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A former member
91st Post

RICEVO E PER CONOSCENZA DIVULGO:
Cari amici,
ci permettiamo di segnalarvi che i curatori e gli autori del saggio su
San Pietro, inserito nel volume IL GRIGIO OLTRE LE SIEPI, saranno
presenti alla prima udienza del processo penale presso il tribunale di Perugia il prossimo 21 giugno, in quanto denunciati per diffamazione da parte della Zincheria Valbrenta per le affermazioni contenute nel citato saggio.
Ricordiamo che in sede civile presso il Tribunale di Venezia la casa
editrice, l'università di Padova, gli stessi curatori e autori sono
stati assolti con formula piena e la stessa Zincheria è stata condannata a rifondere le spese legali (purtroppo solo una parte... ahimé, e su questo si potrebbe aprire un gustoso siparietto sulla giustizia italiana, e sui costi per difendersi da accuse infondate)
grazie per l'attenzione.
vittorio anastasia


Vittorio Anastasia
Ediciclo editore
Via cesare beccaria 13/15
30026 portogruaro (ve)
Tel. + 39 0421 74475
Fax + 39 0421 280065

per approfondire: www.presidiosanpietro.org
.....
sembrano cose accadute (e che stiano accadendo) in qualche lontana parte mafiosa di questo piccolo mondo, ed invece gli alieni sono sbarcati (gia' da un pezzo) ... e non si fermeranno piu' ....
R+

Edited by User 2,337,454 on Jun 7, 2007 at 11:28 AM

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
761st Post

Dal Cacao Alcatraz di oggi.

La situazione del buco dell'ozono non sta peggiorando.
E' l'altra buona notizia del giorno, e anche in questo caso la questione va presa con le pinze. Secondo alcuni esperti che si sono riuniti a Roma in occasione della giornata mondiale dell'Ambiente, l'espansione del buco dell'ozono, che oggi e' arrivata a 25 milioni di chilometri quadrati, si e' fermata e per la prima volta si registra una minore concentrazione di gas dannosi nell'atmosfera. Rimane comunque critica la situazione generale, il buco dell'ozono e' influenzato da diversi fattori: cicli solari e cambiamenti climatici. (Fonte: Ansa Ambiente).

gianluca
user 3423556
Treviso, IT
3rd Post

RSI, più ne parli e meno la capisci

"La responsabilità sociale non esiste, perché è un oggetto non definibile. Come ci insegnavano a scuola, un oggetto che non può essere definito è un oggetto che non c'è". Lo ha affermato recentemente Mario Primo Salani, responsabile dei progetti settoriali di Legacoop nazionale, che si caratterizza come impresa socialmente responsabile.

Quello denunciato da Salani è un paradosso reale. La RSI sembra un supermercato, dai cui scaffali puoi prendere quel che preferisci e dove tutto ha lo stesso valore.

Ormai, però, la confusione è tale che può succedere quel che si è letto ieri sul Financial Times sotto il titolo Climate change 'not a priority', dove si riferisce di un sondaggio condotto tra leader industriali britannici, da cui emerge che i cambiamenti climatici non sono certo tra le priorità delle imprese.

Infatti, scrive il quotidiano della City, più della metà ritiene che "ci siano temi più urgenti, come la consapevolezza del brand, le strategie di mercato e la corporate social responsibility. Solo il 14% ha una chiara strategia per affrontare i cambiamenti climatici".

Ma se i cambiamenti climatici non fanno parte della responsabilità sociale d'impresa, che cosa sarà mai la RSI? Forse una cosa di cui si parla tanto ma che non si sa più che cosa sia.

Fonte RSInews - Editoriale di Beniamino Bonardi

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
775th Post

da LA TRIBUNA DI TREVISO - (NOTA: SAREBBE UTILE RILEGGERSI IL NOSTRO COMUNICATO DEL 3/04/2007 pubblicato su www.paeseambiente.org)

06-06-07, 11, Attualità - Allarme dell?Oms: rischio altissimo per quasi 9 milioni di persone. Un italiano su 5 ucciso dall?inquinamento.

