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| Ellis |
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Treviso, IT |
![]() Grazie a Gianluigi Salvador ...messaggio ricevuto! |
| eva |
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Treviso, IT |
S. Artemio: una storia senza lieto fine
1905 - inizia la progettazione dell'ospedale psichiatrico che funzionerà a partire dal 1911 1943 - fino a questa data verranno ospitati 15.400 pazienti 1978 - il complesso dell'ospedale psichiatrico dimesso viene ceduto gratuitamente dalla Provincia al Comune 1995 - l'ex-manicomio viene trasferito, sulla base di una delibera regionale, dal Comune all'Ulss n. 9 di Treviso 2001 - nell'ambito della Variante Generale al Piano regolatore del Comune l'area dell'ospedale passa dalla destinazione 'servizi sanitari a quella 'residenziale, direzionale, commerciale' - negli anni successivi fallisce il tentativo dell'Asl di cedere l'area ad acquirenti privati 2004 - all'inizio dell'anno Asl e Provincia sottoscrivono un protocollo di intesa per l'acquisizione da parte della Provincia dell'ex-manicomio - a febbraio il Consiglio Provinciale prende atto dell'accordo ed avvia gli studi di massima della ristrutturazione del complesso e di fattibilità della viabilità di collegamento - a giugno la Giunta Provinciale approva i progetti di massima 2005 - a gennaio viene pubblicato il bando di gara per la progettazione definitiva dell'opera ed il Comune di Treviso approva una prima variante al P.R.G. per la viabilità del S. Artemio - a febbraio la Provincia acquista l'ex-manicomio dall'Asl e viene assegnato l'incarico per la progettazione definitiva della ristrutturazione - vengono presentate 5.145 osservazioni che chiedono la modifica della variante al P.R.G. del Comune di Treviso - a giugno e luglio i comuni di Treviso e Villorba approvano le rispettive (definitive) varianti ai P.R.G. per la nuova viabilità del S. Artemio - ad agosto viene consegnato il progetto definitivo della ristrutturazione e viene assegnato l'incarico per la redazione della Valutazione di Incidenza Ambientale, dopo le sollecitazioni di comitati ed associazioni: in precedenza era stato esclusa la necessità della più complessa Valutazione di Impatto Ambientale - il 15 settembre viene consegnata dai professionisti incaricati la Valutazione di Incidenza Ambientale - il 6 ottobre si svolge la Conferenza dei Servizi in cui viene ottenuto il via libera al progetto degli enti ed aziende interessati (comuni, Telecom, ASCO, consorzi.) - il 23 novembre comitati ed associazioni contestano i contenuti della V.in.ca. stessa in un esposto a Regione, Ministero dell'Ambiente e Unione Europea - sempre a novembre la Giunta Provinciale approva il progetto definitivo della ristrutturazione - a dicembre viene inviato all'Unione Europea il bando di gara per l'appalto integrato che comprende progettazione esecutiva della ristrutturazione, esecuzione dei lavori ed acquisizione di alcuni immobili di proprietà della Provincia - il 7 gennaio 2006 la Giunta Regionale approva la nuova variante S. Artemio del Comune di Treviso, ma il successivo 7 febbraio viene sospesa la pubblicazione della delibera perché i funzionari vogliono attendere l'approvazione della V.in.ca. contestata da comitati ed associazioni - con la Delibera n. 192 del 31 gennaio 2006 della Giunta Regionale (a firma Zaia) l'approvazione della Valutazione di Incidenza Ambientale per progetti come quello del S. Artemio passa dalla Provincia alla Regione: il possibile imbarazzo della Provincia di Treviso che sarebbe stata contemporaneamente progettista dell'opera, committente della V.inca. e sua approvatrice, è superato: sarà la Giunta