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Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
626th Post

Leggete un po' di cosa ci scrive oggi Marco Boschini....

Spiagge di cemento - 28 marzo 2007.
Si chiama Coordinamento Salvaguardia e Tutela dell?Alto Adriatico, la sigla, un gioco di parole, è proprio COSTAA, ed è nato dall?unione sinergica di gruppi ambientalisti, singoli, persone amanti della natura, associazioni di diverso tenore. Tutti intenzionati a salvare le spiagge di Jesolo, ma anche i litorali di Cavallino, di Caorle, di Bibione ed Eraclea, dalla cementificazione che avanza, dai master-plan mastodontici che sfruttano le risorse costiere senza tener conto della flora, della fauna, della biodiversità e degli ecosistemi che convivono con il turismo. Un equilibrio che di qui a qualche anno potrebbe andare perduto, sepolto tra i pochi scampoli, di territorio che avanzeranno quando quella che viene definita senza mezzi termini «speculazione edilizia» in atto, sarà definitivamente compiuta. Dunque? E? bene correre ai ripari, per preservare quanto possibile delle bellezze della costa e mettere in salvo zone franche non raggiunte ancora dalla colata di cemento che avanza come la Laguna del Mort e il territorio circostante e in contesto urbano, anche i preziosi polmoni verdi della pineta di Jesolo, minacciata da centinaia di metri cubi di alberghi. A questo scopo è nato il coordinamento, che ha organizzato una conferenza a tema: «Spiaggia di cemento. La tutela delle coste fra turismo e urbanizzazione», (che si terrà domani, al centro anziani Pertini, a partire dalle 20.45), nella quale si metteranno a nudo i piani urbanistici e si definirà una strategia per fare fronte comune. La perdita in termini di biodiversità è sempre molto grave: secondo uno studio del WWF soltanto 412 chilometri (appena il 5,4%) delle nostre coste sono rimaste ?selvagge?, coperte da dune sabbiose che frenano l?erosione costiera, coste rocciose e falesie dall?alto valore paesaggistico, laghi e boschi costieri, steppe salate, foreste mediterranee endemiche ? tutti habitat ritenuti prioritari dalla Comunità Europea ? dove si concentra una straordinaria biodiversità. Proprio la grande varietà di habitat e di specie, fanno dell?Italia uno dei paesi più ricchi dal punto di vista naturalistico del Mediterraneo. Un paesaggio costiero deturpato da un triste elenco di brutture abusive e non, creano ulteriori oneri di urbanizzazione, quindi costi per la collettività.

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
632nd Post

Anche Marco Boschini tratta questo argomento....

