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Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
621st Post

(REPRISE)

Potrebbero consociarsi e fornirci un certificato di garanzia collettivo dando vita a una competizione collaborativa. Certificando prodotti, studi tecnici e installatori darebbero ai consumatori la fiducia necessaria perche' accettino di buttarsi in questa impresa. Se aggiungiamo a questo il fatto che dopo 30 anni un impianto mantiene ancora la produttivita' del 70% e che gli impianti fissi possono essere produttivi anche per 50 anni, ci rendiamo conto che un impianto, coperto da un'assicurazione e da garanzie ben fatte, e' veramente un'occasione per chiunque abbia lo spazio dove metterlo. Se otterremo dalle aziende una garanzia totale sull'installazione avremo raggiunto l'obiettivo di poter diventare produttori di energia dal sole minimizzando veramente i rischi. Il nostro investimento sara' garantito dagli alti margini di guadagno: il bene si ripaga in 15 anni e ha una vita produttiva che supera sicuramente i 30 anni e un prezzo di vendita dell'energia sovvenzionato per 20 anni. Questi elementi costituiscono un margine di sicurezza tale da metterci al riparo dai rischi. Non e' possibile perdere in questa operazione semplicemente perche' il Conto Energia da solo ripaga tutto l'investimento: le rate sono fisse, i contributi sono fissi, stabiliti dal contratto con lo Stato (Conto Energia) e dal contratto con la banca. Non c'e' modo di cambiarli nel corso del tempo. Inflazione ed eventuale diminuzione del prezzo dell'energia elettrica non possono incidere sul finanziamento, al massimo possono far diminuire o aumentare il guadagno. L'unica variante effettiva sta nella durata e nell'efficienza degli impianti: per questo e' cosi' importante ottenere una garanzia blindata sul funzionamento e l'assistenza agli impianti. Se si produce energia come previsto tutto si ripaga da se'. Ed e' ovvio che rinunceremo all'impresa se NON otterremo le legittime garanzie che cerchiamo.

Le garanzie bancarie. Ovviamente c'e' anche un problema di garanzie che la banca chiede per fornire il finanziamento. Su questo stiamo contrattando. Quel che vorremmo ottenere e' che l'impianto stesso fosse garanzia del finanziamento in quanto la sua durata produttiva mette al sicuro la banca dal rischio di non poter ritornare del proprio investimento. Alla fin fine quel che vogliamo ottenere e' di poter approfittare in modo tranquillo e sicuro di una grossa occasione per dare una mano a proteggere il pianeta e una mano al nostro bilancio familiare. Consociandoci facciamo un grosso piacere alle aziende, evitiamo loro di spendere i soldi nel marketing. Quella percentuale che sarebbe andata nei costi di vendita la vogliamo in termini di garanzie, assistenza e sconto. Siamo i compratori e abbiamo i nostri diritti. Attenzione, noi non costruiremo nessuna congrega, nessun ente, nessuno che diventi nostro burocrate e sacerdote. Noi siamo solo consumatori consociati, chiediamo prodotti senza problemi attaccati.

Ti interessa l'idea?
ATTENZIONE prima di aderire verifica di possedere le condizioni indispensabili per installare l'impianto:
1) Spazio per installare l'impianto: pezzatura minima 8/12 metri quadrati (per ogni kilowatt installato) ORIENTATI A SUD. L'impianto puo' essere posizionato su un terreno esposto al sole (no alberi o case a sud che facciano ombra!) ATTENZIONE: L'IMPIANTO A TERRA NON APPOGGIA SUL TERRENO MA SOPRA UNA STRUTTURA AUTOPORTANTE QUINDI IL TERRENO PUO' CONTINUARE A ESSERE UTILIZZATO A FINI AGRICOLI, PER CULTURE CHE RICHIEDONO MOLTA OMBRA. La copertura con pannelli fotovoltaici sospesi e', tra l'altro, ottima per i terreni impoveriti o dilavati perche' proteggendo il terreno e, favorendo l'umidita', facilita la riformazione dell'humus.
2) Proprieta' del terreno o della costruzione o disponibilita' del proprietario a firmare per dichiarare la disponibilita' dello spazio per piu' di 30 anni (la vita dell'impianto puo' superare i 25 garantiti dai costruttori). Ovviamente questa disponibilita' dovra' essere garantita contrattualmente.

Invia una mail a fotovoltaico@alcatraz.it rispondendo alle seguenti domande:
Nome Cognome
Data di nascita
Professione
Dove vuoi installare l'impianto?
Sei proprietario o affittuario?
Se affittuario: hai gia' l'accordo con il proprietario o l'assemblea dei condomini?
Intendi installare i pannelli fotovoltaici su un tetto orientato a sud o a terra?
Sei disponibile a un'installazione immediata? Se hai bisogno di tempo quando prevedi potra' essere installato l'impianto?
Indirizzo mail
Telefono
Queste dichiarazioni non hanno nessun valore vincolante.

APPENDICE - Per approfondire.
Conto Energia
Fino a ieri il cittadino poteva produrre energia elettrica ma non la poteva vendere: la scontava dalla propria bolletta. Se ne produceva di piu' di quanta ne consumava perdeva la parte eccedente (!!!). Quindi nessuno aveva interesse a produrre di piu'. Il sistema finalmente adottato si basa sugli incentivi versati direttamente sul prezzo d'acquisto. E' il sistema che ha avuto enorme successo in Germania e altri paesi. Il che vuol dire che ogni famiglia puo' incrementare il proprio bilancio familiare diventando microproduttrice di energia elettrica. E' veramente una gran cosa e apre in Italia la possibilita' dello sviluppo dell'energia solare ma offre anche una forma di investimento per le famiglie italiane assolutamente sicura, proprio perche' e' garantita dallo Stato, nel tempo, attraverso il prezzo incentivato dell'energia elettrica (Conto Energia). Con il Conto Energia lo Stato infatti si impegna a pagare l'energia elettrica prodotta da qualunque cittadino. Il risultato e' che oggi chiunque puo' vendere energia solare a un prezzo che e' di 4 volte quello di mercato PER 20 ANNI. E l'investimento resta sufficientemente garantito anche se questo pagamento NON e' agganciato all'inflazione per la parte del contributo del Conto Energia (la parte di energia comprata dall'Enel seguira' invece le fluttuazioni del mercato).