Regionale a provvedere l'approvazione - il 7 marzo, infatti, con la Delibera n. 553 ( a firma Zaia) la Giunta Regionale approva la Valutazione di Incidenza Ambientale del progetto Sant'Artemio (dopo aver ricevuto integrazioni dalla Provincia e pareri dei tecnici regionali tra il 24 febbraio e il 1° marzo) e sblocca la delibera di approvazione della variante del Comune di Treviso al P.R.G. - il 14 marzo, con la Delibera n 740 (a firma Galan) la Giunta Regionale modifica nuovamente le competenze in materia di Valutazione di incidenza Ambientale: la delibera 192 del 31 gennaio viene riconsiderata e le competenze su opere come il S. Artemio tornano dalla Regione agli enti locali - a marzo 5 raggruppamenti di imprese presentano le offerte per l'aggiudicazione dell'appalto integrato - il 18 aprile 2006 la Regione approva la variante al P.R.G. del Comune di Villorba - il 16 maggio l'associazione di imprese guidata dalla Setten Genesio risulta vincitrice provvisoria della gara di appalto - il 21 agosto viene confermata l'aggiudicazione dell'appalto all'A.T.I. Setten Genesio - il 2 ottobre la Giunta Provinciale approva il progetto definitivo ed il finanziamento della viabilità di collegamento del S. Artemio (bretella casello Treviso Nord-S. Artemio) - il 18 novembre verranno consegnati ufficialmente i lavori all'A.T.I. vincitrice dell'appalto - costo complessivo dell'operazione 74.284.000 ? coperti con la vendita di immobili di proprietà della Provincia (già venduti per un corrispettivo di 52 milioni di euro, per il resto ancora da vendere) tra cui villa Freya ad Asolo, il Barco della Regina Cornaro ad Altivole, villa Franchetti a Preganziol - non è finanziata la realizzazione di teatro, museo ed ostello, cioè delle opere che esulano dalle necessità di uffici, sedi istituzionali e di rappresentanza della Provincia e darebbero una valenza sociale e di fruizione veramente pubblica all'intero complesso... luigi calesso |
| Loris D. |
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Treviso, IT |
Un socio WWF di Montebelluna ha partecipato alla manifestazione sul Cansiglio, di cui abbiam discusso in una delle ultime riunioni. Nella sez. files trovate un paio di foto scattate da lui.
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| eva |
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Treviso, IT |
CALVAGESE DELLA RIVIERA
In attesa di una fondamentale inversione di tendenza su scala planetaria, una novità tecnologica può contribuire a ridurre il livello di inquinamento atmosferico. Parliamo del cemento mangia smog, di cui si è parlato nei giorni scorsi in un convegno svoltosi a palazzo Arzaga, a Calvagese. Al centro dell?attenzione il «Tx Active», una invenzione dell?Italcementi. Un legante speciale capace di una continua reazione fotochimica, grazie alla quale può assorbire e inertizzare, trasformandole in ossigeno, sostanze inquinanti sospese nell?aria. «Dobbiamo costruire le nostre case, le nostre piazze, le nostre strade con questo prodotto - ha commentato l?assessore provinciale ai Lavori pubblici Mauro Parolini -; intanto, presto inizieremo un esperimento con la copertura del soffitto di una galleria stradale nel Bresciano, caratterizzata da un elevatissimo inquinamento». Tecnici e politici si sono poi alternati durante il convegno per dimostrare, dati e diagrammi alla mano, che gli effetti fotocatalitici del Tx sono sicuri ed efficaci. Sono stati portati gli esempi concreti ovvero realizzazioni con il mangia smog avvenute tra il 2003 e il 2006 come il tunnel di via Porpora a Milano, la grande chiesa della Dives in Misericordia a Roma, un centro yoga a Brescia, il centro sportivo Montichiarello di Montichiari, il