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eva
user 3284073
Treviso, IT
5th Post

gentili compagni.... vi segnalo un articolo apparso sulla Repubblica di qualche giorno fa molto molto interessante.

NUOVE COSTRUZIONI, IL SOLARE TERMICO È ?PER LEGGE?


Arriva il solare ?per legge? in tutti gli immobili di nuova costruzione: dal primo gennaio prossimo, infatti è previsto l?obbligo del solare termico per il riscaldamento dell?acqua sanitaria, per una frazione almeno del 50% del fabbisogno di acqua calda, e l'installazione di un impianto fotovoltaico. Lo prevede uno schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri all'inizio del mese di ottobre. Che entro l'anno vedrà la luce in via definitiva. Un vero e proprio ?pacchetto energia? che prevede:
- che l?acqua domestica venga riscaldata con l?energia solare nei nuovi edifici;
- obbligo di ?protezioni solari? esterne per i nuovi palazzi, per ridurre il ricorso a condizionatori;
- obbligo per edifici immessi nel mercato immobiliare di dichiarare il proprio consumo energetico;
- tempi più stretti per adeguare le costruzioni ad efficaci livelli di isolamento termico;
- pianificazione del territorio anche tenendo presente il parametro energetico.
SOLARE OBBLIGATORIO NELLE NUOVE CASE In tutti i nuovi edifici è previsto l?obbligo del solare termico per il riscaldamento dell?acqua sanitaria, per una frazione almeno del 50% del fabbisogno di acqua calda. Per i nuovi edifici è previsto, inoltre, l?obbligo di un impianto fotovoltaico la cui potenza sarà definita in un apposito decreto ministeriale. Qualora si contravvenga a tali obblighi è necessario darne motivazione con una relazione tecnica.
I NUOVI EDIFICI SARANNO ?PROTETTI? DAL SOLE Per gli immobili nuovi e nel caso di ristrutturazioni di edifici di superficie utile superiore a 1.000 metri quadrati, é obbligatoria la presenza di sistemi schermanti esterni. A causa della notevole diffusione del condizionamento negli ultimi anni (9 milioni di impianti venduti tra il 2000 e il 2006) i consumi elettrici sono cresciuti molto. Considerando solo gli impianti sotto i 7 kW i consumi sono di 11 TWh/a per, con emissioni pari a 6 Mt CO2/a. La domanda di punta estiva è aumentata tanto da superare quella invernale. Il 27 giugno infatti, sono stati toccati 55.619 MW, 80 MW in più rispetto al record dello scorso inverno.
STOP ALLE DISPERSIONI TERMICHE NEGLI EDIFICI Vengono anticipati al 1° gennaio 2008 i livelli di isolamento termico previsti per il 1° gennaio 2009. Viene introdotto poi un livello di isolamento molto più incisivo dal 1° gennaio 2010 che garantirà entro 3 anni la riduzione dei fabbisogni termici dei nuovi edifici del 20-25% rispetto ad oggi.
L?introduzione del nuovo livello di isolamento consentirà di ridurre entro tre anni i fabbisogni termici dei nuovi edifici di una percentuale superiore al 40% rispetto ai valori obbligatori fino al 2005.
CERTIFICATO ENERGETICO PER GLI EDIFICI Gli edifici nuovi e quelli oggetto di compravendita dovranno essere muniti di un certificato che ne attesti la capacità di risparmio energetico Dal 1° luglio prossimo scatta anche per i vecchi edifici (già esistenti o in fase di costruzione alla data di entrata in vigore del decreto 192 e cioè l?8 ottobre 2005) l?obbligo di certificazione energetica, ma solo nel momento in cui vengono immessi sul mercato immobiliare. Sempre a partire dal 1° luglio 2007 diventa obbligatoria la certificazione energetica per gli edifici superiori a 1000 metri quadrati, nel caso di compravendita dell?intero immobile. Dal 1° luglio 2008 lo stesso obbligo scatta anche per gli edifici sotto i 1000 metri quadrati, sempre nel caso di compravendita dell?intero immobile. Dal 1° luglio 2009, invece, l?attestato di efficienza energetica diventa obbligatorio anche per la compravendita del singolo appartamento. Inoltre, dal 1° gennaio 2007 il certificato energetico è una condizione indispensabile per ottenere le agevolazioni fiscali per ristrutturare edifici in funzione di una maggiore efficienza energetica. La gradualità proposta per l?entrata in vigore della disposizione consente la messa a punto e la verifica delle procedure ed un progressivo ed ordinato adeguamento del mercato immobiliare.
?ECOLOGICI? I NUOVI PIANI URBANISTICI Le Regioni sono tenute a considerare fra gli strumenti di pianificazione ed urbanistici di competenza le soluzioni necessarie all?uso razionale dell?energia e all?uso di fonti energetiche rinnovabili, con indicazioni anche in ordine all?orientamento e alla conformazione degli edifici da realizzare per massimizzare lo sfruttamento della radiazione solare.

