

Rifiuti
Certo non basta cambiare la ragione sociale della società per mettersi a bruciare rifiuti. Servono una serie di combinazioni che mi paiono davvero impossibili:
1. Volontà della società: difficile credere che in una società fatta da 20% comune + 38% mondo agricolo (che ha come principale scopo la fornitura del materiale) si voti a favore dell?abbandono del progetto di risanamento del territorio che sta alla base dell?iniziativa (+ 42% privati che hanno perso ormai 3 anni di tempo per mettere insieme la filiera legno-energia non credo proprio per dismetterla a breve)
2. Volontà politica: intreccio di competenze di provincia+regione+comune: il piano provinciale dei rifiuti non prevede nuovi termovalorizzatori in provincia (per quel che so si fa fatica a trovare un sito per il trattamento dell?umido!). Anche volendo si avvierebbe un processo politico-burocratico lungo e complesso e in cui il comune giocherebbe comunque un ruolo. Il progetto andrebbe affrontato a livello provinciale sotto molti aspetti: energia + rifiuti + territorio
3. Impedimenti tecnici: la centrale andrebbe comunque completamente rifatta!

Affermi che non basta cambiare la ragione sociale della società per mettersi a bruciare rifiuti. Servono una serie di combinazioni davvero impossibili. OK, ora concentriamoci per qualche istante su questo aspetto, ovvero sul cambio di combustibile (da biomasse a CDR, o rifiuti).
Paolo Z.
Posted Mar 30, 2008 5:16 PM
galgoog
Group Organizer
Como, IT
Post #: 764
Qualche caso:
http://www.ilmenante....
A Cutro, la centrale a biomasse, da alimentarsi originariamente con materiali legnosi, per mancanza di materia prima (ne occorrono migliaia di tonnellate) sta bruciando di tutto. Nell'impianto Eta, verrà bruciato il Cdr (combustibile da rifiuti) prodotto negli impianti di selezione rsu e valorizzazione della raccolta differenziata di Lamezia Terme e Catanzaro. La centrale termoelettrica a biomasse di Cutro, quindi, diventa termovalizzatore.

http://www.tuteladell...
08/02/2001 Cutro. Apre il cantiere dell'impianto a biomasse di Marcegaglie
09/02/2002 Cutro. Tutti i dubbi sui biocombustibili
06/06/2004 Inaugurata la centrale di Cutro. Steno Marcegaglia ha tagliato ieri il nastro all'impianto che produrrà energia elettrica da biomasse
01/09/2004 Consiglio di Stato 5333/2004: Rifiuti non pericolosi recuperabili come fonti di energia con le procedure semplificate
14/09/2004 La provincia della monnezza. Cutro, la centrale biomasse diventa termovalorizzatore
24/09/2004 Alla centrale Eta di Cutro anche il Cdr da fuori regione
30/09/2004 I commenti sull'utilizzo del CDR nella centrale di Cutro
07/10/2004 Cutro / Blitz ambientalista in Consiglio comunale in protesta contro il termovalorizzatore
12/10/2004 Centrale biomasse Cutro: per ora non si brucia Cdr
21/10/2004 Centrali e biomasse: risorse energetiche o flagelli ambientali?
05/11/2004 Cutro. il gruppo di lavoro sul Cdr ha visitato l'impianto termoelettrico. Consegnato un dossier sulle tecnologie utilizzate.
07/12/2004 Sull'utilizzo dei Cdr alla centrale Eta non tutti la pensano allo stesso modo
30/09/2005 Cutro. In arrivo il combustibile da rifiuti negli impianti di Eta. Controlli della Provincia. Presto le analisi sul cdr da bruciare




http://www.ilmenante....
Anche a Scarlino c'è preoccupazione per il futuro della centrale elettrica a biomasse. L'impianto che sembra abbia bruciato solo legname e sfalci di potatura sta cambiando proprietà. L'industriale Leonardo Marseglia, interessato all'acquisto dell'impianto, in una intervista apparsa su La Nazione il 21 giugno 2006 ha dichiarato: ??Può essere una linea per bruciare Cdr o qualsiasi altra cosa che si ritenga utile e che può salvaguardare l'occupazione?? Una dichiarazione che la dice lunga sulla versatilità di questo tipo di impianti.
Non a caso, le popolazioni interessate da questo tipo di attività non dormono sonni tranquilli.
Nessuno vorrebbe, come è anche accaduto ai cittadini di Cutro, trovare scritto un bel giorno a caratteri cubitali: ?La provincia della mondezza. Cutro, la centrale biomasse diventa termovalorizzatore?.