Perche' sono tanto stupidi da darmi dei soldi solo perche' metto un pannello solare sul tetto e addirittura non spendo niente per metterlo?
Il proprietario fa fruttare il fatto di avere uno spazio la' dove vive, e quindi e' presente. Ovviamente nessuno installerebbe un impianto in un campo lontano da abitazioni: sarebbe troppo facile smontarlo di notte e rubarselo. Proprio questo aspetto rende competitivi i piccoli impianti presso le abitazioni e le aziende rispetto al grande impianto che ha bisogno di essere vigilato. Inoltre le tariffe del premio offerto dal Conto Energia premiano ulteriormente i piccoli impianti. Questa generosita' verso gli impianti piccoli non e' solo ardore socialista ma ha una precisa ragione tecnica. L'energia elettrica, viaggiando lungo i fili, ha perdite inevitabili. Una perdita minima che diventa enorme quando la moltiplichiamo per miliardi di kilowattora che devono percorrere migliaia di chilometri. Ogni piccolo produttore fornisce di energia i suoi diretti vicini e quindi la sua energia ha subito meno perdite, quindi vale almeno un 5% in piu'.

(CONTINUE)

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
622nd Post

(REPRISE)

Perche' la banca non rischia ad accettare come garanzia del finanziamento l'impianto stesso.
Nella sua vita l'impianto produce energia per piu' del suo valore d'acquisto. La banca incassa direttamente il denaro proveniente dal Conto Energia. Resta eventualmente da considerare il valore dell'energia prodotta e autoconsumata dal proprietario. Riassumendo, la quota a rischio morosita' per la banca e' minima. Su questo punto, pero', la partita non e' ancora chiusa. Attenzione: quanto detto non vuol dire che chi ha denaro contante non abbia convenienza a pagare direttamente senza ricorrere alla banca. Un costo di finanziamento c'e' comunque. Ugualmente chi ha possibilita' di offrire garanzie supplementari otterra' uno sconto sugli interessi come avviene sempre. Il costo del denaro dipende dalle condizioni di sicurezza dell'investimento che sono calcolate secondo l'insieme dei fattori di rischio.

Quali meccanismi possono diminuire il guadagno ottenuto?
Inflazione ed eventuale diminuzione del prezzo dell'energia elettrica non possono incidere sulla restituzione automatica del debito grazie al contributo statale del Conto Energia. La produttivita' e' garantita dal venditore. L'unica variante possibile e' nella luce solare. Ma una diminuzione drastica della luce solare diventerebbe un disastro planetario. Quando c'e' la fine del mondo nessuno e' piu' interessato alla restituzione dei finanziamenti bancari. Generalmente si pensa ad altro. E se invece si torna al medioevo, avere ancora dei pannelli solari funzionanti ti sara' certamente utile quando i trogloditi distruggeranno le linee elettriche nazionali. Quindi il solo rischio dell'impresa riguarda l'inflazione e la disponibilita' di energia elettrica. Ma queste due varianti possono agire relativamente poco sugli utili: i due elementi si calmierano reciprocamente. Infatti, se aumenta l'inflazione, almeno in teoria, dovrebbe aumentare anche il prezzo dell'energia. D'altra parte un crollo del prezzo dell'energia (che solo un'invenzione strepitosa potrebbe provocare) dovrebbe portare con se' una drastica diminuzione del costo di tutti i beni e i servizi quindi scongiurare un'impennata dell'inflazione. Sono convinto che gli analisti sbaglino a credere che nei prossimi anni si raggiungera' solo il 20% di energia da fonti rinnovabili. L'umanita' sapra' far meglio. La prossima irruzione dell'auto ad aria compressa sui mercati del terzo mondo aprira' la strada a un nuovo modo di convertire l'energia in movimento e determinera', entro i prossimi dieci anni, una contrazione del consumo di petrolio nel mondo. Credo che fra dieci anni il valore dell'energia iniziera' a diminuire. Se cosi' fosse, il valore dell'energia prodotta, depurato dal premio del Conto Energia diminuirebbe. Si tratterebbe, pero', di una perdita sul 25% della produzione e non sarebbe in gioco la restituzione del finanziamento ma solo l'entita' del guadagno. Una volta ripagato l'impianto, inoltre, avrai gli utili di tutta l'energia prodotta per dieci o piu' anni. Questo resterebbe un reale guadagno, anche se il prezzo dell'energia elettrica dovesse diminuire e non incassassi piu' il premio del Conto Energia. Insomma, se dovesse andar male avrai comunque salvato il mondo dall'inquinamento ricavandone un piccolo utile che ti ha ampiamente ripagato il tuo impegno. Se andra' nel migliore dei modi salverai l'umanita' e guadagnerai anche un fracasso di soldi.

