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[img]http://photos1.meetupstatic.com/photos/event/2/8/2/6/event_4570278.jpeg[/img]ENERGIA: CONOSCENZE, AGGIORNAMENTI

Loris D.
Posted Mar 29, 2008 2:55 PM
user 2633358
Treviso, IT
Post #: 1,607
da www.marcoboschini.it

Come sprecare energia ed essere felici? - 29 marzo 2008.
Confesercenti nel suo rapporto ?100 casi di sprechi nell?Energia? racconta come ogni anno, in Italia, si sprechino circa 20 miliardi di Euro usando male l?energia elettrica. Si va dagli sprechi pubblici (lampioni che illuminano il cielo invece che la strada) a quelli privati (elettrodomestici poco efficienti). Nel dossier leggo che il ?nostro sistema di distribuzione dell?energia elettrica, è un vero e proprio colabrodo, visto che perde ogni anno l?equivalente di energia che basterebbe ad alimentare una metropoli di 2 milioni e mezzo di abitanti.? A livello nazionale Confesercenti analizza il sistema delle importazioni e ricorda la multa del tubo. ?L?antitrust ha condannato l?Eni (provvedimento 15174 /06), a 290 milioni di euro di multa per il mancato potenziamento del metanodotto TTPC, che avrebbe consentito al nostro Paese di avere 6,2 mld in più all?anno di metri cubi di gas proveniente dall?Algeria.? Meglio aspettare e fare i rigassificatori, no?? Ci sono poi i casi dei privati, con i problemi della centralizzazione poco oculata del riscaldamento. Nei condomini con caldaie centralizzate di vecchia generazione i termosifoni restano accesi per 300 ore l?anno in appartamenti per la maggior parte del tempo vuoti. 650 milioni di euro l?anno sprecati. Interessante anche il caso delle acque dure: le incrostazioni di calcare abbassano il rendimento energetico di boiler, elettrodomestici e caldaie. Togliere il calcare da quest?acqua (diffusa nel 75% del territorio italiano) aumenterebbe il rendimento tra il 20% ed il 30%. Ultimo spreco che vi racconto: comprare buste di plastica. Se riuscissimo a rifiutarne un paio al mese a testa, arriveremmo ad un risparmio di circa 60 milioni di euro. Produciamo 300.000 tonnellate di plastica con 430.000 t di petrolio ovvero circa 3 mln. di barili. Per leggere gli altri 95 modi in cui l?Italia spreca energia, vi consiglio il rapporto della Confesercenti. Lungo, dettagliato, desolante.
www.confesercenti.it/documenti/allegati/2008sprechi.doc
Ellis
Posted May 11, 2008 7:04 PM
user 3109864
Treviso, IT
Post #: 265


Il prezzo di 120 dollari al barile raggiunto dal greggio è un chiaro segnale del fatto che la produzione globale di petrolio è vicina al suo picco massimo, il peak oil.
A settembre, nella generale disattenzione dei mezzi d'informazione, James Schlesinger ha dichiarato che la teoria del picco era giusta.

Nessuno è più vicino all'establishment e all'industria energetica statunitensi di Schlesinger, che è stato presidente della commissione per l'energia atomica, direttore della Cia, segretario alla difesa, segretario per l'energia e consulente di molte compagnie petrolifere.