http://www.olambienta...
http://www.vivitelese...
CENTRALE A BIOMASSA ANCHE A STIGLIANO
di Antonio Bavusi
[Comitato Lucano per il Controllo delle Scelte Energetiche]
Quello che maggiormente preoccupa è che la centrale potrebbe funzionare, in base alle normative nazionali, utilizzando il CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti) usufruendo tra l?altro delle agevolazioni previste in base al decreto legislativo n.387/2003 e dei certificati verdi. Con la recente Deliberazione n. 2208 del 4.11.2005, la Regione ha inoltre proposto la modifica del Piano Energetico Regionale considerando ? è scritto nella delibera ? ?che la mancata utilizzazione dei rifiuti solidi urbani o del CDR, come biomassa negli impianti di produzione di energia elettrica prevista dal P.E.R. è in contrapposizione con il Piano Regionale di smaltimento dei rifiuti, con le leggi nazionali e comunitarie, nonché con le politiche di incentivazione dell?uso di tali fonti di energia di cui al D.lgs. 37/2003?.

Insomma, con un colpo di spugna, la Regione asseconda il mercato privato dell?energia, cancella i divieti all?utilizzo del CDR previsti dal P.E.R., prevedendo così che in impianti di produzione elettrica da ?biomassa? possano essere smaltiti Rifiuti urbani e C.D.R.

Le vicende che ho segnalato sono tra quelle che mi rendono perplesso di fronte alla centrale che volete costruire. Le tue affermazioni (ricordo a tutti che Massimo è il vicesindaco di Villa Guardia) sono ovviamente da considerare come una ulteriore garanzia sul fatto che la centrale brucerà solo ed esclusivamente quello che ci ha indicato. Però come ho già fatto notare in precedenza le amministrazioni cambiano, e anche la proprietà della centrale potrebbe un domani cambiare. Come avete letto, anche le leggi regionali cambiano. Cambia tutto.

Richiedo : potete garantirci che verrà bruciata sempre e solo biomassa vergine?






Le utenze sono poche
A settimana scorsa le utenze (non famiglie!) con contratto erano più di 150. Appena riesco vi do un numero preciso sia in termini di utenza sia di famiglie. (Non sono ancora comprese le utenze pubbliche e non abbiamo ancora contattato le utenze commerciali) E vi mando anche un confronto sui dati di partenza di iniziative simili.
Poi ognuno è libero di pensare come crede. Basta però almeno che parliamo della stessa cosa.
OK





Ancora per Maurizio: rispetto al fatto che la centrale punti anche su altre fonti mi pare di poter dire che una delle cose belle del progetto è che ha messo in moto una serie di competenze e di volontà che può benissimo essere attenta anche ad altro. Ma se si approfondisce come vogliamo usare la risorsa legno si apprezza il fatto che è bene puntare davvero tanto sulla cura del territorio. Anche se per quanto possibile continueremo a occuparci anche di solare (un paio di idee le abbiamo).
Immagino che ti stia riferendo alla cura dei boschi; siamo sicuri che non debbano essere semplicemente puliti? Mi fermo qua.


E poi i comuni della Provincia sono 165?
http://it.wikipedia.o...
Effettivamente..... un elenco dei 162 comuni della provincia di Como.


Io sono sempre disponibile anche ad incontrarci di nuovo.
Ciao a tutti
Parliamone! Secondo me è il caso che troviamo (mi rivolgo ai coorganizzatori) una o piu' persone autorevoli con completenze nel settore, giusto per avere una consulenza che ci permetta di esporre le nostre considerazioni con maggiore sicurezza, ovvero con la garanzia indiscutibile di argomentare in modo corretto.



La regione Liguria ha definito chiaramente che la biomassa, da utilizzare a scopi energetici, deve provenire da zone situate entro 200 km di raggio con alcune eccezioni. La delibera costituisce un precedente di rilievo anche per tutte le altre regioni italiane.
http://www.energoclub...
Se dovessi considerare le centrali a biomasse una buona alternativa, direi che questa è sicuramente una delibera importante. Dovrebbero però essere definite anche delle regole per vincolare le centrali che vengono costruite a non cambiare tipo di combustibile.


