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| Loris D. |
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Treviso, IT |
da www.marcoboschini.it
Il mondo sott?acqua - 4 dicembre 2007. L?impatto dei cambiamenti climatici e lo sviluppo urbano potrebbero coinvolgere entro il 2070 il triplo delle persone che attualmente sono esposte a inondazioni delle coste. Lo rileva l?Ocse in un nuovo studio, elaborato con la collaborazione di esperti del settore universitario e privato. Una classifica delle citta? portuali con una maggiore esposizione e vulnerabilita? rivela che circa 150 milioni di persone potrebbero essere esposte nell?arco di cento anni a inonondazioni, ben oltre i 40 milioni di oggi. L?impatto economico di una simile catastrofe si aggirerebbe intorno ai 35 mila miliardi di dollari nel 2070, rispetto ai 400 miliardi ipotizzabili oggi. Il segretario generale dell?Ocse, Angel Gurria, che si rechera? alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ha evidenziato che e? necessario un impegno urgente dei Paesi per affrontare la sfida dei cambiamenti climatici. ?I cambiamenti climatici sono gia? in atto, ha dichiarato Gurria, e? necessario intervenire ora per prevenire impatti peggiori?. Lo studio analizza l?esposizione delle persone in oltre 130 citta? portuali nel mondo e punta a fornire ai policy maker i dati per focalizzare le strategie di adattamento migliori per i cambiamenti climatici. Circa la meta? delle persone esposte a allagamenti, causati da uragani o tempeste, vive in sole dieci citta?. Al primo posto c?e? Bombay, ma nel 2070 potrebbe essere Calcutta la piu? vulnerabile. www.carta.org |
| Loris D. |
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Treviso, IT |
da www.marcoboschini.it
Se ne riparla nel 2050! - 18 dicembre 2007 Dopo una lunga notte di trattative un gruppo ristretto di paesi che si sono riuniti a Bali nella Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici ha stilato una road map che racchiude le linee guida. La road map servirà per raggiungere, al summit di Copenaghen del 2009, un nuovo accordo internazionale che tagli le emissioni di CO2. Un altro capitolo è quello della divisione delle responsabilità tra paesi ricchi e quelli in via di sviluppo. Lo scontro con gli Stati uniti e la Russia che non vogliono prendere impegni concreti è risultato evidente, nonostante alcune dichiarazioni ottimistiche tra cui quella di Simon Gabriel, ministro tedesco per l?ambiente, che si è detto fiducioso. Alla fine però si è arrivati a un compromesso. Nel documento finale non si fa riferimento ai tagli del 25-40 per cento da realizzare entro il 2020 ma all?obiettivo da raggiungere entro il 2050, ovvero il dimezzamento delle emissioni rispetto ai livelli del 1990. Rinviando in questo modo l?accordo ad un ennesimo processo negoziale. Insomma, se ne riparla tra quarant?anni, se avremo ancora un luogo sulla Terra per incontrarci a discutere?. |
| Loris D. |
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Treviso, IT |
Domani sera saranno bruciati i panevin e parte del mondo ambientalista contesta questa tradizione, per diversi motivi, tra cui il fatto che molti purtroppo approfittano dell'occasione per bruciare porcherie, in un'assurda gara a chi costruisce il falò più alto.
Io comunque non mi ritovo in questa polemica, seppur fondata, e ribadisco che prima di abolire questa tradizione plurisecolare andrebbero prese ben altre misure per ridurre l'inquinamento atmosferico: - introdurre massicciamente la bioedilizia e le fonti rinnovabili; - chiudere i centri al traffico veicolare e rendere efficiente il trasporto urbano; - favorire pratiche come il bike od il car sharing; - smetterla di costruire strade; - rendere le industrie energeticamente autosufficienti; - introdurre una percentuale di biocombustibile nei carburanti; - arrivare allo zero waste od al 100% di riciclaggio rifiuti (già possibile ma inattuato); - rendere operativi i principi della decrescita sostenibile; - favorire il telelavoro; - tracciare una fitta rete di piste ciclabili; - rendere competitive la ferrovie, pur senza l'azzardo tav che in Italia sarebbe inutile; - rivedere i P.A.T.; - studiare la fattibilità della metro di superficie; - considerare la possibilità di traportare più merci per via acquea; - produrre prodotti più naturali; - consumare meno carne. Tuttavia, suggerirei controlli sui panevin nel corso della gionata del 5 gennaio e se qualcuno venisse beccato con le mani nella marmellata dovrebbe togliere subito dalla catasta il materiale incriminato e poi subire un processo per direttissima. Condivido invece l'idea di farli più piccoli.... |
| Loris D. |
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Treviso, IT |
Dal Corriere delle Alpi - GIOVEDÌ, 24 GENNAIO 2008 - Chisso promette: «Bloccheremo l?obbrobrio». Anche l?assessore regionale s?impegna a fermare le cave di Campo e di Schievenin. Sul sì alla moratoria accordo bipartisan e voto in settimana.
