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| Maurizio |
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Treviso, IT |
150 MILIONI DI ECO-PROFUGHI NEL 2050, E' EMERGENZA SICUREZZA![]() L'emergenza clima questione di sicurezza. Nel 2050 saranno 150 milioni gli eco-profughi per le minacce ambientali. Crisi idrica, desertificazione, dissesto idrogeologico, eventi estremi, alluvioni metteranno sempre più in crisi intere popolazioni e muteranno la faccia della Terra aprendo guerre per le risorse, aumentando la povertà e scatenando forti conflitti sociali. Uno scenario drammatico che i Governi si troveranno sul tavolo il 17 aprile prossimo quando per la prima volta il Consiglio di Sicurezza Onu discuterà di clima. Non mancherà il capitolo Mediterraneo, uno dei bacini sul quale premono già le popolazioni africane e dove 30 milioni di ettari lungo le coste sono colpiti da desertificazione. Non ultima l'Italia con il 30% di territorio a rischio. A chiedere che il Consiglio di Sicurezza Onu discutesse sul clima è stato il Governo inglese. Richiesta sostenuta fortemente dall'Italia. E in merito al vertice Onu, proprio di recente il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha parlato del rischio della catastrofe climatica come di vera emergenza di sicurezza planetaria. I numeri di questo allarme sono contenuti un un dossier di Legambiente che ha scattato una fotografia dettagliata degli scenari che ci attendono. Un quadro drammatico rispetto al quale, ha detto il presidente di Legambiente, Roberto della Seta, "bisogna agire subito, concretamente e con decisione". Sul piatto la leadership dell' Europa. "L'Unione - ha detto Della Seta - è chiamata a rafforzare la sua leadership sia sul piano internazionale, per costruire un post-Kyoto che includa Cina, India e Stati Uniti, sia a livello comunitario per dotarsi di un sistema del mercato dello scambio di emissioni più ambizioso". Ecco di seguito le eco-emergenze che pesano sulla sicurezza: - ECO-PROFUGHI: ogni 5 anni i continenti perdono 24 miliardi di tonnellate di superficie fertile con danni economici pari a 42 miliardi di dollari annui e si stima che nel 2050 saranno 150 milioni le persone costrette a migrare per cause legate a cambiamenti climatici - DESERTIFICAZIONE: già oggi i cambiamenti climatici e le attività umane sono tra le cause dell'inaridimento di circa il 47% delle terre emerse, con carenza di piogge e temperature alte. La più colpita è l'Africa, con il 73% delle terre aride coltivate che subiscono degrado e desertificazione. Nel Mediterraneo 30 milioni di ettari lungo le coste sono colpiti dal desertificazione, un quinto della Spagna. Anche Portogallo, Grecia e Italia corrono seri rischi. Nel nostro Paese, negli ultimi 20 anni il fenomeno inaridimento è triplicato e si stima che il 30% del territorio è a rischio desertificazione. La Puglia è la regione più esposta (60% di superficie a rischio), seguita da Basilicata (54%), Sicilia (47%) e Sardegna (31%). Sotto minaccia anche le piccole isole e la Pianura Padana. - CRISI IDRICA: più di un miliardo di persone oggi non ha accesso all'acqua e nel 2020 saranno 3 miliardi; a oggi 2,6 miliardi non hanno a disposizione servizi sanitari di base. Lo scioglimento dei ghiacciai è aumentato dell'1% annuo negli ultimi 35 anni con conseguente riduzione di riserve di acqua potabile - DEFORESTAZIONE: incide tra il 20 e il 20 per cento sull' aumento di CO2 in atmosfera ma ancora non rientra a pieno titolo nei negoziati internazionali. Fonte |
| Maurizio |
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Treviso, IT |
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Treviso, IT |
![]() I grillitreviso appoggiano la protesta dei comitati contro le serre del Troian |
| Maurizio |
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Treviso, IT |
![]() Costruire serre e distruggere l'ambiente: il caso di Paese (TV)Anche il Troian, oasi felice dove resistono le ultime residue campagne del comune di Paese (Treviso), sta scomparendo un pezzo alla volta sotto le ruspe e i nuovi capannoni dedicati alle serre di una nota azienda locale, La Padana Ortofrutticola. Il 17 aprile 2007 un gruppo di una trentina di attivisti di Paeseambiente e Grillitreviso ha atteso fuori dal municipio di Paese, l'arrivo di sindaco, assessori e consiglieri comunali per partecipare al consiglio comunale dedicato al "caso Padana". Da questo si è appreso che l'azienda al centro delle lamentele dei cittadini, ha in progetto la realizzazione di una mega serra suddivisa in tre blocchi con un'altezza massima di 7,5 metri, realizzata in capriate e plinti in cemento armato, dotata di una vasca da 10 metri cubi per gli scarichi, un servizio igienico, un piazzale con una gettata di cemento di ben 398 metri quadri, il tutto da realizzarsi a nord di via Cal dei Mulini, ovvero in quell'area agricola finora salvatasi dalla distruzione delle serre. Linea Diretta con Liliana Boranga ha incontrato Andrea Zanoni di Paese Ambiente e Ellis dei GrilliTreviso per capire la situazione e "toccare con mano" l'ambiente "invaso" dalle serre di cui, tra l'altro, alcuni sollevano dubbi sulla provenienza dei finanziamenti. Trasmissione - prima parte |
