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Maurizio
user 3109867
Treviso, IT
132nd Post

CLIMA: ESPERTI,2007 SARA' ANNO DA CALDO RECORD COLPA EL NINO


Il 2007 sara' ricordato come l'anno piu' caldo finora registrato. A sostenerlo, come riporta la Bbc, e' l'ente metereologico nazionale della Gran Bretagna, secondo cui la corrente di El Nino sull'Oceano Pacifico fara' salire la temperatura globale, dando origine ad un esteso periodo di caldo. Secondo i metereologi inglesi, c'e' il 60% di possibilita' che la media delle temperature sia uguale o superiore a quella registrata nel 1998. La previsione e' di 0,54°C sopra la temperatura media di lungo periodo di 14°C, piu' alta quindi rispetto al record segnato nel '98, pari a 0,52°C. Gli esperti hanno tratto le loro conclusioni principalmente da due fattori: l'effetto dei gas-serra e quello di El Nino, annunciato dall'arrivo di un insolito calore nelle acque delle coste nord-occidentali del Sud-America. Il record di caldo del 2007 sarebbe quindi legato alla moderata energia gia' acquisita da El Nino sull'Oceano Pacifico. Fenomeno che, secondo l'Organizzazione mondiale metereologica (Omm), dovrebbe proseguire per tutto il primo quadrimestre dell'anno, con un effetto a catena. ''C'e' un intervallo piuttosto lungo di quattro mesi tra El Nino e il riscaldamento globale delle temperature - spiega Chris Folland, capo del centro di ricerca sul clima di Hadley -Ci siamo serviti di due metodi per prevedere gli effetti di El Nino: uno statistico e l'altro matematico, analizzando anche i dati registrati nei precedenti 50 anni. Cosi' abbiamo ricavato una probabilita' del 60% di un'annata da caldo record, il che significa che e' piu' probabile che accada che il contrario''. Lo scorso dicembre la media della temperatura globale, secondo i dati dell'Omm, e' stata di 0,42°C superiore a quella regitrata tra il 1961 e il 1990, conferendo cosi' all'ultimo semestre appena trascorso il record di piu' caldo, con una temperatura media di 9,7°C, cioe' un grado in piu' rispetto a quella segnata nello stesso periodo tra il 1971 e il 2000.
Fonte

Edited by Maurizio on Jan 5, 2007 at 7:17 PM

Maurizio
user 3109867
Treviso, IT
137th Post

A TREVISO LE PM10 VANNO A 1000 ...



A TREVISO IL 4 GENNAIO REGISTRATI BEN 105 MICROGRAMMI AL METRO CUBO DI POLVERI SOTTILI CONTRO I 50 DI LEGGE.
CON I PANEVIN (FALO') DELL'EPIFANIA SI PREVEDE UNA ULTERIORE IMPENNATA DELL'INQUINAMENTO.
SONO TROPPI I FURBI CHE, CON IL PRETESTO DEI "PANEVIN", SMALTISCONO TONNELLATE DI RIFIUTI DI OGNI TIPO IN BARBA ALLE LEGGI E AI DANNI DELLA SALUTE DI TUTTI I CITTADINI.


Ieri 4 gennaio 2007 la centralina dell'ARPAV di Treviso, ubicata in via Lancieri Novara, ha registrato un inquinamento record pari a 105 ug/mc (microgrammi/metrocubo) di PM10 (le polveri sottili), superando sia la soglia di legge dei 50 ug/mc, sia quella "di allarme" dei 100 ug/mc.
Purtroppo non sono ancora rilevabili dall'ARPAV le polveri sottilissime ovvero le PM 2,5 e le nanopolveri, molto più pericolose delle PM10.

Il 6 gennaio del 2006, dopo i tradizionali panevin dell'Epifania le centraline dell?ARPAV registrarono, sempre a Treviso, un record di inquinamento dell?aria da polveri sottili pari a ben 118 ug/mc, in sostanza il doppio dell'inquinamento registrato il giorno prima, il 5 gennaio 2006, pari a 61 microgrammi al metro cubo.

A detta degli esperti l'impennata dell'inquinamento dell'aria fu dovuta alle migliaia di "panevin" della notte del 5 gennaio, dove in troppi, ma non tutti, hanno approfittato per smaltire gratuitamente tonnellate di rifiuti di molteplici categorie (imballaggi, contenitori, pneumatici, ecc.) di plastica, polistirolo, legno trattato con solventi, gomme, ecc.,.