eva
user 3284073
Treviso, IT
7th Post

Risparmio energetico, un obiettivo da raggiungere


Promuovere l?efficienza energetica, a prescindere dall?andamento dei prezzi del petrolio: la Commissione dell?Unione europea ha adottato, soprattutto negli ultimi tempi, questo indirizzo, ritenendo di poter risparmiare, rispetto all?attuale consumo di energia, circa il 20%.
Nel 2004, stando ai dati raccolti dall?Ente per le nuove tecnologie, l?energia e l?ambiente (Enea), il consumo mondiale di energia primaria è cresciuto del 3,7%, con una netta differenza tra i Paesi industrializzati, nei quali l?aumento dei consumi è stato più contenuto a causa della minore espansione dell?economia e per l?aumento dei prezzi dell?energia, e i Paesi in via di sviluppo, nei quali i consumi hanno superato quelli dei Paesi dell?Ocse.
Il petrolio, nel 2004, ha coperto il 35,3% dei consumi complessivi di energia, il carbone il 24,6% e il gas naturale il 20,7%. Il 19,4% è costituito da energia elettrica primaria e da biomassa. Nonostante il costo elevato dell?energia, il sistema italiano ha la tendenza a un aumento costante dei consumi energetici, circa l?1% ogni anno fino al 2020, e delle emissioni.
Perché si possa raggiungere l?obiettivo del risparmio energetico auspicato dall?Unione europea, c?è bisogno di investire in maniera sostanziosa in nuove tecnologie e nuovi dispositivi, già in parte utilizzati in Europa, ma solo a livello locale.
La direttiva europea 2006/32/CE sull?efficienza dell?uso finale dell?energia elettrica e dei servizi energetici fissa come obiettivo per gli Stati che ne fanno parte l?adozione di misure tali da ottenere un risparmio energetico pari al 9% per il nono anno di applicazione, a iniziare dal 2008.
Inoltre, il risparmio energetico è anche il mezzo più rapido ed efficiente per ridurre le emissioni dei gas responsabili dell?effetto serra, in rispetto degli obblighi stabiliti dal protocollo di Kyoto.
Non va, poi, sottovalutato il problema degli approvvigionamenti energetici. Stando ai dati dell?Enea, sulla base delle tendenze attuali, entro il 2030 l?Unione europea sarà dipendente dalle importazioni per il 90% del proprio fabbisogno di petrolio e per l?80% per il gas, per cui puntare sull?efficienza energetica sarebbe un passo significativo per garantire una maggiore sicurezza di approvvigionamenti.
Ma cos?è che impedisce la crescita dell?efficienza energetica? Secondo gli esperti dell?Enea, gran parte della responsabilità deve essere attribuita alla scarsa informazione sulla disponibilità di nuove tecnologie e sui costi dei consumi, ma anche alla formazione carente dei tecnici che devono provvedere alla manutenzione degli impianti: nel primo caso può essere efficace informare i cittadini sulla riduzione dei consumi, incoraggiando comportamenti virtuosi anche nell?acquisto degli elettrodomestici - per i quali già è stata inserita l?etichettatura che indica il consumo energetico e si sta pensando di inserire modalità di stand-by più efficaci-. Per quanto riguarda la formazione, questa dovrebbe essere indirizzata sia verso gli esperti pubblici e privati che si occupano di efficienza energetica sia verso coloro che progettano edifici e ambienti e che, sfruttando determinate tecnologie, possono ottenere un notevole risparmio energetico.
Non in ultimo, seconde l?Enea, particolare attenzione va posta nella promozione della generazione distribuita di energia, prodotta in genere nelle vicinanze dei punti di utilizzo e che, quindi, consente di risparmiare quella parte di energia, legata al calore, che nella produzione tradizionale si disperde, come pure vanno sfruttate al meglio le potenzialità legate alla diffusione sempre maggiore dei sistemi di cogenerazione.
E perché l?efficienza energetica sia davvero un obbiettivo comune, nel luglio 2004 in Italia è stato introdotto un decreto ministeriale che prevede, attraverso il sistema di ?certificati bianchi? che i distributori di energia elettrica e gas raggiungano annualmente determinati obbiettivi di risparmio di energia primaria mettendo in pratica misure di efficienza per conto degli utenti

