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Un Piano Strategico per smantellare tutti gli impianti di incenerimento di rifiuti presenti nella Regione Emilia Romagna.

Peppe Carpentieri
Posted Oct 8, 2007 2:11 PM
matierno
Parma, PR
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Proposta: prima bozza giovedì 04/10/07
1.Un Piano Strategico per smantellare tutti gli impianti di incenerimento di rifiuti presenti nella Regione Emilia Romagna.

Per una Regione a Rifiuti Zero, esistono le alternative all'incenerimento e vanno perseguite




1.1 Alcuni principi di pianificazione strategica:

Impostando il lavoro col metodo della pianificazione strategica riusciremo a dare un risposta generale ad un "problema" specifico: i rifiuti.
Dal forum Sostenibilità e Decrescita (http://beppegrillo.me...) è possibile scaricare un file zip che introduce al metodo suddetto.

1. Le decisioni sarebbero di migliore qualità se si sapesse che cosa si cerca di fare, se gli obiettivi dell'azione fossero ben fissati, e le risorse destinate al raggiungimento di un obiettivo fossero raccolte insieme.
2. Le decisioni sarebbero di migliore qualità se si disponesse di informazioni su come le risorse vengono attualmente impiegate, per i principali obiettivi in essere, sui modi nei quali gli obiettivi sono perseguiti, il tipo di persone che ne sono i beneficiari, e così via.
3. Le decisioni sarebbero di qualità migliore se si valutasse l?efficacia dei programmi in corso.
4. Le decisioni sarebbero migliori se si potesse considerare ed analizzare modi alternativi di raggiungere gli obiettivi.
5. E' ragionevole avere un programma per il futuro e decidere che cosa fare nei prossimi anni; ed è ugualmente ragionevole decidere quali mutamenti ed interventi immediati (legislativi, regolamentari, finanziari) sono necessari per andare verso la direzione desiderata.
6. E' bene essere "sistematici" circa le decisioni: cioè seguire una esplicita procedura per rivedere i piani a lungo termine alla luce di nuove informazioni, valutazioni ed analisi, e di trasferire i mutamenti dei piani nelle conseguenze legislative e di bilancio.




    Premesso che:
  • L'Unione Europea adotta il principio di precauzione, ed il principio di chi inquina paga.
  • L'Italia ha sottoscritto il protocollo di Kyoto per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera.
  • La Costituzione italiana tutela l'ambiente e la salute.
  • Esistono una serie di obblighi normativi in materia ambientale che consentono: l'informazione e la partecipazione dei cittadini, puntualmente disattesi dagli Enti locali; esiste una normativa che prescrive gli Studi d'Impatto Ambientale e la sua successiva Valutazione anche del Rischio Sanitario, puntualmente non svolti a regola d'arte ed a volte nei casi gravi omessi.
  • Gli inceneritori a recupero energetico sono figli di una truffa politica unica in Europa a danno delle fonti rinnovabili (direttiva '92/CIP6), tali impianti sono ancora aperti poiché ricevono soldi pubblici che non dovrebbero avere, i CIP6 sono solo per le vere fonti rinnovabili.
  • La politica dell'Unione Europea da anni punta all'obiettivo della PREVENZIONE, e del RICICLO del rifiuto, e che la TARSU (tassa sui rifiuti) deve essere sostituita con la TARIFFA così da far pagare di più a chi inquina e meno a chi differenzia e ricicla.
  • I rischi sanitari di questi impianti sono noti in tutti il mondo, ed in casi specifici i danni sono gravissimi.
  • Le associazione mediche ISDE (Medici per l'Ambiente) e Medicina Democratica sono fortemente contrarie all'incenerimento poiché evidenziano gravi danni alla salute.
  • Persino gli industriali sono contrari all'incenerimento poiché preferiscono riciclare il rifiuto per rimetterlo nel mercato.
  • I comuni sono soci delle aziende municipalizzate/partecipate, società private, che gestiscono anche i rifiuti in situazione di monopolio ed in conflitti d'interesse. Passare al Piano rifiuti Zero significa eliminare il monopolio e creare numerosi posti di lavoro.