Come e' possibile ottenere tutte queste garanzie? A quale costo?
In realta' tutto il discorso che segue non tocca direttamente i nostri interessi come gruppo consociato ma e' interessante capire che il raggiungimento di condizioni di acquisto cosi' vantaggiose non dipenderebbe da strane alchimie ma da semplici meccanismi finanziari che funzionano da decenni e sono alla base della moderna economia. Come vedremo, da tempo i grossi gruppi industriali hanno capito che era meglio diminuire l'effetto del danno imprevisto rinunciando a priori a guadagni altrettanto imprevisti. La novita' sta piuttosto nel fatto che un gruppo di consumatori scelga di dotarsi di un sistema contrattuale studiato per proteggere i propri interessi, adottando criteri di garanzia impossibili per il singolo consumatore perche' troppo complessi e costosi per essere applicati a un acquisto di entita' relativamente modesta.
Ovviamente questo nostro esperimento potrebbe anche dimostrare quanto oggi possa essere potente per i consumatori abbandonare il rapporto individuale con la grande industria.? Vediamo ora perche' la banca e' disposta a accettare come pagamento il denaro proveniente dal Conto Energia che non e' vincolato all'inflazione. Verrebbe da pensare che la banca e' pazza perche' se c'e' l'inflazione ci perde in quanto incassa sempre la stessa somma. La banca non e' affatto pazza. La banca sa di incassare una cifra "x" per 20 anni! Sa che questa cifra dovra' ripagare il denaro che ha investito con gli interessi. La banca, quindi, si mette al sicuro dal rischio dell'inflazione trasformando questo stesso rischio in un prodotto finanziario e in questo modo minimizzandolo. Come e' possibile? Non e' semplice nei dettagli ma possiamo riassumere la situazione in modo molto schematico. I professori di economia mi perdoneranno. Se per la banca l'inflazione rappresenta una perdita di utili rispetto a un prestito fatto oggi, per un'altra azienda che mette in produzione oggi un bene che vendera' fra un anno, l'inflazione significa vendere a un prezzo piu' alto. Questa azienda, quindi, si assicura contro la mancanza di inflazione. Qualche cosa del genere succede continuamente nel settore dei cambi: se il cambio dollaro-euro si modifica un'azienda potrebbe perderci per l'aumento del valore di una delle due monete.
Tornando al nostro finanziamento, possiamo dire che il rischio della banca che teme l'inflazione e quello dell'impresa che teme l'aumento del valore del denaro sono esattamente contrari e si incontrano dando vita a un prodotto finanziario che e' sostanzialmente la sintesi di due interessi oggettivamente alleati: si garantiscono vicendevolmente. Ognuno assorbe il rischio di non guadagno dell'altro compensandolo, e rendendo al contempo certo l'utile preventivato dal proprio piano industriale. Si rinuncia alla possibilita' di guadagnare di piu' comprando la certezza di guadagnare la quantita' prevista.
Ugualmente le ditte che ci forniranno il prodotto possono garantirsi da errori e incidenti. Possono calcolare il margine di errore nella filiera e assicurarlo utilizzando vari sistemi:
- chiedere alla singola impresa che partecipa al processo di produzione una fideiussione che garantisca la qualita' di ogni passaggio
- creare un fondo di garanzia per risarcire eventuali disfunzioni e garantire la tempestivita' degli interventi riparatori
- stipulare un'assicurazione classica sull'integrita' dei beni che spalmi eventuali picchi di disfunzione.

(CONTINUE)

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
623rd Post

(REPRISE)

Come e' organizzato questo gruppo di acquisto?
Tramite l'adesione a questo gruppo di acquisto ognuno mi incarica di condurre una trattativa con banche, assicurazioni, installatori eccetera per verificare quale sia la migliore offerta disponibile per un acquisto compiuto da centinaia di persone consociate. Mi si incarica, altresi', di scegliere un gruppo di tecnici, di stimata professionalita' e cristallina onesta' per verificare tutti gli aspetti del possibile accordo. Questo incarico mi viene dato senza impegno alcuno da parte degli aderenti al gruppo d'acquisto. Di contro, io mi impegno a informare tutti di ogni sviluppo e a raccogliere e accogliere critiche e integrazioni al progetto per ottenere il suo miglior esito. Non credo che esista da qualche parte la codificazione di questa fattispecie di contratto. Ed e' chiaro che si tratta di un contratto d'onore. Per questo vi sono veramente grato per la stima e sento una forte responsabilita'. E' chiaro che il successo di questa impresa e' legato all'efficienza e all'onesta' delle persone chiamate a coordinare e controllare. Anche in questo caso dobbiamo garantirci al massimo grado. E questa garanzia possiamo ottenerla usando Internet come luogo per raccontare ogni mossa, discutere ogni contratto, ogni clausola. Sara' il primo grande contratto collettivo gestito in diretta sul web, in tutte le sue fasi. Quella che ho in mente e' una struttura open source da tutti i punti di vista. Una filiera che, dalla produzione alla distribuzione, dall'installazione alla certificazione, avra' prezzi e percentuali di guadagno chiari e trasparenti. Ognuno potra' partecipare alla pari, sulla base delle proprie capacita' e dei propri interessi, non solo, quindi, all'acquisto. Chi ha messo un impianto puo' diventare segnalatore, chi lo installa puo' importarlo. Non si creera' nessuna struttura, nessun gruppo di potere centrale. Diventera' come Linux o le enciclopedie on-line. Si fissano tramite una contrattazione collettiva i valori dei singoli passaggi, dal click-true sul sito Internet che appoggia la campagna, alla quota per la verifica finale dell'impianto da parte dei controllori incaricati dal gruppo d'acquisto. La presenza di piu' ditte che concorreranno alla pari offrendo in modo chiaro e uniformato la qualita' dei loro prodotti sottoponendosi all'analisi dei nostri tecnici ci garantira' dal punto di vista qualitativo e facilitera' la trasparenza delle offerte. La possibilita', da parte dei consumatori consociati, di esprimere in rete giudizi su efficienza, rispetto dei tempi di consegna stabiliti, cortesia, reale resa degli impianti, e' un altro formidabile strumento di controllo che premiera' i migliori. Infatti tutti i consumatori preferiranno le aziende che avranno il piu' alto numero di referenze positive. La struttura stessa di organizzazione a rete agira' creando una concorrenza basata sulla qualita' concreta piu' che sul logo. E questo non potra' che essere salutare per le aziende stesse che verranno ripagate dello sforzo di certificare e garantire i propri impianti dallo svilupparsi di un mercato fiducioso: una fiducia basata sulla capacita' di autoregolamentarsi dimostrata nei fatti, dando al consumatore i motivi per essere fiducioso. Immaginando cosi' lo sviluppo di questo gruppo d'acquisto e' chiaro che il mio ruolo riguarda solo la fase di avvio del sistema, in quanto appena questo sara' partito smettero' di avere un qualunque ruolo diverso da quello degli altri consociati. Il meccanismo di lavoro a rete, una volta avviato, spazza via ogni possibile rendita di posizione. Solo la qualita' riconosciuta e i risultati possono fare la differenza tra i diversi soggetti dell'impresa. E' possibile, sarebbe bello, sarebbe utile per la pace, per l'ambiente e vantaggioso per tutti. Si puo' fare? Vedremo.

