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DDL n.772 "Lanzillotta - riforma dei servizi pubblici locali"

Message Board › DDL n.772 "Lanzillotta - riforma dei servizi pubblici locali"

Giuseppe Carpentie...
matierno
Salerno, IT
2,038th Post

Audizione della Rete del Nuovo Municipio presso la Prima Commissione del Senato - Affari
Costituzionali su Disegno di Legge n.772 "Lanzillotta - riforma dei servizi pubblici locali"

L'audizione si è svolta dalle 15.00 alle 16.30 circa di giovedì1 febbraio 2007 ed è stata presieduta
dai Senatori Bianco e Calvi, con la presenza del Sottosegretario Colonnella.
Sono state ascoltate ed erano presenti le seguenti Associazioni delle quali riportiamo sinteticamente
proposte e riflessioni:
Adiconsum/Landi:
- proprietà della reti di carattere pubblico;
- affidamento/gestione: è sbagliato "privilegiare il privato"o discriminare forme di gestione che
devono dare comunque più qualità del servizio; l?affidamento deve avvenire attraverso gara,
bisogna togliere l'eccezione dell'affidamento diretto, prevedere norme che escludano società
collegate ai soci, immettere elementi di qualità del servizio nei bandi di gara;
- autorità indipendente, unica, nazionale con articolazioni territoriali;
- Consiglio di Indirizzo e Sorveglianza (con EELL/utenti);
- indicare durata massima affidamento(5 anni);
- tariffe.
Adoc/Zilli
Adusbef/De Vita:
- d'accordo sulle liberalizzazioni
Altroconsumo/Castronovi:
- presenta una indagine svolta su 6 città e sui loro servizi
Arnm/Rete del Nuovo Municipio (E. Cruccolini, R. Bianchi, M. Gelmini)
- ribadisce la necessità di una gestione pubblica dei beni comuni;
- rinvia agli interventi di altri soggetti (Attac e Contratto mondiale per l'acqua) sia l'illustrazione
dell'inchiesta sui servizi pubblici realizzata insieme (di cui sono state consegnate copie del libro) sia
l'illustrazione della proposta di legge di iniziativa popolare sull'acqua.
La ARNM ha incentrato l?intervento su 3 punti:
- necessità di lasciare libertà di scelta agli Enti Locali nella gestione dei servizi
- prevedere gestione in house, aziende speciali, consorzi superando la limitazione prevista nel
disegno di legge solo attraverso gestione diretta (anacronistica e non realizzabile nella realtà dei
nostri servizi)
- partecipazione dei cittadini-utenti (Consigli di Sorveglianza, ecc.)
La ARNM ha ribadito ovviamente la propria contrarietà alla liberalizzazione e privatizzazione dei
servizi pubblici e si è impegnata a fornire un proprio documento sull?argomento.
Attac/Bersani (presenti anche Lovera e Giorlando)
- presenta i risultati dell'inchiesta/bilancio dopo 15 anni di privatizzazioni
- propone di definire i beni comuni di interesse generale (utilizzare definizioni esistenti, ad esempio
L.146/sciopero) che non possono essere messi sul mercato;
- espone l'iniziativa di raccolta firme sul testo di legge di iniziativa popolare per l'acqua pubblica
- propone di superare il concetto delle Spa
- rilancia il pubblico contrapposto al "segreto"
Comitato Italiano per il Contratto Mondiale per l'Acqua/Lembo
- espone la tematica relativa ai beni comuni, e si dice d'accordo con la richiesta di ARNM sul fatto
che i comuni siano liberi di decidere sulla gestione dei servizi;
- si sofferma sull'esclusione del servizio idrico dagli effetti del decreto e propone la sospensione dei
provvedimenti di privatizzazione dell'acqua che si stanno concretizzando in questi giorni (es.
Sicilia,....)
Federconsumatori/Veroli
- sono state realizzate ?non liberalizzazioni ma privatizzazioni" dei servizi
Casa del Consumatore
Lega Consumatori-Utenti(Acli)
- ripropone il Consiglio di Sorveglianza
Vi sono poi altri interventi.
Il Presidente Calvi ringrazia gli intervenuti e ribadisce l'iter della discussione sul provvedimento che
è attualmente sottoposto alla discussione generale, (anche con le audizioni, che proseguono dopo di
noi) sarà emendato ed andrà in aula.
In conclusione riteniamo utile questa prima esperienza e ribadiamo la necessità ora di dettagliare
meglio le osservazioni della ARNM in un documento specifico (recuperando gli approfondimenti
sviluppati, le esperienze fatte, i nostri pronunciamenti a partire dall?assemblea di Milano).
La delegazione dell'ARNM
Eros Cruccolini, Presidente del Consiglio Comunale di Firenze
Rosanna Bianchi, Segreteria Presidenza del Consiglio Comunale di Firenze
Marco Gelmini, Vicepresidente dell?Associazione Rete del Nuovo Municipio