eva
user 3284073
Treviso, IT
4th Post

1° PARTE BIODISEL
Biodiesel in casa? Ecco come si fa

Nonostante i numerosi vantaggi ecologici e ambientali, il biodiesel continua ad essere introvabile, allora non resta che farcelo da noi.
C?è davvero da mettersi le mani nei capelli: da una parte le città sotto assedio dello smog e il prezzo dei carburanti continuano a salire; dall?altra si fa poco o nulla non solo per ridurre il traffico veicolare, ma neanche per facilitare l?impiego di carburanti ecologici come il biodiesel che oltre a presentare caratteristiche molto simili al gasolio, lubrifica la pompa di iniezione, costa meno e bruciando produce meno emissioni inquinanti.
Nonostante i numerosi vantaggi, in Italia il biodiesel è volutamente introvabile, in questa situazione, l?unica soluzione rimane quella che già molti italiani stanno facendo: utilizzare olio vegetale o meglio ancora farsi il biodiesel in casa.
E? vero che l?olio vegetale (in particolare l?olio di colza) può in molti casi sostituire egregiamente il gasolio.
Il petrolio ha preso il sopravvento e oggi l?ultima generazione dei moderni motori diesel non sempre è compatibile con il propellente vegetale usato in origine. Il problema non è tanto nelle impurezze presenti nell?olio vegetale, quanto nella viscosità degli oli vegetali, più densi rispetto al gasolio comune, che mette sottosforzo la pompa di movimentazione del combustibile; inoltre la maggior viscosità diminuisce il grado di miscelazione con aria e quindi l?efficienza di combustione.
Per tali ragioni non è consigliabile utilizzare olio di colza se non in minime quantità miscelato al gasolio.
Facciamolo in casa!
Seguendo questa reazione e usando come materia prima i trigliceridi che provengono da qualsiasi fonte, olio vegetale nuovo, olio fritto di cucina (molto economico!), grassi animali è possibile produrre un combustibile riciclando addirittura scarti alimentari.
In concreto per la realizzazione occorrono 3 molecole di alcool metilico per ogni molecola di trigliceride da trasformare e un po? di catalizzatore (soda caustica) per promuovere la reazione. Tradotto in misure a noi più familiari ci vorrebbero: 0,1 litri di metanolo e circa 3,5 g di soda caustica (NaOH) per ogni litro di olio fresco.
Ma siccome ogni reazione tende ad un equilibrio e noi vogliamo che tutto l?olio sia trasformato e non solo una parte, si usa un eccesso di alcool per spingere la reazione verso la totale conversione. QUINDI LA RICETTA FINALE È: X litri di olio fresco + 0,2 *X litri di metanolo + 3,5*X grammi di soda caustica.
Come detto, si può adoperare anche l?olio usato in cucina dopo la frittura, ma in tal caso va aggiunta una aliquota in più di catalizzatore per neutralizzare gli acidi grassi liberi e va eliminata l?acqua e le scorie di cibo eventualmente presenti.
In linea di massima con oli non troppo usati la dose totale di NaOH è circa 6,25 g per litro. Purtroppo il metanolo non è facile da reperire, inoltre è soggetto a severi controlli dopo i gravi casi di sofisticazione del vino di alcuni anni fa, infine è un composto tossico per contatto e ingestione e va usato con le dovute cautele e precauzioni. Per tutti questi motivi è consigliabile utilizzare in sua sostituzione il comune etanolo, il classico alcool etilico rosa del supermercato.
C?è però una precisazione da fare: l?alcool deve essere assolutamente anidro (quindi quello a 90° non va bene) perché l?acqua parassita la reazione, bloccandola e promuovendo una reazione di saponificazione che manda tutto a monte.
Quindi bisogna procurarsi dell?alcool etilico assoluto (99,9%) e usare una maggiore quantità di catalizzatore (7 g/litro di olio contro i 3,5 g/litro per il metanolo); occorre anche una maggiore quantità di alcool (27,5% contro il 20% di olio necessario con il metanolo).
Il processo prevede che prima si mescoli l?alcool con il catalizzatore, in questo modo si ottiene un intermedio reattivo (il metossido di sodio, o l?etossido a seconda dell?alcool). Successivamente si unisce il metossido a l?olio a una temperatura tra i 35 e i 60 °C (optimum a 45-50 °C) agitando il tutto per circa un?ora.