Con chi sto lavorando: visto che questo progetto basa il suo possibile successo sulla qualita' delle persone coinvolte ecco la lista dei principali professionisti coinvolti.
Certificazione tecnologica dei prodotti. Maurizio Fauri, ricercatore e professore presso l'Universita' di Trento, sua la realizzazione del piano di risparmio energetico del comune di Padova, premiato come una delle migliori progettazioni realizzate effettivamente. Collabora con Alcatraz dal 2002.
Trattative con le banche e le assicurazioni. Daniela Concari consulente d'azienda, e' impegnata da anni nel settore dello sviluppo della consociazione dei consumatori nel settore servizi bancari. Collabora con Alcatraz dal 1998.
Questioni legali e contrattuali. Studio Andrea e Marco Marchetti. Collabora con Alcatraz da 27 anni.
Consulenza commercialistica. Stefano Andreani di Firenze, collabora con Alcatraz da 5 anni. Giancarlo Merlino di Napoli, collabora con Alcatraz da 11 anni.
Gestione rapporto clienti. Gestione campagne di comunicazione in internet. Commercioetico.it (Merci Dolci Srl) che gestisce il nostro sito di vendita on-line e redige Cacao - Il quotidiano delle Buone Notizie Comiche. Merci Dolci e' composta da: Simone Canova, direttore di Cacao, collabora con Alcatraz da 9 anni. Gabriella Canova, collabora con Alcatraz da 14 anni. Maria Cristina Dalbosco, ex docente universitaria di Diritto Civile, collabora con Alcatraz da 7 anni.

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Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
624th Post

(REPRISE)

Le implicazioni sociali di questo progetto. L'idea della Democrazia Energetica.
Da 50 anni l'energia e' la principale fonte di inquinamento, guerre e corruzione. I due elementi di questa situazione sono un enorme spreco delle energie disponibili e una pari concentrazione dei vantaggi derivati dalla produzione di energia. Oggi l'emergenza ambientale, in particolare gli accordi di Kyoto e lo sviluppo delle tecnologie, fanno si' che produrre energia elettrica da fonti rinnovabili sia un affare alla portata di chiunque abbia uno spazio dove mettere i pannelli, un mulino a vento, una turbina ad acqua o possieda un terreno dove coltivare biomasse. Niente impedisce che gruppi di persone che non possiedono luoghi adatti alla produzione da fonti rinnovabili si consocino per utilizzare spazi adatti ottenendo cosi' un reddito supplementare che, nel caso del solare, diventera' ancor piu' sostanzioso dopo 20 anni, esaurita la restituzione del finanziamento iniziale e dei relativi interessi. Certamente questo e' un obiettivo da raggiungere ma e' anche una possibilita' straordinaria quella che oggi tutti abbiamo di diventare produttori di energia spezzando il monopolio del petrolio e del gas naturale. La razionalizzazione di un sistema che spreca enormi masse di energia potrebbe creare lavoro e ricchezza diffusa. Basti pensare che tutti gli abitanti del nord Italia negli ultimi 30 anni hanno buttato via il valore della casa che hanno abitato in spreco energetico. Tetti non isolati, mancanza di doppi vetri e di caldaie efficienti, sprechi vari, sono stati un modo per bruciare enormi ricchezze. Addirittura la possibilita' di avere tutti una casa in proprieta'. Senza contare la ripresa economica che ne deriverebbe dal trasformare lo spreco in investimento produttivo: in Italia ci sono 16 milioni di tetti da isolare termicamente! Ci sarebbe lavoro per centinaia di migliaia di persone per anni. Lavoro pagato dal risparmio di denaro che si buttava letteralmente dalla finestra. I tetti, inoltre, bisogna isolarli proprio qui, non li si puo' portare in Cina. Ovviamente sfruttare questa opportunita' storica richiedera' un cambiamento di modo di pensare e un apprendimento. Solo chi sapra' garantirsi dagli inefficienti e dai furbi trarra' vantaggio. Consociarsi come consumatori diventa ancor piu' importante perche' in questo momento fa veramente differenza muoversi tra un acquisto sicuro e uno azzardato. Se riusciremo realmente a portare a buon fine gli acquisti di questo gruppo, quanti vorranno imitarci? E se resteremo soddisfatti dall'esperienza di comprare i pannelli solari tutti insieme perche' non dovremmo decidere di acquistare tutti insieme anche l'auto?
E qui mi fermo sperando di aver dato l'idea di cosa potrebbe succedere se una simile logica di rete prendesse piede tra i consumatori. Ne ho scritto a lungo in "Internet salvera' il mondo" (http://www.jacopofo.i... ) e "Pessimismo cosmico e gnocca globale" (http://www.jacopofo.i... ) e in "Come fare il comunismo senza farsi male" (http://www.jacopofo.i... .

