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Assistente
user 3098248
Treviso, IT
12th Post

...

Edited by Assistente on Sep 29, 2006 at 6:12 PM

Maurizio
user 3109867
Treviso, IT
9th Post

CAMBIAMENTI CLIMATICI - BLAIR LANCIA UN ALLARME AL MONDO: "ABBIAMO SOLO 7 ANNI PER SALVARE IL PIANETA"



Il mese di gennaio del 2006 è stato il più caldo nella storia degli Stati Uniti. Da Londra Tony Blair ha lanciato un allarme al mondo: abbiamo solo 7 anni per salvare il pianeta.
Secondo Peter Schwartz, autore di un rapporto inizialmente tenuto segreto dall'amministrazione americana, poi pubblicato nel 2004 su Fortune Magazine con il titolo "The Pentagon's Weather Nightmare", nei prossimi 20 anni non sarà il terrorismo la maggiore minaccia per il mondo, ma il cambiamento climatico.
Peter Schwartz è stato il cofondatore, nel 1987, ed è il presidente di Global Business Network, il centro di ricerca internazionale che si occupa di fornire servizi di consulenza a numerose compagnie multinazionali, tra cui Shell, AT&T, il Governo del Sud Africa e il Pentagono.
Il GBN monitorizza la condizione del pianeta e cerca di immaginare i possibili scenari sia di politica interna che internazionale, la situazione dell?ambiente, studia le popolazioni, lo sviluppo sostenibile, l'economia, la scienza e la tecnica.
Dal 1982 all?86 Schwartz ha diretto lo Scenario Planning, il dipartimento di pianificazione, del gruppo petrolifero Royal Dutch/Shell, per poi diventare consulente della CIA. In questa veste ha realizzato il rapporto, tenuto nascosto per 4 mesi dall?amministrazione americana, sulla pericolosità dei cambiamenti climatici per la sicurezza del pianeta e degli Stati Uniti. Un documento sconvolgente che pone il rischio clima al di sopra del rischio terrorismo. Schwartz ha inoltre diretto lo Strategic Environment Center alla SRI International. E' autore di Inevitable Surprises e The Art of the Long View; è coautore di The Long Boom e When Good Companies Do Bad Things. E' stato consulente per la sceneggiatura di diversi film, tra cui Minority Report, War Games e Sneakers.

In un'intervista rilasciata a NEXT - programma condotto da Piero Di Pasquale su RAINEWS24 - Schwartz riferisce che, se non faremo nulla assisteremo "tra 20, 30 o più anni" a consistenti cambiamenti climatici ... alcune parti del mondo si raffredderanno e altre riscalderanno...in alcune zone ci sarà un clima più asciutto, in altre più umido ...
Ciò danneggerà il ciclo dell'acqua con danni all'agricoltura, ai trasporti ...il turismo si ridurrà ...
Cosa possiamo fare per evitare catastrofi?
Disegnare edifici in modo più efficiente ... aumentare l?efficacia nell'uso dell'energia anche del 50%...
Cambiare il combustibile usato nei trasporti ... eliminando gasolio e benzina ... usare una combinazione di più combustibili biologici, idrogeno ... sviluppando nei prossimi 20/30 anni nuove tecnologie competitive ...
Ridurre il carbone affrontando il problema dell'elettricità sviluppando più energia rinnovabile: energia idroelettrica, energia eolica, ... usare fonti diverse ... usare il carbone in modo più pulito ...

L'intervista evidenzia le catastrofi che i cambiamenti climatici comporteranno ... la necessità di cambiare la struttura delle nostre case ed edifici...l'esigenza di risparmiare energia e sviluppare nel contempo il campo delle energie rinnovabili ...

Alla richiesta di un parere nei confronti del rifiuto di Bush di ratificare il protocollo di Kyoto, nonostante gli Stati Uniti siano considerati tra i più grandi inquinatori, Schwartz - che ricordo fu anche consulente della CIA - risponde: "Credo che non abbia ragione prima di tutto?e credo che molti americani non siano d?accordo con lui ... "

... parole significative ... che meritano riflessioni serie e impegni concreti ... un monito per tutti ...

