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Maurizio
user 3109867
Treviso, IT
442nd Post

[...]

UNA PETIZIONE INDIRIZZATA AL SINDACO DI PAESE CHIEDE DI FAR LUCE SUL FENOMENO E SULLE CAUSE DEI TROPPI MORTI DI CANCRO A PAESE (TV).
OGGI OGNI CITTADINO DI PAESE PUÒ RACCONTARE DI AVERE UN CONOSCENTE, UN AMICO O PEGGIO UN PROPRIO CARO DECEDUTO A CAUSA DEL CANCRO.
SONO TROPPE LE FONTI DI INQUINAMENTO CONCENTRATE IN UN UNICO COMUNE COME QUELLO DI PAESE E LE SUE FRAZIONI DI CASTAGNOLE, PORCELLENGO, PADERNELLO E POSTIOMA.


Paeseambiente ed Amici del Troian hanno indetto una petizione, indirizzata al sindaco di Paese, per fare luce sui fenomeni e sulle cause delle decine di morti per cancro che si verificano sempre più frequentemente nel comune di Paese e nelle sue frazioni di Castagnole, Porcellengo, Padernello e Postioma.
I dati relativi alle persone morte da tumore nel comune di Paese sembrano preoccupanti: solo nel mese di gennaio di quest?anno abbiamo registrato un decesso la settimana a causa del cancro.
Oggi la scienza ufficiale ha confermato la relazione tra le varie fonti di inquinamento e l'insorgenza del cancro, leucemia e malattie cardiovascolari.
Il territorio di Paese, con centinaia di fonti di inquinamento come le polveri sottili ed esalazioni rilasciate da cave, discariche, aerei dell'aeroporto militare di Istrana il cui corridoio aereo è tutto sopra il territorio di Paese, che sporcano l'aria che respiriamo, l'acqua, le produzioni agricole ed orticole, ecc., risulta essere potenzialmente terra fertile per queste terribili malattie.
Non vanno poi sottovalutate tutte quelle attività inquinanti cessate da tempo (Fonderie di Paese e Padernello, ex centro gas butano di Villa, fabbrica di bombe di Castagnole, deposito di combustibili militari di Postioma, discariche di amianto di Paese, Padernello, Porcellengo e Castagnole, ecc) dato che gli effetti dell'inquinamento sulla salute possono manifestarsi anche a distanza di decine di anni, ossia ad attività inquinanti cessate.
Purtroppo l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del terreno provocato da fabbriche, discariche, aerei, ecc. può facilmente transitare sulle coltivazioni agricoli ed orti, entrando nella catena alimentare, nonché sulle troppe falde acquifere affioranti, chiamate impropriamente "laghetti", delle cave di Paese.
Anche le emissioni di vapori, gas ed esalazioni varie che durano da decine di anni, provenienti dalle discariche ex Ecoidrojet di Castagnole, Marini di Castagnole e Tiretta di Padernello, causa del noto fenomeno di odori acri e nauseabondi rilevabili periodicamente in tutto il comune, potrebbero in qualche modo interferire sulla salute dei cittadini.
Come tutti i fenomeni di inquinamento, infatti, i rischi per la nostra salute sono strettamente correlati da un lato alle concentrazioni degli inquinanti respirati od ingeriti e dall'altro anche al tempo prolungato di esposizione agli stessi.
Il comune di Paese, purtroppo, è noto anche per detenere dei record negativi registrando addirittura 29 cave (un record nazionale), alcune ancora attive e molte convertite in discariche e ben 9 discariche delle quali persino 4 di rifiuti di amianto (anche questo pare essere un record nazionale) e le altre di rifiuti industriali e solidi urbani.

