This page contains untranslated content.

Join I GRILLI E LE CICALE DI LATINA

You'll get invited to our Meetups as soon as they're scheduled!

What's Meetup?

Maybe it's time for a little less face-to-screen and a little more face-to-face.

What's a Meetup Group?

Meetup Groups are today's support groups, parent playgroups, citizen groups, fitness groups, book clubs, professional groups, and other powerful local groups!

[img]http://photos1.meetupstatic.com/photos/event/3/7/a/c/highres_2594252.jpeg[/img]

marionilla
Posted Nov 13, 2007 10:26 AM
user 4093883
Aprilia, LT
Post #: 147
Carissimi,
mi decido ad aprire una discussione su un tema a me caro, sul quale sono sicura che moltissimi avranno qualcosa da aggiungere: opinioni, esperienze, aneddoti e quant'altro.

Sanità significa salute, almeno sul dizionario, poi nella vita reale, sanità significa anche burocrazia, tempi di attesa lunghissimi, diritti disattesi, cure che non curano e meno ancora guariscono. Significa il trionfo delle lobbies farmaceutiche e dei protocolli dell'ordine sulla pratica empirica e sui rimedi naturali.

Grazie a Dio, oltre ai cattivi ci sono anche i buoni, nonostante i migliori sforzi del sistema di ostacolarli in ogni modo. Ci sono tante persone di coscienza che sanno fare il loro lavoro, che sanno essere di conforto a chi sta male, che non guardano l'orologio mentre si occupano di te.

L'input di questa nuova discussione nasce dal tema dell'assistenza domiciliare ai disabili, ma la allargheremo volentieri a tutti gli aspetti che hanno a che fare con la nostra salute. Dite la vostra che ho detto la mia...
Buona giornata,
MG

...
gianluca mattioli
Posted Nov 13, 2007 6:00 PM
user 5508493
Latina, LT
Post #: 41
In attesa degli interventi costruttivi di grippo a cui rivolgiamo deferenti il nostro ossequio vorrei, senza offendere la suscettibilità di alcuno, iniziare la riflessione sul tema spinoso dell'assistenza domiciliare che è carente nel nostro territorio. Credo che i motivi siano molteplici ma sicuramente legati ai vantaggi di ritono che ciò comporta. Mi spiego meglio: l'assistenza sanitaria è strettamente vincolata al guadagno dovuto allo sperpero del denaro pubblico e dunque un operatore è stimolato a spendere detto denaro. Se si organizza un'assistenza domiciliare dignitosa, i vantaggi dello sperpero sono ridotti ma se si apre una stanzetta con il nome "Centro cefalee" è assicurato uno sperpero in spesa di medicinali che è immenso e allora conviene più la stanzetta che assistere a domicilio un poveraccio che ha bisogno solo di un pasto caldo, o qualcosa che lo consoli.
marionilla
Posted Nov 13, 2007 6:08 PM
user 4093883
Aprilia, LT
Post #: 155
Caro Gianluca,
dov'è il mio guadagno personale se spendo i soldi in medicine invece che in assistenza? Le case farmaceutiche mi regalano qualcosa? Sono traffici documentabili?
Grazie,
MG
gianluca mattioli
Posted Nov 13, 2007 7:25 PM
user 5508493
Latina, LT
Post #: 42
"dov'è il mio guadagno personale se spendo i soldi in medicine invece che in assistenza? Le case farmaceutiche mi regalano qualcosa? Sono traffici documentabili?"