Queste sono le proposte avanzate dalle associazioni. Guardate bene che questo DDL è importante, poichè si discute di beni pubblici e loro gestione. La nostra Costituzione vieta la privatizzazione dei beni pubblici. Un esempio per tutti, l'acqua. Ma se si tenta di mettere in discussione cosa sia un bene un pubblico, allora siamo messi male. Un Ente pubblico, può e deve gestire un bene pubblico, ma bisogna vietare la commercializzazione per profitti privati. Proprio come accade adesso con s.p.a. partecipate.
In uno Stato dove si privilegiano le persone giuridiche, può esistere una vera democrazia?
Che rapporto è quello dove un Governo parla solo con le persone giuridiche?
Perchè si è scelto questo sistema? Il cittadino per far sentire la sua voce deve neccessariamente farsi rappresentare, o da un'associazione, o da un partito, perchè questo è il sistema vigente in Italia. Esistono sistemi diversi? La risposta è si.

Edited by Giuseppe Carpentieri on Feb 5, 2007 at 5:28 PM

Giuseppe Carpentie...
matierno
Salerno, IT
2,052nd Post

SENATO DELLA REPUBBLICA
???? XV LEGISLATURA ????
N. 772
DISEGNO DI LEGGE

presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri
(PRODI)

dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali
(LANZILLOTTA)

e dal Ministro dello sviluppo economico
(BERSANI)

di concerto col Ministro dell?interno
(AMATO)

col Ministro delle infrastrutture
(DI PIETRO)

e col Ministro per le politiche europee
(BONINO)

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 7 LUGLIO 2006
????
Delega al Governo per il riordino dei servizi pubblici locali
????
collegamento al Senato
introduzione, relazione
Onorevoli Senatori. ? Alla fine degli anni Novanta era stato finalmente avviato un processo di riforma dei servizi pubblici locali, volto ad accrescere l?efficacia dei servizi nel soddisfare i bisogni dei cittadini e ad aumentarne l?efficienza, così da ridurre i costi per le comunità locali. I passaggi fondamentali, che si inserivano in un più generale processo di riforma della regolazione nei settori dei servizi di pubblica utilità, erano costituiti dalle riforme del trasporto pubblico locale, del settore elettrico e del gas naturale, nonché dall?introduzione di incentivi per le trasformazioni delle aziende speciali in Spa, puntando a sviluppare la distinzione di ruoli tra ente locale, che programma e regola il servizio, e azienda, che lo deve gestire su base imprenditoriale, aprendo a forme di concorrenza «nel» mercato e «per» il mercato (affidamento a gara).

Art. 1.

(Finalità e ambito di applicazione)

1. La presente legge provvede al riordino della normativa nazionale che disciplina l?affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali, al fine di favorire la più ampia diffusione dei princìpi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale di rilevanza economica in ambito locale, nonché di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell?articolo 117, secondo comma, lettere e) ed m), della Costituzione, assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i princìpi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione.

2. Costituisce funzione fondamentale di comuni, province e città metropolitane individuare, per quanto non già stabilito dalla legge, le attività di interesse generale il cui svolgimento è necessario al fine di assicurare la soddisfazione dei bisogni degli appartenenti alla popolazione locale, in condizioni di generale accessibilità fisica ed economica, di continuità e non discriminazione e ai migliori livelli di qualità e sicurezza, ferma la competenza della regione quando si tratti di attività da svolgere unitariamente a dimensione regionale.
3. Le finalità pubbliche proprie delle attività di cui ai commi l e 2 sono perseguite, ove possibile, attraverso misure di regolazione, nel rispetto dei princìpi di concorrenza e di sussidiarietà orizzontale. Gli interventi pubblici regolativi pongono all?autonomia imprenditoriale e alla libertà di concorrenza delle imprese i soli limiti necessari al perseguimento degli interessi generali, nel rispetto del principio di proporzionalità.
4. Qualora siano imposti alle imprese obblighi di servizio pubblico che impediscano la copertura integrale dei costi e l?utile d?impresa, devono essere previste le necessarie misure compensative.