Il "Panevin" resta una tradizione che va mantenuta, ma che non deve diventare il capro espiatorio per privati o addirittura per qualche azienda, per smaltire i propri rifiuti e che non può prevaricare il diritto dei cittadini ad un'aria il meno possibile inquinata.
Ogni anno tutti possono constatare di persona l'aria pressoché irrespirabile della notte tra il 5 e il 6 gennaio, intrisa di fumi della combustione che sicuramente non provengono dalle sole ramaglie, contenendo probabilmente anche la pericolosa diossina derivante dalla combustione di rifiuti di plastica.

Tutti i comuni del trevigiano interessati dal fenomeno delle polveri sottili, ovvero tutti quei Comuni che si trovano in pianura, dovrebbero attuare attenti e scrupolosi controlli, soprattutto in concomitanza con i panevin, per evitare abusi e violazioni delle leggi.

Il problema dell'inquinamento dell'aria non va preso sottogamba e non va sminuito, perché provoca gravi danni alla salute: la Commissione Europea il 21/02/2005 ha reso noto uno studio dal quale risulta che lo smog accorcia la vita media degli europei di 8,7 mesi. Inoltre lo studio ha verificato che in Italia lo smog causa ogni anno ben 39.000 decessi (sui 310.000 dell?intera Europa); dallo studio risulta che più del 90 per cento dei morti è dovuto alle polveri sottili.

Ogni Comune, con il supporto dell?ARPAV, della Provincia e della Regione, dovrebbe adottare seri controlli quotidiani su chi irresponsabilmente smaltisce i rifiuti tramite la combustione illegale, anche al fine di evitare di rendere inutili le insufficienti, scoordinate, timide e a volte pure ridicole misure adottate finora per arginare il gravissimo problema delle polveri sottili.
Fonte

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
504th Post

da www.marcoboschini.it

Benvenuti all?inferno! - 7 gennaio 2007
Il riscaldamento globale potrebbe costare all?Europa migliaia di vite e miliardi di euro entro i prossimi 70 anni. E? impietoso lo studio sulla situazione climatica e ambientale elaborato dalla Commissione Europea e pubblicato oggi dal Financial Times. Tanto impietoso da lasciare pochi margini al dubbio, tra cifre e prospetti che delineano un quadro da film del terrore. Se non saranno presi provvedimenti sulle emissioni dannose, ammonisce infatti Bruxelles, l?effetto serra e il relativo surriscaldamento del pianeta andranno avanti a passi veloci. E le prime avvisaglie del clima bizzarro, d?altra parte, sono sotto gli occhi di tutti. Le possibili conseguenze per l?Europa, secondo il rapporto, investono ogni settore e andrebbero a colpire in particolare le aree meridionali del continente, con l?Italia in prima fila. Mentre il Nord Europa avrebbe un clima più mite e la possibilità di un?agricoltura più generosa, altrove si avrebbero siccità, gran caldo, inondazioni e colture depresse. Sulla base dello studio ambientale, elaborato anche con sistemi satellitari, il rapporto UE evidenzia due possibili scenari di riferimento. Il primo prevede un innalzamento della temperatura di 2,2 gradi; il secondo, più tragico, prevede un innalzamento di 3 gradi. In entrambi i casi, entro un decennio, circa 11.000 persone in più potrebbero morire ogni anno a causa del caldo, mentre l?innalzamento del livello del mare causerebbe danni per un valore di miliardi di euro. Successivamente, nel caso del primo scenario (+2,2 gradi), quasi 29.000 persone in più potrebbero morire ogni anno nel Sud Europa dal 2071. Il quadro più grave riguarda proprio l?Italia che, insieme alla Spagna, potrebbe essere destinata a soffrire maggiormente questa situazione catastrofica a causa, si legge nel rapporto, di ?siccità, riduzione della fertilità del suolo, incendi e altri fattori dovuti al cambiamento di clima?. Ma lo studio non risparmia flora e fauna: ?piante e animali tipici di certe aree geografiche moriranno o si sposteranno verso altre zone?. Il riscaldamento porterà ovviamente anche all? innalzamento del livello del mare che, secondo lo studio della Commissione europea, potrebbe crescere fino a un metro con costi ingenti per far fronte al fenomeno. Già nel 2020, in caso di innalzamento della temperatura di 2,2 gradi, la spesa per far fronte al disastro delle coste potrebbe essere di 4,4 miliardi di euro; nel caso del secondo scenario (+3 gradi) la spesa aumenterebbe a 5,9 miliardi e potrebbe crescere a 42,5 miliardi nel 2080. Ma il riscaldamento globale non risparmierà, secondo lo studio, neppure altri settori come la pesca. Dal rapporto emerge infatti una tendenza alla migrazione degli stock di pesce verso le aree più a Nord. E c?è poi il problema delle inondazioni, sempre più intense un po? in tutta Europa. In proposito l?allarme riguarda soprattutto i grandi bacini fluviali, come il Danubio che già negli ultimi anni ha fatto sentire i suoi effetti interessando con gravi danni circa 240.000 persone. Fonte: www.repubblica.it . Il rapporto della Commissione Europea delinea un quadro allarmante, dunque, in linea peraltro con altrettanti studi e denunce emersi negli ultimi mesi. Il clima sta impazzendo, a causa della follia dell?uomo! Questo ennesimo grido di allarme mette in evidenza due questioni in particolare: la prima è che bisogna intervenire subito e massicciamente per invertire la rotta, rottamando un modello di sviluppo altamente tossico e insostenibile; la seconda è che la ?nostra? classe dirigente è del tutto inadeguata ad affrontare il problema. Ed è il motivo per cui nessuno, dopo questo rapporto, farà nulla. Un paio di giorni di dichiarazioni allarmistiche, un titolo di giornale, magari un qualche piccolo provvedimento piazzato ad arte per mostrare la faccia pulita di chi ha a cuore il pianeta, e poi si ricomincerà con il tran tran quotidiano. Perché va bene l?ambiente, ma la crescita non si tocca! Sviluppo, sviluppo, sviluppo!

