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acqua bene comune? acqua diritto inalienabile? Riferimenti normativi

Message Board › acqua bene comune? acqua diritto inalienabile? Riferimenti normativi

Giuseppe Carpentie...
matierno
Salerno, IT
2,223rd Post

Giuseppe Carpentie...
matierno
Salerno, IT
2,302nd Post

dal Programma Partecipativo --> STOP alle aziende municipalizzate s.p.a. ----> ci vogliono le public company

dal blog di Grillo

stiamo attenti, molto attenti DDL n.772 "Lanzillotta - riforma dei servizi pubblici locali", qui parla di tutti iservizi pubblici

Giuseppe Carpentie...
matierno
Salerno, IT
2,622nd Post

Giuseppe Carpentie...
matierno
Salerno, IT
2,623rd Post

nel documento del file pdf troverete scritto:
il demanio necessario include quei beni che essendo idonei a soddisfare un interesse di cui è esclusiva titolarità la collettività nazionale, non possono appartenere ad altri che allo Stato e di conseguenza sono sempre demaniali

poi nel demanio accidentale ricadono gli acquedotti

quindi sancendo questo diritto c'è da chiedersi, come mai nell'ultimo decennio all'interno delle società municipalizzate vi siano partecipazioni private?
Come mai queste partecipazioni fanno fare profitti a pochi soggetti concessionari?
Perché le società, tramite concessioni pubbliche, sono diventate s.p.a.?
Quale ragione c'era di far fare soldi ad un ridotto numero di persone, quelle dei c.d.a.?
Tutto ciò è in palese contraddizione con la nostra Costituzione, infatti:

In relazione alla loro funzione pubblica, i beni demaniali sono sottoposti ad un particolare regime giuridico, che li pone fuori commercio, essi sono inalienabili e imprescrittibili: non se ne può acquistare la proprietà a nessun titolo, nemmeno per usucapione.
I beni demaniali sono infruttiferi: non procurano entrate, se non occasionalmente, quando siano dati per concessione..


avete capito bene occasionalmente, e come mai le società che gestiscono gli acquedotti pubblici sono diventate s.p.a.? Garantendosi attraverso un diritto inalienabile come l'acqua entrate costanti, 365 giorni l'anno.
Perché nessun avvocato, nessun cittadino ha fatto ricorso ai Tribunali? Perché?

mauro aurigi
mauroaurigi
Siena, IT
252nd Post

nel documento del file pdf troverete scritto:
il demanio necessario include quei beni che essendo idonei a soddisfare un interesse di cui è esclusiva titolarità la collettività nazionale, non possono appartenere ad altri che allo Stato e di conseguenza sono sempre demaniali

poi nel demanio accidentale ricadono gli acquedotti

quindi sancendo questo diritto c'è da chiedersi, come mai nell'ultimo decennio all'interno delle società municipalizzate vi siano partecipazioni private?
Come mai queste partecipazioni fanno fare profitti a pochi soggetti concessionari?
Perché le società, tramite concessioni pubbliche, sono diventate s.p.a.?
Quale ragione c'era di far fare soldi ad un ridotto numero di persone, quelle dei c.d.a.?
Tutto ciò è in palese contraddizione con la nostra Costituzione, infatti:

In relazione alla loro funzione pubblica, i beni demaniali sono sottoposti ad un particolare regime giuridico, che li pone fuori commercio, essi sono inalienabili e imprescrittibili: non se ne può acquistare la proprietà a nessun titolo, nemmeno per usucapione.
I beni demaniali sono infruttiferi: non procurano entrate, se non occasionalmente, quando siano dati per concessione..


avete capito bene occasionalmente, e come mai le società che gestiscono gli acquedotti pubblici sono diventate s.p.a.? Garantendosi attraverso un diritto inalienabile come l'acqua entrate costanti, 365 giorni l'anno.
Perché nessun avvocato, nessun cittadino ha fatto ricorso ai Tribunali? Perché?

Bel lavoro Giuseppe! Andrebbe però approfondita una cosa: può darsi che siano state privatizzate le gestioni degli acquedotti, non le strutture materiali che devono essere rimaste pubbliche. In questo caso si dovrebbe vedere a chi fanno carico le spese strutturali (riparazioni, ampliamenti della rete ecc.). Non escluderei del tutto che facciano carico al proprietario: così i costi a carico di tutti e i ricavi in tasca a pochi. E una storia vecchia come il cucco.....

