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| A former member | |
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Beppe Grillo, all'incontro del Movimento per la Decrescita Felice, dice: la decrescita è una rivoluzione culturale. Ed io aggiungo, la decrescita deve diventare l'obiettivo del movimento degli Amici di Beppe Grillo a livello nazionale, attorno a cui articolare tutte le nostre tematiche come spiega bene Beppe in questo video:
http://it.youtube.com... |
| Peppe Carpentieri | |
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Non ridete, per noi (io e Marco) è stato un dramma: giornata di sabato partenza alle 8:20 alle 13 eravamo ancora a Bologna bloccati sulla A14. Abbiamo provato la via Emialia, anch'essa bloccata, torniamo a casa.
La domenica prendiamo il treno, partenza 8:20, sbagliamo treno scendiamo a Modena, prendiamo quello di dietro, il controllore dice che il treno non arriva a Gambettola (nonostante prima ci avesse detto il contrario) ed allora scendiamo a Cesena alle 10:30, pensiamo è fatta, invece no. Il primo treno per Gambettola parte alle 12:43 il primo bus alle 12:10, alla stazione non ci sono taxi, ne chiamiamo uno arriva alle 11:20. So bene che il disagio provato non è stato voluto ma consiglio all'MDF prima di fare un raduno a Frettole verificate che ci siano almeno i mezzi di trasporto pubblici. Comunque nonostante tutto l'incontro con l'MDF valeva la pena di farlo, abbiamo avuto poco tempo per conoscere le persone. Vale la pena di prendere il libricino (Maurizio Pallante (a cura di), un programma politico per la decrescita, edizioni per la decrescita felice, Roma 2008) scritto a più mani sulla politica della decrescita, è un piccolo contributo al movimento, e raccoglie idee e proposte concrete da praticare. Edited by Peppe Carpentieri on Jun 24, 2008 12:30 PM |
| Peppe Carpentieri | |
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dallo statuto dell'MDF
L?Associazione si propone di: I) ridurre fenomeni quali (a titolo esemplificativo e non esaustivo): h) il ruolo dei soggetti economici nella vita e nelle decisioni delle comunità; L) la responsabilizzazione dei soggetti economici rispetto alla produzione di esternalità negative; M) l?imprenditorialità attenta alla crescita umana di coloro che lavorano nell?impresa e dei fruitori dei prodotti che l?impresa produce; N) l?accesso al lavoro, alla vita sociale, alla fruizione di strumenti o servizi da parte di coloro che oggi il mercato esclude; O) la partecipazione, la convivialità, la fiducia reciproca dell?agire umano nelle comunità di appartenenza; R) il ruolo della famiglia, comunque composta, come nucleo di base della comunità e luogo naturale di apprendimento dei valori non utilitaristici cui la stessa etimologia del termine (comunità = ?cum munus? ? ?condono?) fa riferimento; S) le comunità locali con economie autocentrate. tutte queste cose trovano "sfogo" nell'azionariato diffuso |
| danilo | |
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troppo interessante questo movimento !! caro giuseppe carpentieri , sarebbe molto interessante conoscerti di persona !! grazie ! ciao !
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| Giovanni Nocella | |
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Ho una perpelssità sull'aspetto economico della applicazione della decrescita felice, alla quale ho una mia risposta che però vorrei confrontare con la vostra opinione.