eva
user 3284073
Treviso, IT
5th Post

2° PARTE BIODISEL
Esperimenti in cucina
L?attrezzatura necessaria è composta da: un fornelletto elettrico, una bilancetta da cucina precisa al grammo, una vecchia pentola in disuso della capienza di circa 3 litri e un agitatore (realizzato con un trapano elettrico fissato su una colonnina, con un perno e una rondella saldata per smuovere il liquido). Per evitare inutili sprechi è consigliabile provare con un litro alla volta.
Ecco come procedere:
Mescolare circa 275 cc di alcool etilico (CH3-CH2-OH) con 7 g di soda caustica (NaOH) fino a completa dissoluzione (in questo modo si ottiene l?etossido). A parte, mettere a scaldare la pentola con un litro di olio di semi e, raggiunti i 50 °C, aggiungere l?etossido.
Subito dopo la miscela si intorpidisce, diventando di colore scuro. A questo punto si inserisce nel liquido l?agitatore (realizzato con il trapano). Dopo un?ora, si spengono fornelletto e agitatore. A questo punto la miscela comincia a separarsi in due fasi, sul fondo si deposita la glicerina (ottima per creme emollienti e prodotti cosmetici) densa e scura, in alto l?estere (il biodiesel), più chiaro e liquido.
Si lascia riposare qualche ora per la completa separazione e poi si prosegue. La cosa migliore è poter utilizzare un recipiente con un rubinetto sul fondo, in modo da fare defluire prima la glicerina e dopo l?estere.
Ci siamo quasi. L?ultima operazione da eseguire è il lavaggio del biodiesel. L?importante è essere precisi e attenti nelle varie fasi, o si rischia di ottenere degli insuccessi, reazioni che non avvengono, o si fermano a metà.
Tenete presente che usando alcool etilico, invece del metanolo, tutta l?operazione è più impegnativa, sia in termini economici, che in termini di cura dei particolari e tempo necessario, per contro vi ripaga con una minore probabilità di successo (è proprio un ingrato!). L?unico vantaggio è la minore tossicità.
L?importanza del lavaggio
Il lavaggio del biodiesel potrebbe sembrare superflua, ma è essenziale per eliminare tutti i residui poco raccomandabili per la salute del motore. Ci sono diversi modi per effettuare il lavaggio, ecco uno dei più semplici. E? sufficiente una botticella di plastica da 50 litri con un rubinetto in fondo, una pompetta da acquario per soffiare aria, e relativa tubazione ed erogatore.
Ho messo il biodiesel da lavare nella botticella (30 litri per volta) e ho aggiunto 10 litri d?acqua. A questo punto ho lasciato gorgogliare l?aria nell?acqua (che, essendo più pesante, si deposita in fondo) in modo da creare una corrente continua tra acqua tirata su dall?aria e biodiesel. L?acqua si lega ai residui disciolti nel biodisel e li trascina con sé in basso. Lasciare decantare l?acqua (che diventava biancastra) per circa 8 ore e farla defluire a sedimentazione completata. Ripetere il trattamento 3 volte, finché l?acqua non rimane pulita. Quindi si apre il rubinetto e si lascia defluire tutta l?acqua, quello che rimane è il biodisel pronto all?uso!
La prova del nove
A questo punto, bisogna farsi coraggio e buttare nel serbatoio la ?pozione magica?. Conviene provare prima con pochi litri, aggiunti al gasolio già presente nel serbatoio, poi se tutto va bene si può utilizzare il biodiesel puro al 100% autoprodotto.
Se avete seguito correttamente tutte le istruzioni, sentirete il motore girare perfettamente, e in modo più silenzioso e ?rotondo? del solito. Ma la cosa più entusiasmante è constatare che dal tubo di scarico esce praticamente solo ?aria calda?, priva di odore, e che anche nelle accelerate più profonde con la terza marcia non si forma la classica fumata del turbodiesel.
Ad oggi con il biodisel preparato in casa ho percorso più di 1000 chilometri senza inconvenienti di sorta. Anche i consumi sono ottimi, la mia auto ha reso circa 20 km/litro di biodiesel (motore VW 1.4 TDI 3 cilindri).
Il rovescio della medaglia
Purtroppo accanto ai numerosi aspetti positivi fin qui elencati, ce ne sono anche di negativi. Innanzitutto il costo. Preparare il biodiesel in casa non è poi così economico come potrebbe sembrare, alla fine viene a costare come il gasolio del distributore o poco meno, tranne nel caso in cui si utilizza dell?olio da cucina usato. In definitiva farsi il biodisel in casa è più una provocazione nei confronti di enti, istituzioni e governi che dicono di preoccuparsi della salute dei cittadini, ma che non fanno niente di concreto. E? la dimostrazione concreta che con pochi sforzi si può inquinare meno. C?è poi anche l?aspetto fiscale, con il carburante ?fai da te? di qualsivoglia natura non si pagano le accise sui carburanti per cui, anche se animati dai migliori propositi, si è a tutti gli effetti degli evasori fiscali. Insomma, oltre la beffa il danno.