Maurizio
user 3109867
Treviso, IT
212th Post

BLACKOUT: ALLARME ESTATE, TASK FORCE





Scatta l'allarme rosso sul fronte blackout per la prossima estate: la siccità che sta caratterizzando la stagione invernale rischia infatti di mettere ancora una volta l'Italia in difficoltà, con un'offerta elettrica non in grado di soddisfare i picchi di domanda, trainati da condizionatori e refrigeratori.

L'emergenza - secondo quanto di apprende - è sul tavolo del Ministero per lo sviluppo economico che ha messo in campo una vera e propria task force per far fronte ad un rischio che, secondo le prime stime di Terna, potrebbe vedere il paese alle prese con un'offerta fino ad oltre 8 mila megawatt al di sotto delle possibili punte di domanda. Con una carenza cioé di circa il 15% di elettricità (l'anno scorso la punta di richiesta estiva ha superato i 55 mila mw).Alla base delle preoccupazioni c'é la scarsità di acqua che rischia non solo di impattare sulla produzione idroelettrica ma anche sul funzionamento di molte centrali che potrebbero trovarsi - come già accaduto negli anni passati - alle prese con la mancanza di acque di raffreddamento delle turbine per i bassi livelli idrici dei fiumi. A cominciare dal Po.

A fronte di una potenza disponibile in estate intorno ai 57 mila megawatt, la prevedibile disponibilità idrica (-20% rispetto all'anno scorso tra bacini idroelettrici, laghi e neve), potrebbe veder venir meno circa 8 mila megawatt di offerta. Il sistema paese si ritroverebbe così con una disponibilità intorno ai 49 mila mw, ben sotto i livelli di punta che negli ultimi anni si registrano nei giorni di afa tra giugno e luglio (l'anno scorso si è arrivati a superare i 55 mila mw).

In particolare il livello idrico dei bacini di accumulo sopra il Po si aggira sui 700 milioni di metri cubi, contro un dato del 2003 di 945 milioni di metri cubi mentre l'apporto dell'attuale innevamento per l'estate 2007 scenderebbe da 960 milioni di metri cubi del 2006 a 320 milioni di metri cubi. Una forte diminuzione della risorsa idrica che, tra l'altro, avrà come priorità l'agricoltura.

Una situazione di rischio-emergenza che ha spinto il Ministero a correre ai ripari chiamando a raccolta i principali attori del sistema. Prima tra tutti Terna, la società che gestisce i flussi di energia e nel paese. Ma anche le Autorità di bacino, l'Authority per l'Energia nonché le Regioni interessate, fino ad arrivare alla Protezione Civile.

Un primo incontro si è già svolto la settimana scorsa ed una prossima riunione - a quanto si è in grado di apprendere - è stata già fissata per mercoledì prossimo 28 marzo, probabilmente a Parma (un'altra si dovrebbe tenere invece al Ministero prima di Pasqua). Sul tavolo - questo il nome del dossier - c'é "Attività e azioni contro il rischio elettrico".

Ed al momento sono già state avviate una serie di ipotesi di intervento sulla base dei possibili scenari prevedibili - da quello meno rischioso al vero e proprio allarme rosso - messi a punto da Terna che avrebbe già proposto una serie di misure che coinvolgano i vari soggetti interessati, comprese le società elettriche.

Al momento - secondo le prime indiscrezioni che si raccolgono attorno al dossier - sarebbero già state individuate una serie di misure per evitare il vero e proprio allarme. Per scongiurare cioé non solo l'ultimo livello dell'allerta elettrica, quello cioé dei distacchi all'utenza civile, ma anche le misure previste dal piano di salvaguardia del sistema che prevedono una serie di interventi progressivi a partire dal primo livello che é quello del ricorso agli interrompibili (clienti cioé che in base ad agevolazioni tariffarie forniscono la disponibilità a distacchi programmati in situazioni di emergenza).

Tra le misure del piano anti crisi - sempre secondo fonti che seguono i lavori al Ministero - ci sarebbero così un intervento sull'import per scongiurare la stagionale riduzione di 2 mila mw; una riprogrammazione della produzione idroelettrica (per mille mw di disponibilità aggiuntiva in estate) nonché di quella turbogas di alcune centrali, da Turbigo a Le Casella, da Ostiglia a Chivasso, per circa 6.000 mw. Si potrebbe così potenziare l'offerta con una disponibilità di oltre 8.000 megawatt in grado cioé di compensare il rischio di una carenza di circa 8 mila mw di offerta.

Fonte

Edited by Maurizio on Mar 25, 2007 at 7:01 PM

A former member
94th Post

Convegno Aspo.
Bakhtiari: "Il picco del petrolio nel 2006".

Pubblicato da Petrolio alle 10:22 in Esperti, Peak Oil

Ali Bakhtiari ha parlato per primo, ha parlato chiaro e ha segnato tutto il convegno con il suo intervento. Ciò che ha detto, con la sua signorilità e pacatezza, ha continuato ad aleggiare durante la giornata, come se ogni speech non potesse più essere compreso se non alla luce del suo discorso... In cui le parole di Dante Alighieri, omaggio al nostro Paese, hanno fatto da guida. Nella selva oscura, la diritta via è smarrita.

