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Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
517th Post

Vi segnalo questa serata. Vedete anche sez. files.

VENERDI' 19 GENNAIO 2007 ore 20,45 a MASERADA SUL PIAVE presso la SALA POLIFUNZIONALE DEL PALAZZO ATTIVITA' RICREATIVE DIETRO LA SEDE MUNICIPALE (viale Caccianiga 63). Presentazione del progetto BORGO CAOTORTA - CASE ECOLOGICHE A BASSO CONSUMO A PONZANO VENETO
La serata, che è stata promossa nell'ambito dei GAS intende promuovere un progetto concreto che, per la prima volta in provincia di Treviso, tenta di coniugare due obiettivi che normalmente sono considerati inconciliabili: la sostenibilità ambientale e il contenimento dei costi. Ciò è stato reso possibile dal confluire di una serie di circostanze: disponibilità di un terreno fabbricabile sfuggito (per ora) all'intermediazione immobiliare; disponibilità di un gruppo di progettisti a investire su di un progetto senza alcuna certezza di buon fine; congiuntura economica caratterizzata da un picco dei prezzi nel settore immobiliare; urgenza di adeguare gli standard qualitativi in edilizia (pubblicazione del decreto sulla certificazione energetica degli edifici, successo del sistema "casa clima" in provincia di Bolzano), etc.. Tale convergere di circostanze, alcune occasionali, altre permanenti, non è irripetibile. L'iniziativa di Borgo Caotorta potrebbe stimolare l'avvio di un circuito in grado di produrre edilizia di qualità a prezzi equi se solo l'incontro di domanda e offerta avvenisse alla luce di una sufficiente consapevolezza sui temi della sostenibilità (salvaguardia ambientale, salute, risparmio energetico,etc.). Il Comune di Maserada ha aderito all'iniziativa garantendo il suo patrocinio; anche questo è un fatto di grande importanza, le amministrazioni locali hanno grandi responsabilità riguardo lo sviluppo del territorio e dovrebbero agire attraverso le leve di cui dispongono per indirizzare anche l'iniziativa privata. La serata di Venerdì è un'occasione per discutere anche di questi temi, per cui diffondete la notizia e venite numerosi, cari saluti.
Alberto, Christian, Eddie, Fabio, Roberto.

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
526th Post

?Il bio-diesel e? la nostra grande speranza?
Parole pronunciate dal presidente brasiliano Luiz Ignácio Lula da Silva inaugurando a Crateús, nello stato nord-orientale di Ceará, uno dei due piu? grandi impianti per la produzione di biocarburanti del Brasile. A regime sara? in grado di 180 milioni di litri annui. L?impianto partira? subito, soprattutto perche? da quest?anno la legge obbliga a miscelare con almeno il 2% di carburante di origine vegetale, tutto il carburante che gira per il Paese. La percentuale dovra? salire al 5% entro il 2013. Durante la conferenza stampa di presentazione della raffineria, Lula non ha risparmiato gli Stati Uniti: ?E? necessario prendere coscienza e dire basta. Un paese come gli Stati Uniti, che sono i maggiori contaminatori ambientali del pianeta Terra, che si sono rifiutati di firmare il Protocollo di Kyoto, che dovrebbero utilizzare combustibile pulito, continuano a inquinare. E noi siamo qui, umilmente, a dire loro: noi non siamo, ancora, tra i primi al mondo per sviluppo economico, ma sul fronte dell'impegno per l'umanita?, il Brasile non e? secondo a nessuno?. (Fonte: Vita.it).

A former member
75th Post

NON CI POSSO CREDERE !!!
L'auto ad aria compressa e' viva e lotta insieme a noi!!!

Il colosso indiano Tata Motors ha firmato con MDI dei Négre (padre e figlio) un contratto per la produzioni in India dell'auto ad aria compressa.
Il fatto che un'azienda dello spessore di Tata abbia deciso di investire su questo progetto dimostra che non si tratta dell'invenzione bislacca di un folle.
In molti ne siamo convinti da anni. Quando 6 anni fa salii su uno dei primi prototipi, nella fabbrica di Marsiglia, ebbi la sensazione di muovermi con la macchina del futuro.
Era un'auto straordinaria, un'invenzione geniale, economica e ecologica. Una monovolume a sei posti, grande bagagliaio, 200 chilometri di autonomia, raggiungeva i 120 chilometri orari, consumava 3 euro di elettricita' per percorrere 100 chilometri e sarebbe dovuta costare 12mila euro. Veniva alimentata direttamente con aria compressa allo stato liquido, contenuta in due grandi bombole, alloggiate sotto l'auto per tutta la sua lunghezza. In alternativa era dotata di un compressore elettrico capace di riempire le bombole. Per ottenere un pieno era sufficiente collegarla per una notte a una presa di corrente.
Insomma gia' 6 anni fa era un'auto strepitosa. Tra l'altro si avvaleva di ben 56 brevetti originali. Tutto era particolare: dall'impianto elettrico con 3 chilogrammi di fili al posto dei 30 di una comune auto di media cilindrata, ai sedili con anima tubolare che proteggevano il conducente in caso di incidente, al meccanismo per abbassare
manualmente i vetri dei finestrini. La carrozzeria era stata progettata per essere leggerissima, offrire ottimi risultati nei crash test e venir costruita anche in fibra e resina di canapa.
Ma, nonostante le potenzialita' ecologiche ed economiche di quest'auto, sono passati gli anni e i Négre non sono ancora riusciti a omologarla in Francia. E qui bisogna proprio fermarsi e chiedersi come sia possibile che per cosi' tanto tempo si sia riusciti a bloccare la commercializzazione di un mezzo simile.
Ora, appunto, la scesa in campo di Tata Motors cambia tutta la situazione.
Ho telefonato alla MDI e ho sentito aria di grande festa. E' tutto vero, mi confermano. Entro un anno e mezzo gli indiani inizieranno a vendere questo miracolo tecnologico, sbeffeggiato dalle grandi case europee produttrici di automobili, sabotato dalla lobby dei petrolieri e da politici ottusi.
E di certo dopo l'omologazione in India sara' difficile per i burocrati europei negare il permesso di circolazione sulle nostre strade all'auto ad aria compressa.