| Loris D. |
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Treviso, IT |
serate sui parchi
file co.sta 2007 a piedi |
| Maurizio |
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Treviso, IT |
Allarme della Protezione civile: in Italia si registra un deficit idrologico dal 20 al 50%![]() In Italia si registra un deficit idrologico dal 20 al 50% ed è "alta" la probabilità di ondate di calore soprattutto a giugno. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto della Protezione civile sulla situazione idrogeologica in Italia. In particolare il fiume Po continua a scendere e ha raggiunto i livelli più bassi degli ultimi dodici anni, a conferma della pesante crisi idrica che si preannuncia per l'estate nel Paese dopo un inverno mite e senza grandi piogge. "Vi e' una forte preoccupazione per la situazione idrica - spiega il presidente di Federalimentare Gian Domenico Auricchio - per gli investimenti che non sono stati fatti negli ultimi decenni e per gli sprechi che bisogna assolutamente recuperare". L'industria agroalimentare - prosegue - e' legata alla filiera agricola e "puo' essere particolarmente toccata, come avvenne nel 2003", quando a subire della penuria di acqua furono in particolare gli allevamenti. Ma se si arrivasse a interruzioni nella somministrazione di energia, tutte le imprese sarebbero gravemente penalizzate. "Sul problema - conclude Auricchio - serve una riflessione piu' ampia". La responsabilita' nel garantire alle campagne l'acqua indispensabile per non far morire il territorio e il Made in Italy alimentare sara' accompagnata - ha affermato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini - dal concreto impegno degli imprenditori agricoli per la gestione e il risparmio idrico. "Siamo impegnati - ha precisato - per promuovere l'uso razionale dell'acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l'innovazione con colture meno esigenti come dimostra il fatto che la quota di acqua utilizzata dall'agricoltura in Italia e' quasi la meta' della media mondiale". "Occorre - ha aggiunto il presidente della Coldiretti - evitare il rischio concreto che nelle campagne si ripeta il disastro del 2003 quando per effetto congiunto del maltempo e della siccita' si sono superati i 5 miliardi di euro di danni all'agricoltura con gravi difficolta' per le imprese del settore e ricadute su occupazione ed economia". "C'e' il rischio di dover fermare il lavoro delle fabbriche" ha dichiarato Luca Cordero di Montezemolo, intervenendo sull'emergenza siccità a Berlino a margine dell'incontro dei presidenti delleassociazioni industriali dei Paesi del G8. "Corriamo come sempre ai ripari - ha accusato Montezemolo- quando ormai il danno è fatto e con delle toppe che non risolvono il problema di fondo". Nel Paese "vi è ormai un'incapacità patologica di procedere con interventi strutturali che superino il contingente e che vadano oltre le continue emergenze e le altrettanto frequenti elezioni", ha aggiunto. Allevi, meno formiche e zanzare La "grande siccita'" annunciata avra' effetti anche sugli animali, soprattutto sugli insetti, che potranno comportarsi in maniera anomala. "Se manchera' l'acqua gli insetti la cercheranno ovunque, ma escludo che possa verificarsi un'invasione dovuta alla siccita'", ha detto il prof. Enrico Alleva, etologo dell'Istituto Superiore di Sanita'. "Con meno acqua, per assurdo, avremo meno zanzare e forse meno formiche in giro. Quest'ultime pero' le ritroveremo piu' in casa a cercare il fresco e l'umidita'. Ma il pericolo sono le vespe, soprattutto quelle piu' grandi che diventeranno piu' irritabili e risponderanno con attacchi", ha aggiunto Alleva. Fonte |
| A former member |