Alla prossima
Paolo
maurizio vallebona
Posted Apr 1, 2008 11:53 AM
user 4772443
Como, IT
Post #: 21
visto che il clima della discussione continua a sembrarmi sereno
continuo anche io..

io non credo che il volantino non sia costruttivo.

il volantino suggerisce degli spunti di riflessione senza demonizzare nessuno.

lo scopo non e quello d fare una 'caccia alle streghe' ma se possibile di creare una sempre amggiore attenzione sulla centrale, che in onesta non sipuo negare che in questo momento come concetto
e assimilabile al concetto generale di "male minore"

in particolare l'attenzione posta nello studio del reperimento delle biuomasse spero
sia assolutamente ben fatto e non ottimistico. in quanto che cominciare a scaldare i lkpentolone per poi accorgersi di non avere le 'verdure' da metterci dentro e sempre uno spreco tremendo.

solo un cieco non puo ammetere che una attivita fatta LOCALMENTE e ben gestita sicuramente comporterà degli aspetti positivi in tutta l'operazione.

diamo pero che "dall'altra parte" e assolutamente necessaria una costANTE E VIGILE ATTENZIONE"
sul caldaione, su cio che ci viene buttato dentro e su come viene usata l'energia.

vada se che se devo scegliere tra avere una centrale nucleare sotto casa o un impianto a biomassa
optp per il caldaione, ma se cominci a bruciare rifiuti... non posso negare che mi alterebbe un po il sistema digestivo...
Scu'
Posted Apr 15, 2008 3:00 AM
user 6476646
Como, IT
Post #: 34
tranquilli il grande Silvio ci ha promesso il Nuke a gogo, quindi ci aspettano anni di investimenti in nucleare che non si farà e una spinta decisiva verso il carbone (si sa che si porta dietro anche una buona quota di cdr), la biomassa di Villaguardia in confronto sarà aria pura.

Ah bè l'eolico ha già detto che lo bandirà in modo assoluto, ma nel mondo delle Fer si trema per i possibili risvolti sugli incentivi anche per il fotovoltaico. Daltronde ha scritto l'introduzione al libro del prof. Battaglia, dev'essere una chicca ma non intendo regalare dei soldi a questo personaggio quindi aspetto di riuscire a leggerlo a scrocco prima o poi, anche se temo mi costerà una mezza gastrite e dopo oggi forse è il caso di regalare un pò di pace allo stomaco.
Sabina_Barca
Posted May 9, 2008 12:21 AM
user 4914666
Como, IT
Post #: 151
Oggi è tempo di risvegliare questo post con un articolo della dotoressa Patrizia Gentilini
vi chiedo di leggere attentamente.
E' importante conoscere gli esiti di STUDI medici oltre frontiera a dimostrazione che non sono eresie di isolati studiosi italiani.
è tutto ben documentato in questo linck

si continua con le FIRME!

Vorrei far notare che tutto questo è accuratamente NON DIVULGATO!

à la prochaine fois
Scu'
Posted May 9, 2008 2:15 PM
user 6476646
Como, IT
Post #: 35
Continui nel confondere biomassa e rsu, la grande stufa NON E' UN INCENERITORE.
Non puoi portare a sostegno della tua tesi contro una centrale a biomassa un documento che parla di incenerimento, nel testo non esistono nemmeno in parti secondarie le parole biomassa, legna, biocombustibili, cippato...
Paolo Z.
Posted May 9, 2008 6:59 PM
galgoog
Group Organizer
Como, IT
Post #: 878
ciao, ...effettivamente il link proposto è di un articolo che parla del solo incenerimento dei rifiuti solidi urbani, che sono tutt'altra cosa rispetto a cippato & co. Penso pero' che l'articolo sia stato proposto con una chiave di lettura diversa, ovvero informativa.

Paolo
Sabina_Barca
Posted May 10, 2008 2:45 PM
user 4914666
Como, IT
Post #: 152
Grazie Paolo,

Cmq è un inceneritore a biomassa ... che per ora si propone l'incenerimento di legna ... gli esempi di conversione da biomassa ad altro (considerati impossibili) in Italia si consumano ...
una domanda signor Arch. lesotutte ... TU che ruolo hai nello staff della "grande stufa"?

Provincia di oggi ... rifiuti come carburante ...