Giuseppe Carpentie...
matierno
Salerno, IT
2,624th Post

Bel lavoro Giuseppe! Andrebbe però approfondita una cosa: può darsi che siano state privatizzate le gestioni degli acquedotti, non le strutture materiali che devono essere rimaste pubbliche. In questo caso si dovrebbe vedere a chi fanno carico le spese strutturali (riparazioni, ampliamenti della rete ecc.). Non escluderei del tutto che facciano carico al proprietario: così i costi a carico di tutti e i ricavi in tasca a pochi. E una storia vecchia come il cucco.....

ti ringrazio tanto Mauro, ma non ho alcun merito, mi girano solo un pò le p...e poiché non studio diritto, cioè ad architettura si fa un pò di diritto amministrativo, ma non certo come gli avvocati, che dovrebbero conoscere il diritto costituzionale e la Costituzione come gli uccelli che cantano, invece mi tocca ricercare e capire...

ed inoltre vi invito a dare un'occhiata ad un disegno di legge, che ha la delega al Governo, ddl 772

anche se si tratta di gestione privata, ed in realtà credo che in ogni caso è sempre pubblica, ad esempio a Salerno la società è di proprietà pubblica al 51% ed al 49% privata, proprio al limite. La cosa fuori legge dovrebbe essere
1. Trattasi Salerno Sistemi idrici s.p.a. (mappa del potere Salerno): quindi prima si bada al profitto degli azionisti e dei manager, ma che cavolo c'entra con costi di gestione dell'acquedotto?
2. al 49% privata, e non è proprio possibile
per questo principio:
I beni demaniali sono infruttiferi: non procurano entrate, se non occasionalmente, quando siano dati per concessione..
l'esempio calzante è la concessione pubblica delle spiagge, i lidi privati traggono un profitto occasionale in cambio della tassa, dell'ordine e della pulizia, e traggono appunto un profitto occasionale poiché al mare ci vai da giugno a settembre, e può anche scegliere di andare alla spiaggia libera.
Invece come può Salerno sistemi s.p.a. di proprietà del Comune
1.pagare una tassa, che fa paga a se stesso il Comune?
2.trarre profitto occasionale, quando l'acqua per vivere dobbiamo berne almeno 2 litri al giorno?

Allora la situazione è così, o i libri che ho letto raccontano balle, oppure la Costituzione è carta straccia

da tutta questa vicenda si potrebbe pensare che i cittadini di Salerno hanno pagato, per un certo periodo, gli stipendi dei calciatori del Siena Calcio (no so se il Siena è ancora di De Luca) della famiglia De Luca, la stessa a cui fa capo la società DE LUCA Group Italy S.p.A. che controlla la -->Dipiudì Ambiente s.p.a. con sede in Roma gestrice la 49% della Salerno Sistemi s.p.a.

Edited by Giuseppe Carpentieri on May 7, 2007 at 8:24 PM

Giuseppe Carpentie...
matierno
Salerno, IT
2,632nd Post

ecco un esempio di furbate ed intoppi...

Il Gruppo HERA ha fra i suoi scopi statutari la gestione del Servizio idrico integrato (SII) costituito, ai sensi della legge 36/94 "Galli", dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Attualmente la gestione del SII, o di sue parti, viene svolta da HERA, direttamente o tramite Società partecipate, in 128 Comuni dell'Emilia Romagna, della Toscana e delle Marche. Il Gruppo gestisce inoltre molti sistemi di drenaggio urbano (fognature bianche) non compresi nel Servizio idrico integrato.

ricordandoci che:
I beni demaniali sono infruttiferi: non procurano entrate, se non occasionalmente, quando siano dati per concessione..

com'è stato possibile che un acquedotto costruito con soldi pubblici, un bene accidentale demaniale, sia stato non venduto, credo, ma dato in gestione ad HERA s.p.a., che bada al profitto ed ai dividenti dei suoi manager.
La cosa a mio avviso, nella mia inesperienza, ma l'italiano lo capisco ancora, ecco com'è possibile far gestire un bene demaniale ad una società s.p.a.? privata o pubblica che sia, ed HERA è gestita dai comuni, ecco il c.d.a. Viene meno il concetto di tutela del diritto del bene pubblico, questo è palese, esso passa in secondo piano. Cioè questi con la furbata della gestione vorrebbero darcela a bere a noi. Allora i cittadini devono chiedere TUTTI, che i beni demaniali siano gestiti, primo da società pubbliche, secondo devono essere pubblic company e terzo no profit.