Scelte verdi - 29 marzo 2007.
Provate a immaginare un grattacielo alto 800 metri e con una base larga quanto un campo di calcio. Ora provate a fantasticare ancora e immaginate che questo edificio sia composto solo ed esclusivamente da pannolini per bambini, circa 22 miliardi. E? questo il numero di pannolini che ogni anno finiscono tra i rifiuti provocando danni inestimabili all?ambiente. Da una parte per la polpa di legno necessaria per produrli ? si calcola infatti, che un bambino italiano utilizzi, nei primi tre anni di vita, circa 4500 pannolini, che corrispondono a 20 alberi di grandi dimensioni ? e dall?altra per la grande quantità di plastica e processi chimici necessari per garantire il massimo assorbimento. Tutte sostanze che finisco a bruciare negli inceneritori una volta garantito un unico, singolo utilizzo. Quali sono le soluzioni alternative possibili? Essenzialmente due. I pannolini usa e getta ecologici e quelli lavabili. I primi sono realizzati in Mater-bi o in Pla, prodotti ricavati dagli zuccheri degli amidi vegetali, ma la soluzione realmente innovativa va a pescare nel passato, quando si utilizzavano pannolini di stoffa lavabili, molto pratici e funzionali. Sono pannolini di cotone 100% biologico, non sbiancati e con la stessa forma di quelli usa e getta. Sopra il pannolino si infila una mutandine in microfibra, composta da poliestere e poliuretano che grazie alla sua natura permette all?aria di passare ma non all?acqua di fuoriuscire, inoltre tra sedere e pannolino viene messo un velo sottilissimo di cellulosa sbiancato all?ossigeno che consente di asportare le feci e gettarle nel water e di essere lavato e comodamente riutilizzato nel caso sia sporco di pipì. In Germania già nel 2000, il 20% delle famiglie ne faceva uso. Una soluzione che, oltre a evitare danni incalcolabili per l?ambiente, consente alle famiglie di risparmiare circa 300-400 euro l?anno, se è vero che mensilmente un bambino consuma quattro pacchi di pannolini alla media di 10 euro a confezione, oltre che naturalmente al tempo risparmiato per andare a comperarli. Decine di comuni in tutta Italia ormai da tempo stanno sperimentando la strada dell?incentivo per diffondere tra i cittadini del territorio l?utilizzo dei pannolini lavabili. I soldi utilizzati per coprire parte della spesa di acquisto per un kit di pannolini il Comune li risparmia dall?enorme mole di rifiuti in meno che si trova a dover smaltire. Il Comune di Colorno ha inserito, nel capitolato d?appalto per la gestione dell?Asilo nido comunale, l?obbligo per la ditta aggiudicataria dell?utilizzo dei pannolini lavabili (o usa e getta in mater-bi) per i bambini che frequentano il nido. Un piccolo gesto concreto per proteggere l?ambiente, risparmiare denaro e stimolare le famiglie a scelte consapevoli. Per ulteriori informazioni: www.comunivirtuosi.org .

Maurizio
user 3109867
Treviso, IT
218th Post


Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
659th Post

Vi giro questo comunicato giunto alla mia Sezione WWF. La presente è stata spedita anche a questi indirizzi:
<venezia@ansanet.it>, <corriereveneto@corrierevenento.it> , <conegliano@gazzettino.it>, <tribunatv@tribunatreviso.it>, <Info@radioconegliano.it>, <redazione@ilquindicinale.it>, <gabibbo@mediaset.it>, <readzione.internet@ansa.it>, <redazione@ilpiave.it>, <lazione@lazione.it>, <giornale@telenordest.it>, <info@antennatre.it>, <report@rai.it>.

Comunicato stampa da parte dei genitori degli alunni delle scuole dell'infanzia e primaria di Pianzano. I genitori degli alunni delle scuole dell'infanzia e primaria di Pianzano riunitisi martedì 27 marzo alle ore 20.45 comunicano quanto segue:
sinora abbiamo seguito un percorso di fiducia nel rapporto con i nostri rappresentanti istituzionali, rispettoso di una concezione democratica dei rapporti istituzioni - cittadini, nella quale l'amministrazione della cosa pubblica è vista esercitarsi nell'interesse e nel rispetto del bene dei cittadini; in particolare con attenzione e sensibilità verso i bambini deboli ed indifesi, che sono il fondamento stesso della nostra società civile. Riteniamo che sia da considerare segno di degrado sociale l'incapacità di garantire il rispetto della salute e della sicurezza dei bambini.
Dopo aver riesaminato quanto scritto e quanto discusso sinora anche nel corso degli incontri avuti con il vice-presidente della Regione Zaia, il presidente della Provincia Muraro, il Sindaco di Godega S. U. ed altre persone che hanno voluto restare nell'ombra, dopo aver analizzato documenti consegnatici dal sindaco, preso atto che finora non è stato fatto alcun intervento sostanzialmente risolutivo per assicurare ai bambini una situazione rispettosa delle loro necessità di salute e di sicurezza sulla strada (livello di inquinamento al sopra del limite tollerabile per la salute umana), tra i genitori si vivono sentimenti di delusione, abbandono, rabbia e desiderio di ribellione a comportamenti di adulazione e di grave disinteresse ed inettitudine verso i bambini. Riteniamo incivile questo modo di agire ed esprimiamo il nostro profondo sdegno verso tutti quei soggetti istituzionali che avrebbero dovuto intervenire per prevenire questa violenza prima e per porre rimedio poi. Quel poco che abbiamo ottenuto finora, è del tutto insufficiente a tutelare le necessità dei nostri bambini e lo stiamo ripetendo da mesi. Nulla è stato fatto per i nostri bambini. E' una situazione vergognosa.
Abbiamo deciso di avviare una segnalazione al Tribunale per i Minorenni di Venezia. Agiremo da soli nelle forme e nei modi che riterremo opportuni per risolvere il problema. I bambini sono il bene fondamentale e supremo che dà senso alla nostra esistenza di genitori e di esseri umani, noi li difenderemo con ogni mezzo dato che la loro vita è solo nelle nostre mani. Facciamo appello alla sensibilità e al coraggio di ogni persona, gruppo, organizzazione per affiancarci e partecipare ad ogni nostra iniziativa.
Allegati: lettera con le domande poste a Muraro, la lettera di risposta e la sintesi del colloquio
lettera inviata al Sindaco di Godega e la risposta scritta
lettera inviata a Di Pietro.
A nome dei rappresentanti dei genitori - Pianzano lì 28\03\07.