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Sfoglio oggi IL TREVISO e tra lazzi ed intrallazzi (Muraro: «Il Noe è stato poco prudente, io invece avevo dati scientifici»; Gentilini: «Mi sento di escludere - dice - che De Longhi ricostruirà un altro capannone industriale a Fiera», etc....) mi coglie impreparato l'articolo a pag.6 di Denis Vendraminetto. Tanto di ... cappello all'autore per l'audacia e .. l'ironia. BUONA LETTURA:
Nessuno guarda verso il cielo di Denis Vendraminetto Tristezza! Mi accorgo che nessuno guarda più verso il cielo. Il "fuocherello" di Bepi (De Longhi) fa parlare e chissà per quanto tempo farà ancora discutere e preoccupare i trevigiani. Si dice, a ragione, he la colonna di fumo abbia avvelenato noie le nostre colture. Povero bepi, dovrà assumersi la responsabilità di tutti i veleni che ci cadono in testa. Intanto cosa importa, la fabbrica nuova è già pronta, nessun operaio perderà il posto. Altri incendi divampano nella Marca. La gente parla di racket, d'assicurazioni e d'altri interessi sotterranei. Che tristezza, nessuno alza più gli occhi verso il cielo. Nessuno ricorda il suo colore azzurro di primavera. Nessuno sa più distinguere le vere nubi all'orribile melassa che viene versata sulle teste quasi tutti i giorni da fantomatici aerei cisterna. Nessuno si preoccupa di quest'orribile complotto. La luce è tersa, tutto è fosco, tutto è inquinato. Di sicuro non è colpa solo della De Longhi, ma un capro espiatorio si doveva trovare. Poca cosa l'inquinamento di questi giorni a confronto di quello delle scie quotidiane degli 'aerei fantasma'. Un giorno, quando avranno trovato il modo per mettere il sole a pagamento come l'acqua e ci arriverà la bolletta salata sarà troppo tardi. Conviene incolpare di tutto Bepi. Prendevo il sole un pomeriggio della scorsa settimana, senza confusione di gente in una spiaggia protetta tra Caorle e Bibione. Un paio d'ore anno fatto il loro lavoro, finchè il sole ha perso la sua forza ed è salita una leggera brezza fresca, anomala e surreale. Ho preso le mie cose e me ne sono andato. Ho pensato ironicamente che forse il comune dov'ero non aveva pagato la bolletta del sole, quindi, due aerei e quattro scie... chiuso il rubinetto e tutti a casa. Mi viene da ridere a pensare a tutti quei paesi turistici dell'Adriatico che si fregiano di frasi tipo 'un mare di sole', dove gli operatori danno per scontato che il sole sia di loro proprietà. È chiaro che ormai la fonte energetica del petrolio è esaurita. Del motore energetico a moto perpetuo che sembrava dovesse rivoluzionare tutto visto il suo costo zero, non se ne sa più nulla. Intanto noi ci distraiamo con il fuocherello della De Longhi. Solo quando la spiaggia dei trevigiani, Jesolo, farà parlare i media mettendo la tassa sul sole ci si preoccuperà. Io intanto vendo le azioni De Longhi e m'informo sulla società che gestirà il sole. PS: che ne pensate????? apriamo un BOX sull'argomento??? io credo sarebbe ora di aprirlo! >>2560 |
| Loris D. |
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Treviso, IT |
Dal Cacao Alcatraz di oggi: questa è forte!! Chi ha gli indirizzi, giri la segnalazione a Montanari, Pallante, Ermani, Valerio, ecc.!
Aiutiamo Dario a scrivere un pezzo sul disastro ambientale. Con mio padre e mia madre stiamo preparando un nuovo spettacolo che avrà come tema l'ecologia attiva, cioè cosa fare concretamente per arrestare subito il collasso ambientale. In particolare Dario sta scrivendo il pezzo di apertura che vuol essere una panoramica di dati che dimostrino la situazione di rischio a cui siamo esposti. Stiamo quindi realizzando una ricerca. Chiediamo agli appassionati del tema un aiuto: quali sono, secondo te, i dati che meglio possono far capire la gravità della situazione? Quale elemento ti ha colpito di più? Quale pensi possa essere il dato che meglio può raccontare alla gran massa dei non interessati, l'urgenza di un cambiamento radicale? Grazie a chi vorrà contribuire a questo laboratorio. NOTA METODOLOGICA: non bombardatemi di link, sennò devo trascorrere i prossimi 3 anni a leggere tutto. Mi servirebbero i dati più interessanti già selezionati, ovviamente con il link alla fonte dove sono pubblicati. Non inviare e-mail, utilizza lo spazio commenti sul blog a questo indirizzo http://www.jacopofo.c... . Grazie sentitamente. In più... Diamo i numeri... Sulla tv britannica Channel 4 e' andato in onda un interessante documentario, titolo "Human Footprint" (impronta umana), su consumi e stili di vita in Occidente. Nel corso di un'esistenza media di 78 anni, una persona mangia 10.800 carote, 5.272 mele, 4,5 mucche, 15 suini, 1.201 polli, 2.327 chili di patate, fa l'amore 4.239 volte, pronuncia 123 milioni di parole, consuma 120.000 litri di benzina e fa 104.390 sogni. Legge in media 533 libri, usa 5,6 bottigliette di crema abbronzante, fuma 77.000 sigarette, riceve 628 regali natalizi. Consuma 4.239 rotoli di carta igienica e versa circa 67 litri di lacrime. (Fonte: Ansa). |