Andrea Zanoni presidente di Paeseambiente ha dichiarato: Quello che chiediamo con la petizione è una vera e propria indagine epidemiologica che faccia finalmente luce sui troppi casi di tumore che affliggono il nostro comune, consentendo cosi? successivamente di confrontare i dati di Paese con la media provinciale, regionale e nazionale. L'indagine dovrà distinguere le varie tipologie di cancro, individuando possibilmente le aree comunali più interessate da questo fenomeno con valutazione anche dell?età di insorgenza, del sesso, dell'incidenza dei tumori infantili. Questi dati dovranno consentire poi le autorità competenti per individuare le cause e per limitare o eliminare le troppe fonti di inquinamento ancora attive che gravano nel comune di Paese. Ai cittadini chiediamo di collaborare affinché la petizione sia sottoscritta dal maggior numero possibile di persone.

Mario Martinelli di Amici del Troian ha aggiunto: Davanti allo scempio che stiamo compiendo sul territorio che è, in fondo, la carne di cui tutti siamo fatti, serve una nuova etica, l'etica del principio di responsabilità che si fondi sul sentimento, ormai da tutti condivisibile, della vulnerabilità del genere umano. Altrimenti non potremo pensare al futuro dei nostri figli che col nodo alla gola.


UN MONITORAGGIO DELL'ARIA DELL'ARPAV SVELA CHE A PAESE (TV) L'ARIA CHE RESPIRIAMO E' ANCORA PIU' INQUINATA DI QUELLA DI TREVISO CITTA?.
DA UNO STUDIO DELL'O.M.S. E A.P.A.T. RISULTA CHE L'ARIA AVVELENATA DA PM10 CAUSA IL CANCRO AI POLMONI, L'INFARTO E L'ICTUS.
IN QUESTA DRAMMATICA SITUAZIONE I "CANCROVALORIZZATORI" POTREBBERO COSTITUIRE LA GOCCIA CHE FA TRABBOCCARE IL VASO.



Andrea Zanoni presidente di Paeseambiente ha commentato cosi' i dati dello studio dell'ARPAV: Questi dati devono farci riflettere, perché mettono a rischio tutti noi cittadini con particolare riferimento ai bambini ed agli anziani dimostrando che le PM10 sono un problema grave anche per il nostro comune. La situazione è molto preoccupante, perché da parte delle istituzioni ad oggi non è stata adottata nessuna misura che abbia fatto diminuire questo fenomeno. Speriamo che almeno i dirigenti di Unindustria e i titolari della Padana si mettano una mano sulla coscienza rinunciando al progetto dei "cancrovalorizzatori" che, andando a peggiorare una situazione già drammatica, potrebbero rappresentare per la nostra salute la classica goccia che fa traboccare il vaso. Per Paese, purtroppo, questa rappresenta l'ennesima mazzata in tema di salute ed ambiente.