Ti andrebbe di firmare la mia petizione popolare contro la grande stufa? wink

e che ne dici del termine TERMOVALORIZZATORE che mi valorizza?

INCENERIRE: ridurre in cenere; bruciare ...
Scu'
Posted May 11, 2008 2:55 AM
user 6476646
Como, IT
Post #: 38
è incredibile come pensandola in modo differente rispetto ad altri si trovino un sacco di lavori... esco da una ridente carriera in ferrovia come dirigente per infilarmi in una stufa....laughing
Peccato che nella realtà rimango ai miei cari edifici...

L'uso comune del termine incenerire lo sappiamo tutti qual'è, non stiamo a prenderci per il culo sui termini se no anche tu sali su un inceneritore e ci viaggi tutti i giorni....
da oggi proporrò questo nuvo sinonimo di auto, inceneritore mobile a benzina/gasolio...

chiamare una centrale a biomassa inceneritore a legna è sbagliato tanto quanto chiamare un inceneritore termovalorizzatore


Non credo nella produzione centralizzata dell'energia perchè
-in un futuro se si vuole puntare sulle fonti rinnovabili la biomassa enetrerà sicuramente a svolgere un ruolo importante nella produzione affiancandosi a sole, vento e idro.
-una visione etica del problema impone che ogni comunità si faccia carico della sua quota parte di produzione energetica con annessi problemi di inquinamento, non è possibile per tutti evitare la centrale sotto casa e qualcuno si cucca sempre l'inquinamento degli altri con il modello centralizzato (pensi mai quando accendi una luce che qualcuno respira l'inquinamento per la tua lampada?)
-un impianto di piccola taglia offre la possibilità di sfruttare la componente termica potendosi collocare nei pressi dell'utilizzatore e un'impianto in cogenerazione se ben progettato permette quindi di non dover bruciare (o se preferisci incenerire) altro combustibile per produrre calore, inoltre la quantità di calore che in un impianto tradizionale non viene sfruttata va smaltita con spreco energetico o con un notevole impatto amientale per il riscaldamento di fiumi o altro.

Credo nella cogenerazione da biomassa di piccola taglia perchè
-un impianto a biomassa di piccola taglia troverà più facilmente in loco il combustibile, soprattutto in una zona come la nostra dove le zone boschive sono comunque molto presenti, a tutto vantaggio della filiera corta, anzi, ultra corta, abbattendo il costo ambientale ed energetico del trasporto del combustibile
-la biomassa (nonostante i tuoi calcoli sui consumi dei macchinari per la cippatura) ha un costo di raccolta, trattamento e trasporto (sempre nel'ipotesi della filiera corta) assolutamente non paragonabile al costo energetico dell'estrazione trattamento e trasporto da una parte all'altra del pianeta di qualsiasi altro combustibile fossile (anche se ci sarebbe da considerare altri costi di questo tipo di combustibile, come le guerre, il costo umano dello sfruttamento nelle miniere...), soprattutto se la biomassa proviene da silvicoltura e non da coltura energetica intensiva.
-il bilancio del carbonio della biomassa è nullo a differenza di altro combustibile fossile.
-la raccolta di biomassa da silvicoltura non può far altro che bene ai nostri boschi, che da quando non si prende più la legna da ardere sono in condizioni pessime, a tutto vantaggio della prevenzione incendi, dell'assetto idrogeologico, della fruibilità del bosco.
-la necessità di garantirsi il combustibile per un liungo lasso di tempo impedisce il disboscamento e favorisce anzi il rimboschimento di altre aree garantendo un valore economico oltre che ambientale al bosco.


Per questi motivi dico che si può ragionare su questo progetto anche se servirebbero più dati e delle garanzie
Mi piacerebbe vedere gli studi fatti sul patrimonio boschivo, le quantità di biomassa prelevabile ogni anno da ogni zona, se e dove sono previsti rimboschimenti, dove sono i boschi da tutelare maggiormente, dove vi è una maggiore libertà di intervento, qual'è la percentuale di biomassa coltivata, che tipo di coltivazione, perchè una coltura energetica invece che una a scopo alimentare.

Mi piacerebbe avere a disposizione un paragone tra varie tecnologie di produzione energetica quali sono le emissioni per produrre un kw, quanta energia viene spesa per procacciarsi il combustibile per produrre quel kw, l'energia grigia degli impianti....
Finche non vedrò un paragone di questo tipo serio, continuerò a pensare che una centrale da biomassa in cogenerazione e con filiera corta, può essere una via meno impattante della produzione media attuale e della maggior parte delle ipotesi di produzione da istallare.