eva
user 3284073
Treviso, IT
6th Post

3° PARTE BIODISEL
I vantaggi del biodiesel

Il biodiesel è un prodotto ecologico perché non immette ulteriore anidride carbonica (CO2) nell?ambiente dato che, provenendo dall?estrazione di un seme oleoso, la CO2 prodotta dalla sua combustione è stata in precedenza sottratta dall?aria attraverso la fotosintesi clorofilliana per cui il suo utilizzo non fa aumentare l?effetto serra ne contribuisce all?aumento del riscaldamento della temperatura terrestre.
I vantaggi però non finiscono qui perché l?utilizzo di questo combustibile per autotrazione apporta ulteriori benefici:
Le sostanze che andiamo a bruciare nel biodiesel sono esteri degli acidi grassi, sostanze altamente energetiche che hanno in più già presenza di ossigeno nelle molecole per cui la loro combustione nel motore è più completa per cui aumentano il rendimento e generano meno incombusti e polveri.
Il biodiesel è più facilmente infiammabile per compressione del normale gasolio e questo è un?enorme vantaggio per i motori diesel dove il combustibile brucia per compressione e non attraverso la scintilla delle candele come i motori a scoppio.
Il biodiesel non contiene assolutamente composti aromatici nella sua composizione per cui contribuisce in minima parte all?incremento degli idrocarburi poliaromatici (IPA) cancerogeni prodotti dai normali combustibili derivati dal petrolio.
Il biodiesel non contiene zolfo, dunque non contribuisce all?immissione di anidride solforosa nell?ambiente che, oltre ad essere tossica ed irritante per la gola, contribuisce in modo rilevante all?aumento dell?acidità delle piogge.
Il biodiesel, ottimizzando la combustione, produce meno inquinanti come monossido di carbonio ed ossidi d?azoto.
Il biodiesel contribuisce a mantenere pulito tutto il sistema d?iniezione del motore contribuendo ad aumentarne l?efficienza e diminuendo la necessità di manutenzione.
Per la produzione di biodiesel si possono utilizzare materie prime come olio di colza o di girasole, ma anche oli e grassi di frittura, contribuendo così al vantaggioso riciclaggio di potenziali rifiuti.
Inoltre c?è un?enorme convenienza energetica nella produzione di biodiesel nel saldo tra spese energetiche di produzione e ricavi energetici, in pratica fornisce più energia di quella necessaria per la sua produzione, dunque non "consuma" risorse.
Per tutti questi motivi, la Comunità Europea, cosciente di dover intervenire sui fronti del trattato di Kyoto per la diminuzione dell?emissione di CO2 e sulla diminuzione dell?inquinamento urbano e nazionale, ha emanato una serie di direttive per incentivare l?utilizzo del biocarburanti (2003/30/CE, 2003/96/CE).
In controtendenza rispetto ad altri paesi, il governo italiano, dopo aver incentivato nella scorso anno la produzione di biocarburanti, defiscalizzando una produzione pari a 300000 tonnellate è tornata sui suoi passi e, con l?articolo 527 della finanziaria 2005 ha ridotto di 100000 tonnellate la quantità di biocarburante in esenzione d?imposte. Questo mentre in Germania il governo ha concesso una produzione illimitata di biocombustibili in esenzione d?imposta, in Francia ha incrementato di un terzo la quantità in esenzione e lo stesso Presidente Bush, che notoriamente ha forti interessi familiari e personali nella produzione e commercio di prodotti petroliferi, ha varato alcuni mesi fa un piano federale d?incentivo alla produzione di combustibili ecocompatibili.