PETIZIONE
RELAZIONE ARPAV
STATISTICA DECESSI




Edited by Maurizio on Oct 24, 2007 at 7:25 PM

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
1,104th Post

www.marcoboschini.it - Salva il museo! - 24 Ottobre 2007
Particolato, ozono, gas acidi: sono loro i nemici più insidiosi delle opere d?arte custodite all?interno dei nostri musei. Nemici invisibili, ma che lasciano su tele, bassorilievi e sculture tracce evidentissime, erodendo e scolorendo i dipinti, rigonfiando il legno, annerendo marmi e polverizzando le superfici. Un problema che Legambiente ha voluto portare alla luce con un monitoraggio dell?inquinamento atmosferico all?interno delle gallerie d?arte, i cui risultati sono stati raccolti nel dossier ?Salvailmuseo?, presentato ieri mattina ai Musei Capitolini a Roma nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Alberto Piantoni, amministratore delegato di Bialetti Industrie. L?iniziativa, promossa nell?ambito di Salavalarte, la campagna nazionale di Legambiente per la salvaguardia del patrimonio artistico minore del Belapaese, realizzata con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività culturali e il contributo di Bialetti Industrie, ha permesso di misurare le concentrazioni di alcuni tra i principali inquinanti in 15 musei . Tra i più esposti agli effetti delle sostanze inquinanti è risultato il Museo della navigazione fluviale di Battaglia Terme, in provincia di Padova, dove i livelli di ozono, che scolora le tele con lo stesso effetto dell?acqua ossigenata, sono stati di 20 volte superiori ai limiti di legge, anche a causa della vicina presenza di una strada statale ad alta percorrenza. Pesante anche la situazione registrata nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove il livello limite di biossido di azoto (5 µg/mc) è stato superato di quasi 15 volte. Un po? inferiori, ma pur sempre preoccupanti, i risultati, sempre per quanto riguarda il biossido d?azoto, all?Istituto del Risorgimento italiano di Roma (10,60 volte), al Pac di Milano (9,3 volte) e alla Pinacoteca nazionale di Bologna (8,46 volte). Molto alto l?ozono anche al Museo delle Arti Orientali di Roma, che è di 18,55 volte oltre il limite di 2 µg/mc, al Galata di Genova (16,75 volte) e ai Capitolini di Roma (16,18 volte). Tra gli inquinanti monitorati il biossido di zolfo (SO2) è quello che in generale presenta i livelli più bassi di concentrazione, essendo una sostanza prodotta dai combustibili usati per il riscaldamento e che quindi aumenta durante i mesi più freddi. Mentre più critica appare la situazione del biossido di azoto (NO2) e dell?ozono (O3), che sono risultati oltre i limiti di legge in tutti i musei. ?Le opere d?arte custodite nelle nostre gallerie sono esposte tutti giorni al rischio di degrado dovuto all?azione dello smog che soffoca l?aria dei centri urbani ? ha spiegato Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente -. Perché le strutture museali, pensate per proteggere i capolavori del passato dall?usura del tempo, non sempre riescono a sottrarsi alla pressione dell?inquinamento atmosferico, che penetra all?interno alterandone la qualità degli ambienti. Per questo lanciamo un appello ai responsabili dei musei italiani, a cui rinnoviamo la nostra disponibilità a collaborare, perché si impegnino accanto alle associazioni ambientaliste e a quanti lavorano per garantire alle città un?aria più pulita, in primo luogo per la salute dei cittadini, ma anche per la salvaguardia del nostro inestimabile e insostituibile patrimonio artistico?. Oltre ad analizzare la qualità dell?aria, Legambiente insieme a ICOM (International Council of Museums) Italia ha realizzato uno studio per conoscere i musei dal punto di vista della gestione, dei finanziamenti, delle attività e delle iniziative di promozione, delle misure di prevenzione relative a rischio sismico e idrogeologico. Al questionario hanno risposto 190 musei sui 300 contattati, permettendo di tracciare un quadro abbastanza esauriente delle condizioni in cui versano. Il 71% delle strutture denuncia carenze di personale (il 59% per mansioni di accoglienza e custodia, il 26% per le ricerche scientifiche e il 25% per attività tecniche), il 79% dei direttori afferma di fare iniziative di promozione e valorizzazione del museo, ma di destinarvi solo il 9% del bilancio. Per quanto riguarda la parte finanziaria, il 27,24% dei direttori dei musei non sono stati in grado di fornire informazioni, demandando il compito alle soprintendenze. Il 60% riceve contributi da altri enti, per il 78% basati sulla presentazione di progetti specifici. Il 50% dei musei riesce ad autogenerare risorse economiche per il 10% del bilancio, mentre solo l?8% riesce a generarne più dell?80%: il che significa che la maggior parte dei musei non produce risorse tali da essere indipendente da finanziamenti esterni. Solo il 33% si è adeguato agli standard di sicurezza e ben il 51% non ha eliminato le barriere architettoniche. Ciò nonostante, nel 47% dei musei esistono percorsi specifici per disabili fisici, non vedenti e non udenti. Infine, il 70% non ha mai effettuato analisi della qualità dell?aria all?interno degli edifici. Il 73% conosce i rischi naturali e antropici del territorio in cui si trova (sismici, idrogeologici, industriali), il 47% sa dell?esistenza di un piano comunale di Protezione civile, ma solo il 32% è dotato di uno specifico piano di emergenza per la messa in sicurezza delle opere d?arte in caso di calamità e di questi solo il 52% ne ha testato il funzionamento. Il dossier ?Salvailmuseo? è scaricabile al sito:
www.legambiente.eu .