Potreste sempre proporre al comune di rinunciare al progetto impegnandovi ad istallare una potenza termica ed elettrica solare pari a quella della stufa...
Paolo Z.
Posted May 11, 2008 12:14 PM
galgoog
Group Organizer
Como, IT
Post #: 883
Ciao Scu, inizio a proporti questa lettura

Università di Trieste
Confronto tra fotovoltaico e biomassa sulla fattibilità energetica su larga scala
http://www.aspoitalia...

Biomassa e fotovoltaico possono essere considerati due forme di sfruttamento dell'energia solare.
Di conseguenza, si tratta di due metodi concorrenti sull'impiego della superficie esposta al sole. In
questo ambito ci si chiede quale delle due tecnologie sia più vantaggiosa nella produzione di
energia elettrica, se confrontate riguardo alla fattibilità su larga scala. La base comune dell'analisi
sarà il m2 di terreno impiegato e si calcolerà la quantità di energia elettrica ricavabile con le
tecnologie a disposizione. I conti che verranno mostrati serviranno solamente per capire l'ordine di
grandezza della sfruttabilità delle risorse in ottica globale, e non una dettagliata analisi di fattibilità.



Per quanto riguarda i dati che hai evidenziato, se ben ricordo il comune è ben disposto a farceli visionare, ma tu saresti in grado di interpretrarli?


-un impianto a biomassa di piccola taglia troverà più facilmente in loco il combustibile, soprattutto in una zona come la nostra dove le zone boschive sono comunque molto presenti, a tutto vantaggio della filiera corta, anzi, ultra corta, abbattendo il costo ambientale ed energetico del trasporto del combustibile
Qua come dicevi, serve il piano energetico per verificare.

-la biomassa (nonostante i tuoi calcoli sui consumi dei macchinari per la cippatura) ha un costo di raccolta, trattamento e trasporto (sempre nel'ipotesi della filiera corta) assolutamente non paragonabile al costo energetico dell'estrazione trattamento e trasporto da una parte all'altra del pianeta di qualsiasi altro combustibile fossile (anche se ci sarebbe da considerare altri costi di questo tipo di combustibile, come le guerre, il costo umano dello sfruttamento nelle miniere...), soprattutto se la biomassa proviene da silvicoltura e non da coltura energetica intensiva.
Su questo non si discute, ma solo con le premesse che hai fatto prima (raccolta in loco)


-il bilancio del carbonio della biomassa è nullo a differenza di altro combustibile fossile.
Su questo punto si sta abusando : bruciando la legna si compensa la co2 che le piante assorbono... non è una autorizzazione/incentivo a bruciare legna.


-la raccolta di biomassa da silvicoltura non può far altro che bene ai nostri boschi, che da quando non si prende più la legna da ardere sono in condizioni pessime, a tutto vantaggio della prevenzione incendi, dell'assetto idrogeologico, della fruibilità del bosco.
Sono convinto che per i nostri boschi basterebbe la normale cura, ovvero la pulizia dai rifiuti. I boschi ci sono sempre stati, sanno il fatto loro. Non penso che la pulitura del sottobosco possa giovare al bosco : il sottobosco fa parte del bosco e nel sottobosco ci vivono alcune specie animali. Pensa a una lepre o volpe che scappa in un bosco pulito!!
Mi pare che il comune di Villa Guardia abbia già promosso delle campagne di tutela/pulizia dei boschi. Villa Guardia si impegna concretamente per quanto riguarda la salvaguardia dell'ambiente : per questo io vedo questa necessità della centrale come un "volere a tutti i costi far cassa"... ma è una impressione personale (e comunque un progetto incentivato dai famosi CIP6, senza di questi non penso che si sarebe mai parlato della centrale e della cura dei boschi presumibilmente annessa).


-la necessità di garantirsi il combustibile per un lungo lasso di tempo impedisce il disboscamento e favorisce anzi il rimboschimento di altre aree garantendo un valore economico oltre che ambientale al bosco.
Direi che favorisce piuttosto lo sfruttamento massiccio e spero non incontrollato del territorio per produrre legna da cippare.


Ben vengano osservazioni di qualsiasi tipo, non possono fare che bene

.
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