Alcune precauzioni necessarie
1. Dal punto di vista sicurezza se si scalda l?olio per la reazione di tranesterificazione producendo esteri più volatili del materiale di partenza, alle temperature di reazione, sono più facilmente infiammabili dell?olio stesso dunque ci può essere pericolo d?incendio.
2. Il metanolo è molto tossico, ricordiamoci il vino al metanolo, e bolle ad una temperatura di 61 °C. Nelle condizioni di reazione ne passa molto allo stato di vapore generando pericoli d?intossicazione per inalazione.
3. Come è stato suggerito, è possibile utilizzare in alternativa al metanolo, alcol etilico ma non l?alcol denaturato che contiene dal 5 al 10% di acqua ed inibisce la reazione di catalisi della soda caustica.
4. L?alcol etilico assoluto costa molto e contiene residui di benzene cancerogeno dovuto al tipo di distillazione utilizzata per ottenerlo.
5. La stessa soda caustica, usata come catalizzatore, è pericolosa per la pelle e soprattutto per gli occhi e non è il caso di manipolarla con disinvoltura e senza opportune protezioni.

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
393rd Post

da Cacao Alcatraz di oggi
www.alcatraz.it

Risparmio energetico - Non cantate sotto la doccia!
Adoriamo gli australiani: l'Energy Australia, il corrispondente della nostra Enel, ha lanciato una campagna nazionale semiseria per il risparmio idrico ed energetico, battezzata "Non cantate sotto la doccia!". Canticchiare, fantasticare sognando ad occhi aperti, ma anche farsi la barba, lavarsi i denti e tutto quello che vi detta la fantasia, sono operazioni "non essenziali" che possono far allungare il tempo di una doccia fino a 9 minuti e 8 secondi. Con relativo spreco d'acqua, circa 108 litri (calcolando una doccia che eroghi 12 litri di acqua al minuto), di energia elettrica o gas per scaldarla, e di soldi per le bollette. Gli australiani potrebbero risparmiare circa 60 euro all'anno diminuendo di 2 minuti i tempi della doccia. Per questo l'azienda sta regalando 500mila timer agli abitanti di Sidney, con un consiglio: se proprio non resistete alla tentazione di cantare sotto l'acqua, scegliete canzoni brevi! (Fonte: Ananova).

Fuori dal nucleare
Unicredit e Deutsche Bank avrebbero annunciato di essersi ritirate dalla gara per finanziare la costruzione di due reattori nucleari in Bulgaria. Sembra che le due banche fossero le piu' grosse in corsa e quindi l'intero progetto potrebbe saltare. Ops.? (Fonte: Lifegate).

Maurizio
user 3109867
Treviso, IT
70th Post

Da parte della Eva:
EOLO ... LA MACCHINA AD ARIA

Ellis
user 3109864
Treviso, IT
97th Post

Direttamente dal portale della Federazione dei Verdi - Area News IMPORTANTE notizia dalla redazione
27 ottobre 2006


Il governo approva un decreto legislativo che mette ordine nel mercato delle energie pulite: niente certificati verdi alla cogenerazione

Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi un decreto legislativo sulla cogenerazione (produzione di energia e recupero e invio a teleriscaldamento del calore generato) che comincia a mettere ordine nel mercato dei certificati verdi, i titoli, scambiabili sul mercato, che attestano che l'energia è prodotta da fonti rinnovabili.

Il provvedimento, con il quale è stato scongiurato un pericolo per le energie pulite, ha sottolineato il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, è "positivo".