Essa comporta una contrazione della domanda di tutta una serie di merci e servizi che coinvolge aziende ed imprese nei più svariati campi, dalla produzione di energia e di materie prime, ai trasporti, alla intermediazione commerciale, ai grossisti, alla pubblicità ecc.. Diminuzione di domanda significa nel breve abbassamento dei prezzi, ma a medio periodo costringerebbe le aziende ad una conseguente riduzione dell'offerta con riduzione delle ore di lavoro = licenziamenti se non addirittura al fallimento dell'azienda che non riesca ad adattarsi alla diminuita domanda per tipologia del ciclo di lavoro, problemi finanziari, impossibilità ad una riconversione, ecc. A questo punto la decrescita felice non rischia di aggravre l'attuale crisi economico-finanziaria che sta sconvolgendo tutti i mercati? |
| Peppe Carpentieri | |
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Ho una perpelssità sull'aspetto economico della applicazione della decrescita felice, alla quale ho una mia risposta che però vorrei confrontare con la vostra opinione. Ti una brutta notizia l'Italia, l'UE ed ora gli USA sono in continua decrescita economica ma non vogliono usare questo termine, dicono: il Paese non cresce, oppure abbiamo avuto un crescita zero, il Paese è in stagnazione Dovresti sapere l'intero sistema economico dei Paesi occidentali è sostenuto dall'inganno, da un incantesimo. 1. La ricchezza è misurata con la quantità di danaro "posseduta" in banca, e la moneta privata in questione è per definizione una moneta debito poiché viene creata dal nulla col metodo del moltiplicatore monetario funzione della riserva frazionaria 2. L'indicatore economico che misura la ricchezza degli Stati è il Prodotto Interno Lordo (PIL), uno stupido indicatore poiché misura la produzione di merci e servizi immateriali prodotti e non la qualità della vita. Più armi si vendono e più sale il PIL, più ammalati di cancro ci saranno e più sale il PIL, più incidenti ci saranno e più sale il PIL, più si inquina e più sale il PIL Se unisci il punto ed il punto 1 e 2 comprendi che il sistema economico è virtuale, inoltre dal punto di vista macroeconomica l'attuale sistema produttivo è a dir poco sbagliato, ha un'unica regola: non avere regole (deregulation). Questo video la storia della cose illustra perfettamente il concetto. Dal punto di vista occupazionale non è vero che la decrescita non produce occasioni lavorative; anzi è vero il contrario e cioè rivedere l'attuale modello di sviluppo insensato, poiché è di questo che si vuole parlare, consente di creare nuove opportunità in settori economici diversificati, ad esempio le nuove tecnologie a risparmio energetico in ambito edilizio, nella mobilità sostenibile, e nella tutela territorio. E' sufficiente vedere l'enorme l'indotto occupazionale creato in Germania con un vero conto energia, non come in Italia dove viene boicottato dalle istituzioni e dalle banche. La filosofia politica della decrescita, che poggia le sue basi sul concetto di bioeconomia (un'economia che tenga conto delle leggi della fisica e dell'ecologia), orienta le scelte politiche su un corretto uso del cervello seguendo il buon senso. Si intende creare comunità più umane, conviviali e solidali. Ad esempio le catene di slow food, cioè comunità autosostenibili dal punto di vista alimentare, sostenendo il mercato delle produzioni alimentari locali attraverso una filiera corta (acquistare prodotti alimentari realizzati entro i 100 Km). Insomma sono tante le applicazioni delle crescita che vanno dal costruire più ecologico all'urbanistica, dalle autoproduzioni alimentari ai gruppi di acquisto (GAS) e queste attività sono fortemente antitetiche al turbocapitalismo globalista delle corporations SpA amiche dei banchieri proprietari della moneta debito che sta distruggendo le comunità locali di altri Paesi più deboli dei nostri e le nostre economie locali, che senso ha comprare un pomodoro o le fragole d'inverno provenienti dal Nord Africa? Edited by Peppe Carpentieri on Oct 8, 2008 12:11 AM |
| Peppe Carpentieri | |
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La vera democrazia.
Tutti conoscono il significato della parola democrazia: governo del popolo. L’articolo 1 della nostra Costituzione sancisce: la sovranità appartiene al popolo. Ebbene partendo dal semplice significato delle parole democrazia e sovranità popolare ci rendiamo conto, guardando la nostra società, che questi principi non hanno alcun riscontro con la “realtà” in cui noi viviamo. Il potere con l’uso della Programmazione Neuro Linguistica manipola le masse popolari facendo credere loro di essere libere, certe libere di consumare e di spendere moneta di proprietà privata della BCE SpA. Freud fu fra i primi ad insegnare alle corporations SpA come manipolare le menti attraverso la pubblicità e creare bisogni indotti per fare incetta di acquisti. In un sistema socio-politico, come il nostro, che usa una moneta come mezzo di scambio per le merci, che misura la ricchezza con i soldi e col Prodotto Interno Lordo si intuisce quali siano le declinazioni delle libertà. Chi ha la proprietà del danaro possiede tutto. Per cui la violazione della sovranità monetaria sancisce la morte della democrazia rappresentativa europea. In Italia, si è partiti nel 1981 col ministro del Tesoro Andreatta (docente di Romano Prodi), Governo