Nota personale: questa è solo una delle ipotesi. Un'altra previsione indica la possibilità, per il Nord Europa, di un clima più rigido, causa l'interruzione della Corrente del Golfo.
Se posso consigliarvi un libro: IL GRANDE CALDO, di Antonio Cianciullo, ed. Ponte delle Grazie, Milano 2004.

Maurizio
user 3109867
Treviso, IT
139th Post

LETTERA SPEDITA ALLA STAMPA:



UNA NUOVA FORMA DI EUTANASIA


Leggendo i vari quotidiani e guardando alcune reti televisive ci stiamo rendendo conto che la nostra situazione ambientale è arrivata oramai al capolinea.
Come mai siamo arrivati a questo punto? Chi ci ha condotto fino a qua?
Le previsioni "apocalittiche" che circolano e che, purtroppo, sono confermate anche dall'Unione Europea e dal Cnr riportano una situazione a dir poco drammatica soprattutto per il nostro Paese:
"Il riscaldamento globale potrebbe costare all' Europa migliaia di vite e miliardi di euro entro i prossimi 70 anni. E' impietoso lo studio sulla situazione climatica e ambientale elaborato dalla Commissione europea e pubblicato oggi dal Financial Times. Tanto impietoso da lasciare pochi margini al dubbio, tra cifre e prospetti che delineano un quadro da film del terrore.
Se non saranno presi provvedimenti sulle emissioni dannose, ammonisce Bruxelles, l'effetto serra e il relativo surriscaldamento del pianeta andranno avanti a passi veloci. Le prime avvisaglie del clima bizzarro, d'altra parte, sono sotto gli occhi di tutti. Le possibili conseguenze per l'Europa, secondo il rapporto, investono un po' ogni settore e andrebbero a colpire in particolare le aree meridionali del continente, con l'Italia in prima fila. Mentre il Nord Europa avrebbe un clima più mite e la possibilità di un' agricoltura più generosa, altrove si avrebbero siccità, gran caldo, inondazioni e colture depresse.
... entro un decennio, circa 11.000 persone in più potrebbero morire ogni anno a causa del caldo, mentre l'innalzamento del livello del mare causerebbe danni per un valore di miliardi di euro. Successivamente, nel caso del primo scenario (+2,2 gradi), quasi 29.000 persone in più potrebbero morire ogni anno nel Sud Europa dal 2071. Il quadro più grave riguarda proprio l' Italia che, insieme alla Spagna, potrebbe essere destinata a soffrire maggiormente questa situazione catastrofica a causa, si legge nel rapporto, di siccità, riduzione della fertilità del suolo, incendi e altri fattori dovuti al cambiamento di clima."