Il segreto di quest'auto sta in un'idea rivoluzionaria. Ai tempi, gli ingegneri della Fiat elaborarono un'analisi tecnica di 16 pagine che dimostrava che questo mezzo avrebbe potuto percorrere solo pochi chilometri, molti meno dei 200 che millantavano i Négre. E non avevano tutti i torti: per quanto si possa immagazzinare molta aria compressa allo stato liquido, questa puo' esprimere solo poca potenza. Ma Négre aveva escogitato un sistema per moltiplicare l'autonomia del mezzo.
Infatti, l'aria compressa a 300 bar di pressione esce dalle bombole a 70 gradi sotto zero. Più l'aria e' compressa più e' fredda, e' un principio noto ma non pienamente sfruttato fin'ora nelle sue possibili applicazioni.
Ne'gre invece di usare direttamente la pressione dell'aria, la faceva entrare in un contenitore dove veniva scaldata dalla temperatura stessa dell'auto. In questo modo l'aria, aumentando di temperatura, si espande notevolmente e solo a questo punto veniva utilizzata la forza della sua pressione. Ed e' questo il segreto che consentiva all'auto di raggiungere un'autonomia di 200 chilometri.
L'evoluzione ha portato l'ultimo modello a un'autonomia di 500 chilometri e una velocita' di 150 chilometri orari. Infatti l'aria in uscita dalle bombole ora viene scaldata nel "vaso di espansione" con una fiamma alimentata dal gas cosi' da moltiplicare ulteriormente il volume dell'aria e quindi moltiplicare la quota utilizzabile di pressione. Invece di utilizzarla a 2-3 gradi di temperatura la si porta a 30 gradi. E, come abbiamo detto, aumentando la temperatura, l'aria si espande ulteriormente.
Infine si e' sperimentato l'uso di meccanismi che recuperano l'attrito della frenata dell'auto e dell'inerzia nei percorsi in discesa per sviluppare elettricita' che permette di comprimere altra aria nelle bombole. Insomma, l'auto che si sono comprati gli indiani e' veramente "completamente diversa".
Ma qualche europeo che si dovesse svegliare all'ultimo momento avrebbe ancora la possibilita' di buttarsi sull'affare, almeno per quanto riguarda alcuni paesi dove i diritti di sfruttamento dell'invenzione sono ancora liberi.
Infatti, il meccanismo commerciale con la quale quest'auto viene proposta e' anch'esso particolare. MDI detiene i brevetti e cede fabbriche chiavi in mano e diritti commerciali di esclusiva su un dato territorio. Tata Motors ha comprato i diritti per l'India. Ma, ad esempio, Eolo Italia, che deteneva i diritti per il nostro paese, pare non esista più e quindi i diritti potrebbero essere liberi.
Vedremo quel che succedera' ora. E certo la partita non e' chiusa. Resta da registrare che insieme all'auto ad aria compressa sono molte le tecnologie che le Multinazionali del Dolore sono riuscite a sabotare.
Vi ricordate le campagne di linciaggio contro gli scopritori della fusione fredda?
Oggi nessuno più la mette in discussione e ci sono decine di brevetti registrati. Ma ancora gli investimenti nella ricerca, per arrivare ad applicazioni industriali, sono minimi.
E che dire del progetto delle torri energetiche da impiantare nei deserti? Bloccato anche quello. Si tratta di enormi tubi, alti 800 metri e larghi 400. Sarebbero da installare nei deserti più torridi. Alla base migliaia di metri quadrati di pannelli solari scaldano l'aria che salendo attraverso il tubo si espande grazie all'alta temperatura dando vita a un vero e proprio tornado artificiale all'interno del tubo stesso. In cima una schiera di pale eoliche azionano enormi turbine che producono elettricita'. Figuratevi che basterebbero 40 di questi tuboni per produrre l'energia elettrica necessaria a tutto il pianeta. Anche questo progetto e' bloccato da anni.
E vorrei notare che anche qui, come nel caso del motore ad aria compressa, siamo di fronte a un uso trasversale di conoscenze vecchie sulle interazioni tra temperatura e dilatazione dell'aria.
Ma la lista delle invenzioni bloccate e' lunga (vedi il libro "Olio di colza e altri 30 modi per risparmiare" (COMMERCIO ETICO).

Fra duecento anni i nostri pronipoti si chiederanno increduli: "Ma perche' se avevano gia' tutte le invenzioni necessarie per evitare l'inquinamento hanno continuato per decenni a suicidarsi respirando petrolio bruciato?"
La risposta sara' una sola:"Erano coglioni!"