Secondo Schlesinger, i manager di molte aziende petrolifere ammettono solo in privato che il peak oil è imminente. Ma c'è anche chi lo dice pubblicamente. Per esempio Jeroen van der Veer, amministratore delegato della Royal Dutch Shell. Evitando di usare l'espressione peak oil , a gennaio van der Veer ha dichiarato che 'dal 2015 le riserve di petrolio e gas naturale facilmente accessibili potrebbero non soddisfare più la domanda'.
[...]
Come dice George W. Bush, la civiltà moderna è petrolio-dipendente.
Se l'estrazione di greggio arriverà al suo picco prima che questa dipendenza venga curata, i malati cercheranno modi ancora più pericolosi per procurarsi la loro dose. Il processo è già in corso.
[...]
Alcuni governi hanno preso atto del rischio rappresentato dal peak oil e potrebbero passare all'azione.
Secondo il ministro degli esteri britannico David Miliband, è arrivato il momento di pensare a 'un'economia postpetrolifera'.
David Paterson, governatore dello stato di New York, sostiene la necessità di investire nell'efficienza energetica per il futuro immediato e in nuove fonti di energia a bassa emissione di anidride carbonica per il medio e lungo termine.
[...]
In Gran Bretagna il movimento ha dato vita alle transition towns, le città di transizione che, come spiega l'organizzatore Rob Hopkins, 'battono una pista consapevole per la discesa dal picco del petrolio'.
Hopkins ha appena pubblicato 'The transition handbook', un manuale che spiega in che modo una città si può preparare all'era postpetrolifera. Alcune idee del movimento della transizione '[...]- sembrano bizzarre, impraticabili e ingenue. Ma niente è più ingenuo della convinzione che possano durare in eterno quelle interminabili forniture di petrolio da cui le società moderne sono diventate dipendenti negli ultimi 50 anni.
La resa dei conti è imminente e, come sottolinea Hopkins, 'è meglio non farsi cogliere di sorpresa'.

Stralci di un articolo di Mark Hertsgaard 'Idee per un'economia senza il petrolio', The Nation, Stati Uniti - Internazionale n. 743 p.84
Maurizio
Posted May 18, 2008 9:05 PM
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Treviso, IT
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JACOPO FO' ED IL BIODISEL IN ITALIA




Loris D.
Posted May 28, 2008 6:25 PM
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Treviso, IT
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aggiornamento lista di pagina 6

LISTA INCIDENTI NUCLEARI

10 marzo 1956 - Mar Mediterraneo. Un bombardiere B-47 precipita nel Mediterraneo con a bordo due capsule di materiale fissile per la realizzazione di bombe nucleari.

27 luglio 1956 - Gran Bretagna. Un bombardiere B-47 in Gran Bretagna slitta sulla pista e va a colpire un deposito contenente sei bombe nucleari.

7 ottobre 1957 - Sellafield (Gran Bretagna) (scala Ines 5). Nel complesso nucleare di Windscale in Gran Bretagna, dove si produce plutonio per scopi militari, un incendio nel nocciolo di un reattore a gas-grafite (GCR) genera una nube radioattiva imponente. I principali materiali rilasciati sono gli isotopi radioattivi di xenon, iodio, cesio e polonio.
La nube attraversa l'Europa intera. Sono stati ufficializzati soltanto 300 morti per cause ricondotte all'incidente (malattie, leucemie, tumori) ma il dato potrebbe essere sottostimato.

Settembre 1957 - Kyshtym (Unione Sovietica) (scala Ines 6). In una fabbrica di armi nucleari negli Urali, una cisterna contenente scorie radioattive prende fuoco ed esplode, contaminando migliaia di chilometri quadrati di terreno con una nube di 20 milioni di curie. Il rilascio esterno di radioattività avviene a seguito di un malfunzionamento del sistema di refrigerazione di una vasca di immagazzinamento di prodotti di fissione ad alta attività. Vengono esposte alle radiazioni circa 270mila persone. Si stimano per le conseguenze dell?incidente oltre 100 morti.

3 gennaio 1961 ? Idaho Falls (USA). A seguito di un incidente in un reattore sperimentale di Idaho Falls negli Stati Uniti, muoiono tre tecnici.

4 luglio 1961 ? URSS. La fuoriuscita di radiazioni per un guasto al sistema di controllo di uno dei due reattori di un sommergibile atomico sovietico provoca la morte del capitano e di sette membri dell?equipaggio.

5 dicembre 1965 ? Isole Ryukyu (Giappone). Un jet militare americano A-4E con a bordo una bomba all?idrogeno B-43 scivola in mare da una portaerei statunitense vicino alle isole giapponesi Ryukyu.

5 ottobre 1966 ? Detroit (USA). Il nucleo di un reattore sperimentale situato in un impianto vicino a Detroit si surriscalda a causa di un guasto al sistema di raffreddamento.