Il Comitato Cittadinanza Attiva Ambiente Legalità ed i forum Amici di Beppe Grillo intendono promuovere un coordinamento regionale fra cittadini, associazioni, esperti e forze politiche col fine di redigere un Piano che preveda:

1. la corretta informazione a tutti sul tema in oggetto,
2. il controllo delle istituzioni e l'azione legale nel caso si riscontrino illeciti e reati,
3. l'elaborazione di un Piano Regionale che adotti la filosofia del Piano Rifiuti Zero.




1.2 Informazioni utili
Il giorno 24/09/07 presso l'ordine dei Medici di Arezzo si è svolto un importante Workshop sulla Valutazione dell'Impatto sulla Salute (VIS) promosso dall'ISDE. Ecco alcune informazioni pervenute dall'incontro:

Informazioni fornite dal prof. Gianni Tamino, docente Bioetica Uni Padova,
Premessa sui principi del diritto ambientale europeo
1) PREVENZIONE
Quando sono noti gli effetti nocivi di una tecnologia o di una sostanza occorre adottare tutte le misure per prevenire tali effetti sull'ambiente e sulla popolazione
2) PRECAUZIONE
  • ll Principio di Precauzione come afferma Henri Belvèze, è un approccio alla gestione dei rischi che si esercita in una situazione d'incertezza scientifica, che reclama un'esigenza d'intervento di fronte ad un rischio potenzialmente grave, senza attendere i risultati della ricerca scientifica.
  • Quando si parla di precauzione vanno distinti due momenti operativi diversi: da una parte abbiamo l'approccio precauzionale che fa parte della fase di analisi del rischio, e che quindi concerne l'approccio scientifico ai dati e deve essere improntato alla prudenza, dall'altra abbiamo il Principio di Precauzione vero e proprio che invece fa parte della fase definita di gestione del rischio, prettamente politica.





Informazioni fornite dalla dott.ssa Patrizia Gentilini, oncoematologa, membro ISDE,

5 LUGLIO 2007
La Corte di Giustizia dell'UE condanna lo Stato Italiano per la mancata VIA alla terza linea dell'inceneritore ASM di Brescia.
non ritenendo evidentemente di nessun valore una procedura di VIA espletata ad impianto già autorizzato e già funzionante!
Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse 25 ottobre 2000





"La gestione illecita riguarda una quota considerevole dei rifiuti prodotti ogni anno in Italia:.. una quota superiore al 30% - che tradotto in termini numerici equivale a 35 milioni di tonnellate ( soprattutto speciali) sono smaltiti in maniera illecita o criminale ogni anno"




Forli, data 28.08.2007, orario 12:55. ''Biodenaro'', smaltimento illecito di rifiuti.
OPERAZIONE LUCIGNOLO-
oltre 500 mila tonnellate di rifiuti, fittiziamente declassificati o illecitamente miscelati con altre tipologie di rifiuti, che venivano, poi, smaltiti in discariche non autorizzate dell'Emilia Romagna




quando ( ..il governo e la classe dirigente medica e scientifica?) dicono che qualcosa è sicuro e buono per te, ciò che questo significa veramente è che è sicuro o buono per loro.
A loro non importa quello che succede a te (?) Se c'è qualcuno che proteggerà la tua vita e sicurezza, quel qualcuno non potrai essere che tu.
Irwin Bross
Peppe Carpentieri
Posted Oct 8, 2007 2:11 PM
matierno
Parma, PR
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Altre info:

Malauguratamente non esiste alcun tipo di filtro industriale capace di bloccare il particolato da 2,5 micron o inferiore a questo, ma, in base alle leggi vigenti, questo ha ben poca importanza: "il termovalorizzatore" produce pochissimo PM10 (la legge sugli inceneritori prescrive ancora la ricerca delle cosiddette polveri totali ed è, perciò, ancora più arretrata) e la quantità enorme di micro-particolato non rientra nella valutazioni: per cui, a norma di legge l'aria è pulita.
Stefano Montanari
direttore scientifico Nanodiagnostics srl Modena




Traendo spunto dal prof. Paul Connett (prof. emerito di chimica St Lawrence university Canton, NY)
Il problema non è come eliminare i rifiuti ma piuttosto come non produrli.
I rifiuti non sono un problema tecnologico sono un problema di progettazione industriale.
Per ottenere rifiuti zero, occorrono tre cose:
  • responsabilità industriale (a monte)
  • responsabilità della comunità (a valle)
  • una buona leadership politica (per saldare insieme entrambe)





E' importante il coinvolgimento delle Province, ognuna deve adottare un Piano Rifiuti Zero. La Regione deve investire negli impianti che chiudono la filiera del RICICLO, essa deve normare la PREVENZIONE del rifiuto chiamando a se l?industria ed indicare la strada dell'ECODESIGN, cioè vietare al progettazione e la costruzione di oggetti non riciclabili, non biodegradabili. la Regione adottando il principio di precauzione deve ampliare la lista delle sostanze chimiche tossiche contenute nel REACH e seguendo le indicazioni dell'ISDE e di Medicina Democratica deve vietare l'uso delle stesse.
La Regione deve far redigere delle università italiane la carta geochimica ambientale, importante strumento conoscitivo dello stato di salute dei suoli. L'unica Regione ad averla al momento è la Campania, redatta dal prof. Benedetto De Vivo, docente di geochimica ambientale, dell'Uni Federico II Napoli.

Il Piano deve prevedere un inizio ed una fine: una durata. Si può attuare in due anni?

Inoltre in ossequio ai principi costituzionali si intende spingere una linea politica che faccia investire il denaro pubblico sulla prevenzione, in sostanza sostituire i mezzi di trasporti inquinanti pubblici e privati con quelli non inquinanti.
Peppe Carpentieri
Posted Dec 1, 2007 8:26 PM
matierno
Parma, PR
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Per una filosofia a rifiuti zero.

La situazione nazionale
Il Rapporto Rifiuti, 2006 edito dall'APAT e dall'Osservatorio Nazionale sui rifiuti, evidenzia che la produzione di rifiuti sul territorio nazionale nel periodo 2001-2005 ha fatto registrare una trend di crescita pari all'8%. La produzione totale di rifiuti urbani in Italia nel 2005 è stata pari a 31,7 milioni di tonnellate.

fonte: IL COMMISSARIO DELEGATO PER L'EMERGENZA RIFIUTI NELLA REGIONE CAMPANIA, ottobre 2007



Per cui, una seria politica sulla gestione concentra la sua attenzione ad invertire la tendenza alla crescita della produzione dei rifiuti, e quindi bisogna fare prevenzione se non vogliono rimanere sommersi dalla 'munnezza' che l'industria produce.

Fissiamo alcuni banali concetti:

Chi produce i rifiuti, non riciclabili e dannosi alla salute umana? L'industria.
Il primo principio da seguire è la PREVENZIONE. (art. 180 Testo Unico in materiale ambientale)
Chi ha il potere di migliorare la gestione dei rifiuti? I rappresentanti eletti.
Quindi la politica deve OBBLIGARE l?industria a non produrre più rifiuti.

Obiettivi da perseguire:

  • Rendere illegale ciò che non si può riciclare, compostare. (responsabilità politica)

  • Aumentare la raccolta differenziata 'porta a porta' (responsabilità politica)

  • Sostituire la TARSU con la TARIFFA (responsabilità politica)


La TARSU è una tassa sui rifiuti misurate erroneamente sui metri quadri delle nostre abitazioni. Cioè non importa quanti Kg di rifiuti produci paghi sempre la stessa tassa.
La TARIFFA invece si misura, giustamente, sulla quantità di rifiuti prodotti dai cittadini, più differenzi, meno consumi e meno paghi.