palazzo dell?Arcivescovado a Taranto, la sede dell?Air France nell?aeroporto Charles De Gaulle di Parigi e la Città della Musica a Chambery. Ma si è parlato anche di residenze in Belgio, della sede della polizia di Bordeaux e di un edificio pubblico costruito a Casablanca, in Marocco. A organizzare il convegno di Calvagese è stato il Centro pose Senini di Montichiari che è partner esclusivo dell?Italcementi proprio per la messa in opera del Tx Active in tutta Italia. Intanto, è di queste ore la conferma che la stessa azienda monteclarense si occuperà di mettere in opera manufatti realizzati con questo prodotto lungo il tracciato della metropolitana di Brescia. L?infrastruttura, lo ricordiamo, attraverserà la città da Nord a Sud per 13 chilometri. Oltre a Parolini e ai monteclarensi Massimo e Alberto Senini sono intervenuti al convegno con le loro relazioni Alberto Ronzi e Nicola Rizzo di Italcementi. ARRIVA L'ASFALTO MANGIA-SMOG Quando i tecnici della centralina di rilevamento gli hanno mostrato i primi dati, Giuseppe Coari, assessore a Segrate, se n'è uscito con un "però!". L'asfalto "mangia inquinamento" funziona: azzerati gli ossidi di azoto, componente importante dello smog. C'è una strada a Segrate, periferia est di Milano, che raccoglie gli scarichi delle auto e li neutralizza. Pulisce l'aria, come le foglie di un albero, copiando il meccanismo della fotosintesi: trattiene le sostanze nocive ed emette anidride carbonica, nitrati di calcio e di sodio. Merito di un nuovo tipo di asfalto che, da circa un mese, è sperimentato lungo un tratto di 300 metri percorso ogni giorno da 18 mila veicoli. Costo: 25 euro a metro quadro. E i risultati, ancora provvisori, sono buoni. L'asfalto "mangia smog" è una malta fotocatalitica, prodotta con cemento e biossido di titanio. Può essere spalmata su asfalto e calcestruzzo (quindi anche edifici). Per funzionare ha bisogno di luce, anche artificiale. In presenza di luce e aria il rivestimento reagisce agli inquinanti organici e inorganici (polveri sottili, benzene), ne scinde le molecole e le modifica. Come risultato, si hanno nitrati di sodio, nitrati di calcio e anidride carbonica, cioè sostanze non inquinanti. |
| eva |
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Treviso, IT |
da "La Tribuna di Treviso" del 02-12-06, pag. 33, CronacaViabilità vietata ai mezzi pesanti: «Il traffico diventerebbe intollerabile»
San Benedetto, Quinto chiude le strade QUINTO. Quinto blocca i mezzi pesanti diretti nella nuova zona industriale di Paese che transitano nella frazione di Santa Cristina. Una scelta, quella fatta dal sindaco Dino Brunello, volta a salvaguardare il centro abitato dal viavai di camion in crescita negli ultimi mesi e destinato ulteriormente ad incrementare non appena a Padernello aprirà lo stabilimento della San Benedetto. E' per questo che il primo cittadino ha emanato un'ordinanza con la quale vieta il transito lungo le direttrici principali che attraversano Santa Cristina. In programma anche controlli dei vigili e l'istallazione di telecamere. Una doppia ordinanza per regolare il traffico di camion e autoarticolati che attraversano il territorio comunale di Quinto per arrivare nella nuova zona industriale di Paese. Nei giorni scorsi il sindaco Dino Brunello ha emanato il documento che stabilisce il divieto di transito sulle vie Emiliana, Monsignor Tognana e Baracca ai veicoli adibiti al trasporto di cose con massa a pieno carico superiore alle dieci tonnellate, mentre su via San Bernardino, nella parte al confine con il comune di Paese, il transito è interdetto ai camion superiori a 3,5 tonnellate. Obiettivo: tutelare preventivamente il territorio di Quinto dalla