Tratto da: http://www.rainews24....

Ulteriori informazioni sul sito GBN - Global Business Network: http://www.gbn.com/...

Edited by Maurizio on Aug 13, 2006 at 4:55 PM

Ellis
user 3109864
Treviso, IT
9th Post

Dall'ultimo rapporto ecomafia di LEGAMBIENTE emerge chiaramente la necessità di SALVAGUARDARE il nostro ambiente...l'ambiente va urgentemente custodito, difeso, protetto...l'ambiente ci sta avvertendo, ci sta parlando, ci sta mettendo in guardia con tutta una serie di avvenimenti molto drammatici...chi riesce a sentire le sue grida?

Riporto si seguito solo alcuni passaggi del rapporto ecomafia 2006 estrapolati dal testo pubblicato sul sito di Legambiente, particolarmente significativi, o meglio, agghiaccianti...

[...]Vengono proprio da questa "filiera" dell'ecomafia e della criminalità ambientale in senso più ampio le notizie più preoccupanti raccolte ed analizzate da Legambiente nel Rapporto Ecomafia 2006. L'impressione, e forse qualcosa di più, è quella di un passaggio dalla tradizionale prevalenza dei fenomeni di traffico e smaltimento illegale nelle regioni del Mezzogiorno (in particolare quelle a tradizionale presenza mafiosa) ad un vero e proprio "sistema nazionale illecito" di gestione dei rifiuti. Un sistema formato da veri e propri network d'imprese criminali, che mettono radici in regioni a lungo scarsamente interessate da questi fenomeni d'illegalità (come il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige) e gestiscono rotte che attraversano il Paese sostanzialmente in tutte le direzioni, adeguandole a seconda delle esigenze e delle opportunità.

Relativamente al quadro statistico...riporto solo alcuni punti:
- la regione in cui si concentra il maggior numero di illeciti è la Puglia (597 infrazioni, pari al 12,4% del totale nazionale), seguita dalla Campania (514 infrazioni, 10,8%) e dal Veneto (389 infrazioni, 8,1% del totale), che con questo risultato sale dal sesto al terzo posto di questa classifica; rimane, infine, stabile al quarto posto la Sicilia (340 illeciti pari al 7,1% del totale nazionale);

- cresce il mercato illegale dell'ecomafia, che supera i 9 miliardi di euro (esattamente 9,3) e diminuiscono (-27%) gli investimenti a rischio, ovvero gli appalti per opere pubbliche nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia); il risultato finale (in flessione del 10% rispetto al precedente Rapporto) è, comunque, di tutto rispetto: nel 2005 il business potenziale dell'ecomafia viene stimato da Legambiente in circa 22,4 miliardi di euro (esattamente 22,378).

Tutto il quadro statistico merita ben più di un'occhiata...

Leggendo la premessa del dossier, qui scaricabile, evidenzio:

Il primo dato su cui riflettere riguarda la Cina: questo enorme Paese è diventato il nuovo "eldorado" dei traffici internazionali di rifiuti. Un fenomeno che ci riguarda direttamente. Erano diretti proprio in Cina, infatti, i container sequestrati in diversi porti italiani, in particolare quello di Taranto, carichi di rifiuti speciali "camuffati" come materiale da avviare, formalmente, ad attività di riciclaggio. Ma lo stesso trucco è stato utilizzato da società inglesi che trafficavano rifiuti verso la Cina attraverso il porto di Rotterdam [...] Commentando l'inchiesta, un portavoce del governo olandese non ha usato mezzi termini: "Crediamo che questa sia solo la punta dell'iceberg di uno scandalo a livello europeo" che vedrebbe diverse società operare in 'network' per abbattere i costi di smaltimento dei rifiuti. Sempre la Cina si conferma come una sorta di "discarica globale" dei rifiuti elettronici. Un giro d'affari impressionante: le ultime stime dell'Unione europea parlano di 11 milioni di tonnellate annue di tecno-spazzatura da smaltire. Ma nei porti cinesi, con destinazione in particolare l'area di Hong Kong, arrivano container da tutto il mondo, Stati Uniti e Giappone in testa.