Il picco è già avvenuto, ha esordito Ali, e precisamente nell'estate 2006. Non ce ne accorgiamo ancora (o forse sì, pensavo io, mai state tante pubblicità di automobili come in questo periodo di irripetibile abbondanza), ma lo sapremo tutti molto presto: forse entro due o tre anni, in un momento di choc collettivo, quando nell'era di quella che lui definisce "la prima transizione" sarà la produzione a decidere la domanda. Stiamo usando mille barili al secondo, e come li usiamo? Il fondatore dell'OPEC sosteneva che il petrolio fosse il prodotto del diavolo, ha ricordato Ali, e in questo senso ne abbiamo la prova ogni giorno.
La situazione dei grandi giacimenti è preoccupante, ma anche i fields più promettenti sembrano mantenere poco rispetto alle premesse. South Pars, in Iran, potrà produrre solo la metà di quanto inizialmente previsto, il Mare di Barends ha enormi problemi, e a Kashagan l'ENI sta sviluppando il giacimento più difficile del mondo che produrrà 1,5 milioni di barili al giorno "forse" nel 2010. Da romantica qual sono, mi ha personalmente molto colpito l'immagine descritta da Ali degli uomini dell'ENI che lavorano con le maschere antigas indosso, a temperature che arrivano a -40°, in un mar Caspio che è ghiacciato per 5 mesi l'anno. Petrolio: cosa non si fa per te.
Bakhtiari ha esposto anche la sua visione per il 21o secolo: sarà il secolo delle "radici". Del ritorno alle radici, per l'esattezza. Della riscoperta delle conoscenze umane che ci hanno guidato nei secoli precedenti all'era petrolifera. Ma dobbiamo cominciare a cambiare, a cambiare il nostro atteggiamento e i nostri consumi su base individuale, a partire da oggi, da subito. L'acqua sarà una risorsa critica, che farà sentire il suo peso nel già difficile momento di transizione che ci attende. Che possiamo fare? "Piantare alberi" ha suggerito Ali. Non so se scherzasse o se fosse una piccola esagerazione, ma non è un cattivo consiglio.

fonte

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
627th Post

Dal Cacao Alcatraz di oggi.

La batteria dolce
Ieri e' stato firmato l'accordo per il progetto Archimede, un sistema che combina una centrale a gas con un impianto solare termodinamico, da un'idea di Carlo Rubbia.
Altra buona notizia: al congresso annuale dell'American Chemical Society e' stata invece presentata la prima batteria che si ricarica con zollette di zucchero sciolte in acqua. Messa a punto dai ricercatori dell'Universita' di Saint Louis riesce a produrre elettricita' 4 volte maggiore di una normale batteria al litio. Tutti gli elementi costitutivi della pila sono biodegradabili e un prototipo ha fatto funzionare una calcolatrice tascabile. Una volta esausta puo' essere riciclata per addolcire un caffe'.

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
643rd Post

Dal Cacao Alcatraz di oggi (aggiornamenti sul GA dei pannelli solari).

Domenica 1 aprile 2007 - Pioggia di truffe sui pannelli solari e i contratti per le forniture elettriche a imprese e famiglie!
Ecofurbi Spa e Bassotti Energia Spa si sono scatenati! Si stanno buttando a pesce (razza squalo, sottofamiglia denti a sciabola) sui poveri consumatori disinformati. Cosi' ti spiegano che comprando energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili risparmi addirittura il 7% rispetto al contratto Enel. Ma il contratto e' scritto dal dottor professor, avvocato commercialista Valente Manolesta dello studio Massimo Cavillo e Franca Postilla Associati. Ci sono arrivate parecchie richieste di consulenza e i nostri ingegneri (della premiata ditta Nonsiamonatiieri Srl) hanno fatto un po' di conti addizionando l'addizionabile e, moltiplicando il risultato per il coefficiente per il prodotto della sottrazione del canone inverso, hanno scoperto che il cittadino fervente ecologista comprava si' energia da fonti rinnovabili ma la pagava un 7% in piu' e non in meno!!! Viene da pensare che in Italia, in questo momento, desiderare una cosa semplice, addirittura banale, come il fatto di sapere cosa compri e quanto lo paghi veramente, e' ancora un sogno. Ora, noi siamo proprio bravi a sognare, e cosi' abbiamo pensato di creare un sistema di contratti e garanzie che protegga realmente il cliente e dia la certezza della qualita' di quel che sta acquistando. Una cosa normale. NIENTE DI STRAORDINARIO. Se controlliamo singolarmente che un contratto (che sia di fornitura di energia elettrica, o di acquisto di pannelli solari o di finanziamento...) sia veramente buono, dobbiamo dedicare a questa analisi parecchio tempo. Se lo facciamo come gruppo, incaricando professionisti che conosciamo da anni, non solo abbiamo le garanzie che vogliamo ma otteniamo pure un prezzo piu' basso grazie al potere contrattuale di un gruppo d'acquisto. Inoltre, questo sistema di garanzie studiate da un gruppo di professionisti indipendenti sara' ancora piu' efficiente se verra' affiancato da un sistema di referenze dei compratori che giudicano non solo la bonta' del prodotto acquistato (per esempio l'efficienza dell'impianto) ma anche la cortesia, la precisione e la professionalita' del servizio, i tempi di realizzazione, portando le aziende a operare in un contesto che rende conveniente puntare sulla reale qualita' del prodotto. Vogliamo partire da questo caso scandaloso dei contratti farlocchi per la fornitura di energia elettrica ad aziende e famiglie per inventarci un sistema diverso, per comprare al riparo dei radical loffi. Vogliamo evitare che altri caschino nelle truffe dei pannelli fotovoltaici con materiale organico al posto del silicio (che non esistono ancora ma gia' li vendono), dei pannelli solari gratuiti, delle caldaie miracolose, delle marmitte salvifiche e dei sistemi per ridurre il consumo dell'auto del 25% che ti costano quanto l'auto e non funzionano. L'azione dei disonesti, in questo momento di esplosione del mercato, e' disastrosa perche' ruba denaro alle persone oneste che vogliono difendere l'ambiente, toglie risorse alla neonata rivoluzione delle ecotecnologie e diffonde delusione e incertezza. Dovrebbe essere normale poter acquistare con tranquillita' e prezzi trasparenti. Non lo e'. Impegnamoci a renderlo normale!!! Quindi lanciamo la proposta di collaborare tutti insieme alla creazione di questo sistema che chiameremo sistema "NORMALITA' GARANTITA". Un progetto che, se incontrera' l'interesse di molti, si sviluppera' su queste pagine offrendo la possibilita' di interagire, fornire indicazioni, critiche, proposte. Il primo business on-line. Il reality show dei gruppi di acquisto nel settore Democrazia Energetica.
Mentre stiamo ancora lavorando per i pannelli solari fotovoltaici, vogliamo intanto raccontarvi di un bel passo avanti fatto per arrivare a un acquisto solidale di Energia elettrica da fonti rinnovabili. Come sapete, dal 1 luglio 2007 il mercato dell'energia elettrica sara' libero anche per i privati cittadini (lo e' gia' per i titolari di partita Iva) e ognuno di noi potra' decidere da chi comperare la propria elettricita' e, soprattutto, da che fonte. Potete immaginare la ridda di offerte presentate sul mercato e, in particolare, quelle che offrono energia da fonti rinnovabili (e se ascoltate la pubblicita' gia' ne avete sentore per le offerte che vengono fatte alle aziende). In questi mesi abbiamo cercato di capirci qualcosa e, soprattutto, di trovare un partner che ci permettesse di offrire ai nostri lettori un prodotto eco-sostenibile a prezzi vantaggiosi. A partire dall'estate scorsa abbiamo avuto occasione di valutare numerose proposte, ma nessuna ci aveva convinto, tranne una, quella di AGSM Energia di Verona. Dopo telefonate, trattative, richiesta di chiarimenti, eccetera, finalmente una settimana fa abbiamo incontrato ad Alcatraz i responsabili di questa azienda, che al momento e' senz'altro quella che sembra offrirci le migliori condizioni presenti attualmente sul mercato. Ci sembra che da Agsm Energia potremo vedere garantiti, in sintesi, questi tre punti:
- energia acquistata proveniente al 100% da fonti rinnovabili (questo non significa che il singolo utente riceve una fornitura diretta di energia rinnovabile; si tratta piuttosto di una compensazione: l'azienda immette nella rete elettrica una quantita' di energia prodotta da fonti rinnovabili pari al consumo del cliente che ha aderito. Si diventa in questo modo dei consumatori sostenibili di energia);
- prezzo di acquisto un po' piu' basso rispetto al prezzo del mercato vincolato (di Enel, tanto per capirsi: il prezzo del chilowattora per il mercato vincolato e' formulato sulla base di regole stabilite dell'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas), con la garanzia da parte dell'azienda che se i costi dovessero superare il prezzo del vincolato la differenza se l'accolla Agsm Energia. Quindi, mal che vada, pagheremmo l'energia da fonti rinnovabili allo stesso prezzo di quella da fonti fossili;
- massima trasparenza: la bolletta deve essere chiara, le condizioni contrattuali anche (per esempio AGSM Energia si impegna a comunicare almeno tre mesi prima della scadenza del contratto eventuali modifiche nelle condizioni di fornitura, ad esempio nel prezzo).