L'ARTICOLO DELLA SETTIMANA
a cura di Jacopo Fo

Per maggiori informazioni sulle torri energetiche clicca QUI

Per maggiori informazioni su Eolo, l'auto ad aria compressa vedi:
Terzo Millennio
Auto ad aria compressa in dirittura d'arrivo?

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
538th Post

INCIDENTI NUCLEARI "NOTI E POCO NOTI". SPAVENTATEVI TRANQUILLAMENTE... PERCHE' QUESTO, E' CIO' CHE NON VOLEVATE SAPERE!

1952 Chalk River (Canada). L'errore di un tecnico provocò una reazione che portò alla semidistruzione del nocciolo del reattore.

1952 USA. Un incidente con reattore Argon. 4 morti accertati.

1955 Febbraio, Atlantico. La nave appoggio Fori-Rosalie della Royal Navy affonda nell'Atlantico 1500 recipienti contenenti ciascuno una (1) tonnellata di residui atomici a 1.600 Km dalle coste inglesi e a 2.000 metri di profondità.

Ottobre 1957 Windscale (GB). Fusione del nocciolo (l'incidente più grave che possa accadere in una centrale). Il reattore viene inondato. Fuga di radioattività pari al 1/10 della bomba atomica di Hiroshima. La nube radioattiva arriva fino in Danimarca. La radioattività su Londra si eleva 20 volte oltre il valore naturale (Londra dista da Windscale 500 km). Il consumo di latte è vietato in un raggio di 50 km (ogni giorno vengono gettati 600.000 litri di latte).

1957 Sellafield (Gran Bretagna). Un incendio nel reattore dove si produceva Plutonio per scopi militari generò una nube radioattiva imponente. La nube attraversò l'intera Europa. Sono stati ufficializzati soltanto 300 morti per cause ricondotte all'incidente (malattie, leucemie, tumori) ma il dato potrebbe essere sottostimato.

1957 Kyshtym (Unione Sovietica). Un bidone di rifiuti radioattivi prese fuoco ed esplose contaminando migliaia di Kmq di terreno. Furono esposte alle radiazioni circa 270.000 persone.

1958 Usa. Un incidente a Oak Ridge: 12 persone investite dalle radiazioni.

1958 zona Urali (Urss). Catastrofe nucleare a causa dell'esplosione di un deposito di scorie radioattive. Centinaia di morti. Decine di migliaia di contaminati. Migliaia di km. ancora oggi recintati.

1961 Idaho (Usa). Esplosione del reattore: 3 morti. Non si sono contati gli intossicati dentro e fuori l'impianto. Il grado di contaminazione dei corpi dei deceduti risultò così alto che le teste e le mani furono tagliate e sepolte in un deposito di scorie radioattive. L'impianto è stato definitivamente chiuso.

1964 Usa. Incidente al reattore Wood River: (1) un morto.

1964 Garigliano (Italia). Guasto al sistema di spegnimento di emergenza del reattore. Si è andati vicino alla catastrofe.

1966 Belgio. Il fisico Ferdinand Janssen intossicato viene portato all'ospedale Curie di Parigi.

1966 Ottobre, Lagoona Beach (Usa). Alcune piastre di protezione si staccano e bloccano il circuito di raffreddamento del reattore auto-fertilizzante Enrico Fermi (61 Mw) per cui si ha surriscaldamento; il dispositivo di arresto automatico non funziona; il reattore riprende la sua attività soltanto nel 1970; e nel 1972 viene fermato definitivamente.

1967 Trino Vercellese (Italia). Fessurazione di una guaina d'acciaio di una barra di combustibile con conseguente chiusura della centrale per 3 anni. Per buona parte di questo tempo la centrale ha scaricato, nelle acque del Po, Trizio Radioattivo.

1967 Francia. Fusione di elementi combustibili nel cuore del reattore di Siloe (Grenoble). Ciò provoca la liberazione di Iodio 131 e Cesio 137 nell'acqua di raffreddamento del reattore. Si liberano gas radioattivi nell'aria.

1968 Den Haag (Olanda). Per un «errore tecnico» si libera nella centrale Up 2 del materiale radioattivo. La radioattività nell'aria della città supera di 100 volte i limiti «accettabili».

1968 Gennaio, Chooz (Belgio). Grave incidente nel reattore ad acqua leggera. La riparazione è durata 2 anni e 2 mesi. Nel 1970 il reattore è guasto di nuovo.

1968 Agosto, Brenìllis (Spagna). La centrale si blocca completamente. La riparazione è durata 3 anni.

1968 Francia. Il reattore di Monts Arreé si arresta per un incidente. Periodo di riparazione: 3 mesi.

1969 Garigliano (Italia). Sette arresti alla centrale per guasti.

Gennaio 1969 Lucens (Svizzera). Dopo sole 7 ore di funzionamento si ha surriscaldamento con rottura di guaine ed infiltrazione di acqua contaminata nel sotterraneo. La grotta contenente la centrale è stata murata definitivamente.

Febbraio 1969 Latina (Italia). Arresto alla Centrale di Latina per mancanza di alimentazione alla strumentazione. (A marzo si avrà ancora un grosso guasto alla stessa centrale).