17 gennaio 1966 ? Palomares (Spagna). Un B-52 statunitense con quattro bombe all?idrogeno B-28 entra in collisione con un aereo cisterna durante il rifornimento in volo. I due aerei precipitano e tre bombe a idrogeno (bombe H) cadono nei pressi di Palomares, mentre la quarta cade in mare. L?esplosivo di due delle tre bombe, a contatto col suolo, detona spargendo su una vasta area plutonio e altro materiale radioattivo. In tre mesi vengono raccolte 1.400 tonnellate di terra e vegetazione radioattiva che vengono portate negli Stati Uniti. Mentre i militari statunitensi sono forniti di tute protettive, gli spagnoli continuano a vivere tranquillamente e a coltivare i terreni. Un monitoraggio effettuato nel 1988 su 714 abitanti ha rivelato in 124 di loro una concentrazione di plutonio nelle urine di gran lunga superiore ai livelli normali.

10 marzo 1968 ? Oceano Pacifico. Il sottomarino K-219 affonda nel Pacifico. A bordo ha tre missili nucleari e due siluri a testata nucleare.

27 maggio 1968 ? Oceano Atlantico. Un sottomarino statunitense con a bordo due siluri a testata nucleare affonda nell?Atlantico.

21 agosto 1968 ? Groenlandia. Un B-52 statunitense precipita in Groenlandia. Tre bombe all?idrogeno che si trovavano a bordo esplodono e 400 grammi di plutonio-239 si disperdono nell'ambiente. L?area viene successivamente bonificata da oltre 500 uomini inviati dalla Danimarca e da 200 militari statunitensi. Nei venti anni successivi, 100 dei danesi che avevano partecipato all?intervento si ammalano di cancro, altri di gravi malattie tra cui la sterilità.

17 ottobre 1969 ? San Laurent (Francia). Un errore nelle procedure adottate per la gestione del combustibile provoca una fusione parziale a un reattore nucleare raffreddato a gas.

12 aprile 1970 ? Oceano Atlantico. Il sottomarino sovietico K-8 affonda nell?Atlantico con a bordo due reattori e due siluri a testata nucleare.

Aprile 1973 ? Isole Hawaii (USA). Fuga radioattiva nel sottomarino statunitense Guardfish alle Hawaii. Cinque marinai dell?equipaggio vengono contaminati dalle radiazioni.

1974 ? Mar Caspio. Fonti di stampa segnalano un?esplosione in un impianto atomico sovietico a Shevchenko, nel Mar Caspio.

Inverno 1974/75 ? Leningrado (URSS). Una serie di incidenti viene segnalata nell?inverno tra il 1974 e il 1975 presso la centrale nucleare di Leningrado, in Unione Sovietica. Tre morti accertati.

22 novembre 1975 ? Mare Mediterraneo. Una portaerei e un incrociatore americani entrano in collisione nel Mediterraneo a causa del mare agitato. Come in altri casi non è accertata, ma probabile, la fuoriuscita di materiale nucleare in seguito all?incidente.

7 dicembre 1975 ? Lubmin (Repubblica Democratica Tedesca). Un cortocircuito nell?impianto della Centrale di Lubmin, sul litorale baltico nella Germania Orientale, provoca una parziale fusione del nucleo del reattore.

28 marzo 1979 - Three Mile Island (Harrisburgh, Usa) (scala Ines 5). Il surriscaldamento di un reattore, a seguito della rottura di una pompa nell?impianto di raffreddamento, provoca la parziale fusione del nucleo rilasciando nell'atmosfera gas radioattivi pari a 15mila terabequerel (TBq). Vengono evacuate 3.500 persone.

7 agosto 1979 ? Tennessee (USA). La fuoriuscita di uranio arricchito da una installazione nucleare segreta provoca la contaminazione di oltre 1.000 persone. Vengono registrati nella popolazione valori di radioattività fino a cinque volte superiori alla norma.

Agosto 1979 ? Erwin (USA). Oltre 1.000 persone vengono contaminate a seguito di una fuga radioattiva in un centro di ricerca nucleare, fino ad allora rimasto segreto, a Erwin, negli Stati Uniti.