ROMA. E? imputabile, per l?Oms, a cause ambientali prevenibili il 20% della mortalità in Italia. E nella Pianura Padana è molto forte la concentrazione di polveri sottili, in particolare Pm 2,5, mentre in 13 grandi città tra il 2002 e il 2004, a causa del Pm 10 è stata stimata una media di 8.220 morti l?anno. E sono tra i 6,4 e gli 8,6 milioni gli italiani che abitano nelle aree superinquinate, quelle dei 54 siti di bonifica nazionale. Questo il quadro emerso ieri nel corso della presentazione del Cnr sulla sintesi delle attività svolte nelle aree ad elevato rischio ambientale e sanitario, nell?ambito dell?indagine conoscitiva della Commissione Ambiente della Camera sulla valutazione delle conseguenze ambientali provocate dall?inquinamento urbano, dallo smaltimento dei rifiuti e delle aree ad alto rischio. «L?oggetto di questa indagine - ha spiegato Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera - che sarà ultimata entro ottobre prossimo, è quella di mettere in fila le questioni aperte per il futuro e le eredità del passato. Non a caso viene presentato questo rapporto nella Giornata mondiale dell?ambiente, costituisce un modo per aiutare le politiche». Oltre ai 54 siti di bonifica di interesse nazionale sono migliaia i siti inquinati in Italia: circa 6.000 di interesse regionale per le bonifiche; 58 siti con elevata contaminazione da amianto, 1.550 siti minerari quasi tutti dismessi; 1.120 stabilimenti a rischio di incidente rilevante. «A porre problemi ambientali e sanitari diversi - spiega Fabrizio Bianchi del Cnr - sono due tipi di inquinamento: quello diffuso, ad esempio da polveri sottili; quello localizzato, in aree ad alto rischio non marginali, per numero di abitanti e importanza economica». La proposta dell?esperto Cnr rispetto alle aree dei siti di bonifica è quella di istituire un «superfund» sul modello americano, costituito con la fiscalità su settori che hanno contribuito al degrado ambientale, sia a scopo di ricerca sia per la fase di bonifica. Per quanto riguarda l?inquinamento diffuso Roberto Bertolini direttore dell?Oms Italia ha ricordato: «In Italia il 20% della mortalità è riconducibile a cause ambientali prevenibili». Nodo cruciale in materia rimane quello dei trasporti e delle famigerate polveri sottili.

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
778th Post

Dal Cacao Alcatraz di oggi.

Il futuro sarebbe nelle loro mani
Secondo Angela Merkel e' "un grande successo" l'accordo sul clima preso al G8 dai grandi del mondo. Per Prodi e' un risultato importante. L'accordo prevede che si dimezzino le emissioni inquinanti entro il 2050, ma senza vincoli di quote, numeri, protocolli e trattati. 43 anni di carta bianca! Quando la Merkel ha proposto di contenere a due gradi il rialzo medio della temperatura del pianeta entro il 2050, a Bush e' salita la febbre. "Non si poteva ottenere di piu'" ha dichiarato alla fine il cancelliere tedesco. In realta' era difficile ottenere di meno.

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
833rd Post

Ho scoperto che una mia amica gestisce un bed & breakfast molto particolare, nel Comune di Cimadolmo. Hanno ristrutturato una vecchia stalla utilizzando, come materiali, argilla, terra cruda, paglia, legno. Vi invito a visitarlo al sito www.bbcastellana.it .


Nella sez. files invece trovate un doc. sulle scie chimiche (Gamma 5).

Edited by Loris D. on Jun 27, 2007 at 6:10 PM

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
847th Post

Firma la petizione! Diritti umani e diritti ambientali in Birmania. Cisl, Greenpeace, WWF, Legambiente presentano un appello per la democrazia e l'ambiente in Birmania. E' possibile firmare all'indirizzo http://www.greenpeace... .
In questo paese le foreste vengono distrutte per sovvenzionare una brutale dittatura e per sostenere il suo sforzo di guerra contro le minoranze nazionali, che per le stesse ragioni, a loro volta sfruttano le foreste nelle aree da loro controllate. Per dare l'idea di quello che succede, alcune aree le concessioni forestali vengono "protette" con mine anti-uomo. Spesso nelle concessioni si fa uso di lavoro schiavile e comunque vengono violati i diritti delle comumita'.