1969 Germania. Per fessurazioni molteplici delle turbine il reattore Gundremmingen sul Danubio viene chiuso per 3 anni.

1969 Usa. Incendio nel reattore di Rocky-Flats. Durante l'incendio si perde Plutonio.

1969 Francia. Parecchi chilogrammi di Uranio vanno persi durante un incidente a Saint Laurent des Eaux. Le riparazioni durano parecchi mesi.

CONTINUE

Edited by Loris D. on Feb 12, 2007 at 8:37 PM

Loris D.
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Treviso, IT
539th Post

REPRISE

1970 Belgio. Altro incidente nel cuore del reattore di Chooz.

1970 Chicago (Usa). L'impianto Edison perde 200.000 litri di acqua contaminata.

1970 Usa. Il reattore da 600 Mw Dresden 2 sfugge completamente al controllo per 2 ore per un guasto ad una apparecchiatura di controllo.

1971 Den Haag (Olanda). Rottura di un tubo per il convoglia-mento di acqua radioattiva.

1971 Kansas. Si scopre che la miniera di sale scelta per lo stoccaggio delle scorie radioattive, al riparo dell'acqua, è piena di buchi e l'AEC (Ente USA per l'Energia Nucleare) è costretto a improvvisare dei piani di stoccaggio in superficie.

1971 Francia. Fournier rivela in «Charlie Hebdo» n. 14 che un tecnico del centro nucleare di Saclay ha tentato, due anni prima, di suicidarsi dando fuoco al laboratorio in cui lavorava.

1972 Francia. Due militanti del gruppo ecologico «Survivre et Vivre» scoprono che più di 500 fusti di residui radioattivi su 18.000 conservati all'aperto al centro di ricerche nucleari di Saclay, hanno larghe fenditure che lasciano così sfuggire la radioattività.

1972 Francia. Un operaio portoghese che non conosce i segnali di pericolo lavora parecchie ore in una sala irradiata del centro di Saclay.

1972 Francia. Ancora al centro di Saclay sfuggono dieci metri cubi di liquidi radioattivi.

1972 Usa. Due lavoratori nell'impianto di Surry muoiono per l'esplosione dei tubi di un sistema di sicurezza mentre ispezionano tubi già difettosi.

1973 Marzo, Chinon (Francia). Arresto definitivo della centrale nucleare di Chinon I, dopo soli 11 anni di funzionamento. Di fatto la centrale ha mosso le turbine per 43.000 ore, ossia per 5 anni.

1973 Hanford (Usa). La AEC ammette che nei 15 anni precedenti si sono verificati 15 incidenti in cui si sono liberati liquidi radioattivi per un totale di 1.600.000 litri.

1973 Settembre, La Hague (Francia). Fuga di gas radioattivo. 35 lavoratori sono contaminati di cui 7 gravemente.

1973 Settembre, Windscale (GB). Nell'officina di ritrattamento si ha un rigetto di radioattività. 40 lavoratori sono contaminati.

1973 Novembre, Hanford (Usa). Si ha la (17^) diciassettesima fuga di liquidi radioattivi. Gli accumuli di Plutonio in una fossa vicino alla città sono così grandi da rendere possibile una reazione a catena.

1973 Dicembre (Usa). Di 39 reattori, negli Usa, 13 sono fuori servizio. Brown's Ferry lavora al 10%, Peach Botton al 2%, Connec 2 al 20%.

1973 Den Haag (Olanda). 35 addetti agli impianti sono intossicati (7 in modo molto grave). Nubi di gas radioattivo si diffondono per 15 minuti sulla campagna.

1974 Usa. Da un'inchiesta risulta che più di 3.700 persone che avevano accesso ad armi atomiche hanno dovuto essere licenziate. Motivi: demenza, decadimento intellettuale, alcolismo.

1974 Sevcenko (Urss). Reazione tra il Sodio (usato come liquido refrigerante) e l'Acqua con generazione di Idrogeno e Soda Caustica (che a sua volta corrode il circuito di trasporto del fluido). Il risultato è una grossa esplosione.

1974 Aprile, (Austria). Qualcuno contamina volontariamente il treno Vienna-Linz con Iodio 131 e Iodio 113. Dodici (12) persone vengono ricoverate. Gli autori dell'attentato non sono mai scoperti.

1974 Maggio, Casaccia (Italia). Si spacca un recipiente contenente Plutonio. Non si sa altro.

1974 Maggio, (Usa). L'USAEC comunica che 861 anomalie si sono prodotte nel 1973 nei 42 reattori in funzione; che 371 avrebbero potuto essere serie e che 18 lo furono realmente (di cui 12 con fuga di radioattività).

1974 Usa. Una nube radioattiva di Trizio si forma per una fuga di gas da un condotto della centrale di Savannah Mirex, in Carolina. La nube va lentamente alla deriva ad una altezza di 70 metri.

1974 Francia. A 60 anni dall'avvio di una fabbrica di Radio, nonostante il suo smantellamento, si libera ancora una radioattività significativa. L'acquirente del terreno di Gyf-sur-Yvette sul quale la fabbrica è situata scopre in vari punti fonti radioattive che superano 50 volte la dose massima consentita.

1974 Belgio. L'acqua della condotta Visé, captata nel Pletron, contiene da 2 a 3 volte più Radon 22 (gas radioattivo) del massimo ammesso per una popolazione adulta vicina ad una centrale.