Maurizio
user 3109867
Treviso, IT
222nd Post

ALLARME ROSSO IN 13 PUNTI





Molti cambiamenti climatici sono gia' in atto, e sono destinati a peggiorare.
Ecco in 13 punti critici le conclusioni segnalate dagli esperti Ipcc:

  • 1) Molti sistemi naturali in tutto il pianeta sono stati gia' affetti da cambiamenti climatici regionali, in particolare aumenti di temperature.
  • 2) Un grande numero di dati raccolti in tutto il globo ha permesso di stimare l'influenza del riscaldamento globale attribuito alle attivita' umane su molti sistemi fisici e biologici.
  • 3) Un aumento della temperatura media globale di 2-2,5 gradi rispetto al presente potra' causare un forte aumento degli impatti (spostamenti geografici di specie, perdite totali di biodiversita', riduzione della produttivita' agricola e delle risorse idriche in vaste aree).

  • 4) Un aumento della temperatura media globale oltre 3,5 gradi rispetto al presente causera' aumenti della vulnerabilita' in molti sistemi naturali ed umani rendendo molto difficile attuare misure di adattamento.
  • 5) Alcuni sistemi saranno colpiti fortemente dagli impatti dei cambiamenti climatici: ecosistemi tipo tundra e foreste boreali, ecosistemi mediterranei, mangrovie, barriere coralline, aree costiere, risorse idriche e regioni secche delle basse e medie latitudini, agricoltura in regioni nella basse latitudini e la salute umana.
  • 6) Alcune regioni del pianeta saranno piu' colpite delle altre: l'Artico, l'Africa (in particolare la regione sub-sahariana), le piccole isole e i mega-delta asiatici (Gange-Brahmaputra, Zhujiang).
  • 7) Entro la meta' di questo secolo la portata media di tutti i fiumi del globo e la disponibilita' idrica potranno aumentare di circa il 10-40% nelle alte latitudini e in alcune aree umide dei tropici, ma diminuiranno del 10-30% nelle regioni alle medie latitudini e in alcune altre parti dei tropici gia' sotto water-stress. Secondo l'Ipcc i rischi dal riscaldamento globale non riguardano solo l'ecosistema, ma anche la salute dell'uomo.
  • 8) Le aree colpite da siccita' aumenteranno in estensione. Aumenteranno anche gli eventi di piu' intensa precipitazione ed aumenteranno i rischio di inondazioni. In Africa le proiezioni climatiche stimano che entro il 2020 75-250 milioni di persone saranno esposte ad un forte aumento di water stress.
  • 9) Si avra' un maggiore rischio di estinzione per circa 20-30 per cento delle specie vegetali ed animali con un aumento della temperatura media globale oltre 1,5-2,5 gradi rispetto a quella di questi anni. In Australia e Nuova Zelanda le proiezioni climatiche stimano una forte perdita di biodiversita' entro il 2020.
  • 10) L'aumento dell'acidificazione degli oceani causato dall'aumento delle concentrazione atmosferica di anidride carbonica causera' forti impatti negativi su organismi marini come i coralli e le specie a loro collegate.
  • 11) Alle basse latitudini la produttivita' agricola tendera' a diminuire anche per un aumento della temperatura media globale di solo 1-2 gradi.
  • 12) Le zone costiere saranno esposte ad un maggiore rischio di erosione costiera causata dai cambiamenti climatici che causeranno un innalzamento del livello globale marino.
  • 13) Le proiezioni climatiche relative agli impatti sulla salute prevedono uno scenario drammatico in particolare per le popolazioni dei paesi in via di sviluppo: aumento della malnutrizione e dei rischi di malattie infettive e respiratorie, aumento di mortalita' a causa di eventi piu' estremi come onde di calore, alluvioni, tempeste e siccita', aumento della frequenza delle malattie cardio-respiratorie a causa dell' aumento delle concentrazioni di ozono a livello superficiale.