VENEZIA. Obbrobrio, ovvero ?cosa particolarmente brutta?. Non è la definizione di fantozziana memoria (quella dedicata alla Corazzata Potemkin), ma quando l?assessore regionale Renato Chisso mette la sua personale etichetta sui due progetti minerari per il Basso Feltrino i comitati capiscono che centomila passi non sono stati percorsi invano. Le cave di Col del Roro e di Schievenin non si faranno. Dopo le promesse di ieri, il sì alla moratoria è praticamente certo. Un mese fa gli ambientalisti erano andati via da Palazzo Ferro Fini, sede del consiglio regionale, con una mezza promessa sottoscritta da rappresentanti di mezzo consiglio. Ieri pomeriggio, tre giorni dopo aver marciato da Fener alla laguna, i rappresentanti del comitato Col del Roro, del WWF e dell?Ecoistituto Veneto sono tornati a casa con la certezza che lo stop alle case sarà approvato dal consiglio regionale, forse già questa settimana. Al fronte bipartisan formato da Dario Bond, il consigliere forzista che ha ispirato la moratoria dedicata al Basso Feltrino, Guido Trento (Pd), Gianpaolo Bottacin (Lega) e Nicola Atalmi (Pdci) si sono aggiunti Pietrangelo Pettenò (Rifondazione), Diego Cancian (Pne) e Marco Zabotti (Per il Veneto con Carraro). Ma soprattutto l?assessore regionale alle risorse geologiche e minerarie Chisso che si è impegnato solennemente a «rispettare il mandato che il consiglio gli vorrà dare» e quindi a «bloccare l?obbrobrio» delle due concessioni minerarie che minacciano il Massiccio del Grappa. «La mia opinione nei confronti di questi cantieri», ha sottolineato Chisso, a scanso di equivoci, «è totalmente negativa». Le miniere da 12 milioni di metri cubi non passeranno, dunque. La moratoria bloccherà i progetti a tempo determinato, ossia fino a quando la Regione non si sarà dotata di un piano sulle cave. Sarà salvo il Grappa, salvo il torrente Tegorzo che disseta 54 comuni (350 mila abitanti) delle province di Belluno e Treviso, salva la palestra di roccia che richiama centinaia di appassionati a Schievenin. Salvi i comuni del Basso Feltrino, «che dal punto di vista ambientale hanno già dato quanto basta», rimarca Guido Trento. Nel clima di soddisfazione generale, spunta anche un mezzo impegno a trovare - nella Finanziaria regionale che si discute in questi giorni - un finanziamento «a sostegno del centro di accoglienza turistica e per la valorizzazione della valle di Schievenin». Grasso che cola, si direbbe. «La sola cosa che conta è che Chisso stavolta, a differenza di quanto fatto con il comune di Vas, si sia dichiarato contro il progetto», dice Nicola Atalmi. «E? un successo di tutti», gli fa eco Bond. «Un segnale di attenzione verso la montagna e il suo ambiente». Trento conforta i rappresentanti del comitato, ancora provati dalla lunga marcia: «La loro protesta è stata straordinaria, per come sono riusciti a sensibilizzare la gente e per la lezione di civiltà che hanno dato. Meritano questa bella vittoria». |
| Loris D. |
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Treviso, IT |
Dal Cacao Alcatraz di oggi.
Il Pianeta prende la parola Il 3 gennaio 2008 sono iniziate le trasmissioni di Radio WWF (http://www.radiowwf.i... , si puo' ascoltare anche on-line), per raccontare l'ambiente e i suoi problemi, l'uomo e l'unico Pianeta che abbiamo. Il palinsesto prevede notiziari, rubriche scientifiche, approfondimenti e tanta musica. Da non perdere il filo diretto con i panda. (Fonte: ProfessionEtica). |
| Loris D. |
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Treviso, IT |
Giovedì 14 febbraio, dalle 16 alle 18.30, il prof. Gianni Tamino parlerà al liceo Canova di TV.
Tema: le grandi emergenze ambientali del pianeta. |
| Loris D. |
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Treviso, IT |
Dal Cacao Alcatraz di mercoledì 13 febbraio...