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Loris D.
Posted May 28, 2008 6:27 PM
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Marzo 1981 ? Tsuruga (Giappone). 280 persone vengono contaminate a causa di una fuga di residui radioattivi nella centrale di Tsuruga, in Giappone. Un mese dopo le autorità comunicano che 45 operai sono stati esposti a radioattività nel corso delle operazioni per la riparazione della centrale.

Novembre 1983 ? Sellafield (Gran Bretagna). Lo scarico di liquidi radioattivi nel Mare d?Irlanda provoca la reazione di cittadini ed ecologisti, che sollecitano la chiusura della centrale nucleare di Sellafield, in Gran Bretagna.

10 agosto 1985 ? URSS. Un'esplosione devasta il sottomarino atomico sovietico Shkotovo-22: muoiono dieci membri dell?equipaggio esposti alle radiazioni.

6 gennaio 1986 ? Oklahoma (USA). Un operaio muore e altri 100 restano contaminati a seguito di un incidente che si sviluppa in una centrale atomica in Oklahoma, negli Stati Uniti.

26 aprile 1986 - Cernobyl (Ucraina) (scala Ines 7). L'incidente nucleare in assoluto più grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provoca la fusione del nucleo del reattore e l'esplosione del vapore radioattivo, che sotto forma di una nube pari a un miliardo di miliardi di Bequerel si disperde nell'aria. Centinaia di migliaia di persone, soprattutto nella vicina Bielorussia, sono costrette a lasciare i territori contaminati. L'intera Europa viene esposta alla nube radioattiva e per milioni di cittadini europei aumenta il rischio di contrarre tumori e leucemia. Non esistono ancora oggi dati ufficiali
e definitivi sui decessi ricollegabili alla tragedia.

6 ottobre 1986 ? Oceano Atlantico. Il sottomarino K-219 affonda nell?Atlantico con 34 testate nucleari a bordo.

Febbraio 1991 ? Mihama (Giappone). La centrale riversa in mare 20 tonnellate di acqua altamente radioattiva

24 marzo 1992 ? San Pietroburgo (Russia). A seguito della perdita di pressione nell?impianto di Sosnovy Bor nei pressi di San Pietroburgo, fuoriescono e si disperdono in atmosfera iodio e gas radioattivi.

Novembre 1992 ? Forbach (Francia). Un grave incidente nucleare causa la contaminazione radioattiva di tre operai. I dirigenti dell?impianto vengono accusati l?anno successivo di non aver approntato le misure di sicurezza previste.

13 febbraio 1993 ? Sellafield (Gran Bretagna). Fuga radioattiva nell'impianto di riprocessamento di Sellafield. La densità massima di radionuclidi dello iodio consentita viene superata di oltre tre volte.

17 febbraio 1993 - Barsebaeck (Danimarca). Uno dei reattori della centrale di Barsebaeck viene temporaneamente fermato a causa della fuoriuscita accidentale di vapore radioattivo.

Aprile 1993 ? Siberia (Russia). Un incendio nel complesso chimico di Tomsk-7 colpisce un serbatoio di uranio. Risultano contaminati circa 1.000 ettari di terreno. La nube radioattiva si dirige verso zone disabitate.

23 marzo 1994 ? Biblis (Germania). Centrale nucleare di Biblis: una falla nel circuito primario di un reattore fa uscire liquido altamente contaminato.

28 giugno 1994 ? Petropavlosk (Russia). Fuga di materiale radioattivo nella baia di Seldevaia a causa della rottura di un deposito a Petropavlosk.

Settembre 1995 ? Kola (Mare di Barents). L'energia elettrica della centrale di Kola viene staccata per morosità e vanno fuori uso i sistemi di raffreddamento. Incidente solo sfiorato, grazie all'intervento del comandante della base.

Novembre 1995 ? Cernobyl (Ucraina) (scala Ines 3). Un'avaria al sistema di raffreddamento del reattore n.1 di Cernobyl causa un incidente nel quale la radioattività si disperde e contamina gli operai impegnati nella manutenzione.

8 dicembre 1995 ? Monju (Giappone). Due tonnellate di sodio liquido e altro materiale radioattivo fuoriescono dal reattore nucleare prototipo di Monju nella prefettura di Fukui a causa di un malfunzionamento al sistema di raffreddamento. L?impianto è costituito da un reattore autofertilizzante a neutroni veloci FBR.