| Maurizio |
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Treviso, IT |
Quelle imbarazzanti novanta atomiche in giardinodi Mario Sanna, Angelo Saso, Maurizio Torrealta ![]() Nonostante il profondo segreto su questo argomento, una organizzazione non governativa americana, la NRDC (Natural Resources Defense Council), ha pubblicato la mappa degli ordigni atomici presenti in Europa e in Italia: si tratta di circa 480 atomiche in Europa e 90 in Italia. Rainews24 ha intervistato negli Stati Uniti Hans M. Krinstensen, l?autore del rapporto sulle atomiche in Europa per la NRDC. Rainews24 ha anche intervistato alcuni dei cittadini di Aviano che hanno citato in giudizio civile il Governo degli Stati Uniti con la richiesta che vengano rimosse le armi atomiche presenti ad Aviano, perché - secondo loro - "pericolose ed in contrasto con il Trattato di Non Proliferazione Nucleare, sottoscritto e ratificato dall'Italia, che sancisce l'obbligo per il nostro paese di non ospitare ordigni nucleari e per un paese nucleare, come gli USA, l'obbligo di non dispiegare tali armamenti al di fuori del proprio territorio". Impossibile sbarazzarsi degli ordigni atomici nel nostro paese? Rainews24 ha intervistato l'ex ministro della Difesa e l'ex ministro della Giustizia greco che hanno promosso il trasferimento al di fuori del paese degli ordigni nucleari Nato presenti. Nazioni come la Grecia o il Canada hanno deciso di non mantenere le bombe nucleari e se ne sono liberati rapidamente. Anche il Parlamento Belga ha richiesto al Governo di prendere una decisione simile e anche la stessa Germania ha cominciato a discuterne in Parlamento. Il Direttore del Gruppo di Pianificazione Nucleare della Nato Guy Roberts, intervistato da Rainews24, ha dichiarato: "..Ogni decisione in questo campo è rimessa alla sovranità nazionale. Ogni nazione è libera di decidere se intende o meno partecipare attivamente alla gestione condivisa dei dispositivi nucleari." Oltre ai 50 ordigni nella base di Aviano, Rainews24 ha avuto conferma di 40 ordigni atomici anche nella base di Ghedi, vicino a Brescia, una base italiana che non dovrebbe detenere o utilizzare ordigni nucleari, secondo il trattato di non proliferazione nucleare, più volte sottoscritto dal nostro paese. Ma quale può essere la necessità di stoccare nelle basi italiane bombe atomiche come le B-61, che hanno, secondo Krinstensen, un tempo di attivazione addirittura di alcuni mesi? Secondo le opinioni raccolte di Rainews24 il vero rischio potrebbe essere quello che le attuali testate nucleari vecchie ed obsolete vengano sostituite da nuovi ordigni nucleari più piccoli e di potenza scalabile che potrebbero aggirare i vincoli dei vecchi trattati di non proliferazione ed essere utilizzati potenzialmente contro i paesi del medio oriente. Video |
| Ellis |
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Treviso, IT |
CIFRA RECORD! 23 MILIARDI DI EURO : a tanto ammonta il giro d'affari complessivo dell'industria ecocriminale secondo l'ultimo rapporto ecomafia 2007 di Legambiente. Non è mai stato così alto.
Cresce la montagna di rifiuti speciali, pericolosi e non, che ogni anno non viene registrata nel ciclo legale di smaltimento: siamo arrivati a 26 milioni di tonnellate, una vetta di 2600 metri, la più alta mai stimata dai rapporti ecomafia di Legambiente. L'arricchimento facile giova a molti imprenditori senza scrupoli, amministratori pubblici, colletti bianchi...ecc...come conferma la Direzione Investigativa Antimafia e i cittadini restano ostaggio, nei casi più evidenti, dei clan criminali ...nei casi meno evidenti del posto di lavoro sicuro con cui sfamare la famiglia o comprare casa e beni materiali utili e inutili... Queste attività illecite avvelenano le falde idriche e l'aria che respiriamo...interessa a qualcuno? Chi difende l'ambiente è solo il solito estremista ambientalista ... bene, iscriviamoci al sito PATTO DI MUTUO SOCCORSO...l'ambiente...o lo difendi tu...o si difenderà da solo... IL RAPPORTO ECOMAFIA 2007 lo trovi sul sito di Legambiente Vedi anche "Gomorra. Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra" di Roberto Saviano e l'intervista di Enzo Biagi a Saviano (RT, rai3) del 22 aprile scorso |
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