Edited by Giuseppe Carpentieri on Feb 5, 2007 at 5:34 PM

Giuseppe Carpentie...
matierno
Salerno, IT
2,051st Post

(Delega per la riforma dei servizi
pubblici locali)

1. Per le finalità di cui all?articolo 1, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi in materia di servizi pubblici locali, anche, ove occorra, modificando l?articolo 113 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) prevedere che l?affidamento delle nuove gestioni ed il rinnovo delle gestioni in essere dei servizi pubblici locali di rilevanza economica debba avvenire mediante procedure competitive ad evidenza pubblica di scelta del gestore, nel rispetto della disciplina dell?Unione europea in materia di appalti pubblici e di servizi pubblici, fatta salva la proprietà pubblica delle reti e degli altri beni pubblici strumentali all?esercizio, nonché la gestione pubblica delle risorse e dei servizi idrici;

b) consentire eccezionalmente l?affidamento a società a capitale interamente pubblico, partecipata dall?ente locale, che abbia i requisiti richiesti dall?ordinamento comunitario per l?affidamento in house;
c) consentire eccezionalmente l?affidamento diretto a società a partecipazione mista pubblica e privata, ove ciò reso necessario da particolari situazioni di mercato, secondo modalità di selezione e di partecipazione dei soci pubblici e privati direttamente connesse alla gestione ed allo sviluppo degli specifici servizi pubblici locali oggetto dell?affidamento, ferma restando la scelta dei soci privati mediante procedure competitive e la previsione di norme e clausole volte ad assicurare un efficace controllo pubblico della gestione del servizio e ad evitare possibili conflitti di interesse;
d) prevedere che l?ente locale debba adeguatamente motivare le ragioni che, alla stregua di una valutazione ponderata, impongono di ricorrere alle modalità di affidamento di cui alle lettere b) e c), anziché alla modalità di cui alla lettera a), e che debba adottare e pubblicare secondo modalità idonee il programma volto al superamento, entro un periodo di tempo definito, della situazione che osta al ricorso a procedure ad evidenza pubblica, comunicando periodicamente i risultati raggiunti a tale fine. In particolare, prescrivere che per giungere alla constatazione della necessità di gestione diretta sia adottata una previa analisi di mercato, soggetta a verifica da parte delle Autorità nazionali di regolazione dei servizi di pubblica utilità competenti per settore, ovvero, ove non costituite, dall?Autorità garante della concorrenza e del mercato, ove si dimostri l?inadeguatezza dell?offerta privata. Le società di capitali cui sia attribuita la gestione ai sensi della lettera b) non possono svolgere, nè in via diretta, nè partecipando a gare, servizi o attività per altri enti pubblici o privati;
e) escludere la possibilità di acquisire la gestione di servizi diversi o in ambiti territoriali diversi da quello di appartenenza, per i soggetti titolari della gestione di servizi pubblici locali non affidati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nonché per le imprese partecipate da enti locali, affidatarie della gestione di servizi pubblici locali, qualora usufruiscano di forme di finanziamento pubblico diretto o indiretto, fatta eccezione per il ristoro degli oneri connessi all?assolvimento degli obblighi di servizio pubblico derivanti dalla gestione di servizi affidati secondo procedure ad evidenza pubblica, ove evidenziati da sistemi certificati di separazione contabile e gestionale;
f) individuare le modalità atte a favorire la massima razionalizzazione ed economicità dei servizi pubblici locali, purché in conformità alla disciplina adottata ai sensi del presente articolo, anche mediante la gestione integrata di servizi diversi e l?estensione territoriale della gestione del medesimo servizio;
g) armonizzare la nuova disciplina e quella di settore applicabile ai diversi servizi pubblici locali, individuando in modo univoco le nome applicabili in via generale per l?affidamento di tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica ed apportando le necessarie modifiche alla vigente normativa di settore in materia di rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas, nonché in materia di acqua, fermo restando quanto previsto dalla lettera a);
h) disciplinare la fase transitoria, ai fini del progressivo allineamento delle gestioni in essere alla normativa adottata ai sensi delle lettere precedenti, prevedendo, se necessario, tempi e modi diversi per la progressiva applicazione della normativa così risultante a ciascun settore;
i) prevedere che gli affidamenti diretti in essere debbano cessare alla scadenza, con esclusione di ogni proroga o rinnovo;
l) consentire ai soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali di concorrere, fino al 31 dicembre 2011, all?affidamento, mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica, dello specifico servizio già affidato;
m) limitare, secondo criteri di proporzionalità, sussidiarietà orizzontale e di razionalità economica del denegato ricorso al mercato i casi di gestione in regime d?esclusiva dei servizi pubblici locali, liberalizzando le altre attività economiche di prestazione di servizi di interesse generale in ambito locale compatibili con le garanzie di universalità ed accessibilità del servizio pubblico locale affidato ai sensi delle lettere precedenti.

2. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui al comma 1, il Governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive nel rispetto degli stessi princìpi e criteri direttivi.

Giuseppe Carpentie...
matierno
Salerno, IT
2,185th Post

PROGETTO DI RICERCA NAZIONALE
?SERVIZI PUBBLICI E PARTECIPAZIONE
DEMOCRATICA?
a cura di
ATTAC ITALIA

1. Premessa
L?Associazione Attac Italia è parte della rete internazionale di Attac
(Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie e di Aiuto ai
Cittadini) nata in Francia nel 1998.
Attac Italia, che conta 2.000 iscritti costituitisi in 52 Comitati Locali, si
autodefinisce ?movimento di autoeducazione orientata all?azione? e
concentra la propria attività sull?analisi, la comprensione e la critica del
modello economico neoliberista e del cosiddetto ?pensiero unico del
mercato?, al fine di promuovere, a livello globale come a livello locale, una
nuova cultura dei diritti dei cittadini fondata sulla consapevolezza e sulla
partecipazione.
In questa direzione, Attac Italia ha promosso nel 2002 una proposta di
legge d?iniziativa popolare per l?istituzione della Tobin Tax, una tassa sulle
transazioni valutarie, attualmente in discussione in Parlamento.
Il progetto di ricerca nazionale ?SERVIZI PUBBLICI E PARTECIPAZIONE
DEMOCRATICA? si colloca all?interno di una più generale campagna verso
una nuova idea di economia pubblica partecipativa che Attac Italia sta
conducendo da due anni sul territorio nazionale, attraverso seminari,
convegni, iniziative territoriali di sensibilizzazione e di mobilitazione,
pubblicazioni, avvalendosi in questo anche di un apposito Consiglio
Scientifico.
2. Contesto globale del progetto
I servizi pubblici sono un elemento importante della società perché
costituiscono uno strumento essenziale per la solidarietà sociale, per la
redistribuzione della ricchezza, per l?esercizio dei diritti di cittadinanza.
A partire dall?inizio degli anni ?80, con l?affermarsi del modello economico
neoliberista, è iniziata un?offensiva sistematica contro i servizi pubblici:
l?economia è divenuta l?unica chiave di lettura delle relazioni sociali, e
poiché ubbidisce esclusivamente alla logica individuale di mercato,
quest?ultimo è diventato l?unico regolatore sociale.
Da più parti i servizi pubblici sono sotto attacco:
a) a livello globale, attraverso il Gats (Accordo Generale sul Commercio
dei Servizi), sottoscritto dai paesi membri del WTO (Organizzazione
Mondiale del Commercio). L?accordo, che vedrà un decisivo passaggio nel prossimo round del WTO nel dicembre 2005 ad Hong Hong, prevede
la completa liberalizzazione dei servizi, con l?apertura agli investimenti
privati e alla concorrenza di 160 settori, fra i quali l?acqua, l?energia, i
trasporti, l?istruzione, la sanità;
b) a livello europeo, attraverso le politiche di deregulation dei settori di
pubblica utilità promosse da vari Trattati (Maastricht, Amsterdam,
Cardiff) e da numerose Direttive (ultima in ordine di tempo la Direttiva
Bolkestein, in corso di approvazione);
c) a livello nazionale e locale con le normative in direzione della
liberalizzazione (a volte persino più ?privatizzatici? rispetto a quanto
chiesto dall? Unione Europea ) e con l?avanzamento dei processi di
privatizzazione portati avanti da Regioni ed Enti Locali, insieme al
deterioramento dei servizi pubblici, privati di fondi e sottoposti ad
orchestrate campagne di stampa, tese ad evidenziarne le inefficienze e
le incapacità.

Giuseppe Carpentie...
matierno
Salerno, IT
2,517th Post

Edited by Giuseppe Carpentieri on Apr 25, 2007 at 4:59 PM

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