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Sostenibilità e Decrescita Message Board › Un Piano Strategico per smantellare tutti gli impianti di incenerimento di r
| Peppe Carpentieri | |
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Proposta: prima bozza giovedì 04/10/07
1.Un Piano Strategico per smantellare tutti gli impianti di incenerimento di rifiuti presenti nella Regione Emilia Romagna. Per una Regione a Rifiuti Zero, esistono le alternative all'incenerimento e vanno perseguite 1.1 Alcuni principi di pianificazione strategica: Impostando il lavoro col metodo della pianificazione strategica riusciremo a dare un risposta generale ad un "problema" specifico: i rifiuti. Dal forum Sostenibilità e Decrescita (http://beppegrillo.me... 1. Le decisioni sarebbero di migliore qualità se si sapesse che cosa si cerca di fare, se gli obiettivi dell'azione fossero ben fissati, e le risorse destinate al raggiungimento di un obiettivo fossero raccolte insieme. 2. Le decisioni sarebbero di migliore qualità se si disponesse di informazioni su come le risorse vengono attualmente impiegate, per i principali obiettivi in essere, sui modi nei quali gli obiettivi sono perseguiti, il tipo di persone che ne sono i beneficiari, e così via. 3. Le decisioni sarebbero di qualità migliore se si valutasse l?efficacia dei programmi in corso. 4. Le decisioni sarebbero migliori se si potesse considerare ed analizzare modi alternativi di raggiungere gli obiettivi. 5. E' ragionevole avere un programma per il futuro e decidere che cosa fare nei prossimi anni; ed è ugualmente ragionevole decidere quali mutamenti ed interventi immediati (legislativi, regolamentari, finanziari) sono necessari per andare verso la direzione desiderata. 6. E' bene essere "sistematici" circa le decisioni: cioè seguire una esplicita procedura per rivedere i piani a lungo termine alla luce di nuove informazioni, valutazioni ed analisi, e di trasferire i mutamenti dei piani nelle conseguenze legislative e di bilancio.
Il Comitato Cittadinanza Attiva Ambiente Legalità ed i forum Amici di Beppe Grillo intendono promuovere un coordinamento regionale fra cittadini, associazioni, esperti e forze politiche col fine di redigere un Piano che preveda: 1. la corretta informazione a tutti sul tema in oggetto, 2. il controllo delle istituzioni e l'azione legale nel caso si riscontrino illeciti e reati, 3. l'elaborazione di un Piano Regionale che adotti la filosofia del Piano Rifiuti Zero. 1.2 Informazioni utili Il giorno 24/09/07 presso l'ordine dei Medici di Arezzo si è svolto un importante Workshop sulla Valutazione dell'Impatto sulla Salute (VIS) promosso dall'ISDE. Ecco alcune informazioni pervenute dall'incontro: Informazioni fornite dal prof. Gianni Tamino, docente Bioetica Uni Padova, Premessa sui principi del diritto ambientale europeo 1) PREVENZIONE Quando sono noti gli effetti nocivi di una tecnologia o di una sostanza occorre adottare tutte le misure per prevenire tali effetti sull'ambiente e sulla popolazione 2) PRECAUZIONE
Informazioni fornite dalla dott.ssa Patrizia Gentilini, oncoematologa, membro ISDE, 5 LUGLIO 2007 La Corte di Giustizia dell'UE condanna lo Stato Italiano per la mancata VIA alla terza linea dell'inceneritore ASM di Brescia. non ritenendo evidentemente di nessun valore una procedura di VIA espletata ad impianto già autorizzato e già funzionante! Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse 25 ottobre 2000 "La gestione illecita riguarda una quota considerevole dei rifiuti prodotti ogni anno in Italia:.. una quota superiore al 30% - che tradotto in termini numerici equivale a 35 milioni di tonnellate ( soprattutto speciali) sono smaltiti in maniera illecita o criminale ogni anno" Forli, data 28.08.2007, orario 12:55. ''Biodenaro'', smaltimento illecito di rifiuti. OPERAZIONE LUCIGNOLO- oltre 500 mila tonnellate di rifiuti, fittiziamente declassificati o illecitamente miscelati con altre tipologie di rifiuti, che venivano, poi, smaltiti in discariche non autorizzate dell'Emilia Romagna quando ( ..il governo e la classe dirigente medica e scientifica?) dicono che qualcosa è sicuro e buono per te, ciò che questo significa veramente è che è sicuro o buono per loro. A loro non importa quello che succede a te (?) Se c'è qualcuno che proteggerà la tua vita e sicurezza, quel qualcuno non potrai essere che tu. Irwin Bross Edited by Peppe Carpentieri on Oct 8, 2007 4:59 PM |
| Peppe Carpentieri | |