Come viene nominato il c.d.a. di Hera:
I meccanismi di nomina del Consiglio di Amministrazione sono contenuti nell'articolo 17 dello statuto e prevede che:

* Il Comune di Bologna ha diritto di nominare: 4 Membri
* La Provincia di Bologna ha diritto di nominare per conto di altri 47 Comuni: 1 Membro
* Con.Ami ha diritto di nominare: 1 Membro
* Il Comune di Ravenna ha diritto di nominare per conto di altri 11 Comuni: 1 Membro
* Il Comune di Forlì ha diritto di nominare: 1 Membro
* Il Comune di Rimini ha diritto di nominare per conto di altri 26 Comuni: 1 Membro
* Il Comune di Cesena ha diritto di nominare per conto di altri 25 Comuni: 1 Membro
* Il Comune di Ferrara ha diritto di nominare per conto di altri 10 comuni: 1 Membro
* Il Comune di Modena ha diritto di nominare per conto di altri 30 Comuni: 3 Membri
* Gli investitori privati hanno diritto di nominare: 4 Membri

quindi buona parte è di nomina pubblica, ed una parte è privata, ad ogni modo questo c.d.a. è una spesa inutile

Edited by Giuseppe Carpentieri on May 7, 2007 at 8:47 PM

Giuseppe Carpentie...
matierno
Salerno, IT
2,633rd Post

I soci fondatori di Hera sono stati 139 Comuni delle province di Bologna, Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena, dislocati da Bologna fino al mare Adriatico. Le società confluite in Hera sono state Amf (Faenza), Ami (Imola), Amia (Rimini), Amir (Rimini), Area (Ravenna), Asc (Cesenatico), Geat (Riccione), Seabo (Bologna), Sis (S.Giovanni in Marignano), Taularia (Imola), Team (Lugo) e Unica (Forlì-Cesena).

Le date significative della creazione del Gruppo Hera:

* 22 maggio 2002: Accordo tra i soci (Definizione delle macrostrutture organizzative di gruppo, Definizione del ruolo delle principali strutture - Holding e Società Operative -)
* 1 novembre 2002: Costituzione di Hera S.p.A. e articolazione del Gruppo Hera
* 26 giugno 2003: Quotazione in borsa
* 7 ottobre 2003: Acquisizione del 42% di Agea Ferrara
* 6 luglio 2004: Acquisto del 100% di Centro Ecologia Ambiente
* 1 gennaio 2005: Nascita di Hera Ferrara s.r.l.
* 27 dicembre 2005: Fusione di Meta Spa di Modena
* 1 gennaio 2006: Nascita di Hera Modena s.r.l.
* 13 marzo 2006: Acquisto della rete di distribuzione elettrica nella provincia di Modena
* 13 marzo 2006: Fusione con Geat Distribuzione Gas di Riccione
* 8 agosto 2006: acquisto del 46,5% di SAT, multiutility di Sassuolo
* 27 luglio 2006: Acquisto fino al 49,79% di Aspes, multi-utility di Pesaro

Giuseppe Carpentie...
matierno
Salerno, IT
2,638th Post

Allora riassumendo tutta la vicenda e leggendo Costituzione, codice civile, legge Galli

la questione dell'acqua dovrebbe essere così:

L'interesse pubblico scambiato con l'interesse privato

l'acqua è un bene naturale, essa è un diritto inalienabile tutelato dalla Costituzione e nessuno può togliercela. Essa è un bene demaniale dello Stato, così come è un bene, demaniale dello Stato, l'acquedotto.
Sia l'acqua che l'acquedotto sono dello Stato.
La legge Galli consente ed ha consentito la creazione delle ATO, dei Consorzi di Bacini e delle società che tramite concessione pubblica (no concorso, quindi privilegi) data dagli Enti locali Regioni, Province e Comuni possono gestire gli acquedotti

Legge Galli
art.9. Disciplina della gestione del servizio idrico integrato
1.I comuni e le province di ciascun ambito territoriale ottimale di cui all'articolo 8, entro il termine
perentorio di sei mesi dalla delimitazione dell'ambito medesimo, organizzano il servizio idrico
integrato, come definito dall'articolo 4, comma 1, lettera f), al fine di garantirne la gestione secondo criteri di efficienza, di efficacia e di economicità.