Fonte

Edited by Maurizio on Apr 6, 2007 at 9:40 PM

Maurizio
user 3109867
Treviso, IT
226th Post

CLIMA, LA TERRA PRESENTA IL CONTO





Ora che il rapporto di 2500 scienziati dell'Onu ha documentato che sono in corso vasti cambiamenti climatici, dovuti a un aumento generale della temperatura provocato dalle attività dell'uomo, dalla iperproduzione, dalle colossali emissioni di gas che vengono dalle industrie e dai loro prodotti, e che se non si cambierà registro si va incontro oltre ai danni già in atto, a varie catastrofi a piacere, dalla riduzione dei ghiacciai, all'innalzamento dei mari, alla sommersione delle terre, alla desertificazione di altre, nessuno, credo, può più negare che il problema esiste e che l'«effetto serra» è un'invenzione dei soliti apocalittici.

E infatti, di fronte all'evidenza, nessuno più lo nega. Ma i rimedi proposti sono i soliti: «fonti di energia pulite, «rinnovabili», tecnologie ancor più sofisticate per poter avere uno «sviluppo sostenibile».Non esiste nessun «Sviluppo sostenibile». Lo sviluppo è già insostenibile. E ogni suo ulteriore incremento comunque ottenuto, al posto della decrescita, porta ancor più velocemente alla catastrofe ecologica. È illusorio pensare di salvare capra e cavoli, lo Sviluppo e l'ambiente, con il ricorso a fonti di energia «alternative».

Qualsiasi fonte di energia usata in modo massivo è inquinante. Se al posto del petrolio e dei combustibili fossili si userà l'idrogeno, tanto caro al tecnologica Sonn Rifkin, si alleggerirà l'ecosistema in un punto ma lo si appesantirà in qualche altro. Senza contare che la conversione di un fonte di energia in un'altra vuole tutta una serie di adattamenti sistemici che non possono esser ottenuti che usando altra energia. Cosicché se nel particolare si ottiene, poniamo, la riduzione dell'inquinamento da due a uno, a livello sistemico lo si quadruplica. E invece di risolvere il problema lo si aggrava.