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
1,137th Post

*** 10. CartaQui Estnord. Giochi sporchi ***
Le indagini della magistratura stanno aprendo uno squarcio su fenomeni di corruzione dilagante. Ma dietro le tangenti c¹è un sistema politico ed economico che svende il territorio in nome dello sviluppo. http://www.carta.org/...

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
1,144th Post

Dal Cacao Alcatraz di oggi.

Gli eroi dell'ambiente
La classifica e' stata stilata dal Time e oltre a nomi piu' conosciuti, Gorbaciov, Al Gore, il principe Carlo D'Inghilterra, spuntano alcuni "sconosciuti": il chimico del Bangladesh Abul Hussam, inventore di un semplicissimo sistema per depurare le acque contaminate e salvare migliaia di vite. I giapponesi Kazutoshi Sakurai e Takeshi Kobayashi, fondatori di una banca che finanzia solo progetti di sostenibilita' e tutela ambientale. Il cinese Shi Zhengrong, uno degli uomini piu' ricchi del Paese, magnate dell'energia solare.

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
1,179th Post

Guardate cos'ho trovato!!

I dati delle emissioni di auto, moto, autobus, camion e TIR sono sul sito www.sinanet.apat.it/it/sinanet/fetransp/ i dati sono divisi per cilindrata e tipologia di veicolo (benzina, diesel, euro 1, euro 2 ecc.). Sul sito del Sinanet trovi anche altri sistemi di dati che potrebbero esserti utili. La Coldiretti ha pubblicato alcuni documenti con le emissioni di CO2 di prodotti locali e importati da altri Paesi (vedi allegato in sez. files).

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
1,189th Post

*** 8. CartaQui Estnord. L¹estate permanente ***
Nel nostro supplemento di otto pagine dedicato a Veneto, Friuli Venezia Giulia, Sud Tirolo e Trentino Alto Adige, il clima del nordest che cambia. Inverni sempre più caldi ed estati sempre più piovose che effetti producono? http://www.carta.org/...

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
1,192nd Post

Dal Cacao Alcatraz di oggi.

Terminator e' tornato!
Per sensibilizzare gli americani sulla difesa dell'ambiente e la lotta all'inquinamento, il governatore della California si e' inventato una genialata: ha girato un video! Il filmato e' un'accusa durissima alla Casa Bianca e al Congresso, i quali ostacolano ogni politica ambientale, poi arriva Schwarzenegger e fa giustizia. (Fonte: Lanuovaecologia).

Edited by Loris D. on Nov 19, 2007 at 1:23 PM

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
1,229th Post

Dal Cacao Alcatraz di oggi.

Il 2007 verra' ricordato come l'anno degli alberi
Da gennaio a oggi ne sono stati piantati piu' di un miliardo e mezzo. Secondo la classifica stilata dall'Unep, programma dell'Onu per l'Ambiente, e' l'Etiopia lo stato piu' virtuoso, con oltre 700 milioni di alberi piantati. Oggi le foreste etiopi coprono il 3% del territorio, un secolo fa era il 40%. Seguono il Messico con 217 milioni, Turchia (150), Kenia (100), Cuba (96,5), Ruanda (50), Corea del Sud (43), Tunisia (21), Marocco e Myanmar (20) e Brasile (16). Cina, Guatemala e Spagna annunceranno a breve i loro progetti di ri-forestazione, mentre l'Indonesia piantera' 79 milioni di alberi in un solo giorno, il 2 dicembre, alla vigilia del vertice dei ministri dell'ambiente della comunita' internazionale. (Fonte: Misna.org).