4. Al fine di salvaguardare le forme e le capacità gestionali degli organismi esistenti che
rispondono a criteri di efficienza, di efficacia e di economicità, i comuni e le province possono
provvedere alla gestione integrata del servizio idrico anche con una pluralità di soggetti e di forme
tra quelle di cui al comma 2. In tal caso, i comuni e le province individuano il soggetto che svolge il
compito di coordinamento del servizio ed adottano ogni altra misura di organizzazione e di
integrazione delle funzioni fra la pluralità di soggetti gestori.


Quindi ecco dove dovrebbe essere l'incongruenza col diritto e con la Costituzione:

una pluralità di soggetti e di forme

questo non deve accadere e non è possibile, poiché se si consentono le pluralità di forme, riferite alle società, si consente anche ad una società s.p.a. di gestire tramite concessioni pubbliche l'acquedotto pubblico contraddicendo la legge stessa che fissa gli indirizzi:

al fine di garantirne la gestione secondo criteri di efficienza, di efficacia e di economicità

l'economicità non è garantita con una società di profitti. Anzi è garantito lo spreco. Fino a pochi anni fa i dipendenti pubblici andavano bene ed adesso non più? La scelta della società di profitti è chiaramente antieconomica, creare malcostume, conflitti d'interesse e forse finanziamenti illeciti verso i partiti. Il Sindaco che ha il potere di nominare il dirigente, chiaramente nomina l'amico. Il consiglio di amministrazione ha il potere di gestione e decide i propri stipendi come meglio crede. Tutto grazie a concessioni pubbliche. Allora la domande è: quanti soldi, provenienti dagli stipendi, tornano all'amico Sindaco, e/o al partito del Sindaco?
Questo sistema ha creato il consenso politico, forse il finanziamento dei partiti, e degli amici. Tutto in palese contraddizione della legge stessa, e della Costituzione.

Apriti cielo se poi andiamo a vedere la qualità del servizio, cioè il livello di potabilità da garantire agli utenti.
Insomma la gestione privata è disastrosa poiché l'interesse del profitto prevale sull'interesse dell'utente, e quindi la soluzione è creare una public company.

Differenza fondamentale fra società s.p.a./s.r.l. e public company.
Nelle s.p.a./s.r.l. i capi, ed il potere sono del Presidente e di tutto il consiglio di amministrazione (oligarchia ed interesse privato), invece nella public company i capi e il potere sono di tutti gli utenti (democrazia ed interesse pubblico) che pagano le bollette ed eleggono il loro c.d.a.
In questo modo viene garantita economicità ed efficienza, poiché gli utenti (interesse pubblico) hanno come interesse primario che l'acqua sia sempre potabile al 100% (no al 53-54%), che l'acquedotto non abbia sprechi e perdite, e che le bollette siano tenute basse.
In questa maniera si elimina il conflitto d'interessi fra il Sindaco che nomina il dirigente (secondo quali meriti?) e la società che fa profitti tramite concessioni (no concorso, no meritocrazia, no libero mercato).

Edited by Giuseppe Carpentieri on May 9, 2007 at 7:35 PM

Giuseppe Carpentie...
matierno
Salerno, IT
2,650th Post

Con l'introduzione delle public company gestrici dei beni pubblici si ha il massimo della tutela possibile degli interessi pubblici. Una comunità, la cittadinanza, gli utilizzatori del bene hanno tutto l'interesse di garantirne l'integrità e l'efficienza. Invece una normale società di profitti come una s.r.l. o s.p.a. gestite da un gruppo di pochi (oligarchia) ha come primo obiettivo tutelare l'interesse dei pochi. L'interesse dei pochi non coincide con l'interesse dei tanti, cioè della comunità. I profitti derivanti di una s.r.l. vanno spartiti a pochi, invece i profitti di una pubblic company possono essere spartiti da tutti, o possono essere investiti nelle comunità.
Si chiama azionariato diffuso, cioè allargare il diritto di partecipazione, di proprietà e di concorrere al processo decisionale della società, di solito ristretto solo a pochi azionisti del Consiglio di Amministrazione.
Il grande nemico delle public company sono i partiti, e gli attuali amministratori locali che hanno il potere di controllo sulle nomine, e sulla creazione e chiusura di società concessionarie di beni pubblici. Essi hanno il potere di creare "finte" (zoppe) public company e quindi se essi non cedono questo potere al popolo, titolare della sovranità ci saranno grossi ostacoli, a meno che non si trovi un forza politica illuminata.

Edited by Giuseppe Carpentieri on May 9, 2007 at 8:04 PM

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