Ci stiamo suicidando o meglio ci stanno ammazzando. Parlare di eutanasia è molto ottimistico. Eutanasia, come afferma il Dott. Montanari, significa "buona morte", mentre quella che c'impongono buona buona non è. Una spina staccata è un conto, un cancro è un altro conto. I colpevoli che ci hanno portato fino a qua e che continuano imperterriti a percorrere la loro strada sono la peggior sorte di assassini perché sparano nel mucchio solo per mettersi in tasca un po' di quattrini e sparare nel mucchio, in questo caso, significa sparare anche alle generazioni future. Se non vogliamo essere complici per ignavia (gl'ignavi erano i dannati più disprezzati da Dante) bisogna farsi sentire e fare di tutto perché questo sterminio di massa cessi subito.
Quindi basta inquinamento, basta discutere su PM10, PM2,5, filtri o non filtri (a Treviso il 4 gennaio registrati ben 105 microgrammi al metro cubo di polveri sottili contro i 50 di legge. ll 6 gennaio del 2006 dopo i tradizionali panevin dell'Epifania le centraline dell'ARPAV registrarono, sempre a Treviso, un record di inquinamento dell'aria da polveri sottili pari a ben 118 ug/mc.) ... bisogna intervenire al più presto per bloccare questo "drammatico conto alla rovescia".
La lettura "ironica" del Financial Times sull'allarme lanciato dall'UE? "Le gondole, non più a Venezia, loro sede storica, ma risalite al Nord, ora che Venezia è sottacqua, oppure sotto la sabbia del deserto", "entro i prossimi 70 anni il turismo mediterraneo non ci sarà più, per il Sud sarà soltanto desertificazione e la nuova riviera europea si sposterà inevitabilmente molto più a Nord". Collegate a tali "allucinanti sentenze" leggo con stupore le dichiarazioni del presidente di Federturismo-Confindustria: "... il turismo in Italia ha comunque una polizza assicurativa. Il nostro Paese attrae turisti non per il clima, ma per la bellezza, l'arte, il cibo".
Ora dormiamo più tranquilli ... cancro, inondazioni, terremoti, siccità, inquinamento ... non importa: siamo assicurati.
Eutanasia allora ma con un'assicurazione non so per chi, visto che probabilmente neanche i nostri figli o i figli dei nostri figli potranno riscuoterla.
Ai posteri l'ardua sentenza. Per ora godiamoci le violette e le mimose in pieno inverno, comprensivi di mal di testa, bruciore alla gola e agli occhi e tanti, troppi, malori "inspiegabili".
Maurizio e Ellis
Grillitreviso

Edited by Maurizio on Jan 7, 2007 at 9:05 PM

Maurizio
user 3109867
Treviso, IT
141st Post

LA DESERTIFICAZIONE E' L'EMERGENZA PIU' GRAVE PER L'ONU



ROMA - La desertificazione è considerata dall'Onu l'emergenza più grave degli ultimi decenni, non solo per le sue caratteristiche di processo quasi irreversibile, ma anche per le conseguenze devastanti sulla vita di intere popolazioni, tanto che l'Onu stima in 135 milioni le persone che rischiano di diventare profughi per cause ambientali. Il processo di progressivo inaridimento del terreno interessa vaste aree del sud del mondo e specie quelle dove maggiormente insiste l'attività umana. Attualmente sono considerate aride o a forte rischio di inaridimento il 40% delle terre emerse. Secondo l'UNEP, il Programma Ambiente dell'Onu, il 70% circa dei terreni coltivati in aree semiaride o vicine ai deserti è già degradato o soggetto a desertificazione. Nei Paesi più poveri infatti - e specie in Africa - la necessità di soddisfare le esigenze vitali di popolazioni in crescita determina una pressione sempre più forte sulle risorse naturali, e idriche in particolare, mettendole ulteriormente a rischio.

I Paesi mediterranei sono popolati dal 7% della popolazione mondiale che raggiungerà i 524 mln entro il 2025, con 96 mln di abitanti insediati solo nelle città costiere. Negli ultimi anni il bacino del Mediterraneo, ritenuto uno dei 25 siti mondiali per la biodiversità, è stato caratterizzato da eventi estremi quali alluvioni, aumento della temperatura e siccità. Il bacino del Mediterraneo rappresenta una zona di transizione attraversata dal Sahara: 30 mln di ettari di terra lungo le rive del Mediterraneo sono colpiti da desertificazione, un quinto dei territori spagnoli e anche Portogallo, Italia e Grecia sono colpiti seriamente dal rischio di desertificazione, mettendo a rischio la sopravvivenza di 16,5 milioni di persone. In Italia 16.100 kmq di territorio, pari al 5,35% dell'intero Paese, sono colpiti dal processo di inaridimento dei suoli. Secondo l'UE, l'Italia in 20 anni ha visto triplicare la portata del fenomeno di degradamento dei terreni e si stima che il 27% del territorio nazionale sia a rischio desertificazione, specie al sud: la Puglia è la regione più esposta con il 60% della sua superficie, seguita da Basilicata (54%), Sicilia (47%) e Sardegna (31%). A rischio anche le piccole isole e la Pianura Padana.
Fonte