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
1,238th Post

PADOVA, 23 novembre 2007 - IL PATTO PER IL CLIMA - dibattito pubblico.
Buonasera, mi chiamo Leandro Belluco. Sono stato incaricato di fare quest?intervento dai Comitati Popolari di: Monselice (PD), Fumane (VR), Pederobba (TV), Ponte alle Alpi (BL), Tavernola (BG), Merone (CO), Gubbio (PG) Isola delle Femmine (PA). Mi scuso dunque se la presentazione richiederà qualche minuto in più che mi auguro il moderatore possa concedere. Si cercherà di sintetizzare la situazione ma anche le preoccupazioni, delusioni e proteste di questi comitati che operano, tra molte difficoltà, in tutta Italia. D?altra parte ci sembra che il nostro intervento sia in linea con un ?patto per il clima? oltre che dalla parte di chi quotidianamente continua a patire grossi danni. Appartengo al Comitato Popolare Lasciateci Respirare di Monselice, che ha il triste primato di operare nell?area con la maggior concentrazione, forse mondiale, di cementifici (3 nel raggio di 5 km). Pure gli altri comitati hanno, in forme leggermente diverse, le stesse problematiche che sono tutte legate alla presenza dei cementifici. Per produrre il cemento si deve fare il processo inverso a quello che la natura ha elaborato in milioni di anni per formare il CaCO3, serbatoio minerale di CO2 e ciò è possibile solo fornendo ingenti quantità di energia. E? questo il motivo per cui, per produrre 1000 kg di cemento, si immettono in atmosfera, in media, 814 kg di CO2. Per esempio l?anidride carbonica immessa in atmosfera dichiarata dai 3 cementifici che gravitano in questa zona è stata nel 2005, 1.737.478 tonnellate. Per contenerla sarebbe necessario un parallelepipedo a base quadrata di 400 metri altro 5,5 kilometri. Una sua riduzione di solo il 5% corrisponderebbe alla CO2 annua prodotta da 30.000 auto che percorrono 20.000. Le giornate ecologiche e le targhe alterne sono valide da un punto di vista educativo e di visibilità sui mass media ma meno significative di un intervento ecologico più concreto quale la regolamentazione dell?industria cementiera che, evidentemente, tocca interessi molto forti. Si ricorda che i tre gruppi industriali che operano a Monselice ed Este nel 2006 hanno dichiarato utili netti per oltre 1500 milioni di Euro e si potrà poi capire perchè. L?Italia ha un consumo di cemento di ca. 800 kg per abitante, il doppio di Francia e Germania. Tale consumo, nel Veneto, arriva addirittura a 1100 kg. Quindi, qualsiasi azione rivolta a ridurre il consumo di cemento e a regolarne processo e produzione, non può che portare grossi vantaggi per la collettività da un punto di vista ambientale. E invece come stanno le cose? Alcuni fatti per inquadrare un problema colpevolmente trascurato dalla classe politica. Problema che, a causa della sua drammaticità, non può più aspettare. I cementifici appartengono alla categoria delle industrie insalubri. Essi utilizzano ingenti quantità di carbone a cui negli ultimi anni si è aggiunto il pet coke, feccia del petrolio, che fino al 2002 era considerato un rifiuto tossico nocivo. Inoltre, come se ciò non bastasse, i cementifici sono stati autorizzati a smaltire rifiuti, anche quando sono in zone densamente popolate. Solo i due cementifici di Monselice, che distano a ca. 1 km dal centro del paese e diffondono sicuramente il loro inquinamento fino a Padova, nel 2005 sono stati autorizzati a smaltire più di 420.000 tonnellate di rifiuti. Per avere un riferimento e un confronto, l?inceneritore di San Lazzaro, a Padova, è autorizzato per un quantitativo 6 volte inferiore. Cioè, sotto il profilo delle quantità, è come se a Monselice ci fossero 6 Santi Lazzaro. Naturalmente i sistemi di protezione ambientale degli inceneritori, pur con tutte le limitazioni che manifestano, sono di gran lunga più efficienti di quelli di un cementificio. Sarà per questo che il limite di emissione in atmosfera, per esempio di NOx, è di 200 mg/Nmc per l?inceneritore di San Lazzaro e 1800 mg/Nmc per i cementifici. Vale a dire i cementifici sono autorizzati a scaricare, legalmente, 9 volte la concentrazione di NOx di un inceneritore. Ma non basta. Se consideriamo la portata dell?aria in uscita dalle ciminiere (che, assieme alla concentrazione, identifica la quantità reale di inquinante cioè il flusso di massa) il fattore di permissività va moltiplicato per un valore che varia da 2 a 6. Quindi per quanto concerne l?inquinamento da NOx, a Monselice, è come se ci fossero almeno 6x9x2= 108 Santi Lazzaro. In base al numero dei Santi, un piccolo Paradiso! Analoghe considerazioni si possono fare per l?anidride solforosa e per le PM<10. E? pazzesco ma è tutto perfettamente legale. Le stesse considerazioni non si possono però fare per molti altri pericolosissimi inquinanti provenienti dai rifiuti, semplicemente perché nei cementifici non sono previsti i controlli. Ma è evidente, anche per quelli che non ricordano una legge fondamentale della chimica, (nulla si crea e nulla si distrugge) che nell?aria vengono emessi gli inquinanti derivanti dai rifiuti processati e questi, potendo aderire alle polveri sottili, diventano ancora più pericolosi. E? solo in seguito alle proteste della popolazione per i disturbi fisici subiti e grazie alla lotta del Comitato che Arpav è stata costretta a fare delle verifiche direttamente sui gas in uscita dalle ciminiere. E si è trovato quello che era logico attendersi. Dalle ciminiere fuoriuscivano sostanze come il cloruro di vinile, l?acroleina, il benzene ecc. che nulla hanno a che fare con la produzione del cemento ma molto con lo smaltimento dei rifiuti! Si tralasciano, per il poco tempo disponibile, molti altri dati, es. i 150.000 camion circolanti ogni anno per portare le materie prime e prodotti finiti ed altri, tutti documentati, che confermano l?estrema pericolosità ambientale.