Le indagini [...] rivelano anche l'esistenza di rotte nei traffici illegali di rifiuti che si pensavano ormai abbandonate, come quelle verso l'Africa. I servizi antifrode hanno sequestrato in appena 6 mesi (ottobre 2005-marzo 2006) ben 270 container in partenza da cinque porti italiani (Gioia Tauro, Venezia, Taranto, Salerno e Civitavecchia). La maggior parte era diretta in Cina ma tra i paesi di destinazione sono spuntati anche l'India e, soprattutto, la Nigeria, il Senegal e il Ghana.

Rifiuti dall'Italia verso l'Africa e, lungo la rotta inversa, centinaia di tonnellate di legname, contaminato da diossina, sequestrate alle nostre frontiere. Quello del mercato illegale del legno è un fenomeno a dir poco inquietante, innanzitutto per il suo giro d'affari che viene stimato in circa 150 miliardi di dollari all'anno. Almeno il 50% dei prelievi nel bacino amazzonico, in Africa centrale e nel Sud-est asiatico è illegale.

Spariscono le foreste tropicali e, contemporaneamente, crescono i traffici di specie protette, animali e vegetali. Anche in questo caso i numeri aiutano a riflettere meglio: il commercio illegale di flora e fauna viene stimato ogni anno in circa 7 miliardi di euro ed è la causa diretta dell'estinzione di circa 100 specie animali ogni anno. Nelle reti e nelle trappole dei trafficanti finisce un numero davvero enorme di animali. Soltanto in Colombia, secondo l'inchiesta condotta dall'associazione Ecofondo, sono stati sequestrati dal 1992 al 1998 oltre 100.000 esemplari, per il 46% uccelli, in larga maggioranza pappagalli, specie quasi tutte iscritte nella 'lista rossa' di quelle a rischio di estinzione. Animali destinati in prevalenza al ricco mercato statunitense, ma anche l'Italia fa la sua parte. Il Corpo forestale sequestra ogni anno circa 10.000 animali vivi nel corso di controlli doganali sul commercio di specie esotiche.

La dimensione internazionale dell'attività di contrasto dei fenomeni di eco-criminalità, come è evidente da questa piccola carrellata di numeri, è per molti aspetti, cruciale: sempre più spesso, infatti, le rotte di traffici illeciti si intrecciano. E c'è chi è arrivato a ipotizzare l'esistenza di vere e proprie "holding" a servizio di ogni forma di economia criminale. [...]

Relativamente al ciclo illegale dei rifiuti il rapporto segnala quanto segue:
-in Campania, la frequenza e le dimensioni delle attività criminali di smaltimento, oggetto ormai di innumerevoli inchieste, ha assunto in alcuni territori [...] le dimensioni di una e propria "mattanza" ambientale, con fenomeni di incenerimento a cielo aperto di ingenti quantitativi di rifiuti e il costante ritrovamento di discariche abusive, che quasi non fanno più notizia;
-appare particolarmente grave anche l'inquinamento da rifiuti in provincia di Frosinone, come dimostrano le vicende della Valle del Sacco con morie di bestiame e pesci e i risultati delle inchieste condotte nella Valle del Liri che hanno portato al sequestro di discariche abusive di rifiuti industriali...


...e, purtroppo...non finisce qui!