«La tecnologia» mi ha detto una volta il filosofo della Scienza Paolo Rossi «per ogni problema che risolve ne apre altri dieci ancor più complessi con un effetto moltiplicatore».Questi si sono semplicemente dimenticati dell'entropia, della seconda legge della termodinamica che Carnot enuncia nel 1824 a proposito dei flussi di calore delle macchine a vapore e che nel 1860 il fisico tedesco Clausius estese alla produzione di tutte le forme di energia.Tutto ciò perché in Occidente non ci si vuole, o non si può, rassegnare a una società in cui lo sviluppo, la produzione di beni, il consumo, l'economia, il Pil non siano in costante crescita. E invece l'unica soluzione, se non vogliamo uccidere l'ecosistema che ci ha dato e ci dà la vita, è la decrescita: della produzione, dei consumi, dell'economia. Noi dobbiamo ridurre drasticamente i nostri livelli di vita, anche perché il cosiddetto benessere - andando qui oltre la questione dell'inquinamento che è la più evidente, la più immediatamente percepibile da chiunque, ma non è nemmeno la più importante - si è rivelato uno straordinario malessere esistenziale. Ovunque. In Cina da quando è iniziato il «boom» economico il suicidio è diventato la prima causa di morte fra i giovani e la terza fra gli adulti. In Europa i suicidi sono decuplicati dall'era preindustriale a oggi. Vorrà pur dir qualcosa. O no?

Il presidente della Banca Mondiale Paul Wolfowitz (davvero un bel soggettino, uno dei teocon più scatenati che ha fortissimamente voluto la guerra all'Iraq), commentando il rapporto degli scienziati Onu lamenta: «È triste constatare che oltre un milione di persone in varie parti del mondo sopravvivono a fatica, con un reddito inferiore a un dollaro al giorno. Ancor più numerosi sono gli esseri umani che non hanno accesso all'elettricità nelle zone rurali dei Paesi «in via di sviluppo». A parte il fatto che nelle economie di sussistenza, cioè di autoproduzione e di autoconsumo, si può fare a mano anche di un dollaro, al giorno o all'anno, Wolfowitz non sembra rendersi conto della contraddizione: se in quei luoghi arrivasse l'elettricità, se arrivassero i dollari, se i «Paesi in via di Sviluppo» si sviluppassero come noi il pianeta crollerebbe sotto il suo proprio peso. Se ottocento milioni di cretini industrializzati hanno mezzo a rischio l'ecosistema, sei miliardi lo distruggerebbero all'istante.Bisogna che gli abitanti dei Paesi industrializzati riducano i loro livelli di vita, abbassino la cresta e le loro folli pretese di crescita infinita su cui è basato il modello economico e sociale occidentale (le crescite esponenziali esistono in matematica, non in natura), solo allora, forse, potranno convincere i Paesi che chiamiamo del Terzo Mondo a fermarsi al punto in cui sono o, meglio, ancora, a ritornare ai loro modi di esistenza tradizionali in cui vivevano più serenamente e umanamente, prima che noi li trasformassimo in «Paesi in via di Sviluppo» (espressione che assume oggi connotati più sinistri che mai) perché, per alimentare la nostra crescita, abbiamo un assoluto e assassino bisogno, oltre che delle loro fonti di energia, dei loro mercati.Non so chi abbia messo in testa all'uomo occidentale (dimentico di tutto, della sua cultura di base, quella greca, di Eraclito e persino della fisica moderna) che la crescita sia un bene in sè. Anche il tumore è una crescita. Di cellule impazzite. Qui a far la parte delle «cellule impazzite» è l'uomo che è diventato il tumore della Terra e di se stesso.

Massimo Fini
http://gazzettino.qui...