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Loris D.
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Treviso, IT
644th Post

(REPRISE)

Chi di voi ha iniziato la ricerca di un fornitore alternativo all'Enel si sara' accorto che l'energia da fonte rinnovabile (eolico, solare, ecc.) costa sempre molto di piu' di quella da fonte fossile. Attualmente anche la stessa AGSM Energia offre ai propri clienti l'energia verde a un prezzo leggermente piu' alto. E qui arriva il bello: noi abbiamo offerto la nostra forza, la nostra potenzialita', finalmente, e quindi le trattative ci stanno portando ad avere assicurato un prezzo realmente migliore di quello di Enel. E non si tratta solo di prezzo: capire, tra le decine di offerte che sembrano convenientissime, se e dove si nascondono trucchi e inghippi che alla fine ti fanno pagare di piu' o che trasformano l'accordo in un "contratto capestro" e', per noi, davvero fondamentale. Ecco perche' - anche se sulla bonta' dell'offerta siamo gia' convinti, tanto che Merci Dolci srl ha concluso il nuovo contratto di fornitura - oggi ancora non vi proponiamo l'offerta definitiva: con i nostri esperti vogliamo chiarire ancora qualche piccolo punto della bozza di accordo che intendiamo potervi proporre entro il mese di aprile. Se hai notizie e proposte inserisci i commenti sotto questo post nel blog. Se sei interessato/a a partecipare a questo gruppo d'acquisto (richiesta assolutamente non vincolante) puoi anche scrivere a puranergia@alcatraz.it (e nel frattempo preparati una fotocopia della tua ultima bolletta Enel...). In questo modo ci dai mandato per trattare anche per te... e vogliamo che ne venga fuori una bella cosa. E se ti piacera' farai il contratto con le clausole che il gruppo d'acquisto sara' stato in grado di contrattare. Se non siamo certi di ottenere le tre garanzie sopra indicate (un prezzo piu' vantaggioso - o quanto meno uguale a quello - dell'Enel¸ solo energia verde e condizioni contrattuali trasparenti) non se ne fa niente.