Oddio ma non hai visto il film "Il medico della mutua" di A. Sordi? Il sistema è semplice...favorire l'abuso farmacologico e il ritorno è assicurato, sono scelte strategiche che una volta erano esagerate, oggi dimensionate ma sempre esistenti. Se chidete a un medico quante volte è andato a fare un viaggio (all'estero, in Italia ecc.) scoprirete che è stato pagato dall'industria. In farmacia si contano le ricette e le ordinazioni dei farmaci, più ricette si fanno e maggiori visite del piazzista farmaceutico si avranno e maggiori proposte di vantaggi.....Lady ASL a Roma ha spiegato come funzionavano corsi di preparazione e aggiornamento. Sto parlando non di "uso" ma di abuso, per quanto mi riguarda l'abuso oggi più sfacciato è sugli antidepressivi prescritti sull'equivoco della depressione diagnosticata come "malattia" quando invece è "sintomatica" che significa rimpinzare il soggetto di farmaci che è triste per motivi ambientali affettivi quando invece gli stessi sono indicati solo nelle forme (rare) in cui la depressione è dovuta a degenerazione dei sistemi cerebrali. La pubblicità degli antidepressivi oggi è sfacciata: basta che ascolti la mattina sulla Radio RAI Emanuela Falcetti e stai sicura che almeno una volta la settimana trovi "l'esperto" che consiglia antidepressivi per non parlare dei portali di psicologia. Nelle ASL la cosa è ancora più sfacciata se l'esperto è segnalato dalle case farmaceutiche fa carriera....ripeto però che oggi l'affaire è ridotto rispetto al passato ma pur sempre presente e attivo....Per non parlare poi delle tossicodipendenze....Però nella zona di Latina mancano case famiglie e comunità per disabili......
Orietta
Posted Nov 13, 2007 8:22 PM
user 3980884
Aprilia, LT
Post #: 75
il nostro sistema sanitario è costruito su misura per soddisfare le esigenze di guadagno delle case farmaceutiche, delle cliniche private, dei farmacisti e dei baroni della medicina. Le uniche esigenze di cui non si tiene conto sono quelle dei malati.
Ancora oggi la nostra sanità è "tarata" sulle urgenze e sulle patologie acute, mentre sono quasi del tutto ignorate le patologie degenerative e croniche. Per non parlare della terapia del dolore, assolutamente misconosciuta. Il tutto a fronte di una popolazione che è sempre più vecchia, e proprio per questo va incontro sempre più spesso a malattie croniche e invalidanti.
Le famiglie sono lasciate sole ad affrontare anni e anni di cure e di assistenza (vedi i casi Alzhaimer e affini), l'unica "scelta" (si fa per dire) che hanno è quella di rivolgersi a strutture private costosissime.
Proprio ieri è deceduta un'amica di una mia carissima amica. Morta a poco più di trent'anni di cancro. E' morta a casa, perchè incurabile. Ma ha sofferto in maniera indicibile per mesi. Perchè in Italia non si pratica la terapia del dolore, perchè:
1) la sanità pubblica non butta soldi per queste sciocchezze
2) i medici italiani, per forma mentis, considerano normale che un malato soffra. La sofferenza fa parte integrante della malattia.
3) se proprio non si vuole soffrire si può andare in qualche clinica privata, magari in Svizzera.
Virghil
Posted Nov 13, 2007 9:10 PM
user 4011285
Latina, LT
Post #: 290
Carissimi,
mi decido ad aprire una discussione su un tema a me caro, sul quale sono sicura che moltissimi avranno qualcosa da aggiungere: opinioni, esperienze, aneddoti e quant'altro.


Un saluto a tutti

Un saluto a Marionilla , ....cryingODDIOOOO confusedshock

Non saprei proprio da dove cominciare !!!!

Intanto potrei cominciare con il dire che ormai l'attenzione anziche' essere focalizzata sulla persona ammalata , l'attenzione viene invece focalizzata sulla malattia , sintomatologia ,esami ematici , indagini cliniche strumentali , visite specialistiche .... dopodiche' si centralizza la diagnosi fatta , mettendo spesso la persona in secondo piano che immediatamente si trasforma dal Sig. Rossi alla patologia epatica del letto 10 !!!!