Teak di guerra e distruzione delle foreste della Birmania.
Le foreste della Birmania sono uno degli ultimi spot di foresta primaria tropicale nell'Asia continentale, ma il commercio internazionale di Teak ne minaccia la sopravvivenza: infatti questo legno è prelevato in quantita' eccessive per sovvenzionare un regime sanguinario, grazie alla costante domanda da parte dell'industria del parquet e della cantieristica navale. La Birmania e' in stato di guerra dl giorno della sua indipendenza, nel 1948, una guerra combattuta prevalentemente per il controllo delle risorse naturali. Combattimenti costati di migliaia di morti, mentre tutt'ora 300.000 sono i rifugiati all'estero e un milione nel paese. Dal 1988 il regime militare (il Consiglio di Stato per la Pace e lo Sviluppo, o SPDC) e' stato arbitro assoluto delle risorse forestali, che assieme al petrolio, ha consentito al governo di raddoppiare le spese militari per sostenere al potere una brutale dittatura ed alimentare la guerra con le minoranze etniche. La giunta al potere controlla le foreste ed il loro sfruttamento. Anche i gruppi armati delle minoranze etniche usano il legname nelle zone di frontiera per finanziare le proprie milizie. Paesi come la Cina e la Thailandia hanno sostenuto in passato gruppi ribelli, ottenendo in cambio l'accesso a risorse naturali, come il legno. Le violazioni dei diritti umani sono ben documentate, e nessuna delle parti in conflitto e' priva di responsabilita'. Mentre i civili pagano il prezzo del conflitto, governo, esercito e milizie usano le proprie posizioni di privilegio per arricchirsi, ai danni delle comunita' che dicono di proteggere. Dopo il cessate il fuoco dei primi anni '90, nuove aree di foresta ai confini con la Cina e la Thailandia sono state sfruttate intensivamente, minacciando ecosistemi unici e preziosi. Le operazioni forestali in Birmania, anche quando non direttamente coinvolte nel conflitto, sono in genere fortemente distruttive. Un'indagine a
campione condotta dal Dipartimento Foreste nel dipartimento di Bago Yoma, a nord di Rangoon, ha evidenziato una drastica carenza di alberi al di sotto dei 20 anni di età. È stato registrato appena un ottavo del numero previsto di piante col tronco del diametro tra i 60 e i 90 centimetri, mentre in generale la densità delle piante di teak era calata da 50 a sei piante per ettaro, ossia riduzione del 90%. In ogni caso l'industria del teak non rappresenta per la popolazione civile un contributo allo sviluppo. Solo per fare un esempio, il 40% circa del prodotto nazionale lordo (e quasi la metà della spesa pubblica) finisce in armamenti o nel sostegno dell'enorme apparato militare. D'altro canto appena lo 0,3% viene investito nel sistema sanitario, col risultato che la mortalità infantile raggiunge il 109 per mille. Intanto propri in questi giorni sono stati rinnovati gli arresti domiciliari del premio nobel Aung San Suu Kyi e leader dell'opposizione, la donna che aveva vinto le elezioni del 1990 e da allora e' sotto il controllo dei militari. E' possibile firmare all'indirizzo http://www.greenpeace... .

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
859th Post

Il WWF Italia ha un nuovo presidente: Enzo Venini, medico, 49 anni.
E' anche referente dell'Associazione Medici per l'Ambiente.

A proposito, siete interessati/e ad un campo WWF in Sicilia per il mese di luglio?
www.wwftorresalsa.it

Edited by Loris D. on Jun 29, 2007 at 4:32 PM

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
869th Post

Dal Cacao Alcatraz di oggi.

Il Parco naturale piu' grande del mondo
Era un vecchio sogno di Nelson Mandela, oggi divenuto realta' grazie a un accordo tra Botswana, Angola, Namibia, Zambia e Zimbabwe. Si chiamera' Parco Transfrontaliero Kawango-Zambesi, attraversera' in orizzontale larga parte dell'Africa subsahariana e costera' intorno ai 100 milioni di dollari (una parte in Angola e' ancora da sminare), soldi che rientreranno grazie al turismo sostenibile. (Fonte: animalieanimali).

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
873rd Post

www.marcoboschini.it

Rapporto ecomafia 2007 - 4 luglio 2007.
È stato presentato il nuovo Rapporto Ecomafia, l?annuale dossier di Legambiente sui fenomeni di illegalità ambientale in Italia. Nell?occasione, è stata lanciata la collana Verde-Nero, un progetto integrato di comunicazione sull?Ecomafia. Da una parte il Rapporto, dall?altra i racconti, due modi diversi per denunciare lo stesso fenomeno criminale. I traffici di rifiuti e l?abusivismo edilizio. Le corse clandestine di cavalli e i combattimenti tra cani. Il saccheggio dei beni archeologici e il commercio illegale di specie protette. E poi i nomi dei clan mafiosi coinvolti. I numeri delle attività di repressione da parte delle forze dell?ordine. Le storie, spesso davvero sconvolgenti, di aggressione criminale alle risorse ambientali del nostro paese. Ma anche uno sguardo oltre confine, a ciò che accade nei mercati globali dell?ecomafia. Quello realizzato da Legambiente è un lavoro di ricerca e di analisi che si fa leggere come un romanzo. Eppure è la realtà, fotografata fino nei dettagli, anche quelli meno conosciuti. Il Rapporto Ecomafia è uno strumento indispensabile per chi vuole conoscere i fenomeni d?illegalità ambientale in Italia e i mercati dell?ecocriminalità. Ed è anche un atto di denuncia contro l?indifferenza e l?inerzia di molti. Alla redazione del Rapporto hanno collaborato tutte le forze dell?ordine, le Capitanerie di porto, magistrati, la Direzione Investigativa Antimafia, l?Agenzia delle Dogane, l?istituto di ricerche Cresme. Per informazioni: a.pergolizzi@mail.legambiente.com; ceag@mail.legambiente.com . Per leggere l?introduzione e l?indice: www.legambiente.com/documenti/2007/0413e comafia2007/0417ecomafia_introduzione.pd f .

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