1975 Gennaio, Usa. Viene ordinata la chiusura di 23 reattori per guasti nel sistema di raffreddamento, vibrazioni anormali e piccole fughe di gas radioattivo.

1975 Germania. Il 19 Novembre muoiono 2 operai nel reattore di Gundremmingen. I due dovevano riparare una valvola. Escono 4 litri di vapore radioattivo ad una pressione di 60 atmosfere e ad una temperatura di 270°C.

1975, 22 Novembre, Italia. Due (2) navi americane, la portaerei J. F. Kennedy e l'incrociatore Belknap, a bordo della quale vi erano armi nucleari, (come testimonia l'allarme in codice 'broken arrow' che fu lanciato dal comandante della sesta flotta americana e che indica appunto un incidente che vede coinvolte armi nucleari) si scontrano al largo della Sicilia. La Belknap prese fuoco e fu gravemente danneggiata, ma l'incendio venne fermato a pochi metri dal magazzino che conteneva le armi atomiche.

1975 Marzo, Brown's Ferry (Usa). Per cercare correnti d'aria nella cabina di comando della centrale viene usata una candela che appicca il fuoco a tutti i cavi elettrici bloccando tutti i sistemi di sicurezza. Si riesce a rimediare fortunosamente (per un resoconto più dettagliato di questo grave incidente vedi il «Corriere della Sera» del 2/7/1977, p. 3.). Secondo il calcolo delle probabilità questo incidente può verificarsi in un caso su mille miliardi!

1976 Gennaio, Germania. Sempre a Gundremmingen la neve caduta in abbondanza spezza le linee elettriche che convogliano l'energia prodotta nel reattore. Questo, spento con la procedura d'emergenza, fu soggetto ad una tale pressione interna che le valvole di sicurezza si aprirono e liberarono vapore radioattivo.

1976 Windscale (GB). Il reattore contamina di Iodio 131 centinaia di miglia di territorio.

Ottobre 1976 Tallin (Urss). Salta in aria una centrale atomica sotterranea: almeno cento persone sono morte. Le autorità sovietiche negano ma dopo il 25 Ottobre, e per una settimana almeno, il quotidiano Russo ha pubblicato una decina di necrologi ogni numero (Per un resoconto più dettagliato di questo incidente vedi «Panorama» de 30/11/1976, p. 145.).

1977 Bulgaria. Nella centrale di Klozodiy, a causa di un terremoto, salta la strumentazione di controllo del reattore. Grazie ai tecnici che sono riusciti a fermare la reazione, l'Europa ha evitato conseguenze gravissime.

1977 Aprile, El Ferrol (Spagna). Fuga radioattiva. Più di 100 persone contaminate.

1978 Maggio, Caorso (Italia). Il giorno del collegamento della centrale con la rete elettrica (26 Maggio '78) si sono avute fughe limitate nel reparto turbine. Ci sono valvole che non tengono, strutture portanti, come i tiranti che sostengono i tubi del gas radioattivo, mal progettati con calcoli sbagliati.

1979 Three Mile Island, Harrisburgh, Usa. Il surriscaldamento del reattore provocò la parziale fusione del nucleo rilasciando nell'atmosfera gas radioattivi pari a 15000 terabequerel (TBq). In quella occasione vennero evacuate 3.500 persone.

CONTINUE

Loris D.
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Treviso, IT
540th Post

REPRISE

1982 USA. Nella centrale di Giuna, uno dei tubi del sistema refrigerante sì fessura e scarica acqua bollente radioattiva.

1982 USA. Dopo l'incidente di Giuna si scoprono in altre sette centrali oggetti di metallo dimenticati nelle condotti. Molti impianti sono così fermati perché ritenuti poco sicuri.

1986 Chernobyl, Unione Sovietica. L'incidente nucleare in assoluto più grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provocò la fusione del nucleo del reattore e l'esplosione del vapore radioattivo. Si levò al cielo una nube pari a 12.000.000 di TBq di Materiale Radioattivo disperso nell'aria (per avere un'entità del disastro confrontate questo valore con i 15.000 Tbq del precedente incidente nucleare registrato nel 1979 a Three Mile Island negli Usa). Circa 30 persone morirono immediatamente, altre 2.500 nel periodo successivo per malattie e cause tumorali. L'intera Europa fu esposta alla Nube Radioattiva e per milioni di cittadini europei aumentò il rischio di contrarre tumori e leucemia. Non esistono dati ufficiali sui decessi complessivi ricollegabili a Chernobyl dal 1986 ad oggi.

1989 Finlandia. Avaria nel sistema di controllo nella stazione di Olkiluoto.

1990 Germania. Infiltrazione di tritio nella stazione nucleare di Kruemmel.

1991 Finlandia. Spegnimento manuale dovuto ad un incendio nella stazione di Olkiluoto.

1991 Germania. Incidente durante il rifornimento di carburante nella stazione di Wuergassen.

1992 Germania. Avaria nel sistema di raffreddamento nella centrale di Brunsbuttel.

1995 Germania. L'Alta Corte Tedesca decide che la licenza di attività concessa alla stazione di Mülheim-Kärlich è illegale, a causa della mancata considerazione, in fase di concessione, del rischio di terremoto nella zona.

1996 Germania. Un programma della TV Tedesca, Monitor, svela che la Siemens ha compiuto numerosi errori durante la costruzione della stazione di Kruemmel.

