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QUI MATERA LIBERA Message Board › Il nano corruttore
| Vito Petrocelli | |
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E così Berlusconi è un puttaniere
Un articolo di Valerio Evangelisti E così Berlusconi è un puttaniere. Bella scoperta. Sono da anni che circolano libri che narrano dei suoi rapporti, nei tempi che furono, con alcune attricette di Drive In e con ragazze varie del mondo dello spettacolo. Tale era in origine anche Veronica Lario, sua sposa (non si sa per quanto ancora), che per decenni ha tollerato, e che fa notizia ogni volta che si decide a mostrare insofferenza. L’unica novità vera è sapere che B. paga prostitute di mestiere, per interposta persona. Non c’è da stupirsi. Alla sua età, con protesi varie e capelli finti, un corpo tracagnotto, un occhio più grande e uno più piccolo, deve puzzare parecchio. Per eccitarsi è obbligato a spruzzarsi una specie di Viagra spray sul pistolino – cosa che indusse una sua ministra, in un’intercettazione, a spiegare (pare) a una collega come fargli un pompino evitando di trovarsi in bocca il nauseabondo liquido afrodisiaco. Tutto ciò è nuovo? Niente affatto. Ci si è dimenticati che Craxi, habitué dei festini organizzati dal Berlusconi imprenditore, andava a letto con Moana Pozzi e si circondava di donne di facili costumi, poi date in sposa a qualche politico della sua corte? Più di recente, il portavoce di Prodi (“portavoce” per modo di dire: non parlava mai) fu sorpreso mentre accostava sul marciapiede alcuni travestiti. E Lapo Elkann, alla testa del potere economico in questo paese, fu colto in stato di overdose in un’orgia fra travestiti a base di sesso e cocaina. Naturalmente Lapo non fece un solo giorno di carcere, né subì la sorte di Federico Aldrovandi, di Aldo Bianzino o di Riccardo Rasman. Appare ogni tanto su Striscia la notizia per il suo pessimo italiano, non per altro. La punizione dei “drogati”, nella penisola, è selettiva, e dipende dal censo. Con questi antefatti, cosa ce ne frega a noi se Berlusconi (da una vita) va a puttane? Certo, è preoccupante che, secondo i giornali, invece di ricompensarle con denaro, le faccia eleggere al Parlamento europeo, alla Camera, nelle amministrazioni locali. Paga come può. Se non ha denaro a portata di mano, concede cariche pubbliche, prebende, candidature. Fa come Napoleone, che nominava ipso facto colonnelli i soldati semplici che gli riuscivano simpatici. Più modesto, Berlusconi promette dentiere e sedute a sue spese dal parrucchiere ad anziane donne terremotate. Tutto ciò deve interessare al movimento? Sotto un profilo sociologico, un poco sì. La putrescenza del sistema politico italiano, e l’adozione di un bipolarismo che fa acqua da tutte le parti, hanno fatto emergere una “personalizzazione” disgustosa della politica, in cui i comportamenti individuali hanno la meglio sulle prese di posizione collettive. Ciò è conforme a un modello culturale americano. I centrosinistri e i girotondini, sul tema del premier puttaniere, ci vanno a nozze, La Repubblica in testa. Scordando, per un sostanziale accordo ideologico di fondo con lui, che i delitti di Berlusconi sono ben altri: la subalternità all’imperialismo americano, l’ossequio alla Confindustria, politiche economiche costantemente a favore dei privilegiati, una visione autoritaria e populista del sistema di governo. Complice un presidente tra i più inetti della storia, intento a invocare a bocca spalancata la convergenza tra le parti, fra il Puttaniere e chi ne approva le linee ideologiche di fondo ma non la condotta morale, e pronto soprattutto a tutelare se stesso e il Puttaniere medesimo dalle ricadute giudiziarie dei loro atti. Conseguenze logiche? La prima è elementare. Quando il Puttaniere, nelle sue mille circonvoluzioni politiche, invoca la morale cattolica (di cui non gli è mai fregato niente), la famiglia (bell’esempio, il suo) e altri valori non monetari, o quando i suoi scagnozzi locali inventano misure assurdamente punitive per le prostitute e i loro clienti, è lecito e opportuno rinfacciargli il suo comportamento personale. Ma la seconda conseguenza, meno elementare, chiama in causa la dignità del movimento antagonista. Che non deve interessarsi alla spazzatura, bensì fronteggiare il berlusconismo – di destra e di sinistra – sui terreni in cui manifesta la sua faccia vera, con le armi dell’antifascismo, dell’antirazzismo, dell’antisessismo, dell’antimilitarismo, dell’antimperialismo, della ricomposizione territoriale delle classi subalterne e dell’insorgenza di classe, giovanile, femminile, culturale, ecc. Tramontato il Puttaniere, tramontate le Noemi, le Patrizie e le Barbare, non per questo le istituzioni cesseranno di essere un bordello. Resta sempre attuale la “vecchia” parola d’ordine: lo Stato borghese si abbatte e non si cambia. Valerio Evangelisti |
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| Pjtricc | |
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molto interessante.... Bell'articolo, davvero davvero interessante! soprattutto perché sembra cosí verosimile! Pjtricc |
| Pjtricc | |
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Come non darti ragione?!! Pjtricc |
| Pjtricc | |
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| gianni perrì | |
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| Vito Petrocelli | |
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L'evolversi della situazione e le preoccupazioni sullo stato patrimoniale personale, della famiglia e delle società controllate sembrano portare il nano corruttore alla vendita della residenza di Arcore e alla ricerca di una sistemazione meno dispendiosa, ma sempre importante, nel centro di Milano.
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| Almaloca | |
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C'è già una exit strategy
Pronta una legge ad personam che toglie il valore di prova alle sentenze passate in giudicato. Il piano B, quello che non gli farà evitare i suoi tre processi, ma almeno lo metterà al riparo dal rischio di una condanna per corruzione giudiziaria, è scattato non appena dalla Consulta è arrivata la (per lui) ferale notizia: il lodo Alfano era stato bocciato. È stato in quel momento che gli uomini di Silvio Berlusconi hanno deciso di tirare fuori dalle secche della commissione giustizia, dove era impantanata da mesi, una norma finora nascosta tra le pieghe della riforma del codice di procedura civile. Una legge ad personam, l’ennesima, che toglie il valore di prova alle sentenze già passate in giudicato. Quando sarà approvata, e c’è da giurarci che lo sarà, i tempi di centinaia di dibattimenti si allungheranno a dismisura. E tra questi c’è anche quello per la presunta mazzetta da 600.000 dollari versata dal Cavaliere per comprare la testimonianza dell’avvocato inglese David Mills. |