prossima invasione dei camion diretti al nuovo mega stabilimento della San Benedetto a Padernello. Già da un paio di mesi, comunque, il primo cittadino fa notare come sia aumentato in maniera consistente il traffico che attraversa l'abitato di Santa Cristina, sfrecciando in via Monsignor Tognana proprio davanti alla chiesa. «Si ritiene opportuno adottare alcuni provvedimenti per migliorare la viabilità e la sicurezza in alcune vie del territorio dopo aver accertato l'aumento del transito di veicoli pesanti su alcune vie, in particolare con l'avvio delle attività nella nuova zona industriale di Paese al confine con il comune di Quinto - si legge nell'ordinanza - La struttura della viabilità a Santa Cristina non è idonea a sopportare un traffico di tale portata che attraversa un centro sempre più densamente abitato, tanto che è crescente il disagio della popolazione residente nella frazione». L'ordinanza diverrà operativa non appena sarà posizionata la segnaletica. «Abbiamo discusso il provvedimento con la Provincia soprattutto nella prospettiva dell'apertura della San Benedetto - spiega il primo cittadino - Esiste infatti la possibilità per i mezzi pesanti di percorrere vie alternative senza eccessivo disagio per gli operatori del settore». Ma non è tutto. Brunello assicura che il territorio di Santa Cristina sarà oggetto di controlli serali e notturni da parte della polizia municipale e dei carabinieri sia per garantire la sicurezza della zona, sia per verificare il rispetto del provvedimento sul transito dei camion. Ad aiutare il lavoro degli agenti ci saranno anche una serie di telecamere. Il provvedimento del Comune di Quinto non fa altro che rispecchiare quanto sostenuto tempo fa dal sindaco di Paese, Valerio Mardegan. «Se a Paese verrà realizzato un polo logistico, noi insieme ai sindaci dei comuni limitrofi temiamo che le nostre strade vengano invase dai camion - aveva detto Mardegan - Per questo motivo chiedo alla San Benedetto che venga rispettata l'ipotesi iniziale legata alla realizzazione di uno scalo merci per trasferire il traffico su rotaia». |
| Loris D. |
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Treviso, IT |
Sul sito del circolo anarchico Ponte della Ghisolfa trovate un interessante articolo di V. Shiva su Coca Cola, Pepsi Cola e... la sete. http://www.ecn.org/po...
Buone tasse La nuova finanziaria introduce una tassa sull'acqua minerale: le societa' concessionarie verseranno 1 centesimo di euro ogni dieci bottiglie e cosi' finanzieranno un fondo di solidarieta' per i progetti di accesso a risorse idriche a livello nazionale e internazionale, soprattutto per i Paesi in via di sviluppo. |
| Maurizio |
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Treviso, IT |
MONTAGNA: EFFETTO SERRA; GHIACCI, PIU' GRAVE CRISI SU ALPI
![]() Febbre ad alta quota sulle Alpi italiane. E a rimetterci sono i ghiacciai che fondono sotto i colpi del riscaldamento globale. E' la crisi glaciologica piu' grave su tutto l'arco delle vette nazionali. Anche quest'anno si sono persi in media due metri di spessore e non basteranno 10 inverni nevosi a ripristinare la situazione. Il 2006 e' stato un disastro e questo caldo autunno ha inferto un altro duro colpo alle distese di ghiaccio alpine facendo registrare una fusione di 20-30 centimetri di spessore solo nel mese di ottobre. ''E se non si decide a nevicare alla svelta avremo un'ulteriore crisi''. A fare il punto sulle nostre riserve glaciali il presidente del Comitato glaciologico italiano, Claudio Smiraglia. ''Speriamo che nevichi. La mancanza di neve porta a situazioni drammatiche sulle nostre montagne. La parte inferiore dei ghiacciai - ha spiegato Smiraglia - e' ancora totalmente scoperta. Solo un mese fa assistevamo ancora alla fusione a 2.500-2.700 metri di altezza con un prolungamento della stagione di 15 giorni''. Il periodo ultimo della fusione e' infatti ai primi di ottobre e invece si e' avuta una coda fino alla fine del mese scorso. A meta' ottobre infatti la temperatura nelle fasi centrali della giornata era a zero gradi mentre in quel periodo di prevede che la colonnina di mercurio vada nettamente sotto lo zero. Quindi ''temperature anormalmente alte a quella quota'', ha riferito Smiraglia. E non e' tutto. Se a ottobre c'era una fusione accentuata ora, invece, e' arrivata la volatilizzazione del ghiaccio, ovvero la sublimazione, cioe' l'erosione determinata dal vento, tanto piu' grave per la mancanza di neve che protegge lo strato ghiacciato. E il paesaggio che si presenta e' anomalo per la stagione quando invece ci si aspetta almeno un metro di neve. Ora ci sono i prati bruciati dal vento e dal gelo, rossastri con strisce bianche dei torrenti gelati. ''Siamo a secco'', ha detto Smiraglia commentando una delle ultime spedizioni sul ghiacciaio dei Forni, in Valtellina, il piu' grande delle Alpi italiane e ''laboratorio'' per il Comitato. ''Abbiamo rilevato la mancanza assoluta di neve nella parte piu' bassa; erosione continua e fusione nelle ore piu' calde. Tutto diverso rispetto a 20 anni fa'', ha affermato Smiraglia. ''E' la piu' grave crisi a livello glaciale su tutte le Alpi - ha riferito Smiraglia - l'altra crisi si e' avuta tra il 1940 e il 1960 ma noi abbiamo gia' superato quel limite e il regresso procede in modo accelerato'' Fonte CAPANNONE SCOPERCHIATO DAL VENTO Nervesa della Battaglia (L.Bel.) Vigili del fuoco impegnati per più di quattro ore per sistemare la copertura di un capannone in via Montello a Bidasio scoperchiato da un fenomeno del tutto anomalo, un improvviso vortice che ha fatto "saltare" circa 80 metri quadrati di lucernari del tetto della ditta M.B.M. azienda che produce impianti ed accessori per il bagno. La ditta è stata l'unica ad essere "interessata" dallo strano fenomeno metereologico che si abbattuto verso le 11 del mattino. Arrivati sul posto, i vigili del fuoco della caserma di via Sansovino per sistemare la copertura (sono stati divelti diversi lucernari) hanno lavorato per più di quattro ore. I vigili sono stati costretti a ricoprire con coperture provvisorie in nylon e apposite strutture in legno ottanta metri quadrati del tetto. L'intervento non si è rivelato tra i più semplici ma alla fine i vigili del fuoco hanno completato il loro intervento mettendo in sicurezza il capannone. I danni comunque riportati dalla M.B.M. sono ingenti. Fonte ![]() NON SO VOI, RAGAZZI, MA A ME HA FATTO MOLTA IMPRESSIONE LEGGERE TALI NOTIZIE E VEDERE IERI SERA UN TEMPORALE COMPRENSIVO DI UNA "GRANDINATA" DECISAMENTE ANOMALA. ... SIAMO AL CAPOLINEA (senza esagerare) ... SPERO IN NOTIZIE MIGLIORI ![]() |
| Ellis |
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Treviso, IT |
RICICLO RIFIUTI: TREVISO PROVINCIA DA RECORD
Al primo posto in Italia c'è MASERADA dove i cittadini aiutano a trasformare il 77% degli scarti. Il capoluogo della Marca svetta invece in Regione Ben otto Comuni si piazzano ai vertici della classifica di Legambiente Tra le amministrazioni sotto i 10 mila abitanti la top-ten è trevigiana Ambientalisti: «A vincere è il SISTEMA PRIULA» I Comuni della Marca si confermano primi a livello nazionale e regionale in materia di riciclo dei rifiuti. E' il risultato della campagna di Legambiente «Comuni ricicloni 2006», patrocinata dal ministero dell'Ambiente, che dà i voti alle amministrazioni sui risultati della raccolta differenziata dell'anno