1997 Germania. 20.000 dimostranti si affollano presso il deposito di scorie radioattive di Gorleben per manifestare contro il trasporto di scorie nucleari.

1997 Germania. Un treno trasportante liquido nucleare deraglia di fronte alla stazione di Kruemmel.

1999, 8 Gennaio, Francia. Centrale di Cruas Meysse, 65 persone evacuate dopo che si sono accese le luci d'allarme radioattivo.

1999, 11 Marzo, Francia. Centrale del Tricastin, un (1) contaminato.

1999, 16 Giugno, Russia. Centrale di Seversk, 2 contaminati per fuga radioattiva.

1999, 23 Giugno, Ucraina. Centrale di Rivno, principio incendio.

1999, 4 Luglio, Ucraina. Centrale di Zaporozhie (Ucraina), bloccato un reattore per precauzione.

1999, 12 Luglio, Giappone. Centrale Tsuruga, bloccato reattore per una perdita acqua.

1999, 17 Luglio, Ucraina. Centrale di Cernobyl, 3 operai contaminati.

1999 Tokaimura, Giappone, 1999. Un incidente in una fabbrica di Combustibile Nucleare attivò la reazione a catena incontrollata. Tre persone morirono all'istante mentre altre 450 furono esposte alle radiazioni (119 in modo grave). La mattina di giovedì le autorità rivelano che, a causa di una fuoriuscita d'uranio, si è innescata una fissione incontrollata nel nocciolo del reattore. Alle 10:30 scatta l'allarme, alcuni operai sono stati contaminati in modo molto grave. Alle 12:41 la Polizia crea un 'cordone' intorno alla centrale, si capisce che l'incidente sta diventando più grave del previsto. Alle 15:18 alcune famiglie residenti nei pressi della centrale vengono evacuate. Alle 21:00 si tiene una riunione di emergenza e il governo comprende a questo punto la gravità dell'incidente; oltre 300000 persone invitate a stare in casa. Alle 24:00 la radioattività attorno e dentro all'impianto raggiunge livelli tra le 10 e le 20 mila volte superiore alla norma. Alle 02:30 del giorno seguente 18 tecnici operi nell'impianto accettano una missione da veri 'kamikaze', devono entrare nell'impianto per fermare la reazione a catena, ben consapevoli che, terminata la missione, non sarebbero più stati gli stessi. Alle 06:00 le autorità affermano che la radioattività è scesa a zero (0). Dopo si accerterà che è stato un errore umano, i tecnici stavano infatti trasportando, all'interno dell'edificio dove si tratta l'Uranio usato come combustibile nella vicina centrale nucleare, due barili di miscela di Uranio-Acido Nitrico (che venivano miscelati a mano, con un rudimentale imbuto, di 30 kg ognuno: questi sono involontariamente caduti a terra ed essendosi miscelati, hanno innescato la reazione. I tecnici che hanno fermato la reazione sono all'ospedale in gravissime condizioni.

1999, 2 Ottobre, Ucraina. Centrale di Khmelitskaya, blocco del reattore per malfunzionamento.

1999, 4 Ottobre, Corea del sud. Centrale di Wolsong, 22 operai contaminati.

1999, 5 Ottobre, Finlandia. Centrale Loviisa, perdita di Idrogeno.

1999, 8 Ottobre, Giappone. Deposito di scorie a Rokkasho, fuoriuscita radiazioni.

1999, 20 Ottobre, Francia. Superphenix, un incidente arresta lo scarico di materiale radioattivo.

1999, 27 ottobre, USA. 'I bambini statunitensi residenti vicino le centrali nucleari di New York, New Jersey e Florida hanno nei denti un 'radioisotopo' (lo Stronzio 90) che li espone ad un rischio tumore molto alto'. Così Ernest Sternglass, professore di radiologia all'università di Pittsburgh ha esordito nell'ultima conferenza stampa del progetto no-profit di 'radioprotezione e salute pubblica'. Lo sconcertante risultato è stato ottenuto dai ricercatori statunitensi che hanno analizzato 515 bambini residenti negli Stati di New York, New Jersey e Florida. I livelli di radioattività rilevata nei campioni, raccolti dal 1979 al 1992, erano molto vicini a quelli osservati a metà degli anni ?50 quando Stati Uniti e Unione Sovietica, in piena guerra fredda, si dilettavano negli esperimenti con le armi invisibili. Secondo i responsabili del progetto i livelli di radioattività dovevano invece essere scesi intorno allo zero. 'Se gli esperimenti nucleari sia di superficie, sia sotterranei sono effettivamente terminati, i primi sospetti cadono sui reattori nucleari e sui relativi incidenti', ha detto Sternglass, che ha aggiunto: 'II mondo è troppo piccolo per gli incidenti nucleari'. I responsabili del progetto attribuiscono parte di questa radioattività al disastro avvenuto nel 1979 a Three Mile Island e a quello di Chernobyl nel 1986. Ci sono documenti federali che testimoniano la fuga nucleare dal reattore di Suffolk (New York) nei primi anni '80.

1999, 18 Novembre, Scozia. Centrale di Torness, un tornado precipita a meno di 800 metri dall'impianto.

1999, 13 Dicembre, Russia. Centrale Zaporozhe, fermato reattore.

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Loris D.
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541st Post

REPRISE

2000, 5 Gennaio, Francia. Centrale di Blayais, una tempesta costringe a fermare 2 reattori per allagamento.