Impianti da realizzare:

  • Trattamento meccanico-biologico (Tmb) per la gestione dell'indifferenziato.
    Il Tmb consente di separare i rifiuti e di indirizzarli al riciclo, ed alla produzione di biogas --> energia

  • Introdurre i distributori alla spina per la Grande Distribuzione Organizzata (GDO).
    L'introduzione di macchine 'alla spina' - nel settore dei casalinghi, alimentari - consentono di ridurre i rifiuti dannosi - plastiche non riciclabili - alla fonte, e consentono un risparmio economico all'industria poiché elimina il costo degli imballaggi. (responsabilità politica ed industriale)

  • Discarica per il materiale inertizzato, spese a carico dell'industria. (principio dell'Unione Europea 'chi inquina paga').
    Oggi solo l'11% non può essere riciclato e nell'attesa che l'industria progetti con l'ecodesign i materiali inerti ? non dannosi per la salute umana - possono andare in discarica.


Per la frazione organica proveniente dalla differenziata:

  • compostaggio di qualità per grandi centri abitati, o per le aree dove non è possibile fare il compost a casa.

  • biodigestore per la produzione di energia elettrica


In fine, non abbiamo bisogno di alcun inceneritore a recupero energetico.

Ricerca scientifica:

Per limare tutti gli impatti sanitari bisogna produrre solo prodotti chimici compatibili con la natura.

Per i centri di circa 5000 abitanti, in campagna, non c?è alcun bisogno degli impianti di compostaggio è sufficiente differenziare l?umido dal secco e fare il compost a casa. (risparmio economico)
Peppe Carpentieri
Posted Feb 10, 2008 9:06 PM
matierno
Parma, PR
Post #: 3,813
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dall'ultimo incontro regionale tenutosi a Parma il 10 febbraio (partecipanti membri provenienti da Bologna, Modena, Piacenza, ed ovviamente Parma) si è deciso di redarre un breve documento da volantinare al prossimo V-Day, formato A4 fronte retro.

Si è deciso di redarre un Piano, aiutati ovviamente da esperti, che individui i primi impianti da smantellare sostituiti con gli impianti di TMB. Gli esperti si prenderanno il tempo per farlo.

Come cittadini daremo il nostro contributo per informare i disinformati, e poi per:

chiedere ai Comuni di sostituire l'impropria TARSU (vero incentivo ad inquinare) con l'onesta TARIFFA ed applicare la raccolta porta a porta spinta
chiedere alle Provincie di rivedere i Piani di gestione
chiedere alla Regione (tutti insieme) di rivedere il Piano Regionale

è chiaro che qualsiasi contributo costruttivo, anche di forze politiche è ben accetto

obiettivo un Piano Rifiuti Zero Regionale

ecco una breve presentazione a sostegno del primo punto della strategia europea RIDUZIONE alla fonte = PREVENZIONE dei rifiuti

Peppe Carpentieri
Posted Feb 25, 2008 1:43 PM
matierno
Parma, PR
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domenica 2 marzo ore 16:00 ci sentiamo via skype, se saremo più di 10 apriremo una skypecast.

Facciamo il punto delle situazione

Peppe Carpentieri
Posted Mar 2, 2008 7:06 PM
matierno
Parma, PR
Post #: 4,038
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gestione dei rifiuti a livello regionale

Con la L.R. n. 3/99 "RIFORMA DEL SISTEMA REGIONALE E LOCALE" - art.128 - la Regione Emilia-Romagna ha delegato alle Province la pianificazione del sistema dei rifiuti, da attuarsi con il PPGR (Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti) e con il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale).