Fonte

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
666th Post

da www.marcoboschini.it

I prodigiosi miracoli del Tutto Subito! - 12 aprile 2007
Pensavamo di non arrivare mai a vedere una multinazionale che si adopera per il risparmio energetico? E invece no, ci dobbiamo ricredere! Ci sdraiamo la sera sul divano, accendiamo la TV - o la subiamo a seconda dei casi ? e che ci capita di vedere? Una multinazionale del detersivo panni che si è inventata un detersivo spaziale che lava benissimo, sbianca bianchissimo, smacchia smacchissimo, a soli 20°. E diligentemente ci spiega quanto è il nostro risparmio economico se da domani ci muniamo di questo detersivo e laviamo a basse temperature. In tempi d?allerta sulle forniture di GAS ed Energia Elettrica, e grande sensibilizzazione al proprio conto bancario in rosso profondo, chiunque si illumina d?immenso e si sente attirato dalla novità. Tanto più che per una volta nella vita si sente anche di contribuire alla ?Grande Opera di Lavare Ecologicamente?. Per una volta tutti Eroi dell?ambiente e di un futuro possibile. Ecco quindi che miracolosamente le migliaia di ore spese da centinaia di persone su tutto il territorio nazionale, a spiegare e insegnare metodi ecologici di pulizia e quant?altro, vengono spazzati da questi miracoli dell?era moderna. Che a ben guardare sono sempre quelli degli anni passati: ?I Prodigiosi Miracoli del Tutto Subito?. Si rinsalda il comune sentire del ?c?è sempre una scorciatoia per andare dove ne vale la pena?. Ebbene, consci che non ce la faremo granchè a scalfire queste superpotenze, non perdiamo comunque l?occasione di dire l?opinione di chi dell?ambiente si occupa da tempo e dal basso, con costanza e serietà. Si sa mai che qualcuno all?ascolto si fermi ad ascoltare l?altra faccia della medaglia. La pubblicità è come sempre bene studiata, e come sempre ingannevole: vero che se si lava a 20° si risparmia corrente rispetto ai lavaggi a 40° e 60°, ma la multinazionale vi ha forse spiegato cosa è il danno ambientale di questi detersivi? Composti da molecole che si biodegradano con una difficoltà inaudita? A questo punto il cittadino medio cade: detto fuor dai denti del danno ambientale non gli frega granchè, l?importante è risparmiare sulla bolletta dell?elettricità. Fortuna c?è sempre qualche cittadino fuori dalla media che si interessa dell?ambiente. Ecco cosa gli potrebbe interessare di sapere: i nuovi detersivi funzionano anche alle basse temperature e questo si ottiene aumentando di molto gli enzimi e i candeggianti (percarbonato) nonché gli attivatori degli stessi (TAED o altri più moderni). E? vero che si risparmia energia nell?immediato, ma questo significa anche inquinare molto, o molto di più di prima. I produttori di detersivi tradizionali non si fanno alcuno scrupolo ad usare componenti inquinanti e deleteri per l?ambiente. Se poi vogliono produrre un ?detersivo spaziale? che anticipi e sbaragli la concorrenza, altro non rimane loro da fare che aumentare di moltissimo questi componenti. Con buona pace per l?ambiente. Tanto poi si rivalutano con qualche edificante ?missione bontà? attraverso la quale devolvono qualche centinaio di euro ai poveri del mondo, pubblicizzandola sul fustino in modo da attirare consumatori attratti dalle iniziative ?etiche?. Intanto loro intascano qualche miliardo di euro che di sovente re-investono in qualche provvido paradiso fiscale quando non nel finanziamento armi ed esercito (vedi ? Guida al Consumo Critico? ed. Missionaria Italiana, Centro nuovo modello di sviluppo). C?è da scommettere che nel giro di poco compariranno altri detersivi miracolosi che laveranno a bassissime temperature. Aumenterà in questo modo l?inquinamento già altissimo dovuto ai detersivi. L?offerta delle case produttrici rispecchia la domanda di mercato: la tendenza generale è di abbassare le temperature di lavaggio (la media italiana è di circa 42°C, in calo), ma già in Spagna la temperatura è già ?fredda? cioè sotto i 30°C per oltre l?85% dei consumatori. Gran parte delle macchine lavatrici spagnole nascono senza la resistenza. E? utile sapere che: stabilita una dose tipo, ad esempio 100 grammi di detersivo, e lavando a freddo, si ottiene lo stesso risultato di lavaggio a 40°C usandone la metà (e anche meno). Quindi per lavare a basse temperature bisogna abbondare sui detersivi, in questo caso strutturati in maniera tale da essere molto più inquinanti dei precedenti. Che specie di risparmio è? E risparmio di cosa? Una cosa da sottolineare per quanto riguarda la pubblicità televisiva del detersivo in questione, è che essa inizia parlando di un detersivo liquido (e fin qua tutto bene: liquido per i panni poco sporchi da lavare a basse temperature) ma finisce mostrando anche il detersivo in polvere che però non è adatto alle basse temperature, insomma è una furbata (o ecofurbata se volete). Ecologico è semplicemente imparare a selezionare i capi, lavare a freddo quello che va lavato a freddo e a caldo quello che deve essere lavato a caldo. Sapere che i detersivi in polvere sono adatti per lavaggi sopra i 40° e per lo sporco più ?grosso?, e i detersivi liquidi sono adatti per lavaggi a basse temperature e panni poco sporchi e delicati. Non abbiamo bisogno di un detersivo super inquinante che ci permetta di lavare tutto a 20°. Abbiamo una testa in grado di scegliere e preparare lavatrici diverse a seconda dell?occasione; la conoscenza per sapere quando usare polvere e liquido e a quali temperature; la consapevolezza che i componenti inquinanti dei detersivi avvelenano l?ambiente e la nostra pelle, essendo che ristagnando nei tessuti penetrano attraverso la pelle nel nostro organismo. Giacchè non siamo idioti arriviamo anche a capire che un modo semplicissimo di risparmiare energia elettrica è imparare a spegnere le luci e gli elettrodomestici che teniamo accesi inutilmente; preparare lavatrici di panni che hanno bisogno di essere lavati, e non di panni messi due o tre ore e ancora puliti; sappiamo caricare lavatrici e lavastoviglie adeguatamente, così da non farle funzionare a vuoto; conosciamo trucchi come per spegnere la lavastoviglie quando arriva in fase di asciugatura, aprirla e lasciare asciugare le stoviglie all?aria, così da risparmiare corrente; o lasciare i panni qualche ora in preammollo in lavatrice, così da potere usare lavaggi più corti; se proprio ci vogliamo sprecare arriviamo a lavare di più a mano e meno in lavastoviglie; ecc ecc.. L?etica e l?ecologia non si inventano dalla sera alla mattina, cosa che ultimamente pare invece andare molto di moda.
Elena Comana per il Gruppo Mondo Nuovo.