Forlani, sancendo la separazione fra il Tesoro e la Banca d'Italia, l’obiettivo finale di privatizzare la Banca d’Italia è stato raggiunto negli successivi. Se oggi possiamo ancora rivendicare l'usurpazione della proprietà della moneta è grazie alla nostra Costituzione che afferma: “la sovranità appartiene al popolo” (compresa quella monetaria ovviamente) e che "la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito" (art. 47 Cost.). Tali principi sono palesemente violati dall'articolo 105/A del trattato di Maastricth "la BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità" che di fatto usurpa i diritti dei popoli sovrani europei. Banca d’Italia SpA e BCE SpA sono società private indipendenti e fuori dal controllo del popolo. Ricordiamo due precedenti giuridici: nel 2005 Con sentenza 2978/05 la Banca D’Italia veniva condannata a restituire ad un cittadino (l’attore) la somma di euro 87,00 a titolo di risarcimento del danno derivante dalla sottrazione del reddito da signoraggio. E nel 2006, il 21 luglio con la sentenza n. 16751 le SS.UU. civile della Cassazione accoglievano il ricorso di Banca d’Italia sostenendo che: “[...]lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria[...]“. I cittadini europei sono “liberi” nella misura in cui sono obbligati a spendere un danaro privato – moneta debito - creato dal nulla e prestato agli Stati per consumare le merci prodotte dalle corporations SpA amiche dei banchieri. Questo tipo di sistema è virtuale, poiché la moneta è presente solo nei computer, essa è creata dal nulla senza alcun equivalente contro valore in oro, cioè una merce tangibile e reale, e col sistema del prestito e della riserva frazionaria (moltiplicatore monetario) essa diventa debito per i popoli. La creazione della moneta debito col moltiplicatore monetario consente alle banche private di prestare soldi anche se non esistono realmente indebitando anche gli Stati in cambio di Titoli di Stato , altra carta. Uno Stato chiede 8 miliardi di euro alla BCE che riceve l’equivalente in Titoli di Stato. Questo significa che col moltiplicatore monetario la Banca d’Italia inserendo i soldi come riserva frazionaria, potrà prestare 100 miliardi di euro e quindi creare inflazione. Altro esempio, un signore A deposita 100 euro in banca, un signore B può chiedere in prestito 92 euro (riserva frazionaria all’8%, accordi Basilea II). Intanto alla banca risultano esserci 100 euro sul conto di A ed ora ha un credito di 82 da B. Immaginate i prestiti di soldi agli Stati. In questo modo le banche creano soldi dal nulla mentre i cittadini devono sudare col proprio lavoro. Con questo sistema si creano soldi necessari a corrompere qualunque politico, finanziare le guerre, e sostenere le corporations SpA amiche. Comprendiamo che se queste sono le premesse non esiste alcuna democrazia rappresentativa dato che i partiti sono i migliori camerieri dei banchieri. Ma esistono sistema più democratici? Si esistono. Il popolo ovviamente deve poter esercitare ogni forma di sovranità e quindi deve essere proprietario della moneta che produce con una “Banca del popolo” ed, il quantitativo deve essere proporzionale alle merci ed i servizi immateriali prodotti per impedire l’inflazione. Inoltre è sufficiente applicare principi e regole già applicate in molti Stati, 27 negli USA, in Brasile, in Svizzera ed alcune regioni europee. Quindi in una vera democrazia, il cittadino è il proprietario della moneta, egli deve poter scegliere i propri candidati attraverso il sistema delle “primarie aperte” (diritto di autocandidatura) e deve poter scrive il programma elettorale del proprio partito (programma partecipato). Ogni cittadino ha diritto di proposta (iniziativa popolare), e cioè proporre un disegno di legge. Nonostante in Italia siano previsti gli istituti dell’iniziativa popolare e del referendum abrogativo, questi confrontati con altri Paesi, risultano inefficaci poiché le regole che li attuano sono inefficaci ed ingannano il popolo. Altrove se dei cittadini raccolgono le firme per un’iniziativa popolare da presentare in Parlamento, esso ha l’obbligo di discuterla e se la rigetta viene indetto referendum propositivo dove i cittadini possono approvare la legge senza l’antidemocratico quorum di partecipazione per validità del referendum, che invece in Italia è al 50% + 1 degli aventi diritto al voto, caso unico al mondo. In Brasile esiste in ambito locale il Bilancio Partecipativo deliberativo dove i cittadini decidono direttamente come spendere il 25% del bilancio comunale. Il processo decisionale si articola in un anno solare durante la programmazione di assemblee deliberative popolari dove i cittadini elaborano il Piano degli Investimenti in base alle priorità da loro scelte. I rappresentanti eletti e gli uffici tecnici si impegnano ad eseguire le opere edilizie ed i servizi deliberati dal sovrano, il popolo, per l’anno successivo. [...] continua... Edited by Peppe Carpentieri on Oct 10, 2008 2:23 PM |
| Giovanni Nocella | |
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Peppe sei grande!
Hai sintetizzato in una paginetta quello che è il messaggio che noi tutti dobbiamo impegnarci a propagandare tra la gente per smuovere le loro coscienze, altro che coordinamenti e chiacchiere a vuoto. |
| Peppe Carpentieri | |
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[...]