Edited by Ellis on Aug 17, 2006 at 12:47 PM

Ellis
user 3109864
Treviso, IT
10th Post

LEGAMBIENTE - ULTIME NOTIZIE DAL RAPPORTO ECOMAFIA 2006

Tra le altre inchieste rilevate nel rapporto evidenzio:
- l'inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria (che ha portato al sequestro di società operanti nel ciclo dei rifiuti su scala nazionale, dalla Calabria al Veneto) ha rivelato l'esistenza di una vera e propria alleanza del malaffare tra esponenti della 'ndrangheta e della camorra per la gestione di discariche, i servizi di raccolta ma anche le opere di bonifica ambientale;
- risalendo lo stivale, si conferma, anche nel 2005, la centralità, nella logistica dei traffici illeciti, assunta da imprese che operano nella regione Toscana, sia per la presenza di industrie di produzione di rifiuti pericolosi (provenienti in particolare dai distretti conciari, tessili, marmiferi e dalle cartiere) sia per l'insediamento e l'operatività sul territorio regionale di numerose società di intermediazione [...]
- preoccupano, infine, i dati relativi agli illeciti nel ciclo dei rifiuti riscontrati in Trentino Alto Adige (258 quasi il doppio di quelli accertati nel 2004) e "l'emersione di forme di illecito smaltimento di rifiuti, non occasionali ma organizzate" denunciate anche dal procuratore aggiunto Giancarlo Buonocore nella relazione inviata per l'inaugurazione dell'anno giudiziario a Trieste.

Il rapporto evidenzia come, in questo quadro di allarmante illegalità, desti ancor più preoccupazione l'eccessiva semplificazione sulla normativa ambientale, e sui rifiuti in particolare, prevista dal nuovo codice dell'ambiente approvato dal precedente governo che con l'attuale formulazione rischia di trasformarsi in vera e propria deregulation.

Anche il capitolo relativo al ciclo illegale del cemento è agghiacciante e merita una lettura...emergono vicende di particolare gravità, già altre volte denunciate, ma anche nuovi territori d'indagine...

Emerge che è ancora attivo, nel nostro Paese, il racket degli animali, denunciato sia da Legambiente che da associazioni come la Lav e la Lipu, oggi apparentemente scomparso dai giornali...[...]

Si moltiplicano i furti di opere d'arte, spesso di grande valore e ancora non catalogate, custoditi nelle chiese: sono stati ben 483 nel corso del 2005, ovvero quasi un terzo di tutti i furti registrati dal Comando Tutela Patrimonio Culturale dell'Arma dei carabinieri.

Per quanto riguarda i fenomeni d'illegalità nel settore alimentare e agricolo, i controlli svolti nel corso del 2005 dai Carabinieri per la Sanità e da quelli delle Politiche agricole hanno portato, complessivamente, alla denuncia di 2.641 persone, all'esecuzione di 48 ordinanze di custodia cautelare e al sequestro di 419 aziende; 14 infine, le proposte di sospensione dei contributi dell'Unione europea.
[...]

L'auspicio di Legambiente è che queste sollecitazioni vengano raccolte, dal governo, innanzitutto e dal Parlamento, quando sarà costituita la Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

Tra le proposte formulate da Legambiente riporto solo l'ultima -dato che viene formulata ormai da più di dieci anni- ovvero l'introduzione dei delitti contro l'ambiente nel nostro codice penale...anche la scorsa legislatura si è conclusa con un nulla di fatto.
In questa XV legislatura, l'on. E. Realacci e il sen. F. Ferrante (presidente onorario e direttore generale di Legambiente) hanno presentato, tra le primissime proposte di legge, quella che prevede, in sintesi, sanzioni adeguate per chi inquina gravemente e in maniera dolosa l'ambiente in cui viviamo. Uno strumento indispensabile anche per combattere chi lucra, in questa maniera, profitti illeciti, a tutto danno di imprenditori onesti che vorrebbero valorizzare la qualità ambientale delle loro produzioni e la loro responsabilità sociale come un fattore competitivo sui mercati, nazionali e globali.