Maurizio
user 3109867
Treviso, IT
234th Post

PAESEAMBIENTE INVITA I CITTADINI DI PAESE A PARTECIPARE AL CONSIGLIO COMUNALE DEDICATO AL TEMA DEGLI ULTERIORI CAPANNONI CHE LA PADANA VUOLE COSTRUIRE NELL'AREA RURALE DEL TROIAN. BASTA PLASTICA E CEMENTO NELLE NOSTRE CAMPAGNE.



Il Troian, antica e storica zona rurale di Paese (TV), un tempo immersa nel verde di campi e siepi, oggi è sempre più oggetto di mire espansionistiche della ditta Padana che pretenderebbe di coprirla a più non posso di immensi cubi di plastica, alti sette otto metri, poggiati su profondi piedistalli di sterile cemento armato.

Là, dove vengono costruiti questi capannoni industriali con tanto di camini, ventilatori, condizionatori (e hanno il coraggio di chiamarle serre !), non crescerà mai piu? un filo d'erba (alla faccia dell'attività agricola), verrà asportato l'humus, lo scotico, la parte fertile del terreno che madre natura ha creato in milioni di anni e resterà solo la ghiaia dove verranno costruite fondamenta in cemento armato.

Poi non si sa quali prodotti chimici verranno utilizzati per trattare le centinaia di migliaia di piantine, tutte dimorate in vasetti e contenitori rigorosamente di plastica.