2000, 15 Febbraio, USA. Reattore Indian Point 2, fuga vapore radioattivo.

2001 Germania. Esplosione di una parte dell'impianto di Brunsbuettel.

2004, 9 agosto, Giappone. Nel reattore numero 3 nell'impianto di Mihama, 350 chilometri a ovest di Tokyo, una fuoriuscita di vapore ad alta pressione, con una temperatura superiore ai 200 gradi, è costata la vita a quattro (4) operai. Altri sette operai sono in condizioni molto gravi. Si è trattato del più tragico incidente nella storia dello sfruttamento dell'energia nucleare a fini civili in Giappone. L'azienda Kansai Electric Power, che gestisce la centrale, si è affrettata a comunicare che: 'Non c'è stata contaminazione radioattiva!'.

2004, 9 agosto, Giappone. Altra centrale non precisata. A quanto ha riferito l'agenzia Kyodo, le fiamme sono divampate nel settore dove vengono smaltite le scorie, adiacente al reattore numero 2, in un impianto situato nella prefettura di Shimane. Anche in questo caso non c'è stata alcuna fuga radioattiva?.

2004, 9 agosto, Giappone. Incidente nella centrale nucleare della Tokyo Electric Power Company (Tepco), la più grande impresa produttrice di energia in Giappone. La società ha comunicato che il generatore dell'impianto di Fukushima-Daini è stato fermato per una perdita di acqua.

Per ora credo di poter concludere, ma attenzione, siamo rimasti ancora all'Anno (USA/URSS) Domini 2004... di Massimiliano De Cristofaro.

A former member
79th Post

INCIDENTI NUCLEARI "NOTI E POCO NOTI". SPAVENTATEVI TRANQUILLAMENTE... PERCHE' QUESTO, E' CIO' CHE NON VOLEVATE SAPERE!

1952 Chalk River (Canada). L'errore di un tecnico provocò una reazione che portò alla semidistruzione del nocciolo del reattore.
......
2004, 9 agosto, Giappone. Incidente nella centrale nucleare della Tokyo Electric Power Company (Tepco), la più grande impresa produttrice di energia in Giappone. La società ha comunicato che il generatore dell'impianto di Fukushima-Daini è stato fermato per una perdita di acqua.

NON SAREBBE IL CASO DI ELABORARE UNA TRADUZIONE IN "FARSI" IN MODO CHE SIA COMPRENSIBILE AL SIGNOR PRESIDENTE AHMADINEJAD CHE CON L'ENERGIA ATOMICA RISCHIA SERIAMENTE DI FARSI DEL ... MALE, A PRESCINDERE DALLE INTENZIONI GUERRAFONDAIE DELL'OMOLOGO NORDAMERICANO ????

Loris D.
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543rd Post

Dalla Rete Lilliput nazionale.

Tutta l'iniziativa mi illumino di meno ha uno sponsor... la ENI!!! Oggi era riportato su Liberazione e se andate nel simbolo metano vedrete chi c'è dietro... vi ricordo che esiste una campagna contro l'Eni e la associazione A SUD ci ha inviato alcuni giorni fa un comunicato che allego. Ma dico vogliamo essere un pochino attenti e critici sulle cose!!! Il nodo di Roma non aderisce alla iniziativa... e magari scriveremo una lettera anche a quelli di CATERPILLAR... ciao.

Diffondiamo il comunicato inviato dall'associazione A Sud riguardo la campagna di denuncia sullo scandalo che in Nigeria vede coinvolta la multinazionale ENI.

SCANDALO ENI IN NIGERIA: PROSEGUE LA CAMPAGNA
Continua la campagna di denuncia sullo scandalo che coinvolge la multinazionale ENI in Nigeria e che chiede il rispetto per i diritti umani, economici e politici dei milioni di nigeriani che vivono sul Delta del Niger con meno di due dollari al giorno. La campagna sostiene anche la richiesta per il rilascio dei lavoratori italiani ENI sequestrati dal 7 dicembre scorso. Dopo il rilascio di Roberto Dieghi, sono passati già due mesi dal rapimento dei lavoratori italiani Cosma Russo e Francesco Arena. I due ostaggi si trovano nelle mani del Mend, il movimento guerrigliero che lotta per l?emancipazione del Delta del Niger, per la bonifica dei danni ambientali prodotti dallo sfruttamento petrolifero e per una più equa ripartizione degli enormi guadagni del petrolio, controllato da ENI, Shell e Texaco-Chevron. Nei giorni scorsi numerose sono state le iniziative portate avanti dal coordinamento di organizzazioni, sindacati di basi e società civile coinvolti sull?emergenza Nigeria. Lo scorso 6 febbraio una delegazione composta da Alex Zanotelli, Giuseppe De Marzo e Sara Vegni dell?associazione A Sud, Vincenzo Miliucci dei Cobas, Franco Ottaviano di Casa delle Culture, Fulvio Vescia di RdB, ha incontrato il ministro dell?ambiente Pecoraro Scanio, i capogruppo alla Camera dei Verdi e Prc Angelo Bonelli e Gennaro Migliore, il consigliere regionale Alessandro Metz e il parlamentare Paolo Cacciari. Il ministro dell?ambiente si è impegnato a prendere misure contro la pratica del gas flaring e a chiedere al Ministro Padoa Schioppa un intervento sull?Eni affinché l?azienda italiana, ancora di proprietà dello Stato per il 30%, assuma un comportamento ecologicamente responsabile. L?on. Paolo Cacciari ha presentato un?interrogazione parlamentare sulle attività dell?ENI, mentre nei prossimi giorni si dovrebbe definire una missione di parlamentari di diverse forze politiche e società civile che si rechi sul Delta del Niger per verificare la drammatica situazione e dare un segnale politico chiaro su uno scandalo destinato ad allargarsi con il passare dei giorni. Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, facendo seguito all?appello lanciato dalla società civile italiana nelle scorse settimane, incontrerà nei prossimi giorni padre Alex Zanotelli e Giuseppe De Marzo. Il settimanale ?Carta? (www.carta.org), che da tempo denuncia le violazioni compiute dall?ENI in Nigeria e altrove, approfondisce, sul numero in edicola in questa settimana, le relazioni tra petrolio, corruzione e politica sul Delta del Niger attraverso un articolo di Enzo Mangini. L?approfondimento fa seguito ai reportage realizzati la scorsa settimana da Stefano Liberti su ?il Manifesto? (www.ilmanifesto.it), che ha intervistato i sequestrati italiani nelle mani del Mend ed ha raccolto le testimonianze dirette sugli impatti e le violazioni provocate dall?impresa italiana ENI.