Il Paese ha atteso anche troppo a lungo questa riforma di civiltà. E non ci sarebbero giustificazioni accettabili per un ulteriore ritardo.
Fonte

Edited by Assistente on Jul 31, 2007 at 10:25 PM

David
user 3110219
Treviso, IT
16th Post

Ciao a tutti,
rovistando nel sito degli amici Fioi.tv ho trovato un articolo Mooolto interessante di qualche tempo fa (ammetto che prima mi era sfuggito...ehh la vecchiaia!!) che ha come tema l'inquinamento atmosferico, il blocco del traffico e un pò delle solite cose, la sfumatura carina è che è scritto da un consulente ARPAV di Venezia, perciò dati alla mano, e che sottolinea alcuni atteggiamenti dei nostri concittadini non proprio encomiabili.
Leggetelo, ne vale la pena (LINK)
Saluti
David

Edited by Assistente on Jul 31, 2007 at 10:27 PM

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
237th Post

Sabato 7 settembre, nella trasmissione Uno Mattina (RAI), verrà trasmesso un servizio sul Parco Regionale del Sile.

Edited by Assistente on Jul 31, 2007 at 10:28 PM

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
264th Post

Abbiamo vinto!!! La Rivoluzione Ecologica è iniziata. E adesso che si fa? Buone notizie dal Pianeta Terra - di Jacopo Fo.
Il greggio veleggia verso i 100 dollari al barile. L'economia del petrolio volge al termine. Le grandi multinazionali stanno investendo somme enormi nelle energie rinnovabili. Da sola la Spagna ha deciso di installare nei prossimi anni più pannelli fotovoltaici di quanti ce ne siano oggi in tutto il mondo. Come ho scritto recentemente lo scontro economico tra Usa, Europa, India e Cina si giocherà sul risparmio energetico e l'energia alternativa. Gli Usa sono convinti di potersi convertire più velocemente degli altri, le 7 sorelle e le grandi banche sono diventate la truppa di sfondamento del mercato. In Italia, Beghelli regala lampadine ad alto risparmio. Sarà un'esplosone economica ben più grande di quella di computer e cellulari. Un pc costa qualche migliaio di euro al massimo. Per isolare il tetto di un condominio e trasformarlo in un impianto solare ci vogliono centinaia di migliaia di euro ed è l'affare più sicuro e redditizio che si possa fare con il petrolio alle stelle. Ok, è iniziata una nuova epoca. E adesso? Certamente non ha più senso sbattersi per i pannelli solari dopo che è scesa in campo la Shell. Continueremo a lavorare in questo settore ma non sarà tra le nostre priorità. Che faremo? Spiegare il nostro programma per i prossimi due quinquenni (scusate la parola "quinquennio" ma da piccoli eravamo leninisti) prevede di raccontare che cosa, secondo il nostro modesto parere, succederà nel prossimo ciclo storico. La prima domanda è: cosa ci sarà dopo le tre rivoluzioni tecnologiche? (Computer, telefonia e eco-tecnologie). Per rispondere a questa domanda bisogna osservare alcuni macro problemi che elencherò in sintesi:
1) Aumento della conflittualità mondiale. La politica belligerante di Bush sta progressivamente aumentando l'instabilità mondiale con costi umani insostenibili e danni economici immensi anche alle economie occidentali. La minaccia terroristica poi crea una situazione di grande agitazione e ansia in tutti i paesi.
2) Aumento della criminalità e visibile incapacità del sistema di porre un limite al disagio sociale. Inquinamento crescente dell'economia legale infiltrata dal denaro delle mafie.
3) Aumento del disagio psichico, consumo di psicofarmaci, alcool e droghe. Aumento della devianza e dell'emarginazione.
4) Aumento della povertà e della distanza tra ricchi e poveri e delle conseguenti tensioni sociali.
5) Visto che siamo in una fase di drastico riflusso del Movimento questa tensione sociale non troverà sbocchi costruttivi. Fenomeni di teppismo di massa come gli incendi di auto a Parigi e Roma cresceranno a dismisura.
6) Grave instabilità dei mercati che è un modus operandi dell'oligarchia finanziaria dominante legata a Bush. Chi si arricchisce manipolando i mercati e sfruttando informazioni riservate per speculare ha tutto l'interesse ad avere un mercato con forti sbalzi (vedi sul blog l'articolo "Le Orde del Caos" http://www.jacopofo.c... .
L'insieme di questi fattori creerà una domanda sempre crescente di ricomposizione dei conflitti. Un segno di quanto sta iniziando a succedere è l'aumento vertiginoso delle persone che praticano il boicottaggio delle multinazionali del dolore, consumano prodotti etici e solidali, scelgono fondi di investimento e banche etiche. Si tratta di un movimento che coinvolge non solo i no global e i cristiani progressisti ma addirittura ampi settori della destra cristiana e musulmana che rifiutano di dare i loro soldi ai mercanti di armi, alcool, tabacco eccetera e che chiedono garanzie sul non uso di manodopera minorile e sulle condizioni di lavoro dei dipendenti. Questa novità ha spinto molte grandi multinazionali a certificarsi dal punto di vista etico e ecologico seguendo aziende pubbliche come Volkswagen sulla via di una riconversione morale.
Il documentario Corporation spiega bene questa situazione. In realtà le multinazionali avrebbero tutto l'interesse, in termini economici a diventare più umane. Corporation racconta la storia dell'azienda leader mondiale nel settore moquette. La sua conversione etica e ecologica (certificazione di tutti i prodotti usati dall'origine alla consegna) ha fatto impennare i profitti grazie anche a una totale razionalizzazione del rapporto con i clienti. Li si considera un patrimonio e non più polli da spennare. Ad esempio le moquettes vengono fabbricate in modo che quando alcune parti si usurano sia possibile sostituire solo quelle. E l'azienda ritira le vecchie moquette e le ricicla. Non si tratta di una scelta più cara. E' solo una scelta più complessa.