Edited by Maurizio on Jan 10, 2007 at 1:17 AM

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
506th Post

Questa si collega alla notizia di Rete Natura 2000. Qualcuna di buona ogni tanto salta fuori....

Comunicato dell?8 gennaio 2007 - IN VENETO CON L'APPROVAZIONE DEL NUOVO PIANO FAUNISTICO VENATORIO ORA SI PUO? CHIEDERE DI VIETARE LA CACCIA NEI PROPRI TERRENI. LA LAC DEL VENETO METTE A DISPOSIZIONE UN DOCUMENTO UTILE PER L?INOLTRO DELLE DOMANDE DI DIVIETO DI CACCIA.
Il 9 gennaio 2007 è la data in cui viene pubblicata nel B.U.R. (Bollettino Ufficiale Regionale) n.4 la legge regionale n.1 del 5 gennaio 2007 relativa al Piano Faunistico Venatorio della regione Veneto, piano valido per il quinquennio 2007 / 2012, approvato lo scorso 29 novembre 2006 dal consiglio regionale del Veneto. In Italia purtroppo l?articolo 842 del codice civile consente ai cacciatori di entrare liberamente nei terreni anche contro la volontà dei proprietari; si tratta di una eccezione alla proprietà privata unica in tutta Europa. L?attuale normativa statale e regionale sulla caccia consente però ai proprietari o conduttori di terreni di chiedere di vietare la caccia ove ricorrano particolari condizioni, ovvero di sottrarre determinati fondi alla cosiddetta ?attività programmata della caccia? per particolari motivi. Purtroppo la possibilità per i cittadini veneti di avvalersi di questa facoltà è limitata nel tempo a soli 30 giorni; l?ultima ?finestra temporale? utile si era aperta nell?ormai lontano 1996, quindi si tratta di una nuova occasione che si presenta molto di rado e che pertanto non va persa. Purtroppo ci sono delle discrepanze tra il nuovo piano faunistico venatorio e la legge statale e regionale sulla caccia; se si considera la L.157/92 la finestra temporale utile per inoltrare detta domanda sarà compresa tra il 9 gennaio 2007 e il 7 febbraio 2007, mentre se si considera la L.R.01/2007 la finestra utile per inoltrare detta domanda sarà compresa tra il 31 gennaio 2007 e l?1 marzo 2007. Risulta chiaro che il legislatore regionale, con le novità apportate con il nuovo piano faunistico venatorio 2007/1012 (L.R. 01/2007), ha voluto disincentivare al massimo l?attuazione di questo sacrosanto diritto previsto dalla L.157/92 e dalla L.R.50/93, ponendo di fatto fastidiosi ostacoli alla pratica autorizzativa. Il nuovo piano infatti prevede: 1) l?obbligo della presentazione di una relazione che deve essere sottoscritta da un tecnico abilitato (agronomo, perito agrario, geometra, ingegnere, architetto, ecc.), che comporterà una nuova spesa per i cittadini; 2) un tetto massimo di superficie agro silvo pastorale provinciale, interessata a detto divieto, che è pari all?1% del totale, con il chiaro intento di escludere molti terreni; 3) particolari requisiti dei terreni che purtroppo escluderanno molti cittadini da questo beneficio; 4) una burocratizzazione dell?iter di vaglio delle richieste. La Sezione del Veneto della LAC Lega per l?Abolizione della Caccia, per aiutare tutti i possessori o conduttori di terreni ha elaborato un documento
utile per chi si volesse avvalere di questa facoltà, documento completo di un facsimile di domanda e delle norme di riferimento, scaricabile qui: http://www.lacveneto.... o richiedibile a lacveneto@ecorete.it . Andrea Zanoni, presidente della Lega Abolizione Caccia ha dichiarato: ?Con la realizzazione di questo documento vogliamo aiutare tutti quei cittadini, esasperati dai cacciatori, che vogliono vietare la caccia nei propri terreni, documento scaricabile dal nostro sito internet www.lacveneto.it. Purtroppo la regione invece di snellire queste pratiche le ha burocratizzate con il chiaro intento di disincentivarle e scoraggiare i cittadini che non vogliano vedere scorazzare persone armate di fucile e cani al loro seguito in casa loro. Il tutto in un contesto dove i cacciatori invece vengono premiati dalla regione con un piano venatorio che consegna loro chiavi in mano anche le preziose aree della Rete Natura 2000 tutelate dall?Europa?.