Consociazione per riscuotere i titoli energetici. Il risparmio energetico da' diritto ai Titoli di Efficienza Energetica.
Vi sarete accorti che da un po' di tempo alcune aziende sembrano impazzite... si sono messe a regalare a pioggia lampadine a basso consumo (ora si trovano persino nei fustini di detersivo). E molte aziende, le cosiddette "multiutility", regalano anche riduttori di flusso per il risparmio idrico. Cosa e' successo? Gli si e' aperta la coscienza ambientalista tutto d'un botto e hanno avuto una sorta di rivelazione sulla via di Damasco?!? Non e' proprio cosi': i maggiori distributori di energia elettrica e di gas naturali sono tenuti per legge a "conseguire obiettivi nazionali di risparmio energetico attraverso la realizzazione di interventi presso i consumatori finali" (d.m. del 20 luglio 2004). Questi interventi, una volta realizzati, vengono sottoposti alla valutazione dell'Autorita' per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG) che a sua volta autorizza il Gestore del Mercato Elettrico (GME) ad emettere Titoli di Efficienza Energetica (detti anche "certificati bianchi"). Ora, puo' succedere che questi "maggiori distributori" non riescano a realizzare in proprio gli interventi di risparmio energetico e allora i Titoli, i "certificati bianchi" appunto, possono essere acquistati da altri soggetti che operano sempre nel settore dei servizi energetici (le ESCO). Le Esco, cioe', sono autorizzate a vendere "risparmio" all'interno di un mercato apposito istituito e regolato da AEEG e GME. Loro vendono il risparmio e in cambio ottengono denaro: il contributo varia molto a seconda degli interventi di risparmio e lo si riceve solo al raggiungimento di determinati "step" (calcolati in tep - tonnellata equivalente di petrolio risparmiata, pari cioe' al potenziale energetico contenuto in una tonnellata di petrolio). Questa lunga e anche un po' complicata premessa era necessaria per comprendere un altro nostro progetto di consociazione. Abbiamo infatti pensato a tutte quelle persone che hanno fatto piccoli e grandi interventi di risparmio e che ovviamente non sono delle Esco.? Hai cambiato tutte le lampadine di casa? Hai sostituito i vetri semplici di casa tua montando quelli doppi? Hai fatto isolamenti termici o hai cambiato il vecchio boiler elettrico con uno a gas? Hai messo pannelli solari per la produzione di acqua calda? Beh, sappi che, in collaborazione con la Esco dell'ing. Fauri, stiamo cercando di organizzare un gruppo di "acquisto del risparmio" per arrivare a ottenere i tep richiesti dal mercato dei Titoli! Per esempio, bisogna raggiungere almeno 234 boiler a gas, o 1712 lampadine a basso consumo.? Stiamo lavorando da alcune settimane per individuare esattamente a quanto ammonta il contributo per ogni intervento (tenete conto che puo' andare da cifre irrisorie come 0,40 euro spalmati in 5 anni (!) per piccoli interventi, fino a qualche decina di euro per interventi piu' importanti. Se nel frattempo pensi di essere interessato scrivi a "titolienergia@alcatraz.it" per segnalare la tua preadesione a un eventuale gruppo d'acquisto. Nella mail puoi gia' specificare che tipo di investimento hai fatto, ti manderemo le informazioni dettagliate appena possibile. Sono ammesse le spese fatturate a partire dal 1 gennaio 2005. Fin d'ora siamo in grado di dire che dovremo porre un limite minimo. Non potremo riconoscere acquisti di prodotti per il risparmio al di sotto di una soglia minima, che dovrebbe aggirarsi tra i 50 e i 100 euro. Ed e' evidente che iniziera' a esserci una convenienza sostanziale per chi riesce a semplificarci il lavoro burocratico raccogliendo piu' persone che abbiano insieme speso almeno 5000 euro. Il costo di registrazione e istruzione di una pratica si mangia senno' quasi tutto l'incasso derivato dal riconoscimento dei titoli. Ma cercheremo di trovare soluzioni positive per tutti.... Insomma, il meglio che si puo' realmente fare.

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Edited by Loris D. on Apr 1, 2007 at 2:15 PM

Loris D.
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Treviso, IT
645th Post

(REPRISE)

Consociazione per riscuotere i crediti energetici relativi a boschi.
Anche questi soldi dovrebbero eticamente andare a tutti coloro che piantano boschi, non li tagliano o li convertono ad alto fusto producendo un risultato positivo per l'ambiente. Ma anche qui il singolo che abbia meno di 3 mila ettari non riesce a seguire tutto il complesso sistema burocratico per ottenere la certificazione del beneficio energetico prodotto e non ha il requisito della misura minima per superare il quorum di sbarramento (studiato a bella posta dal dottor Armando Tuttinfallimento). Se ti interessa scrivi a boschi@alcatraz.it per segnalare la tua preadesione a un eventuale gruppo d'acquisto. Specificando quanto e' grande l'area del tuo terreno e il tipo di cultura. Cioe':
-La localita'.
-L'area.
-Tipologia: -Rimboschimento; -Trasformazione ceduo (bosco da taglio periodico) ad alto fusto (ammessa solo la ripulitura periodica; -Alto fusto.
In questo caso solo i proprietari possono incassare i titoli energetici.
Nel momento in cui queste prime proposte dovessero incontrare sostegno iniziale le svilupperemo. Se realmente riusciremo a ottenere quel che speriamo avremo non solo creato un sistema normale dal quale trarremo tutti vantaggi ma avremo anche stabilito uno standard di qualita' che si imporra' naturalmente sul mercato: tutti dovranno adeguarsi. E questo potra' essere benefico per lo sviluppo delle ecotecnologie e delle fonti rinnovabili nel nostro paese contribuendo a colmare al piu' presto il nostro trentennale ritardo. Inoltre avremo anche creato un sistema di garanzia e referenze che teoricamente potremmo applicare con vantaggio ad altri settori merceologici. Un mondo nuovo inizia quando le persone cominciano a sviluppare nuovi modi per collaborare sulla base del vantaggio per tutti e della qualita'. La banda degli onesti conviene. Dimostrarlo e' rivoluzionario.

Errata corrige.
Sul Cacao di Domenica l'indirizzo mail per inviare il proprio interesse al gruppo di acquisto per la fornitura di energia elettrica verde contiene un errore: l'indirizzo corretto e' puraenergia@alcatraz.it. Grazie ai nostri lettori che ce lo hanno segnalato!

Edited by Loris D. on Apr 3, 2007 at 5:34 PM

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