(CONTINUA)

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
265th Post

(REPRISE)

Le multinazionali sono malvagie non perché convenga ma perché è più facile. Il problema dell'Umanità è stato, fino ad ora, il fatto indiscutibile che si facevano più soldi fregando la gente che vendendo prodotti di qualità. Infatti potevi infinocchiare milioni di consumatori per anni senza che nessuno se ne accorgesse. La cultura alternativa degli anni settanta ha diffuso gli strumenti per giudicare le merci. Internet ha fornito lo strumento per comunicare i giudizi. Oggi sono milioni i consumatori che prima di comprare un cellulare vanno su ciao.com (o un sito analogo) a leggere i commenti a quel prodotto scritti da migliaia di altri consumatori (i quali oltre che giudicare i prodotti possono dare un voto ai recensori). E le aziende iniziano a tenere conto di questi giudizi. Così come iniziano a capire che i consumatori chiedono non solo qualità del prodotto ma anche "affidabilità" dell'azienda. L'immagine di una multinazionale è un elemento molto più complesso di 20 anni fa. Qualcuno alla Nike e altrove sta iniziando a fare i conti sui milioni persi (di quotazione in borsa e fatturato) a causa dello sfruttamento del lavoro minorile. Se sapessero fare le sottrazioni scoprirebbero che quel che hanno risparmiato tirando il collo ai lavoratori lo hanno perduto altrove. Non conviene. Siamo nell'era della complessità. Per questo migliaia di aziende stanno dandosi da fare per ottenere certificazioni molto onerose sul loro impatto ambientale e sociale.
La mia idea in sintesi è questa: le merci sono cambiate. O meglio è cambiata la domanda di merci. Meglio ancora potremmo dire che una quota rilevante dei consumatori oggi vuole comprare "un'immagine di qualità totale". Sono decenni che prodotti uguali si contendono il mercato a colpi di immagine. Ma oggi questa immagine si è saldata al concetto di vera Qualità Totale. Il processo si sta ribaltando sul mondo della politica e sulle forme dell'impegno sociale.
Ho incontrato Bicciato, assessore all'ambiente del comune di Padova e mi ha raccontato quel che stanno combinando.
Padova sta sperimentando un approccio diverso alla complessità che si pone un obiettivo ambizioso: mettere d'accordo le persone ragionevoli. Di fronte alla complessità della ristrutturazione ecologica di una città, alla gestione dell'emergenza microcriminalità o ai problemi dello sviluppo della città si può trovare una mediazione che porti al vantaggio comune? Si tratta di questioni complesse (appunto). La politica tradizionalmente si è limitata a regolamentare (nel migliore dei casi) le emergenze. A Padova stanno tentando di immaginare linee di sviluppo che mettano d'accordo gli abitanti di un quartiere con le esigenze di casa e permessi per gli extracomunitari che vogliono lavorare, le aziende che hanno bisogno di assumere, le capacità di autoimpresa eccetera. Bicciato mi ha raccontato di un esperimento che sta portando avanti per arrivare a soddisfare tutte le esigenze legittime delle diverse componenti della città (cittadini, imprenditori, associazioni) ottenendo contemporaneamente più qualità ecologica e sociale. Ovviamente si tratta di una sfida titanica. Ma qui ci interessa osservare che il solo pensare in questi termini è una rivoluzione mentale formidabile: la politica non come mediatore del presente ma come capacità di immaginare scenari evoluti che superino le contraddizioni apparenti aderendo veramente alla complessità del reale. Così la complessità diventa una risorsa.
