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riflessioni sparse di Enzo Scandurra in Nuove soggettività e ...

Peppe Carpentieri
Posted Jun 7, 2009 1:31 PM
matierno
Parma, PR
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riflessioni sparse di Enzo Scandurra in Nuove soggettività e nuove progettualità per le città del terzio millennio, tratto dal testo il territorio degli abitanti (a cura di) Alberto Magnaghi, Dunod 1998, pag. 51-52

3.2 I limiti dell'approccio ecologista-ambientalista come proposte alternative per il cambiamento.

[...] Il concetto di sviluppo sostenibile, ed esempio, coniato dal pensiero ambientalista per evocare l'alternativa, esaurita la sua spinta propulsiva di prefigurazione di scenari di modalità diverse dello sviluppo, si è trasformato da preoccupazione per durata delle risorse a preoccupazione per la durata dello (questo) sviluppo. Potremmo oggi tranquillamente affermare (forse senza eccessivo scandalo) che lo sviluppo sostenibile è quello che serve a garantire che le generazioni future possano continuare a saccheggiare l'ambiente nello stesso modo delle attuali generazioni.

[...]

Anche gli ambientalisti paventano la fine del mondo (per collasso del piante), esattamente come Francis Fukujama. Credo che questa fine del mondo non ci sarà mai: sarà peggio! Assisteremo, forse, alla peggiore fine - per noi umani - del mondo: la disfatta del pensiero (critico), quello che Habermas chiama il monopolio del pensiero, l'impossibilità di rappresentarci (di produrre simboli) e di comunicare: l'annichilimento della parola, come i barbari. Qualcuno parla ormai di "capitalismo verde": la Ferruzzi investe nella benzina "verde", l'Acna di Cengio ricicla i suoi veleni in "concime agricolo", i rifiuti producono - pura magia - energia elettrica, le Olimpiadi diventano "verdi", persino le centraline misuratrici dello smog non "scattano più" quando a rivestire la carica di sindaco è un ambientalista, altra magia di questa fine scolo.





due concetti mi sembrano molto rilevanti: monopolio del pensiero ed annichilimento della parola e, li ritengo complementari fra loro.

Ricordando il romanzo di Orwell, 1984, circa l'uso della neolingua che mira a ridurre il numero di parole in uso e nel dizionario corrente per evitare che l'uomo possa ragionare e comunicare al meglio con i suoi simili.
Questo sta già accadendo con gli sms e la comunicazione che gli adolescenti adottando a mezzo internet. Ed il monopolio del pensiero, anch'esso è già in vigore: il caso dei rifiuti è un ottimo esempio, ogni soggetto politico sostiene la costruzione degli inceneritori, ovviamente perché corrotto dalle banche.
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