scorso. I risultati dell'indagine sono stati presentati, ieri all'hotel Ambasciatori di Mestre, dal vicedirettore nazionale di Legambiente, Michele Bertucco e dal presidente regionale, Angelo Mancone. Scusate...ma con record del genere...che bisogno c'è di bruciare? La Tribuna - mercoledì 13.12.2006 Otto dei primi dieci posti della classifica nazionale delle città più «riciclone» sono occupati da centri della provincia di Treviso. Al primo posto Maserada sul Piave (raccolta differenziata: 77% e indice di qualità della gestione del riciclo: 8,69%), seguita al secondo da Preganziol, al terzo da Sernaglia della Battaglia, al quinto da San Biagio di Callalta, al sesto da Quinto di Treviso, al settimo da Santa Lucia di Piave, al nono da Spresiano e al decimo da Nervesa della Battaglia. La provincia di Venezia riesce ad infilarsi al quarto posto con Ceggia e quella di Torino all'ottavo con Carignano. «Prima fra tutti - affermano i responsabili di Legambiente - svetta Maserada. Il sistema adottato è il cosiddetto sistema Priula, per questo il consorzio della Priula si è meritata una menzione speciale. Quando un cittadino di Maserada, ad esempio, deve disfarsi di un ferro da stiro, prima di portarlo alla piattaforma ecologica, ne separa le parti elettriche da quelle metalliche per favorirne un perfetto riciclaggio». Tra i Comuni dell?Italia del Nord con meno di 10.000 abitanti Maserada rimane sempre al primo posto, seguita da Sernaglia (II), Quinto (IV), Santa Lucia di Piave (V), Nervesa della Battaglia (VII), Povegliano (VIII), Giavera del Montello (IX) ed Arcade (X). Tra le città del Nord che contano oltre 10.000 abitanti, al primo posto troviamo Preganziol, seguita da San Biagio (II), Spresiano (III), Ponzano (IV), Casale sul Sile (V), Paese (VII), Roncade (VIII), e Carbonera (IX). Passando alle classifiche regionali, che però sono state ottenute con parametri leggermente diversi da quella nazionale, per cui i dati non sono del tutto confrontabile, notiamo che anche tra i capoluoghi Treviso è vincente. Infatti, nella classifica delle sette città più importanti del Veneto, l?elenco capitanato da Treviso (raccolta differenziata: 43,7% e indice di qualità del riciclo: 41,45%) è seguito da Rovigo (48,2% e 38,79%), Vicenza (38,6% e 36,29%), Padova (39,1% e 33,55%), Verona (32,5% e 37,88%), Belluno (27,3% e 31,80%) e Venezia (19,1% e 20,31%). Si deve tenere conto, comunque, come i capoluoghi, che sono i centri più grandi sono anche quelli che hanno rendimenti più bassi in termini di riciclo rispetto ai centri minori. Infatti, se esaminiamo la classifica generale veneta vediamo che i primi 10 posti sono occupati da città della provincia: Breda di Piave (76% e 86,05%). Il motivo per cui al primo posto nel Veneto troviamo Breda invece che Maserada (il Comune primo in Italia) è perché i dati regionali e nazionali non sono confrontabili. Segue poi Arcade 77,8% e 85,93%), Sernaglia (80,9% e 85,53%), Cimadolmo (78,9% e 84,78%), San Polo di Piave (77,8% e 83,98%), Maserada (76,9% e 83,70%), Quinto (76,9% e 83,7%), Roncade (81% e 83,35%), San Biagio (77,8% e 83,11%) e Ponte di Piave (75,5% e 82,99%). Tra i Comuni sotto i 10.000 abitanti, la top-ten è tutta trevigiana: Breda, Arcade, Sernaglia, Cimadolmo, San Polo, Maserada, Quinto, Ponte, Moriago della Battaglia e Giavera. Le città sopra i 10.000 abitanti vedono primeggiare nove Comuni della Marca: Roncade, San Biagio, Casier, Preganziol, Casale, Paese, Carbonera, Oderzo e Ponzano. MICHELE BUGLIARI |
| Ellis |
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Treviso, IT |
Accade in provincia di Treviso...c'è qualcuno?...forse la particella di sodio non è l'unica a sentirsi isolata...