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
507th Post

Qui invece il solito, grande Marco Boschini ci mette in guardia su una terrificante eventualità.

Considerazioni di inizio anno - 9 gennaio 2007.
Tra la fine dell?anno e l?inizio del nuovo è partita una offensiva molto brutta per la privatizzazione dell?acqua: per gli argomenti sostenuti, per silenzio inquietante della sinistra radicale che sta al governo e nei governi locali. Lo ripetiamo: Il movimento dal 13 di Gennaio sarà impegnato nella raccolta di firme per la legge d?iniziativa popolare e questa sarà la migliore risposta (per informazioni: www.acquabenecomune.org). Ma siamo preoccupati lo stesso dal fatto che se certe iniziative continuano a restare senza risposta da parte della politica, gli impegni presi nel programma da parte dell?Unione risulteranno del tutto vanificati e anche la raccolta di firme rischia di essere pregiudicata.
Note per chi non sa. Il 4 di Dicembre 2006 su La Stampa il sottosegretario alla presidenza Enrico Letta afferma: ?Via i tesoretti compressi nella sfera provinciale e largo ad un maxi matrimonio tra le utility del Nord... nascerebbe un colosso che potrebbe competere sui mercati internazionali? ma che potrebbe creare un mal di pancia a chi nel pubblico gestisce questi gioiellini... non si possono tenere tanti tesoretti compressi...?. I tesoretti sono le aziende pubbliche municipali e provinciali dell?acqua, gas e rifiuti, che vanno liberate, aggregate e messe sul mercato finanziario. E il mercato finanziario è questo: l?11 dicembre 2006 il CorrierEconomia intervista Chris Mayer, guru dei nuovi trend azionari, il quale invita: ?Fate una scommessa sui mercanti di oro blu? i titoli che distribuiscono acqua sono saliti del 30%, il fondo della Merril Linch in tre anni è salito del 94%.? Gli acquedotti sono vecchi e si stanno deteriorando? la soluzione è la privatizzazione degli acquedotti?. All?obbiezione che con la gestione privata il prezzo dell?acqua aumenterebbe, Mayer ribatte: ?Bisogna rassegnarsi all?idea che a un certo punto, o paghiamo di più l?acqua o non ce l?abbiamo?. E prosegue: ?L?acqua è il petrolio del secolo, si può prevedere un cartello di fornitori dell?oro blu sulla falsariga dell?OPEC e una Borsa che tratti i futures liquidi??. Simili dichiarazioni si commentano da sole.
L?ATO di Pavia ha scelto gli ultimi giorni di Dicembre per ratificare un accordo con la Regione Lombardia che lo allinea alle disposizioni della legge regionale che separa la gestione dall?erogazione accettando l?obbligo incostituzionale di privatizzare. Nessuna opposizione da parte di nessun sindaco. Il Sindaco Chiamparino intervistato dal Sole 24 Ore apre ai privati e scommette sulle aggregazioni di imprese? Chiamparino non ha dubbi... e appellandosi alla sinistra radicale la sollecita: ?Se vogliamo mantenere alcuni beni primari sotto controllo pubblico, come l?acqua, bisogna farlo dentro al mercato e non fuori il mercato?. Privatizzare per poter controllare? Cosa da non credere! E come fulgido esempio di mercato ci ricorda lo sbarco a Palermo (dei ?piemontesi?) della SMAT di Torino? sotto l?egida di Cuffaro commissario speciale per l?acqua in Sicilia.
E infine arriva il Garante della Concorrenza che, interpretando a modo suo la legislazione nazionale, ammonisce i politici e li invita a realizzare al più presto le privatizzazioni. Silenzio di tutto il parlamento. Ebbene il 2007 inizia male e anche noi rivolgiamo un appello ai politici: rispettate e fate rispettare gli impegni presi nel programma; smettetela con le affermazioni, ormai prive di significato, sulle privatizzazioni come necessarie perché assicurano l?efficienza, l?efficacia, l?economicità, abbiate il coraggio di guardare la realtà: le privatizzazione dei servizi pubblici sono la nuova TANGENTOPOLI e stanno producendo disastrose situazioni Telecom: debiti aumentati, bancarotta, guasti e ritardi nelle riparazioni, scandali, illegalità nelle intercettazioni. Le ferrovie sono diventate una SPA: i servizi smembrati in numerose imprese private, degrado, incidenti, licenziamenti di massa, debiti aumentati. Ospedali e sanità trasformati in aziende: servizio peggiorato scandalosamente, spesa sanitaria aumentata e debito aumentato. ACEA trasformata in SPA al 49% privata: aumentate le perdite al 35% AEM di Milano privatizzata: il servizio energetico è peggiorato, aumentate le perdite di gas e gli incidenti. Hera è sul mercato: i profitti aumentano, gli incidenti pure, si discute sulla sua responsabilità di ben 5 morti. Le stesse cose ormai sono verificabili in Inghilterra.
Smettiamola di svendere il patrimonio pubblico accumulato con il danaro della collettività. Dietro ai servizi pubblici c?è la politica di un intero secolo, ci sono gli sforzi economici delle comunità. Ci sono i diritti fondamentali all?acqua potabile, alla elettricità, al riscaldamento, alla sanità. Il silenzio e l?indifferenza su questi argomenti sta diventando insopportabile. Su questo si gioca la credibilità della politica, dei partiti e della nostra democrazia. Guardate che negli USA l?acqua è municipalizzata. Che in Olanda non si privatizza per legge. Che nella Svizzera in questi giorni l?acqua è stata considerata Monopolio di Stato. Che almeno se ne parli.
Emilio Molinari (Presidente del Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull?Acqua).