Si tratta di un atto che corregge la rotta, "sanando una grave distorsione voluta dal precedente governo" grazie alla quale si premiavano come energie rinnovabili, "alla pari del solare per intenderci", sottolinea il ministro, "il recupero del calore e il suo invio al teleriscaldamento a prescindere dal tipo di combustibile" utilizzato nell'impianto (per esempio una centrale elettrica alimentata a carbone).

Con il vecchio sistema "paradossalmente - dice ancora Pecoraro - si poteva premiare al pari delle vere rinnovabili anche il calore prodotto dalla combustione di carbone. Se non fossimo intervenuti, quindi - ha concluso Pecoraro - in poco tempo il mercato dei certificati verdi sarebbe stato invaso da un numero così elevato di finti certificati da non rendere più vantaggioso il ricorso alle rinnovabili''.

Il Governo è orientato, dopo l'eliminazione dal mercato dei certificati verdi della cogenerazione, ad escludere da tali benefici anche l'energia prodotta dalla combustione dei rifiuti dei termovalorizzatori.

Edited by Ellis on Oct 31, 2006 at 10:27 AM

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
440th Post

Vi riporto questa discussione. Vedete poi l'articolo nella sez. files.

Gentili interlocutori, invio per conoscenza l'articolo allegato del CdS del 17 nov. dove si riporta che l'autorità per l'energia taglia gli incentivi di 500 mln. dal prossimo anno per le "assimilate" improprie (il gas soprattutto ma non cita rifiuti o morchie di distillazione da petrolio, etc.). L'articolo parla di 3 mld/?/a di incentivi (bolletta energia elettrica voce A3) per le energie "assimilate" alle rinnovabili e quindi molto di più di quello che pensavamo (si parlava di 1.5/2 mld/?/a). Quindi significa che per gli incentivi impropri al gas che chiamano eufemisticamente "costo evitato del combustibile" più inquinante come petrolio e carbone è forse destinato circa 1 mld/?/a. Quindi noi incentiviamo per il 20% (cioè 600 mln/?/a) le vere energie rinnovabili (e che per questo in Italia non decollano) e per il restante 80% con 2.4 mld/?/a per le "assimilate". Dopo questa prima riduzione "vaga" dell'autorità ci aspettiamo, come dice sotto Apollonio, una netta modifica legislativa che tolga tutti gli incentivi alle false assimilate per far decollare le vere energie rinnovabili. Cordiali saluti, Gianluigi Salvador.

E' vero che è tutto poco chiaro, ma qualche effetto positivo per noi, in quanto negativo per alcune aziende che da sono state colpite da questo provvedimento ci dovrebbe essere, almeno stando a quanto si legge su Milano Finanza
http://www.milanofina... . Ciao, M..

L'articolo allegato ( "L'Authority per l'Energia e il CIP 6: ORTIS TAGLIA LE AGEVOLAZIONI, BOLLETTE PIU' LEGGERE DI 500 MILIONI"), tratto dal "Corriere della Sera" di oggi, è piuttosto confuso e riflette lo stile burocratese dell'Autorità per l'energia: ma dà una buona notizia per tutti i consumatori italiani: un taglio delle agevolazioni alle cosiddette "assimilate", con una riduzione nelle bollette ENEL di 500 milioni di euro l'anno. L'articolo non cita però fra i cospicui beneficiari dei sussidi CIP 6 per l'incentivazione delle energie rinnovabili e "assimilate" anche gli impianti di incenerimento (o termovalorizzazione o gassificazione) dei rifiuti. Macroscopica lacuna. Il fatto è, comunque, che, senza gli incentivi CIP 6, il business inceneritorista non avrebbe più senso. Ora resta da vedere se la legge che ha stravolto la direttiva europea sulle energie rinnovabili sarà finalmente emendata. Ciao, S..

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
447th Post

Segnalazione: nei gg. 2-3 dicembre si svolgerà la campagna nazionale del WWF sull'efficienza energetica.
Il WWF Villorba allestirà una postazione in piazzale Battistero, dalle 10 alle 17 di entrambi i giorni. Se volete passare di lì, ci farà piacere.
Nella giornata di sabato in particolare (e probabilmente anche domenica mattina) sarà presente nel ns. stand Gianluigi Salvador.

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