Loris D.
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Treviso, IT
545th Post

da www.marcoboschini.it

Il nuovo conto energia - 16 febbraio 2007.
La trafila è semplice. Si va in banca per prendere 7 mila euro a tasso agevolato, il 2 per cento. Con questi soldi si comprano 7-8 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, quanto basta per ottenere un chilowattora di potenza. Si mette l?impianto in giardino, o sul tetto, o sul terrazzo. Lo si collega al contatore elettronico, già arrivato in molte case, per vendere all?Enel o alle ex municipalizzate l?energia prodotta. E si aspetta. Ogni giorno che passa porta un credito virtuale che alla fine dell?anno si trasforma in vantaggio materiale: circa 500 euro di incasso che permettono di ammortizzare la spesa d?installazione in 15 anni, ottenendo due vantaggi accessori. Il primo è che la mini centrale fotovoltaica dura 25 anni e gli ultimi 10 garantiscono il guadagno. Il secondo è la soddisfazione di utilizzare energia pulita, che non minaccia la stabilità del clima. E? questo il senso del nuovo ?conto energia?, il decreto che ieri, dopo essere stato messo a punto dai tecnici del ministero dell?Ambiente e del ministero dello Sviluppo Economico, ha ricevuto il via libera definitivo dalla Conferenza Stato-Regioni. E la prossima settimana verrà inserito nel pacchetto energia che contiene le misure volute dal governo per rilanciare l?efficienza e le rinnovabili. ?Il precedente conto energia era stato un disastro perché si erano privilegiati gli impianti di taglia più alta innescando fenomeni speculativi?, spiega Fabrizio Fabbri, capo della segreteria tecnica del ministero dell?Ambiente. ?Di 500 megawatt concessi ne sono stati effettivamente realizzati solo 6. Questa volta abbiamo adottato il modello tedesco: niente tetti massimi per gli incentivi, chi vorrà diventare un mini produttore di energia fotovoltaica potrà farlo. E i piccoli verranno premiati più dei grandi?. Scegliendo un impianto di potenza compresa tra 1 e 3 chilowatt si otterrà infatti un bonus pari a 40 centesimi per ogni chilowattora prodotto se i pannelli sono collocati in piano (in giardino, in terrazzo), 44 centesimi se poggiano su un tetto inclinato, 49 se diventano parte integrante del tetto. Fra i 3 e i 20 chilowatt di potenza le tariffe sono rispettivamente 38, 42 e 46 centesimi, sopra i 20 chilowatt 36, 40 e 44 centesimi. In sostanza l?energia fornita da un singolo utente, o da un condominio, viene immessa in rete e venduta a una quotazione calibrata in modo da sostenere lo sviluppo del settore. Oltre a incassare il prezzo maggiorato, si ottiene poi una seconda agevolazione: per ogni chilowattora fotovoltaico prodotto si può usare gratuitamente un chilowattora ottenuto con sistemi convenzionali; e il consumo extra viene pagato a tariffa standard, 9 centesimi a chilowattora. L?unico limite economico di questo sistema è che l?obiettivo massimo è il pareggio: bolletta zero. Se si vogliono mettere i pannelli fotovoltaici nella casa al mare, dove magari si finisce per produrre più di quello che si utilizza, è possibile però firmare un altro contratto che prevede la vendita di tutta l?energia prodotta (in questo caso è possibile ottenere un attivo) e il pagamento a parte dell?energia consumata. Ancora più conveniente (più 5 per cento) la tariffa per chi produce l?energia che consuma, per chi toglie le coperture in eternit, per scuole e ospedali. Una possibilità subito rilanciata dal ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni: ?Se in cinque anni solo su un quarto degli edifici scolastici italiani venisse realizzato un impianto di produzione di energia elettrica con un sistema fotovoltaico di piccole dimensioni (50 kwh, ndr), la totalità degli impianti produrrebbe l?energia di una grande centrale elettrica a gas o a carbone impedendo l?emissione di 3 milioni di tonnellate di anidride carbonica in atmosfera?. Fonte: www.repubblica.it .

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