Maurizio
user 3109867
Treviso, IT
146th Post

ENERGIA:SODANO,CON STOP CIP6 RIMOSSA CAUSA DISIMPEGNO ITALIA




ROMA, 9 gen - Il primato negativo dell'Italia sugli investimenti nell'energia da fonti rinnovabili, messo in luce oggi dal rapporto dell'Unione europea, e' legato anche ai famigerati Cip 6,''una delle cause che con la finanziaria abbiamo voluto rimuovere''. Lo afferma, in una nota, il presidente della commissione Ambiente al Senato Tommaso Sodano (Prc) nel ricordare come ''tramite Cip 6 si elargivano alle fonti fossili i tre quarti delle risorse raccolte, facendo pagare in bolletta ai cittadini una tassa e fingendo che fosse per le rinnovabili''. Tra allarmi continui sui mutamenti climatici, studi sulle ripercussioni dell'economia e monitoraggi europei su quanto i singoli paesi stanno facendo per l'approvvigionamento energetico pulito, ''forse ora diventa finalmente chiaro - continua Sodano - che la nostra sui Cip 6 non era una battaglia di principio. Cosi' come non lo e' quella che stiamo facendo per indurre il governo a varare un Piano energetico nazionale, che dopo aver stimato il fabbisogno energetico, ne stabilisca le fonti e le possibilita' produttive in base ad un piano di sviluppo coerente con i parametri di difesa ambientale stabiliti a livello internazionale''.
Fonte

Edited by Maurizio on Jan 10, 2007 at 9:09 PM

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
508th Post

Da Cacao Alcatraz di oggi.

Buone notizie con beffa
La buona notizia e' che nella Finanziaria per l'anno 2007 il governo ha inserito dei fondi speciali, 10 milioni di euro, per il personale civile e militare affetto da gravi patologie a seguito dell'esposizione a materiali radioattivi. Altri 25 milioni di euro saranno invece destinati alla bonifica ambientale delle zone adibite a poligono militare. La beffa sta nel fatto che da nessuna parte compaiono le parole "uranio impoverito". Secondo il senatore Mauro Bulgarelli, promotore dell'emendamento inserito nella manovra economica, questo non impedisce ai militari avvelenati da questa sostanza di far domanda per ottenere i soldi, ma c'e' comunque di che incazzarsi. In Italia si registrano 30 decessi collegati all'uranio impoverito e circa 300 ammalati, ai quali non e' stata ancora riconosciuta la causa di servizio. L'emendamento costituisce comunque un passettino in avanti, permettera' di analizzare i singoli casi uno per uno e potrebbe finalmente aprire la strada per risarcimenti danni alle famiglie delle vittime e ai malati stessi, nonche' per progetti di ripristino ambientale. Scrive Paecereporter.net che nella guerra del Golfo moltissimi dei soldati malati (circa il 60%) avevano grandi quantita' di uranio impoverito all'interno del corpo. Molti dei nostri militari in Bosnia e Kosovo avrebbero operato in aree in cui gli aerei partiti da Aviano hanno fatto piovere di tutto. (Fonte: Peacereporter.net).