(CONTINUE)

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
1,239th Post

(REPRISE)

(Si tralascia anche di entrare nel dettaglio delle autorizzazioni ad incenerire 60.000 tonnellate di pneumatici nello stabilimento di Pederobba o le 100.000 tonnellate di ceneri pesanti da inceneritori smaltiti presso lo stabilimento di Fumane in piena zona di vini pregiati come l?Amarone di Valpolicella e gli esempi potrebbero continuare per quasi tutti i cementifici d?Italia). Dati e documenti che sono stati messi a disposizione dei Comuni interessati, della Provincia, della Regione, del Suo Ministero. Dati e documenti che hanno fatto aprire un?indagine da parte della Procura di Padova su tante morti sospette. Lei, sig. Ministro, è stata più volte contattata e informata personalmente della situazione, perché la nomina di un ministro Verde aveva dato tanta fiducia e tante speranze. Continuare a concedere ai cementifici la possibilità di smaltire rifiuti industriali e senza alcun controllo reale e nessun onere dimostra gran leggerezza per non dire di peggio. Ed ora la nostra conclusione. Nei comitati il lavoro di tante persone, preoccupate per la salute, per i costi sociali, per l?ambiente, faticosamente e nonostante il boicottaggio di troppe istituzioni, ha prodotto conoscenze, che si sono concretizzate in assemblee pubbliche con la partecipazione di migliaia di persone, in documenti, in petizioni, interrogazioni. Ma che cosa abbiamo ottenuto dal suo ministero? La domanda è retorica perché conosciamo bene la risposta che è: FINO AD ORA NIENTE! E per cortesia non cerchi di darci delle motivazioni. Ma non vogliamo mollare e vogliamo pensare al futuro, quindi ora le chiediamo: che cosa intende fare di concreto nei prossimi giorni, nella prossima settimana, massimo nel prossimo mese? E questa non è una domanda retorica perché noi quest?aria continuiamo a respirarla da troppo tempo. Sarebbe un vero peccato che Lei, sig. Ministro, tra i suoi ?orgogli? non potesse includere anche quello di aver agito ed essersi battuto per la protezione della salute di popolazioni già così duramente danneggiate. Auguriamoci che chi è o vuole diventare verde lo sia per convinzione, non per rabbia! Grazie per l?attenzione.

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