Buon compleanno Kyoto Il 16 febbraio compie 3 anni il Protocollo di Kyoto, il primo e unico trattato internazionale che prevede un taglio delle emissioni inquinanti a livello globale. E? stato ratificato da 176 Paesi, Stati Uniti esclusi. Cosa prevede il protocollo di Kyoto? Un taglio complessivo del 5,2% delle emissioni di gas serra a livello globale entro il 2012, facendo riferimento ai livelli del 1990. L?Italia, ad esempio, dovrebbe tagliare le sue emissioni di CO2 del 6,5% rispetto al 1990 quando cioe' era a 516 milioni di tonnellate. Secondo le stime nel 2006 le abbiamo aumentate a 573 milioni di tonnellate. Dal primo gennaio 2008 e? infine entrata in vigore anche la seconda parte del trattato, che prevede un aumento del costo della CO2. Finora una tonnellata di anidride carbonica costava 60 centesimi di euro. Dal primo gennaio il prezzo sale a 21,75 euro e si parla di arrivare a 40 euro per la fine dell?anno. Di pari passo sono aumentate le multe per chi non rispetta i tetti stabiliti dai piani nazionali di riduzione. Esiste infine una ?borsa dei fumi?, esclusivamente a uso ludico-ricreativo. La Muraglia Verde Dopo la Grande Muraglia cinese, anche l?Africa sta studiando un piano per creare una muraglia di alberi e vegetazione lungo tutto il continente, cosi? da fermare l?avanzata del deserto Sahel, Sahara del sud. Da un?idea dell?ex presidente nigeriano Olesegun Obasanjo, la barriera sara? lunga 7000 chilometri e larga 15. Oltre a fermare la desertificazione, la Muraglia verde contribuira? anche all?assorbimento dei gas serra, salvando il culo al Protocollo di Kyoto. Partito nel 2004 il progetto e? ancora e solo in fase di studio. (Fonte: misna.org). ... e da quello di oggi. Avete mai visitato il sito internet http://www.kyotoclub.... ? Il contatore in alto a destra indica quanti milioni di euro dovra' pagare l'Italia per il ritardo nel rispettare gli obiettivi del protocollo di Kyoto. 5,4 milioni di euro al giorno, 63 euro al secondo. Invece di ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera, noi le stiamo aumentando. C'e' anche una buona notizia, che forse permettera' di ridurre le ammende (di circa 2 milioni di euro) per il nostro paese. Il Protocollo di Kyoto consente infatti di scaricare dal totale delle emissioni di gas serra, un po' come si fa nella dichiarazione dei redditi, il volume di legno che si trova nelle nostre foreste, compresi gli alberi morti. In Italia ci sono 12 miliardi di alberi, con un incremento dello 0,3% ogni anno. Pericolo scampato? Magari! Lo stesso Protocollo impone che ogni albero sia censito, protetto e iscritto nel "Registro dei serbatoi di carbonio", una struttura che l'Italia non ha ancora creato. Peccato non avere un governo con cui prendersela! |
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Lotta alle polveri sottili Pm10. Sono al lavoro i comuni della "Bassa" (Preganziol, Mogliano, Casale, Casier, Silea e Roncade) per mettere a punto un piano d'azione unitario per combattere l'inquinamento dell'aria. Il traffico automobilistico è il responsabile maggiore della morsa dello smog che insidia sempre di più la salute dei cittadini, oltre ad avere pesanti ripercussioni sulla tutela ambientale. Alle famigerate polveri sottili Pm10 si sono aggiunte le più temute Pm 2,5 che sono state evedenziate dalle recenti ricerche sull'inquinamento atmosferico. Nel primo incontro che hanno tenuto i responsabili dei sei comuni della fascia sud di Treviso è stato convenuto che bisogna adottare strategie diverse dalle misure finora adottate delle targhe alterne (come quella in vigore fino a marzo a Mogliano per le no-kat con cilindrata superiore ai 1400 cc) o dei blocchi del traffico che hanno dato scarsi risultati. Si punta invece al potenziamento del servizio pubblico di trasporto per invogliare la gente a lasciare la macchina nel garage. Dal comune di Preganziol è partita la proposta di realizzare una rete di piste ciclabili intercomunali per favorire la mobilità sulle due ruote. Altrettanto importante è la denifizione dei piani energetici comunali per contenere l'inquinamento dell'aria. A breve scandenza sono previsti altri incontri tra gli amministratori dei sei comuni impegnati nella stesura del piano antinquinamento atmosferico previsto dalla Provincia.