Insetticidi, antiparassitari, fitofarmaci, è possibile conoscere quali di queste sostanze e in quali quantità vengono utilizzate dalla Padana? E' possibile sapere i metodi utilizzati nel loro impiego e i rischi di eventuali possibili contaminazioni delle aree esterne a questo insediamento?

E' possibile conoscere il loro grado di pericolosità ed i rischi eventuali per la popolazione locale? E poi dove vanno a finire le acque piovane dei vivai scoperti? Vengono convogliate e raccolte per essere destinate alla loro depurazione o dove altro finiscono?

Sono queste le domande che Paeseambiente rivolge agli amministratori di Paese che saranno chiamati ad esprimersi sulla questione Padana in un consiglio comunale fissato per Lunedì 16 aprile 2007 alle ore 20.30, in seduta pubblica ordinaria per la trattazione di una "Informativa sull'insediamento Gruppo PADANA. Presa d'atto linee di indirizzo.".

Si ricorda che il 23 marzo, il 30 marzo e il 6 aprile la Padana, con dei blitz mal riusciti, ha presentato delle comunicazioni di costruzione di questi ecomostri, prontamente bloccati da altrettante ordinanze del sindaco di Paese.

Paeseambiente invita i consiglieri a non dimenticare che la Padana ha chiesto al comune, ovvero a tutti i cittadini, ben 3 milioni di euro di risarcimento danni, ha ottenuto d'autorità le firme dei cittadini che hanno chiesto lo stop dello scempio ambientale del Troian e dell'inceneritore, hanno negato a Paeseambiente l'accesso ai dati del piano aziendale (cosa hanno da nascondere???), hanno rotto la trattativa con il comune di Paese.

Andrea Zanoni e Raffaele Ruggiero di Paeseambiente hanno dichiarato: Quello che può essere utile per qualcuno, non può tramutarsi in un vero scempio per il territorio. Ogni giorno che passa non riconosciamo più il nostro paese. I consiglieri comunali hanno l'occasione per cominciare a dire basta al consumo ed allo spreco del territorio agricolo e dell'ambiente; non devono compiere l'errore dei loro predecessori che con troppa superficialità, noncuranza e negligenza hanno detto sempre di si a cave, discariche, industrie che con il tempo a Paese hanno portato solo disgrazie, degrado, inquinamento e chissà quanti morti da tumori.

Al sindaco chiediamo di ottemperare a quanto richiesto dall'ARPAV il 7 novembre 2005 che in seguito alla verbalizzazione della Padana per il rumore "prodotto dai ventilatori preposti al raffreddamento delle serre" superiore ai "valori limite di immissione e di emissione stabiliti dal DPCM 14.11.1997" ha proposto di emettere " un'ordinanza con la quale ..., far carico alla Ditta ... di adottare idonei accorgimenti tecnici allo scopo di far rientrare i livelli di rumore emessi entro i parametri indicati dal decreto sopra citato". Nel Troian non deve essere edificato mai piu' un solo altro metro cubo di plastica; plastica e cemento armato con l'agricoltura non centrano un bel niente.


Paeseambiente - tel. 347/9385856 ? 333/4248911
E-mail: paesambiente@ecorete.it - Web: www.paeseambiente.org

Edited by Maurizio on Apr 13, 2007 at 12:16 PM

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
670th Post

Gentili interlocutori, invio in allegato un articolo di giovedi 12.4.2007 della Tribuna di TV. Anche il poeta Andrea Zanzotto parla della decrescita felice e di Pallante in occasione di una manifestazione contro una devastazione ambientale in comune di Pieve di Soligo nel trevigiano. E' di buon auspicio che il messaggio della decrescita sia portato avanti da autorevoli personaggi di questo calibro. Andrea Zanzotto andrà da Fabio Fazio sabato prossimo 14 aprile alla trasmissione "che tempo che fa" su rai tre ore 20.30 e speriamo che il messaggio passi anche in quello spazio. Cordiali saluti, Gianluigi Salvador.

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Maurizio
user 3109867
Treviso, IT
237th Post


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