Febbraio 1996 ? Dimitrovgrad (Federazione Russa). Un addetto causa la rottura della valvola di sicurezza di uno dei reattori del centro di ricerche atomiche di Dimitrovgrad. Fuoriesce una nube radioattiva contenente soprattutto radionuclidi di manganese.

Marzo 1997 ? Tokaimura (Giappone). Un incendio e un?esplosione nel reattore nucleare nell'impianto di ritrattamento nucleare di Tokaimura contamina almeno 35 operai.

Giugno 1997 ? Arzamas (Russia). Un incidente nel centro ricerche di Arzamas porta i materiali radioattivi sull'orlo di una reazione a catena. Si sviluppa una nube radioattiva a seguito della quale muore il responsabile dell?esperimento.

Luglio 1997 ? La Hague (Francia). Il comune di Amburgo denuncia presenza di radioattività nell'acqua scaricata nella Manica dall'impianto di trattamento francese di La Hague. La Francia smentisce, ma il presidente della Commissione di controllo si dimette.

Settembre 1997 ? Urali (Russia). Sugli Urali si scontrano un trattore e un camion che trasporta isotopi radioattivi. Da due container fuoriesce liquido pericoloso contenente iridio 192 e cobalto 60. Nell?area la radioattività sviluppata è 25 volte superiore al limite consentito.

1 maggio 1998 ? Catena delle Alpi. Le autorità di controllo francesi scoprono elevati livelli di contaminazione da cesio 137 sulle Alpi, causati dal passaggio di rottami ferrosi provenienti dall'Europa dell'Est.

30 settembre 1999 - Tokaimura (Giappone) (scala Ines 4). Un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare attiva una reazione a catena incontrollata. Viene accertato che si tratta di un errore umano: due operai hanno trattato materiali radioattivi in contenitori non idonei. Tre persone muoiono all'istante, mentre altre 439, di cui 119 in modo grave, vengono esposte alle radiazioni. Vengono ricoverati in 600 ed evacuati 320mila abitanti della zona.

4 ottobre 1999 ? Wolsong (Corea del Sud). Una fuoriuscita di acqua pesante durante lavori di manutenzione della Centrale di Wolsong causa l?esposizione alle radiazioni di 22 operai impiegati presso l'impianto.

5 ottobre 1999 ? Centrale di Loviisa (Finlandia). Viene segnalata una perdita di idrogeno nell'impianto di Loviisa, sulla costa Finlandese. Secondo i tecnici della centrale c?è stato un pericolo di incendio e perdite. La situazione, secondo gli addetti, è rimasta comunque sotto controllo.

8 ottobre 1999 - Rokkasho (Giappone). Una piccola quantità di materiale radioattivo fuoriesce da un deposito di scorie a Rokkasho, nella prefettura giapponese di Aomori. Le radiazioni provengono da due fusti arrivati dalla centrale nucleare di Ekushima.

20 ottobre 1999 ? Superphenix (Francia). Un incidente tecnico ritarda lo smantellamento del reattore a neutroni rapidi Superphenix di Creys-Malville (Isere), nel Sud-Ovest della Francia. Nell'operazione di scarico del reattore un inconveniente tecnico a una puleggia per l'estrazione delle cartucce di combustibile arresta la fase di scarico del materiale radioattivo.

18 novembre 1999 ? Torness (Scozia). Un Tornado della Raf in esercitazione precipita in mare di fronte alla centrale nucleare di Torness in Scozia a meno di ottocento metri dall?impianto. Un grave incidente è sfiorato per un soffio.

13 dicembre 1999 ? Zaporozhe (Ucraina). Il primo dei sei reattori nucleari della centrale ucraina di Zaporozhe viene fermato per il malfunzionamento dei uno dei segnalatori di eccessiva pressione.

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Loris D.
Posted May 28, 2008 6:29 PM
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5 gennaio 2000 ? Blayais (Francia) (scala Ines 2). Una tempesta provoca un incidente alla centrale di Blayais, nella Gironda, dove due dei quattro reattori vengono fermati. L?acqua invade alcuni locali della centrale: danneggiati pompe e circuiti importanti.