...e i controlli sull'acqua minerale in bottiglia?...ci fidiamo? PONZANO. LA DENUNCIA DI UNA RESIDENTE DI PADERNO - «Acqua imbevibile da anni, costretti a usare solo minerale» "Da circa due anni l'acqua è imbevibile. Molti cittadini si sono lamentati e ad oggi continuano nella loro protesta, ma nessuno a fatto nulla per cambiare questa assurda situazione." A parlare è la signora Perla Foti, una casalinga di Paderno di Ponzano residente in via dei Bersaglieri 38, che, nonostante i continui richiami fatti al comune di Ponzano e al Consorzio di Montebelluna che gestisce l'acquedotto del paese in cui vive, non ha avuto una risposta concreta al problema. "Da quando il Consorzio di Montebelluna ha preso in mano la gestione dell'acquedotto - continua la casalinga - qui a Paderno è diventato impossibile bere l'acqua. Ha un odore stranissimo, simile al cloro, ma molto più forte che non ti permette di sorseggiarla. Per non parlare poi, una volta aperto il rubinetto, di quando scende color sabbia. Non vorrei sembrare esagerata, ma non poter bere normalmente l'acqua è assurdo". Anche perché la colpa di questa situazione è da attribuire, secondo la signora, al disinfettante che il Consorzio di Montebelluna utilizza per rendere potabile l'acqua. "Visto che nessuno, in questi due anni, mi ha fornito una risposta al problema - ribadisce Perla Foti - ho deciso di rivolgermi ad un privato per far analizzare l'acqua. E dai risultati è emerso che il disinfettante utilizzato dal Consorzio, che conferisce all'acqua un'odore insopportabile, è appena sotto il limite di legge. Ma questo non è sufficiente perché, alla fine, il danno creato a noi cittadini non è di poco conto". La signora Perla, infatti, deve costantemente tenere una scorta di bottiglie d'acqua in casa. "Per fare un thè - afferma la casalinga - devo utilizzare l'acqua della bottiglia. La stessa cosa accade quando cucino o lavo i piatti. Naturalmente tutto questo ha un costo non trascurabile. Io sono veramente stanca. Anche perché pago regolarmente la bolletta dell'acqua, ma, e la cosa è veramente assurda, non posso utilizzarla. Una situazione del genere è insostenibile". Il Gazzettino - 15.12.2006 |
| Loris D. |
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Treviso, IT |
Una gran bella notizia questa! I Siti di Importanza Comunitaria e la Zone di Protezione Speciale venivano da 15 anni di tutele solo su carta (caccia compresa): ora i vincoli di protezione diventano effettivi. Nella nostra provincia sono 34 le aree interessate.
Per quanto riguarda Fontane Bianche e Storga: per il Sant'Artemio è troppo tardi, ma per la Tangenziale Est le cose ora si fanno davvero difficili. WWF: LA FINANZIARIA RILANCIA LA RETE NATURA 2000. WWF: "Un cambiamento radicale nella conservazione della biodiversità del nostro Paese". Un cambiamento radicale nella gestione della fauna e degli habitat del nostro Paese, una riforma attesa da molti anni. Questo il giudizio molto positivo del WWF a commento degli articoli contenuti nella Finanziaria votata ieri che prevedono per le Regioni un impegno deciso nella tutela dei siti della Rete Natura 2000 e il passaggio dell'INFS (Istituto nazionale di Fauna Selvatica) sotto il diretto coordinamento del Ministero dell'Ambiente. Si tratta di due cambiamenti epocali che possono diventare la base per una nuova strategia di conservazione, richiesti con insistenza dal WWF in questi mesi. Infatti, la Direttiva Habitat e la Direttiva Uccelli richiedono l'individuazione dei siti, che costituiscono la Rete Natura 2000, preziosi per gli habitat che contengono e fondamentali per la flora e la fauna in pericolo. Adesso tocca la Ministero dell'Ambiente chiudere il cerchio, indicando criteri uniformi che le Regioni non potranno derogare: con la novità di oggi infatti viene ribadita l'importanza della Rete Natura 2000 attribuendo una responsabilità diretta nella gestione alle Regioni. Questo permetterà al Paese, finalmente, di uscire dalle numerose infrazioni alle due direttive che in questi hanno visto l'Italia tristemente protagonista, costretta a pagare milioni di euro per le multe inflitte dall'UE. Immediatamente, alle Regioni dovrà esser chiesto che siano redatti i piani di gestione delle aree SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zona di Protezione Speciale) al fine di renderne la conservazione davvero efficace. Come secondo passo si dovrà prevedere la Valutazione d'Incidenza, lo strumento che determina gli impatti sugli ecosistemi, per ogni intervento e attività che possa potenzialmente entrare in conflitto con la presenza