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| Loris D. |
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Treviso, IT |
www.marcoboschini.it
Oceano mare - 25 febbraio 2008. Per la prima volta è stata mappata l?impronta complessiva delle 17 attività dell?uomo sugli ecosistemi marini: la pesca, i cambiamenti climatici e l?inquinamento hanno lasciato un forte impatto sugli oceani. La situazione è allarmante perché gli scienziati hanno dimostrato che più del 40% dell?ecosistema marino è stato profondamente colpito. Le conseguenze sono maggiori di quelle previste nel Mare del Nord, nel mare cinese del Nord e del Sud, nei Caraibi, nel Mediterraneo, nel Mar Rosso, nel Golfo Persico, nello Stretto di Bering, lungo la costa Orientale del Nord America e in gran parte del Pacifico Orientale. Sembrano escluse le calotte polari, seppur profondamente colpite dallo scioglimento dei ghiacci. Sono stati colpiti svariati ecosistemi su diversi livelli: lo studio ha rivelato che quasi il 50% delle barriere coralline sono state pesantemente danneggiate. Altre aree interessate dall?impatto umano sono le foreste di mangrovie, le catene montuose sottomarine, le piattaforme continentali e le scogliere rocciose. Gli ecosistemi più vicini alla superficie hanno subito profonde modificazioni non sempre ripristinabili. A differenza dei precedenti studi incentrati su una singola area geografica o per lo più di un solo fenomeno su scala globale, questo studio dovrebbe guidare lo sviluppo e la gestione futura delle risorse marine, per progettare il trasferimento delle attività ad alto impatto lontano dalle aree più delicate. I risultati, pubblicati sulla rivista Science, testimoniano una condizione critica ma migliorabile tramite una serie di politiche di tutela ambientale. Istituire delle zone in cui è vietata la pesca, riorganizzare le rotte commerciali marittime e regolamentare lo sfruttamento delle risorse sono solo alcune delle politiche da intraprendere per conservare l?ecosistema marino e permetterne l?utilizzo sostenibile. |
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Marco Cedolin
E? notizia di oggi quella secondo cui i carabinieri del Comando Tutela Ambiente hanno proceduto al sequestro di 30 tonnellate di acciaio inox provenienti dalla Cina, contaminate da Cobalto 60, isotopo radioattivo ad elevata radiotossicità e periodo di dimezzamento nell?ordine dei 6 anni. Il materiale radioattivo era giunto in Italia lo scorso maggio (cioè quasi un anno fa) nel porto di La Spezia e proviene dal più grande impianto siderurgico del mondo di proprietà della società cinese Tysco. Il materiale grezzo contaminato è stato utilizzato da importanti società italiane che lo hanno lavorato e messo in commercio, ma i nomi delle suddette società non sono stati resi noti dai carabinieri, probabilmente per evitare che subissero un danno d?immagine. Sono state rese pubbliche solamente le province, Brindisi, Campobasso, Treviso, Milano, Lucca, Frosinone, Latina e Mantova dove sono stati effettuati i sequestri. La contaminazione non è stata scoperta lo scorso maggio al momento dell?arrivo del carico in Italia, in quanto la nostra legislazione (nonostante 15 anni di governi ?riformisti?) non prevede che siano effettuati controlli radiometrici al momento dello sdoganamento per quanto riguarda i materiali semilavorati, mentre limita tali controlli solo ai rottami metallici. A distanza di quasi un anno la contaminazione da Cobalto 60 è stata scoperta, in maniera fortuita, grazie a successivi controlli che avevano per oggetto gli scarti di lavorazione, quando già il materiale sotto forma di laminato si apprestava ad essere impiegato, e in parte probabilmente lo è stato, nelle diverse produzioni industriali di camini, serbatoi, pulegge, tramogge, cappe ciminiere e quant?altro. La notizia racchiusa in modesti trafiletti sulle pagine dei nostri giornali, quasi invisibile fra i fiumi di parole dedicati al Festival di Sanremo e alla campagna elettorale di Veltrusconi sarebbe già di per sé sconvolgente, se non fosse che la conclusione cui i media giungono per liquidare le conseguenze della vicenda, sconvolge in maniera assai più drammatica e profonda. Sul Corriere della Sera, al fondo del trafiletto che tratta l?argomento, omettendo di citare il nome delle imprese incriminate, si può infatti leggere che ?gli inquirenti escludono ipotesi di danni per la salute dei lavoratori, della popolazione e dell?ambiente?. L?acciaio contaminato dal Cobalto 60, importato non si sa da chi, lavorato non si sa da chi, distribuito non si sa a chi, risulta perciò radioattivo solo empiricamente, in quanto tale radioattività non nuoce tanto ai lavoratori che lo maneggiano, quanto alle persone che potrebbero goderne nel caminetto del salotto, quanto all?ambiente nel quale è stato collocato. Dormite pure sonni tranquilli, abbiamo leggi che non prevedono controlli di sicurezza, i cinesi hanno fatto uno sbaglio accidentale, noi accidentalmente non ce ne siamo accorti se non dopo 10 mesi durante i quali il materiale radioattivo ha viaggiato per l?Italia ed è stato lavorato, ma dormite comunque sonni tranquilli e se aveste qualche incubo vorrà dire che manderemo in TV qualche esperto del calibro di Veronesi a spiegare a tutti gli italiani che la radioattività, se presa a piccole dosi, può perfino far bene alla salute, come un bicchiere di vino al giorno. |
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