....Angosciante , davvero angosciante .
gianluca mattioli
Posted Nov 14, 2007 12:39 AM
user 5508493
Latina, LT
Post #: 45
" Perchè in Italia non si pratica la terapia del dolore, perchè:
1) la sanità pubblica non butta soldi per queste sciocchezze
2) i medici italiani, per forma mentis, considerano normale che un malato soffra. La sofferenza fa parte integrante della malattia.
3) se proprio non si vuole soffrire si può andare in qualche clinica privata, magari in Svizzera."


Non è proprio così......sono un esperto di terapia del dolore e la mia ricerca è stata sempre nel settore. Nle '82 organizzai con il prof. Ventafridda (Istituo dei Tumori di Milano con il quale ho collaborato a lungo) un convegno presso l'Ordine die Medici di Latina sulla terapia del dolore fu la prima esperienza locale. Oggi si malpratica la terapia per i motivi dopraddetti e si preferisce più elargire costosi farmaci analgesici (vedi cefalee...antidepressivi ecc.) e si trascura l'assistenza domiciliare per i malati terminali. D'altra parte Latina, per la sua tipologia psicologica ha la più alta percentuale di disturbi psicosomatici con dolore (la gente preferisce vedere padre pio sui muri dell'Istituto V.Veneto) sempre alla ricerca del carismatico.....ma se vuoi ne possiamo continuare a parlare dei risvolti come per esempio il consumo di cocaina e altre droghe........
marionilla
Posted Nov 14, 2007 10:00 AM
user 4093883
Aprilia, LT
Post #: 158
Se non sbaglio Latina ha una folta popolazione di cocainomani, giusto? Cosa fa la sanità (locale e non) per loro?

Comunque secondo me gli antidepressivi non possono costare tanto più della morfina (ma confesso che non sono addentro ai prezzi di mercato di questi farmaci...), il problema è che la terapia del dolore per i malati terminali molto spesso si riduce alla morfina, che toglie loro il dolore ma anche la lucidità, oltre a dare complicazioni di altro genere.

In ogni caso la tendenza a curare con farmaci costosi è innegabile, tant'è che infatti sui farmaci si spende e sul personale si vuole risparmiare. La cosa inquietante è che ormai anche molti pazienti cercano le medicine come una scorciatoia alla ginnastica, alla dieta, alla riabilitazione...
Virghil
Posted Nov 14, 2007 3:55 PM
user 4011285
Latina, LT
Post #: 291
Se non sbaglio Latina ha una folta popolazione di cocainomani, giusto? Cosa fa la sanità (locale e non) per loro?


....Potrebbe ad esempio , riservargli delle confortevoli stanze in zone
centrali ( preferibilmente Roma ) con belle donne compiacenti .

...Per un nostro dipendente parlamentare , pare che abbia funzionato .
marionilla
Posted Nov 14, 2007 4:04 PM
user 4093883
Aprilia, LT
Post #: 162

Intanto potrei cominciare con il dire che ormai l'attenzione anziche' essere focalizzata sulla persona ammalata , l'attenzione viene invece focalizzata sulla malattia , sintomatologia ,esami ematici , indagini cliniche strumentali , visite specialistiche .... dopodiche' si centralizza la diagnosi fatta , mettendo spesso la persona in secondo piano che immediatamente si trasforma dal Sig. Rossi alla patologia epatica del letto 10 !!!!

Caro Virgilio,
che tasto dolente hai toccato: i protocolli hanno fagocitato la visione olistica e spesso anche il rapporto personale fra medico e paziente. E parliamo di protocolli per non scendere in cose più basse. Una mia amica ricoverata, riceve finalmente la visita del professore che la opererà. Lui le chiede se è siciliana. Perché essere siciliani è una malattia? Chiede lei. In realtà viene fuori che il tipo ha uno studio privato in Sicilia e ha un occhio di riguardo per quelli che sono stati a visita privata...
Powered by mvnForum