Mi sono entusiasmato per la visione di Bicciato perché stavo riflettendo su un modello analogo improntato sullo sviluppo commerciale della rivoluzione ecologica. Computer e cellulari fanno fare affari in modo semplice. Una volta che hai comprato il pc hai fatto. Ma anche questo settore ha creato grandi utili a partire da ambiti commerciali apparentemente secondari. E guarda caso riguardavano proprio l'unico settore dominato dalla complessità, cioè quello dei software. Bill Gates è diventato l'uomo più ricco del mondo vendendo sistemi operativi. Google ha fatto fortuna organizzando informazioni, E-Bay organizzando aste. Questi sono i modelli oggi sperimentati di business complessi.
Ma il mercato delle eco-tecnologie è tutto complesso, non esiste una parte semplice. Il nostro successo a Padova nella ristrutturazione del sistema energetico è dipeso dalla capacità di offrire un unico referente per decine di problemi nel team di Maurizio Fauri al quale abbiamo aggiunto la capacità di comunicazione di Alcatraz. Questa era la differenza sostanziale rispetto a decine di altre aziende che proponevano la soluzione a un solo problema tecnico. Ma con questo assetto commerciale avanzato non abbiamo neppure scalfito la montagna della complessità di questo settore. Da tempo insieme a un gruppo di squinternati cerchiamo di spiegare ad alcuni imprenditori la potenzialità di un approccio veramente globale. La proposta al cliente (privato o pubblico che sia) potrebbe essere globale. I margini enormi di risparmio permettono di inserire nel prodotto il pagamento dilazionato dell'investimento in sincronia con l'ammontare del risparmio effettivamente ottenuto. Un investimento che si ripaga da solo. Anzi potresti offrire un incentivo iniziale in contanti.
E' il modello che Beghelli ha capito per i fatti suoi. Regala lampadine ecologiche, incassa i certificati bianchi e verdi (una sorta di compensazione monetaria per chi inquina di meno, stabilita negli accordi di Kyoto) e si fa dei clienti ai quali proporrà quel che vuole.? Io proporrei un contratto di fornitura elettrica proveniente da fonti rinnovabili che grazie ai certificati verdi e bianchi, costa meno. Ma potrei proporre anche pannelli isolanti da mettere dietro i caloriferi, filtri per rendere gradevole il sapore dell'acqua del rubinetto, contratti di telefonia, consulenze assicurative, fondi di investimento ecologico.? Il modello con il quale il capitalismo non speculativo sta rispondendo alla sfida della complessità è quello di conquistare con l'onestà, l'efficienza e la trasparenza clienti e di far fronte alla maggior quantità possibile di loro domande di prodotti e servizi.