27 gennaio 2000 ? Giappone. Un incidente a una installazione per il riprocessamento dell?uranio in Giappone provoca livelli di radiazione 15 volte superiori alla norma in un raggio di circa 1,2 miglia. Funzionari locali segnalano che almeno 21 persone sono state esposte alle radiazioni.

15 febbraio 2000 ? Indian Point (USA). Una piccola quantità di vapore radioattivo fuoriesce dal reattore Indian Point 2 vicino alla cittadina di Buchanan sul fiume Hudson, località a circa 70 chilometri da New York. La perdita di gas radioattivo costringe la società che gestisce l?impianto a chiudere la centrale e a dichiarare lo stato di allerta. La perdita è di circa mezzo metro cubo di vapori radioattivi.

10 aprile 2003 ? Paks (Ungheria) (scala Ines 3). L?unità numero 2 del sito nucleare di Paks (costituito da quattro reattori è l?unico in Ungheria a 115 chilometri da Budapest) subisce il surriscaldamento e la distruzione di trenta barre di combustibile altamente radioattive. Solo un complesso intervento di raffreddamento scongiura il pericolo di
un?esplosione nucleare, limitata ma incontrollata con gravi conseguenze per l?area intorno a Paks.

17 ottobre 2003 ? Arcipelago de La Maddalena (Italia). Sfiorato incidente nucleare: il sottomarino americano Hartford s?incaglia nella Secca dei Monaci a poche miglia dalla base di La Maddalena dove solo l?abilità del comandante riesce a portare in porto il mezzo avariato. Il licenziamento di alcuni militari induce a pensare che il rischio corso non sia stato risibile.

9 agosto 2004 ? Mihama (Giappone). Nel reattore numero 3 nell?impianto di Mihama, 350 chilometri a ovest di Tokyo, una falla provoca la fuoriuscita di vapore ad alta pressione che raggiunge i 270 gradi provoca quattro morti tra gli operai. Altri sette lavoratori vengono ricoverati in fin di vita. E? l?incidente più tragico nella storia nucleare del Giappone. La centrale viene chiusa.

9 agosto 2004 ? Shimane (Giappone). Scoppia un incendio nel settore di smaltimento delle scorie in una centrale nella prefettura di Shimane.

9 agosto 2004 ? Ekushima-Daini (Giappone). L?impianto viene fermato per una perdita d?acqua dal generatore.

Aprile 2005 ? Sellafield (Gran Bretagna). Viene denunciata la fuoriuscita di oltre 83mila litri di liquido radioattivo in 10 mesi a causa di una crepatura nelle condotte e di una serie di errori tecnici.

Maggio 2006 ? Laboratori Enea di Casaccia (Italia). Fuoriuscita di plutonio, ammessa solo quattro mesi dopo, che ha contaminato sei persone addette allo smantellamento degli impianti.

Maggio 2006 ? Mihama (Giappone). Ennesimo incidente con fuga di 400 litri di acqua radioattiva nella ex centrale nucleare di Mihama.

26 luglio 2006 ? Oskarshamn (Svezia) (scala Ines 2). Corto circuito nell?impianto elettrico della centrale a 250 chilometri a sud di Stoccolma per cui due dei quattro generatori di riserva non sono stati in grado di accendersi. Vengono testate tutte le centrali nucleari del Paese e quella di Forsmark viene spenta.

7 ottobre 2006 ? Kozlodui (Bulgaria). Viene intercettato un livello di radioattività venti volte superiore ai limiti consentiti e le verifiche portano a scoprire una falla in una tubazione ad alta pressione. La centrale, che sorge nei pressi del Danubio, scampa a una gravissima avaria. Secondo la stampa locale la direzione cerca di nascondere l?accaduto e di minimizzarlo nel rapporto all?Agenzia nazionale dell?Energia Atomica.