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Altre info:
Malauguratamente non esiste alcun tipo di filtro industriale capace di bloccare il particolato da 2,5 micron o inferiore a questo, ma, in base alle leggi vigenti, questo ha ben poca importanza: "il termovalorizzatore" produce pochissimo PM10 (la legge sugli inceneritori prescrive ancora la ricerca delle cosiddette polveri totali ed è, perciò, ancora più arretrata) e la quantità enorme di micro-particolato non rientra nella valutazioni: per cui, a norma di legge l'aria è pulita. Stefano Montanari direttore scientifico Nanodiagnostics srl Modena Traendo spunto dal prof. Paul Connett (prof. emerito di chimica St Lawrence university Canton, NY) Il problema non è come eliminare i rifiuti ma piuttosto come non produrli. I rifiuti non sono un problema tecnologico sono un problema di progettazione industriale. Per ottenere rifiuti zero, occorrono tre cose:
E' importante il coinvolgimento delle Province, ognuna deve adottare un Piano Rifiuti Zero. La Regione deve investire negli impianti che chiudono la filiera del RICICLO, essa deve normare la PREVENZIONE del rifiuto chiamando a se l?industria ed indicare la strada dell'ECODESIGN, cioè vietare al progettazione e la costruzione di oggetti non riciclabili, non biodegradabili. la Regione adottando il principio di precauzione deve ampliare la lista delle sostanze chimiche tossiche contenute nel REACH e seguendo le indicazioni dell'ISDE e di Medicina Democratica deve vietare l'uso delle stesse. La Regione deve far redigere delle università italiane la carta geochimica ambientale, importante strumento conoscitivo dello stato di salute dei suoli. L'unica Regione ad averla al momento è la Campania, redatta dal prof. Benedetto De Vivo, docente di geochimica ambientale, dell'Uni Federico II Napoli. Il Piano deve prevedere un inizio ed una fine: una durata. Si può attuare in due anni? Inoltre in ossequio ai principi costituzionali si intende spingere una linea politica che faccia investire il denaro pubblico sulla prevenzione, in sostanza sostituire i mezzi di trasporti inquinanti pubblici e privati con quelli non inquinanti. Edited by Peppe Carpentieri on Oct 8, 2007 4:57 PM |
| Peppe Carpentieri | |
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Per una filosofia a rifiuti zero.
La situazione nazionale Il Rapporto Rifiuti, 2006 edito dall'APAT e dall'Osservatorio Nazionale sui rifiuti, evidenzia che la produzione di rifiuti sul territorio nazionale nel periodo 2001-2005 ha fatto registrare una trend di crescita pari all'8%. La produzione totale di rifiuti urbani in Italia nel 2005 è stata pari a 31,7 milioni di tonnellate. fonte: IL COMMISSARIO DELEGATO PER L'EMERGENZA RIFIUTI NELLA REGIONE CAMPANIA, ottobre 2007 Per cui, una seria politica sulla gestione concentra la sua attenzione ad invertire la tendenza alla crescita della produzione dei rifiuti, e quindi bisogna fare prevenzione se non vogliono rimanere sommersi dalla 'munnezza' che l'industria produce. Fissiamo alcuni banali concetti: Chi produce i rifiuti, non riciclabili e dannosi alla salute umana? L'industria. Il primo principio da seguire è la PREVENZIONE. (art. 180 Testo Unico in materiale ambientale) Chi ha il potere di migliorare la gestione dei rifiuti? I rappresentanti eletti. Quindi la politica deve OBBLIGARE l?industria a non produrre più rifiuti. Obiettivi da perseguire:
La TARSU è una tassa sui rifiuti misurate erroneamente sui metri quadri delle nostre abitazioni. Cioè non importa quanti Kg di rifiuti produci paghi sempre la stessa tassa. La TARIFFA invece si misura, giustamente, sulla quantità di rifiuti prodotti dai cittadini, più differenzi, meno consumi e meno paghi. Impianti da realizzare:
Per la frazione organica proveniente dalla differenziata:
In fine, non abbiamo bisogno di alcun inceneritore a recupero energetico. Ricerca scientifica: Per limare tutti gli impatti sanitari bisogna produrre solo prodotti chimici compatibili con la natura. Per i centri di circa 5000 abitanti, in campagna, non c?è alcun bisogno degli impianti di compostaggio è sufficiente differenziare l?umido dal secco e fare il compost a casa. (risparmio economico) |
| Peppe Carpentieri | |
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dall'ultimo incontro regionale tenutosi a Parma il 10 febbraio (partecipanti membri provenienti da Bologna, Modena, Piacenza, ed ovviamente Parma) si è deciso di redarre un breve documento da volantinare al prossimo V-Day, formato A4 fronte retro.