(CONTINUA)

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
266th Post

(REPRISE)

Ritornando alle tecnologie ecologiche immagino un'azienda che intervenga garantendo un intervento globale chiavi in mano, con tanto di proposta di garanzie blindate e finanziamento calibrato sul risparmio ottenuto, premio iniziale e ventaglio più largo possibile di forniture connesse. Dalla ristrutturazione del servizio di mensa dell'azienda, alla sostituzione del parco macchine, alla condivisione di alcuni servizi con altre aziende che aderiscono allo stesso progetto di qualità totale. Trovare forme sinergiche per offrire servizi aggiuntivi ai clienti. Ad esempio metterli in contatto creando una comunità web. Ovviamente anche modificare la qualità della vita dei dipendenti sarebbe un modo per aumentare la qualità totale dei prodotti. Razionalizzando si possono migliorare le condizioni di lavoro e le retribuzioni. E si può lavorare alla vivacizzazione dei rapporti interpersonali tra i dipendenti che porti a forme di incentivazione della cooperazione (costruzione di case in cooperativa, gruppi di acquisto, consociazione nell'acquisto di servizi bancari e assicurativi, telefonia ecc...). Immagino un pool di valenti ingegneri, architetti, psicologi, specialisti dell'organizzazione aziendale, bayer, commercialisti, consulenti di immagine, pubblicitari, banche e finanziatori che si consociano per proporre un prodotto potenzialmente totale. Non è facile. Anzi difficilissimo. E' la sfida della complessità. Ma su questo terreno i più bravi sono quelli che si sono fatti le ossa in questi decenni di Movimento. Una volta tanto partiamo avvantaggiati. Ovviamente una simile visione comporta di ripensare anche alle forme di associazione praticate dal Movimento. Questo momento di riflusso sarà superato solo quando un numero sufficiente di politici capirà la necessità di diventare progettisti di eventi complessi invece che semplice megafono di parole d'ordine elementari (pace, lavoro, più soldi). Toccherà non solo dire cosa vogliamo ma anche come arrivarci e toccherà che le associazioni diventino capaci di entrare nel processo di risposta globale. Che proposte di consumo diverso fanno le associazioni ecologiche ai loro iscritti? Aderire al processo di rinnovamento della società con il peso del proprio potere di acquisto e di opinione richiederà una capacità di riflessione enormemente più grande che del marciare in corteo.
Credo di aver detto l'indispensabile. Questo è quel che vedo per i prossimi dieci anni. Se non ci sono novità non tornerò sull'argomento. Tocca dedicarsi anima e corpo a sognare come sarà per sperare di riuscire a prendere gli eventi al volo. Una cosa buona della complessità è che tocca imparare a stare anche zitti. La ripetizione di un discorso complesso è insopportabile.

David
user 3110219
Treviso, IT
54th Post

Ciao a tutti,
vi riporto uno scritto di poche righe apparso oggi sul sito Ansa:

SMOG: PARTICOLATO RIDUCE ASPETTATIVA VITA DI 8,3 MESI

(ANSA) - FIRENZE, 11 SET - Il particolato atmosferico in Italia riduce, in media, di 8,3 mesi l'aspettativa di vita e causa la morte di 350 mila europei l'anno. E' il preoccupante dato che emerge dal secondo convegno nazionale sul particolato atmosferico (in corso a Firenze fino al 13 settembre) all' interno del XXII congresso nazionale della Societa' chimica italiana. ''Solo a Milano - spiega il professor Ezio Bolzacchini, docente all'universita' Bicocca e tra i massimi esperti della materia - ogni anno ci sono 800 decessi prematuri a causa dell'inquinamento. Le politiche attuate in Italia sono palliative e con pochi effetti nel breve termine. Bisogna prevenire le emissioni con l'utilizzo di nuove tecnologie''.

Fonte: (ANSA). YG5-GAR/DLM
11/09/2006 13:39

Saluti
David

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