28 giugno 2007 ? Kruemmel (Germania). Scoppia un incendio nella centrale nucleare di Krummel, nel nord della Germania vicino ad Amburgo. Le fiamme raggiungono la struttura che ospita il reattore e si rende necessario fermare l?attività dell?impianto. In pochi mesi si verificano avarie anche nelle centrali di Forsmark, Ringhals e Brunsbuttel.
Secondo il rapporto 2006 del ministero federale dell'Ambiente, l'impianto di Kruemmel è il più soggetto a piccoli incidenti tra le 17 centrali. Stando ai piani di uscita dal nucleare, fissati in una legge del 2002, il reattore dovrebbe essere spento al più tardi nel 2015.

16 luglio 2007 ? Kashiwazaki (Giappone). La centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo che fornisce elettricità a 20 milioni di abitanti, viene chiusa in seguito ai danneggiamenti provocati dal terremoto. L?Agenzia di controllo delle attività nucleari giapponesi ammette una serie di fughe radioattive dall?impianto, ma precisa che si tratta di iodio fuoriuscito dal una valvola di scarico. Il direttore generale dell?AIEA, Mohammed El Baradei, dice che il sisma: "è stato più forte di quello per cui la centrale era stata progettata". Il terremoto provoca un grosso incendio in un trasformatore elettrico, la fuoriuscita di 1.200 litri di acqua radioattiva che si riversano nel Mar del Giappone e una cinquantina di altri incidenti. Si teme che la faglia sismica attiva passi proprio sotto la centrale.
Loris D.
Posted Jun 14, 2008 1:46 PM
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Post #: 1,660
Pallante sul nucleare - 14 giugno 2008
http://it.youtube.com...
Loris D.
Posted Jul 3, 2008 6:12 PM
user 2633358
Treviso, IT
Post #: 1,674
Dal Cacao Alcatraz di oggi.

Il nucleare non ha futuro
La seconda buona notizia del giorno arriva invece dall'ultimo numero di Internazionale. Il titolo dell'articolo e' ?La penuria di uranio condanna il nucleare? e la sua chiarezza e' disarmante. Dal 1991 le 450 centrali nucleari sparse nel mondo consumano più combustibile (uranio 235) di quanto ne venga estratto. Nel 2003 solo il 50% del fabbisogno di uranio e' stato soddisfatto con le risorse minerarie, il resto e' arrivato dalle scorte militari. Gli ultimi giacimenti scoperti non ne contengono abbastanza da rendere economicamente conveniente l'estrazione. Come se non bastasse, l'uranio naturale contiene solo una piccola parte di uranio 235, lo 0,7% e per estrarlo, in Francia usano l'energia delle stesse centrali nucleari, negli Stati Uniti ci affiancano addirittura una centrale a carbone. Impensabile estrarre uranio dal mare, che ne contiene 3 milligrammi per metro cubo: la centrale di Leibstadt, in Svizzera, ad esempio, dovrebbe filtrare qualcosa come 53 miliardi di metri cubi di acqua all'anno. E la Svizzera non da' neanche sul mare!!! Infine il prezzo dell'uranio non e' mai stato cosi' alto: e' passato da 7 dollari alla libbra (453 grammi) a 75 nel 2007. Il prezzo più alto mai registrato in passato era di 43 dollari. ?In un contesto in cui l'approvvigionamento di combustibile crea tensioni e' assurdo voler costruire nuove centrali. Investiamo sulle rinnovabili. Oggi solo i politici non hanno ancora capito che il nucleare non ha futuro? conclude l'articolo.
Maurizio
Posted Jul 5, 2008 2:11 PM
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Post #: 539

Loris D.
Posted Jul 25, 2008 10:16 PM
user 2633358
Treviso, IT
Post #: 1,681
Dal Cacao Alcatraz di oggi.

A Empoli il premio Genialita' rinnovabile 2008
La citta' ospitera' il primo parco fotovoltaico d’Italia installato su un’ex-discarica. In parole povere hanno utilizzato lo spazio di un'ex discarica di rifiuti, in disuso perche' satura, per metterci sopra pannelli solari fotovoltaici. “Puntiamo a dimezzare il nostro fabbisogno di energia tradizionale nell’arco di sette anni” ha dichiarato il presidente della provincia di Firenze, Matteo Renzi. (Fonte: Buonenotizie.it).
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