o la consistenza di specie animali e vegetali, nonché la presenza degli habitat. Non è di minore importanza la novità riguardante l'INFS, l'ente scientifico di riferimento che l'Italia ha per la gestione della fauna. La variazione votata ieri era uno degli obiettivi indicati nel processo Ecoregionale, a cui recentemente il Ministero dell'Ambiente ha aderito. Gli attuali 34 partner istituzionali, per molti mesi hanno sollecitato le istituzioni affinché questo istituto diventasse un riferimento reale per la gestione del patrimonio di biodiversità: coordinato direttamente dal Ministero dell' Ambiente adesso avrà la possibilità di essere reso strumento scientifico efficace per tutti. Nell'immediato, però, sarà necessario che i fondi siano sbloccati subito e l'istituto sia strutturato con le competenze e le risorse per assicurare il suo fondamentale ruolo di gestione e monitoraggio della fauna selvatica in Italia. Comunque oggi è un buon giorno per conservazione della natura. Roma, 22 dicembre 2006 - Manuel Bertin, Ufficio Stampa WWF Italia FINANZIARIA, DECOLLA RETE NATURA 2000. LE NUOVE NORME NEL TESTO FINALE - 22 dic. ?06 - Per la Lipu un passo potenzialmente storico per la tutela della biodiversita'. 22 dicembre 2006 - Le Regioni italiane dovranno prevedere la tutela dei siti di Rete Natura 2000 entro tre mesi, sulla base di criteri minimi uniformi stabiliti dal Ministero dell'Ambiente. Ad annunciare con soddisfazione l'importante risultato, contenuto nel testo finale della Finanziaria, è la LIPU-BirdLife Italia, che annuncia altre novità di rilievo relative all'Istituto Nazionale Fauna Selvatica (INFS) e alle sanzioni comunitarie. La nuova norma su Rete Natura 2000, contenuta nel comma 1226 del maxiemendamento della Finanziaria e finalizzata anche a prevenire ulteriori sanzioni comunitarie che potrebbero scattare a carico del nostro Paese, troppo a lungo inadempiente sul tema, prevede che lo Stato torni ad assumere la regia sul processo di conservazione della Rete Natura 2000 (la rete ecologica europea composta da Zone di Protezione Speciale e Siti di Importanza Comunitaria), prevedendo una serie di misure uniformi di tutela dei siti e delle specie che li popolano. A partire da queste misure, definite con un decreto del Ministro dell'Ambiente, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano dovranno, entro il mese di marzo, adeguare la propria normativa e prevedere dunque un'adeguata conservazione per i siti della Rete. Si tratta di un passo storico e potenzialmente fondamentale per la natura italiana ha dichiarato Giuliano Tallone, Presidente LIPU-BirdLife Italia - non solo perchè lo Stato riconquista sul tema della tutela degli ecosistemi e della biodiversità la potestà assegnatagli dalla Costituzione, ma anche perchè il percorso di Rete Natura 2000 era da troppo tempo incagliato. La definizione di criteri uniformi validi per l'intero territorio nazionale - prosegue Tallone - garantirà l'indispensabile coerenza ecologica della rete e rappresenterà un più efficace strumento di conservazione delle specie e degli habitat presenti nel nostro Paese. A questo punto bisogna attendere il decreto ministeriale, certi che sarà serio ed efficace, e il successivo adeguamento da parte delle Regioni. Ma intanto precisa Tallone - possiamo dire che ora, dopo quasi 15 anni, Rete Natura 2000 può finalmente decollare, facendo in modo che, attraverso la tutela di ZPS e SIC, l'Italia fornisca il proprio contributo al fondamentale impegno del Countdown, ovvero arrestare il declino della biodiversità dentro il 2010. Ma la Finanziaria prevede, in tema di tutela della natura, altre due novità di rilievo, che riguardano il rafforzamento dell'Istituto Nazionale Fauna Selvatica grazie al passaggio sotto la vigilanza del Ministero dell'Ambiente, che con propri fondi provvederà a risanarne il bilancio, e una serie di norme per far fronte al gravoso problema delle sanzioni comunitarie, molte delle quali relative proprio al mancato rispetto delle direttive Habitat e Uccelli. Le novità naturalistiche contenute in Finanziaria sono dunque di grande importanza conclude Tallone. Per questo vogliamo in special modo ringraziare il Ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e il gruppo dei Verdi, in particolare Loredana De Petris e Angelo Bonelli, ma anche tutti quei parlamentari che hanno sostenuto la battaglia su Rete Natura 2000. Un obiettivo, quello ottenuto, al quale la LIPU ha contribuito in modo determinante con l'intenso lavoro svolto in questi anni. |
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