In relazione alla gestione dei rifiuti il PPGR, nell'ambito delle più complessive linee di destinazione del territorio effettuate dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP):

* analizza l'andamento tendenziale della produzione dei rifiuti;
* valuta le possibili azioni di razionalizzazione della gestione integrata dei rifiuti;
* localizza gli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani;
* individua le iniziative dirette a limitare la produzione dei rifiuti, a favorirne il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero;
* definisce specifici obiettivi quali-quantitativi per la raccolta differenziata;
* definisce gli indirizzi e le condizioni generali per assicurare la gestione dei rifiuti urbani in Ambiti Territoriali Ottimali.



Peppe Carpentieri
Posted Mar 2, 2008 7:17 PM
matierno
Parma, PR
Post #: 4,039
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documento di legge

TITOLO I
INIZIATIVA POPOLARE
Capo I - Disposizioni generali
Art. 1
Titolari del diritto di iniziativa popolare
1. In attuazione dell?art. 18 dello Statuto, l'iniziativa popolare delle leggi (?) è
esercitata:
a) da almeno cinquemila elettori, iscritti nelle liste elettorali dei Comuni della Regione
Emilia - Romagna;
b) da ciascun Consiglio provinciale;
c) dai tanti Consigli comunali che, singolarmente o complessivamente, raggiungano una popolazione di almeno cinquantamila abitanti.

Art. 2
Requisiti
1. La proposta di iniziativa popolare deve contenere il testo del progetto di legge, redatto
in articoli, ed essere accompagnata da una relazione che (?) ne illustri le finalità ed il
contenuto.
2. La proposta che comporti nuove o maggiori spese a carico del bilancio della Regione deve
contenere, nel testo del progetto di legge o nella relazione, gli elementi necessari per la
determinazione del relativo onere finanziario.
(?)
Peppe Carpentieri
Posted Oct 23, 2008 8:18 PM
matierno
Parma, PR
Post #: 7,351
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un comodo schemino da Parma che può tornare utile anche qui


riccardo rosso
Posted Mar 15, 2009 9:35 AM
user 4172360
Torino, TO
Post #: 1,687
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HO URGENTE BISOGNO DI AIUTO DA TUTTI VOI.
Dovete scrivere una mail a Domenico Mangone
assessore all'Ambiente del Comune di Torino

Ostinato sostenitore del "costruendo" Inceneritore
di Torino (Gerbido) :

Un piccolo comitato spontaneo, nato nel torinese
è riuscito a organizzare un congresso al Politecnico
durante il quale TUTTE LE AUTORITA' in materia di

forni inceneritori, cioè Assessore all'Ambiente del
Comune di Torino, dellaProvincia di Torino e della
Regione Piemonte, si sono impegnati a NON REALIZZARE

un forno a Settimo Torinese, e più in generale
IMPEDIRE LA REALIZZAZIONE DI UN SECONDO FORNO.
Il problema è che nn serve nemmeno il primo, forno

L'inceneritore di TORINO, bloccato dall'autorità,
nn può essere costruito prima di un anno, e la
città è in emergenza rifiuti per la cocciuta ostilità

dell'assessore all'ambiente di Torino a realizzare
la raccolta differenziata porta a porta in tutta la
città, estendendo il servizio dai 300,000 abitanti

attuali a tutti i 900.000 abitanti di Torino.
Chiedo a tutti gli amici di Beppe grillo di scrivere
una mail all'indirizzo :

domenico.mangone@comune.torino.it

chiedendo di estendere la raccolta porta a porta
dei beni post consumo (ex"rifiuti") a tutta la città
a tutti i cittadini di Torino, spendendo molto, molto,

molto meno che a costruire un inceneritore, con
vantaggi certi per la popolazione e l'ambiente.
danilo
Posted Oct 19, 2009 2:59 PM
user 3748124
Torino, TO
Post #: 2,337
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carissimo peppe carpentieri !! davvero molto interessante quanto scrivi , divulghi .. devo farlo pervenire all'assessore all'ambiente lombardo davide boni .. chissa cosa mi dice .. ciao e grazie !!
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