Si è deciso di redarre un Piano, aiutati ovviamente da esperti, che individui i primi impianti da smantellare sostituiti con gli impianti di TMB. Gli esperti si prenderanno il tempo per farlo. Come cittadini daremo il nostro contributo per informare i disinformati, e poi per: chiedere ai Comuni di sostituire l'impropria TARSU (vero incentivo ad inquinare) con l'onesta TARIFFA ed applicare la raccolta porta a porta spinta chiedere alle Provincie di rivedere i Piani di gestione chiedere alla Regione (tutti insieme) di rivedere il Piano Regionale è chiaro che qualsiasi contributo costruttivo, anche di forze politiche è ben accetto obiettivo un Piano Rifiuti Zero Regionale ecco una breve presentazione a sostegno del primo punto della strategia europea RIDUZIONE alla fonte = PREVENZIONE dei rifiuti Edited by Peppe Carpentieri on Feb 10, 2008 9:06 PM |
| Peppe Carpentieri | |
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Facciamo il punto delle situazione Edited by Peppe Carpentieri on Feb 25, 2008 1:47 PM |
| Peppe Carpentieri | |
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gestione dei rifiuti a livello regionale
Con la L.R. n. 3/99 "RIFORMA DEL SISTEMA REGIONALE E LOCALE" - art.128 - la Regione Emilia-Romagna ha delegato alle Province la pianificazione del sistema dei rifiuti, da attuarsi con il PPGR (Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti) e con il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale). In relazione alla gestione dei rifiuti il PPGR, nell'ambito delle più complessive linee di destinazione del territorio effettuate dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP): * analizza l'andamento tendenziale della produzione dei rifiuti; * valuta le possibili azioni di razionalizzazione della gestione integrata dei rifiuti; * localizza gli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani; * individua le iniziative dirette a limitare la produzione dei rifiuti, a favorirne il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero; * definisce specifici obiettivi quali-quantitativi per la raccolta differenziata; * definisce gli indirizzi e le condizioni generali per assicurare la gestione dei rifiuti urbani in Ambiti Territoriali Ottimali. Edited by Peppe Carpentieri on Mar 2, 2008 7:08 PM |
| Peppe Carpentieri | |
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documento di legge
TITOLO I INIZIATIVA POPOLARE Capo I - Disposizioni generali Art. 1 Titolari del diritto di iniziativa popolare 1. In attuazione dell?art. 18 dello Statuto, l'iniziativa popolare delle leggi (?) è esercitata: a) da almeno cinquemila elettori, iscritti nelle liste elettorali dei Comuni della Regione Emilia - Romagna; b) da ciascun Consiglio provinciale; c) dai tanti Consigli comunali che, singolarmente o complessivamente, raggiungano una popolazione di almeno cinquantamila abitanti. Art. 2 Requisiti 1. La proposta di iniziativa popolare deve contenere il testo del progetto di legge, redatto in articoli, ed essere accompagnata da una relazione che (?) ne illustri le finalità ed il contenuto. 2. La proposta che comporti nuove o maggiori spese a carico del bilancio della Regione deve contenere, nel testo del progetto di legge o nella relazione, gli elementi necessari per la determinazione del relativo onere finanziario. (?) Edited by Peppe Carpentieri on Mar 2, 2008 7:18 PM |
| Peppe Carpentieri | |
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Edited by Peppe Carpentieri on Oct 23, 2008 8:21 PM |
| riccardo rosso | |
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HO URGENTE BISOGNO DI AIUTO DA TUTTI VOI.
Dovete scrivere una mail a Domenico Mangone assessore all'Ambiente del Comune di Torino Ostinato sostenitore del "costruendo" Inceneritore di Torino (Gerbido) : Un piccolo comitato spontaneo, nato nel torinese è riuscito a organizzare un congresso al Politecnico durante il quale TUTTE LE AUTORITA' in materia di forni inceneritori, cioè Assessore all'Ambiente del Comune di Torino, dellaProvincia di Torino e della Regione Piemonte, si sono impegnati a NON REALIZZARE un forno a Settimo Torinese, e più in generale IMPEDIRE LA REALIZZAZIONE DI UN SECONDO FORNO. Il problema è che nn serve nemmeno il primo, forno L'inceneritore di TORINO, bloccato dall'autorità, nn può essere costruito prima di un anno, e la città è in emergenza rifiuti per la cocciuta ostilità dell'assessore all'ambiente di Torino a realizzare la raccolta differenziata porta a porta in tutta la città, estendendo il servizio dai 300,000 abitanti attuali a tutti i 900.000 abitanti di Torino. Chiedo a tutti gli amici di Beppe grillo di scrivere una mail all'indirizzo : domenico.mangone@comune.torino.it chiedendo di estendere la raccolta porta a porta dei beni post consumo (ex"rifiuti") a tutta la città a tutti i cittadini di Torino, spendendo molto, molto, molto meno che a costruire un inceneritore, con vantaggi certi per la popolazione e l'ambiente. |
| danilo | |
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carissimo peppe carpentieri !! davvero molto interessante quanto scrivi , divulghi .. devo farlo pervenire all'assessore all'ambiente lombardo davide boni .. chissa cosa mi dice .. ciao e grazie !!
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