Negli USA vi sono Stati che hanno tradizioni di democrazia diretta da oltre 300 anni, infatti la pratica dei Town Meeting, forme di assemblee popolari, servono per controllare il mandato dei Sindaci e non di rado i cittadini revocano il mandato ai loro dipendenti ove non abbiamo attuato parte del programma elettorale o per gravi motivi di corruzione e/o bancarotta. Purtroppo in Italia negli Statuti degli Enti Territoriali spesso si legge che i rappresentanti amministrano senza vincolo di mandato, così come accade per i Parlamentari. Ovviamente è più facile mutare gli Statuti degli Enti che la Costituzione per inserire strumenti e regole di democrazia diretta. I popoli che hanno grande tradizioni di vera democrazia ci dimostrano che devono essere i cittadini a voler inserire strumenti efficaci, così come accaduto in Svizzera, in Brasile dal 1989 ed in alcuni stati degli USA. I sani principi costituzionali come sovranità popolare, tutela dei diritti umani, principio di uguaglianza e trasparenza rimangono fermi sulla carta se non c’è un popolo che li rivendica e li tutela tutti i giorni. La responsabilità del declino italiano è anche di un popolo funzionale e servo del potere che delega ogni cosa. Il potere crea “problemi” per dividere i cittadini, crea infantili dualità “destra” e “sinistra” per auto conservarsi: divide et impera. E’ necessario risvegliare le coscienze addormentate e riappropriarsi della propria esistenza e dei reali valori umani finora inespressi. Piccola la cronologia degli eventi 1694 nasce la Banca d'Inghilterra (nazionalizzata nel 1946, indipendente dal governo dal 1997), considerata a tutt’oggi la “madre” di tutte le banche centrali, nei principi e nei metodi. 1893 nasce la Banca d’Italia, dal 1926 emittente esclusivo di valuta, dal 1936 Istituto di diritto pubblico. 1913 nasce la Federal Reserve o FED, banca centrale privata su modello europeo, con esclusiva di stampare dollari. 1944 accordi di Bretton Woods (premessa di “Fondo Monetario Internazionale” e “Banca mondiale”). Il dollaro statunitense diventa valuta di riferimento: cambio fisso con le altre valute e loro riserva bancaria al posto dell’oro (gold exchange standard, controvalore fissato a 35 $ per oncia d’oro). I cambi fissi valutari vennero poi rideterminati (Ad es. Lire Italiane per dollaro: nel 1946 225/509, nel 1947 350/575, nel 1949 625, media nel 2001 2.196, luglio 2008 1.210). 1963, il 4 giugno il presidente JFK firmò l'ordine esecutivo 11110,[13] che conferiva al governo USA il potere di emettere moneta senza passare attraverso la Federal Reserve garantendo le proprie emissioni attraverso le riserve federali di argento e creando dunque un sistema bimetallico. 1971 Nixon abroga la convertibilità del dollaro in oro (dichiarando inesigibile il debito FED di emissione). 1981 il Ministro Beniamino Andreatta, nel Governo Forlani, sancì la separazione della Banca d'Italia dal Ministero del Tesoro 1990 avviamento processo di privatizzazione banche italiane, creazione “Fondazioni Bancarie”. 1992 Trattato di Maastricht, Unione Economica e Monetaria per adozione moneta unica. 1993 Ciampi legalizza l’inesigibilità del debito dell’emittente di banconote in Lire. 1998 nasce la BCE al vertice del Sistema Europeo Banche Centrali, con Banca d’Italia al 12,5% di quota. 2002 diventa obbligatorio l’euro come moneta unica a corso legale. 2005 Con sentenza 2978/05 la Banca D’Italia veniva condannata a restituire ad un cittadino (l’attore) la somma di euro 87,00 a titolo di risarcimento del danno derivante dalla sottrazione del reddito da signoraggio 2006, il 21 luglio con la sentenza n. 16751 le SS.UU. civile della Cassazione accoglievano il ricorso di Banca d’Italia sostenendo che: "[...]lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria[...]" 2006 Romani Prodi (consulente Goldman Sachs), assistente universitario nel 1963 di B. Andreatta, legalizza la privatizzazione di fatto di Banca d’Italia. File pdf, la vera democrazia, stampare e distribuire Peppe sei grande! Grazie Giovanni, l'ho corretto ed aggiornato un pò, da diffondere Edited by Peppe Carpentieri on Oct 10, 2008 2:26 PM |
| danilo | |
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questo glielo devo mandare al sottosegretario di stato per l'economia daniele molgora , lega nord ..
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