Maurizio
user 3109867
Treviso, IT
153rd Post

1. TROVATI 35 KG. DI FUNGHI ... INFREDDOLITI ... NO GIA' COTTI DAL CALDO




Funghi in gran quantità, altro che inverno... La bizzarrìa di questa stagione non ha proprio limiti. A tal punto che è anche sbagliato chiamarla "inverno", sarebbe meglio autunno. Infatti come in autunno i funghi crescono e nell'asolano c'è stata una raccolta record: ben 35 kg trovato in venti metri quadrati l'altro giorno. A scovarli un personaggio conosciuto nell'asolano, Roberto Zago, dipendente del comune di Asolo, grande appassionato di bicicletta, presidente dell'UC AsoloBike-Poggiana e grande esperto micologo. «Mai avrei pensato di trovare funghi in questa stagione - spiega Roberto Zago - li ho mostrati anche ad alcuni anziani e sono rimasti stupefatti, increduli ma è tutto vero». Ben 35 kg di funghi "chiodini" in pieno "inverno" è senza dubbio un caso più unico che raro, sicuramente da "Guinness" dei primati. «Li ho trovati per caso l'altro giorno - racconta Zago - stavo camminando per le colline asolane e siccome la passione per i funghi è tanta, stavo guardando i possibili posti dove avrebbero potuto crescere. Sicuramente non ero andato a camminare per trovare i funghi. Ad un certo punto in un angolo di una riva, in mezzo all'erba ho scorto un piccolo "chiodino". Ho pensato ad uno scherzo poi ho buttato l'occhio più in là e ne ho visti ancora. Con il bastone poi ho cercato fra l'erba e ne ho scorto un vero e proprio tappeto; non ne ho mai visti così tanti tutti insieme. Sono andato a casa a prendere i cesti e ne ho riempiti parecchi tanto che alla fine hanno pesato ben 35 Kg : in tanti anni mai vista una cosa del genere». La notizia di questa "raccolta miracolosa" fuori stagione, ha fatto in breve il giro di Asolo e Monfumo e più di qualcuno ha proposto una bella cenetta con funghi di... stagione.
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2. CLIMA: ARPAM; MUCILLAGINI A GROTTAMMARE, VERSO TRONTO




ANCONA, 19 GEN - Oggi il Servizio acque dell' Arpam di Ancona, durante i normali campionamenti del monitoraggio marino, ha rilevato la presenza di affioramenti sporadici di mucillaggini nel tratto di costa compreso tra Grottammare e la foce del fiume Tronto. Le mucillagini erano localizzate a 3.000 metri dalla riva e accompagnate da macrofiocchi e filamenti. Il materiale mucopolisaccaridico ha poi lasciato il posto a fiocchi e neve marina, con rari affioramenti verso la foce del Tronto, a 500 metri dalla riva. La temperatura delle acque oscilla fra i 9,5 e i 10,5 gradi centigradi. (ANSA). COM-MOR
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3. MALTEMPO: ARRIVA L'INVERNO, PIOGGIA E NEVE SU ITALIA




ROMA - Dopo il caldo record e lo scampato pericolo di Kyrill, arriva l'inverno sull'Italia: nei prossimi giorni ci sarà un brusco abbassamento delle temperature, accompagnato da nevicate sulle Alpi e in pianura - saranno imbiancate anche Milano e Firenze - e forti piogge. Una situazione che, secondo gli esperti del Centro Epson Meteo, resterà più o meno invariata fino agli inizi di febbraio. Le previsioni indicano infatti una perturbazione proveniente dal nord Europa che già si è messa in moto portando con sé aria gelida di origine polare e che investirà il nostro paese tra lunedì e martedì. Domani dovrebbe essere dunque l'ultimo giorno di questo pazzo inverno con temperature che si manterranno ancora di qualche grado sopra la media. Per lunedì gli esperti prevedono maltempo sopratutto al nord: ci saranno piogge diffuse su tutte le regioni settentrionali e nevicate sulle Alpi al di sopra dei 700-1000 metri. Nella notte però la neve cadrà anche a quote collinari.
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Edited by Maurizio on Jan 20, 2007 at 6:42 PM

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